- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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giovedì 21 marzo 2019

Intervista a un gilet giallo: SAMUEL BEAUVOIS, operaio MCA RENAULT MAUBERGE, delegato di fabbrica per il sindacato SUD Industrie/Solidaires

Intervista a un gilet giallo:
SAMUEL BEAUVOIS,
operaio MCA RENAULT MAUBERGE,
delegato di fabbrica per il sindacato SUD Industrie/Solidaires,
attivo gilet giallo nella lotta fin dall’inizio.
(Intervista rilasciata la mattina del 16 marzo 2019).
Il 7 novembre 2018 Samuel ha contestato pubblicamente il Presidente francese Macron in visita alla sua fabbrica
Michele Michelino
D. Il movimento dei gilet gialli è composto da frazioni di varie classi sociali; qual è il punto di vista di un operaio, di quel settore della classe operaia industriale che partecipa a questo movimento?
R. E’ una buona cosa che strati sociali diversi si trovino a lottare insieme, dagli operai ai professionisti, ai padroncini, ai dirigenti, perché questo significa che il popolo francese dice basta a un governo repressivo che praticamente reprime i francesi. E’ un governo che fa parte di un’elite ben precisa. Macron sostiene tutte le multinazionali penalizzando le piccole e medie imprese, facendole fallire.
D. Esiste un’organizzazione nazionale dei gilet gialli? Qual è il ruolo degli operai e delle loro organizzazioni in questo movimento? Come siete organizzati.
RNon esiste un’organizzazione nazionale centralizzata, è un movimento in un certo senso anarchico che si organizza sui territori. Per quanto riguarda gli operai che partecipano a questo movimento, riporto l’esempio della fabbrica in cui lavoro, la Renault: su 2.400 lavoratori gli aderenti ai gilet gialli sono circa 800. Inoltre esiste un coordinamento nazionale dei sindacati dell’industria, a cui non partecipano i riformisti favorevoli al governo Macron.
D. Questa lotta si è radicalizzata sempre più, le manifestazioni continuano e ci sono stati molti arresti; cosa fa questo movimento per i compagni e i manifestanti arrestati?
RChi viene arrestato non è mai una sola persona, è sempre un gruppetto. Dopo gli arresti i gilet gialli si precipitano al commissariato locale assediandolo e dopo il presidio di mezz’ora o un’ora la maggior parte viene liberata. Io stesso sono stato arrestato e poi liberato.
D. Questa lotta che è partita per motivi economici, contro l’aumento del prezzo del carburante, si è trasformata in una lotta politica contro il governo Macron e le multinazionali; cosa pensi della decisione di una parte dei gilet gialli di presentarsi alle elezioni istituzionalizzando la lotta?
RQuelli che vogliono costituirsi in partito e presentarsi alle elezioni sono degli infiltrati. In questo momento il movimento si sta radicalizzando e quindi ci sono delle azioni di distruzione dei radar sulle strade, delle pompe di benzina, dei bancomat e oggi anche il sindacato Solidaires si presenterà in piazza a Parigi e sarà una giornata molto calda.
D. Il movimento dei gilet gialli ha dimostrato a tutta l’Europa che con la lotta radicale è possibile ottenere, anche se finora solo in parte, dei risultati. Il vostro obiettivo si limita a cambiare il governo Macron, a ottenere un salario dignitoso e la patrimoniale che Macron ha abolito o vi ponete l’obiettivo di cambiare la società?
RL’obiettivo principale che ci poniamo è quello di far cadere il governo francese, il nemico di classe. Certo che sarebbe un’ottima cosa se il movimento dei gilet gialli si estendesse in Europa e contro le istituzioni europee che hanno l’obiettivo di abbassare i salari facendoli precipitare, portando i nostri salari tipo quelli che ci sono in Romania, in Polonia ecc. In Belgio il movimento dei gilet gialli è abbastanza cresciuto, ci sono già delle frange anche in Inghilterra e quindi l’auspicio sarebbe quello di dilagare in tutta Europa.
D. Perché avete deciso di caratterizzare questo movimento con i gilet gialli?
R. In Francia è tradizione del movimento operaio, ad esempio fra i vari sindacati, ma anche di altri settori di massa, di caratterizzarsi con casacche di diverso colore. Dato il carattere del movimento che vede scendere in lotta insieme frazioni di classi diverse è stato scelto il giallo perché è un colore neutro.
D. Grazie dell’intervista a nuova unità. La vostra lotta contro le multinazionali e il governo è anche la nostra lotta, la lotta degli operai italiani e di tutto il mondo, perché abbiamo un obiettivo comune che è quello di cambiare questo sistema basato sullo sfruttamento capitalista dell’uomo sull’uomo.
Michele Michelino, anteprima della rivista “nuova unità”

mercoledì 13 marzo 2019

INCONTRO/DIBATTITO CON SAMUEL BEAUVOIS OPERAIO RENAULT - SINDACATO DI BASE - GILET GIALLI


Anche i metalmeccanici Francesi insorgono al fianco dei “GILET GIALLI” Samuel Beauvois, operaio della Renault del sindacato di Base “Solidaires”, ci spiega le ragioni della protesta

