- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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giovedì 2 novembre 2017

LEONARDO “IN CREASE”: FUORI MORETTI DENTRO PROFUMO

Ora la girandola di sostituzioni e cambi di casacca, ma gli amici sono sempre i benvenuti
La rivoluzione di Profumo sta toccando uno dei punti dolenti della precedente gestione: la totale dismissione della parte commerciale avvenuta negli ultimi tre anni. La nuova struttura del Commerciale sarà l’interfaccia unitaria di Leonardo, «facilitando le azioni di sviluppo del business con particolare focus sul mercato export, e dovrà sviluppare le attività di customer support, al fine di catturare il pieno potenziale di mercato, partendo dai fabbisogni attuali e futuri dei clienti»,  si tratta dell’opposto di quello che aveva deciso di fare Moretti, nonostante le sue dichiarazioni in merito all’internazionalizzazione di Finmeccanica considerata uno dei pillar di sviluppo nel suo piano industriale, con tagli e decisioni che avevamo ridotto al lumicino le attività commerciali e le sedi all’estero di Leonardo con un pesante calo di commesse soprattutto nella divisione elicotteri. Basta mettere in fila le decisioni dell’ex AD, a fronte di uno strombazzante racconto sui quotidiani di un incentivo all’internazionalizzazione, in realtà la situazione della presenza all'estero di Finmeccanica è decisamente diminuita dall'arrivo di Moretti, e principalmente per due motivi: uno sono i tagli indiscriminati di cui sono state vittime le funzioni commerciali e i loro manager pur di tagliare i costi (trasferte, viaggi, partecipazione a saloni ed eventi, attività di marketing e così via) e l'altro motivo è stato il continuo depauperamento degli uffici all'estero dell’ormai vecchia Finmeccanica, con riduzione degli organici e dei budget assegnati per operare e un controllo centralizzato sempre più asfissiante che ne limitava l'operatività sul campo. Inoltre, molti dei manager sono stati allontanati e i sostituti, spesso, non sono all'altezza (provenendo dalle aziende e non dalla corporate). La presenza internazionale è quindi diminuita, e i competitor se ne sono approfittati. In pochi forse hanno notato che negli ultimi tre anni molti top manager hanno dato le dimissioni (o sono stati invitati a farlo o sono stati mandati via). Inoltre, i nuovi requisiti sugli appalti, le  nuove regole per i fornitori, la restrizione dei requisiti per chi costruisce o ripara parti per le divisioni, hanno fatto si che molte storiche aziende, che negli hanno acquisito il non semplice know-how, sono state costrette a chiudere i rapporti, mettendo in seria difficolta le divisioni che non avendo più la possibilità di produrre tali parti, considerate di basso contenuto tecnologico. News daRadio scarpa”: pare che Partano i pre-pensionamenti!!!???

AleniaAermacchi (ex): nonostante le “fantasiose” richieste di lavorare sabato e la notte, che arrivano da una poco precisa distribuzione dei carichi di lavoro, la situazione non è tra le più rosee, stiamo grattando il fondo del barile ed è quasi esaurito il portafoglio ordini: non si vede la luce in fondo al tunnel. Le stravaganti decisioni di Moretti, che ci hanno fatto perdere la possibilità di nuovi progetti e nuovi ordinativi, lasciando per strada i rapporti con la SUKHOI, con l’AIRBUS, ecc.., ci sta costringendo a tirare la cinghia come non mai, ora Profumo eredita una situazione che, a fronte di una generale e decorosa situazione nazionale, vede la divisone velivoli al palo: le “nacelle” in dirittura di arrivo, pochi altri ordini sul mercato civile e meno ancora su quello militare, poche idee su nuove strategie, poca volontà nel voler rilanciare l’azienda con nuovi progetti senza considerare le nostre potenziali possibilità di progettazione e sviluppo di nuove macchine, acquisite in oltre cento anni di attività, bisogna crederci!  

AgustaWestland (ex): nuovo capo e nuova gestione, arriva Cutillo (anche se non proprio di primo pelo), si riparte con la sistemazione di hangar, facciate, strade, ecc., ogni cambio di gestione comporta un piccolo passo in avanti rispetto al “lifting” dell’azienda, appena la polvere sarà sistemata sotto lo zerbino, si potrà portare in visita aziendale il nuovo che “avanza”. Mentre in tutto il gruppo mancano nuovi progetti, in AgustaWestland il problema è l’esatto contrario, troppe macchine e troppi progetti, come dire che vale tutto e il contrario di tutto, basta giustificare la situazione, dimenticando che per decenni l’ala rotante ha fatto incassare una montagna di quattrini alla Holding Finmeccanica, proprio grazie ai nuovi progetti e all’invasione di nuovi mercati. Ora la situazione è in stallo, pochi ordini (molto propagandati) e si attinge al portafoglio ordini, fornitori che non consegnano, aziende che non ci fanno più pezzi/attrezzi/utensili ecc, ritardi nelle consegne per evidenti inidoneità dei manager: nessuno si assume più la responsabilità di decidere e la patata bollente passa a Roma che fa un errore dietro l’altro (in buona fede).

