- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

giovedì 4 dicembre 2014

"Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno"

Ministro Poletti, ci spieghi quella cena

A DOMANDA risponde" è l'espressione usata nei verbali per differenziare una dichiarazione spontanea da una dichiarazione sollecitata da una domanda degli inquirenti. Il ministro Giuliano Poletti non deve rispondere ai magistrati perché non è indagato.
Né coinvolto nell'inchiesta "Mafia capitale". Quindi la sua dichiarazione non dovrebbe essere trascritta come "a domanda risponde" ma, piuttosto, come dichiarazione spontanea. Perché dovrebbe spiegare non ai pubblici ministeri che si occupano di reati, ma al paese, il rapporto che pare esserci tra lui e Salvatore Buzzi, presidente di un grande consorzio di cooperative legate alla Legacoop e braccio destro del boss Massimo Carminati. Che ci faceva, Poletti, quando non era ancora ministro ma presidente di Legacoop Nazionale, nel 2010, a una cena di ringraziamento organizzata proprio da Buzzi per tutti "i politici che ci sono a fianco "?

Salvatore Buzzi ha ucciso ed è stato condannato a 24 anni per omicidio. Ex impiegato di banca vicino all'estrema sinistra, è diventato uno degli uomini più rilevanti dell'imprenditoria capitolina. Massimo Carminati, formazione di estrema destra. Il suo uomo più fidato, Salvatore Buzzi, formazione di estrema sinistra. Ma con l'ideologia i due non hanno più nulla a che fare. Loro unico obiettivo sono i soldi. Dopo aver scontato la pena, Buzzi si è reinventato come geniale organizzatore del "terzo settore": gestisce una galassia di società che raccolgono ex detenuti. Ma non solo

Mafia capitale, il sociale saccheggiato: se non facevi parte del clan eri fuori

Parla Antonio D’Alessandro, presidente di Parsec Consortium: “Dagli immigrati alle tossicodipendenze tutto è stato fonte di affari”. “Noi nati negli anni 70: dopo Alemanno abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione molti soci, mentre gli appalti andavano a cooperative sconosciute”

03 dicembre 2014
ROMA – Non solo il capitolo dell’accoglienza ai migranti, ma tutta l’area del sociale è stata “fonte di saccheggio” a Roma: dalla gestione del verde pubblico fino alle tossicodipendenze. A denunciarlo dopo la notizia dell'indagine "Mafia Capitale", è il presidente della Parsec Consortium, del quale fa parte anche la cooperativa sociale di tipo B "Parsec Flor", Antonio D’Alessandro, che racconta come, dopo la vittoria di Gianni Alemanno, alle elezioni capitoline del 2009, il sistema abbia a mano a mano penalizzato le cooperative storiche a favore di altri soggetti pressoché sconosciuti. “Ci dicevano che eravamo di sinistra – spiega – e per questo gli appalti venivano dati ad altri. 

Appalti, dieci anni di monopolio

Gallarate - Da dieci anni gli appalti ospedalieri delSant’Antonio Abate finivano sempre e solo a un’unica società. Ossia la Prima Vera Spa, riconducibile aDomenico Catanese, uomo d’affari molto vicino all’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. L'azienda nel 2012 finì al centro dell’attenzione perché ricompresa nel giro di imprenditori della vecchia galassia del Pirellone. E destò immenso stupore perché nel giro di tre anni fece incetta di commesse in mezza Lombardia, passando da 26milioni a 76milioni di ricavi grazie all’erogazione di servizi privati per ospedali pubblici, ossia attraverso la gestione di impianti tecnologici, dal riscaldamento alle apparecchiature biomedicali. L’inchiesta del pm bustese Luigi Furno, che coordina la guardia di finanza di Gallarate, si sta quindi allargando a macchia d’olio (un ramo dei Catanese è quello della Cogep, nota nell’ambito dell’indagine Oil for Food). I presupposti su cui muove sono chiari: una sospetta lievitazione dei prezzi di macchinari da manutenzionare (più valore hanno, maggiore e più costosa dev’essere la procedura di mantenimento e di buon funzionamento) e la cura di attrezzature che ormai non esistevano nemmeno più. Mercoledì le fiamme gialle hanno perquisito anche la società per azioni milanese e ascoltato l’ingegnere che si è sempre interfacciato con i responsabili del settore tecnico del Sant’Antonio Abate, le cui dichiarazioni sono top secret.
prealpina.it

