- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
Visualizzazione post con etichetta OSPEDALE ANGERA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta OSPEDALE ANGERA. Mostra tutti i post

giovedì 21 febbraio 2019

SANITÀ ospedale Angera “Stiamo lavorando per il rilancio dell’ospedale Ondoli”

L’Ospedale di Angera è all’attenzione dellaDirezione dell’ASST dei Sette Laghi e dell’ATS dell’Insubria, che intendono rilanciarlo e che, per farlo, contano sulla collaborazione del territorio. E’, in estrema sintesi, quanto emerso dalla riunione svoltasi questa mattina a Villa Tamagno tra la Direzione dell’ATS dell’Insubria, la Direzione dell’ASST dei Sette Laghi, il Direttore del Dipartimento della Donna e del bambino, prof. Massimo Agosti, il Direttore della Rete Integrata materno-Infantile, prof. Fabio Ghezzi, e tre rappresentanti dell’Associazione AMOR (Associazione mamme per l’Ondoli in rinascita).
“La Direzione dell’ASST dei Sette Laghi ha dimostrato fin dai primi giorni dell’anno, da quando cioè Angera è entrata a far parte di questa Azienda, grande attenzione per questo Ospedale, – ha esordito il Dott. Luca Gutierrez, DG dell’ATS dell’Insubria – Lo dimostrano non solo i progetti allo studio per rilanciare il nosocomio, ma anche il riconoscimento formale immediato del Tavolo di Monitoraggio e Programmazione Territoriale dell’Ambito, in cui fondamentale è il ruolo svolto dai Sindaci”.

martedì 11 dicembre 2018

ANGERA Le mamme rioccupano l’ospedale

Le mamme di Angera tornano a occupare l’ospedale: lo fanno in modo simbolico, con un minipresidio proprio oggi, martedì 11 dicembre, a due anni esatti dalla loro clamorosa protesta che mobilitò la popolazione e le istituzioni anche del vicino Piemonte. In pratica, senza recare disturbo al personale e ai pazienti dell’Ondoli, si alterneranno al presidio tre o quattro persone - una trentina sono quelle coinvolte nella protesta simbolica per riottenere la Pediatria – oltre ai cittadini che vorranno aderire a questa nuova protesta.
Di seguito pubblichiamo il testo del comunicato ufficiale delle mamme, riunite nell’associazione Amor.
- - -
«Due anni fa ci costringevano a occupare l’ospedale: ebbene, i volontari, le mamme e i papà di Amor sono ancora qui, dentro l’ospedale Carlo Ondoli di Angera. Per ricordare a tutti che la Sanità è nostra, di noi cittadini, le scelte arroganti calate dall’alto non le accettiamo più. Sarà un presidio pacifico, quello di oggi 11 dicembre, pensato per parlare con le persone, informarle, senza arrecare danno o disagio ai pazienti e al personale ospedaliero.
Dopo due anni difficili, siamo ancora qui ad aspettare un futuro serio e dignitoso per il nostro ospedale, punto di riferimento per un territorio importante come il Basso Verbano: l’Ondoli non ha ancora un progetto e sta perdendo i pezzi. Dopo aver chiuso il Punto nascite, ci hanno cancellato anche la Pediatria h 24.
Hai un figlio che sta male dopo le 16? Arrangiati!
Da mesi ci hanno tolto anche questo: ci hanno cancellato anche questo servizio per i più piccoli. I bambini non votano: tutto è una questione di numeri, la Sanità dei manager è semplicemente disumana. Le persone non sono più al centro. Solo così si spiegano anche le scelte di cancellare i servizi ai malati oncologici.
La politica abbia il coraggio di dire ORA cosa vuol fare del nostro ospedale: diteci chiaramente cosa si vuol fare ad Angera per il futuro, abbiate il coraggio di confrontarvi con la gente.
Siamo francamente stufi di vedere il problema dell’ospedale sul piatto di una campagna elettorale infinita. Basta! Il futuro dell’ospedale decidetelo ora, con noi cittadini, non tenetelo in ostaggio di altre, ennesime, promesse elettorali in vista delle consultazioni di maggio. Esortiamo in primis il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a porre fine a questo strazio che dura da anni.
Un territorio con oltre 60.000 persone non possono più aspettare le promesse elettorali. Non solo bambini e mamme, ma anche i malati di tumore e gli anziani subiscono i disagi gravissimi di scelte vergognose del passato. Scelte che hanno distrutto un piccolo grande ospedale preziosissimo per un’area molto vasta. È il momento di cambiare: adesso.
Siamo anche in attesa della nomina dei nuovi direttori generali della Sanità varesina, ma non è da loro che dipendono le scelte decisive: al nuovo direttore generale, chiunque sia, chiediamo soltanto rispetto. E di non dimenticare che i suoi veri datori di lavoro siamo noi cittadini e non il suo referente politico di turno».

