- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

martedì 20 agosto 2013

“Esodi lavoratori prossimi a pensione (art. 4, comma 1-7-ter, legge n. 92/2012)”.

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 12998 
 
 
Salvaguardia ai sensi dell’articolo 1, commi da 231 a 234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e del decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze del 22 aprile 2013 (cd. Salvaguardia del 10.130).  Integrazione al Messaggio n. 012577 del 2 agosto 2013.

Ad integrazione del messaggio n. 12577 del 2 agosto 2013, con il quale sono state fornite le indicazione operative relative alla salvaguardia di cui all'articolo 1, commi 231 e 233, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, con il presente messaggio si forniscono le modalità operative specifiche per gli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici.
Il Decreto 22 aprile 2013 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha disciplinato le modalità di attuazione della salvaguardia di cui all'articolo 1, commi 231 e 233, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
Il citato decreto ha previsto che l’accesso al beneficio è subordinato alla presentazione di apposita domanda da parte degli interessati, stabilendo criteri diversi per ciascuna tipologia di lavoratore.
Tutte le domande devono essere presentate entro 120 gg. dalla pubblicazione del decreto, e quindi entro il 25 settembre 2013.

1. Lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilita ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011 (art. 1, comma 231, lettera a)).

Il contingente numerico per questa tipologia di lavoratori, in cui sono ricompresi anche gli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici, è stato fissato in 2.560 unità.

Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che perfezionino i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 ovvero durante il periodo di godimento dell'indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014.


a) Istanza di accesso al beneficio: modalità di presentazione

Con riferimento ai lavoratori del presente punto, l’articolo 4 del decreto interministeriale del 22 aprile 2013 ha stabilito quanto segue.

I lavoratori in parola devono presentare le istanze di accesso al beneficio alla salvaguardia, corredate dell'accordo a seguito del quale sono stati posti in mobilità, alla Direzione territoriale del lavoro (DTL) competente per territorio, entro il 25 settembre 2013 (120° giorno dal 28 maggio 2013, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del decreto interministeriale del 22 aprile 2013), precisando altresì la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Qualora i lavoratori di che trattasi non siano in grado di produrre l'accordo a seguito del quale sono stati collocati in mobilità, sarà cura della DTL acquisire lo stesso presso i datori di lavoro che hanno proceduto ai licenziamenti o presso le competenti Pubbliche Amministrazioni.

Al fine di attribuire una data certa all'accordo di messa in mobilità, la Direzione territoriale competente si avvarrà, tra gli altri, dei documenti relativi alla procedura di mobilità, ivi inclusi la comunicazione di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nonché il versamento di cui al comma 3 del medesimo articolo.

Le Direzioni territoriali del lavoro dovranno comunicare l’accoglimento delle istanze presentate dagli iscritti Inps - Gestione dipendenti pubblici alla casella di posta elettronica certificata della D.C. Previdenza dell’Inps Gestione dipendenti pubblici(dcprevidenza@postacert.inpdap.gov.it).

Sarà cura dell’Ufficio I della D.C. Previdenza, una volta effettuata la verifica dei requisiti utili per l’inclusione dei tali soggetti nel monitoraggio, fornire alla Direzione Centrale Pensioni ogni utile informazione per  valutare se l’interessato possa essere inserito nella graduatoria dei potenziali destinatari della c.d. «salvaguardia».

2.Lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi individuali o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo (art. 1, comma 231, lettera c)).

Il contingente numerico per questa tipologia di lavoratori, in cui sono ricompresi anche gli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici,  è stato fissato in n. 5.130 unità.
 Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 30 giugno 2012:
 - in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del c.p.c., ovvero, in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, entro il 31 dicembre 2011, anche se abbiano svolto, dopo la cessazione,  qualsiasi attività a condizione che:
- abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500;
- perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015 (entro il trentaseiesimo mese successivo al 6.12.2011, data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011).
L’articolo 3, comma 2, del D.I. del 22 aprile 2013 stabilisce che tali lavoratori conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie alle Direzioni territoriali del lavoro, ovvero, agli altri soggetti equipollenti individuati sulla base di disposizioni normative o regolamentari.

a) Istanza di accesso al beneficio: modalità di presentazione

Con riferimento ai lavoratori di cui al presente punto, l’articolo 5 del D.I.  del 22 aprile 2013 ha disposto che gli stessi devono presentare alle Direzioni Territoriali del Lavoro istanza di accesso al beneficio della salvaguardia in argomento, corredata dagli accordi che hanno dato luogo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Le predette istanze devono essere presentate entro il 25 settembre 2013 (entro 120 gg. dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale del 22 aprile 2013 nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del  28 maggio 2013) alle Direzioni territoriali del lavoro innanzi alle quali sono stati sottoscritti gli accordi individuali, ovvero, in caso di accordi collettivi, alle Direzioni territoriali del lavoro competenti in base alla residenza dei lavoratori cessati.

Si precisa che i lavoratori di cui al presente punto, rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardie (65.000 e 55.000), le cui domande di accesso al beneficio siano state accolte dalle competenti Commissioni delle Direzioni territoriali del lavoro, sono tenuti a presentare istanza per l’accesso al beneficio di cui all’ art. 1, comma 231, della legge n. 228 del 2012 ed all’articolo 2, comma 1, lett. c), del decreto interministeriale del 22 aprile 2013, alle competenti Commissioni delle Direzioni territoriali del lavoro entro il 25 settembre 2013.

Le Direzioni territoriali del lavoro dovranno comunicare l’accoglimento delle istanze presentate dagli iscritti Inps - Gestione dipendenti pubblici alla casella di posta elettronica certificata della D.C. Previdenza dell’Inps Gestione dipendenti pubblici (dcprevidenza@postacert.inpdap.gov.it).

