- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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giovedì 31 agosto 2017

Pubblico Impiego in Movimento: SOLIDARIETÀ AI DELEGATI DELLO SPALLANZANI

No alla repressione del diritto di parola! Noi stiamo con Alessia e Lorenzo
Vietato criticare l'azienda. E se lo fai? Sospensioni, licenziamenti e querele con richieste di risarcimento di migliaia di euro.
Codici etici, regolamenti disciplinari, obblighi di riservatezza, sono trappole infernali che mirano direttamente a tappare la bocca ai lavoratori e alle lavoratrici, a criminalizzare e a reprimere sul nascere ogni forma di critica,
dissenso.
Anche semplici esternazioni su Facebook determinano licenziamenti per il venir meno dei principi di correttezza e buona fede.
Se poi la critica arriva da delegati sindacali, la risposta repressiva è assicurata.
Non si tratta solo della cancellazione del diritto di critica ma si determinano le nuove relazioni sindacali dettate dai rapporti di forza, da una legislazione in materia di lavoro che permette ormai il libero arbitrio.
Nei giorni scorsi è arrivato il provvedimento disciplinare per i due delegati Cobas dell’Irccs Spallanzani di Roma, 4 mesi di sospensione senza stipendio e una querela a loro carico,
"colpevoli" di avere denunciato carenze di personale, lo sfruttamento dei lavoratori e la privatizzazione della sanità pubblica, tutto ciò in una intervista radiofonica.
Ma anche la solidarietà a favore dei lavoratori colpiti da iniqui procedimenti disciplinari può essere utilizzata contro di loro, non a caso la manifestazione di solidarietà tenutasi davanti all'ospedale romano sarebbe menzionata nel provvedimento disciplinare, una motivazione per inasprire la sanzione.
Quanto accade ai due delegati del cobas allo Spallanzani, sta verificandosi in molti altri casi, una semplice critica viene considerata lesiva della dignità di dirigenti e amministratori e subito si intraprendono procedimenti disciplinari fino al licenziamenti.
E tutto ciò accade mentre la sanità pubblica subisce tagli draconiani di cui fanno le spese la cittadinanza e soprattutto le classi sociali meno abbienti che non possono permettersi costose visite private o intramoenia.

Pubblico Impiego in Movimento si schiera dalla parte dei due delegati, per la libertà di parola e di espressione, per denunciare con forza i tagli alla sanità, tagli agli organici e ai nostri salari.

martedì 4 luglio 2017

RIUNIONE DI COORDINAMENTO LAVORATORI/DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO

 “Diamo vita ad un coordinamento stabile delle realtà di base, dei delegati/lavoratori della Pa e a partire da oggi ci riuniremo periodicamente per estendere e rafforzare la mobilitazione e dare forza alle proposte scaturite dalla assemblea”.

RIUNIONE DI COORDINAMENTO LAVORATORI/DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO

Per il giorno
Mercoledì 5 luglio 2017

Presso la
sala riunioni RSU in Stazione Centrale  
Binario 21 - scala E - Quarto piano
Dalle ore 10.00 alle ore 16.00


Noi vogliamo riprovarci per costruire una iniziativa unitaria e rispondente ai bisogni reali dei lavoratori e delle lavoratrici serve chiarezza di intenti con lo scopo di provare a costruire una mobilitazione nei luoghi di lavoro per resistere alla barbarie che incombe in materia di lavoro e diritti, perché se non costruiamo una risposta adeguata anche le esperienze oggi esistenti del sindacalismo di base soccomberanno davanti ad una iniziativa che mira a cancellare migliaia di posti di lavoro, a esternalizzare servizi, a indebolire il potere di acquisto e di contrattazione.

giovedì 15 giugno 2017

Pubblico Impiego in Movimento Rimettiamoci In Movimento


Pubblico Impiego in Movimento: Rimettiamoci In Movimento Mozione finale

L'assemblea nazionale di Pubblico Impiego in Movimento, tenutasi a Milano il 10 giugno 2017 ha visto la partecipazione di una settantina di delegati/e del Pubblico Impiego.
Ciò, per noi, costituisce un altro passo avanti in questo cammino.
Decreti Madia, smantellamento delle aziende partecipate, fine delle dotazioni organiche, mancata stabilizzazione dei precari, appalti  che determinano perdita salariale e occupazionale, introduzione di forme di welfare aziendale che sanciranno il baratto del salario con la previdenza e la sanità integrativa, un business che vede direttamente coinvolti i sindacati.

A distanza di due anni dalla sentenza della Consulta, che imponeva il rinnovo dei contratti dopo anni di illegittimo blocco, i contratti sono ancora fermi e la circolare Madia conferma che non ci sono neppure i soldi promessi, quelli che in ogni caso non consentirebbero alcun recupero del potere di acquisto.

Le materie poi oggetto di contrattazione non aumentano anzi si stanno restringendo gli spazi per le rsu, se nel paese aumentano i licenziamenti per "giusta causa", nella pubblica amministrazione si sono costruiti codici di comportamento non destinati ai furbetti del cartellino ma a costruire un clima di paura, subalternità e rassegnazione contro cui la assemblea organizzerà una campagna  rivolta a tutti i lavoratori e le lavoratrici della Pa, ai delegati e ai sindacati di base.
Noi tutti\e dobbiamo Capovolgere la narrazione di sindacati rappresentativi e governo che ormai usano lo stesso linguaggio e si accordano su tutto anche quando le nostre condizioni di vita, salariali e lavorative peggiorano ogni giorno.