r.w.

domenica 1 luglio 2018

ANGERA Punto nascita addio: dal primo luglio non si partorisce più

La misura decisa dalla giunta regionale viene attuata immediatamente al presidio di Angera che cambia la sua offerta ostetrica e pediatrica

Con l’approvazione in Regione della delibera sulla ridefinizione dei punti nascita lombardi, l’ASST Valle Olona è pronta ad avviare il nuovo modello di assistenza alle donne durante la gravidanza.
Da domenica 1 luglio 2018 tutto il percorso nascita, ad eccezione dell’evento parto, sarà garantito dal personale (ostetriche e ginecologi) dell’Ondoli che accompagneranno la donna in gravidanza con visite periodiche, esami, ecografie e corsi prima del parto. La accompagneranno anche nella scelta del luogo dove partorire e la seguiranno nel puerperio.
Il progetto prevede anzitutto, ma non esclusivamente, unaconversione dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria di Angera, una ridistribuzione degli spazi all’interno delle Unita Operative e una riorganizzazione dell’attività lavorativa di ginecologi e pediatri in un’ottica di rete Hub and Spoke. La riconversione va intesa nell’ambito di una collaborazione costante e continua con un Centro di terzo livello come l’ospedale Del Ponte di Varese, in grado di offrire il supporto clinico, strumentale e logistico per qualsiasi patologia che interessi la donna o il bambino.

venerdì 15 giugno 2018

Gallera: “Ad Angera, non si può più andare avanti”

« Su Angera abbiamo fatto il possibile, umanamente e anche oltre. Ma così non si può continuare».
È categorico l’assessore al Welfare Giulio Gallera sul futuro del punto nascita di Angera: « Abbiamo convogliato tutte le nostre energie, abbiamo cercato di costruire un modello sostenibile e adeguato. Ma non funziona».
Dal primo di luglio dunque ( “Il più presto possibile”) l’Ondoli non accoglierà più donne in travaglio: « Il modello che avevamo cercato di attuare ha messo in crisi tutto il sistema, penalizzando anche gli altri ospedale dell’Asst Valle Olona. La proposta di ruotare su tutti i presidi ha di fatto allontanato anche possibili figure specialistiche necessarie per le ginecologia di Busto e Gallarate. Inoltre, siamo stati richiamati dal comitato di controllo dei LEA per la mancata chiusura dopo che Roma ha negato la deroga alla chiusura dei presidi con meno di 500 parti».

L’assessore regionale respinge l’accusa di aver cambiato rotta o di aver agito senza confronto: « Avevo creato una cabina di regia con tutti i sindaci e gli amministratori del territorio. Ci siamo incontrati almeno 4 volte. Ogni passo è stato discusso apertamente. Anche le madri di Amor, che avevo incontrato lo scorso novembre, erano consapevoli che il sistema adottato non reggeva. Ci eravamo dati tempo fino a  maggio scorso per valutare i risultati. Lo scorso anno sono nati 280 bambini e, di questi, il 10% è dovuto salire in urgenza in ambulanza per raggiungere Varese e la sua terapia intensiva».

lunedì 19 marzo 2018

“Basta promesse, vogliamo i fatti per l’ospedale Ondoli”

Nonostante le rassicurazioni dell’azienda ospedaliera ASST Valle Olonaad Angera i timori per il futuro dell’ospedale rimangono molti.
Questa volta, a esprimere la propria preoccupazione, è il Comitato spontaneo permanente che chiede chiarezza sui trenta posti letto chiusi nel reparto di medicina che lasciano presagire un lento e inesorabile declino dell’Ondoli.