Contratto interno e PDR: in attesa delle decisioni dei nuovi “capi”, AD e HR, che arriveranno per fine anno, si sta cercando di sperimentare le nuove flessibilità di orario, ma non sono tutte rose e fiori, la nuova gestione centralizzata richiede spesso interventi manuali per adeguare le varie richieste alle nuove disposizioni, eppure l’automatismo dovrebbe evitare tale problema. Sul fronte del PDR le notizie non sono tra le migliori, per ora è tutto sospeso ma l’idea che sta circolando è quella di trasformare una buona parte del premio in Buoni Spesa, secondo la nuova moda lanciata dal CCNL che sta creando non pochi problemi nel mettere in pratica i “buoni propositi”. Non ci Siamo….  

Il Rinnovo del CCNL ci ha portato in tasca pochi spiccioli, 0.70 cent di euro al mese, e le nuove idee messe in campo, come la formazione “gratuita” on-line, i buoni spesa on-line, i fondi chiusi (sanità e pensione), stanno creando più problemi del previsto: molti dipendenti non hanno accesso alla rete per poter usufruire dei nuovi servizi, altri si troveranno iscritti ai fondi senza nemmeno saperlo, la formazione on-line diventerà l’ennesimo pasticcio mal riuscito, insomma si pensava di risollevare la nazione ma si ingrasseranno i soliti noti (banche e assicurazioni) il tutto sotto gli occhi “ingenui” di chi ha condiviso tale situazione a nome e per conto di tutti i lavoratori. SVEGLIA Ragazzi!!!


27 ottobre 2017   

mercoledì 19 aprile 2017

Alenia Aermacchi di Venegono Superiore: Nel 2017 più ferie per salvare i lavoratori interinali

All‘Alenia Aermacchi di Venegono Superiore, azienda del gruppoLeonardo Finmeccanica, è stato raggiunto un accordo sindacale per evitare il licenziamento di 193 lavoratori interinali a causa di un calo della produzione dovuto alle incertezze del mercato: la Polonia e Taiwan non hanno confermato due ordini importanti per il 2017.
L’azienda e la rsu, composta da Fiom, Fim, Uilm, Adl e Failms, hanno previsto per il 2017 uno smaltimento di ferie e permessi in numero superiore alla media di assenze previste in situazioni di normalità in favore di quei lavoratori interinali assunti con contratto a termine tre anni fa e in scadenza a giugno di quest’anno.

domenica 19 marzo 2017

LEONARDO/FINMECCANICA: MA QUALE E’ LA STRATEGIA INDUSTRIALE? LE IDEE DI MORETTI NON CI DANNO UN FUTURO, MEGLIO CAMBIARE.

La trasformazione di Finmeccanica in “one company” raggruppando sotto di sé tutte le controllate, non ha portato all’individuazione  di progetti su cui investire nei prossimi anni, ma semplicemente alla svendita di produzioni strategiche per l’Italia (vedi Ansaldo Breda e Ansaldo Sts), o  al ridimensionamento  e/o eliminazione di sedi come accade alla Alenia di Tessera  o alla Electron Italia. La prima si è vista cedere quote alla russa Scac-Sukhoi  con relativo abbandono del progetto dell’ aereo passeggeri commerciale Superjet SSJ 100, la seconda viene dismessa sbrigativamente dall’AD dicendo che non è core business e la restituiamo al mercato. A tre anni dalla nomina dell’ ing. Mauro Moretti come Amministratore Delegato di Leonardo/Finmeccanica  non è ancora chiaro il piano industriale che dovrebbe rilanciare l’azienda. Si sta infatti consolidando l’idea che più che assumere il compito di AD, Moretti stia svolgendo il ruolo di curatore fallimentare.

Alle centinaia di lavoratori e lavoratrici che vedono a rischio il proprio posto di lavoro bisogna aggiungere la sofferenza di tutti quelli a cui sono state ridotte le competenze (vedi Alenia in Campania e Puglia) e dei lavoratori dell’indotto spesso considerati di serie B e per questo poco difesi. E’ evidente, a questo punto, che il piano messo in atto dall’attuale AD sia finalizzato al solo recupero economico ottenuto attraverso cessioni di attività e riduzione dei costi nelle gare di appalto con conseguente taglio dei salari. Nei primi nove mesi del 2016 i ricavi consolidati sono diminuiti del 10,7% mentre l’utile netto è aumentato da 122 a 352 milioni da attribuire però in larga parte alla riduzione degli “oneri finanziari netti” per 180 milioni. Inoltre, l’andamento continua a risentire delle difficoltà nel settore elicotteri per le commesse sfumate (es. acquisto di AH-04 Apache da parte del ministero della difesa britannico direttamente alla Boeing o la scelta degli S-70i Black Hawk della statunitense Sikorsky  in Polonia), e nel settore aerei civili (C295W di Airbus  invece che gli Spartan C27J in Canada) mentre nei  calcoli effettuati nel settore aeronautico, ordini per 9.790 milioni in calo rispetto al 2015 (1.290), si è erroneamente  contabilizzato l’intero valore della fornitura al Kuwait di 28 EFA sebbene la quota di pertinenza di Finmeccanica sia pari al 60%.  