L'assemblea dà mandato al gruppo promotore di Pubblico Impiego in Movimento di redigere una piattaforma rivendicativa da presentare nei luoghi di lavoro.

Fin da ora ci facciamo promotori della costruzione di liste unitarie alle prossime elezioni rsu, sotto il segno della radicalità e della opposizione a un'idea e pratica della pubblica amministrazione all'insegna di precarietà, privatizzazione, riduzione dei servizi, allontanamento dei cittadini dai servizi pubblici.

L’assemblea esprime solidarietà e sostegno allo sciopero dei trasporti, di Alitalia e della logistica del 16 giugno ritenendolo un appuntamento importante poiché costruito con spirito unitario e intenti concreti all'insegna della difesa del potere di acquisto, di contrattazione e dei posti di lavoro.
L’assemblea esprime solidarietà ai compagni greci del Refugee Accommodation Space City Plaza che hanno ricevuto l'ordine di sgombero.
L’assemblea esprime solidarietà al Dr. Dario Miedico, tra i fondatori di Medicina Democratica nel 1976, ingiustamente radiato dall'albo professionale dall'Ordine dei Medici di Milano, per aver espresso posizioni critiche sulle modalità di somministrazione dei vaccini in Italia e il suo sostegno alle famiglie i cui figli hanno subito reazioni avverse.
L’assemblea esprime solidarietà e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici di Aci Informatica in lotta contro l'attuazione del decreto che porterebbe allo smantellamento del Pra (Pubblico Registro Automobilistico) con il licenziamento di 600 lavoratori/trici di Aci informatica e del suo indotto.
L’assemblea saluta ed esprime solidarietà alla Rete Nazionale Operatori Sociali che nello stesso giorno avevano il loro 8° congresso nazionale.

L’assemblea dei delegati e attivisti di

Pubblico Impiego in Movimento

giovedì 8 giugno 2017

10 giugno – Milano – incontro/dibattito Rimettiamoci in movimento per un percorso unitario di iniziativa e di lotta nel Pubblico Impiego


RIMETTIAMOCI in movimento Incontro/dibattito Per un percorso unitario di iniziativa e di lotta nel Pubblico Impiego

Nella fase attuale, il capitalismo si autoalimenta attraverso l’appropriazione e la privatizzazione dei beni comuni, la mercificazione dei fondamentali diritti umani dal cibo, alla casa, alla salute e all’istruzione, lo smantellamento dei servizi pubblici e la loro sostituzione con prestazioni a pagamento.
Da alcuni anni è in atto il processo di smantellamento della Pubblica amministrazione deciso dalla Troika e imposto ai governi nazionali sotto forma del pareggio di bilancio in costituzione, blocco della contrattazione e del turn over, riduzione dei servizi erogati alla cittadinanza e accorpa-menti\smantellamenti di molte aziende partecipate.

SABATO 10 GIUGNO ore 9,30-16
c/o Cam Garibaldi – corso Garibaldi, 27 – MILANO

L’attacco senza precedenti al salario, ai diritti e allo stesso posto di lavoro dei dipendenti pubblici a cui oggi assistiamo - basti pensare alla decisione del governo di stanziare per il rinnovo dei contratti una cifra risibile e offensiva, al blocco del turnover, alla cosiddetta “riforma Madia”, allo smantellamento delle provincie e di altri enti pubblici strumentalmente definiti "inutili" - avviene in questo contesto, nazionale e internazionale.
Questo attacco è portato con strumenti politici, attraverso trattati, direttive, leggi, decreti, regolamenti. Il pubblico impiego da anni viene governato a colpi di decreti legislativi e la stessa contrattazione delle rsu è ridotta ai minimi termini.
Allo stesso tempo per favorire i processi di smantellamento della Pa, si alimenta lo stereotipo del dipendente pubblico assenteista e fannullone, dividendo la forza lavoro con la performance, terrorizzandola con lo spettro della Corte dei Conti.
Questa situazione richiede una risposta decisa e radicale da parte dei lavoratori e dei cittadini utenti dei servizi, e interpella direttamente la galassia del sindacalismo di base, di cui facciamo parte.
Il nostro auspicio è che da questo incontro possa partire un percorso comune che porti alla presentazione alle prossime elezioni delle RSU del pubblico impiego, previste per il 2018, di liste unitarie sulla base di un programma condiviso.

lunedì 5 dicembre 2016

Respingiamo l’accordo del 30 novembre sul P.I.

Lo scorso 30 novembre CGIL CISL e UIL hanno siglato con il governo un "Accordo quadro" sui contratti del pubblico impiego. Si tratta di "Linee guida" che andranno poi tradotte nei contratti veri e propri.
Deve essere chiaro a tutti che siamo di fronte ad un accordo di carattere "preelettorale" che il governo ha fortemente voluto in vista del referendum del 4 dicembre.

