- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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venerdì 17 luglio 2020

ESPOSTO IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO Non vengono consegnate le calzature antinfortunistiche al personale degli Ospedali di Gallarate e Somma Lombardo


Non abbiamo ricevuto risposta alle  richieste segnalate e sollecitate dai nostri RLS, all’inizio del mese di Febbraio, sulla mancata fornitura delle scarpe antinfortunistiche e certificate UNI EN ISO ai dipendenti degli Ospedali di Gallarate e Somma Lombardo, ex art. 77 del D. Lgs. 81/2008 comma 1, 2, 3 e 4 (una risposta in realtà c’è stata ma di fatto conferma quanto denunciato, senza dare soluzioni effettive ).

Dopo aver giustamente atteso che l’emergenza Covid apparentemente scemasse, il nostro RLS di Busto Arsizio, il mese scorso, ha scritto esposto all’ATS Insubria e alla Procura della Repubblica chiedendo di intervenire con le medesime richieste espresse ad inizio Febbraio per sanare questa grave anomalia:
l estensione dell’appalto in essere o fornitura diretta delle calzature;
l vincolo del paio di calzature all’anno;
l rimborso delle spese sostenute dal 01 Gennaio 2017 ad oggi;
l applicazione dei provvedimenti previsti dall’art. 87 comma 2, lettera D.

Si spera che la collaborazione con la Direzione Aziendale venga ripristinata e che si  possano risolvere, d’ora in avanti, segnalazioni aperte da  mesi che attendono risposta, sia individuali come quella sui condizionatori promessi lo scorso anno in viale Stelvio e in Piazza Plebiscito o come quella sull’ispezione antincendio in magazzino, sia collettive con altri/e RLS come quella sulla richiesta di istituire la Commissione Mensa o come quella sulla funzionalità e manutenzione degli ascensori negli Ospedali Busto Arsizio e Gallarate.

f.i.p.  20 luglio 2020

lunedì 15 giugno 2020

ASST VALLE OLONA: h. Gallarate, Busto, Somma, Saronno FIGLI E FIGLIASTRI ANCORA PROGRESSIONI ORIZZONTALI IN RITARDO

L'Asst Valle Olona, ma anche la Regione, con l'avallo dei soliti sindacati, che firmano
tutto senza migliorare nulla, nell'ultimo accordo riguardante il personale del comparto
hanno voluto creare lavoratori di serie A, di serie B e anche di serie C.
Durante la trattativa con l'Azienda, Adl ha chiesto come mai fossero stati in messi in
fascia B i dipendenti dell'oncologia che, ad esempio, a Gallarate tanti di loro hanno
contratto il virus, gli autisti che trasportano i tamponi e i DPI e gli infermieri
d'ambulanza che assistono pazienti Covid. Adl ha domandato anche come mai il
personale del magazzino che si è prestato a lavorare il sabato e la domenica e ha
consegnato DPI anche nei reparti Covid e quello della portineria che ha rapporti con
ogni genere di utenza fosse stato messo addirittura in fascia C.
Se proprio vogliamo dirla tutta ogni luogo dell'ospedale è rischioso, poiché in ogni
reparto e servizio ci sono stati ammalati o contagiati. In tanti reparti e servizi poi i
dipendenti non hanno potuto prendere ferie per limitare il rischio. Per queste ragioni
Adl ritiene che tutti i dipendenti che hanno dovuto lavorare in ospedale dovevano
essere messi in fascia A e non ci dovevano essere discriminazioni.
Nell'accordo precedente inoltre si sono creati ancora altri progetti, sempre finanziati
con i soldi del comparto, mentre l'Amministrazione non ha messo neanche un euro.
Tutti questi soldi riducono l'ammontare necessario per le progressioni
orizzontali che invece di essere fatte ogni 3 anni (prima 2 anni) in questa Azienda se
va bene vengono fatte dopo 4 anni. In definitiva i progetti sembra che aumentino i
soldi nelle tasche dei lavoratori ma in realtà li diminuiscono e nel lungo tempo hanno
fatto perdere decine di migliaia di euro ai lavoratori che, ad esempio, invece di
essere in fascia D6 come avviene in altre Aziende si trovano ancora in fascia D3.
Visto poi che, dopo la videoconferenza, l'Amministrazione scriveva “Come concordato
durante l'incontro di oggi, si chiede alle SS.V. di riscontrare la presente comunicazione entro la
giornata odierna, dichiarando di condividere e sottoscrivere pienamente senza riserva alcuna i
contenuti della succitata Preintesa e i relativi allegati inoltrati (dal n. 1 al n. 5).“ solo Adl
rispondeva che non avrebbe sottoscritto l'accordo in quanto era addirittura
peggiorativo rispetto a quello dell'anno scorso.

lunedì 11 maggio 2020

L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE: LA MEDICINA DEL TERRITORIO, PRIMA, DURANTE E DOPO IL COVID19

La situazione di emergenza in Lombardia sulla Medicina territoriale è ormai conosciuta, grazie a numerose testimonianze rese pubbliche nelle ultime settimane da interviste a Medici di Medicina Generale ( MMG ) che raccontano l’epidemia da covid 19 gestita sul territorio. La pandemia COVID C19 ha reso ancora più evidenti le criticità presenti nella gestione della sanità in Lombardia che da devenni non investe risorse nei presidi medici territoriali – MMG, consultori, ambulatori – che dovrebbero essere invece la prima linea di difesa della salute “bene comune”.