La Divisione Elicotteri (ex Agusta Westland): le contrazioni delle vendite dovrebbero proseguire anche nel 2017 (a settembre 2016 i ricavi sono stati 2.565 mln di euro contro i 3.212 del 2015). Anche il finanziamento del  nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES) dell’Esercito italiano, aggiornamento dell’elicottero  AH-129 Mangusta, non produrrà carichi di lavoro consistenti ed effettivi (487,06 milioni di euro da suddividere negli esercizi finanziari dal 2016 al 2025 ma i tempi di attuazione sono da definire). Si prospettano incrementi nel segmento civile (80% della produzione) e un calo in quello militare.

Per le sedi campane di Pomigliano e Nola mancano investimenti e nuove  commesse. Il lavoro si sta riducendo e sono a rischio i lavoratori dell'indotto di aziende come Dema e Sipal. Tenendo conto che i dipendenti sono ingegneri e tecnici, ciò vuole dire che la progettazione è esigua;

Sedi di Alenia/Aermacchi  di Venegono S. (VA), Cameri (NO), Caselle e corso Marche Torino: anche qui  non esistono prospettive chiare per i prossimi anni. A Venegono Superiore Alenia/Aermacchi  si progetta e produce addestratori.  Attualmente si stanno ultimando le consegne delle commesse italiana e polacca dell’M-346 mentre la prima consegna dell’M-345 è prevista per il 2019 (addestratore derivato dal Siai Marchetti  S211 poi M311, la progettazione è in ritardo rispetto al programma prefissato, l'Italia ne ha acquistati 5 visto che il maggiore azionista di Leonardo è il ministero economico e finanza).  Inoltre vi è stata la cancellazione del MoU per la fornitura di 66 M-346 a Taiwan e il ritiro del partner Raytheon dal consorzio per la partecipazione di Leonardo  alla gara americana per il nuovo aereo addestratore T-X. Sebbene Alenia/Aermacchi abbia deciso comunque di partecipare alla gara di fine 2017 con la sua controllata americana DRS, è più probabile una vittoria di uno dei  due contendenti  Lockheed Martin con il T50 coreano e la Boeing  con la Saab svedese.  Dunque la situazione è critica;

Nella sede di Caselle la perdita del  contratto con il Canada ha messo  in crisi il carico produttivo in quanto la commessa dei 28 EFA al Kuwait (Stato sicuramente non pacifico) darebbe lavoro, se fosse a pieno ritmo, solo per circa 1-2 anni.  Ad oggi il lavoro è garantito per i primi 6 mesi dell'anno mentre il secondo semestre è scarico ed è in attesa della produzione per il Kuwait.

Anche a Torino C.so Marche per il 2017 si prevede una riduzione dei carichi di lavoro. Per quanto riguarda Cameri continua la produzione e assemblaggio delle strutture dell'F35 per i primi 90 acquistati dall'Italia e delle ali per alcune nazioni partecipanti al progetto. Considerando che tutta la fase di progettazione rimane in mano alla Lockheed Martin, è da ricordare che a tuttora non vi sono stati i trasferimenti tecnologici previsti e latita il trasferimento di lavoro. Per di più Cameri doveva essere l’unico luogo di MRO&U (manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento) al di fuori degli Stati Uniti, ma il 7 novembre scorso il Pentagono ha deciso che l’assegnazione  di lavoro extra strutture e motore (affidato alla Turchia), cioè le componenti più nobili del progetto, andranno alla Gran Bretagna, Olanda e Australia. Vengono così smentite le dichiarazioni di Roberto Cota, ex presidente della regione Piemonte, secondo cui l’F-35 avrebbe creato 10.000 posti di lavoro visto che al momento vi sono in forza  circa 700 lavoratori, di cui una parte provenienti da Caselle. Calcolando che per i 90 velivoli acquistati dall'Italia si spenderanno dai 13-15 miliardi di euro e la costruzione degli immobili è costata poco meno di 1 miliardo di euro, qual è l’affare? Considerando che gli addestratori M346 e M345 sono velivoli recenti e che i caccia  Eurofhigter e i relativamente nuovi F35 sono già in produzione avanzata, e che l'ingegneria industriale divisione velivoli occupa circa 1500 dipendenti, è legittimo chiedersi quando potrà esserci lo sviluppo di un nuovo progetto?

Quale futuro per Leonardo/Finmeccanica se nei fatti non esiste una seria politica industriale?

