- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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venerdì 24 luglio 2020

DATI OCCUPAZIONALI: DISPARITA’ DI GENERE, VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA SULLE CATEGORIE PROTETTE E NESSUNA DISPONIBILITA’ PER IL PART-TIME LEONARDO, altro che altruista, cerca di salvare la faccia con iniziative solo di propaganda


Il numero dei dipendenti dell’intero gruppo a fine 2019 risultava di 29348, suddiviso in 24720 uomini e 4628 donne. La percentuale della presenza femminile all’interno del gruppo è di circa il 16% sul totale dei dipendenti; se andiamo a vedere il numero dei dirigenti donne rispetto agli uomini, la percentuale scende a circa il 11%, dato che su 829 dirigenti sono presenti solo 88 donne; Per quanto riguarda i lavoratori delle categorie protette o disabili, il numero degli occupati è di 1107, che corrisponde ad una percentuale del 3.7%, sempre riferita al totale degli occupati; Un dato interessante è il numero dei part-time che è di soli 784, che corrisponde ad una percentuale del 2.7% sul totale dei dipendenti. Infine il numero dei lavoratori operai è di 7683, mentre gli impiegati sono 21665, di cui 829 dirigenti e 3388 quadri. Per quanto riguarda le retribuzioni medie annue, gli impiegati percepiscono una media di circa 47 mila euro lordi x anno, mentre gli operai hanno una retribuzione media annua di circa 32 mila euro lordi, i quadri percepiscono una retribuzione annua lorda di circa 70 mila euro. Per i dirigenti...... lasciamo stare.

L’occupazione femminile è veramente molto bassa, un’azienda che si vanta di essere all’avanguardia in molti settori e che riempie i giornali con le sue azioni altruistiche, perde la faccia nelle cose di fondamentale importanza che sono alla base di una società civile. Non ci sono giustificazioni per questi dati disarmanti.

L’esiguo numero dei disabili, invece, ha ben altre valutazioni da fare poiché l’occupazione dei lavoratori delle categorie protette è, al contrario dell’occupazione femminile, normato con una legge ben precisa che prevede dei vincoli numerici molto chiari: per un’azienda come Leonardo il numero minimo (e, ripetiamo, minimo), di occupazione di lavoratori disabili, deve essere del 7% sul totale degli occupati, mentre ora il numero dei dipendenti disabili è del 3.7%, circa la metà. Ci sarebbe anche un dettaglio da tenere presente e cioè che la legge prevede delle sanzioni per chi non assume tali categorie di lavoratori e, più precisamente, Leonardo dovrebbe pagare una sanzione di circa 150 € per ogni giorno e per ogni mancata assunzione: facendo un calcolo approssimato, tenendo presente che stiamo parlando di circa 1000 lavoratori da assumere, la cifra sarebbe di 150x1000x365 = 54 milioni di € di sanzione. Siamo, quindi, molto lontani non solo dal rispetto della legge (L. 68/99), ma siamo molto lontani anche dal vantarsi di essere un’azienda che pensa ai più deboli, che si vanta di aiutare le scuole oppure di fare donazioni benefiche, troppo comodo riempire i giornali in questo modo, senza un impegno più vincolante (e previsto dalla legge), ovviamente Leonardo sa bene come aggirare la norma senza dover pagare le sanzioni, poi ci pensa il nostro ben amato A.D. a salvare la faccia e donare il suo bonus... che persona altruista

Il ragionamento da fare sui pochi part-time andrebbe orientato sull’indisponibilità pressoche totale (se non per i soliti “amici degli amici”), da parte aziendale di consentire una richiesta da parte dei lavoratori, spesso fatte per necessità familiari e non certo per un incremento retributivo, ma troppe volte la direzione rigetta le richieste per fantomatici motivi produttivi, spesso inesistenti, mentre andrebbe favorito il P-T volontario, aumentando così anche l’occupazione, tra l’altro con diverse agevolazioni fiscali. Anche questo è un segnale chiaro di poca vicinanza da parte dell’azienda ai problemi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per ultimo il discorso delle differenze retributive tra gli impiegati e gli operai, questo è un problema legato alla crescita professionale e alle scelte strategiche delle varie strutture oltre che di sottovalutazione della qualità del lavoro svolto. Il lavoro manuale all’interno delle nostre fabbriche è di altissimo contenuto tecnologico e andrebbe adeguatamente retribuito, ovviamente l’inquadramento professionale previsto dal CCNL non aiuta, serve una decisione della direzione orientata al riconoscimento della qualità del lavoro, al riconoscimento all’attaccamento all’azienda e all’anzianità oltre che per agevolare una crescita professionale che consenta di avere sbocchi più soddisfacenti.       

20 luglio 2020

giovedì 18 giugno 2020

Crolla il mercato civile e si torna a puntare su quello militare AUDIZIONE DI A. PROFUMO A.D. LEONARDO Commissione difesa - sanato della repubblica - 10 giugno 2020 RE-INVESTIRE NEL MILITARE PER GARANTIRE L’OCCUPAZIONE


“La difesa garantisce un elevato livello occupazionale sia per i dipendenti sia per l'indotto, investire nella difesa serve per attirare gli investimenti esteri e costituisce un biglietto d’ingresso per progetti internazionali che apportano all’Azienda competenze e collaborazioni strategiche. I fondi europei servono per creare una sistema di difesa europeo, l'accesso ai mercati finanziari serve per dare tranquillità ai clienti perché abbiamo la garanzia di durare nel tempo. Nella nostra azienda il primo mercato e quello degli elicotteri, per il settore civile oggi e per addestramento globale domani. Come Leonardo siamo fertilizzatori di molte realtà locali e siamo un motore di un ecosistema e promotori di una Green economy. La difesa è un pilastro centrale. Dobbiamo investire in un orizzonte temporale di 10-20 anni per avere una garanzia di attività a lungo termine. I programmi europei sono impossibili da realizzare come Nazioni isolate e devono essere realizzate insieme ad altri Stati, sempre preferendo una collaborazione per programmi condivisi e mai ricorrendo ad aggregazioni societarie. Dobbiamo avere una capacità a tutto campo e una pluralità di domini. La strategia Europea è importante. Ci vuole coordinamento tra Europa e NATO. Bisogna favorire la costituzione di un mercato europeo per la difesa. Ci vuole un sostegno fondamentale al progresso tecnologico per l’european defense field (EDF) che va chiuso entro il 2020-21 come da programma.