Anche noi del Comitato Diritto Salute del varesotto siamo a conoscenza della drammaticità del problema grazie a testimonianze come questa che vi invitiamo a leggere di un MMG che lavora dalle nostre parti. “In questi giorni, dopo il fallimento del “modello Lombardia” contro l’epidemia da coronavirus, si sta disquisendo su una riforma della Medicina del Territorio, tanto bistrattata in questi ultimi vent’anni da essersi ridotta l’ombra di se stessa, succube di una burocrazia opprimente a fronte di tagli all’attività pratica. In sostanza, il medico di Medicina Generale è stato trasformato sempre più in un compilatore di carte e un inviatore di comunicazioni mail, mentre gli specialisti dell’ospedale e delle cliniche private sono quelli che visitano e fanno diagnosi. Ma anche il medico di base, oltre a tutto il carico burocratico, visita e avvicina il paziente. In questo periodo di forte crisi abbiamo elogiato giustamente gli eroi della corsia, gli angeli che non hanno più il camice bianco, bensì blu, o verde, i copricapo, le maschere, le visiere, le soprascarpe. E che si aiutano l’uno con l’altro ad allacciarsi i complicati vestimenti protettivi.

I medici di Medicina Generale non hanno avuto nulla di tutto questo. La prima mail del 25 febbraio chiedeva ai MMG di provvedere autonomamente all’approvvigionamento dei DPI in attesa di una fornitura da ATS che sarebbe giunta il prima possibile. Era un periodo in cui non si trovava nulla, disinfettanti, guanti e mascherine erano spariti dal commercio, ci si arrangiava con le poche scorte che avevamo avanzato dal periodo influenzale. Ma, contingentati gli accessi per appuntamento, siamo rimasti a lavorare, con i pazienti asintomatici, che comunque potevano essere in incubazione, perché non esiste solo il Covid19, sebbene si parli praticamente solo di quello, ma pensate, continuano a dar fastidio anche il diabete, l’ipertensione, i tumori, la fibrillazione e lo scompenso cardiaco...e poi l’ansia, la depressione, il disagio sociale. I MMG sono stati lasciati soli. Vorrei che capiste la frustrazione e la rabbia che ci ha procurato non poter visitare i nostri pazienti con febbre e sintomi respiratori perché le tute che avevamo ordinato su internet non erano ancora arrivate, perché l’unico camice monouso fornitoci era impossibile da allacciare da soli e, senza mascherine e visiere, capivamo di essere come i fanti della prima guerra mondiale in trincea. Le uniche mascherine FFP2 me le ha procurate una mio cugino, una un’amica. Stop. Le Regione Lombardia e l’ATS , comunicavano in una mail del 4 marzo, “l’assoluta efficacia anche delle sole mascherine chirurgiche durante le consuete attività ambulatoriali, riservando le FFP2/3 alle sole manovre che producono aerosol”.

I pazienti avevano bisogno. Non abbiamo potuto aiutarli se non mettendo a rischio le nostre vite. Passavamo molto tempo al telefono, cercando di capire se stessero migliorando, perché le flow chart, che ATS ci mandava in continuazione, ripeteva che per un paziente era ammesso chiamare il 112 solo se le condizioni peggiorano. Si è volontariamente privato i pazienti della visita medica perché non ci hanno permesso di visitare se non con grave rischio e neppure i nostri pazienti potevano recarsi in PS se non in gravi condizioni. Se invece avessimo avuto la fiducia di ATS e della Regione come ce l’hanno i nostri pazienti, saremmo riusciti a non mandarne molti in ospedale ed avremmo contribuito a salvare molte vite ed a contenere l’espansione del virus. E’ arrivata, al 30 di marzo, cinque settimane dopo l’inizio dell’emergenza, la possibilità per noi di richiedere esami ematici e la Tac torace per i sospetti malati Covid che avessero sintomi da almeno cinque giorni. Poi è stata la volta della Rx. Goccia a goccia avevamo il permesso di tornare a fare prescrizioni ai nostri pazienti, indispensabili per poter fare diagnosi e stilare una prognosi, che poi sarebbe il nostro mestiere, pur privato della clinica. Sono passate ormai quasi dieci settimane dal 24 febbraio e le prime mascherine Fp2 sono arrivate da pochissimi giorni ai medici di base. Insieme alle inutili mascherine chirurgiche ed alle ancora più inservibili mascherine Fippi, subito soprannominate “pannolini da viso”.

Ancora niente camici, solo tre flaconi di disinfettante per le mani, ma firmato Bulgari. Personalmente sto diventando complottista: comincio a ravvisare una volontà di umiliarci, di farci sentire inutili, di eliminare la medicina del territorio. Penso a quando hanno chiesto, anche ai medici di Busto, di recarsi a Castellanza per ritirare i DPI, specificando sulle mail come fosse impossibile distribuirli in una sede distrettuale (a Busto sono in piazza Plebiscito o in viale Stelvio, per intenderci) perché quella non è una sede ATS, ma ASST. Fa arrabbiare perché proprio in piazza Plebiscito a Busto c’è, guarda caso, un presidio ATS che è proprio la Medicina del Lavoro. E questa umiliazione esiste già da tempo, da quando, separati i due mondi ASST e ATS, i medici curanti di tutta la ATS Insubria devono, per esempio, recarsi con la propria auto a Varese, previo appuntamento, in via Ottorino Rossi a ritirare 10 ricettari ministeriali alla volta. Oppure si vedono vietare, in modo assolutamente arbitrario, che alcuni gruppi di colleghi in rete possano avere più di un certo numero di componenti, mentre il massimo per legge è il doppio. Una delle soluzioni proposte ultimamente sarebbe quella di trasformare i medici del territorio in dipendenti del Sistema sanitario regionale. Qualcuno ha contestato che il costo sarebbe eccessivo perché ai dipendenti andrebbero concessi spazi adeguati, attrezzature, personale ausiliario e amministrativo, ferie, malattia... Ma è veramente lì il problema? Nella forma? O non basterebbe modificare la sostanza del nostro rapporto con ATS? Potremmo cominciare con l’evitare di comunicare sempre e solo con impersonali mail e iniziare a conoscerci de visu . E poi continuare con l’ascoltare le proposte e le richieste dei medici di Medicina Generale, senza ignorarle, come spesso accade.