Servirebbero  un governo (lo Stato è il maggiore azionista di Leonardo Finmeccanica) e una direzione aziendale in grado di stabilire le priorità e le alleanze internazionali.  La decisione che Leonardo debba essere una  società dedicata ai soli settori della difesa-sicurezza  abbandonando quelli pur strategici prettamente civili, si è rivelato un errore.  Leonardo è padrona di tecnologie avanzate e duali dunque può essere impiegata in più settori riconvertendo e diversificando la produzione. Le somme ricavate dalle vendite delle società come Ansaldo non dovrebbero servire esclusivamente per ripianare i debiti, ma essere in parte utilizzate in investimenti, rinnovo di impianti e macchinari e nella ricerca e sviluppo di progetti socialmente utili. Altrimenti vi sarà, come è sempre stato, un continuo ridimensionamento occupazionale e prima o poi potrà toccare anche a noi.

E’ compito del sindacato chiedere con forza un cambio nella politica industriale. In questi mesi si sono visti   lavoratori in lotta per difendere il  proprio posto di lavoro. Sarebbe un grave errore pensare che la crisi che attraversa le sedi di Tessera o della Electron come pure quelli delle aziende dell'indotto, non sia anche un nostro problema. Queste sono realtà che ci appartengono perché ovunque la direzione aziendale può ritenere necessario tagliare. Quando una sede viene minacciata tutte le altre la devono difendere. Visti i risultati, ci domandiamo se sia utile confermare Moretti o se non sia arrivato il momento di ammettere di non aver fatto la miglior scelta e tornare sui propri passi.    

Marzo 2017     

giovedì 21 luglio 2016

LEONARDO/FINMECCANICA: Moretti vende anche FATA LOGISTIC

LEONARDO/FINMECCANICA: “ingenuità” al vostro servizio
Moretti vende anche FATA LOGISTIC
Drastica riduzione del fuori casa: migliaia di lavoratori rischiano il posto

Prosegue la cura dimagrante dell’azienda parastatale diretta dall’AD nominato dalla forza politica ora in auge, cura dimagrante fatta per tentare di risanare (secondo l’AD) una situazione che stava per portare al tracollo l’intero gruppo. Secondo le teorie dell’AD è necessario mantenere il controllo dell’Alta Tecnologia mentre tutto il resto serve solo per fare cassa. Ora tocca a FATA Logistic che gestisce la logistica e la movimentazione dell’intero gruppo e che M. M. si prepara a vendere al miglior offerente rappresentato solo da multinazionali estere (DHL, FEDEX ecc.), che agiscono all’interno degli appalti attraverso il massiccio uso di cooperative con “dipendenti” con bassi stipendi e con poche tutele, nel silenzio assordante dei soliti sindacati.

Quale sarà la prossima azienda da “sacrificare”? FGS???


Da Frosinone a Varese, dall’Inghilterra all’Italia e da Grottaglie a Torino, sono già iniziati i trasferimenti “forzati” di lavoratori voluti dall’AD allo scopo di riequilibrare le forze da dove c’è poco lavoro a dove, invece, si deve arginare un picco produttivo; In realtà il “picco produttivo” viene creato grazie alla riduzione di centinaia di migliaia di ore di attività “fuori casa”, attività esternalizzate da decenni (sempre per volere di Finmeccanica), che ci sta portando alla massiccia perdita di Know-how e che ora ci presenta un conto salato da pagare: solo in Agusta si parla di 300 lavoratori lasciati a casa in un anno, lavoratori che sono in azienda da decenni e che sarà difficile rimpiazzare visto il loro livello di conoscenza acquisito; un altro contraccolpo da assimilare grazie agli errori di valutazione da parte di chi agisce velocemente ma ragiona molto lentamente.   Le aziende dell’indotto ringraziano per la cortesia.

“…… fornitori non all’altezza della qualità del prodotto richiesta dal cliente; troppi “modelli” sul mercato; enormi investimenti per macchinari mai usati in favore di aziende esterne poco qualificate; abbiamo troppi operai rispetto agli impiegati; un quarto dell’engineering non è in grado di progettare un prodotto di qualità; molti dirigenti hanno fatto carriera non per motivi professionali; ci sono “siti” con dipendenti che non timbrano la presenza; dobbiamo fare massicci investimenti nel militare a discapito del civile; ennesimo cambio del nome necessario per “ripulire” l’azienda; una classe politica inadeguata per questa azienda;....…”

Questo è il pensiero del nostro ben amato AD espresso in modo abbastanza chiaro durante la sua audizione in parlamento ma che non si sta concretizzando con dei buoni  risultati, anzi, tutt’altro:  continuare a criticare la classe dirigente non è il modo migliore per farla produrre; controllare tutti i budget di spesa e rinegoziare tutti gli appalti al ribasso non si traduce in un migliore servizio; investire nel militare quando è il civile che ci tiene in piedi non vuol dire avere intuito negli affari;

Ai nostri errori si stanno sommando gli errori dovuti all’inesperienza e all’arroganza di chi pretende di sapere tutto….. così non si rischia il tracollo?

