- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

giovedì 26 dicembre 2013

Una famiglia su cinque per Natale non ha fatto regali

Sono i calcoli effettuati dall' Osservatorio Nazionale Federconsumatori che ha stilato il bilancio delle spese effettuate dagli italiani per i regali natalizi, reinterrogando il proprio campione e rielaborando tutti i dati. La spesa media delle famiglie e' stata pari a 131 euro e complessivamente si e' attestata su 3,350 miliardi. L'andamento e' stato differenziato settore per settore. L'osservatorio Federconsumatori stima che la contrazione e' stata dal 12,7% per abbigliamento e calzature, del 31% per mobili, arredamento ed elettrodomestici (nonostante gli incentivi), del 7,3% per la profumeria, del 6,1% per l'elettronica di consumo. Gli italiani hanno rinunciato anche ai viaggi - -16,2% e' la contrazione sul settore turismo - e segnano un calo anche settori che tradizionalmente hanno una maggiore tenuta, come quello dei giocattoli (-1,5%) e dell'alimentazione (-1,5%). Tiene solo la vendita di libri e cd (+1,2%)''soprattutto grazie alle forti promozioni ed ai prezzi comunque contenuti''. ''Continuano a impressionare - sostengono i consumatori -invece, i dati relativi al settore alimentare e dei giocattoli, vale a dire i comparti generalmente più "gettonati" durante le festività natalizie che registrano rispettivamente un calo del -0,9% e del -2%, mentre meno meraviglia desta il dato dei Tecnologici anche per i prezzi elevati dei singoli prodotti''. Federconsumatori e Adusbef indicano ''tra gli elementi che hanno pesato maggiormente sulla crisi dei consumi di Natale, oltre al livello infimo raggiunto dal potere di acquisto delle famiglie, vi è: - l'aumento di disoccupazione: dal 10,7 del 2012 al 12,4% attuale, cassa integrazione per 1 MLD di ore; - la difficoltà di molte piccole imprese che non hanno pagato,rinviandole ad altra data,le tredicesime mensilità. 
ansa.it

Un call center completamente "in nero", 9 lavoratori tutti senza regolare inquadramento lavorativo

L'hanno scoperto a Samarate , nel corso di appositi controlli, i carabinieri della locale stazione, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri (N.I.L.) di Varese. Tutti i lavoratori presenti (complessivamente 9 persone) erano  sprovvisti di qualsiasi rapporto contrattuale e, perciò, impiegati in nero. Pesanti le conseguenze per il titolare del servizio: è scattato il provvedimento di  sospensione dell’attività imprenditoriale oltre ad una sanzione amministrativa  di oltre 40mila euro.
varesenews.it

sabato 21 dicembre 2013

- ASSEMBLEA DELLE RSU da tutta Italia autoconvocata

Aprire una vertenza generale per ripristinare i requisiti di accesso alla pensione vigenti prima della controriforma Fornero.
Risanare la previdenza facendo pagare ai ricchi e ai privilegiati e costruire un vero sistema solidale.
oggi 20-12-2013 - ASSEMBLEA DELLE RSU da tutta Italia  autoconvocata  con  500 PERTECIPANTI a MILANO 
 La mozione FINALE delle RSU ha come OBIETTIVO : COSTRINGERE I SINDACATI Confederali e di BASE a aprire una vertenza nazionale  col Governo per ABROGARE la contro riforma Fornero, per ripristinare i requisiti di accesso alla pensione vigenti prima della controriforma Fornero  cioè per riportare la pensione alle donne a 60 anni , le quote , la flessibilità in uscita e i 40 anni per l'uscita dal mondo del lavoro per lasciare posti di lavoro ai giovani.
Costruiamo la LOTTA e il fronte per riunire nel soggetto politico nuovo TUTTE le anime che vogliono un cambiamento in Europa e in Italia contro il finazCapitalismo  , i banchieri, la Troika , la BCE  e i padroni.  Continuiamo dalle ASSEMBLEE DELLE RSU in tutta Italia  autoconvocate in fabbrica e nelle regioni. 
L’assemblea decide di lanciare una petizione di massa sugli obiettivi a base della autoconvocazione sulla quale raccogliere adesioni nei luoghi di lavoro e nel territorio.
La gestione di questa fase viene affidata ad un Coordinamento volontario aperto alla partecipazione libera dei rappresentanti delle Rsu la cui prima riunione si terrà a Bologna il 10 gennaio.

