- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
Visualizzazione post con etichetta stop CETA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stop CETA. Mostra tutti i post

domenica 22 settembre 2019

Flop Ceta sul Parmigiano reggiano, Coldiretti: "In compenso abbiamo aumentato di nove volte l'importazione di grano imbottito di glifosato" Art

Crollo a due cifre delle esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano in Canada che registrano -32%, scendendo a 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti su dati Istat, divulgata a due anni dell'entrata in vigore in via provvisoria dell'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (Ceta) ratificato da 15 Paesi Europei su 28.

Il fatto è che la diffusione del falso Made in Italy, sottolinea la Coldiretti, ha ridotto lo spazio ai prodotti originali con il Canada arrivato a produrre 6,3 milioni di chili di falso Parmigiano Reggiano (Parmesan), in aumento del 13% rispetto al 2018 e ancora 4,5 milioni di ricotta locale, 1,9 milioni di chili di Provolone taroccato e 74 milioni di chili di finta mozzarella. In pratica sono falsi 8 pezzi di parmigiano su 10, ricorda la Coldiretti, precisando che l'accordo Ceta ha legittimato per la prima volta le imitazioni del Made in Italy, dando il via agli altri accordi con Giappone, Messico e nel negoziato con i Paesi del Mercosur, grandi produttori di formaggi italiani taroccati.

Controlacrisi.org

domenica 28 luglio 2019

La Francia approva il Ceta tra le proteste

L'Assemblea Nazionale francese ha ratificato il Ceta, il trattato di libero scambio fra Unione Europea e Canada, malgrado le proteste di gruppi ambientalisti, dell'opposizione nonché i malumori di parte del partito La République en Marche (Lrm) del presidente presidente​Emmanuel Macron.
L'opposizione interna alla maggioranza
L'accordo è stato approvato con 266 voti favorevoli, 213 contrari e 74 astensioni. Ben 52 deputati di Lrm si sono astenuti, mentre 9 hanno votato contro. Una tendenza analoga è stata registrata nell'altro partito di governo, il MoDem (Mouvement démocrate) con sei astenuti, due voti contrari e 32 a favore. L'opposizione di sinistra e di destra si è invece espressa interamente contro la legge. Il testo deve ora essere sottoposto al voto del Senato in una data ancora da decidere. La parola passa ora al Senato, ma al momento la data del voto non è stata fissata. Le defezioni nella maggioranza sono un segnale preoccupante per il governo, che mai prima d'ora ha avuto un'opposizione interna così forte. Prima del voto La République en marche ha organizzato una serie di riunioni per spiegare i dettagli del testo e convincere i suoi parlamentari.
Ambientalisti e agricoltori contrari
L'accordo è stato fortemente criticato anche delle associazioni di ambientalisti e di agricoltori, che hanno denunciato i problemi legati alla concorrenza sleale che deriveranno dall'accordo commerciale con il Canada. "Abbiamo un'agricoltura in difficoltà. Non possiamo chiedere ai nostri agricoltori i fare dei prodotti di qualità ed importarne altri che non rispettano queste esigenze",
europa.today.it

lunedì 9 luglio 2018

Il Ministro Di Maio non firmi il JEFTA

La Commissione Europea sta accelerando la ratifica del trattato Jefta di liberalizzazione commerciale tra Europa e Giappone (Jefta), in vista del vertice Eu-Giappone previsto per domani a Bruxelles.  Sul tavolo vuole portare il via libera a un trattato tossico e pericoloso per cui ha attivato una procedura speciale attraverso il quale i ministri dell’Unione, tra i quali il ministro italiano dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, potranno sottoscriverlo entro domani tranquillamente da casa.
NOI CHIEDIAMO AL MINISTRO DI MAIO DI NON CEDERE E DI NON FIRMARE IL TRATTATO, RISPETTANDO GLI IMPEGNI ASSUNTI IN CAMPAGNA ELETTORALE.
Da molti anni le nostre organizzazioni stanno chiedendo di fermare questi trattati che, senza adeguate valutazioni di impatto sociali e ambientali, indeboliscono la capacità dei nostri Paesi di lavorare a una buona economia che sostenga i territori e una buona occupazione”.  Le nostre analisi in questa Scheda su Jefta
Il Jefta, negoziato in segreto e leggibile solo grazie al Leak di Greenpeace è particolare insidioso perché non sarà sottoposto alla ratifica dei parlamenti nazionali visto che non si occupa di investimenti, Come i suoi fratelli CETA e TTIP, però, non riconosce il principio europeo di precauzione che protegge la bostra salute, e  stabilisce un dialogo riservato tra le due parti su regole e diritti cui i cittadini non possono partecipare. Il Jefta forza, inoltre, una liberalizzazione dei servizi senza garantire un’adeguata protezione ai nostri prodotti di qualità con Indicazione Geografica protetta, anzi indebolisce, con l’abbattimento dei controlli alle frontiere, la protezione del mercato europeo dalla contaminazione da Ogm di cui il Giappone è leader brevettuale.
Di Maio, dunque, ascolti i cittadini e rispetti il Contratto di Governo in cui si è impegnato a opporsi non solo a TTIP e CETA, ma anche “ai trattati di medesima ispirazione per gli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini”.
Come Campagna Stop TTIP/StopCETA Italia chiediamo la riconvocazione urgente del Tavolo di confronto sui negoziati commerciali con parti sociali e società civile convocato da tutti i suoi predecessori dalla ministeriale Wto da Seattle in poi per gli aggiornamenti sulle posizioni del Governo italiano nei principali negoziati commerciali e un dialogo più stretto sulle politiche commerciali del nostro Paese come da impegni assunti in campagna elettorale con la sottoscrizione del documento d’impegno #NoCETA #Nontratto