Ma veniamo al sodo. Questo Accordo contiene degli elementi inaccettabili:

Innanzitutto la cifra prevista per l'aumento medio a regime (ovvero nel 2018) è di soli 85€, del tutto insufficiente a recuperare la perdita del potere d'acquisto dei nostri salari causata da 7 anni di blocco contrattuale;
Sull’accordo non viene indicato in alcun modo quali saranno le cifre impegnate quindi al momento non possiamo avere nessuna sicurezza su quanto detto a parole, si sa’ … verba volant;
L'erogazione di questa cifra non è inoltre prevista sulla paga base ma viene legata a criteri di valutazione della performance individuale e di misurazione della produttività;
Nell’accordo si parla chiaramente di “welfare contrattuale” quindi il rischio concreto è che: come nel contratto dei metalmeccanici, dell’igiene ambientale e del trasporto locale, una parte consistente di questo già misero aumento salariale non venga erogata in denaro ma in "welfare aziendale", ovvero in fondo pensione e assicurazione sanitaria obbligatori;
Infine c'è il rischio concreto - per un certo numero di lavoratori - che questo aumento non si sommi ma "assorba" gli 80€ del cosiddetto "bonus Renzi";
Inoltre si fa espressamente e ripetutamente richiamo a concetti di riforma della pubblica amministrazione, aumento della produttività e rimessa in discussione della malattia, congedi e permessi. Questi principi nei su citati rinnovi si sono tradotti in penalizzazioni per la malattia, aumenti legati alla produttività, ecc.;
Sul precariato si accontentano solo di vaghe promesse, senza che si arrivi ad uno sblocco del turn over;
Il blocco contrattuale in vigore dal 2009 ha causato una perdita economica che ha fatto crollare gli stipendi al livello di quelli del 2001, ma nell'accordo non si fa' alcun riferimento al recupero degli arretrati.

Di fatto questo accordo e gli altri rinnovi siglati in questa stagione contrattuale sono usati come grimaldelli per ridurre i salari, estendere la miseria, intensificare lo sfruttamento e la divisione dei lavoratori attraverso accordi aziendali “sperimentali” e premi di risultato “variabili”, aumentare la flessibilità, penalizzare le malattie e
introdurre la pensione integrativa privata, la sanità integrativa privata per finire di smantellare il sistema pensionistico e la sanità pubblica.

Questa è la fine dei CCNL, non la loro riconquista!

Insomma ce ne è a sufficienza per mobilitarsi, respingere questo accordo e chiedere che il contratto contenga aumenti salariali veri. Se ne hanno il coraggio, CGIL CISL e UIL convochino le assemblee e facciano decidere con il voto le lavoratrici e i lavoratori.

Aderite alla nostra petizione online su:

venerdì 2 dicembre 2016

"Quello sul pubblico impiego è l'ennesimo accordo inventato per limare il salario". Parlano i lavoratori

Delegati\e, lavoratori\trici del pubblico impiego hanno dato vita a un coordinamento denominato Pubblico Impiego in movimentoAbbiamo intervistato collettivamente alcuni delegati all’indomani della firma della intesa nel pubblico impiego
Sindacati soddisfatti eccetto quelli di base.Intanto, si tratta di un "Accordo quadro", "Linee guida" che andranno poi tradotte nei contratti veri e propri della PA. Deve essere chiaro a tutti\e che siamo di fronte ad un accordo di carattere "preelettorale" che il governo ha fortemente voluto in vista del referendum del 4 dicembre. A questa logica si è piegata anche la Cgil che vota no ma da qualche mese sottoscrive accordi infami, dall’igiene ambientale al commercio, dai metalmeccanici a questa intesa sul pubblico impiego che di fatto è un regalo al governo e al si’. Qualcuno potrebbe obiettare che si fa confusione tra contratti e riforme costituzionali. Ma l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro o sui voucher? E’ possibile distruggere il sistema sanitario nazionale e il welfare per favorire previdenza e sanità integrativa? Non dovrebbero essere i presupposti sociali del no? L’accordo non segna alcuna rottura con il passato contrariamente a quanto abbiamo letto, tanto è vero che non sono rimossi i limiti al turn over che consentirebbero ricambio generazionale e nuove assunzioni. Concorsi e turn over al 100% sono i soli modi per garantire l’occupazione.
Cgil Cisl Uil raccontano di avere impedito l’aumento dell’orario settimanale di due ore senza dire che il Governo aveva cambiato da tempo idea virando sulla riduzione dei già esigui incrementi salariali, sul rafforzamento della performance, quel meccanismo che con la valutazione obiettiva dei\lle dipendenti non ha niente a che vedere, ideato com’è per dividere e indebolire la forza lavoro.

martedì 4 ottobre 2016

Resoconto della riunione del 22 settembre 2016

Dopo l’assemblea di Bologna nell’aprile scorso, si è riunito a Milano Pubblico Impiego in Movimento, urgeva confrontarsi e decidere cosa fare. A Bologna innumerevoli le dichiarazioni di intenti condivise da delegati e sigle sindacali di base, parte delle quali si sono poi sfilate, del resto il leit motive della unità non viene sovente seguito da scelte coerenti e fatti concreti. La spinta a una iniziativa comune è sempre più flebile, domina l’autosufficienza, si pensa che bastino le iniziative intraprese in ordine sparso da un sindacalismo di base incapace perfino di accordarsi sulla data di uno sciopero, moltiplicando le indizioni ma condannandole tutte al fallimento.