ACCORDO CIGS ….VERSO LA FINE DI SEA HANDLING

SEA ha sottoposto alla firma dei Sindacati e delle RSU di SEA Handling l’accordo sull’attivazione della CIGS. In tale accordo vengono sanciti definitivamente i tempi della dismissione di SEA Handling con le modalità di applicazione della CIGS, da prima a rotazione poi a zero ore per chi non avrà la fortuna (…o il Santo in paradiso! ) e si ritroverà nella lista degli esuberi.                                                

Perché riteniamo che è un accordo da non firmare:

·  Non siamo contro l’applicazione della cassa integrazione a priori, essendo un ammortizzatore sociale,  ma in tale accordo volutamente non si parla solo di attivazione della CIGS ma si condivide  già l’idea di esuberi.
Esuberi ai quali non è data nessuna garanzia ma solo delle verifiche sulla fattibilità di un percorso di ricollocazione.
·  Il solo pensiero che  fino al 30 giugno 2014 la cassa venga gestita come lo è stata fino ad ora   ( senza equità,  solo con l’intento di dimostrare l’esistenza di esuberi, costringendo i lavoratori a dei ritmi e carichi di lavoro insostenibili, assegnata in alcuni casi come premio ed in altri in modo punitivo e intimidatorio) ci fa rabbrividire!
·  Chi ha sbagliato deve pagare!
Ci troviamo nella paradossale situazione che chi ha firmato l’accordo del 2002 di divisione di Sea H. da Sea Spa oggi lo ritroviamo a gestire la fine di SEA Handling.
Dirigenti e responsabili si sono già accaparrati i posti nella nuova Società dove gli saranno garantiti lauti stipendi e premi di risultato, noncuranti dei sacrifici e delle rinunce dei lavoratori oltre che della perdita dei diritti duramente conquistati dagli stessi.
Si sono sperperati denari pubblici in stipendi , buonuscite e consulenze milionarie!
·  Ancora una volta stiamo assistendo alla massima mancanza di tutela per i lavoratori, solo parole, promesse verbali e MAI impegni sottoscritti.
·  Si continua con ottusaggine a spendere milioni di euro pubblici solo per le infrastrutture di Malpensa e non viene investito un solo centesimo per garantire occupazione e un salario dignitoso all’altezza del costo della vita sul territorio.
Ci ritroviamo con uno numero di disoccupati in continuo crescendo a causa di una malsana politica sul sistema Malpensa.
Dirigenti e politici sono stati totalmente incapaci e non all’altezza di trovare una soluzione alla crisi, l’hanno solo calata sui lavoratori di SEA e di tutto il sedime Aeroportuale.


Malpensa 17 dicembre 2013

mercoledì 18 dicembre 2013

avviata procedura mobilità in agusta

L’azienda (Agusta) mi ha appena comunicato ufficialmente,
l’apertura della procedure di mobilità secondo la legge 223 del 1991

per tutte le sedi italiane per 545 lavoratori.

AGUSTA - Sembrano confermate le voci sulla mobilità:

545 LICENZIAMENTI TUTTI A SPESE DELL’INPS
9 mila euro di buona uscita ma Agusta ne risparmia 20 mila

Apprendiamo dai mass-media che Agusta intende “licenziare” 545 lavoratori utilizzando la Legge 223/91 sugli aiuti “pubblici” (INPS) alle aziende in crisi, e tutto ciò nonostante sia ormai in vigore la nuova procedura (legge 92/2012) che consente di creare occupazione “accompagnando” alla pensione i lavoratori che ne hanno i requisiti. 