Sarà cura dell’Ufficio I della D.C. Previdenza, una volta effettuata la verifica dei requisiti utili per l’inclusione dei tali soggetti nel monitoraggio, fornire alla Direzione Centrale Pensioni ogni utile informazione per  valutare se l’interessato possa essere inserito nella graduatoria dei potenziali destinatari della c.d. «salvaguardia».

3. Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (art. 1, comma 231, lettera b)).

Il contingente numerico per questa tipologia di lavoratori, in cui sono ricompresi anche gli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici, è stato fissato in n. 1.590 unità.

Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 i quali:

- possano far valere almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data del 6 dicembre 2011;

- anche se abbiano svolto, successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività dopo l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che abbiano conseguito successivamente al 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500 annui;

- perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015 (entro il trentaseiesimo mese successivo al 6.12.2011, data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011).


a) Istanza di accesso al beneficio: modalità di presentazione

Con riferimento ai lavoratori di cui al presente punto, l’articolo 8 del decreto interministeriale del 22 aprile 2013 ha disposto altresì quanto segue.

I lavoratori di che trattasi devono presentare istanza di accesso al beneficio previsto dalla norma in esame all’INPS, entro il 25 settembre 2013 (entro 120 gg. dalla data di pubblicazione del decreto interministeriale del 22 aprile 2013 nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2013).

Le istanze presentate dagli iscritti Inps Gestione dipendenti pubblici devono essere inoltrate alla casella di posta elettronica certificata della D.C.  Previdenza dell’ex Inpdap (dcprevidenza@postacert.inpdap.gov.it), utilizzando il modello AP90 (prosecuzione volontaria della contribuzione)pubblicato nella sezione “MODULI” presente nella pagina iniziale del sito istituzionale dell’INPS (www.inps.it).

Avverso il provvedimento di diniego di accesso al beneficio in argomento, gli interessati potranno presentare istanza di riesame, presso la D.C. Previdenza Ufficio I Pensioni, entro 30 gg. dalla data di ricevimento del predetto provvedimento.

4.Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria e collocati in mobilità ordinaria, i quali, in quanto fruitori della relativa indennità, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario (articolo 1, comma 231, lett. d)).

Il contingente numerico per questa tipologia di lavoratori, in cui sono ricompresi anche gli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici, è stato fissato in  n. 850 unità.

Potenziali destinatari della salvaguardia sono i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data, i quali, in quanto fruitori della relativa indennità, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario, a condizione che:

- dopo la cessazione del periodo di fruizione dell’indennità di mobilità effettuino i versamenti volontari che consentano il perfezionamento dei  requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente prima del 6 dicembre 2011, entro il 6 gennaio 2015 (data di scadenza deltrentaseiesimo mese successivo al 6.12.2011, data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011).

Nei confronti di tali lavoratori non risultano applicabili le condizioni  per l’accesso alla salvaguardia in argomento previste per i lavoratori appartenenti alle categoria illustrata al punto 2.2 del messaggio n. 12577 del 2 agosto 2013.
Pertanto, per questa tipologia di lavoratori, l’eventuale rioccupazione successiva al termine del periodo di mobilità determinerà l’esclusione dalla salvaguardia.



a) Istanza di accesso al beneficio: modalità di presentazione

Con riferimento ai lavoratori di cui al presente punto, l’articolo 8 del decreto interministeriale del 22 aprile 2013 ha disposto che i medesimi devono presentare all’INPS istanza di accesso al beneficio previsto dalla norma in esame entro il 25 settembre 2013 (120° giorno dal 28 maggio 2013, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del predetto decreto interministeriale).

Le istanze presentate dagli iscritti Inps Gestione dipendenti pubblici devono essere inoltrate alla casella di posta elettronica certificata della D.C.  Previdenza dell’ex Inpdap (dcprevidenza@postacert.inpdap.gov.it), utilizzando il modello AP91 (prosecuzione volontaria della contribuzione e collocati in mobilità ordinaria)pubblicato nella sezione “MODULI” presente nella pagina iniziale del sito istituzionale dell’INPS (www.inps.it).

Avverso il provvedimento di diniego di accesso al beneficio in argomento, gli interessati potranno presentare istanza di riesame, presso la D.C. Previdenza Ufficio I Pensioni, entro 30 gg. dalla data di ricevimento del predetto provvedimento.

Il Vicario del Direttore Generale

 

“Esodi lavoratori prossimi a pensione (art. 4, comma 1-7-ter, legge n. 92/2012)”.

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 12997  

Articolo 4, commi da 1 a 7-ter, legge 28 giugno 2012, n. 92 - Circolare n. 119 del 1° agosto 2013. Pubblicazione del modello di presentazione della richiesta di accesso alla procedure automatizzate.

Con la circolare n. 119 del 1° agosto 2013 sono state fornite indicazioni per l’accesso alla prestazione prevista dall’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92 del 28 giugno 2012, a favore dei lavoratori prossimi al trattamento di pensione, in presenza di accordo tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivarne l’esodo.

Come precisato al punto 4 della predetta circolare, intitolato “presentazione dell’accordo aziendale”, i datori di lavoro potranno presentare la richiesta di accesso alla procedure automatizzate di gestione della prestazione Legge n. 92/2012 art. 4, commi da 1 a 7-ter, unitamente all’accordo aziendale, utilizzando il modello allegato al presente messaggio, ed avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende, selezionando nel campo “oggetto” la denominazione “Esodi lavoratori prossimi a pensione (art. 4, comma 1-7-ter, legge n. 92/2012)”.

