- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

mercoledì 29 maggio 2013

Al Castello dei Missionari contro “Armi e guerre”

Sabato 1 e domenica 2 giugno, al Castello dei Missionari Comboniani (via delle Missioni, 12 – Venegono Superiore - VA) si terrà l’incontro/convegno: “Armi, guerre e territorio”, un evento aperto a tutti ed organizzato dal comitato No M-346 del varesotto e dal Movimento No F-35 del novarese.
L’iniziativa, come si legge nel “documento di lancio del Forum contro la Guerra” (www.forumnoguerra.blogspot.it), vuole essere una «continuazione della manifestazione del 13 ottobre 2012 contro la produzione e l’uso bellico di velivoli militari prodotti in Italia, svoltasi intorno all’aeroporto/fabbrica di armi/sede nazionale di AleniaAermacchi-Finmeccanica di Venegono Sup. (VA), dalla quale è sorta l’idea di proporre questo “FORUM contro la guerra che sia forma organizzativa funzionale al comune scopo ma anche luogo fisico d’incontro e di servizio, simbolicamente situato presso il castello dei Missionari Comboniani, sulla collina che sovrasta questa “fabbrica di morte”».

«Con questo forum nazionale - continua il comunicato - si vuole puntare a costruire efficaci azioni di promozione della pace e di contrasto a tutte le guerre; azioni che, maturando dentro comunità altamente solidali e producendo nuova solidarietà, siano in grado di togliere il consenso alle strutture che sostengono il complesso militare-industriale e la guerra».
Al convegno, a cui hanno aderito -tra gli altri- l’Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori (ADL - Sindacato di base) della Provincia di Varese, la Confederazione Nazionale Unione Sindacale di Base (USB), saranno presenti diversi relatori (tra cui Alex Zanotelli, Manilo Dinucci, Marinella Correggia, Giorgio Beretta, Rossana De Simone, Carlo Remeny) che si occupano di pace, disarmo, diritto internazionale, strategie militari, guerra e informazione.
Durante le due giornate di convegno, a un anno dalla sua morte, sarà ricordato il pacifista varesinoStefano Ferrario, presentando un libro con i suoi scritti intitolato “Stefano, un gigante di pace”.

Regione Lombardia, ok allo stanziamento di 15 milioni di euro a ex-consiglieri per vitalizi

Per gli ex consiglieri regionali della precedente legislatura sono previsti 15 milioni di euro come saldo delle loro liquidazioni, o meglio trattamento di fine mandato, e a titolo di restituzione dei contributi, già versati, per chi di loro rinuncerà al vitalizio. Questo è quanto emerge dal testo della variazione di bilancio votato dall'assemblea legislativa della Lombardia.
 ilsole24ore.com

Femminicidio, primo passo avanti: sì della Camera alla ratifica della Convenzione contro la violenza sulle donne

L'Aula della Camera ha approvato all'unanimità, con 545 sì, la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il voto é stato accolto da un lungo applauso da parte dell'Assemblea. Il testo passa ora all'esame del Senato. 


SEA Sciopero, mercoledì 29 MAGGIO

Sciopero dei lavoratori SEA e SEA Handling, proclamato da tutte le sigle sindacali, in riferimento alla decisione della Commissione Europea su SEA Handling, durante l’intera giornata di mercoledì 29 maggio
varesenews.it

SEA-MALPENSA-LINATE, sciopero il 29 maggio


lunedì 27 maggio 2013

Aumenti record per le bollette: l'Italia doppia l'Unione europea

MILANO - Tra la seconda metà del 2011 e la seconda metà del 2012 le famiglie italiane hanno visto crescere la loro bolletta della luce dell'11,2%, uno dei maggiori aumenti registrati nell'Ue, e del 10,6% per il gas. Nel resto del Vecchio continente i prezzi dell'elettricità per le famiglie sono aumentati del 6,6% e quelli del gas del 10,3%. Lo comunica Eurostat secondo cui l'incremento registrato in Italia, sul fronte dell'energia elettrica, è il terzo maggiore alle spalle di Cipro (+21%) e Grecia (+15%). Una situazione diametralmente opposta a quella di Svezia (-5%), Ungheria (-2%) e Finlandia (-1%).
repubblica.it

Ilva, i capireparto e capiarea: ci dimettiamo dalla nostra funzione

Dopo le dimissioni del consiglio di amministrazione l'Ilva rischia di perdere anche capiarea e capireparto. Una trentina di persone hanno infatti comunicato all'azienda (e in particolare all'amministratore delegato Enrico Bondi e al direttore dello stabilimento Antonio Lupoli) di voler rinunciare alla funzione sin qui svolta in fabbrica nella gestione di altiforni e acciaierie. Questo perché il gip Patrizia Todisco, nell'ordinanza con cui venerdì scorso ha disposto il sequestro di 8 miliardi e 100 milioni di euro a valere sui beni della Riva Fire, ha sottolineato anche le loro responsabilità in materia di reati ambientali.
ilsole24ore