La medicina del territorio è un costo inutile o una risorsa? Proviamo a pensare che non esista più: io credo che sarebbe il caos. Perché non è vero che “dal medico di base non ci va più nessuno”, anzi, semmai in Regione Lombardia è il contrario. In una sanità sempre più “di eccellenza”, sempre più specializzata, sempre più privatizzata, dove un appuntamento con uno specialista in regime mutualistico si fa attendere mesi e mesi, il medico di famiglia è l’ultimo baluardo della sanità gratuita, che è disponibile dal lunedì al venerdì, al massimo si aspetta qualche giorno. Anche se è un argomento che non fa piacere ai nostri Amministratori regionali, non tutti hanno le possibilità economiche di bypassare il medico di Medicina Generale. Ed altrettanti non ne hanno alcuna intenzione perché del loro medico si fidano e vengono a mostrare i referti degli specialisti a coloro che li interpretano, li spiegano con parole semplici, li possono seguire nel tempo. Eh sì, perché, a parte rare eccezioni, se vai dallo specialista con la mutua non ti segue sempre la stessa persona, ma trovi il collega di turno quel giorno. Per avere sempre lo stesso medico ci devi andare privatamente. Quando eravamo piccoli, invece, negli ambulatori dell’Ospedale di Busto, la schiena me la controllava sempre il dr Maffezzoni e la vista sempre la drssa Asnaghi, che alla fine un po’ mi conoscevano. Esisteva anche la Medicina Scolastica, baluardo della prevenzione di scoliosi, scabbia, pidocchi, ma anche problemi comportamentali e sociali di vario tipo. Si è scardinato tutto questo, scaricando tutta questa fetta di sorveglianza sulle famiglie e sui medici di famiglia, che però i ragazzi non li vedono se non stanno male, terminato il periodo dei controlli di crescita che fanno i pediatri. Ultimamente in Regione hanno provato a dare l’ultima spallata all’attività clinica dei medici del territorio, promuovendo le attività dei “Gestori”, dei modelli che sono stati sponsorizzati come “garanti di un migliore accesso alle cure e una assistenza sanitaria continuativa”, dando ad intendere che il tuo medico è una realtà ormai superata ed inefficiente. I miei pazienti hanno strappato in toto questi volantini arrivati per posta capillarmente- chissà quanti soldi hanno investito per nulla. Quale può essere un’alternativa di medicina del Territorio che rappresenti un vero presidio per evitare che il paziente diventi un paziente da Pronto Soccorso? Innanzitutto occorre un Patto di Collaborazione tra medici ed ATS, che comprenda rispetto reciproco, chiarezza degli intenti e delle responsabilità, adeguata retribuzione. Per le persone che non possono muoversi da casa perché allettate è necessario che al cittadino sia fornita la possibilità di avere una visita specialistica al domicilio, in supporto alla decisione terapeutica del medico di famiglia. Sarebbe anche molto utile alleggerire la procedura per l’attivazione dei servizi infermieristici sul territorio, magari permettendo agli studi medici di dotarsi di personale infermieristico di fiducia che vada a monitorare i pazienti più instabili instaurando un rapporto di fiducia con le famiglie ed il medico stesso, aiuti con vaccinazioni, iniezioni, misurazione dei parametri. E’ importante che il medico non sia solo, che se sta male possa essere sostituito da colleghi di ambulatori vicini in rete con lui, senza cercare all’ultimo minuto un sostituto che spesso non si trova. Quante volte siamo andati al lavoro con la febbre o le coliche per questo motivo?

E’ altresì indispensabile che i medici del territorio siano motivati in questo progetto lavorativo: l’attività di medico di Medicina Generale non deve rappresentare un “di più” rispetto ad una attività privata, per altro legittima. Rimbocchiamoci le maniche tutti insieme, questa emergenza può essere l’inizio di un’evoluzione positiva della medicina del Territorio. Perché l’importante è la Salute. La salute di tutti, la Salute Pubblica. Diamole forma, ma non fermiamoci alla forma”.

articoli:
varese7press.it
varesenews.it

domenica 19 aprile 2020

Signor Ministro Le scriviamo a nome di tanti Infermieri Professionali

Ill.mo
Roberto Speranza.
Ministro della Salute.

Signor Ministro

Le scriviamo a nome di tanti Infermieri Professionali e Tecnici Sanitari per invitarla ad attivarsi nelle sedi competenti affinché la tassa d'iscrizione all'ordine delle professioni infermieristiche e quella all'ordine delle professioni tecnico-sanitarie relative all'anno 2020 siano abolite o siano restituite a chi le ha già pagate.

Il pagamento di queste tasse è infatti inappropriato e ingiusto in questo periodo di pandemia in cui proprio gli infermieri e i tecnici-sanitari si sono trovati a lavorare in drammatiche condizioni di lavoro.

Le chiediamo, inoltre, terminato questo periodo di emergenza di rivalutare completamente il ruolo di questi istituti e di provvedere alla loro completa abolizione perché gli infermieri e i tecnici sanitari nonostante facciano un lavoro indispensabile per la comunità percepiscono degli stipendi talmente bassi che non possono permettersi un'ulteriore tassa.

La tenuta di un elenco di nomi e la verifica dei titoli abilitanti potrebbe essere, come avviene in tanti Stati europei, a carico dello Stato senza oneri per i professionisti sopracitati.