Con l’occasione si ribadisce che i datori di lavoro che operano con più posizioni contributive presso sedi INPS diverse, devono presentare l’accordo di esodo alla sede che gestisce la matricola aziendale principale.

Il predetto modello sarà a breve disponibile direttamente sul sito dell’Istituto www.inps.it.


Il Vicario del Direttore generale
inps.it

Lavoratori domestici – Rilascio nel “Portale dei Pagamenti” della funzione per il pagamento dei contributi relativi a periodi di mancato preavviso e/o ferie non godute.

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 13156 

E’ stata rilasciata, nell’ambito del “Portale dei Pagamenti”, la funzione per il pagamento dei contributi relativi a periodi di mancato preavviso e/o ferie non godute per i rapporti di lavoro domestico cessati.

Si ricorda che la comunicazione obbligatoria di cessazione deve essere effettuata online prima di accedere al “Portale dei Pagamenti”, e comunque entro 5 giorni dall’evento.
La comunicazione può avvenire attraverso:

  • il sito www.inps.it, seguendo il percorso Servizi Online-Per tipologia di utente-Cittadino -Lavoratori Domestici-Variazione rapporto di lavoro

  • il Contact Center Multicanale raggiungibile al numero  803 164 da rete fissa ed al numero 06.164.164 da rete mobile.

I professionisti abilitati e le associazioni datoriali  possono accedere al servizio di variazione del rapporto di lavoro per comunicare la cessazione seguendo gli usuali percorsi loro riservati.

La nuova funzione è disponibile accedendo al Portale dei Pagamenti, sezione  Lavoratori Domestici nei Servizi Online del sito istituzionale www.inps.it.

L’accesso è possibile inserendo codice fiscale del datore e codice del rapporto di lavoro ovvero utilizzando il proprio PIN e selezionando il rapporto di lavoro di interesse.

Termini di versamento .

In ordine ai temini di versamento dei contributi dovuti in caso di cessazione del rapporto di lavoro, si rammenta che, ai sensi dell’art. 8 del DPR 31 dicembre 1971, n. 1403, il pagamento deve essere effettuato entro i 10 giorni successivi alla data di cessazione del medesimo.

Ulteriori Informazioni

Le indicazioni sull’utilizzo della procedura per gli operatori di sede e per gli utenti esterni sono disponibili nel Manuale Utente presente nel Servizio Lavoratori Domestici del Portale dei Pagamenti del sito istituzionale.


Il Vicario del Direttore Generale

 


Incentivo straordinario per l’assunzione di giovani e donne

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 12854  

Incentivo straordinario per l’assunzione di giovani e donne, di cui al Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 ottobre 2012. Pubblicazione della graduatoria. Rilascio di funzionalità per la gestione dei moduli “DON-GIOV”. Possibilità di attribuire il codice di autorizzazione 2T oltre il mese di agosto 2013. Incentivo per l’assunzione di giovani genitori, di cui al Decreto del Ministro della gioventù del 19 novembre 2010. Rilascio dei moduli “GIOV-GE” anche in ambiente intranet.

Incentivo straordinario per l’assunzione di giovani e donne

Con la circolare n. 122 del 17 ottobre 2012 è stato illustrato il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 ottobre 2012, che ha introdotto un incentivo straordinario per l’assunzione di giovani e donne.

Con il messaggio 8820/2013 è stata comunicata la formazione della graduatoria delle istanze ammesse all’incentivo, elaborata in base all’ordine cronologico di presentazione rispetto alla risorsa stanziata.

Con il presente messaggio si comunica che è disponibile sul sito internet www.inps.it - all’interno della sezione deputata alla consultazione dei moduli “DON-GIOV” inviati - la graduatoria di tutte le istanze presentate, con i relativi esiti di accoglimento o respingimento.
La graduatoria è altresì disponibile in ambiente  intranet, all’interno del pannello iniziale dell’applicazione “Di.Res.Co”.

Si informa inoltre che è stata pubblicata, nelle medesime sezioni di internet e intranet, la nota con cui il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha chiarito che le assunzioni a tempo indeterminato part-time danno luogo ad un bonus inferiore ai 12.000 euro, riparametrato in base alla percentuale di orario di lavoro applicata.

Si comunica che è stata rilasciata una nuova funzionalità per la gestione  - a cura degli operatori di sede - dei moduli telematici “DON-GIOV”, grazie alla quale è possibile modificarne gli esiti da “OK” a “KO”.

E’ inoltre possibile effettuare annotazioni sul modulo, sia in caso di cambio di esito, sia quando lo stesso rimanga immutato; ad esemplificazione di tale seconda evenienza, si pensi al caso in cui si annoti che l’ “OK” attribuito ad una posizione contributiva si deve intendere trasferito su di un’altra, a seguito di accentramento contributivo o trasferimento di azienda.

Le stesse annotazioni sono rese automaticamente visibili per il datore di lavoro in ambiente internet; nei casi in cui l’operatore di sede modifichi l’esito di un modulo o vi apporti delle annotazioni, deve comunque avvisare il datore di lavoro interessato con separata comunicazione.

Per quanto concerne le istanze già riesaminate dalle sedi, gli operatori avranno cura di aggiornare i moduli corrispondenti con l’esito del riesame (ad esempio, con un cambio stato - da “OK” a “KO” – o con una semplice annotazione già comunicata all’azienda).

Al fine di agevolare le operazioni di conguaglio con la contribuzione dovuta, si comunica infine che – in deroga a quanto stabilito con il messaggio 8820/2013 - su richiesta del datore di lavoro, le sedi possono attribuire il codice di autorizzazione 2T fino al mese di dicembre 2013.
A tal fine è stata aggiornata la procedura UniEmens, per consentire l’invio dei flussi con il codice corrispondente all’incentivo (M430) fino a dicembre 2013.