20 Luglio 2016
ADL – Sindacato di Base

mercoledì 30 marzo 2016

Agusta e Aermacchi saranno solo un ricordo del passato

FINMECCANICA “ONE COMPANY”: 3600 NO ALL’ACCORDO INTERNO
referendum “autogestito” e con poca trasparenza nel voto


Il referendum tra i lavoratori sull’ipotesi d’accordo interno di Finmeccanica, avvenuto nei giorni 7,8,9 marzo, ha concluso la prima parte della trattativa, durata diversi mesi, con l’approvazione, a maggioranza, dell’accordo già pre-firmato da FimFiomUilm. La votazione dei lavoratori è avvenuta dopo che le RSU avevano già approvato l’accordo; visto che le nuove regole prevedono solo il voto delle RSU, il referendum dei lavoratori è una forma di democrazia sicuramente più condivisibile ma…. avevamo chiesto, come ADL, di costituire una commissione elettorale per poter organizzare al meglio il referendum e di poter partecipare allo spoglio delle schede, ma FimFiomUilm hanno fatto da soli dicendo che loro hanno fatto la trattativa e loro fanno il referendum e lo spoglio. In alcune aziende (AleniaAermacchi) sono avvenuti addirittura due referendum paralleli, organizzati da alcuni sindacati che, per il solo fatto di aver firmato l’art. 47 senza le necessarie garanzie occupazionali da parte Finmeccanica, hanno ottenuto una trattativa separata e si sono fatti il loro referendum con il loro spoglio; questo ci fa capire l’importanza (per Finmeccanica) di avere le firme dei sindacati senza dare le necessarie tutele per i lavoratori. Nonostante l’autogestione del referendum e alcuni “pasticci” (alcuni lavoratori si sono trovati la scheda già votata) il voto non è stato un plebiscito di SI, ci sono 3600 lavoratori che non credono più alle favole che raccontano fimfiomuilm e di questo qualcuno si dovrà preoccupare!!

Finmeccanica: anche la provincia di Varese accoglie la proposta di ADL

Consiglio Provinciale del 22 marzo 2016
Approvata anche la mozione congiunta e condivisa da tutti i gruppi consiliari su Agusta Wetsland nella quale il consiglio provinciale chiede che l'ente si impegni a partecipare e collaborare nella costituzione di un tavolo di lavoro sul tema coinvolgendo le istituzioni locali, le associazioni di categoria, i rappresentanti dei lavoratori e l'azienda; a relazionare al Consiglio provinciale periodicamente sull'attività svolta e a individuare forme di informazione alla cittadinanza e a coinvolgere gli esponenti politici regionali e nazionali.

mercoledì 23 marzo 2016

Samarate: delibera consiglio comunale di lunedì 14 marzo 2016

RISOLUZIONE RELATIVA AL CAMBIAMENTO DEL MODELLO DI GOVERNANCE 
DI AGUSTAWESTLAND CON LA TRASFORMAZIONE IN
FINMECCANICA-HELICOPTERS DIVISION

Negli scorsi mesi AgustaWestland spa è divenuta una divisione di Finmeccanica spa.
Abbiamo assistito al conseguente verticistico accentramento funzionale e decisionale che porta con sé il rischio di indebolire il forte legame con il territorio, che per decenni è stata la base su cui si è costruito uno sviluppo economico e che ha fatto di Agusta un’azienda leader nel mondo.

AgustaWestland è infatti sicuramente tra i leader mondiali dell’industria elicotteristica, è un’eccellenza per la nostra città, per la provincia e la regione dove è localizzata, e rappresenta un polo strategico di elevate competenze intellettuali, ingegneristiche, tecnologiche unico al mondo. Unico anche per l’indissolubile legame al territorio dove l’azienda opera con utili sinergie col mondo produttivo e gli enti locali. Non solo un’azienda ma un marchio unico, un brand da non sostituire e non cancellare.

Il Consiglio Comunale di Samarate, facendosi interprete delle preoccupazioni dei lavoratori e dell’indotto, ritiene di dover approfondire i mutamenti in corso nella governance aziendale per comprendere al meglio:

  • le ricadute occupazionali, anche in termini di tutela delle assunzioni legate al territorio;
  • il futuro delle proficue relazioni con aziende dell’indotto locale;
  • le modalità di relazione dell’azienda con gli enti locali territoriali.

Uditi gli interventi, dopo il dibattito

impegna la Giunta Comunale a


  1. costituire e coordinare un tavolo di lavoro sul tema, coinvolgendo istituzioni locali, associazioni di categoria, rappresentanti dei lavoratori e l’azienda;
  2. relazionare al Consiglio Comunale periodicamente sull’attività svolta e a individuare forme di informazione alla cittadinanza;
  3. coinvolgere  in dette attività gli esponenti politici a livello nazionale e regionale nonché referenti del territorio

lunedì 21 marzo 2016

Finmeccanica, tessera: circa 130 addetti sono senza attività e si sta valutando la possibilità di applicare gli ammortizzatori sociali