Lepanto Malpensa, nuova protesta dei lavoratori licenziati


domenica 26 maggio 2013

sabato 25 maggio 2013

Nuova furia omicida contro le donne nel Lodigiano e a Genova

Una donna è stata uccisa a coltellate dall'ex convivente a Guardamiglio, nel Lodigiano. L'uomo, italiano, ha atteso l'ex convivente, una romena, all'esterno della casa in cui la vittima faceva le pulizie. L'ha trascinata in un giardino pubblico e l'ha uccisa. L'uomo è stato bloccato da alcuni passanti a consegnato ai carabinieri. La donna ha cercato di fuggire ma é stata raggiunta e uccisa dietro un cespuglio di un parco pubblico. DRAMMA ANCHE A GENOVA - Un  a cubana di 41 anni e' stata ferita da uno o piu' colpi di pistola nel quartiere di Marassi a Genova da un uomo che l'ha buttata fuori dall'auto e le ha sparato alla schiena. L'uomo, un italiano di 58 anni, e' gia' stato fermato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio. Lei e' gravissima. E' successo in via Balbi. Testimoni hanno riferito di aver visto la donna cadere dall'auto e un uomo spararle alla schiena prima di fuggire. L'uomo e' stato fermato poco dopo in piazza Corvetto. 

CASA DELLE DONNE GALLARATE

Una casa delle donne quale opportunità di incontro per esprimerci,  comunicare, prendere iniziative, creare, e  uscire dall’isolamento....

Il progetto nasce dalla volontà di realizzare nella città di Gallarate uno  spazio (un luogo di aggregazione) per le donne e delle donne; un punto di riferimento e di reciproco ascolto e sostegno, dove si possano elaborare  iniziative in ambito culturale, artistico, sociale, nell’ottica di una cultura di genere, affinché ciascuna possa migliorare la propria condizione individuale, familiare e sociale.

I TEMI che il progetto intende sviluppare sono:

Autostima (contrasto ad ogni abuso, tutela della salute e del lavoro, evoluzione socio-economica in un’ottica femminile di non prevaricazione)

Pari opportunità (corresponsabilità, compartecipazione, mediazione intergenerazionale e fra generi, riappropriazione dei tempi di produzione e di relazione)

Mondializzazione (Diritti e doveri di ospitalità e di convivenza, diffusione della legalità e del reciproco rispetto, valorizzazione delle diversità positive)

LE ATTIVITA’ E I MEZZI che saranno gradualmente attivati verranno diffusi via internet,  tramite le associazioni della nostra rete, o presso la nostra sede.

I NOSTRI INDIRIZZI sono:

Face Book:       Donne Gallarate
e-mail:              casadonnegallarate@gmail.com
sede:                “CASA DELLE DONNE GALLARATE” c/o CUAC
   via Torino 64   -   21013   GALLARATE    (Varese)

Piena solidarietà alle lotte degli operai che difendono i loro diritti e il loro posto di lavoro