"Non siamo schiavi". La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa

Molti devono ricevere ancora tfr, stipendi arretrati e cassa integrazione. L'ultima novità però riguarda l'addebito in busta paga delle somme per recuperare la cassa integrazione, soldi che i lavoratori non hanno mai ricevuto dall'Inps.
«Non siamo sclavi». Non è un errore, perché Ndiaye è senegalese francofono e pronuncia la parola schiavo alla francese, «esclave», appunto. Gli altri intorno a lui, per lo più marocchini e pachistani, annuiscono mentre protestano davanti alla sede varesina dell’Inps. Sono i soci-lavoratori di alcune cooperative che operano nel settore della logistica all’aeroporto di Malpensa, dove i continui passaggi di appalti da una società all’altra mettono continuamente a rischio tfr, stipendi e cassa malattia. Nel caso di Ndaye e di altri suoi colleghi, che guadagnano 1.400 euro al mese, si parla di arretrati che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. «Siamo soci solo quando c’è da pagare - commenta ironicamente il lavoratore - non quando c’è da guadagnare».
varesenews.it

mercoledì 3 dicembre 2014

Oviesse: dicembre caldo Niente retrofront da ADL

Oviesse, il sindacato di base Adl regala un dicembre «caldo di lotte sindacali». Non una minaccia, ma un impegno, quello dell’Associazione difesa lavoratrici lavoratori di Varese (Adl) che, dopo lo sciopero proclamato sabato scorso, nei punti vendita di Varese, Gallarate, Gavirate e Rescaldina annuncia l’inizio di un percorso di lotta sindacale.
Un percorso «per un’organizzazione del lavoro che non carichi in maniera assurda le lavoratrici», sintetizza Carmelo Fotia, il rappresentante Adl che sta seguendo le dipendenti Ovs.«Accanto alle colleghe in lotta si stanno avvicinando le dipendenti di altri punti vendita che protestano per le stesse problematiche lavorative». 
Carichi di lavoro pesanti e ritmi quasi insostenibili a causa della carenza di personale e di una scarsa organizzazione del lavoro: questi i punti denunciati dal sindacato ai quali l’azienda non sembra voler dare risposte. 

ELEZIONE RSU-RLS AGUSTA ADL CONFERMA 3 DELEGATI

assenteismo ai massimi livelli

C. Costa: Venerdì 28 novembre è avvenuto lo spoglio delle schede per le elezioni dei delegati sindacali RSU e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza RLS.

Gli aventi diritto al voto erano 2231 lavoratori, i votanti sono stati 1219 mentre i voti validi sono stati 1192. Sono andati a votare il 54.64% degli aventi diritto al voto, la percentuale più bassa degli ultimi 15 anni che deve far riflettere tutti sul ruolo del sindacato e sul, sempre più vasto, allontanamento dai lavoratori.

Risultano eletti per la FIM 9 delegati RSU e 2 RLS, per le FIOM 8 delegati RSU e 2 RLS, per la UILM 5 delegati RSU e 1 RLS, per ADL 3 delegati RSU e 1 RLS.

Sono stati Eletti per ADL
RSU: Campagnolo Fiorenzo - Macchi Maurizio - Matarrese Francesco
RLS: Campagnolo Fiorenzo

ADL Ringrazia i  componenti della commissione e lo scrutatore che si sono impegnati in questa difficile maratona elettorale. Ringrazia tutti i lavoratori che si sono candidati nelle liste di ADL e che hanno dimostrato un gran bel coraggio nel mettersi in prima persona per sostenere un sindacato che non accetta compromessi nei confronti dell’azienda per quanto riguarda i diritti e la salute dei lavoratori stessi. Ringrazia, infine, tutti i lavoratori che hanno votato i nostri candidati e che, con la loro firma, hanno consentito la presentazione delle liste del nostro sindacato di Base, che è stato un ottimo segnale, visto l’elevato numero di firme.

Riteniamo comunque positivo il lavoro svolto da tutta la commissione elettorale che ha risolto brillantemente i problemi e gli intoppi che emergevano nell’espletamento e nella preparazione dell’elezione e di tutti gli scrutatori che hanno assolto il loro ruolo nel migliore dei modi. Ci permettiamo di ricordare che la commissione elettorale rimane in carica per tutto il mandato delle RSU neo elette.

Nel sito di Vergiate, ADL non è riuscita ad eleggere nessun delegato nonostante il gran lavoro dei nostri attivisti più volte ostacolati dall’azienda sia  nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste, sia per la propaganda elettorale, nonostante siano attività previste dalla legge 300/’70 e dal TU del 10/1/2014.