« È passato quasi un mese da quando questo Comitato aveva manifestato la propria preoccupazione per quanto stava accadendo nel Reparto di medicina generale e oggi dobbiamo rilevare che circa 30 posti letto sono stati tolti e nessuno ci ha ancora spiegato il perché. E questo silenzio assordante non sembra essere di buon auspicio anche per il prossimo futuro. Anzi le ultime convulse , contraddittorie notizie che filtrano dai reparti non lascia presagire nulla di buono . Ora intendiamo rivolgerci all’interlocutore politico che è uscito dalle urne lo scorso 4 Marzo 2018.

domenica 25 febbraio 2018

I pacifici abitanti del Varesotto si stanno ribellando

Pier Fausto Vedani commenta la difficile situazione della sanità in provincia e richiama i politici a una maggiore attenzione alle istanze dei cittadini.

E’ accaduto infatti l’impensabile i pacifici abitanti del Varesotto dopo anni di paziente accettazione della noia gestionale del Centrodestrastanno ribellandosi . E inseguono i politici che scappano alla Steve McQueen, ma senza raccogliere simpatia e consensi come l’attore che gabbava i suoi carcerieri nazisti.
La protesta dei cittadini è vasta e coinvolge buona parte del territorio della provincia. E soprattutto è trasversale, non salva nessuna appartenenza politica.
Ricordiamo la sollevazione di Angera che non vuole perdere il punto nascite del suo ospedale e si oppone al depotenziamento in generale dell’assistenza pubblica; in queste scelte con gli angeresi ci sono anche sindaci della sponda piemontese del Verbano che, essendo Novara lontana, affidano i loro amministrati all’ospedale di Angera.
Si è registrata inoltre per la prima volta la nascita di comitati di cittadini a Busto e Gallarate dove ci sarà un unico nuovo ospedale che però mette paura a tutti visto che cosa capita a quello miniaturizzato di Varese, dove è nato un forte comitato per la tutela di ammalati bisognosi di cure particolari come quelle per i dializzati e i trapiantati di rene; dove medici e infermieri del Pronto Soccorso fanno vita grama e sono sul piede di guerra, quando poi non vengono aggrediti e picchiati da personaggi via di testa che hanno campo libero perché il posto di polizia è chiuso di sera.

venerdì 23 febbraio 2018

Situazione critica per gli ospedali della Provincia di Varese

23 Febbraio 2018
Comunicato sindacale
Situazione critica per gli ospedali della Provincia di Varese

Il giorno 20, nella sede delle Acli di Gallarate, si è svolto l’incontro pubblico promosso dal Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, dove si è discusso del progetto sostenuto da Regione Lombardia dell’ospedale unico di Gallarate-Busto Arsizio, che dovrebbe sorgere in un’area già individuata nel rione di Beata Giuliana a Busto Arsizio. Si è parlato anche della situazione degli ospedali della provincia, partendo dall’esempio di Angera, con un ritaglio sulla delibera regionale che vorrebbe affidare la presa in carico di circa 3 milioni di persone in Lombardia affette da malattie croniche ai Gestori della Cronicità. Erano presenti al confronto sull’importante tema i candidati alle elezioni regionali invitati dal Comitato, ai quali i rappresentanti del Comitato stesso hanno esposto le ragioni dell’incontro e i timori che riguardano il futuro delle strutture ospedaliere. Ogni rappresentante politico è intervenuto esponendo al numeroso pubblico presente in sala la propria posizione sull’argomento. L’intervento più atteso è stato quello dei rappresentati politici che, in regione Lombardia, hanno approvato il progetto dell’ospedale unico e hanno sostenuto la delibera sulla cronicità che significa un ulteriore passaggio verso la privatizzazione della sanità (va sottolineato che questa sostanziale modifica dell’assistenza ai cronici, non è un decreto regionale o una delibera discussa e approvata in Consiglio Regionale, ma è il solo frutto di una decisione della Giunta Regionale). Questi rappresentanti dovranno affrontare, se confermati, anche il problema della sopravvivenza degli ospedali periferici della nostra provincia. Lasciando al Comitato per il diritto alla salute del Varesotto il compito di analizzare il contenuto del dibattito, Come sindacato di base ADL, riteniamo sia importante che i cittadini vengano informati e coinvolti nelle scelte su temi che li riguardano così da vicino come la loro salute. Quindi per noi diventa imprescindibile che chi deciderà sulla vita degli ospedali, si debba confrontare con la popolazione che vive nei territori e che usufruisce dei servizi.