Pertanto le chiediamo di farsi promotore di un'iniziativa legislativa che porti alle seguenti modifiche del decreto del 13 marzo 2018:

Formazione, tenuta e revisione degli Albi Professionali presso il Ministero della salute senza costi per i lavoratori;
Deposito presso il Ministero della Salute del Testo Unico del Codice Deontologico delle Professioni Sanitarie;
Attribuzione ai tribunali civili delle competenze dei consigli di disciplina degli ordini.

lunedì 28 ottobre 2019

OSPEDALE BUSTO A., GALLARATE, SARONNO E SOMMA LOMBARDO ​ ANCORA PROGRESSIONI ORIZZONTALI IN RITARDO ALTRI SOLDI PERSI DAI DIPENDENTI

OSPEDALE BUSTO A., GALLARATE, SARONNO E SOMMA LOMBARDO
ANCORA PROGRESSIONI ORIZZONTALI IN RITARDO
ALTRI SOLDI PERSI DAI DIPENDENTI
Dopo che ADL ha chiesto insistentemente le progressioni orizzontali per i Lavoratori del comparto, i sindacati di maggioranza hanno fatto un accordo al ribasso, che va contro le decisioni della RSU.
La RSU aveva chiesto il 45/50% di progressioni nel 2019 e il rimanente 50/55% nei prossimi due anni. Le Organizzazioni Sindacali maggioritarie hanno firmato invece un accordo peggiorativo, che prevede il 27% di passaggi di “fascia” nel 2019 e il 27% nel 2020. E' previsto poi un impegno a proseguire il dialogo per eventuali aumenti di stipendio che avverranno per gli altri dipendenti, se va bene dal 2021
Contrariamente a quanto stabilito dalla RSU, per avvalorare quanto deciso in
trattativa sindacale è stata convocata una ulteriore riunione RSU, per il giorno 22 Ottobre, per ratificare l’accordo al ribasso. Per ADL invece la sottoscrizione
dell'accordo sarebbe dovuta avvenire dopo la decisione della RSU come previsto ovunque ci sia buon senso.
In questo modo un buon 25% dei Lavoratori/trici di Busto Arsizio prenderanno la fascia con due anni di ritardo, perdendo circa 1800€ lordi, un altro 25% di quelli di Busto Arsizio e il 50% di Gallarate si ritroveranno con 900€ di soldi in meno.
I dipendenti dell'ex Azienda Ospedaliera di Gallarate con 18 anni di lavoro hanno già perso oltre 15.000€ per colpa di accordi fatti in ritardo ai quali si devono aggiungere i sopra citati 900€. Per i/le Lavoratori/trici dell'ex Azienda Ospedaliera di Busto A. la situazione è chiaramente ancora più tragica!!
I soldi per il passaggio verticale come programma e votato dalla RSU c'erano e si potevano prendere dai vari fondi (es. straordinario dove c'è un risparmio di 600.000€).
Non ci dicano che non ci sarebbe stato il tempo necessario perché una rappresentanza sindacale forte deve essere in grado di far convocare trattative a settembre e farsi rispettare dall'Amministrazione.

venerdì 4 gennaio 2019

ASST VALLE OLONA. UNIONE OSPEDALI GALLARATE BUSTO ARSIZIO. ACCORDO SINDACALE SOTTOSCRITTO NELLE FESTE. CHE BRUTTO REGALO DI NATALE!

I FIRMATARI SOTTRAGGONO SOLDI E DIRITTI
CHE BRUTTO REGALO DI NATALE!
La firma senza stato di agitazione, presidi, scioperi e manifestazioni porta quasi sempre a
una riduzione dei diritti e dei soldi.
Durante le feste i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e FIALS ci hanno fatto un brutto
regalo, andando contro la decisione presa nell'unica riunione RSU valida che ha avuto il
numero legale per deliberare. Nelle altre riunioni RSU c'è stata una assenza di delegati di
queste sigle sindacali molto marcata, che ha determinato l’impossibilità di prendere
decisioni soprattutto quando i delegati, tra cui quelli di ADL, sono usciti durante i ripetuti
tentativi antidemocratici di stravolgere la decisione già presa.
Nella trattativa con l’ASST il tentativo fallito in riunione RSU gli è invece riuscito, ed il
brutto pacco di natale alla fine è arrivato:
-invece di estendere l'indennità percepita dai lavoratori del PS di Busto Arsizio anche a
quello di Gallarate (e si doveva pretenderlo già 3 anni fa), hanno pensato bene di sostituirla
con un progetto di un anno che aumenterà il carico di lavoro per questi lavoratori che
ne fanno già tanto.
Il progetto potrà essere cancellato in ogni momento e i soldi stanziati ovviamente dipendono
dal raggiungimento degli obiettivi.
Quanti soldi a gennaio i dipendenti vedranno da questo progetto?? Sino a dicembre invece
l'indennità la prendevano ogni mese. I progetti del P.S. e del gettone di presenza infine
ridurranno i soldi da distribuire a tutti i dipendenti di 250.000€!!
-i turnisti h12 che superano le 6 ore di lavoro dovranno stimbrare per 10', mentre prima
facevano la pausa caffè in orario di lavoro e andavano in mensa prima o dopo l'orario di
lavoro;
-l'indennità di turno cambia e verrà corrisposta per i turnisti h24 se faranno almeno il 20%
di mattine, il 20% di pomeriggi, il 20% di notti e per gli h12 se faranno il 30% di mattine e
il 30% di pomeriggi;
I tempi per la vestizione + le consegne si ridurranno da 25' a 19';
Sono state presentate poi matrici che generano straordinario automatico.
In definitiva tutto quanto avevamo di maggior favore rispetto al Contratto è stato cancellato
con la firma dei rappresentanti di 4 sindacati e, se non fosse stato per l'opposizione di
Adl e altri sindacati, il risultato poteva essere ben peggiore!!
Volantino in pdf