L'industria è pesantemente impattata dal covid. Dobbiamo concentrarci su programmi con alto contenuto di innovazione, innovazioni che avranno ricadute anche sulle piccole industrie. Oggi non siamo leader in Europa come paese nonostante la presenza di aziende di dimensioni considerevoli come Leonardo per l’aerospazio e Fincantieri per il settore navale. Ci vuole una forte sinergia tra industria e istituzione. Il Fondo Europeo può coprire fino al 40% dello sviluppo e della ricerca e dobbiamo essere in grado di coprire la restante percentuale con un investimento nazionale, altrimenti perdiamo la possibilità di aderire a questi fondi; oltretutto è dimostrato come i tempi giochino un ruolo fondamentale nell’evitare che importanti risorse vadano disperse per colpa di programmi lasciati in sospeso che poi vanno definitivamente persi. A settembre io sarò nominato presidente dell’ASD, l’associazione europea delle industrie dell’aerospazio e difesa Europea e sarà una nomina di prestigio che ci consentirà di farci notare in tutto il mondo. Come Leonardo abbiamo tenuto aperto l'azienda nonostante il covid e abbiamo garantito un altissimo livello di sicurezza, con un basso livello di contagio.

La difesa è un settore strategico anche per le PMI, per continuare a investire nel nostro paese, è necessario integrarsi attraverso programmi per ottimizzare l'uso delle risorse dei cittadini europei. Lavoriamo in stretto collegamento con il segretario della difesa e dobbiamo avere una visione trasversale su più aree strategiche come paese. Il progetto di ricerca militare Ocean 2020 è un programma europeo con 43 aziende rappresentanti di 15 stati che servirà per la sorveglianza Marina; TEMPEST è un sistema aereo con integrazione sistema spaziale/droni, è un programma che si vedrà tra il 2035/40. Noi, come paese, abbiamo una filiera che copre tutti i settori della difesa dello spazio, come azienda abbiamo la cyber defense che è un settore strategico sia per la difesa sia per il civile.
Bisogna anche cercare di non perdere la leadership su programmi know/how, ci vuole mobilità verticale, per il futuro pensiamo di certificare il tilt rotor entro fine anno, poi stiamo investendo nella propulsione ibrida - elettrica sia per gli aerei e sia per gli elicotteri. Abbiamo investito in un supercalcolatore che darà supporto a calcoli avanzati per la realtà aumentata; siamo primi in Europa per sistemi elettronici; le iniziative europee sono una grande opportunità e il Fondo Europeo è uno strumento per lo sviluppo, dobbiamo però avere una massa critica sufficiente per poter garantire lo sviluppo dei progetti. Ci deve essere un movimento nazionale per il fondo perché possiamo accedervi in proporzione di quanto si versa e poter così definire un requisito comune tra gli Stati dell’Unione in generale e in diversi settori della difesa in particolare. assicurare lo sviluppo di capacità industriali che consente all’Europa di essere un importante presidio di capacità autonome.”

11 giugno 2020

mercoledì 27 maggio 2020

LEONARDO 2020: RISULTATI DEL GRUPPO E SITUAZIONE FINANZIARIA A MARZO IL ROS CROLLA A 1.6% - INDICE DA FALLIMENTO CHIESTO UN PRESTITO DI 2 MILIARDI, ORA IL BUCO TORNA DI 5 MILIARDI

A partire dal mese di marzo, si sono registrati:
rallentamenti delle attività produttive in conseguenza delle azioni poste in essere, in linea con le indicazioni Governative (revisione dei processi industriali e dell’organizzazione del lavoro per garantire il distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti), per la tutela della salute dei lavoratori con conseguente riduzione delle ore produttive sviluppate nel mese di marzo e minore efficienza; minori avanzamenti sui programmi a seguito dei rallentamenti sopra citati, delle restrizioni sugli spostamenti delle risorse e dell’impossibilità di accedere ai siti dei clienti, nonché della iniziale minore efficienza indotta dalla riconfigurazione di parte delle attività in modalità smart working; slittamento di consegne per l’impossibilità da parte dei clienti di effettuare le fasi di test e accettazione delle macchine, con particolare riferimento ai velivoli ATR ed agli elicotteri civili; nel trimestre si sono registrati i primi segnali di un calo della domanda nel mercato civile indotta dal severo rallentamento del settore del trasporto su scala mondiale, che sta impattando i produttori di aerei e conseguentemente condizionerà i volumi produttivi delle aerostrutture nonché le previsioni di vendita di elicotteri civili e velivoli ATR;

Il Gruppo ha reagito prontamente da un punto di vista operativo, le iniziative includono interventi volti a recuperare livelli di produttività adeguati mediante il progressivo incremento della presenza nei siti in condizioni di sicurezza, la maggiore efficienza delle lavorazioni in remoto con ulteriori investimenti in mezzi ed infrastrutture digitali, la revisione dei calendari lavorativi per supportare il recupero dei ritardi maturati. In parallelo il Gruppo sta effettuando una profonda revisione della propria base costi e del livello di investimenti riducendo o ritardando tutte le iniziative e le spese non strettamente necessarie o strategiche, al fine di mitigare gli effetti del COVID19 sui risultati dell’anno. Allo stesso tempo sono state incrementate le linee di credito per garantire adeguata liquidità finanziaria al Gruppo.