Situazioni come quella dell’ospedale di Angera, che ci ha visto presenti, come in passato, il giorno 18 u.s. alla manifestazione in solidarietà alle mamme e al fianco di altri numerosi comitati di cittadini, affinché la loro voce possa essere ascoltata, ritenendo che quell’ospedale debba vivere e debba essere potenziato come servizio indispensabile per la gente di quel territorio, sono solo la punta dell’iceberg di una situazione esplosiva che sta arrivando ad un livello di intollerabilità, sia dal punto di vista degli operatori, sottoposti sempre più a carichi di lavoro intollerabili, sia per i cittadini che devono usufruire del servizio. In provincia altri ospedali sono, per diverse ragioni, in affanno e hanno per questo visto la nascita di altri comitati spontanei. Riteniamo decisamente poco corretto e poco coerente, da parte dei politici che governano le istituzioni locali, che dichiarano di condividere le preoccupazioni dei cittadini sulla sorte degli ospedali, e poi, in regione, i rappresentanti delle stesse forze politiche votano a favore di provvedimenti che determinano la lenta agonia dei presidi periferici, come sta accadendo appunto per l’ospedale di Angera. Ci teniamo altresì a sottolineare, come sindacato di base, che saremo sempre al fianco di chi rivendica un diritto fondamentale come la Salute, come stiamo facendo del resto negli ultimi anni all’interno dei vari comitati, di reti di associazioni e, nel merito dell’ospedale di Angera, sostenendo con forza le nostre posizioni nei confronti dell’amministrazione ospedaliera durante i vari incontri in cui sempre assicuriamo la presenza, contrariamente a chi rivendica un ruolo attraverso i media, ma da diversi mesi non si presenta agli incontri.


per ADL Varese 
Federico Pagan e Salvatore Petrenga 

lunedì 19 febbraio 2018

uniti per difendere l’ospedale di Angera

















Angera, scatta la mobilitazione: "Giù le mani dall’ospedale"

Manifestazione "Insieme per l’ospedale” promossa dal Comitato permanente e dall’associazione Mamme per l’Ondoli in rinascita

Angera (Varese), 19 febraio 2018 - Associazioni, comuni, cittadini uniti per difendere l’ospedale di Angera. Ieri pomeriggio la manifestazione “Insieme per l’ospedale” promossa dal Comitato permanente e dall’associazione AMOR (Mamme per l’Ondoli in rinascita) a cui hanno aderito una cinquantina di associazioni, oltre a quindici comuni, nove della sponda piemontese del Verbano, ha lanciato con forza la sua voce, il presidio sanitario cittadino va salvato e rilanciato con un progetto chiaro.
La mobilitazione ha visto una grande partecipazione di cittadini che ora aspettano segnali concreti alle loro richieste. I problemi della struttura sanitaria Ondoli di Angera riguardano la mancanza del primario di ginecologia, del responsabile dell’oncologia, la ristrutturazione della chirurgia, la carenza di personale medico e infermieristico, la mancanza di un progetto chiaro di rilancio, una situazione sulla quale la manifestazione di ieri ha voluto richiamare l’attenzione. «Diamo il pieno sostegno all’iniziativa – ha detto il sindaco Alessandro Paladini Molgora – la politica ai livelli alti deve impegnarsi per la sanità che è una priorità assoluta, il problema del nostro ospedale è sentito, e si è mossa la gente, il territorio. Dal 5 marzo sindaci e cittadini saranno insieme per chiedere risposte precise, l’era dei tagli deve finire, vogliamo che il nostro ospedale sia funzionale come è stato fino ad ora».
Domani alle 21 invece a Gallarate nella sede delle Acli in un incontro pubblico promosso dal Comitato per il diritto alla salute del Varesotto si parlerà del progetto sostenuto da Regione Lombardia dell’ospedale unico di Gallarate-Busto Arsizio, che dovrebbe sorgere in un’area già individuata nel rione di Beata Giuliana a Busto Arsizio. Invitati al confronto sull’importante tema i candidati alle elezioni regionali: a loro i rappresentanti del Comitato contrario al progetto esporrà le ragioni della sua opposizione e i timori che riguardano il futuro delle strutture ospedaliere di Busto e di Gallarate. «Hanno deciso di spendere 500 milioni di euro per un progetto che nasce senza aver analizzato i bisogni dei cittadini – sottolineano dal Comitato che contro il progetto ha raccolto migliaia di firme – si perderanno posti letto». Domani sera il confronto con i candidati.