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 17 marzo 2016
nell'allegato al bollettino in Commissione X (Attività produttive)
5-06626
Preliminarmente evidenzio che il 3 Novembre 2015 il CdA di Finmeccanica ha approvato la nuova struttura organizzativa, basata su un modello divisionale «One Company», operativa dal 1o gennaio 2016.
Tale nuova struttura è articolata in quattro settori (Elicotteri, Aeronautica, Elettronica, Difesa Sistemi di Sicurezza e Spazio) e sette Divisioni (Elicotteri, Velivoli, Aerostrutture, Sistemi Avionici e Spaziali, Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale, Sistemi di Difesa, Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni).
Con il nuovo modello organizzativo della One Company, Finmeccanica è diventata dal 2016 un'unica azienda, con un nuovo sistema di governance che ha superato il precedente modello della holding a capo di società controllate, articolato come già detto, in settori e divisioni operative.
In tale contesto si confermano le direttrici strategiche ed industriali, ivi comprese le mission individuate per i siti del settore Aeronautico di Finmeccanica in Campania e Puglia, che saranno attribuite alla Divisione Aerostrutture.
Riguardo tale segmento, il mercato di riferimento risulta essere altamente competitivo in ragione della presenza di importanti player a livello mondiale.
Riferisce la società Finmeccanica che, a seguito del nuovo piano industriale, l'eventuale riassetto di alcune attività non è mirato ad un impoverimento delle realtà territoriali, bensì a creare le condizioni per un loro effettivo rilancio e rafforzamento, salvaguardando le competenze specifiche.
In questo contesto nel particolare di quanto richiesto nell'atto in discussione, il sito di Venezia Tessera rappresenta un presidio produttivo di Finmeccanica dedicato attualmente ai Settori Aeronautica ed Elicotteri.
Relativamente al Settore Aeronautica Finmeccanica ha informato che presso il sito di Tessera sono in chiusura le attività di revisione e trasformazioni dei velivoli.
Il Piano Industriale del 2011 firmato dall'allora Alenia Aeronautica con le organizzazioni sindacali prevedeva già la chiusura delle attività per fine 2013. Attività addizionali hanno permesso di rimandare la chiusura a fine 2015. A partire da gennaio 2016, circa 130 addetti sono senza attività e si sta valutando la possibilità di applicare gli ammortizzatori sociali più idonei legati alla chiusura del sito, atti a mitigare gli impatti sociali.

La società sta altresì valutando la ricerca di imprenditori e/o partner interessati a installare attività manutentive in campo aeronautico che potrebbero assorbire una quota del personale dell'impianto.
Per quanto riguarda Superjet International che, come noto agli interroganti, è una joint venture italo-russa costituita da Finmeccanica-Alenia Aermacchi e Sukhoi finalizzata alla commercializzazione ed al supporto del velivolo regionale SSJ100 ai Clienti Occidentali, Finmeccanica ha informato che sono in corso trattative con il partner russo per rivedere i termini della collaborazione, all'esito delle quali saranno ridefiniti gli aspetti industriali e di business.
Relativamente invece al Settore Elicotteri sul sito si svolgono le attività relative al Montaggio Finale degli elicotteri NH90, che garantiranno continuità nei carichi di lavoro ancora per qualche anno.
Il Governo, in qualità di azionista di riferimento di Finmeccanica, nell'ambito delle proprie competenze, porrà in essere ogni iniziativa e vigilerà affinché il nuovo modello di organizzazione della società, vada nella direzione dello sviluppo e del rilancio produttivo dei settori costituenti una risorsa strategica e irrinunciabile per l'intero Paese.

sabato 19 marzo 2016

Movimento 5 Stelle e sindacato di base AdL s’incontrano per discutere degli scenari che si aprono per Finmeccanica


«Abbiamo raccolto la preoccupazione dei dipendenti Alenia Aermacchi e Agusta Westland sull’assorbimento in Finmeccanica, con una riorganizzazione che prevede anche licenziamenti e sacrifici per le aziende del territorio che fino ad oggi hanno lavorato con il gruppo Finmeccanica» dice Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.  «Quello che sta subendo già oggi è l’indotto, si sta tagliando in tutti i settori» aggiunge Fiorenzo Campagnolo, sindacalista AdL. «In Piemonte c’è una mozione regionale, che segue quella della Campania: la presenteremo anche in Lombardia» promette la consigliera Macchi.
L’azione congiunta tra M5S e sindacato di base (già sperimentata ad esempio su alcune vicende di Malpensa e del settore sanità) passerà anche dal livello più locale, quello comunale. «Vogliamo stare con fiato sul collo delle autorità e delle associazioni di categoria che non hanno partecipato, oltre ovviamente a Finmeccanica che non si è presentata, probabilmente in imbarazzo» aggiunge Stefano Provasio, consigliere comunale di minoranza a Samarate. «Lunedi – aggiunge Campagnolo di AdL – abbiamo chiesto a Samarate di istituire un tavolo permanente per monitorare la situazione e l’impatto sul territorio: il consiglio ha accolto nostra proposta, oggi riportiamo in evidenza il problema insieme al M5S, unica forza politica che ci ascolta»
varesenews.it