Al fine di consentire la fruizione dell’incentivo nei casi in cui la matricola sia sospesa o cessata al momento dell’autorizzazione, le sedi possono attribuire il codice di autorizzazione 2T anche ai mesi di maggio e/o aprile 2013.
A tal fine è stata aggiornata la procedura UniEmens, consentendo l’invio dei flussi relativi anche ai mesi di maggio e aprile 2013.


Incentivo per l’assunzione di giovani genitori

Si comunica infine che sono ora consultabili anche in ambiente intranet - all’interno del fascicolo elettronico aziendale - i moduli “GIOV-GE” inviati dai datori di lavoro, per l’accesso all’incentivo all’assunzione di giovani genitori, di cui alla circolare 115/2011.

  Il Direttore Generale

Estensione del diritto di opzione ai trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 12903 

Sentenza della Corte Costituzionale n. 234 del 22.07.2011. Estensione del diritto di opzione ai trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia. Chiarimenti.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 234 del 22.07.2011 ha riconosciuto agli assicurati il diritto di optare tra l’assegno ordinario di invalidità e l’indennità di disoccupazione, limitatamente al periodo di disoccupazione indennizzato e ferma restando l’incumulabilità delle due prestazioni.

Con circolare n. 138 del 26.10.2011, l’Istituto ha fornito, con riferimento all’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali, le relative istruzioni operative.

Si ritiene che anche i trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia di cui alle leggi 6 agosto 1975, n. 427, 23 luglio 1991, n. 223 e 19 luglio 1994 n.  451,  debbano rientrare nell’ambito dell’ampia formulazione della norma dichiarata incostituzionale e del dettato della Corte Costituzionale.

Pertanto, in ossequio a quanto disposto dalla citata sentenza, l’assicurato ha il diritto di scegliere tra l’assegno ordinario di invalidità e i trattamenti di disoccupazione di cui sopra, che potranno essere optati fino alla loro durata e ferma restando l’incumulabilità delle due prestazioni.

Come già espresso nella circolare n. 138 del 2011, si precisa che le norme dichiarate costituzionalmente illegittime, che fissavano la decadenza dalla prestazione al conseguimento della pensione/assegno ordinario di invalidità, cessano di avere efficacia e non possono trovare applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Consulta, avvenuta nella Gazzetta Ufficiale - 1ª Serie Speciale - Corte Costituzionale n. 32 del 27-7-2011.

La suddetta sentenza estende i suoi effetti anche ai rapporti ancora pendenti tra l’assicurato e l’Inps, sebbene riferiti a situazioni antecedenti la predetta pubblicazione.

La sentenza, tuttavia, non produce più alcun effetto nei confronti dei rapporti ormai irreversibilmente esauriti anteriormente alla pronuncia di illegittimità costituzionale, per effetto di intervenuto giudicato che ha fissato definitivamente la regola iuris da applicare al caso concreto oggetto di contenzioso, oppure per effetto della loro consolidata intangibilità ascrivibile all’avveramento della prescrizione estintiva decennale oppure all’avveramento della decadenza sostanziale.

Pertanto, per quanto concerne i tre trattamenti speciali dell’edilizia di cui:
  • alla legge 6 agosto 1975, n. 427, art. 9, e seguenti;
  • alla legge 23 luglio 1991, n. 223, art. 11, commi 2 e 3;
  • al Decreto Legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla Legge 19 luglio 1994 n.  451, art. 3, comma 3 e 4;
l’esercizio del diritto di opzione potrà essere fatto valere secondo le  istruzioni operative già fornite con circolare n. 138/2011.

In particolare, per un corretto esercizio del diritto di opzione, è condizione indefettibile che l’assicurato presenti alla competente Struttura dell’Istituto domanda amministrativa, da cui risulti in modo non equivoco la propria volontà di scegliere il trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia in luogo dell’assegno ordinario di invalidità.  

Nel caso in cui i lavoratori diventino titolari di assegno ordinario di invalidità successivamente alla presentazione della domanda di trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia o durante il periodo di fruizione del trattamento medesimo, gli stessi possono esercitare, con apposita richiesta scritta, la facoltà di opzione a favore del trattamento speciale di disoccupazione  per l’edilizia entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato il provvedimento di accoglimento della domanda di assegno ordinario di invalidità.

Qualora essi non esercitino tale opzione o la esercitino in ritardo, l’importo del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia già corrisposto diventa non dovuto a partire dalla decorrenza dell’assegno ordinario di invalidità e deve essere oggetto di compensazione/recupero sui pagamenti relativi a quest’ultimo.

In ogni caso di opzione a favore del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, l’erogazione dell’assegno ordinario di invalidità resta sospesa per tutto il periodo di fruizione della predetta indennità.

I lavoratori che abbiano esercitato la facoltà di opzione per il trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, possono rinunciare al trattamento in qualsiasi momento ottenendo il ripristino del pagamento dell’assegno di invalidità.

La rinuncia, che ha valore dalla data in cui viene effettuata, ha carattere definitivo e il lavoratore che l’ha esercitata non può più essere ammesso a percepire la parte residua del trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia.

