- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

domenica 19 gennaio 2014

Rivalutazione delle pensioni per l’anno 2014

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare n. 7 17/01/2014

Premessa


Sulla Gazzetta Ufficiale n 302 del 27 dicembre 2013 - supplemento ordinario n. 87, è stata pubblicata
la Legge 27 dicembre 2013, n. 147, “ Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato” (Legge di stabilità 2014).
In particolare, l’art. 1, comma 483 (allegato 1) individua i criteri di applicazione della rivalutazione
automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo fissato dall'articolo 34, comma 1,
della Legge 23 dicembre 1998, n. 448.
L’innovazione contenuta nella disposizione citata consiste nel correlare la percentuale di rivalutazione
all’importo complessivo del trattamento pensionistico complessivo, e non più alle fasce di importo
all’interno del trattamento complessivo.
Tale criterio era già contenuto nell’articolo 12 del disegno di legge n. 1120/2013 (allegato 2) sulla
base del quale, tenuto conto della necessità di effettuare le operazioni in tempo utile per il pagamento
della mensilità di gennaio 2014, è stata applicata in via provvisoria la rivalutazione delle pensioni

Per i trattamenti di importo immediatamente superiore al limite dello scaglione inferiore è garantita
una rivalutazione almeno pari a quella assicurata alle pensioni di importo pari al limite dello scaglione
inferiore.

Le differenze fra le due disposizioni (il disegno di legge e la versione definitiva della Legge di stabilità)
 riguardano la misura percentuale dell’indice di rivalutazione da applicare ai trattamenti  di importo
compreso fra tre e quattro volte il trattamento minimo, e ai trattamenti di importo superiore a sei volte
 il trattamento minimo.

Le pensioni di importo compreso fra tre e quattro volte il trattamento minimo e quelle di
importo superiore a sei volte il trattamento minimo saranno oggetto di un nuovo ricalcolo per
adeguarne l’ammontare a quanto stabilito in via definitiva dalla Legge di stabilità. Con successiva
comunicazione sarà data notizia dell’adeguamento di tali pensioni.

Estensione del diritto all’Assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dal Comune ai cittadini di paesi terzi


Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare n. 5 15/01/2014

Premessa
La legge 6 agosto 2013, n. 97, al fine di recepire  le disposizioni volte alla corretta attuazione della Direttiva
2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, al comma
1 dell’art. 13 dispone che  all’articolo 65, comma 1, della Legge 23 dicembre 1998, n.448 le parole “cittadini italiani 
residenti” sono sostituite dalla seguenti: “Cittadini italiani e dell’Unione Europea residenti, da cittadini di paesi terzi 
che siano soggiornanti di lungo periodo, nonché dai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che 
siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente”.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpellato sulla questione ha, di conseguenza, chiarito che
risultano introdotte due nuove categorie di aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare con almeno
tre figli minori, cioè i cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo nonché i familiari
dei cittadini italiani, dell’unione europea e dei soggiornanti di lungo periodo non aventi la cittadinanza
di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente,
ed ha fornito indicazioni per l’individuazione degli stessi.

Individuazione dei familiari


Premesso quanto sopra e chiarito il ruolo dei familiari, da intendersi quali aventi diritto alla prestazione
assistenziale, per quanto concerne l’individuazione degli stessi, nell’ambito dei familiari non aventi la
cittadinanza di uno stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno
permanente, occorre distinguere tra due categorie: quella dei  familiari dei cittadini italiani e dell’Unione
europea e quella dei familiari dei lungosoggiornanti.

A)       La prima categoria è quella individuata dall’art.2 del Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n.30,
di attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di
circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri; per tale categoria di familiari,
la parità di trattamento con i cittadini italiani si ricava dagli artt. 19 e 23 del predetto Decreto legislativo.