“L’Ondoli non vive di promesse, dopo il voto vogliamo i fatti”

Grande partecipazione alla manifestazione per evitare la chiusura dell'ospedale. Doridoni (Amor): «Stiamo chiedendo alla politica di tenere vivo l'ospedale, è un intero territorio che lo chiede»
Sono accorsi in tanti al capezzale dell’ospedale di Angera. Il popolo dell’Ondoli ha risposto alla chiamata dell’associazione Amor e del comitato spontaneo permanente per il Carlo Ondoli nonostante il freddo intenso di una domenica di febbraio. Un popolo trasversale composto da gente comune, madri, padri, nonni, medici, infermieri, sindaci – ce n’erano almeno cinque in prima fila (Angera, Sesto Calende, Ranco, Mercallo, Ispra) – il consigliere regionale dei 5 Stelle Paola Macchi e tante associazioni, tra cui il corpo musicale angerese “S. Cecilia”, la pro loco di Ranco, la casa delle donne di Gallarate,  i rappresentanti di medicina democratica, la comunità pastorale, la rete per il diritto alla salute di Milano e Lombardia e il comitato “no” all’ospedale unico di Gallarate. Il presidio davanti all’ospedale si è poi trasformato in un corteo che è sfilato fino all’approdo sul lungolago.

giovedì 15 febbraio 2018

domenica ad Angera per tenere aperto l'ospedale


domenica ad Angera per tenere aperto l'ospedale

Amor lancia la manifestazione del 18 febbraio e un patto delle associazioni
Una manifestazione per l’Ospedale Ondoli di Angera e un patto tra le associazioni. Sono le iniziative promosse e lanciate da Amor, l’Associazione Mamme per l’Ondoli in rinascita
Una manifestazione per l’Ospedale Ondoli di Angera e un patto tra le associazioni. Sono le iniziative promosse e lanciate da Amor, l’Associazione Mamme per l’Ondoli in rinascita: 
appuntamento domenica 18 febbraio ad Angera alle 16.30.
«Il senso della manifestazione “Insieme per l’Ospedale” che promuoviamo per il 18 febbraio sarà quello dare un segnale come società civile e territorio a tutta la politica. “Insieme per l’ospedale”, per noi, significa fare rete. Liberi cittadini e associazioni, ovvero le realtà che operano per il bene del territorio – si legge in una nota di Amor -. Il segno concreto della manifestazione del 18 febbraio sarà un “Patto delle associazioni”, per l’ospedale di Angera. Noi di Amor non lo possiamo dimenticare: senza una rete accanto e attorno a noi, le mamme non sarebbero mai riuscite a far riaprire quei reparti. Oggi proponiamo un patto delle associazioni: è semplicemente un appello a intervenire, un appello rivolto alla politica e alle istituzioni a dare un futuro sicuro al nostro ospedale. Il Carlo Ondoli è un riferimento importante per tutta la comunità del Basso Verbano: le associazioni chiedono, dunque, alla politica, che un progetto serio per il nostro ospedale, sia la priorità. Questo Patto verrà portato in Regione e consegnato alla futura amministrazione, all’insediamento della nuova giunta. In quell’occasione, vorremmo accanto alle associazioni anche i sindaci del territorio».

«La primissima realtà ad aderire al Patto delle Associazioni è l’ACLIalla quale si sono aggiunte da subito la Caritas, il Centro Aiuto alla Vita di Sesto Calende, i Comitati genitori dei comuni di Angera, Ranco e Ispra, l’Avis, l’Anpi, la Casa delle Donne di Gallarate e molte altre stanno confermando la loro adesione in questi giorni: l’adesione è possibile fino al 18 febbraio, giorno della manifestazione, e anche oltre – chiosa la nota di Amor -. Un grazie sincero va anche al Comitato spontaneo permanente, co-organizzatore della manifestazione, per il sostegno ad Amor e a questa rete di associazioni».