Nel pubblico impiego lavorano 3 milioni di lavoratori\trici, sono migliaia i precari, il datore di lavoro più grande nel paese. E’ in corso da quasi due anni un processo di ristrutturazione, lo aveva chiesto la Troika con la famosa, o famigerata, lettera di Trichet a Draghi; i decreti attuativi della Madia hanno tempi più lunghi del previsto ma riguarderanno  ogni ambito pubblico: le società partecipate (migliaia i posti di lavoro a rischio), le società in house, la dirigenza, i provvedimenti disciplinari per favorire i licenziamenti non solo dei furbetti del cartellino (indifendibili) ma anche di quanti non rispetteranno codici disciplinari da caserma che ormai impediscono anche di divulgare notizie sui disservizi, sulle carenze di organico, sui problemi in cui versano ospedali, uffici. Insomma i cittadini che pagano le tasse debbono restare all’oscuro di come spendono i loro soldi. Qualche mese fa è stata anche firmata la riduzione a 4 comparti di contrattazione, a sottoscriverla perfino una organizzazione di base che si dice conflittuale: una manovra per abbattere il costo del lavoro e ridurre le agibilità sindacali. Da mesi stanno discutendo del nostro contratto, lo fanno in silenzio ma seguendo le indicazioni dell’Ue e dell’Aran. Stanno pensando di aumentare la settimana lavorativa, di vincolare pochi aumenti contrattuali (assolutamente risibili e inadeguati a recuperare anche una parte del potere di acquisto perduto negli ultimi 7 anni), di ridurre il personale (la soppressione delle dotazioni organiche a cosa serve se no?), di accrescere i carichi di lavoro, di esigere sempre più mansioni, anche riconducibili a profili superiori. I contenuti del prossimo contratto nazionale avranno ripercussioni sulla contrattazione decentrata, è bene non illudersi che basti fare sindacato nel proprio posto di lavoro perché le normative alle quali attenersi sono così vincolanti da tradursi in perdita salariale e allargamento della forbice tra salari medio-bassi e salari alti.

Promuovendo l’assemblea di Milano del 22 Settembre, ci siamo proposti di rimettere in campo un ragionamento aperto, fuori dalle logiche di appartenenza, non per costruire un nuovo soggetto sindacale ma per ripartire piuttosto dai problemi reali del pubblico impiego che non possono trovare solo spazio in volantini. Cosa accade oggi al Pubblico impiego e al suo personale? Una domanda dirimente alla quale tutti dovrebbero rispondere non con slogan ma con la lettura dei processi in atto e iniziative forti e unitarie di contrasto e di critica. I\le delegati\e, le realtà del sindacalismo di base presenti a Milano rilanciano percorsi e iniziative all’insegna della radicalità, lo faremo con una due giorni di mobilitazione sul contratto a metà ottobre e con assemblee nei luoghi di lavoro, partiremo da una piattaforma minima di rivendicazione sulla quale confrontarsi senza preclusioni di sorta.

L’assemblea di Milano concorda nell’organizzare a livello territoriale entro fine ottobre delle assemblee per coinvolgere lavoratori e delegati su 4 punti:
1.    il rinnovo del contratto nazionale Pubblico Impiego;
2.    il peggioramento delle condizioni di lavoro nei settori pubblici con mansioni sempre più numerose richieste\imposte;
3.    l’utilizzo dei codici disciplinari non per colpire i furbetti del cartellino ma per incutere paura e rassegnazione in tutti i dipendenti pubblici. Il caso del divieto agli operatori della sanità di parlare pubblicamente dei disservizi ospedalieri la dice lunga sui reali obiettivi dei codici disciplinari;
4.    le problematiche relative all’agibilità sindacale e  al diritto di sciopero.

Sullo sfondo del rinnovo contrattuale si stanno muovendo scenari preoccupanti e autoritari, come leggiamo sulla stampa, con l’idea della autorità sugli scioperi di imporre anche al pubblico l’accordo sulla rappresentanza del gennaio 2014, oggi valido solo per il privato. L’obiettivo non è solo impedire il diritto di sciopero, ma limitare ogni agibilità sindacale ai delegati di base negando loro perfino il diritto ad usufruire dei permessi sindacali. Quando un governo ha fallito nelle politiche del lavoro e sociali, la via della repressione e della negazione aperta delle libertà sociali e sindacali è la sola risposta per nascondere il fallimento.

Per dare forza e continuità al nostro lavoro abbiamo deciso di dare vita ad un coordinamento stabile individuando alcuni delegati che dovranno coordinare le varie iniziative in vista di una assemblea nazionale da tenersi a Novembre.
  
Sito: https://pubblicoimpiegoinmovimento.wordpress.com               
Pagina Fb: Pubblico Impiego in Movimento                        
Twitter: @PIinmovimento

mercoledì 21 settembre 2016

PI In Movimento RIPRENDIAMO IL CAMMINO:RIUNIONE DI COORDINAMENTO DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO

PI In Movimento
RIPRENDIAMO IL CAMMINO
Appello ai partecipanti all’Assemblea di Bologna del 9 aprile 2016, Pubblico Impiego in Movimento, per riprendere il percorso unitario che avevamo costruito insieme con la mozione finale di Bologna: “Diamo vita ad un coordinamento stabile delle realtà di base, dei delegati \lavoratori della Pa e a partire da oggi ci riuniremo periodicamente per estendere e rafforzare la mobilitazione e dare forza alle proposte scaturite dalla assemblea”.