Il citato art. 2 prevede che, ai fini del decreto di cui trattasi, per "familiare" si intende:
a)    il coniuge;
b)    il partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione un'unione  registrata  sulla  base  della
legislazione  di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari
l'unione  registrata  al  matrimonio  e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione
dello Stato membro ospitante;
c)     i discendenti diretti di eta' inferiore a 21 anni o a carico, e quelli del coniuge o partner di cui alla
lettera b);
d)    gli ascendenti  diretti  a  carico  e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera b);


B)       Per quanto concerne  la seconda categoria, quella  dei familiari di lungosoggiornanti, si fa
presente che la Direttiva 2003/109/CE, relativa allo status di cittadini di Paesi Terzi che siano soggiornanti
di lungo periodo, all’art. 2, paragrafo e) specifica che si intendono familiari i cittadini di paesi terzi che
soggiornano nello Stato Membro interessato ai sensi della Direttiva 2003/86/CE del Consiglio del
22 settembre 2003, relativa al diritto al ricongiungimento familiare.
Quest’ultima direttiva è stata recepita nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 8 gennaio 2007, n. 5,
successivamente modificato ed integrato dal D.Lgs. 3 ottobre 2008, n. 160 che, intervenendo sull’art.29 del
D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. Immigrazione) individua i seguenti familiari per i quali può essere chiesto
il ricongiungimento e che, quindi, possono chiedere l’assegno:

a)    coniuge non legalmente separato e di età non inferiore a diciotto anni;
b)    figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore,
qualora esistente, abbia dato il suo consenso;
c)     figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie
indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale;
d)    genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori
ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati,
gravi motivi di salute.

Pertanto, si ribadisce che i familiari dei cittadini italiani,  dell’unione europea e  dei soggiornanti di lungo
periodo non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno
o del diritto di soggiorno permanente, se in possesso degli ulteriori requisiti di legge, possono richiedere
 la prestazione di cui trattasi.

Assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare n. 4 15/01/2014

Con la presente circolare vengono illustrate le modifiche apportate  all’art.65 della legge n.448/98 dall’art.13, comma 1, della legge n.97/2013 in riferimento all’estensione ai cittadini di Paesi Terzi che siano soggiornanti di lungo periodo del diritto all’Assegno per il Nucleo familiare erogato dai Comuni di residenza per i nuclei familiari con almeno tre figli minori.

L’Assegno per il Nucleo Familiare con almeno tre figli minori ai sensi degli artt.65 legge n. 448/1998, art. 80,
comma 5, legge n. 388/2000 e art.16, comma 2, D.P.C.M. n. 452/2000,  è una prestazione familiare concessa
ai nuclei familiari nei quali siano presenti il richiedente e almeno tre figli minori di anni 18. Tali norme
hanno espressamente previsto che il richiedente sia cittadino italiano o comunitario residente
nel territorio italiano. Successivamente, a seguito di apposite indicazioni ministeriali, è stato esteso
il riconoscimento della prestazione ai titolari dello status di rifugiato politico e di protezione sussidiaria
(circolare n.9/2010).
Si segnala che di recente, a conferma di quanto già previsto, la Corte Costituzionale, nell’ordinanza 196/2013
(pubblicata in G.U. 1^ Serie Speciale n. 30 del 24 luglio 2013), ha dichiarato la manifesta inammissibilità
della questione di legittimità dell’art.65 della L. 448/1998, nella parte in cui subordina la concessione
dell’assegno per i nuclei familiari con almeno tre figli al requisito della cittadinanza italiana o comunitaria o,
in subordine, nella parte in cui esclude dalla concessione del beneficio gli stranieri titolari di permesso
di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione,
dal Tribunale Ordinario di Monza con ordinanza del 9 marzo 2011.
Pertanto, finora l’Inps, nel recepire le disposizioni ministeriali, ha ribadito (Msg n.8468 del 16/05/2012,
Msg n.7990 del 15/05/2013, Msg 12962 del 9/08/2013) che la normativa vigente dispone che l'assegno di
cui all'articolo 65 della legge 23  dicembre  1998, n. 448, viene concesso ai nuclei familiari di cittadini italiani
o comunitari residenti nel territorio dello Stato (Art.80 legge 388/2000).

Stabilizzazione di associati in partecipazione con apporto di lavoro. Legge di stabilità 27 dicembre 2013, art.1 co 133. Proroga dei termini.

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare n. 3 14/01/2014

Proroga al 31 marzo 2014 del termine entro cui è possibile sottoscrivere gli accordi aziendali volti a promuovere la stabilizzazione degli associati in partecipazione.
Proroga al 31 luglio 2014 del termine per il deposito da parte dell’associante della documentazione presso la competente sede INPS.

La legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), all’art. 1, comma 133, proroga al 31 marzo 2014
il termine entro il quale le aziende possono stipulare con le associazioni dei lavoratori, comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale, specifici contratti collettivi ed al 31 luglio 2014 il termine per
il deposito da parte dell’associante, presso le competenti sedi INPS, della documentazione prevista per la
stabilizzazione degli associati (contratto collettivo, atti di conciliazione, contratti di lavoro subordinato ed
attestazione dell’avvenuto versamento).  

Pertanto, il termine del 30 settembre, indicato nella circolare n. 167/2013 per l’adesione alla procedura
di stabilizzazione in oggetto, deve ora intendersi modificato in 31 marzo 2014 e il termine del 31 gennaio
2014 indicato per la presentazione dell’intera documentazione alle sedi INPS deve ora intendersi modificato
in 31 luglio 2014. 

mercoledì 15 gennaio 2014

AGUSTA: IRRICEVIBILE L’ACCORDO SULLA MOBILITA’

Firmato l’accordo con Fim-Fiom-Uilm
Ora l’INPS dovrà farsi carico delle 545 famiglie

Mentre Agusta aumenterà il “dividendo” ai soci

C.E.O.: prima parla di “modello Famiglia”, 
poi di licenziamenti???
Le motivazioni presentate dall’azienda (nel riquadro), per giustificare la richiesta di mobilità, sembrano uno “sciogli-lingua” degno delle migliori pellicole di Tognazzi: nessun reale motivo di crisi, nessun problema di bilancio, nessuna ristrutturazione o esternalizzazione.


“- esigenze di procedure alla ottimizzazione e ribilanciamento tra le diverse aree aziendali;

- esigenze di attuare più complete integrazioni e sinergie tra le professionalità disponibili in azienda, al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni di mansioni, ove esistenti, e di prevenire ad un migliore equilibrio qualitativo e  quantitativo degli organici con particolare riferimento al rapporto tra risorse dirette ed indirette;

- esigenze di attuare un sempre maggiore contenimento dei costi di struttura, in particolare di quelli indiretti;

- necessità – a fronte della obsolescenza di alcune figure professionali e delle correlate attività operative – di adeguare il mix delle risorse dirette per meglio rispondere alle esigenze aziendali e di mercato, favorendo nel contempo il miglioramento della efficienza delle aree tecnico/produttive e di staff.”


C’è un problema etico e morale: utilizzare in questo modo i soldi dell’INPS (nostri), altrimenti destinati ad aiutare chi ha perso il lavoro, è alquanto deplorevole, tanto più in questi anni di crisi. L’INPS, infatti, dovrà sborsare, grazie all’accordo sindacale con fim-fiom-uilm, circa 600mila €/mese.

Agusta poteva utilizzare la legge 92/2012 che prevede un “pre-pensionamento” garantito dall’INPS con la copertura economica a carico dell’azienda e non dell’INPS stesso: non sarebbe stato più corretto? O forse il Codice Etico, tanto sbandierato dalla direzione aziendale, serve solo per salvare le apparenze?

Anche la vicenda dell’India, che vede coinvolti i vertici aziendali sotto processo per tangenti, viene abilmente “enfatizzata” da Agusta, crediamo, solo per ottenere la firma sindacale dell’accordo: per tutto il 2013 l’azienda, nelle varie riunioni, aveva escluso qualsiasi ricaduta produttiva e, anzi, avrebbe dichiarato che nel bilancio era già stata accantonata la cifra per un eventuale “contraccolpo economico” e che le poche macchine già costruite per l’India sarebbero state riconfigurate per altri clienti. Ora ci si chiede a cosa sia servita le recente dichiarazione del CEO (il nuovo Amministratore Delegato) sulle ricadute occupazionali in contraddizione con le precedenti rilasciate dallo stesso, se non per giustificare la richiesta di mobilità altrimenti poco credibile? Senza dimenticare che, nel frattempo, si sono materializzate nuove commesse miliardarie (ad es: Norvegia per oltre 1 miliardo di euro).