  Il Direttore Generale
inps.it

domenica 11 agosto 2013

Sardegna devastata dagli incendi: spegneteli con gli F35

Regione: mandate più Canadair

"Comprendiamo i tagli ma serve uno sforzo straordinario". Distrutti 2.000 ettari di territorio 

 "E' imprescindibile l'invio di ulteriori Canadair del dispositivo aereo nazionale e della dislocazione stabile dell'elitanker, così come richiesto più volte", ha detto in una nota l'assessore della Regione Sardegna della Difesa dell'ambiente, Andrea Biancareddu, che ha tenuto stamattina una riunione operativa per fare il punto. Le maggiori emergenze si registrano a Sinnai, nel cagliaritano, dove un ispettore della Forestale impegnato nello spegnimento di un incendio nella zona denominata "Burranca", nei pressi della statale 125, ha accusato un malore causato forse dalle alte temperature. L'uomo è stato soccorso e portato via in ambulanza.

Situazione grave anche a Ghilarza, nell'oristanese, dove stanno operando tre elicotteri antincendio della Regione: qui un allevatore è rimasto ustionato ieri mentre tentava di mettere in salvo il suo bestiame. Sempre nella zona di Ghilarza, una persona è finita all'ospedale per aver respirato ossido di carbonio ed un'altra è stata medicata per ustioni lievi. I roghi nell'oristanese hanno danneggiato campagne e aziende agricole. Le fiamme scoppiate ad Abbassanta hanno reso necessaria la chiusura temporanea statale 131 Dcn. A Laconi, nel nuorese, 40 persone sono state allontanate a scopo precauzionale. Nella frazione di Su Lau è stata evacuata una casa di riposo per anziani e alcune abitazioni del rione Bingixedda. Dopo aver trascorso la notte in alcune scuole questa mattina le quaranta persone stanno facendo rientro a casa.

tmnews.it

 

Busto Arsizio: La riforma dei dipendenti continua

E' ormai diventata una piccola tradizione per il sindaco Gigi Farioli quella di ritagliarsi durante il mese d'agosto alcuni spazi per la riflessione sull'azione di governo della città e sulle prospettive future di governo. L'anno scorso era stata la volta della "rivoluzione di Ferragosto" e quest'anno certo i temi sul tavolo del primo cittadino non sono certo di minore importanza. Dalla riforma di Agesp fino al riordino dei dipendenti comunali, sono molto delicate le tematiche che dovranno essere affrontate alla fine della pausa estiva.
 Proprio sul secondo aspetto, quello dei dipendenti comunali, sono mesi che Mario Cislaghi è al lavoro per trovare una prima ipotesi di riorganizzazione ed è su questo tema che Gigi Farioli ha voluto fare il punto con un incontro con la stampa. «La linea dell'amministrazione è quella di andare controtendenza -spiega Farioli- e di mostrare come i dipendenti pubblici oltre a non costituire un peso per la società ne sono una risorsa».
varesenews.it

venerdì 2 agosto 2013

Reparto Sicurezza e Vigilanza Sea spa …. Se al peggio non c'è mai fine, di voglia di migliorare non c’è mai l’ inizio

Chiediamo a Sea spa di rispondere a queste poche domande
·        Perché alcuni lavoratori hanno turni più remunerativi a discapito degli altri?
·        Perché alcuni lavoratori concordano oltre ai turni anche le postazioni meno faticose?
·        Perché da 4 anni ci imponete la cassa integrazione e contestualmente fate fare straordinari, rientri in servizio e mancati riposo? ( oltre ai premi dei dirigenti)
·        Perché non dite quali sono le regole per fruire delle ferie anziché lasciarla ad esclusivo ed insindacabile discrezione  del Capo Servizio?
·        Perché le  guardie giurate armate non sono inserite nel controllo sanitario, e di conseguenza non vengono sottoposti a visite di controllo in merito all’esposizione  a radiazioni  ionizzanti relative alla presenza dei macchinari X Ray e campi magnetici per la presenza di archetti metal detector?
·        Perché le postazioni x-ray non sono organizzate per evitare l’esposizione delle gpg a contaminazioni,  costringendole a stazionare vicino all’imboccatura delle stesse?
·        Perché non vengono programmate le pause per bisogni fisiologici e si lasciano scoperte continuamente le postazioni ?
·        Perché non si è intervenuto quando i dosimetri hanno rilevato la presenza di raggi gamma sulle gpg?
·        Perché le postazioni x-ray sono costantemente piene di polvere e con sedie danneggiate ( forse sono di qualità scadente) ?
·        Perché le ceste non vengono quotidianamente disinfettate per evitare malattie?
·        Perché il 98 per cento delle gpg, NONOSTANTE FANNO PARTE DELLA SQUADRA  DI PRIMO INTERVENTO, non hanno mai partecipato alle prove evacuazione incendio?
Questo è quello che si chiedono tutti i giorni i lavoratori e spero che ci sia il senso di responsabilità dell’azienda  nel  dare risposte risolutive e immediate.


Malpensa , 02  agosto  2013

Bonus assunzioni e pause tra i contratti Ecco cosa cambia il decreto sul lavoro

Sbloccati 20-25 miliardi dalla PA, 
l’aumento dell’Iva slitta ad ottobre. Niente spot, giro di vite sulle e-cig
Via la condizione di single con persone a carico per accedere agli sconti sulle assunzioni, tempi ridotti tra un contratto a termine e l’altro e spinta all’apprendistato. Sono alcune delle (piccole) novità introdotte dal Senato al decreto Lavoro, che contiene anche lo slittamento dell’aumento dell’Iva dal 21% al 22%. Via libera allo sblocco di altri 20-25 miliardi di debiti della Pa e stop alle pubblicità per le sigarette elettroniche. Il testo, confermato sostanzialmente il «pacchetto lavoro» nell’impianto del governo, è stato approvato con 203 sì e ora passa alla Camera, dove il ministro Giovannini si augura un iter altrettanto rapido. Con il provvedimento si punta a promuovere l’occupazione giovanile, consentendo a circa 200mila giovani tra i 18 e i 29 anni di accedere a nuove opportunità di formazione e impiego. Il governo si è impegnato, accogliendo un ordine del giorno, ad ampliare la `platea´ dei beneficiari se ci saranno «ulteriori risorse ». 