Non passa giorno senza qualche "succosa" anticipazione riguardante la prossima manovra finanziaria   o  le misure previdenziali o il contratto degli statali. Di sicuro l'estate è trascorsa non invano per Confindustria e Cgil Cisl Uil che a inizio settembre hanno redatto una proposta comune sugli ammortizzatori sociali che non porta benefici ai lavoratori ma solo alle aziende e spiana la strada a licenziamenti di massa "condivisi".
Dopo la boutade di un rinnovo contrattuale per il pubblico con aumenti solo per una minoranza di lavoratori\trici, ora si fanno strada alcune ipotesi ancor meno rassicuranti. Dopo la intesa di Luglio sull'igiene ambientale, l'aumento dell'orario di lavoro non è piu' un tabù visto che al risibile stanziamento di risorse si aggiunge la ipotesi di accrescere la flessibilità oraria barattando pochi e ridicoli aumenti con una settimana lavorativa piu' lunga. La durata della settimana lavorativa va ormai verso le 38\40 ore settimanali , magari nel pubblico impiego lasceranno la possibilità di decidere se allungare la settimana o restare alle 36 ore attuali con una decurtazione salariale. Una ennesima beffa e un danno economico perchè risparmierebbero perfino sugli straordinari e sulla banca delle oreIn questo scenario il pubblico impiego sembra non volersi attivare come se tutto potessero decidere sulla nostra pelle.  Da qui a fine mese, Governo e  sindacati è probabile che sottoscrivano un accordo definitivo aggiungendo qualche soldo alla miseria dei 300 milioni di euro che tutti sanno essere appena sufficienti per dieci euro di aumento effettivo al meseMa altre misure sono all'orizzonte come una ulteriore restrizione del diritto di sciopero e normative penalizzanti per permessi e malattie brevi.

Ma cosa vogliamo noi? Siamo capaci di avanzare proposte che accompagnino una mobilitazione duratura ed efficace?  Le risposte ad oggi sono solo negative a confermare la incapacità di costruire un movimento a difesa del pubblico che necessiterebbe di un piano straordinario di assunzioni. di non aumentare l'orario di servizio, di ridurre il numero dei dirigenti che incidono non poco sulla spesa complessiva per accordare aumenti contrattuali almeno pari ai fatidici 80 euro  per una cifra complessiva di 3 miliardi di euro, ben piu' dei 300 milioni inizialmente stanziati. La esperienza intrapresa da  Pubblico impiego in movimento, tra Novembre 2015 l'inizio della primavera scorsa, sembrava avere smosso le acque stagnanti e putride in cui si dibatte la contrattazione nel pubblico, un tentativo di mettere insieme e in rete esperienze di base, di rsu, di semplici lavoratori e lavoratriciQuesta esperienza si è scontrata con i limiti storici del  sindacalismo di base e della sinistra sindacale, con la difficoltà a superare divisioni e steccati per mettere in campo una azione piu' incisiva da cui ciascuna realtà trarrebbe per altro giovamento.
Ora vogliamo riprovarci perchè se non costruiamo una risposta adeguata anche le esperienze oggi esistenti del sindacalismo di base soccomberanno davanti ad una iniziativa che mira a cancellare migliaia di posti di lavoro, a esternalizzare servizi, a indebolire il potere di acquisto e di contrattazione.
Per costruire una iniziativa unitaria e rispondente ai bisogni reali dei lavoratori e delle lavoratrici serve chiarezza di intenti, Il nostro scopo è provare a costruire una mobilitazione nei luoghi di lavoro per resistere alla barbarie che incombe in materia di lavoro e diritti.

RIUNIONE DI COORDINAMENTO DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO
Per il giorno
Giovedì 22 Sett. 2016 a partire dalle ore 14.00
Presso la sala riunioni RSU in Stazione Centrale - Binario 21 - scala E - quarto piano


lunedì 2 maggio 2016

Pubblico Impiego: vi ricordate di quel 5 aprile?

L’ipotesi di accordo per la riduzione da 11 a 4 comparti si iscrive nell’attacco generalizzato a tutto il personale della Pubblica amministrazione. Dopo il fannullonismo sbandierato da Ichino, il superamento dei contratti per via legislativa voluto da Brunetta, l’addio ad ogni traccia di contrattazione sancito dai governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi (autore anche della mobilità coatta e dell’azzeramento del personale delle province e delle camere di commercio) arriva il primo tassello del nuovo Sistema contrattuale: basta leggere le dichiarazioni del Ministro Madia che parla di un sistema più semplice e innovativo per lavoratori pubblici e Paese”.
In nome della semplicità e della innovazione recentemente hanno approvato il nuovo codice degli appalti che  cancella la obbligatorietà delle clausole sociali rimettendosi alla discrezione del datore di lavoro.
In assenza dell’obbligo di inserire clausole sociali ben precise nei capitolati delle gare, il datore di lavoro potrà lasciare al loro destino migliaia di lavoratori e lavoratrici, anzi alla mercè della ditta vincitrice.
Poco conta che le clausole siano in qualche modo previste laddove esista una massiccia presenza di personale, migliaia sono i piccoli appalti che impiegano una forza lavoro già oggi senza reali tutele
Non basta del resto fare riferimento a contratti nazionali quando allo stesso tempo si accettano deroghe agli stessi che lasciano i lavoratori sguarniti e senza reali tutele
Ma l’ipotesi di accordo del 5 aprile, firmato da tutti i sindacati maggiormente rappresentativi ad eccezione della CISAL, è una concessione al Governo che ora potrà con il rinnovo dei contratti applicare a piene mani la Legge Brunetta: un punto su cui tanto il Governo quanto i Sindacati firmatari evidentemente concordano..... pubblicoimpiegoinmovimento

lunedì 25 aprile 2016

25 aprile 2016 Resistenza per il diritto di organizzazione sindacale e di sciopero