Consapevoli che  lavoratori con 40 anni di attività hanno il sacrosanto diritto di andare in pensione, ci permettiamo comunque di fare alcune considerazioni:

Se Agusta conferma quanto detto, prenderebbe una decisione per noi non condivisibile sia per la recente firma sull’accordo interno che prevede un PDR che sfiora i 6 mila € (bilancio 2012 +170 mln di €) sia per la situazione di crisi nazionale che vede l’INPS in sofferenza per l’impossibilità di far fronte alla gran massa di richieste di cassa integrazione e disoccupazione

Per Agusta massimo risparmio:  Per ogni lavoratore “in mobilità” Agusta risparmia circa 38 mila €/anno (stipendi, PDR, contributi, tasse ecc); mentre un apprendista neo-assunto costa circa 18 mila €/anno e, Considerando anche una “buona uscita” ipotetica di circa 9 mila €/anno, Agusta ne avrebbe comunque un consistente beneficio economico;

Non è certa la pensione:  infatti i lavoratori in mobilità, qualora cambiassero i requisiti per l’accesso alla pensione (che sono in continua evoluzione), non hanno la garanzia della pensione e finirebbero per ingrossare le file degli Esodati (con la legge 92/2012, l’INPS garantirebbe i lavoratori “prepensionati” fino alla pensione); 

Costretti a lavorare “gratis”: I lavoratori in mobilità, sono obbligati a svolgere, se richiesto, lavori di pubblica utilità (presso i comuni), se si rifiutano perderebbero il diritto alla mobilità;

I titolari di pensione di invalidità, hanno la facoltà di optare per l´indennità di mobilità, in caso di opzione a favore del trattamento di mobilità, l’erogazione della pensione di invalidità resta sospesa per il periodo di fruizione del predetto trattamento;

Fai bene i conti:  ogni lavoratore in mobilità, perderebbe, oltre allo stipendio, il PDR, gli aumenti contrattuali e la maturazione del TFR in cambio di uno “stipendio” di circa 1000 €/mese x 12 mesi x il 1° anno e di 800 €/mese per il 2° e 3° anno;

Agusta non sarà obbligata ad assumere: infatti la legge 223/91 stabilisce proprio il divieto di assumere lavoratori nelle stesse attività o mansioni di chi viene posto in mobilità, questo a garanzia della bontà della crisi aziendale, al contrario della legge 92 fatta proprio per incentivare l’occupazione;


In conclusione, come già abbiamo detto 40 anni di lavoro bastano e avanzano per aver diritto alla pensione, ma ci preme sottolineare che Agusta non deve sfruttare la situazione per speculare sulla pelle di chi, fino ad oggi, ha dato lustro a questa azienda e invitiamo gli interessati a fare bene i loro conti prima di firmare.

lunedì 16 dicembre 2013

SARONNO - Nuovo corteo degli anarchici il 21 dicembre

Un nuovo corteo da parte degli anarchici saronnesi. Pochi giorni prima di Natale, il 21 dicembre, in pieno centro storico, con partenza da Piazza san Francesco. Il titolo del corteo, come promosso su Facebook da parte del Comitato autorganizzato saronnesi senza casa (Il gruppo che occupa l’ex Macello da circa un anno), il titolo della manifestazione è “le lotte non si arrestano”.
«Invitiamo tutte e tutti a partecipare a questo corteo, perché le condizioni di vita attuali sono inaccettabili e insostenibili – si legge nell’appello di adesione -. Sempre più persone non riescono a permettersi mutui, affitti e spese quotidiane, con Equitalia alle calcagna. Al lavoro siamo sfruttati e ricattati, magari con la minaccia della delocalizzazione. Ci mettono gli uni contro gli altri scatenando guerre tra poveri».
«Ci obbligano a studiare in edifici che cadono a pezzi, chiudono ospedali, tagliano servizi – prosegue l’appello -. Se invece cerchiamo di organizzare diversamente le nostre vite veniamo puniti, sfrattati, sgomberati e buttati in mezzo a una strada. I territori in cui viviamo vengono militarizzati, devastati, avvelenati, ridotti a merce di scambio per creare grandi opere, come TAV, Pedemontana, Malpensa, completamente inutili per la popolazione, ma utilissime per gli speculatori, gli affaristi e la mafia».