domenica 21 ottobre 2018

Elezioni rls asst Valle Olona: grande risultato per sindacato di base Adl

BUSTO ARSIZIO, 19 ottobre 2018-Alle elezioni rls di lunedì 15 ottobre il sindacato di base Adl ha ottenuto un risultato strepitoso. Solo oggi sono usciti i risultati ufficiali.
Il nostro sindacato ringrazia tutti coloro che ci hanno votato e tutti gli iscritti per l’importante lavoro di squadra che ha portato a questo successo.
Qualora non fosse ancora chiaro, Adl nell’Azienda Asst Valle Olona si sta sempre più affermando migliorando gli iscritti continuamente, aumentando il numero dei delegati RSU e ora con i rappresentanti per la sicurezza più votati,
I nostri due candidati sono risultati primi a pari merito e ad entrambi sono stati riconosciuti 108 voti.
Il candidato successivo ha preso più di 20 voti in meno pur facendo parte di un’organizzazione sindacale che alle elezioni RSU di quest’anno aveva preso molti più voti di Adl.
Federico Pagan si è presentato per l’ospedale di Busto e si è distinto per portare avanti tutte le richieste dei lavoratori iscritti e non che riguardassero lasicurezza sul lavoro,, ovviamente qualora risultassero fondate, e non ha esitato a rivolgersi agli organi competenti quando non riusciva a risolvere i problemi all’interno dell’Azienda sanitaria.
Francesco Inglese ha portato a importanti miglioramenti nella sicurezza dei vari reparti e servizi presenti all’ospedale di Gallarate.
Il delegato RSU/Adl Salvatore Petrenga

ASST Valle Olona - Rappresentanza sindacale negli ospedali, AdL esulta

Il sindacato AdL esulta, dopo i risultati delle elezioni per le Rappresentanze dei Lavori per la Sicurezza nell’azienda socio-sanitaria Valle Olona, che riunisce gli ospedali di Busto e Gallarate e gli altri presìdi connessi (Saronno e Somma).
«Alle elezioni rls di lunedì 15 ottobre il sindacato di base Adl ha ottenuto un risultato strepitoso. Solo oggi sono usciti i risultati ufficiali. Il nostro sindacato ringrazia tutti coloro che ci hanno votato e tutti gli iscritti per l’importante lavoro di squadra che ha portato a questo successo» dice Salvatore Petrenga, delegato Rsu della sigla sindacale di base.
«Qualora non fosse ancora chiaro, Adl nell’Azienda Asst Valle Olona si sta sempre più affermando, migliorando gli iscritti continuamente, aumentando il numero dei delegati RSU e ora con i rappresentanti per la sicurezza più votati. I nostri due candidati sono risultati primi a pari merito e ad entrambi sono stati riconosciuti 108 voti- Il candidato successivo ha preso più di 20 voti in meno pur facendo parte di un’organizzazione sindacale che alle elezioni RSU di quest’anno aveva preso molti più voti di Adl».
«Federico Pagan si è presentato per l’ospedale di Busto e si è distinto per portare avanti tutte le richieste dei lavoratori iscritti e non che riguardassero la sicurezza sul lavoro, ovviamente qualora risultassero fondate, e non ha esitato a rivolgersi agli organi competenti quando non riusciva a risolvere i problemi all’interno dell’Azienda sanitaria.Francesco Inglese ha portato a importanti miglioramenti nella sicurezza dei vari reparti e servizi presenti all’ospedale di Gallarate».

domenica 1 luglio 2018

ANGERA Punto nascita addio: dal primo luglio non si partorisce più

La misura decisa dalla giunta regionale viene attuata immediatamente al presidio di Angera che cambia la sua offerta ostetrica e pediatrica

Con l’approvazione in Regione della delibera sulla ridefinizione dei punti nascita lombardi, l’ASST Valle Olona è pronta ad avviare il nuovo modello di assistenza alle donne durante la gravidanza.
Da domenica 1 luglio 2018 tutto il percorso nascita, ad eccezione dell’evento parto, sarà garantito dal personale (ostetriche e ginecologi) dell’Ondoli che accompagneranno la donna in gravidanza con visite periodiche, esami, ecografie e corsi prima del parto. La accompagneranno anche nella scelta del luogo dove partorire e la seguiranno nel puerperio.
Il progetto prevede anzitutto, ma non esclusivamente, unaconversione dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria di Angera, una ridistribuzione degli spazi all’interno delle Unita Operative e una riorganizzazione dell’attività lavorativa di ginecologi e pediatri in un’ottica di rete Hub and Spoke. La riconversione va intesa nell’ambito di una collaborazione costante e continua con un Centro di terzo livello come l’ospedale Del Ponte di Varese, in grado di offrire il supporto clinico, strumentale e logistico per qualsiasi patologia che interessi la donna o il bambino.

martedì 22 maggio 2018

ASST VALLE OLONA - RSU QUASI SPACCATA A META' LA CIGL SALVA ANCORA LA UIL

Una delle poche riunioni di cui la RSU disporrà nell'anno è stata persa per votare un regolamento così antidemocratico che ha pochi precedenti.
La delegazione trattante sarà composta da 13 delegati invece di 45 come prevede l'accordo quadro, ma dei 5 delegati UIL se ne può presentare anche solo uno che avrà il peso di cinque. Lo stesso vale per i 2 delegati Cgil che faranno parte della delegazione trattante. Forse su 18 RSU Uil e 8 Cgil hanno paura di non riuscire a trovarne rispettivamente 5 e 2?

Sono stati eletti solo due coordinatori che gestiranno la mail RSU, uno Uil e uno Cgil, e nessuno dell'ex A.O di Gallarate. Non sarebbe stato meglio che la comunicazione con l'Amministrazione si facesse tramite una mailing list o un googlegroups in modo che tutti i delegati avessero le
stesse informazioni nello stesso tempo?
Alle assemblee RSU potranno partecipare i segretari provinciali delle sigle firmatarie di contratto. Hanno bisogno di avere dei controllori? Non dovrebbero essere indipendenti dalle sigle?