Resistenza per il diritto di organizzazione sindacale e di sciopero
Liberiamoci dalla ignavia sindacale
A pochi giorni dal 25 aprile e all’indomani del mancato raggiungimento del quorum al referendum contro le trivelle, c’è bisogno di una nuova RESISTENZA.
Resistere:
  • alla soppressione delle libertà collettive
  • per la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di potersi organizzare liberamente e di rispondere con la lotta ai dettami del Governo e dei poteri forti economici e finanziari
Resistere:
  • a governo, confindustria e sindacati concertativi, ai loro accordi che cancellano tutele collettive a discapito del potere di acquisto e di contrattazione, a discapito dei diritti sociali e sindacali.
 L’accordo del 10 gennaio 2014 tra Confindustria e sindacati concertativi sulla rappresentanza nei posti di lavoro che il governo vuole trasformare in legge ed estendere anche nel pubblico impiego, impedisce il diritto di sciopero e di organizzazione indipendente dei lavoratori condizionandoli a procedure maggioritarie che di fatto li bloccano.
L’accordo del 5 Aprile scorso non si limita a ridurre la Pubblica amministrazione a 4 comparti ma dà il via a dinamiche contrattuali a perdere con la applicazione della Legge Brunetta per non parlare poi dell’assenso da parte di Regioni e autonomie locali a tutti i decreti Madia, inclusi quelli che minacciano l’occupazione di migliaia di lavoratori\trici.
Già oggi esercitare il diritto di sciopero nei servizi pubblici è sempre più difficile tra servizi minimi essenziali e continui interventi della commissione di garanzia per differire\impedire scioperi e iniziative di lotta.
In questi decenni, il sindacalismo di base, e le vertenze aziendali\territoriali hanno imposto una svolta nelle relazioni sindacali nei posti di lavoro riuscendo spesso a conquistare alcuni diritti di rappresentanza, a restituire diritto di parola e dignità alle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori!
IL 25 APRILE
nella giornata dedicata alla memoria di ciò che i partigiani hanno fatto contro il fascismo e il suo regime, delegati rsu e sindacati di base lanciano un appello a tutti coloro che scendono in piazza perché al centro delle mobilitazioni non ci sia solo il ricordo del passato ma anche l’impegno a combattere oggi il nuovo fascismo\autoritarismo che vogliono imporre nei posti di lavoro minando quanto resta del diritto di sciopero, di assemblea, di libera organizzazione sindacale.
RESISTENZA È ANCHE LIBERTÀ DI SCIOPERO E DI ORGANIZZAZIONE
A tutti coloro che fanno di questa giornata un punto di riferimento nello scontro politico e di classe chiediamo di  prendere posizione e di adoperarsi attivamente a favore del diritto di rappresentanza e di sciopero.

mercoledì 13 aprile 2016

9 aprile 2016 assemblea nazionale di delegati\e, lavoratori\trici del Pubblico Impiego