- SBLOCCO 20-25 MLD DEBITI PA: arriva la garanzia dello Stato, con un fondo ad hoc, per i pagamenti da parte degli enti locali dei crediti di parte corrente certificati. Nelle stime si sbloccheranno nei primi mesi del 2014 altri 20-25 miliardi. 

- IVA SU A OTTOBRE: slitta di tre mesi, al 1 ottobre 2013, l’aumento dell’Iva, `coperto´ con l’aumento degli acconti fiscali (al 100% dell’acconto Irpef, al 101% dell’acconto Ires, al 110% dell’acconto sulle ritenute che le banche devono versare sugli interessi maturati su conti correnti e depositi) 

- NO SPOT SIGARETTE ELETTRONICHE: oltre alla maxi-tassa (al 58,5% dal 2014), per le e-cig arriva anche lo stop alla pubblicità come per le «bionde» e il rispetto delle norme di tutela della salute per i non fumatori. 

- 794 MLN SGRAVI PER ASSUNZIONI UNDER30: stanziati 500 milioni per le regioni del Sud e 294 per le altre per gli anni 2013-2016. Per le nuove assunzioni decontribuzione fino a un tetto di 650 euro al mese per 18 mesi (se si tratta di nuova assunzione; se si stabilizza un contratto a termine lo sgravio dura 12 mesi). L’assunzione deve riguardare giovani tra i 18 e i 29 anni senza impiego da almeno 6 mesi, o senza un titolo di scuola media superiore o professionale. Escluse le assunzioni per lavoro domestico. L’obiettivo, come ha ricordato il ministro Giovannini è di creare 100.000 nuovi posti di lavoro. 

- BONUS DA ASPI: prevista anche la possibilità per l’impresa che assume un disoccupato Aspi di avere un bonus mensile del 50% sul residuo Aspi che non sarà più percepito dal lavoratore. 

- RILANCIO APPRENDISTATO: entro il 30 settembre la Conferenza Stato-Regioni deve adottare le linee guida per il contratto di apprendistato. Le novità non avranno più limiti temporali e riguarderanno tutte le imprese, non solo Pmi e microimprese. Due milioni di euro l’anno per tre anni per i tirocini formativi. 

- RIDOTTA PAUSA CONTRATTI A TERMINE: tra un rinnovo e l’altro torna la pausa di 10 giorni per contratti fino a sei mesi, e 20 per contratti di durata superiore (la riforma Fornero aveva previsto una pausa di 60/90 giorni). Possibile in caso di primo contratto a tempo determinato, non superiore a 12 mesi eventuale proroga compresa, di non indicare la causale. Per il lavoro intermittente è confermato il limite di 400 giorni in tre anni ma riferito al medesimo datore di lavoro, mentre salta per turismo, pubblici esercizi e spettacolo. Introdotte anche norme per la stabilizzazione dei soci-lavoratori in partecipazione. Incentivi per le start up innovative fino al 2016. 

STOP DIMISSIONI IN BIANCO PER CO.CO.CO. Estensione ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, delle tutele contro le `dimissioni in bianco´. 

- BANCA DATI: istituita una nuova banca dati `delle politiche attive e passive´, per unificare le informazioni esistenti sui soggetti da inserire nel mercato del lavoro. 

- OPPORTUNITÀ PER I NEET AL SUD: stanziati anche 168 milioni di euro (coinvolti circa 80mila giovani) per borse di tirocinio formativo per giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione (i neet). 

- MISURE PER L’AUTOIMPIEGO: previsti 80 milioni di euro per misure di autoimpiego e autoimprenditorialita’. Altri 80 milioni sono stanziati per progetti di valorizzazione dei beni pubblici (con particolare attenzione ai beni confiscati alle mafie) e per l’inclusione sociale che coinvolgano giovani 

- ARRIVA CARTA INCLUSIONE SOCIALE: estesa a tutto il Mezzogiorno la sperimentazione della `carta acquisti´ con un finanziamento di 167 milioni di euro per il 2014-2015. Così si avvia il programma `Promozione per l’inclusione sociale´. 

- 1 MLN PER FONDO STRAORDINARIO CULTURA: è stanziato anche 1 milione di euro per il Fondo straordinario `Mille giovani per la cultura´, per tirocini formativi nel campo della cultura. 

- INCENTIVI ASSUNZIONE DISABILI: Il fondo per il diritto al lavoro di persone disabili è incrementato di 30 milioni, 10 quest’anno e 20 nel 2014. Andranno al fondo per il Servizio civile 11,5 mln in due anni. Incrementato anche il fondo per favorire l’occupazione dei detenuti di 5,5 milioni dal 2014. 


- TASK FORCE PER YOUTH GUARANTEE: via a una struttura di missione (già partita al ministero del Lavoro) con l’obiettivo di attuare a partire dal primo gennaio 2014 (e attiva per il solo 2014, non più fino al 2015) il programma comunitario `Youth Guarantee´ e di promuovere i centri per l’impiego. 