BUSTO ARSIZIO - L'inserimento lavorativo dei disabili, se ne parla a Malpensafiere

L'appuntamento è per il 17 dicembre, dalle 14 e 30 ed è promosso dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro con la Provincia e la Cooperativa “Solidarietà e Servizi” di Busto Arsizio-
Il Centro Espositivo Polifunzionale “MalpensaFiere” di Busto Arsizio ospiterà domani, 17 dicembre, un convegno sull’inserimento lavorativo dei disabili. L’iniziativa si terrà alle ore 14.30 e farà il punto sulle novità normative che riguardano questo settore offrendo un quadro preciso per le imprese. Il convegno è promosso dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro con la Provincia e la Cooperativa “Solidarietà e Servizi” di Busto Arsizio.
varesenews.it

MALPENSA - La ferrovia per il T2? "Rischia di essere infrastruttura inutile"

L'Unione dei Comitati di Malpensa critica il progetto di un nuovo collegamento e ricorda le operazioni fallite: dall'Eurostar con capolinea Gallarate al Frecciarossa da Malpensa, ormai sparito.
Si potrebbe definire “il morto che cammina”, ovvero il maldestro tentativo di riesumare il nefasto progetto, partorito a suo tempo da menti deviate, tentando di ingannare il neo Presidente di SEA, Modiano e, con lui, l'Unione Europea.
E il Sindaco di Milano? Sonno profondo? L'abnormità del progetto era ben apparsa, oltre che per la devastazione ambientale, nel suo probabile destino di infrastruttura inutile.
Come la superstrada Boffalora-Malpensa, progettata per un traffico di 100.000 veicoli al giorno. Nella realtà, il traffico è di 9-10.000. Tant'è che il rampante ex assessore lombardo alle infrastrutture, Cattaneo, nella sua campagna per le elezioni regionali del febbraio scorso non osava ormai più vantarsene come faceva tempo addietro. E ormai il territorio tra Malpensa ed il Magentino è irrimediabilmente devastato.
Vogliamo fare altri danni? E favori ai soliti noti? Scrivevamo il 28 dicembre 2003, e oggi possiamo confermare: “In linea di principio siamo favorevoli alle ferrovie piuttosto che alle autostrade, ma non possiamo essere favorevoli a questa ferrovia che servirà solo a portare merci a Malpensa. E’ un vaso sanguigno che alimenta il tumore Malpensa, come le autostrade e superstrade inutili, gli alberghi e le spropositate colate di cemento che, nell’ambito del Piano d’area Malpensa, si continuano a rovesciare nel Parco del Ticino.” I grandi alberghi che falliscono a turno sono la conferma della follia che denunciamo da anni.

Allora si giustificava il progetto ferroviario con la previsione di decine di treni passeggeri al giorno che sarebbero scesi attraverso Domodossola, Varese, ecc. portando schiere di passeggeri in aeroporto. Come vanno le previsioni su Malpensa ormai è chiaro per tutti. Cosa ne è stato dell'Eurostar che partiva alle 06.30 a.m. dalla stazione di Gallarate, andava a Roma e tornava a Gallarate alle 23 con 0 (zero) passeggeri? Invece il Frecciarossa direttamente a Malpensa? Sparito. Grande enfasi per “l'unico aeroporto italiano con l'alta velocità”. Soldi nostri buttati da FFSS che sapevano bene, e con loro quelli che brindavano al nulla nella foto, sapevano bene che erano soldi buttati nel solito buco nero. Guardate che bella foto, ci sono anche i nomi: http://www3.varesenews.it/gallerie/?id=7004
Propaganda, solo propaganda. Chi, incurante dell'evidenza, continua a tentare la via degli investimenti e degli appalti, dovrebbe vergognarsi. Infatti ogni volta che ne tentano una nuova devono sperare che nessuno abbia memoria della precedente, cioè del precedente flop. Vi ricordate la trionfale inaugurazione del terzo satellite ancora in cantiere a gennaio 2013? La definimmo una bufala. Infatti è quasi finito ora... dopo un anno. Serviva a qualcuno in vista delle elezioni?
Con tre satelliti, con 300 banchi check in, con traffico metà della sua capacità e ancora in calo, Malpensa si conferma cattedrale nel deserto.
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BUSTO ARSIZIO - La tintoria G. Tosi lascia a casa 73 dipendenti