Il FOCF del primo trimestre del 2020 risulta negativo per €mil. 1.595. L’EBITA pari a €mil. 41 presenta, rispetto al primo trimestre del 2019, un decremento di €mil. 122 dovuto ai citati effetti legati al COVID-19. L’EBIT pari a €mil. 30 presenta, rispetto ai primi tre mesi del 2019 (€mil. 156), una riduzione pari a €mil. 126 (-80,8%) dovuto principalmente al decremento dell’EBITA, oltre ad un lieve incremento degli oneri di ristrutturazione. Il Risultato Netto Ordinario, pari al Risultato Netto (negativo per €mil. 59) risente, oltre che del peggioramento dell’EBITA, del maggiore impatto degli oneri finanziari. Return on Sales (ROS): 2020 1.6% (2019 6.0%).

Operazioni finanziarie: a gennaio 2020 Leonardo ha sottoscritto un finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per un ammontare di €mil.100, interamente utilizzato a febbraio, a supporto di investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Il prestito, della durata di 6 anni, è finalizzato a cofinanziare alcuni progetti d’investimento previsti nel Piano Industriale già finanziati al 50% dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Si segnala che in data 6 maggio 2020, successivamente alla data di chiusura del trimestre, Leonardo ha sottoscritto con un pool di banche internazionali linee di credito per un importo complessivo di €miliardi 2 con una durata fino a 24 mesi. Il peggioramento dell’indebitamento bancario è strettamente correlato all’assorbimento di disponibilità connesso al FOCF.  L’Indebitamento Netto di Gruppo, pari ad €mil. 4.396, si incrementa, rispetto al 31 dicembre 2019 (€mil. 2.847), principalmente per effetto del negativo andamento del FOCF.  La movimentazione dell’Indebitamento Netto di Gruppo è di seguito riportata: I Ricavi presentano, rispetto ai primi tre mesi del 2019, una leggera flessione (€mil. 134, pari al 4,9%) principalmente riconducibile ai rallentamenti registrati negli Elicotteri ed in particolare alle minori consegne attribuibili al citato effetto COVID-19.

Elicotteri: Il primo trimestre del 2020 è stato caratterizzato da un andamento commerciale positivo, con un volume di ordini superiore al primo trimestre del 2019, mentre i ricavi e la redditività hanno risentito dei primi effetti del COVID-19, e sono in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019. Ordini. In crescita rispetto al primo trimestre del 2019 per effetto principalmente dell’acquisizione del contratto rientrante nel programma IMOS (Integrated Merlin Operational Support) relativo alla fornitura per il Ministero della Difesa del Regno Unito di servizi di supporto logistico e di manutenzione della flotta di elicotteri AW101 Merlin. Si segnala, inoltre, l’acquisizione nel periodo del primo ordine di 32 elicotteri TH-73A (AW119) per la US Navy. Ricavi. In flessione rispetto al primo trimestre del 2019 principalmente per effetto del COVID-19, che ha impedito ai clienti di ritirare alcuni elicotteri e conseguentemente ha ridotto livello di  Return on Sales (ROS): 2020 2.6% (2019 6.9%)

Aeronautica: nel trimestre sono state effettuate n. 36 consegne di sezioni di fusoliera e n. 23 stabilizzatori per il programma B787, e n. 9 consegne di fusoliere per il programma ATR. Per i programmi militari sono state consegnate alla società Lockheed Martin n. 9 ali per il programma F-35. Ordini. Superiori rispetto al primo trimestre 2019 per effetto della crescita registrata in entrambe le Divisioni. Tra le principali acquisizioni del primo trimestre 2020 si segnalano: per la Divisione Velivoli gli ordini ricevuti dalla Lockheed Martin per il programma F-35 e quelli per le attività di supporto logistico per i velivoli C-27J ed EFA dall’Aeronautica Militare; Ricavi. I volumi hanno risentito dei rallentamenti della produzione, seppur con Ricavi complessivamente in linea rispetto al primo trimestre del 2019. I maggiori volumi nella Divisione Velivoli associati al ramp-up della produzione sul programma EFA-Kuwait hanno compensato la flessione dei rate produttivi dei programmi B787 e ATR nella Divisione Aerostrutture.  EBITA In flessione per lo slittamento delle consegne previste nel periodo dal Consorzio GIE-ATR ed ha condizionato l’efficienza industriale delle Divisioni penalizzandone la redditività. 

giovedì 26 marzo 2020

LEONARDO versus COVID-19 “L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto, e un Dio che è morto”