Manca la clausola sociale: In molte aziende, infatti, che decidono di utilizzare la mobilità per “accompagnare” i lavoratori alla pensione, viene concordata con le RSU una “clausola di salvaguardia sociale” che, nel caso si modifichino i requisiti pensionistici, garantisce il rientro in azienda del lavoratore fino alla pensione. Senza garanzie (come in Agusta) si rischia di diventare “esodati”

C’è poca democrazia: il coordinamento sindacale non ha avuto il mandato dalle RSU per firmare l’accordo sulla mobilità, come invece previsto dal regolamento RSU, nè l’accordo stesso è stato sottoposto a referendum tra i lavoratori; c’è poca trasparenza: i lavoratori hanno il diritto di conoscere il contenuto dell’accordo avendo a disposizione una copia firmata e non basandosi su valutazioni o interpretazioni personalizzate e interessate.

Infine, la storia insegna che gli unici “figli” di dipendenti che avranno la fortuna di entrare in Agusta saranno o figli di dirigenti o figli di delegati sindacali (RSU), come già avvenuto in passato. Per quale motivo i delegati RSU cercano di “convincere” i lavoratori anziani ad andare in mobilità?

PER QUANTO SOPRA ESPOSTO, confermiamo la nostra contrarietà alla mobilità in Agusta e non intendiamo sottoscrivere questa intesa sindacale. Invitiamo nuovamente i lavoratori, prima di firmare il proprio “volontario” licenziamento, a leggere attentamente le condizioni dell’accordo, sia quelle economiche sia quelle normative che di “aggancio” alla pensione. Ribadiamo che, con i tempi che corrono, è una vera vergogna, per una ditta “parastatale”, impoverire ulteriormente l’INPS.

15 gennaio 2014

CAOS MINI IMU; ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI PRONTE AD IMPUGNARE TRIBUTI

Lo stato confusionale del Governo e del ministero dell’Economia Saccomanni sul pagamento delle tasse sulla casa, in particolare sulla ‘Mini-Imu’, sta generando grande apprensione tra i contribuenti proprietari delle abitazioni i quali a meno di 2 settimane dalla scadenza (venerdi 24 gennaio 2014), non sanno ancora come e soprattutto quanto versare per il calcolo, per definire l’esatto ammontare del tributo.
    Per il versamento materiale della somma, il comma 680 della legge di Stabilità, ha previsto l’obbligo dei Comuni di inviare a casa dei contribuenti i bollettini precompilati, in tempo utile per il pagamento. Esiste però il fondato dubbio che molte realtà amministrative non abbiano ancora l’organizzazione sufficiente a espletare un tale compito, senza contare i tempi  molto ristretti in cui tutto ciò dovrebbe avvenire.   

    Adusbef e Federconsumatori consigliano quindi ai contribuenti di non correre rischi, nel caso non abbiano ricevuto entro la fine della prossima settimana sabato 18  o al massimo mercoledi 22 gennaio,  i bollettini precompilati, ricorrendo al fai da te (prendere la rendita catastale rivalutata per 165, applicare prima l’aliquota base del 4 per mille, poi l’aliquota effettiva deliberata dal Comune, che potrebbe essere del 5 o del 6 per mille, applicare la differenza tra le due cifre ottenute e calcolare il 40 per cento di questo totale i rivolgendosi  ai Caf ed ai loro commercialisti di fiducia per poter onorare le scadenze della mini Imu entro venerdi 24 gennaio, per evitare sanzioni.

Un agguato in stile mafioso ad un compagno dirigente del S.I. Cobas

Ieri pomeriggio il compagno Fabio Zerbini è stato attirato in una specie d'imboscata e pestato a sangue. Con la scusa di un incontro per risarcire i danni di un incidente automobilistico (uno specchietto rotto) avvenuto a fine dicembre, è stato attirato in zona Affori. 
Appena sceso dall'auto, è stato assalito a tradimento e pestato a sangue. 
Gli aggressori si sono quindi allontanati promettendogli una brutta fine se si occuperà ancora dell'organizzazione delle lotte operaie. 
Questo pestaggio è la continuazione della strategia repressiva che combina l'intervento delle forze del disordine, con quelle dell'ordine di mafia, n'drangheta e camorra di cui hanno fatto le spese i nostri militanti sindacali , con minacce, processi, pestaggi, incendi d'auto ecc...
Più lo scontro politico si accentua, più si intrecceranno queste azioni atte ad intimidire la lotta dei lavoratori della logistica, ma solo l'estensione di questa, l'organizzazione di essa e dei COBAS potrà garantire una maggior difesa agli attacchi posti in atto dal padronato e dai loro sgherri, contro i sindacalisti attivi.
Non ci faremo intimidire! 
Un caloroso saluto e una pronta guarigione va a Fabio, uno dei nostri compagni più in vista nelle lotte portate avanti tra gli operai della logistica.