martedì 15 marzo 2016

Fusione Finmeccanica: ADL Propone un coordinamento permanente


Moretti pensa ai conti, i lavoratori di Finmeccanica al futuro

È la perdita di contatto con il territorio la vera paura che è emersa nelconsiglio comunale aperto di Samarate dedicato al riassetto organizzativo di Finmeccanica One Company. E i numeri espressi dalcluster aerospaziale lombardo, di cui fanno parte anche Agusta Westland e Alenia Aermacchi, le due ammiraglie varesine del gruppo industriale guidato da Mauro Moretti, giustificano tale paura. Oltre 5 miliardi di euro di fatturato per 15.800 addetti sono un valore enorme ma non destinato a durare in eterno
La presenza massiccia nella sala consiliare di via Gelada di operai, sindacalisti, amministratori locali e politici nazionali.
Il recente accordo con il Kuwait per una fornitura del valore di 8 miliardi di euro è importante ma non sposta di una virgola le preoccupazioni di Fiorenzo Campagnolo dell’Adl, secondo cui, per salvaguardare un pezzo importante di Finmeccanica «bisogna aprire un vero confronto con gli amministratori della One Company» . Mentre, l’accentramento delle funzioni viene letto da Davide Crippa come una perdita di legame con il territorio senza peraltro garantire efficienza al sistema.

Fusione Agusta Aermacchi in Finmeccanica: ADL invitata in consiglio per il confronto sulle ricadute occupazionali


martedì 15 dicembre 2015

“Aermacchi, centinaia in sciopero. Al di là delle sigle sindacali”

«Hanno aderito molti più lavoratori di quelli iscritti alle sigle sindacali che hanno organizzato lo sciopero. Questa mattina, ad esempio,l’officina era deserta». Parole dei rappresentanti sindacali di Fiom-Cgil e Adl-Cub che hanno organizzato lo sciopero in Aermacchi martedì 15 dicembre, su diversi turni di lavoro. Il presidio principale si è svolto davanti all’ingresso dell’azienda, dalle 6 alle 10 del mattino: sia i delegati sindacali che i rappresentanti dei lavoratori confermano che l’iniziativa, nonostante non vi abbiamo aderito le altre sigle come Fim-Cisl e Uil, è stata un successo. «Il nostro obiettivo è chiedere che l’azienda ritiri l’ultimatum del 23 dicembre per giungere a un accordo sul nuovo contratto di lavoro – spiegano -. Giovedì a Roma c’è una nuova riunione e queste trattative hanno bisogno di tempo, per il bene dei lavoratori».
I motivi dello sciopero, che giovedì ha coinvolto centinaia di lavoratori sui 1.400 presenti nello stabilimento Aermacchi di Venegono Inferiore, sono infatti le trattative per il nuovo contratto: «Abbiamo iniziato questa protesta perché c’è in atto un’operazione di una parte delle aziende metalmeccaniche che si fonderanno in Finmeccanica – spiega Fiorenzo Campagnolo di Adl-Varse -.
 Per la nostra provincia sono coinvolte Alenia Aermacchi e Agusta. Oggi protestiamo perché all’avvio della trattativa sembrava vi fossero buoni risultati per i lavoratori, ma dopo i primi incontri la situazione è peggiorata, fino ad arrivare al rischio di 7mila esuberi in tutta Italia, quasi il 20 per cento dell’intera occupazione della “one company” che si verrà a creare. L’azienda non dichiara come tutelerà questi lavoratori in esubero e come saranno distribuiti».
varesenews.it



Sciopero in Finmeccanica, ma il sindacato si spacca

La Fiom Cgil indice lo sciopero e rompe con Fim Cisl e Uilm che considerano la scelta un grave errore. Nicolia (Uilm): «Per la prima volta si sono alleati con l'Adl. È questa l'unica novità».
I lavoratori delle aziende di Finmeccanica tornano a incrociare le braccia, questa volta però lo sciopero, con blocco permanente degli straordinari, non è unitario ma indetto solo dalla Fiom in alleanza con l’Adl, sindacato autonomo presente nelle aziende del gruppo.
Martedì 15 dicembre negli stabilimenti dell’Alenia Aermacchi diVenegono Superiore si sciopererà 4 ore con presidi alle entrate dalle 6 alle 10. Lo stop sarà così articolato: per il primo turno le prime 4 ore, per il secondo e terzo turno le ultime 4 ore di lavoro con uscita anticipata.Per la giornata le prime 2 ore e le ultime 2 ore con uscita anticipata. Per i part-time le prime 4 ore di lavoro in base al proprio orario di lavoro. Giovedì 17 dicembre si replica negli stabilimenti di Agustawestland a Cascina Costa con uno sciopero di 8 ore con presidio permanente ai cancelli . «La decisione è stata presa dalle assemblee di fabbrica di venerdì 11 dicembre dopo le gravi forzature diFinmeccanica negli incontri del 9 e 10 dicembre» spiegano i delegati della Fiom.