LEONARDO versus COVID-19
“L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,
e un Dio che è morto” Francesco Guccini
Mentre l’Italia è sotto attacco del più minuscolo dei nemici, come fossimo noi l’alieno che vuole
distruggere la terra; mentre il miglior servizio sanitario del mondo è allo stremo per i troppi malati
che arrivano contemporaneamente (mancano i posti letto per le terapie intensive, mancano i medici e
gli infermieri), ci si accorge all’improvviso che i continui tagli (e la continua privatizzazione), hanno
messo in ginocchio quello che era un vanto nazionale. Di fronte a questa situazione, nonostante i
numerosi inviti a tutti di stare a casa, noi dobbiamo continuare a produrre?
Il profitto prima di tutto, d'altronde fino a qualche anno fa si diceva che i piloti collaudatori non
arrivavano mai alla pensione, e non certo per mancanza di requisiti. È ancora nella nostra memoria il
dramma dei nostri colleghi deceduti durante un volo sperimentale del 609 e, dopo aver rinunciato a
lanciarsi per portare la macchina oltre il centro abitato, abbiamo udito il caro A.D. di allora dire, alla
veglia funebre davanti a moglie e figli degli "eroi", che avevano accettato il rischio di morire .... (In
nome del profitto), e se una azienda è disposta a sacrificare i suoi uomini migliori, figuriamoci se non
lo può fare con il resto delle maestranze.
Siamo tutti preoccupati per l'arrivo dell'industria 4.0 ma in Leonardo gli automi ci sono da decenni, e
sono i nostri cari dirigenti che eseguono il loro compito con una precisione sovrumana, ma appena
gli si chiede una piccola modifica, la risposta è sempre la stessa: dovremmo sostituire le posate in
mensa con quelle usa e getta? “non siamo programmati per eseguire il comando”; dovremmo
mettere il disinfettante in mensa: “non siamo programmati per eseguire il comando”; dovremmo
misurare la temperatura ai lavoratori: “non siamo programmati per eseguire il comando”; con queste
scuse, siamo andati avanti un mese, ritardando le prime misure “di buon senso” per il contenimento
del virus, dato che avevamo comunque l’ordine di rimanere aperti. Poi, il 14 marzo, arriva il nuovo
INPUT (DPCM), allora tutti i “robot” si attivano (industri 4.0) per eseguire alla lettera il programma:
disinfettante, misura temperatura, mascherine ecc. per poi vantarsi pure, durante la riunione di
verifica dell’applicazione del DPCM, di fare il massimo possibile per tutelare la salute dei lavoratori,
non prima però di aver mandato a casa in smart-working (i migliori) e aver lasciato in fabbrica solo
i "sacrificabili", encomiabile sensibilità che varrà, di certo postuma, anche per loro una medaglia....
Non potevano nemmeno immaginare che un'azienda statalizzata potesse avere il governo contro,
infatti Leonardo è una azienda strategica per il Paese, e per questo motivo deve rimare aperta; ma
non è molto chiaro per quale Paese sia ritenuta strategica, forse per i caccia venduti ad Israele?
Oppure per gli elicotteri d’attacco venduti alla Turchia? O per quelli venduti al Qatar? o agli USA?
ecc. Potremmo essere accusati di sputare nel piatto dove mangiamo, ma non è così: è vero però che
ci piacerebbe sputare… ma in faccia a chi è disposto a sacrificare anche un solo lavoratore in
nome del profitto…
Ma anche noi tutti abbiamo delle responsabilità; Si, noi metalmeccanici che, inconsapevolmente,
abbiamo contribuito a smantellare il SSN, con la sanità integrativa, tra le più importanti del mondo,
con oltre un milione di iscritti: quanti milioni di euro entrano ogni mese nelle casse di Metasalute?
Eppure nessuno si scandalizza? E poi, per non venire a prendere il virus in fabbrica e riportarlo a
casa, dobbiamo mangiarci tutti i nostri permessi? Le nostre ferie? Speriamo che questa incredibile
e drammatica vicenda ci sia di lezione per i prossimi rinnovi contrattuali…