Il S.I. COBAS nazionale

Dipendente ufficio Tributi accusa malore. L’ira dei sindacati: “Situazione vergognosa”

BUSTO ARSIZIO - Mercoledì mattina, intorno alle 12.30, una dipendente dell’ufficio Tributidel Comune di Busto Arsizio ha accusato un malore, ed è stato necessario richiedere l’intervento dell’ambulanza. La donna è stata affidata alle cure dell’ospedale cittadino.
I delegati delle Rsu comunali stigmatizzano l’episodio: “Siamo di fronte a un caso di stress lavoro correlato – afferma Fausto Sartorato(Adl) – I dipendenti di questo settore sono costretti a trascorrere tra le sei e le otto ore in piedi a rispondere agli utenti, spesso in condizioni di nervosismo a causa di disservizi non certo causati da loro”.
Nei giorni scorsi, Sartorato (in qualità di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) aveva inviato una lettera all’Asl, evidenziando una serie di criticità relative ai locali comunali. E i problemi maggiori riguardano proprio i Tributi: “Gli spazi sono assolutamente inadeguati – osserva il sindacalista – e le barriere architettoniche non sono mai state eliminate. Tanto è vero che anche gli operatori sanitari hanno faticato a raggiungere la dipendente con la barella”.
informazioneonline.it

Sartorato e il silenzio dell’amministrazione: “Serve un segnale forte”

BUSTO ARSIZIO - La pazienza è la virtù dei forti, ma Fausto Sartorato è convinto di averne avuta fin troppa con l’amministrazione comunale.
 
“I mesi scorrono, ma di passi in avanti non ce ne sono – attacca il sindacalista della sigla Adl – Da tempo non riceviamo nessun tipo di comunicazione. Attraverso un documento, peraltro redatto su un semplice foglio e non su carta intestata, il sindaco si è impegnato a coinvolgere le Rsu, ma alle parole, come sempre, non seguono i fatti”.
 
Per il sindacalista, il silenzio dell’amministrazione è assordante: “Le questioni di cui discutere non mancano – afferma – dal fondo incentivante alla riorganizzazione del personale. Per non parlare delle condizioni dei luoghi di lavoro”.
A tal proposito, Sartorato (che è anche un rappresentante delle Rls) fa sapere che la scorsa settimana è stata inviata una lettera all’Asl per segnalare alcune piccole o grandi mancanze: “Si va dalle condizioni dell’ufficio Tributi, per il quale ci è stato illustrato un progetto interessante rimasto fermo sulla carta, all’illuminazione inadeguata dell’Anagrafe. Ma ci sono altri interventi che richiederebbero uno sforzo irrisorio in termini economici e di tempo, come l’installazione di tende o pellicole protettive che riparino dal sole la sala dei ragazzi in bibliotecae la centrale operativa del comando dei vigili”.

mercoledì 8 gennaio 2014

La disoccupazione giovanile sale al 41,6%, al top dal 1977

Il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto ancora toccando il 41,6% in aumento di 0,2 punti rispetto a ottobre (dato rivisto al rialzo al 41,4%) e di quattro punti rispetto a novembre 2012. Lo rileva l'Istat spiegando che il tasso è al top dall'inizio delle serie storiche, ovvero dal 1977. L'Istat precisa che a novembre 2013 erano occupati 924 mila giovani tra i 15 e i 24 anni in calo dell'1,3% rispetto al mese precedente (-12 mila) e del 12,4% su base annua (-131 mila). Il tasso di occupazione dei giovani è pari al 15,4% in calo di 0,2 punti rispetto a ottobre e di 2,1 punti rispetto a novembre 2012. I giovani disoccupati sono 659 mila con un aumento di 23 mila unità rispetto a novembre 2012. L'Istat ricorda che il tasso di disoccupazione giovanile è la quota dei giovani disoccupati sul totale degli attivi (occupati e disoccupati). L'incidenza dei disoccupati sull'intera popolazione in questa fascia di età è pari all'11%. I giovani inattivi sono nel complesso quattro milioni 424 mila, in aumento dell'1,9% (+81 mila) rispetto a novembre 2012. Il tasso di inattività dei giovani è pari al 73,7%, in crescita di 0,2 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,7 punti nei 12 mesi.
ansa.it