ADL non cambierà strategia sindacale e continuerà ad affrontare i problemi ed i continui atti di prepotenza che l’azienda compie nei confronti di molti lavoratori, come fatto fin ora, con le denunce e gli esposti agli organismi competenti.

Che l’azienda si metta il cuore in pace, anche per i prossimi 3 anni ci avrà ancora davanti, ogni volta che serve, per difendere tutti i lavoratori.


3 Dicembre 2014       

Appalti in ospedale, indaga la Procura

GALLARATE: La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo sugli appalti nel settore della manutenzione dei dispositivi mediciall'interno dell'ospedale di Gallarate e da ieri (fino alle 21 e ancora questa mattina, mercoledì) sono in corso perquisizioni, su richiesta del sostituto procuratore Luigi Furno, eseguite dagli uomini della Guardia di Finanza di Gallarate guidati dal tenente Precentino Corona. Le Fiamme Gialle stanno setacciando la documentazione relativa alle assegnazioni delle manutenzioni con gara d'appalto a partire dal 2005 ad oggi. Si tratta di una mole di documentazione piuttosto voluminosa che ora dovrà essere vagliata anche se, dalle prime risultanze, sembrerebbero già emergere irregolarità piuttosto evidenti.
Da una querela di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle (interrogazione-parlamentare-al-senato) ha preso le mosse l'indagine del sostituto procuratore Luigi Furno. Fiamme Gialle negli uffici da martedì per sequestrare documenti sulle gare dal 2005 ad oggi.
Al momento, però, non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati. L'indagine ha preso le mosse dalla denuncia di alcuni esponenti gallaratesi del Movimento 5 Stelle tra i quali un ex-dipendente dell'ospedale e una consigliera regionale, la gallaratese Paola Macchi che a più riprese aveva chiesto chiarimenti con interrogazioni in consiglio che riguardavano proprio l'ospedale Sant'Antonio Abate e la gestione degli appalti da parte della dirigenza. Le continue richieste di chiarimenti non solo in consiglio regionale ma anche in Parlamento con l'interrogazione al ministro della Salute Lorenzin da parte di due deputati pentastellati, aveva costretto il direttore dell'Azienda Ospedaliera Humberto Pontoni ad indire una conferenza stampa per rassicurare sulla regolarità della gestione amministrativa della struttura gallaratese
Contattato questa mattina, il direttore Pontoni ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
varesenews.it

ADL Varese regala ad OVS un dicembre caldo di lotte sindacali

COMUNICATO STAMPA

ADL Varese regala ad OVS
un dicembre caldo di lotte sindacali.

A seguito dello sciopero, proclamato nell’ultima settimana di novembre, l'ADL annuncia che è solo all'inizio di un percorso di lotta sindacale. Per OVS sarà un dicembre caldo. Infatti, accanto alle colleghe in lotta si stanno avvicinando le dipendenti di altri punti vendita che protestano per le stesse problematiche lavorative.

Lo sciopero nella giornata di sabato 29 novembre, ha avuto una forte adesione da parte delle lavoratrici OVS di Gallarate, Gavirate e Rescaldina. A Varese la partecipazione della forza lavoro è stata del 30%, mentre su Rescaldina si è raggiunto il 40%.

Questo conferma che le problematiche lamentate dalle lavoratrici sono reali e gravano su tutto il personale. Tuttavia OVS prosegue ottusamente a non dialogare con le proprie risorse umane e a scegliere la strada del silenzio.

ADL denuncia l'attività anti-sindacale promossa da OVS, che al dì dello sciopero ha sostituito le lavoratrici con personale di livello superiore, trasferendolo dalle filiali delle altre province dove ADL non ha proclamato sciopero. Per tali motivi ci riserviamo di agire legalmente.

L'Azienda, da un lato promuove la propria immagine facendo beneficenza e sostenendo enti no-profit, dall'altro continua a dimostrarsi insensibile alle problematiche delle proprie dipendenti. Atteggiamento a dir poco incoerente e che ancora una volta dimostra che l'unico vero interesse è quello del fatturato.

Sordi anche alle richieste di aiuto delle dipendenti, che denunciano invano il terrorismo psicologico del loro capo-zona, oramai giunto a perpetrare veri atti di persecuzione verso alcune dipendenti la cui unica colpa è quella di rivendicare la propria dignità lavorativa.