lunedì 3 luglio 2017

Clicca qui. Il 5 luglio mobilitazione contro il CETA. Intervista a Monica Di Sisto

Il Parlamento italiano si appresta a ratificare il Ceta, un accordo internazionale che, come spiegato da Monica Di Sisto, vice presidente di “Fair Watch” e portavoce della campagna “Stop TTIP”, «decreterà la vittoria delle multinazionali e schiaccerà i diritti e la voce di cittadini e Stati». Il 5 luglio mobilitazione nazionale per dire no. Monica Di Sisto segue passo passo, insieme allo staff della Campagna, l'evoluzione del Ceta, trattato analogo al Ttip.


Monica, può spiegarci in cosa consiste esattamente l'accordo?
L’EU–Canada Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA) è un accordo commerciale tra il Canada e l’Unione Europea che, come tutti i trattati di nuova generazione, trae i suoi maggiori vantaggi non dall’abbattimento delle barriere tariffarie che rallentano gli scambi tra le due sponde dell’Atlantico, ma di quelle non tariffarie: ossia regole, standard di prodotto, di processo, che spesso e volentieri difendono la nostra sicurezza e la nostra salute, pur generando costi aggiuntivi per le imprese. Per queste stesse ragioni ci siamo mobilitati contro il TTIP, e il 5 luglio saremo in piazza a Montecitorio con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slow food, i consumatori e molte altre associazioni: il CETA non deve essere ratificato dal parlamento italiano e va riaperta una discussione in Europa su come si può accompagnare con le regole adatte un commercio libero e giusto senza danneggiare l’occupazione, l’ambiente, i diritti.
Qual è il vero impatto dell'accordo CETA sugli scambi commerciali?
La Commissione europea sostiene che il CETA aumenterà l’interscambio UE-Canada di merci e servizi del 23% e il prodotto interno lordo dell’UE di circa 12 miliardi di € l'anno. Questo perché rimuoverà il 99% circa delle tariffe nel commercio UE-Canada permettendo un maggiore accesso al mercato da parte delle imprese di entrambi i blocchi. Peccato che la base di dati sulla quale sono calcolate queste stime non tiene conto della Brexit, cioè nei presunti ‘vantaggi’ sono ancora tenuti in conto quelli che avrebbe portato a casa la Gran Bretagna. Senza considerare che altri studi d’impatto dimostrano che il trattato porterà a un incremento dello 0,09% annuo del Pil europeo dopo non meno di sette anni dalla sua entrata in vigore. E che secondo la Tuft university americana nella sola Italia sono a rischio fino a 30mila posti di lavoro per la concorrenza dei prodotti e servizi canadesi.

lunedì 19 giugno 2017

Il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 e serve una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica.

Non c’è tempo da perdere, soltanto la partecipazione di tutti
può cambiare le sorti di questa battaglia dopo l’accelerazione del governo.
Poco più di un anno fa 40 mila persone hanno inondato le strade di Roma
contro TTIP e CETA. Adesso è il momento di tornare a farci sentire.
La Campagna Stop TTIP Italia lancia una mobilitazione permanente
a partire da oggi:
ciascuno di noi può impegnare qualche ora del proprio tempo
per contattare i senatori italiani chiedendo loro di votare NO alla ratifica.
Ecco i prossimi passi proposti:
1. Invia subito una lettera a tutti i senatori, mettendo in chiaro che chiunque approvi il CETA non avrà mai il tuo voto 

2. Partecipa al tweetstorm sui senatori martedì 20 giugno dalle 12