Agusta Westland, in 545 verso la pensione

La procedura di mobilità volontaria rimarrà aperta da ora fino al 3 luglio 2015. Negli stabilimenti della provincia di Varese sono interessati circa 200 lavoratori a Cascina Costa100 a Vergiate, 60 a Lonate Pozzolo e 20 a Sesto Calende. Ci sarà la possibilità di fare una preadesione entro marzo 2014 ed entro febbraio 2015, in questo caso si avranno due stipendi in più di incentivo.
A fronte di queste uscite volontarie, l'azienda si impegna a stabilizzare gli interinali che già lavorano e ad assumere giovani a tempo indeterminato e con contratti di apprendistato. «È un accordo che ha luci e ombre – spiega Nino Cartosio della Fiom Cgil -. Il dato positivo è il ricambio generazionale che però va fatto in modo coerente, cioè affiancando ai lavoratori esperti in uscita i nuovi entrati, in modo da permettere il passaggio di competenze. L'azienda, inoltre, non ha voluto mettere una clausola per tutelare i lavoratori che aderiscono alla mobilità volontaria in caso di una nuova riforma che vanifichi il meccanismo dell'accompagnamento alla pensione. Negli anni passati,prima della riforma Fornero, dall'Agusta Westland uscivano almeno 200 lavoratori all'anno, dopo la riforma, solo 70». 
varesenews.it

Agusta ha firmato la “staffetta” Escono in 350, arrivano i giovani

Mobilità in AgustaWestland, firmato ieri pomeriggio l’accordo nella sede Univa di Gallarate. Non sarà, però, soltanto uscita dal mondo del lavoro per 545 dipendenti su tutto il territorio nazionale, di cui 350 in provincia di Varese (190 a Cascina Costa, 95 a Vergiate, 45 a Lonate Pozzolo e 20 a Sesto Calende).

La possibiltà di tramandarsi il posto in azienda non sarà un sistema esclusivo né un requisito necessario, ma «non ci sarà nemmeno ostruzionismo», riporta il sindacalista convinto dell’importanza della fidelizzazione dei lavoratori anche attraverso un passaggio di consegne tra padre e figlio, in presenza di competenze spendibili del figlio.
Si cambia, insomma. Ma perché il processo di mobilità possa andare in porto, ci dovrà essere la non opposizione da parte dei lavoratori a “scivolare” verso la pensione con un’integrazione salariale da parte di AgustaWestland dell’80% dello stipendio netto comprensivo dell’assegno di mobilità.

Lavoro: nel 2013 boom di licenziamenti. Anche le grandi aziende soffrono

MILANO - Il 2014 sarà l’anno della svolta. Più crescita e meno tasse.
Lo ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e l’ha ribadito pure il premierEnrico Letta. Vero, falso? Ai posteri, è proprio il caso di dirlo, l’ardua sentenza.
 
Senza confermare o smentire le parole di Saccomanni e Letta, facciamo parlare i fatti. In particolare, quelli relativi alla condizione economico-occupazionale della regione Lombardia.
I numeri forniti dall’Agenzia Regionale per il Lavoro dicono che nel 2013 sono state almeno917 le aziende manifatturiere (551 fino a 15 dipendenti, 250 con più di 15 dipendenti e 116 con più di 30 dipendenti) che hanno adottato la cassa integrazione, la mobilità o i contratti di solidarietà.
Sempre i numeri evidenziano come nel 2013 siano stati 25.789 i lavoratori licenziati da imprese con oltre 15 dipendenti (un incremento di quasi il 27% rispetto ai 20.421 del 2012).

Agusta Westland: i dipendenti “anziani” scelgono la mobilità

Mobilità volontaria per poi procedere a nuove assunzioni. Ѐ questa la linea dell’Agusta Westland, società leader nel settore aeronautico, con nove stabilimenti in tutta Italia, di cui quattro in Provincia di Varese: a Cascina Costa, Vergiate, Lonate Pozzolo e Sesto Calende.
 