25 marzo 2020

giovedì 18 aprile 2019

Leonardo, Piattaforma di Rinnovo Contratto Interno: se chiedi poco ottieni meno


Leonardo, Piattaforma di Rinnovo Contratto Interno:
se chiedi poco ottieni meno
Dopo una prima lettura della piattaforma abbiamo riscontrato le seguenti osservazioni, mentre quello che non indichiamo, lo si ritiene condivisibile (parità di genere, accesso alla rete agli operai, assunzioni disabili, ecc..), vedremo poi cosa si ottiene rispetto alle richieste, tenendo ben presente che, a differenza del primo accordo di gruppo “one-company”, quando eravamo in una fase critica rispetto al mercato internazionale con un crollo della produzione, oggi siamo all’esatto opposto, il mercato cresce e tutti si aspettano che vendiamo gli elicotteri per risollevare tutto il gruppo, in sostanza, in questo momento, abbiamo una forza contrattuale molto diversa rispetto a 4 anni fa, abbiamo, quindi, un rapporto di forza che ci consentirebbe di avere voce in capitolo rispetto alle rivendicazioni.
Su 17 pagine di proposta di rinnovo contrattuale, ben 6 sono di premessa, con ipotesi di accordi internazionali, mercati di riferimento, priorità, mercato della difesa, organizzazione, investimenti, eccetera, eccetera. All'interno di queste 6 pagine di “premessa” ci sono anche cose molto importanti che però, inserite con un solo trafiletto all'interno di un quadro generale, non vengono praticamente evidenziate nell'importanza che dovrebbero avere, esempio:
Le due righe all'interno del capitolo “priorità” dove si dice che un'azienda come Leonardo deve avere, tra gli obiettivi, il fatto di puntare in un sistema ecosostenibile attraverso la riduzione delle emissioni, sull'autogenerazione dell'energia e la mobilità a minor impatto ambientale, questi sono punti importanti ma, se inseriti in un contesto generico, che raggruppa tutta la strategia dell'azienda, perde di significato.
Il secondo trafiletto all'interno del capitolo “organizzazione ed investimenti”, che riteniamo di fondamentale importanza, è quello che dice (in una riga) che è di basilare importanzarecuperare le competenze perse per la pesante esternalizzazione, questo argomento andrebbe inserito con maggior forza all'interno della piattaforma vera e propria o ha poco senso.
Un altro punto condivisibile è quello che propone dimigliorare l'integrazione tra i vari stabilimenti e sedi,soprattutto nella divisione elicotteri, questo punto era già presente nella “strategia” di Moretti ma non è mai stato realizzato, ora viene riproposto all'interno della proposta sindacale, all’interno della premessa ma non se ne da l'importanza che merita.
L'inizio vero della piattaforma è praticamente la conclusione della premessa, dove si propone (alla direzione aziendale) di coinvolgere maggiormente i sindacati all'interno dei consigli di amministrazione o nei gruppi di lavoro dove si prendono le decisioni di tutta l'azienda. Questa richiesta, per quanto capibile da parte dei dirigenti sindacali, da però, una preoccupante prospettiva futura di perdita di collegamento con i lavoratori, mantenendo un controllo verticistico di tutto il gruppo, che è (e sarà) sempre in mano all'azienda. Esempi di questo tipo ci sono già come la gestione dei fondi pensione o la gestione della sanità integrativa come metasalute: questi fondi, che sono co-gestiti con la direzione aziendale, sono sempre stati in mano alla parte datoriale, che riesce sempre ad imporre le decisioni.
Un altro rischio di questa richiesta di co-partecipazione alle decisioni aziendali, è quello che poi non si potrà più protestareper le decisioni prese, dato che i nostri rappresentanti sindacali saranno direttamente coinvolti nelle decisioni, essendo presenti nei tavoli decisionali. In sostanza una volta che le decisioni ricadono sui lavoratori, i lavoratori devono pure stare zitti, visto che chi li rappresenta, prenderà le decisioni con l’azienda.
Entrando nel merito della piattaforma la prima cosa che si nota è che lo 85% degli argomenti da trattare è spostato sulla parte di divisione o sulla parte nazionale lasciando solo una piccola parte di argomenti nella trattativa di sito, questo è esattamente il contrario di ciò che era emerso nel confronto tra le RSU locali nelle varie riunioni, dove si diceva che andava chiesto una maggiore partecipazione al tavolo di discussione e di trattativa nei siti.
Questo orientamento è evidenziato dalla richiesta diuna maggiore forza e rappresentanza tra le RSU nei vari siti, un potenziamento del numero di delegati in trattativa a Roma e, più precisamente, si chiede di incrementare il numero dei delegati trattanti a Roma, circa 90, con relativi costi per la partecipazione, rimborsi spese, pernottamenti, ecc. che ricadranno inevitabilmente nel costo della piattaforma complessiva.
Per quanto riguarda la formazione, riteniamo condivisibile la richiesta cheTUTTI debbano avere accesso alla rete aziendale, perché tutti abbiamo gli stessi diritti di formazione (e non solo) che Leonardo organizza in rete aziendale, ma questo capitolo va messo tra quelli di fondamentale importanza, per non lasciare gli operai con minori diritti rispetto agli altri.
Per quanto riguarda la sanità integrativa e la previdenza complementare, riteniamo un errore continuare ad insistere su questi capitoli nel budget contrattuale (e cioè a nostre spese). Da una parte si fanno pagare meno tasse alle aziende, dall’atra si chiede di destinare una parte dei nostri aumenti alla sanita integrativa e alla pensione complementare proprio per effetto del disservizio “nazionale” causato dalle “meno tasse”.
Pensiamo siano condivisibili le proposte contenute nei capitoli “ferie solidali”, nel “portale welfare” e “welfare sociale”, ma dobbiamo sempre ricordare che gli operai ha difficolta ad avere gli stessi trattamenti del resto dei dipendenti, sarebbe ora che si rivendichi con forza la parità dei diritti soprattutto nelle aziende con la maggior capacità produttiva. Riteniamo più che condivisibile la richiesta di aumento del 40% del superminimo​ collettivo, peccato che non tutti hanno tale superminimo.
Sulle alte professionalità, le prestazioni e l’inquadramento, ci pare evidente che l’azienda abbia già preso la sua direzione nonostante i numerosi comunicati sindacali che dichiaravano la loro contrarietà. Forse l’unica azienda del gruppo che può vantare una trattativa collettiva sulle professionalità sia Agusta (ex), mentre tutte le altre aziende del gruppo usano criteri molto personali e poco professionali, d’altronde, visto l’orientamento “nazionale” che si sta dando alla piattaforma, la trattativa collettiva sulle professionalità, rimarrebbe uno dei pochi collegamenti tra lavoratori e RSU, perso anche questo non resta che i servizi, i 730 e i fondi integrativi e ci pare proprio ben poca cosa. È necessario ripristinare all'interno del gruppo, annualmente, le verifiche e il confronto tra le RSU e l’azienda, sulle professionalità, impedendo alla direzione aziendale di decidere unilateralmente.
Per quanto riguarda il premio di risultato, visto che ogni anno, per un motivo o per un altro, ci perdiamo sempre centinaia di euro, oltre al fatto che il premio è fermo da diversi anni, riteniamo sia ora diconsolidare una parte del premio (almeno la metà), mentre si può lasciare il resto del PDR legato all’andamento aziendale, consentendo l’omogeneizzazione del premio per tutte le aziende del gruppo, solo così ha un senso una proposta di aumento uguale per tutto il gruppo, diversamente un aumento di mille euro equivale per Agusta (5 mila dip) ad 1/6 del PDR totale, mentre per tutte le altre aziende del gruppo (25 mila dip) corrisponde a circa il 50% del PDR rendendo la richiesta difficile da ottenere tanto più che tutti gli obbiettivi sono in percentuale, (es: 20% il I° livello, 25% il II° e 55% il III°), questo significa che, se non si raggiunge il I° livello la divisione elicotteri (noi) ci perde circa 1200 euro mentre nelle altre divisioni la perdita è di circa 500 euro, a noi pare una bella differenza.
Cosa manca nella piattaforma sindacale che andrebbe integrato per poterne discutere con la direzione aziendale?
Ogni sindacato presente con RSU nei vari siti, ha diritto ad almeno un rappresentante nei coordinamenti sindacali ad ogni livello di trattativa.
Andava stabilita la percentuale di consolidamento del PDR (almeno il 50%) anziché dire genericamente che si deve avviare una discussione per consolidare una parte del PDR;
Andavano messi dei paletti sulle attività date fuori,ormai in Agusta siamo ad una percentuale del 35/40%, tra poco non saremo più in grado di progettare​ costruire elicotteri;
Sarebbe necessario prevedere il rientro graduale delle lavorazioni, garantendo ai lavoratori di queste imprese eventuali assunzioni in Leonardo;
Chiarire i rapporti con le altre aziende del gruppo non italiane, è assurdo che si sposti il lavoro in Polonia sottraendolo alle nostre aziende italiane solo per sfruttare il costo del lavoro, la Polonia ha già detto che in grado di fare tutto in casa il nuovo AW249, e questo è un nuovo progetto;
Dare agli operai l’accesso alla rete aziendale per gestire le richieste, la formazione, i benefit, i permessi, ecc.. che si continua a rimandare;
Stabilire un premio di anzianità, per invogliare i lavoratori a rimanere in azienda, es: 100€ per anno di presenza, dato che molti lavoratori approfittano dell’alta professionalità acquisita in Leonardo per cambiare ditta e questo per l’azienda significa una grave perdita che non riesce a contrastare.
Parificare i diritti (Art.​ 18) e lo stipendio dei neo assunticui non si applicano alcune voci economiche che hanno, invece, i vecchi dipendenti, derivante dai vecchi accordi aziendali (premio feriale ecc.).
Per gli appalti, le aziende che non rispettano i CCNL e le regole sia quelle scritte sia quelle di buon senso, vanno estromesse dalle gare.
Consentire, a chi non accetta la sanità integrativa o la pensione integrativa, di avere un incremento contributivoper la pensione pubblica o un contributo economico in busta paga di pari entità.
Per ora è sufficiente, tanto poi faremo il punto della situazione quando si entrerà nel merito della trattativa e, uno ad uno, tutte le richieste verranno riformulate: come al solito se chiedi il 100%, la mediazione sarà 40/50%, ma se già chiedi il 65/70% (come stiamo facendo noi), la mediazione si abbassa al 20/30%, questa è la logica con cui si affrontano queste trattative.
Stabilire un piano di assunzioni oltre il necessario, per andare incontro alla crisi occupazionale nazionale, in qualità di azienda para-statale, visto che nessuno si scandalizza per il buco di bilancio di 3 miliardi di euro. Ben vengano le acquisizioni di aziende in crisi.
In pratica per noi la piattaforma è incompleta e non ha recuperato tutte le dimenticanze della prima trattativa, vedremo la contro-proposta aziendale e solo allora ci saranno le basi per una valutazione complessiva.
15 aprile 2019