Premessa
Dopo alcune assemblee territoriali, delegati\e e lavoratori\trici del pubblico impiego si sono
dati appuntamento per una prima assemblea nazionale che si è tenuta sabato 9 aprile a
Bologna. L'assemblea ha votato un ordine del giorno che impegna tutti a costruire un
percorso di lotte e di iniziative in difesa dei lavoratori e dei servizi pubblici
Il documento votato dall'assemblea:
Come nasce l'assemblea di Bologna...
L'assemblea di Pubblico Impiego in Movimento, riunitasi a Bologna il 9 Aprile 2016, nasce da
un percorso avviato dall'autunno da parte di delegati\e del sindacalismo di base impegnati a
costruire una piena opposizione ai processi in atto di ristrutturazione capitalistica, di
devastazione dei territori, di soppressione delle tutele e dei diritti conquistati negli anni passati.
Cercando così di superare le proprie inadeguatezze, far tesoro degli errori e dei limiti significa
dotarci di analisi comuni e di uno strumento adeguato per la ripresa del conflitto nella pubblica
amministrazione ove opera la forza lavoro anagraficamente più vecchia e rassegnata del paese,
una forza lavoro in continua diminuzione e sotto attacco per le politiche europee.
L'assemblea approva il seguente ordine del giorno
· La firma dell'accordo del 5 Aprile che dà vita ai 4 comparti rappresenta un attacco diretto alla
democrazia sindacale e al potere contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici.
· l'accordo del 5 Aprile offre al Governo la possibilità di andare verso la definizione dei nuovi
contratti pubblici. A tal riguardo l'assemblea si impegna a costruire sui territori e nei luoghi di
lavoro iniziative unitarie per rivendicazioni comuni.
· La democrazia sindacale è di tutti\e perché sono in gioco i poteri decisionali dei lavoratori,
delle lavoratrici e non puo' esser quindi una variabile dipendente dal pareggio di bilancio e
dalla riduzione della spesa pubblica. In queste settimane, alcuni diritti come quello di
assemblea e di riunione nei locali pubblici sono messi in pericolo dalla Amministrazione
comunale di Bologna che ha cancellato un vecchio accordo che riconosceva il diritto di sede e
di assemblea per tutte le realtà votate dai lavoratori\trici.
Per una piattaforma alternativa contrattuale...
· Il rinnovo dei contratti deve partire da una considerazione preliminare: ad uguale lavoro
uguale salario e contratto, no ai superminimi riassorbibili, no ad aumenti irrisori che non
permetteranno recupero del potere di acquisto e allo stesso tempo saranno vincolati alle
discriminanti, e spesso clientelari, valutazioni dirigenziali.
· L'ideologia del merito in questi anni è servita per dividere i lavoratori della Pa, per togliere
loro salario senza portare alcun beneficio ai servizi pubblici e alla cittadinanza che mai come
oggi ha subito tagli, rincari con diritti inalienabili sotto assedio, in primis quelli alla salute e
alla istruzione sotto assedio. Urge invece ripristinare i vecchi scatti di anzianità come forma
di tutela salariale.
· Pensiamo che una piattaforma contrattuale non possa eludere la rimozione del blocco delle
assunzioni e la stabilizzazione dei precari. Migliaia di precarie e precari da anni aspettano
giustizia e non vogliono barattare i loro diritti con una elemosina che per altro non
riconoscerebbe l'uso illegittimo della loro forza lavoro da parte della Pubblica
amministrazione; a tal riguardo emblematici i casi del Comune di Roma , di Napoli e degli
enti di ricerca.
· La piattaforma contrattuale deve rimettere al centro anche la questione degli appalti rinnovati
al ribasso con ripercussioni solo negative per il salario e i contratti del personale
esternalizzato. È proprio la definizione di cosa sia oggi il pubblico a dovere essere oggetto di
discussione e la vecchia parola d'ordine a parità di lavoro, uguale salario e contratto è oggi
più che mai attuale in antitesi alle privatizzazioni. Da parte nostra, la rivendicazione di una
quattordicesima è la risposta alla gestione clientelare del salario nella contrattazione di
secondo livello.
· Arrestare la mobilità tra comparti, e non solo, dei lavoratori della PA che questo nuovo
modello contrattuale potrebbe alimentare per non assumere precari e bandire nuovi concorsi.
Le prospettive nell'immediato futuro....
L'assemblea vuole intraprendere un percorso comune dandosi dei metodi e delle prospettive che
sappiano rispondere alle richieste di unità dei lavoratori e delle lavoratrici rivolte non solo al
sindacato di base.
Ancora una volta ribadiamo che l'unità si costruisce sulla radicalità e su percorsi trasparenti, sulla
urgenza di scongiurare che jobs act e testo unico sulla rappresentanza siano estesi al pubblico
impiego e magari sia proprio il pubblico il banco di prova per sperimentare una ulteriore e
definitiva contrazione del diritto di sciopero come annunciato da Renzi all'indomani dello sciopero
del 18 Marzo.
Lavoratori della Pa contro lo smantellamento dei territori...
L'assemblea di Bologna e pubblico impiego in movimento invitano ad andare a votare Si il
prossimo 17 Aprile contro le trivelle e la devastazione ambientale perché la difesa dei beni
comuni non sia solo un astratto principio ma una pratica che vada oltre la scadenza referendaria
Le decisioni finali e le iniziative concrete
L'assemblea concorda:
· di costruire un manifesto comune che riassuma la nostra piattaforma contrattuale e il metodo
di lavoro sui quali indire assemblee nei luoghi di lavoro e sul territorio, una piattaforma da
integrare con la tutela e il potenziamento dei servizi pubblici;
· darci alcune scadenze comuni, con il personale della Pa e la cittadinanza, a partire da una
settimana di informazione e mobilitazione da gestire nei singoli territori;
· di lanciare una campagna che restituisca dignità all'agire sindacale soprattutto oggi che il
sindacato cosiddetto rappresentativo è passato dalla concertazione alla diretta complicità con il
Governo.
Per dare concretezza a questo percorso, l'assemblea del 9 aprile e Pubblico Impiego in
Movimento daranno vita:
- ad una giornata seminariale di approfondimento sui decreti Madia e sul processo di
ristrutturazione che investe i settori pubblici e la società;
- a una campagna rivendicativa sui contratti;
- alla costruzione sui territori di comitati in difesa dei servizi pubblici.
Il diritto alla istruzione è di tutti\e. Una proposta sui test invalsi:
Invitiamo il sindacalismo di base, infine, a costruire una unica scadenza nella scuola contro i test
invalsi non dimenticando di far conoscere le comuni istanze a studenti e genitori per una battaglia
che sia anche culturale, per un sapere diffuso e non funzionale alla mercificazione.
Nasce un coordinamento stabile …
Diamo vita ad un coordinamento stabile delle realtà di base, dei delegati \lavoratori della Pa e a partire
da oggi ci riuniremo periodicamente per estendere e rafforzare la mobilitazione e dare forza alle
proposte scaturite dalla assemblea. Su questi argomenti si propone, infine, una scadenza nazionale
entro la fine di giugno.
Assemblea del 9 aprile - Pubblico Impiego in Movimento
Sono intervenuti delegati e lavoratori appartenenti alle seguenti sigle: Adl Cobas, Adl Cobas Varese, Cobas
Pubblico Impiego, Cub, Si Cobas, Sial Cobas, Sgb, Slai Cobas.
Stanno pervenendo le adesioni ufficiali delle Organizzazioni Sindacali che intendono sostenere questo percorso in
comune. Sarà nostra cura pubblicizzarle quando avremo tutte le conferme.