La controllata del Gruppo Finmeccanica, in un incontro che ha tenuto con le rappresentanze sindacali nella giornata di martedì 7 gennaio, oltre ad aver illustrato lo stato di salute della società, ha definito la messa inmobilità volontaria di quei lavoratori prossimi alla pensione, per riequilibrare gli organici.

La motivazione sta nell’esigenza, dichiarata dall’azienda, di un cambio generazionale e di mix professionale.
Nessuna forzatura, però. L’accompagnamento alla pensione per chi, da quest’anno, maturerà i requisiti, non sarà obbligatorio. C’è, infatti, la clausola della “non opposizione” da parte dei lavoratori interessati. In pratica, deve essere una scelta volontaria dell’operaio che accetta di perdere il lavoro e di avere uno stipendio ridotto del 20% fino al licenziamento.
Agusta Westland coprirà ai lavoratori in uscita la differenza in Euro tra l’assegno di mobilità staccato dall’Inps e lo stipendio netto, fino al raggiungimento dell’80% del compenso percepito.

lunedì 30 dicembre 2013

INAIL - SENTENZE E DOSSIER

Appalti 
-Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: Il regime di solidarietà negli appalti 
(circolare) 
http://www.consulentidellavoro.it/pdf/fondazionestudi/circolare_13_2013.pdf 

Contratti 
-M. Lozito: "Tendenze della contrattazione nazionale in materia di contratto a termine, part-time e apprendistato professionalizzante" 
(dossier) 
http://csdle.lex.unict.it/Archive/WP/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA-IT/20131028-014800_lozito_n186-2013itpdf.pdf 

Ferie 
-I periodi di riposo non goduti - per causa non imputabile al lavoratore - devono essere monetizzati - Cassazione n. 18168 del 26 luglio 2013 
(sentenza) 
http://www.aranagenzia.it/araninforma/index.php/gennaio-2013/34-sentenze/741-sentenza-corte-cass-n18168-2013 

Licenziamento 
-E. Massi: "Il tentativo obbligatorio di conciliazione sui licenziamenti per giustificato motivo oggettivo dopo la Legge n. 99/2013" 
(articolo) 
http://www.dplmodena.it/massi/Il%20tentativo%20per%20GMO%20dopo%20la%20legge%2099%20-%20Massi.pdf 

Appalti Pubblici
-Documentazione amministrativa, appalti pubblici, dichiarazione sostitutiva - Consiglio di Stato Sezione Terza, n. 4785 del 26 settembre 2013 
(sentenza) 
http://www.altalex.com/index.php?idnot=22043 


Mercato del Lavoro

-Incentivi per l'assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi dell'art. 4, comma 1 del decreto legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni. Chiarimenti.
(circolare Inps)
http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%20150%20del%2025-10-2013.htm

-M. Biasi: "Il nuovo articolo 18 dopo un anno di applicazione giurisprudenziale: un bilancio provvisorio"
(dossier)
http://csdle.lex.unict.it/Archive/WP/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA-IT/20130927-081756_biasi_181-2013itpdf.pdf

-A. Pilati: "Sull'inapplicabilità del nuovo articolo 18 st. lav. al lavoro pubblico privatizzato"
(dossier)
http://csdle.lex.unict.it/Archive/WP/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA-IT/20131029-100543_pilati_n187-2013itpdf.pdf

-G. Bergagna, U. Buratti, F. Fazio, M. Tiraboschi: "La regolazione dei tirocini formativi in Italia dopo la legge Fornero"
(dossier)
http://www.bollettinoadapt.it/sito_old/home/23287ebook_vol_16.pdf

-M. Marocco: "La doppia anima delle politiche attive del lavoro e la Riforma Fornero"
(dossier)
http://csdle.lex.unict.it/Archive/WP/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA/WP%20CSDLE%20M%20DANTONA-IT/20131127-085230_marocco_n192-2013bpdf.pdf

Mobbing

-R. Staiano: "Mobbing e dequalificazione: onere della prova - Cassazione n. 23949 del 22 ottobre 2013"
(articolo)
http://www.diritto.it/docs/35602-mobbing-e-dequalificazione-onere-della-prova-cass-civ-n-23949-2013

-"Mobbing, malattia, licenziamento, periodo di comporto, superamento, illegittimità- Cassazione Sezione Lavoro, n. 22538 del 2 ottobre 2013"
(sentenza)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=22041&idstr=20

inail.it