Addirittura sono previste delle sanzioni per i delegati RSU.
C'è di buono che Adl questa volta non è stata l'unico sindacato contrario alle decisioni del sindacato di maggioranza, ma addirittura l'RSU si è spaccata quasi a metà. In una votazione 18 delegati hanno votato contro
e 23 a favore. In altre il risultato è stato quasi simile.

La cosa negativa è che la Cgil ha votato sempre con la Uil e in pratica gli ha permesso di mantenere la maggioranza che senza quei voti non avrebbe avuto.

Quasi alla fine dell'Assemblea Adl si è ritrovata di nuovo sola poiché sul documento generale hanno votato tutti a favore e solo i 4 delegati RSU/Adl hanno votato contro. 

Ma se gli hanno bocciato tutte le modifiche al regolamento perché hanno votato a favore?

martedì 8 maggio 2018

assicurazioni per INFERMIERI, O.S.S., O.S.S.S, A.S.A e O.T.A FACCIAMO CHIAREZZA

COSTI E UTILITA' DELLE ASSICURAZIONI PER SANITARI
FACCIAMO CHIAREZZA
Facciamo chiarezza sulle assicurazioni per INFERMIERI, O.S.S., O.S.S.S, A.S.A e
O.T.A
La nostra azienda sanitaria, come tutte le altre, per legge deve essere munita di
copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e verso prestatori d'opera
anche per danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante in ASST, che
deve coprire anche gli esercenti le professioni sanitarie.
Quindi il dipendente è coperto tramite la copertura assicurativa aziendale per la
quasi totalità dei danni che si possono verificare in Azienda.
Non è coperto solo per dolo e colpa grave, che non si verificano quasi mai, neanche
per i medici, ma solo quando si vuole creare un danno intenzionale al paziente.
L'assicurazione per colpa grave NON è obbligatoria per i dipendenti della
nostra ASST. Non è vero quello che dicono gli altri sindacati.
Come Adl ci siamo interessati tramite un broker assicurativo sui prezzi e sulle
condizioni, considerando che a differenza dei promotori fa gli interessi dei clienti e
non delle assicurazioni.
Ci ha dato due opzioni.
La prima assicurazione è nuova nel campo, vale solo per infermieri e offre la colpa
grave con retroattività di 10 anni da 25€ a 40€ annuo e la tutela legale da 10€ a 20€
annuo a seconda dei massimali.
La seconda invece con cui lavora da anni e che non ha avuto mai problemi offre varie
soluzioni anche con retroattività illimitata che variano da 38€ a 80€ annui e la tutela
legale che varia da 25€ a 30€ annui a secondo dei massimali. Offre anche la copertura
contro HIV ed epatite B e C da 25€ a 50€ a seconda del capitale assicurato (valido
anche per i medici).
In definitiva tutelarsi contro la colpa grave che sconsigliamo costa da poco più di 3€
al mese a poco più di 6,50€ al mese. Avere una tutela legale che è più utile costa da
meno di 1€ a poco più di 4€. Coprirsi anche contro alcune malattie da poco più di 2€
a poco più di 4€ al mese.
Non iscrivetevi a sindacati per essere vincolati per sempre a qualcosa che puoi evitare
o avere a pochi euro al mese e magari per questo ti alzano il prezzo della tessera.
Chi volesse saperne di più contatti i delegati Adl.


ADL – Sindacato di Base

domenica 22 aprile 2018

Elezioni Rsu Valle Olona: grande successo per la lista ADL

GALLARATE, 20 aprile 2018- Adl ha ottenuto uno strepitoso risultato alle elezioni RSU dell’ASST Valle Olona perché è l’unico sindacato che ha aumentato i propri seggi (con l’unificazione delle due Aziende erano diventati 54, ma ora se ne sono eletti solo 45).
Ringrazia pertanto tutti i propri candidati per l’impegno profuso e tutte le persone che ci hanno votato. Chi pensava di ottenere la maggioranza assoluta (Uil) con l’aggiunta di un altro sindacato ha invece perso 5 delegati (da 23 passa a 18). I sindacati infermieristici non sfondano e perdono 1 delegato del Nursind. La Cgil scompare quasi dall’ex A.O di Gallarate con 51 voti (27 nell’ospedale di Gallarate) mentre 6 anni fa ne aveva presi 156. Quasi stessa sorte tocca alla Cisl che aveva preso 201 voti mentre ora a Gallarate, Somma e Angera ne prende complessivamente 69.
Per quanto riguarda il risultato di Adl, i delegati eletti sono: Petrenga Salvatore che passa da 33 a 70 voti, Cinzia Bani che passa da 23 a 45 voti, Ferderico Pagan con 34 voti e Francesco Inglese con 17 voti, premiati per l’ottimo lavoro svolto come rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Adl quasi raddoppia i propri voti a Gallarate (da 64 a 115), migliora a Busto e Somma e ottiene per la prima volta voti ad Angera. Prossimo obiettivo è ottenere iscritti, voti e candidati a Saronno. Pertanto invita i dipendenti di Saronno a mettersi in contatto con Adl tramite facebook, mail (adlvarese@gmail.com) o telefonando in sede a Busto (0331322688) o a Gallarate (0331777798).
Ora per Adl la priorità sono le assunzioni di personale ove carente, le progressioni ogni 3 anni e non ogni 5 come avvenuto sino ad ora, il ritorno al pagamento degli straordinari ogni 15′, la commissione mensa, la distribuzione di tutta la produttività, l’abbandono del progetto dell’ospedale unico e la lotta alle esternalizzazioni.