Pensioni: Cresce divario sessi, a uomini il 65% in più

Le pensioni medie delle donne sono inferiori del 65,6% rispetto a quelle degli uomini. L'importo medio annuo nel 2011 è stato di 8.732 euro contro i 14.460 euro degli uomini. E' quanto rileva l'Istat nello studio 'Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi di genere'. Tra il 2001 e il 2011, il differenziale degli importi medi delle pensioni maschili e femminili è cresciuto di 4,5 punti percentuali. Il divario si riduce al 43,8% considerando il reddito pensionistico totale. Questo risulta di 19.022 euro per gli uomini e di 13.228 per le donne, che percepiscono in media più trattamenti. Anche in questo caso il differenziale è aumentato negli ultimi 10 anni (di 1,7 punti). Oltre la metà (53,4%) delle pensionate riceve meno di mille euro al mese, contro un terzo (33,6%) dei pensionati maschi. Mentre il numero degli uomini con un reddito pensionistico pari o superiore ai 3000 euro è di oltre tre volte più elevato di quello delle donne (657 mila contro 204 mila) nonostante queste siano la maggioranza dei percettori di pensioni (il 52,9%).
ansa.it

Thyssen: Berco, sindacati ora sciopero

Nessuna intesa al ministero del Lavoro tra la Berco, azienda del gruppo Thyssenkrupp e i sindacati. La Berco ha respinto la proposta di mediazione del ministro Giovannini e ha confermato i 611 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Busano Canavese (TO). Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo hanno chiesto con la Regione Emilia Romagna che l'azienda apra al confronto dopo il suo no. Protestano i sindacati, che annunciano uno sciopero ad oltranza e azioni legali contro gli esuberi.
ansa.it

GRAVE DISCRIMINAZIONE SINDACALE ALLA GALLAZZI TRADATE.

LA PROPRIETA’ PERDE TEMPO IN COSE INUTILI
E NEL FRATTEMPO LA DITTA STA FALLENDO
Se non è più in grado di gestire l’azienda, si faccia da parte prima che sia troppo tardi.


Ieri pomeriggio si è verificata l’ ennesima discriminazione sindacale alla Gallazzi nei confronti del sindacato di base oggi ADL.

Nell’ incontro previsto con il commissario Dott, Aldo Mainini e la direzione aziendale, dopo che in mattinata il commissario non aveva sollevato alcuna obiezione alla partecipazione anche del nostro sindacato all’ incontro per illustrare alla RSU e ai sindacati la particolare situazione aziendale, inspiegabilmente all’ atto di sedersi al tavolo sindacale, un rappresentate della proprietà ci ha comunicato che non potevamo essere accettati all’ incontro .

Ci pare evidente che  in tale difformità di valutazioni tra il commissario e la proprietà ci sia la riconferma della volontà della attuale proprietà di perpetuare una antica discriminazione sindacale nei confronti del sindacato di base, sindacato da sempre fortemente rappresentativo dei lavoratori della Gallazzi di Tradate.

Se tale discriminazione è sempre risultata odiosa  anche in tempi in cui la Gallazzi non era in crisi , risulta particolarmente grave ed inaccettabile oggi che l’ azienda si trova di fatto in una procedura concorsuale.

Infatti, crediamo, che  in tale situazione tutte le componenti sindacali presenti in azienda debbano operare ,mettendo da parte  antiche polemiche, perché quello che è in gioco è la salvezza della azienda evitando quindi discriminazioni  che oggi sono ancora più assurde ! 

Ma l’ attuale proprietà  ha realmente interesse a salvare l’ azienda?

Quello ci  risulta è che l’ attuale proprietà  sta di fatto portando l ‘ azienda al fallimento e alla chiusura , in quanto ha perso ogni credibilità sia col mondo industriale, che con quello finanziario.
Pertanto pensiamo che  abbia altre preoccupazioni  che continuare a discriminare una importante componente sindacale in azienda.


Forse la salvezza dell’ azienda stà proprio nel fatto che l’ attuale proprietà si tolga di mezzo nella gestione aziendale .

ADL VARESE
RSU ADL Gallazzi 

giovedì 1 agosto 2013

ITR PARKER: L’ordine perentorio arriva dagli USA: LICENZIATE 124 LAVORATORI A VENIANO

Tutti i sindacati firmano l’accordo con un nodo alla gola.


E’ stato raggiunto l’ accordo alla Parker ITR  di Veniano sulla mobilità e sulla cassa integrazione.

La PARKER ITR ai primi di luglio aveva comunicato ai sindacati e alla RSU la decisione irrevocabile assunta dalla direzione internazionale negli USA  di cessare parte delle attività dello stabilimento di Veniano, quella che produce tubi per l’ industriale, la parte meno tecnologica della azienda. Lavorazione che occupa 124 lavoratori sui 407 occupati nello stabilimento di Veniano.

Decisione drammatica ed improvvisa almeno nei termini radicali proposti , certo si sapeva di difficoltà sul mercato , ci si poteva aspettare un ridimensionamento ma non certo la chiusura. Scelta drammatica perché stante le difficoltà di fungibilità professionale con l’ altro reparto dell’ idraulica, che produce tubi a pressione più tecnologici, per i 124 lavoratori si prefigurava una brutale espulsione dalla  fabbrica.

Infatti l’ azienda ai primi di luglio ha attivato la procedura di mobilità per il licenziamento di tutti i 124 lavoratori. Dopo un primo sciopero immediato di tutta la fabbrica di otto ore, sono seguite, nel mese di luglio, complesse trattative sindacali con l’ obiettivo di ridurre l’impatto sociale, sia tramite il ricorso alla cassa integrazione speciale per 24 mesi , sia con indennizzi, sia tramite percorsi di ricollocazione lavorativa.

Nella notte di giovedì si è raggiunto una ipotesi di accordo condiviso tra tutte le sigle sindacali presenti in azienda sia confederali che di base tra cui anche L’ ADL di Varese. Nella giornata di ieri (venerdì 26 luglio) le assemblee dei lavoratori hanno, a grande maggioranza, approvato l’accordo per cui , dopo le assemblee, si è preceduto alla firma dell’ accordo conclusivo.