#OccupyINPS:
LAVORATORI RIMASTI SENZA STIPENDIO E SENZA LAVORO
OCCUPANO SEDE INPS A MILANO.
Questa mattina un gruppo di lavoratori, rimasti senza stipendio dal 15 maggio e ancora in attesa delle spettanze dei mesi scorsi, ha occupato la sede dell’INPS di via Maurizio Gonzaga per denunciare la insostenibile situazione in cui si trovano, risultato di una lunga storia di sfruttamento e irregolarità perpetuate proprio sotto gli occhi dell’ente preposto al controllo
Da tempo INPS Lombardia ha affidato a terzi i servizi di pulizia e facchinaggio, col meccanismo dell’esternalizzazione per appalto pubblico con il criterio del massimo ribasso. Fino a fine 2012, tale appalto è stato assegnato a Siram e al Consorzio Stabile Miles, i quali hanno affidato l’esecuzione materiale a Generale Servizi SrL e a Irbis Società Cooperativa. Fin dal principio tale esternalizzazione è stata macchiata da gravi irregolarità formali e sostanziali, come
·         contratti part time di 4-5 ore giornaliere che nella realtà si traducevano in 8-10 ore di lavoro reali e queste ore supplementari erano irregolarmente retribuite al ribasso sotto forma di una fittizia “trasferta Italia”, con conseguente evasione contributiva;
·         sistematico ritardo nei pagamenti ai lavoratori;
·         mancata fornitura dei dispositivi di protezione necessari allo svolgimento in sicurezza delle mansioni contrattuali;
·         affidamento di mansioni al di fuori dell’oggetto delle esternalizzazioni;
·         controllo diretto dell’operato dei lavoratori da parte di personale dell’INPS, in spregio alla normativa sulle esternalizzazioni.
Le irregolarità da parte di Generale Servizi e Irbis sono state di tale entità che la stessa INPS si è vista costretta a sanzionare tali società alla fine del 2012, chiedendone l’esclusione dall’esecuzione dell’appalto, riaffidato a quel punto da parte del Consorzio Miles a GSI Global Service Italia, che ha quindi preso sotto contratto i suddetti lavoratori già dipendenti di Generale Servizi Srl e Irbis.
La situazione precipita definitivamente quando l’appalto in questione viene riassegnato, a fine 2012, a un nuovo soggetto, la Romeo Gestioni, società del Gruppo Romeo. Romeo Gestioni rimane in silenzio fino a maggio 2013, nonostante i tentativi di colloquio intrapresi da lavoratori e sindacato, e il 14 maggio si presenta quindi a un incontro presso la Direzione Territoriale del Lavoro, annunciando laconicamente che l’appalto sarà materialmente eseguito dalla Generali Servizi (sì, la stessa società sanzionata dall’INPS stessa per le irregolarità sopra descritte…) e che si rifiuta di riaffidare le mansioni ai lavoratori che le avevano svolte fino a quel momento, come previsto dalle norme e dalle prassi. Successivamente, la stessa Generale Servizi contatta individualmente alcuni dei lavoratori, intimando loro di firmare nuove lettere di assunzione con condizioni ulteriormente peggiorative rispetto alle precedenti, pena l’esclusione perpetua dal rapporto di lavoro
In tutto ciò l’INPS Lombardia si è progressivamente sottratta al confronto con questi lavoratori e le rappresentanze sindacali, lavandosene le mani e ignorando bellamente le gravissime irregolarità, a tutti i livelli, perpetrate dalle catene di subappalto e dalla Generale Servizi in particolare.
La lotta non si fermerà fino al completo riconoscimento del sacrosanto diritto dei lavoratori alla dignità e al lavoro e alla rottura di questi atroci meccanismi di sfruttamento, mercificazione e ricatto dei lavoratori stessi, sotto gli occhi di un soggetto come l’INPS, il quale è finanziato direttamente dai contributi dei lavoratori, che proprio su tali temi dovrebbe essere oltremodo vigile e attento.
In solidarietà con i lavoratori
Milano, 23 maggio 2013

giovedì 23 maggio 2013

Logistica, l'industria del futuro dove si lavora come nell'Ottocento


Egiziani, marocchini, ivoriani, bengalesi, tunisini: sono la manodopera che carica e scarica tonnellate di merce ogni giorno, a ritmi forsennati e con paghe da fame. La caratteristica che accomuna questi lavoratori è essere "soci" di cooperative che non hanno nulla a che vedere con quelle riconosciute dalla Costituzione. Al contrario, si tratta di società che scavalcano i vincoli da lavoro subordinato costringendo i dipendenti ad associarsi

MILANO - È l'alba, e stanno tornando a casa dopo dieci, dodici ore di lavoro. Sono i facchini del polo logistico di Carpiano, piccolo comune a sud di Milano. Immersi nelle giacche da lavoro, con le scarpe antinfortunistiche ancora ai piedi, aspettano immobili la corriera delle sei e quarantacinque, che li lascerà alla stazione del passante ferroviario di Melegnano. Egiziani, marocchini, ivoriani, bengalesi, tunisini: sono loro la manodopera che carica e scarica tonnellate di merce ogni giorno, a ritmi forsennati e con paghe da fame. Se la logistica  -  il settore dell'economia che muove le merci   -  è lanciata a razzo nel futuro dalla globalizzazione, le condizioni di lavoro che produce, almeno in Italia, sono ottocentesche. I facchini fanno una vita durissima, che pochi italiani riuscirebbero a sopportare. Mustapha, invece, ha dovuto resistere per cinque anni: "Andavo a lavorare dalle sei di pomeriggio alle sei di mattina, cinque giorni su sette", racconta. "Capitava anche di tirare fino alle otto o alle nove. Una volta preso il ritmo, non riesci più a dormire la notte". Mustapha viene dal Marocco, ed è in Italia dal 1998. Oggi non lavora più a Carpiano, ma nel magazzino Dhl di Liscate, periferia Est di Milano. 
repubblica.it