Anche la storica tintoria G. Tosi, leader nella nobilitazione tessile, una delle ultime eccellenza del Made in Italy nel settore tessile ancora attive a Busto Arsizio, è in forte crisi.Ben 73 dei 121 lavoratori impiegati negli stabilimenti di Sacconago, verranno licenziati e buona parta delle attività produttive chiuderanno i battenti come la tintoria, la maglieria, la stampa tradizionale, il finissaggio oltre a gran parte degli uffici mantenendo in piedi solo il reparto filati che dovrebbe garantire continuità aziendale e lavorativa per circa 50 addetti. L’azienda, nata del 1830 e sempre all’avanguardia nell’innovazione e nell’uso delle tecnologie (con tanto di certificazione ISO 9002 e marchio Oeko-Tex), è in concordato preventivo da tempo e ha risentito, come molte altre, del calo dei volumi di lavoro in conseguenza della crisi.
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MILANO - Studenti "irrompono" nell'Aula del Consiglio: "Venite fuori"

All'improvviso slogan e striscioni irrompono nella fino ad allora poco vivace seduta di Consiglio regionale dedicata al bilancio. Dallo spazio dedicato al pubblico, alcuni studenti srotolano tre striscioni e urlano a gran voce ai consiglieri regionali di uscire «e andare a dire in faccia gli studenti che sono fuori in manifestazione» cosa vuole fare Regione Lombardia per gli studenti.
Gli studenti hanno chiesto risorse per la scuola pubblica «in sfacelo» e criticato duramente le politiche di Regione Lombardia. Alcuni consiglieri di M5S e PD li hanno raggiunti nello spazio del pubblico per dialogare con loro. Nel frattempo davanti alla sede del Pirellone in piazzza Duca D'Aosta ci sono stati tafferugli fra i manifestanti e le forze dell'ordine.  
Gli studenti lombardi manifestano oggi lunedì 16 dicembre contro i tagli alla scuola pubblica e i dinanziamenti alla scuole private. La manifestazione è partita a Milano dal centro per poi arrivare al Castello Sforzesco dove hanno colorato di rosso la fontana. 
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Scuola, la rivolta degli addetti alle pulizie: "Vogliono licenziarci, il ministro ci aiuti"

Sono 25mila e a causa dei tagli rischiano di perdere il posto a fine anno o di avere uno stipendio decurtato fino al 75 per cento. Dopo il presidio a viale Trastevere, la Carrozza ha promesso che si occuperà del caso.
ROMA rischiano il licenziamento. Si tratta dei 25mila addetti alle pulizie che  lavorano da decenni nelle scuole italiane e che, dopo molti contratti a termine, potrebbero tornarsene a casa. O, nella migliore delle ipotesi, avranno decurtato lo stipendio anche del 75%. Nel 1999, la legge 124 stabilì che dal 1° gennaio del 2000 il personale dipendente dagli enti locali doveva passare allo Stato per la riforma Bassanini. Gli oltre 25mila addetti, che tre giorni fa hanno manifestato davanti al ministero dell'Istruzione, provengono da "due filoni", Circa 8.500 "pulizieri" erano alle dipendenze di cooperative sociali messe in piedi da comuni e province per dare un reddito di sostentamento a soggetti in difficoltà. Gli altri 17mila facevano parte di consorzi nazionali. Quando avvenne il passaggio allo Stato, il ministero dell'Economia finanziò il tutto con 540 milioni euro. Ma contemporaneamente accantonò nella scuola quasi 12mila posti di collaboratore scolastico (bidello) sostituiti nella sola mansione delle pulizie dai 25mila pulitori delle cooperative e grandi imprese di pulizia. Poi arrivò il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che operò un primo taglio di 150 milioni portando lo stanziamento a 390 milioni l'anno. Con queste risorse gli operatori Potevano contare su un congruo numero di ore lavorative settimanali variabile da 24 a 35. Nelle scuole, la mansione delle pulizie è affidata ai bidelli che svolgono anche la vigilanza degli alunni. Mentre i "pulizieri" si limitano a mantenere puliti i locali. Le regioni con il maggior numero di addetti sono Campania, Lazio, Puglia e Sicilia che da sole assorbono il 62 per cento di tutti i pulitori presenti nelle 8mila scuola italiane. Adesso, però, in tempi di spending review, il governo vuole ridurre lo  stanziamento a quello strettamente legato al risparmio degli 11.857 posti di bidello accantonati nell'organico nazionale dei collaboratori scolastici: cioè, 288milioni di euro. "In questo modo - aggiunge Pirulli - agli 8.500 pulitori
provenienti dagli enti locali si propone di ridurre le ore a settimana da 24 a 6, mentre agli altri da 35 a 15. Se le cooperative non volessero licenziare nessuno, dovrebbero ridurre gli stipendi del 75 per cento ai primi e del 60 ai secondi. Insostenibile". "Così si ributtano questi lavoratori nel girone infernale della disoccupazione e della precarietà. Inoltre avremo ambienti scolastici insalubri e insicuri". Con i contratti in scadenza al 31 dicembre, i 25mila hanno intanto ricevuto la lettera di licenziamento. Se il ministero dell'Economia dovesse rinnovare il contratto alle condizioni prospettate - con una spesa massima di 288 milioni di euro all'anno - le ore lavorative e gli stipendi subirebbero un mega taglio. Lo scorso 12 dicembre, quando Cgil, Cisl e Uil, assieme ai lavoratori, hanno protestato in viale Trastevere, il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza ha fatto sapere che si sarebbe occupata personalmente della questione. La soluzione potrebbe arrivare con la legge di stabilità. Ma, al momento, tutto tace. 