giovedì 12 aprile 2018

Rappresentanze sindacali degli ospedali, AdL si prepara alle elezioni

Il sindacato di base AdL si prepara alle prossime elezioni per le RSU(rappresentanze sindacali interne) della Asst Valle Olona, in programma dal 17 al 19 aprile. È l’azienda sanitaria che riunisce hli ospedali di Busto, Gallarate, Saronno, Somma, Angera.
«AdL negli ultimi tre anni ha triplicato le tessere sindacali» rivendicano dalle file del sindacato di base. Che schiera «il doppio dei candidati» e sottolinea che «per la prima volta» c’è anche una candidatura che rappresenta l’ospedale di Angera, ormai da un paio di anni al centro di una ampia mobilitazione contro la riorganizzazione del presidio (di cui si discute molto).
C’è ovviamente molta competizione interna tra le sigle sindacali e AdL contrappone le proprie scelte a quelle degli altri delegati sindacali: «I lavoratori cominciano a capire che la colpa delle mancate assunzioni (e quindi dei carichi di lavoro superiori al normale) è anche di chi firmaaccordi in cui vengono pagati gli straordinari e il gettone di presenza con i soldi che dovrebbero essere divisi in produttività tra tutti i lavoratori […].

venerdì 23 marzo 2018

Diciamocelo chiaramente, la situazione della Sanità e dei nostri Ospedali non è per niente idilliaca!!

Associazione Difesa Lavoratori
una Luce nell’oscurità
Diciamocelo chiaramente, la situazione della Sanità e dei nostri Ospedali non è per niente idilliaca!!
Da una parte i nostri diritti e salari ridotti  e continueranno a ridursi grazie agli accordi di Cgil Cisl e Uil - prima con il governo Berlusconi, poi con il governo Monti ed infine con la firma del Contratto con il Governo Gentiloni-Renzi.
Dall’altra il progetto di eliminazione degli ospedali di Busto e Gallarate,  il de-potenziamento di quelli di Angera, Somma Lombardo e Saronno, con accorpamento di reparti, riduzione di posti letto, notevole mancanza di personale che è costretto a turni massacranti.
NEL VARESOTTO
ADL Varese, sindacato di Base molto forte in provincia,  lavora in reti provinciali e nazionali a favore di un  Servizio Sanitario Nazionale Pubblico ed universalistico.  E’ infatti animatore del Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto per la salvaguardia degli Ospedali di tutta la ASST Valle Olona ed anche contro l’Ospedale Unico e collabora con Medicina Democratica  ed altre associazioni per fermare le delibere regionali sulla gestione dei cronici, anticamera della privatizzazione.
Nel silenzio assordante di tutte le altre sigle sindacali!!
IN ASST VALLE OLONA
-Adl Varese ha fatto accantonare l’ex art. 40 di Gallarate per mezzo del quale si è ottenuto la maggior parte dei passaggi di fascia e ha già richiesto e lotterà per ottenere l’ex art. 40 di Busto per finanziare la prossima progressione economica.  Ad esempio, chi lavora da  16 anni in ASST, passando di fascia ogni 5 anni al posto di ogni 3 come avviene in altre Aziende, ha perso 14.401,50€.
-Adl Varese è stata promotrice, con raccolta firme, dell’accordo sulla vestizione che per il futuro è stata garantita a tutti (in orario e fuori orario di lavoro) e, tramite i nostri Avvocati, è riuscita a concedere i riposi compensativi dell’arretrato anche a chi lavora su i due turni!! E' l'unico sindacato che sta lottando attraverso vie sindacali e legali, per ottenere i riposi compensativi anche a chi fa giornata!!
-A Gallarate è intervenuta per evitare il pagamento dei 10 euro di parcheggio ai dipendenti ed è riuscita ad allargare l’appalto di pulizia agli spogliatoi ed altre zone rimaste escluse.
-è promotrice delle lettere per restituire la trattenuta indebita del 2,5 % sul passaggio da TFS a TFR per gli assunti dopo il 1 gennaio 2001, così come previsto dalla Corte Costituzionale n.223 del 11-10-2012.
-Gli RLS iscritti ad ADL Varese sono tra i pochi che denunciano , con molteplici segnalazioni scritte e verbali, cercando  di alleviare i carichi di lavoro, garantendo una maggior sicurezza nei luoghi di lavoro.
-Adl Varese nei prossimi tre anni chiederà: una verifica di tutto il personale per capire dove ci sono carenze e quindi fare assumere i dipendenti necessari;  la commissione mensa, per controllare la qualità e la grammatura del cibo dei dipendenti e dei pazienti; passaggi di fascia ogni 3 anni; il ritorno al pagamento degli straordinari ogni 15'; si batterà duramente contro le esternalizzazioni ed  il furto della produttività dei dipendenti che, per pagare posizioni organizzative, gettoni di presenza e straordinari, in questi ultimi anni  è stata decurtata di quasi 200€!!

SOSTIENI LE IDEE E LE PROPOSTE DI ADL VARESE  
VOTANDO I NOSTRI CANDIDATI E LE NOSTRE CANDIDATE



giovedì 26 ottobre 2017

OSPEDALE UNICO BUSTO ARSIZIO/GALLARATE: MOLTI SOLDI BUTTATI E PUO’ ESSERE PERICOLOSO PER ALCUNE PATOLOGIE

Adl è rimasta sconcertata dall'intervento del direttore generale dell’’ASST Valle Olona e di alcuni “super esperti” e politici vari, durante l’incontro del 24 ottobre a Villa Calcaterra a Busto A., a noi è sembrata un’iniziativa di propaganda al solo scopo di convincere la cittadinanza sulla convenienza di fare l’ospedale unico, senza contraddittorio e con tutti gli interventi finalizzati allo scopo. Hanno invitato membri del comitato di pilotaggio che deve portare avanti il progetto e non c'erano medici, personale sanitario o le associazioni o comitati (come il comitato per il diritto alla salute del Varesotto), che hanno fatto studi appositi: in pratica hanno cercato di dare voce alle ragioni del si e attenuare quelle del no.