Comunicato dei sindacati e delle organizzazioni giovanili CGT, FO, Solidaires, UNEF, UNL, UNL SD: La situazione
sociale in Francia è segnata dall'espressione diversificata e multipla di un crescente malcontento sociale,
dall'aspirazione a una vera giustizia sociale e fiscale, dalla denuncia delle battute d'arresto sulle libertà pubbliche
come individui. Il movimento dei “GILET GIALLI" è la recente espressione di questa profonda crisi sociale.
Mentre gli annunci fatti dal Presidente della Repubblica o dal suo governo non hanno soddisfatto le aspettative,
mentre le leggi che minano i diritti sindacali e le dimostrazioni sono votate, i prezzi dei beni di consumo
continuano a salire, che la soppressione dell'ISF non è messa in discussione, che la disoccupazione sta
progredendo ... Il "grande dibattito nazionale" non può sostituire o aggirare, per non parlare delle esigenze
sociali e sindacali. Per i giovani, le difficoltà sono in costante aumento: selezione, riforma del percorso scolastico
e professionale, tasse di iscrizione più elevate per studenti stranieri al di fuori dell'UE, progressi nella precarietà
studentesca e congelamento delle prestazioni sociali, attacca solo il diritto allo studio. Allo stesso tempo, anche i
datori di lavoro, in particolare quelli di grandi gruppi, hanno una grande responsabilità per l'esasperazione
sociale. È nelle aziende e nei servizi pubblici che i dipendenti sono considerati un costo e non per quello che
sono: una ricchezza. Questo è dove le condizioni di lavoro si deteriorano. È dappertutto che la precarietà sta
peggiorando ... In questo contesto, si tratta di vincere l'aumento dei salari, delle pensioni e dei minimi sociali,
l'uguaglianza tra donne e uomini e un vero diritto all'istruzione e alla formazione. Si tratta anche di rafforzare la
nostra protezione sociale e il nostro sistema pensionistico solidale a ripartizione. Infine, si tratta di rispondere
alle questioni climatiche e ambientali, sviluppando allo stesso tempo lavori di qualità ... È a tal fine che le nostre
organizzazioni richiedono l'espansione e l'amplificazione della mobilitazione sociale. Ovunque nel paese, le
nostre organizzazioni si impegnano in questo lavoro attraverso varie iniziative nelle aziende, nei servizi pubblici e
nel contatto diretto con dipendenti, pensionati, persone in cerca di lavoro e giovani. . Quindi, metteremo il
dibattito dove deve essere. Questo passo è parte della costruzione di una nuova giornata di azione,
mobilitazione e sciopero. Le nostre organizzazioni -CGT, FO, Solidaires, UNEF, UNL- si impegnano a perseguire un
lavoro comune che dia prospettive alla mobilitazione sociale. Prossimo sciopero il 19 marzo 2019.
INCONTRO/DIBATTITO CON
SAMUEL BEAUVOIS
OPERAIO RENAULT - SINDACATO DI BASE - GILET GIALLI

15 marzo sede ADL Gallarate ore 15.30
16 marzo p/o CCCM Milano ore 9.30
introducono al dibattito
Carlo Parascandolo: Coord. Milanese di Solidarietà “dalla parte dei lavoratori”
Bruno Casati: Presidente del CCCM (Centro Culturale Concetto Marchesi)
Ingresso libero

venerdì 23 settembre 2016

Union syndicale Solidaires Solidarité internationale avec les ouvrier-e-s de Caterpillar Gosselies (Belgique)