CASTELLANZA - Da Agesp ad Amiacque, cambia il gestore di acquedotto e fognatura

Dal 1° gennaio novità per gli abitanti di Castellanza. La gestione di tutti i servi idrici, dalla rete di distribuzione fino alla depurazione dei reflui, passa ad Amiacque. Il comune assicura: “Nessun cambiamento per i cittadini".
Dal 1° Gennaio 2014 Castellanza cambia la gestione del servizio idrico. L’acquedotto della città non sarà più gestito da Agesp ma da Amiacque e lo stesso sarà per la fognatura e la depurazione.
Amiacque è una società del gruppo Cap Holding, struttura a totale capitale pubblico che gestisce il servizio idrico di oltre 2 milioni di utenti in quasi 200 Comuni, tra i quali i più vicini sono Legnano e Gorla Minore. La società si occupa già oggi del servizio di depurazione delle acque di Castellanza. 
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BUSTO ARSIZIO - Chiudono le cucine delle mense: “Manca il personale per gestirle"

Dal prossimo anno scolastico grosse novità in vista per le mense cittadine: cambieranno i fornitori ma sopratutto chiuderanno tre cucine in alcuni asili nido comunali perchè “non sarà possibile provvedere alla gestione in economia del servizio".
Sarà un anno scolastico molto diverso quello che potrebbero trovarsi ad affrontare gli studenti che frequentano le 18 scuole in cui il comune di Busto Arsizio gestisce il servizio mensa. Il 31 agosto del prossimo anno scadrà infatti il contratto con la società che ha organizzato la ristorazione di migliaia di alunni negli ultimi anni e in questi giorni a Palazzo Gilardoni si sta preparando il bando per riassegnare il servizio. 
Tra i dettagli che si possono iniziare a scorgere dalle linee guida già diffuse dagli uffici comunali (qui consultabili integralmente) si scopre che la società che si aggiudicherà il servizio dovrà anche provvedere a rifornire le scuole dell’infanzia Rodari, Collodi e Bianca Garavaglia. Si tratta di asili che fino ad oggi avevano potuto contare su un servizio organizzato in loco, attraverso le cucine interne alle strutture. Ma dal prossimo anno si cambia. Il motivo è messo nero su bianco dai dirigenti del comune di Busto che spiegano come "già dal prossimo anno sarà necessario esternalizzare il servizio mensa [...] in quanto non sarà possibile, per carenza di personale, provvedere alla gestione in economia del servizio di preparazione in loco dei pasti". In sostanza, dal momento che la città non può provvedere a nuove assunzioni di personale, il servizio sarà affidato ad esterni. 

Il bando che l'amministrazione ha in mente di pubblicare nei prossimi mesi punta ad affidare il servizio per 4 anni mettendo sul piatto un tesoretto di oltre 3,5 milioni di euro. E così, fino all'agosto 2018 la ristorazione sarà affidata ad una società, con buona pace per chi aveva creduto alla realizzazione di un centro cottura in città.
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