venerdì 8 aprile 2016

Assemblea Nazionale Pubblico Impiego RSU - DELEGATI - SINDACATI DI BASE Sabato 9 aprile 2016 ore 10.00 - 15.00


Pubblico impiego suddiviso in 4 aree: i sindacati cedono al Governo e all'Aran

Era nell'aria la firma dell'accordo che riduce a 4 i comparti contrattuali nel pubblico impiego.
La Cgil dichiara che il Governo, ora, non avrebbe piu' alibi per sottoscrivere i contratti dimenticando che  tra pochi giorni sarà pubblicato il documento di programmazione economica dentro cui troveremo le cifre per il prossimo triennio contrattuali senza dimenticare che la Legge di Stabilità ha stabilito l'importo per il 2016:8 euro mensili

Da 11 a 4 comparti cosi' suddivisi
1.    Funzioni centrali
2.    Funzioni locali
3.    Sanità
4.    Istruzione e ricerca
Le operazioni di accorpamento hanno riguardato il primo (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) e l'ultimo settore (fino ad oggi scuola, ricerca, università e Afam erano invece ben distinte).
Perché ridurre a 4 i comparti ?
Si applica, dopo anni, la Legge Brunetta che prevede tra l'altro le fasce di merito attraverso cui erogare la produttività (lasciando il 25% del personale senza un euro) . Con il rinnovo dei contratti sarà possibile applicare le famigerate fasce che alimenteranno iniquità e ingiustizie destinando i soldi di tutti ad una minoranza
si riduce il numero non solo dei dirigenti ma anche del personale della pubblica amministrazione
si taglieranno numerose voci del salario accessorio andando verso quella semplificazione che nel linguaggio Renziano significa perdita economica per i lavoratori
si va verso un nuovo modello contrattuale con una parte comune a tutto il settore pubblico e una parte cosiddetta speciale di comparto, magari demandando, tra una deroga e l'altra, alla contrattazione di secondo livello. In questo modo sarà piu' facile equiparare stipendi e promuovere in futuro la mobilità tra comparti rinunciando a stabilizzare i precari e a bandire nuovi concorsi
Per salvaguardare specifiche professionalità all'interno dei comparti, ognuno avrà il suo contratto, a una parte "comune" potranno essere affiancate parti "speciali".
Quanto alla rappresentatività sindacale all'interno dei nuovi comparti è prevista una fase transitoria, che fa salve le ultime elezioni delle Rsu, ma resta ferma la soglia del 5% di deleghe e voti.
Per alcune sigle sindacali più piccole, che magari erano rappresentative in un comparto ora diluito in uno più grande, ciò può determinare il rischio di scomparire. Per questo nell'accordo è stata stabilita la possibilità di alleanza, fusioni, con altri sindacati, da portare a termine entro tempi precisi.                   
Il Governo per sedersi al tavolo e  discutere del rinnovo dei contratti(è obbligato a farlo da una sentenza della Corte Costituzionale che risale a luglio 2015, ossia  9 mesi fa) voleva prima i 4 comparti per avviare quel processo di ridimensionamento dei servizi e del lavoro pubblico richiesto a suo tempo dalla Troika. E puntualmente i sindacati Cgil Cisl Uil hanno servito al Governo, sul solito piatto di argento, quanto richiesto.
Di motivi per esultare ce ne sono ben pochi, se leggiamo le note stampa sindacali si capisce bene quali siano i loro intenti, per esempio la difesa dei dirigenti e delle posizioni organizzative, la salvaguardia del loro monopolio contrattuale, l'assenza di una visione complessiva che tenga insieme i settori pubblici con le partecipate e gli appalti.
Definire poi , come fa la Cgil,  innovativo questo accordo significa sposarne l'impianto e la filosofia di fondo che  è quella di indebolire il potere di acquisto e di contrattazione dei settori pubblici per poi passare ad una nuova stagione privatizzatrice, affermare un modello di contrattazione al ribasso magari presentando tanti accordi di secondo livello come privilegi da abbattere
Ricordiamo che allo stato attuale, i finanziamenti stanziati dalla Legge di stabilità prevedono aumenti ridicoli pari a 8 euro al mese e se aggiungeranno risorse per i prossimi anni saremo a noi a pagarceli con la mancata stabilizzazione dei precari, il mancato turn over, l'aumento dei carichi di lavoro e il saccheggio del salario accessorio. Come accaduto con le tutele crescenti del Jobs act, gli sgravi alle imprese non servono a costruire posti di lavoro , gli sgravi  e la decontribuzione accordate alle imprese, lungi dal creare i posti di lavoro annunciati, si ripercuotono negativamente sulle pensioni future soprattutto di quanti\e avranno pochi anni di contributi. 

Da chi ha creato il Jobs act possiamo forse attenderci contratti favorevoli ai lavoratori? Chi crede a queste storielle è complice del Governo e artefice della sconfitta dei lavoratori.