Adl approfitta del dibattito in corso per precisare ai partecipanti e ai cittadini e per portare nella giusta dimensione, alcune cose:

Cominciamo con il dire che gli ospedali di Busto Arsizio e Gallarate non sono piccoli ospedali e che le casistiche in questi nosocomi, per molte patologie, sono molto alte, sono sullo stesso livello di un ospedale unico.

Proseguiamo con il sostenere che l'eccellenza la fanno gli uomini e non le strutture e che in questi due ospedali ci sono molti ottimi professionisti.

Aggiungiamo che avere un ospedale vicino è fondamentale per alcune patologie come l'ictus, dove il fattore tempo è determinante.

Terminiamo riportando l'inutile “dissipazione” di soldi:
500.000€ solo per lo studio di fattibilità;
500 milioni€, come detto in quella riunione, per la costruzione (per ora).

I cittadini devono sapere che si sono già spesi giustamente (e si spenderanno) per la (doverosa) ristrutturazione dei vecchi ospedali, solo in questi ultimi anni: 120 milioni di euro. Inoltre si sta già procedendo, tra le altre cose necessarie,  anche con l'allargamento del pronto soccorso di Gallarate: la nostra preoccupazione non è tanto per le fondamentali ristrutturazioni che servono per la attività dei due ospedali, ma ci viene il sospetto che, quando tutte e due i vecchi ospedali saranno implementati e  ristrutturati, verranno chiusi, per spostare tutti i reparti al nuovo ospedale unico, in pratica abbiamo il sospetto che vengano spesi il doppio dei soldi necessari, con la successiva chiusura dei due ospedali, anche se non è mai stato confermato (per ora). 

Ma che senso ha?

giovedì 31 agosto 2017

Osp Gallarate: RSU denuncia: “Gli infermieri non possono utilizzare apparecchiature radiologiche”

VARESE, 29 agosto 2017– La maggioranza del tavolo tecnico sulla radiologia produce delle soluzioni contrarie alla legge 187/2000 e non uniforma la procedure radiologiche complementari (sala operatoria, ecc.) che rimangono diverse nei vari presidi. Fallisce entrambi gli obiettivi per cui era stato creato.
Pensare che inizialmente aveva proposto una soluzione che centrava entrambi gli obiettivi.
Ora invece contrariamente a quanto dice la legge si vuole far utilizzare le apparecchiature radiologiche a chi non le può utilizzare: gli infermieri.
Tali macchinari possono essere utilizzati solo dal tecnico di radiologia (TSRM) o dal medico chirurgo, ma con poche ore di corso si vuole formare 180 infermieri.
Delegare gli aspetti pratici all’infermiere non significa fargli fare compiti che sono propri delle funzioni del tecnico di radiologia, ma quelli propri dell’infermiere.
Con questa decisione inoltre si mantiene la disparità tra ospedali: in alcuni sale operatorie sarà ancora il tecnico di radiologia a utilizzare tali apparecchiature, mentre in altre sarà l’infermiere, che se lo farà potrebbe essere denunciato per abuso di professione.
Ci chiediamo se chi si sottoporrà a interventi chirurgici sa che l’infermiere non può conoscere gli aspetti radioprotezionisti, dosimetrici e di qualità dell’immagine. Il paziente inoltre potrebbe essere sottoposto a dosi di radiazioni notevolmente superiori al normale visto che in alcuni ospedali non ci sarà il tecnico di radiologia a controllare tali aspetti.

Osp. GALLARATE - Il sindacato ADL contesta l’accordo sui tecnici di radiologia

Infermieri utilizzati come tecnici di radiologia. La denuncia è delsindacato di base ADL che denuncia l’accordo raggiunto al tavolo tecnico indetto dall’Asst Valle Olona per uniformare i diversi presidi: « Si è virati verso una soluzione peggiore rispetto allo stato attuale e che è completamente contraria alla legge 187/2000 -denunciaSalvatore Petrenga –   Al tavolo tecnico ho votato contro il verbale e ho scritto più mail a tutti i componenti del tavolo, al Direttore Generale, a quello Amministrativo e Sanitario.  I macchinari possono essere utilizzati solo dal tecnico di radiologia (TSRM) o dal medico chirurgo, ma con poche ore di corso si vuole formare 180 infermieri. Delegare gli aspetti pratici all’infermiere non significa fargli fare compiti che sono propri delle funzioni del tecnico di radiologia, ma quelli propri dell’infermiere. Con questa decisione inoltre si mantiene la disparità tra ospedali: in alcuni sale operatorie sarà ancora il tecnico di radiologia a utilizzare tali apparecchiature, mentre in altre sarà l’infermiere, che se lo farà potrebbe essere denunciato per abuso di professione. Ci chiediamo se chi si sottoporrà a interventi chirurgici sa che l’infermiere non può conoscere gli aspetti radioprotezionisti, dosimetrici e di qualità dell’immagine. Il paziente inoltre potrebbe essere sottoposto a dosi di radiazioni notevolmente superiori al normale visto che in alcuni ospedali non ci sarà il tecnico di radiologia a controllare tali aspetti. Per tutta risposta oggi arriva una nota del direttore Generale che conferma che gli infermieri dovranno fare i tecnici di radiologia: non erogheranno radiazioni X, ma da quanto scritto e detto al tavolo potranno movimentare la macchina, fare le proiezioni, impostare i parametri ecc. Tutto questo dopo aver seguito un corso di formazione di poche ore».
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