Vendredi 16 septembre : Plusieurs milliers de personnes étaient présentes dans le centre de Charleroi pour témoigner leur soutien aux travailleurs et travailleuses de Caterpillar.
Cette action d’ampleur faisait suite à l’annonce par Caterpillar, le 2 septembre, de vouloir fermer son site de production à Gosselies (Charleroi).
Une fermeture d’autant plus mal vécue par les salarié-e-s que, contrairement à ce qu’avait promis la direction de Caterpillar, la lourde restructuration annoncée au site de Gosselies en 2013 n’a pas garanti l’avenir du site.
Les travailleurs-euses avaient notamment accepté plus de flexibilité et une moins bonne paie tandis que 1331 personnes s’étaient retrouvées licenciées en 2014.
Aujourd’hui, c’est de la fermeture pure et simple du site dont il est question. 2200 travailleurs-euses sont menacé-e-s et, avec les emplois indirects, on parle de 8000 personnes.
Et tout ceci à Charleroi, une ville et une région déjà profondément marquées par les fermetures d’entreprise, le marasme économique et un taux de chômage le élevé du pays avec 22,8%.
Les cadeaux du gouvernement à Caterpillar ont pourtant été nombreux. Le groupe ne paie en Belgique que 3% d’impôts depuis 10 ans au lieu du taux officiel de 34%. L’entreprise a utilisé ses filiales (notamment en Suisse) pour réduire ses comptes en Belgique et ensuite demander de l’aide à l’Etat belge.
Elle a bénéficié de millions d’euros de cadeaux fiscaux et de subventions publiques. En 2015, elle a réalisé plus de 2 milliards de bénéfices. Ses actionnaires ont reçu 1,6 milliard de dividendes. Pour quel résultat ?
Une fois de plus, le cynisme des patrons est révoltant autant qu’il est écoeurant.
Peu importe le coût humain, des vies brisées, celles des ouvrier-e-s et de leurs familles, seul compte, aux yeux des puissants, le fric. Les salarié-e-s de PSA Peugeot, du site d’Aulnay Sous Bois, en grève durant de longs mois en 2013, en savent quelque chose.
En tout état de cause, notre Union syndicale Solidaires (qui regroupe, entre autre, les différents syndicats SUD) ainsi que notre fédération Solidaires Industrie, soutiennent pleinement la légitime lutte des ouvrier-es de Caterpillar de Charleroi.
Nous appuierons notre soutien de classe par des actions, ici en France devant les sites de production et de vente du groupe Caterpillar, si besoin est.
Un coup contre l’un-e d’entre nous est
un coup contre nous tous et toutes !
Solidarité internationale !
Contacts :
Jérémie Berthuin (Commission internationale de Solidaires) : 06 64 97 58 05
Julien Gonthier (Solidaires Industrie) : 06 30 55 33 56

La solidarietà internazionale con i lavoratori
della Caterpillar Gosselies (Belgio)

Venerdì 16 settembre: Migliaia di persone erano presenti nel centro di Charleroi per mostrare il loro sostegno ai lavoratori Caterpillar. Queste azioni a seguito dell'annuncio di Caterpillar del 2 settembre, vogliono chiudere il suo sito di produzione a Gosselies (Charleroi). Una chiusura più risentita dal dipendente che, contrariamente a quanto promesso dalla gestione Caterpillar durante la pesante ristrutturazione  annunciata nel sito Gosselies nel 2013, non ha garantito il futuro del sito. I lavoratori avevano accettato, tra le altre cose, una maggiore flessibilità e un libro paga più basso, mentre 1331 persone sono state licenziate nel 2014. Oggi è la chiusura a titolo definitivo del sito in questione. 2200 lavoratori sono minacciati e, con i posti di lavoro indiretti, si parla di circa 8.000 persone.

E tutto questo a Charleroi, una città e una regione già profondamente colpite da chiusure aziendali, stagnazione economica e ad alto tasso di disoccupazione nel paese con il 22,8%.
I regali del governo a Caterpillar erano comunque molti.
Il gruppo paga in Belgio del 3% di tasse per 10 anni al posto del tasso ufficiale di 34%.
La società ha utilizzato le sue controllate (tra cui la Svizzera) per ridurre i suoi conti in Belgio e poi chiedere aiuto allo Stato belga.
Ha ricevuto milioni di euro in sgravi fiscali e sussidi pubblici.
Nel 2015, ha realizzato più di 2 miliardi di profitto.
I suoi azionisti hanno ricevuto 1,6 miliardi di dividendi.
Per che cosa?
Ancora una volta, il cinismo dei padroni è rivoltante più che nauseante.
Non importa il costo umano, vite spezzate, quelle dei lavoratori e le loro famiglie, una sola considerazione, agli occhi dei potenti, il denaro.
I dipendenti di PSA Peugeot, il sito di Aulnay Sous Bois, in sciopero per mesi nel 2013, ne sanno qualcosa.
In ogni caso, il nostro sindacato “Solidaires Industrie” (che comprende, tra gli altri, i vari sindacati del S.u.d.) e la nostra federazione Solidaires Industrie, supporta pienamente la legittima lotta dei lavoratori Caterpillar Charleroi.
Sosterremo il nostro sostegno attraverso azioni di classe qui in Francia presso i siti di produzione e le vendite del gruppo Caterpillar, se necessario.

Un colpo contro uno di noi è un colpo contro tutti noi!
solidarietà internazionale!