metalmeccanici della Cgil contestano ai vertici diFinmeccanica di voler chiudere le trattative con troppa fretta e ad ogni costo entro il 23 dicembre, accelerazione che non sarebbe dettata dai contenuti. «Si tratta di un atteggiamento inaccettabile – sostiene la Fiom Cgil – i tempi del negoziato non possono essere l’unico criterio per valutare un accordo. Il merito sarà per noi l’elemento decisivo su cui valutare un’ipotesi di accordo che comunque dovrà essere presentata nelle assemblee e votata da tutti i lavoratori. L’impostazione attuale di Finmeccanica nei fatti, propone una riduzione dei diritti e delle retribuzioni derivanti dagli accordi in essere».

lunedì 14 dicembre 2015

Finmeccanica: Sciopero AleniaAermacchi Venegono

Come volevasi dimostrare siamo arrivati alla fine dell’anno e si avvicina pericolosamente il punto di non ritorno, gli atti formali per il passaggio alla nuova azienda “One Company” sono già firmati da mesi e la data riportata è il 1° gennaio 2016. le intenzioni di Moretti (e l’incarico che gli è stato conferito) erano chiari fin dall’inizio: risanare il gruppo anche con sacrifici. D'altronde il suo recente passato alle ferrovie non è stato senza sacrifici, soprattutto per i lavoratori: quelli fortunati hanno mantenuto il posto di lavoro, gli altri (decine di migliaia) non possono dire la stessa cosa. Che cosa ci possiamo aspettare di diverso nella “One.Company”?

MA DOBBIAMO STARE A GUARDARE I GIOCHETTI DI MORETTI SENZA REAGIRE?


ADL dichiara:  
SCIOPERO
MARTEDI 15 DICEMBRE 2015
ALENIA/AERMACHI 
CON PRESIDIO AI CANCELLI
dalle ore 6.00 alle ore 10.00 - 1°turno   
ore 8.00-10.00 e 15.00 - 17.00 – giornata
2° e 3°turno - LE ULTIME 4 ORE


VENEGONO  14 dicembre 2015

mercoledì 18 novembre 2015

R.S.U. Agustawestland - IL SALARIO, LA PROFESSIONALITA’, I DIRITTI ACQUISITI NON SI TOCCANO

R.S.U. Agustawestland
Stabilimento di Cascina Costa

IL SALARIO, LA PROFESSIONALITA’ 

I DIRITTI ACQUISITI 

NON SI TOCCANO


A seguito dalle assemblee tenutesi in data 13 e 18 novembre,
la RSU AgustaWestland di CASCINA Costa indice

2 ORE DI SCIOPERO

nella giornata di 

Venerdì 20 Novembre 2015

con blocco dei cancelli

Obbiettivo della mobilitazione è dare un primo e forte segnale sulla situazione di stallo,
sull’argomento PdR, venutasi a creare nel corso della Trattativa relativa al Contratto di secondo livello Finmeccanica.
Inoltre vogliamo precise rassicurazioni sugli elementi specifici di professionalità, che Finmeccanica vorrebbe ridimensionare

Modalità di svolgimento dello sciopero:
lavoratori a giornata dalle ore 8.00 alle ore 10.00
turnisti 1 turno dalle 7.00 alle 9.00
turnisti 2 turno dalle 20.00 alle 22.00
turnisti 3 turno dalle 22.00 alle 24.00

A sostegno dell’iniziativa si proclama il

BLOCCO TOTALE DEGLI STRAORDINARI
E DI OGNI FORMA DI ABBINAMENTO 


finchè non si vedranno segnali positivi in merito all’andamento della Trattativa.

La RSU informerà i Lavoratori in merito agli sviluppi, in modo tale da decidere insieme le eventuali azioni future da intraprendere.

Tutti i Lavoratori devono timbrare ad eccezione dei lavoratori interinali che sono esentati da tale iniziativa.

CASCINA COSTA 18/11/2015
RSU AGUSTAWESTLAND

Alenia Aermacchi Caselle Nord SCIOPERO DI UN’ORA e MEZZA

SCIOPERO DI UN’ORA e MEZZA
sulla trattativa Finmeccanica

A sostegno della trattativa per il nuovo accordo integrativo aziendale di Finmeccanica, le RSU di Caselle dichiarano

UN’ORA e MEZZA di SCIOPERO
PER I LAVORATORI DI 2°/3° TURNO
(di CASELLE NORD)
CON USCITA ANTICIPATA

Coerentemente con l’iniziativa dei lavoratori 
del 1°turno e del centrale

Nelle assemblee svolte quest’oggi sono stati ampiamente illustrati e dibattuti i gli argomenti trattati sin’ora a Roma,
Dopo un primo tema sugli Orari e Flessibilità, si è verificata una “sospensione” della discussione sul tema del PDR, per l’impossibilità ad ora di giungere ad una intesa tra le parti.

Le RSU, di Caselle e Torino, concordano, sulla necessità di indicatori che permettano un più chiaro e fattibile raggiungimento del PdR, attraverso un maggiore coinvolgimento delle RSU.

Invitiamo tutti i lavoratori a mandare un forte segnale all’azienda, con una massiccia partecipazione allo sciopero indetto, per rimuovere gli ostacoli al proseguimento della trattativa.

Caselle, 18 novembre 2015
RSU 
Alenia Aermacchi Caselle Nord