giovedì 12 luglio 2018

Oggetto: verifica rispetto D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI.

ATS Insubria
SEDE TERRITORIALE DI VARESE
DIREZIONE SANITARIADIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA U. O. C.

PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
Sede territoriale di Gallarate Corso Leonardo Da Vinci n. 1
mail: ricciardid@ats-insubria.it

PC:
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio
Largo Girardino, 4 - Busto Arsizio
Mail: procura.bustoarsizio@giustizia.it

Oggetto: verifica rispetto D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI.

Facendo seguito alla precedente segnalazione del 14 giugno 2018, che recitava: “Presso la sede Leonardo divisione elicotteri di C. Costa di Samarate (VA) in via Agusta 520, all’interno del reparto 38 (revisione gruppi dinamici) sono state segnalate numerose zecche e zecche vive”
Si chiede all’ente in indirizzo di verificare se sono state rispettate le indicazioni riportate all’interno della legge in oggetto,

nello specifico si chiede di verificare quanto indicato:

• il 12 giugno 2018 vengono viste numerose zecche all’interno del reparto, sui pezzi in lavorazione e sui tavoli di lavoro, ma si consentiva ai lavoratori di continuare a svolgere la normale attività lavorativa;
• il 14 giugno vengono di nuovo viste numerose zecche e ancora una volta si consentiva ai lavoratori di proseguire la normale attività lavorativa senza specifiche procedure di prevenzione;
• alcuni lavoratori vengono infestati dalle zecche ma vengono inviati a fare una semplice doccia con normale sapone, senza le adeguate misure precauzionali.
• a parte la prima disinfestazione della sera del 12, le successive disinfestazioni non venivano fatte sui tavoli o sui pezzi, dove erano state viste le zecche, ma solo nel pavimento.
• Non è stato informato l’organo di vigilanza territorialmente competente se non dallo scrivente RLS.

A fronte di quanto sopra,

si chiede all’ente in indirizzo di verificare il rispetto della normativa in oggetto onde evitare il ripetersi di situazioni potenzialmente pericolose per i lavoratori.

Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

martedì 10 luglio 2018

“Anglo Italian job”: Leonardo spa e l’incrocio pericoloso tra armi e corruzione

Una serie di scandali e possibili episodi di corruzione in almeno tre Paesi, che riguardavano contratti del valore di centinaia di milioni di euro e da cui sono scaturiti controversi versamenti per decine di milioni di euro ad agenti e intermediari collegati a figure militari e politiche. Uno spaccato di notizie e documenti sulla “zona grigia” che caratterizza in molti casi i principali appalti militari internazionali, tanto che il comparto produttivo militare-industriale risulta in testa a tutte le classifiche mondiali sulla corruzione. Tutti legati ad uno dei maggiori produttori armieri del mondo, il principale in Italia: Leonardo S.p.A (fino al gennaio 2016 denominata Finmeccanica). E’ questo il contenuto di “Anglo Italian job”, il Rapporto elaborato da Corruption Watch e da oggi disponibile anche in italiano grazie alla collaborazione con Re:Common e Rete Italiana per il Disarmo.
“Scorrendo gli elementi e documenti grazie ai quali siamo riusciti a ricostruire diversi casi problematici in cui è stata coinvolta Leonardo - commentano gli autori del Rapporto - risulta particolarmente inquietante il fatto che gli episodi di corruzione abbiano coinvolto i massimi dirigenti dell’azienda”. Società a partecipazione statale (con il Governo che detiene per legge una quota di controllo e nomina i vertici) frutto della fusione ed agglomerazione dei principali segmenti produttivi italiani del settore, Leonardo negli ultimi dieci anni è stata coinvolta in numerosi scandali per corruzione in tutto il mondo. Il Rapporto “Anglo Italian job” esamina i più eclatanti ed emblematici di questi scandali, rivelando in particolare le dinamiche interne di tre casi di possibile corruzione in cui l’azienda, le sue controllate o i suoi funzionari sono stati implicati in azioni illecite con il coinvolgimento dei più alti vertici.

Si parte dalla vendita di elicotteri Wildcat alle forze armate della Corea del Sud. AgustaWestland (controllata di Leonardo ora inserita integralmente nella divisione Elicotteri) avrebbe versato somme di denaro a favore di persone collegate all’establishment militare sudcoreano per garantire l’accordo. Fra i beneficiari di tali pagamenti figurerebbe un lobbista sotto la diretta supervisione di Geoff Hoon, già Segretario alla Difesa durante il mandato di Tony Blair e, dal 2011 al 2016, International Business Manager di AgustaWestland con sede nel Regno Unito. Il secondo caso riguarda invece la discussa vendita di Elicotteri VVIP all’India, nel cui contratto sarebbe compreso anche il pagamento di oltre 60 milioni di euro ad agenti e intermediari. AgustaWestland avrebbe inoltre effettuato dei versamenti ad uno di questi agenti per ottenere altri appalti in India. Le autorità indiane hanno dichiarato che, riguardo a tali lavori aggiuntivi, non è stata svolta alcuna operazione legittima, cosa che l’agente nega. Infine, la vendita di varie attrezzature (tra cui quelle per sorveglianza) al Governo di Panama. Proprio la diffusione sulla stampa di accuse di tangenti all’ex presidente di Panama, gestite attraverso un imprenditore italiano strettamente legato all’entourage di Silvio Berlusconi, avrebbero poi fatto svanire il contratto. Panama ha revocato l’affare sulla base di un accordo negoziale con Leonardo che ha comportato l’annullamento dei procedimenti giudiziari nel Paese.

martedì 26 giugno 2018

Leonardo Elicotteri - Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto

ATS INSUBRIA
SEDE TERRITORIALE DI VARESE
DIREZIONE SANITARIA
DIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA
U. O. C. PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
U.O.S. Prevenzione Malattie Professionali e Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro (P.M.P.P.S.L.L.)
Corso Leonardo Da Vinci n. 1 – 21013 Gallarate (VA) - Tel. 0331/709999 – Fax 0331/709996
_________
U.O.S. Prevenzione Infortuni e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (P.I.S.L.L.)
Piazza Plebiscito n. 1 – 21052 Busto Arsizio (VA) - Tel. 0331/652115 – Fax 0331/652126
_________
e-mail: protocollo@pec.ats-insubria.it
www.ats-insubria.it
Sistema Qualità Certificato – UNI EN ISO 9001:2015
Gent.mo Sig. Fiorenzo Campagnolo
R.L.S. di Leonardo Elicotteri

OGGETTO: Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto.

Si comunica che la segnalazione in oggetto, pervenuta in data 14/06/2018 prot. ATS n. 60760 del
15/06/2018, è stata trasmessa per competenza all’ UOC Igiene e Sanità Pubblica e che Personale Tecnico
Disinfestatore della stessa, ha effettuato gli accertamenti di competenza, dai quali è emerso la presenza di zecche in diversi punti di un capannone adibito alla produzione meccanica, anche se attualmente il problema appare in diminuzione.
Alla luce di quanto evidenziato, come anticipato dal Personale Tecnico intervenuto, si ribadisce la necessità di
provvedere a:

- disinfestazione periodica dell’area interessata a intervalli regolari e ravvicinati fino a risoluzione della
problematica; la disinfestazione deve riguardare pavimenti, suppellettili fisse e mobili, muri interni fino a
circa 1,00 m, locali adiacenti (spogliatoi, ecc.), prati e aree esterne dove sostano i lavoratori in pausa o
avviene il passaggio degli stessi
- sfalcio erba frequente (l’erba deve essere sempre mantenuta bassa), specie nelle aree di passaggio e
sosta dei lavoratori
- monitoraggio interno ed esterno attraverso esche collanti o attrattive;
- controllo quotidiano e in caso di ritrovamento degli insetti delimitazione dell’area e intervento immediato di
disinfestazione
- cambio abiti in entrata ed in uscita dall’area a rischio, anche per pausa mensa e lavaggio degli stessi
- valutazione di utilizzo di eventuali spray disinfestanti per abiti

Inoltre, appare utile il coinvolgimento del Medico Competente aziendale per eventuali aspetti di competenza.

Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento,
si inviano Distinti saluti

IL RESPONSABILE
UNITA’ OPERATIVA M.P.P.S.L.L.
(Dott.ssa Daniela Ricciardi)

Documento informatico firmato digitalmente
ex D.P.R. n. 445/2000 e D.Lgs. n. 82/2005 e norme collegate

sostituisce il documento cartaceo firmato in autografo

domenica 3 giugno 2018

Fondazione Banca Etica e Rete Disarmo azionisti critici all'assemblea di Leonardo. "Puntare sul business militare fa male al bilancio e aumenta rischi di corruzione"

L a Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la terza volta consecutiva
all'assemblea degli azionisti di Leonardo, il principale produttore italiano di armamenti, il cui
maggiore azionista è il Ministero del Tesoro italiano con il 30,2%.
«Saremo in assemblea con tre azioni, per conto di Rete Italiana per il Disarmo, che coordina
diverse organizzazioni pacifste e della nuova rete europea di investitori istituzionali SfCShareholders
for Change, che ha un patrimonio investito totale di circa 22 miliardi di euro», spiega
Simone Siliani, direttore di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. L'intervento della Fondazione
criticherà il progressivo sbilanciamento della produzione verso commesse militari, che ha
portato ad un crollo della redditività dell'impresa e ad una diminuzione dell'occupazione. «In
base ai dati di ASD, l'associazione dei produttori europei del settore difesa, negli ultimi 15 anni
l'aeronautica civile ha generato ricavi che hanno superato del 36% quelli del settore aeronautico
militare, creando 223.000 nuovi posti di lavoro. Mentre nel settore militare l'occupazione è scesa
del 55% e si sono persi 211.000 posti di lavoro. Leonardo, però, ha deciso di puntare sempre
di più sul settore militare: nel 2014 costituiva il 54% del fatturato totale, ora siamo al 68%.
Non c'è da stupirsi, quindi, che i conti della società siano molto deludenti». Oggi Leonardo
porterà all'approvazione dei soci un bilancio che riporta un crollo del 44% dell'utile netto tra il
2016 e il 2017. Il 10 novembre del 2017, quando la società ha improvvisamente deciso di
correggere le previsioni di crescita, il titolo è crollato del 21% in borsa.
La scelta di concentrarsi sul settore militare esporrebbe inoltre la società a maggiori rischi di
corruzione. «Il Sipri, l'istituto indipendente di Stoccolma che si occupa di ricerche militari, riporta
che gli illeciti nel settore degli armamenti sono talmente endemici che circa il 40% della
corruzione totale nelle transazioni globali sarebbe collegata al commercio di armi», spiega
Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo. «Leonardo e le sue
controllate sono state accusate di corruzione in India, Panama, Corea del Sud e, più
recentemente, in Indonesia. Il Norwegian Council of Ethics, che efettua un costante monitoraggio
etico del fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo con un patrimonio di 877 miliardi di
euro, ha rilevato un "rischio inaccettabile" che Leonardo possa continuare ad essere
coinvolto in casi rilevanti di corruzione in futuro. E' un problema grave per tutti gli azionisti,

a partire dal Ministero del Tesoro».
Fondazione Finanza Etica.
La Fondazione Finanza Etica è stata creata a Padova nel 2003. Fa parte del Sistema Banca Etica
(www.bancaetica.it) e ha come obiettivo la promozione di reti di nuove economie sostenibili e di
una nuova cultura economica e fnanziaria al servizio della società e dell'ambiente.
Nel 2007 FFE ha acquistato un numero simbolico di azioni di Enel ed Eni per «portare la voce
della società civile e dei movimenti del Sud del mondo nelle assemblee delle più importanti
società italiane» e per «promuovere il ruolo dei piccoli azionisti e il loro contributo alla vita
dell'impresa». Nel 2016 sono state acquistate anche azioni di Finmeccanica. Le iniziative di
azionariato critico della Fondazione sono sostenute da Re:Common e Rete Disarmo. Tutte le
informazioni sono disponibili sul sito www.fcre.it.
Rete Disarmo
La Rete Italiana per il Disarmo è un organismo nazionale di coordinamento sulle tematiche della
spesa militare e del controllo degli armamenti. Fondata nel 2004 è composta da: ACLI - Archivio
Disarmo - ARCI - ARCI Servizio Civile - Associazione Obiettori Nonviolenti - Associazione Papa
Giovanni XXIII - Associazione per la Pace – Assopace Palestina - Beati i costruttori di Pace -
Centro Studi Difesa Civile - Conferenza degli Istituti Missionari in Italia - Coordinamento Comasco
per la Pace - FIM-Cisl - FIOM-Cgil - Fondazione Finanza Etica - Gruppo Abele - Libera -
Movimento Internazionale della Riconciliazione - Movimento Nonviolento – Noi Siamo Chiesa -
OPAL Brescia - Pax Christi - Un ponte per...
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.disarmo.org
SfC-Shareholders for Change
SfC - Shareholders for Change ("Azionisti per il Cambiamento") è una rete di investitori
istituzionali europei che, in qualità di azionisti, svolgono attività di dialogo con le imprese al fne di
infuenzare e sollecitare buone pratiche e comportamenti sostenibili e responsabili nel mediolungo
periodo. Nata a Milano nel dicembre del 2017, su iniziativa del Gruppo Banca Popolare
Etica, ha sette soci fondatori per un totale di circa 22 miliardi di euro di asset gestiti: Bank für
Kirche und Caritas eG (Germania), Ecof Investissements, Groupe Crédit Coopératif (Francia),
Etica Sgr, Gruppo Banca Etica (Italia), fair-fnance Vorsorgekasse (Austria), Fondazione Finanza
Etica (Italia), Fundacion Fiare (Spagna), Meeschaert Asset Management (Francia).
Nel corso del 2018, SfC organizzerà azioni congiunte alle assemblee di Generali, Acea, Leonardo-
Finmeccanica, Eni, Enel, Rheinmetall (Germania) ed Engie (Francia).
Per ulteriori informazioni
Chiara Bannella
Ufcio Stampa di Banca Etica
Tel.: +39 06 42016060
E-mail: cbannella@bancaetica.com
Web: www.bancaetica.it, www.fcre.it
Francesco Vignarca
Coordinatore Rete Disarmo
Tel.: 328/3399267
E-mail: segreteria@disarmo.or