L’ accordo in sintesi prevede :

Per i 124 lavoratori si prevede il ricorso alla CIGS per 24 mesi , inizialmente a rotazione poi con la definitiva chiusura del reparto a zero ore.
Ai lavoratori in cassa l’ azienda erogherà una cifra di 350 euro in aggiunta alla competenze INPS.
Durante i 24 mesi si attiverà una procedura di mobilità per chi matura il diritto alla pensione durante i tre anni di mobilità e con un quarto anno eventuale di contributi volontari pagati dalla azienda, per tutti questi lavoratori , come da precedenti accordi, in aggiunta alle competenze di mobilità, l’ azienda erogherà un cifra che va fino al 70%  dello stipendio e all’ 80% dello stesso per chi stà più a lungo in mobilità.

In aggiunta a questo, tutti i lavoratori che dichiarano di non opporsi alla collocazione in mobilità avranno un indennizzo in aggiunta al TFR di 30.000 € per chi rilascia questa dichiarazione entro il gennaio 2014 , 13.000 € per chi lo dichiara  entro i 24 mesi di CIGS o al termine della stessa.
Questa mobilità durante i 24 mesi riguarderà tutta l’ azienda , non solo i 124 lavoratori anche se questi avranno un diritto di precedenza, in questo modo si liberanno dei posti in azienda ove possono essere ricollocati i lavoratori in esubero anche tramite processi di formazione.
Al termine della cassa, chi resta, però, verrà licenziato.

Per ADL di Varese si tratta di una firma difficile perché comunque prevede la cassa a perdere , ma crediamo che il rapporto democratico tenuto in assemblea con i lavoratori ha consentito di ottenere almeno delle contropartite economiche e di ricollocazione che consentiranno, da un lato di ridurre comunque per i lavoratori coinvolti il licenziamento grazie alle ricollocazioni interne nei posti che si liberano per la pensione e per i volontari dell’ altro reparto , dall’altro, comunque, di ottenere delle integrazioni alla cassa e alla mobilità erogati dall’ INPS, che attenuano la grave perdita di reddito.


31 luglio 2013

"NO AL NUOVO ISEE". LE ASSOCIAZIONI PER I DISABILI SI PREPARANO A SCENDERE IN PIAZZA

Con il nuovo regolamento entreranno a far parte del reddito anche l'indennità d'accompagnamento, l'assistenza sociale e le prestazioni sanitarie. Un duro colpo per le associazioni a difesa dei disabili che mercoledì manifestano davanti Montecitorio. "Non permetteremo che vengano fatti tagli sulla nostra pelle"
ROMA - "Faremo di tutto per impedire che la riforma dell'Isee venga approvata". Stavolta le associazioni che difendono i diritti dei disabili non ci stanno e gridano forte il loro no al Regolamento attuativo contenuto nel Decreto Salva Italia riguardante i nuovi criteri per calcolare il reddito.
"E' come se il disabile improvvisamente diventasse ricco. La pensione sociale, l'indennità di accompagnamento, le prestazioni sanitarie, perfino i pannoloni e le scarpe ortopediche entreranno a far parte dei nostri redditi", dichiara il presidente del comitato 14 settembre, Michele Colangelo, che questa mattina è intervenuto alla conferenza stampa del comitato promotore Stop al nuovo Isee. "Il risultato di questa riforma sarà che il reddito del disabile schizzerà alle stelle e non potrà più usufruire di quei servizi che gli spettano di diritto", continua Colangelo.

STRANIERI DISABILI, INPS SOTTO ACCUSA: "CONTINUA A DISCRIMINARLI"

ROMA - La Corte Costituzionale ha cambiato le carte in tavola ormai quattro anni fa e continua a confermarlo anno dopo anno, ma l'Inps non ha ancora cambiato strada e continua a dare le sue prestazioni assistenziali (pensioni, indennità di accompagnamento) solamente a quei cittadini stranieri invalidi o disabili che sono in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Una scelta però che discrimina tutti gli altri e che l'Asgi, come pure la onlus "Avvocati per niente", continuano a denunciare. Ora arriva in Parlamento anche un'interrogazione urgente ai ministri per l'Integrazione Kyenge e del Lavoro e delle politiche sociali Giovannini. A presentarla, nei giorni scorsi, un gruppo di senatori appartenenti ai gruppi di Pd, Scelta Civica, M5S e Sel, guidati dalla senatrice Puppato (Pd).
Il tema è appunto quello della "grave pratica discriminatoria in materia di accesso alle prestazioni assistenziali posta in essere dall'Inps nei confronti di cittadini stranieri invalidi o portatori di handicap, aventi i requisiti di legge per conseguire la pensione di inabilità di cui al decreto-legge n. 5 del 1971, convertito dalla legge n. 118 del 1971, l'indennità di accompagnamento di cui alla legge n. 18 del 1980, l'indennità di frequenza di cui alla legge n. 289 del 1990 ed altre previdenze analoghe per persone sorde, cieche, ecc.". Nel testo dell'interrogazione si sottolinea come l'Inps continui, infatti, a circoscrivere la possibilità di conseguire tali previdenze alla titolarità di un permesso di soggiorno di lungo periodo, richiamando quanto disposto dall'art. 80, comma 19, della legge finanziaria n. 388 del 2000 che, modificando la previsione di cui all'art. 41 del decreto legislativo n. 286 del 1998, testo unico sull'immigrazione, aveva stabilito il requisito della carta di soggiorno come condizione di accesso alle prestazioni di assistenza sociale aventi natura di diritto soggettivo.