Rinnoviamo all'Azienda l'invito a dare segnali concreti sulla volontà di cercare soluzioni alle problematiche evidenziate. Le lavoratrici, sostenute da ADL, continuano a rivendicare un'organizzazione e una programmazione del lavoro che permetta loro la possibilità di conciliare lavoro, famiglia e vita sociale, e che il carico di lavoro non risulti dannoso per la loro salute psico-fisica.


02 Dicembre 2014 

martedì 2 dicembre 2014


Lavoro e salute: gli operai vivono cinque anni in meno dei dirigenti

ROMA - Le differenze sociali pesano anche sulla longevità. Un dirigente maschio può contare su un'aspettativa di vita di cinque anni più elevata rispetto ad un operaio non qualificato della sua stessa età. E le aspettative crescono progressivamente salendo lunga la scala sociale. La povertà minaccia la salute, dunque. Mancanza di beni materiali e reti di aiuto, disoccupazione, lavoro poco qualificato, basso titolo di studio sono tutti elementi che rendono più fragili i cittadini, in Italia come in Europa: si ammalano di più, guariscono meno, perdono autosufficienza. E se si potessero cancellare con una bacchetta magica queste disuguaglianze, si stima un possibile 'risparmio' di più del 25% delle morti tra gli uomini e di oltre il 10% tra le donne.

Questi alcuni dati di cui si è parlato al convegno promosso, oggi a Roma, dall'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e delle malattie della povertà (Inmp). Nel corso dell'incontro è stato presentato il 'Libro bianco sulle diseguaglianze in salute': una dettagliata fotografia del Paese che è stata sviluppata in accordo con gli obiettivi di contrasto ai gap in tema di salute, previsti nel progetto interregionale Inmp 2013-2015.
repubblica.it

SCIOPERO GENERALE: I FERROVIERI SI FERMANO 11, 12, 13 E 14 DICEMBRE A DIFESA ART. 18 E PENSIONI, CONTRO PRECARIETA' E JOBS ACT

I FERROVIERI PARTECIPANO ASSIEME A TUTTI I LAVORATORI ITALIANI ALLA
MOBILITAZIONE GENERALE IN ATTO CONTRO LE POLITICHE DEL GOVERNO
 IN MATERIA DI LAVORO, DI PENSIONI E DI ART. 18, CON LO SCIOPERO DI 24 ORE,
 GIÀ PROCLAMATO, PER I TRENI VIAGGIATORI, DALLE 21 DI SABATO 13 DICEMBRE 

(Il settore merci si ferma invece dalle 21 di giovedì 11, alle 21 di venerdì 12 dicembre. Mentre uffici
e impianti fissi scioperano per l'intera giornata di venerdì 12 dicembre
)

A DIFESA DELLE PENSIONI E DELL’ART, 18, CONTRO PRECARIETA’, FLESSIBILITA’ E JOBS ACT

LO SCIOPERO PROCLAMATO DAL CAT, E CON ARTICOLAZIONI DIVERSE DA USB E CUB,
RAPPRESENTA UN IMPORTANTE MOMENTO DI UNITA' DEI SINDACATI EXTRACONFEDERALI
E LA CONIUGAZIONE TRA LA NECESSARIA PROTESTA DEI FERROVIERI CONTRO LE POLITICHE
  REAZIONARIE DEL GOVERNO E LE VERTENZE SPECIFICHE APERTE NEL SETTORE


 A COMINCIARE DALLA MANCATA SOLUZIONE DEL GRAVISSIMO PROBLEMA
DELLE PENSIONI DEI FERROVIERI, DOBBIAMO CONTRASTARE LE ULTERIORI PRECARIETA',
 LE FLESSIBILITÀ E LA RIDUZIONE DI TUTELE IN CASO DI LICENZIAMENTI,
CHE IL GOVERNO STA IMPONENDO AI LAVORATORI CALPESTANDO FINANCHE
LE PREROGATIVE PARLAMENTARI CON L'ABUSO DEL 'VOTO DI FIDUCIA'

lunedì 1 dicembre 2014

le mille mafie nascoste in ciò che mangiamo

REGGIO EMILIA - La mafia che produce il cibo, la mafia che trasporta il cibo, la mafia che commercializza il cibo, la mafia che ci porta in tavola il cibo e poi ci obbliga a mangiarlo. Noi non li invitiamo mai a tavola, ma loro ci sono sempre. Più di prima, sempre di più. E' un cibo difficile da digerire, è un cibo che strozza e che fa girare ogni anno in Italia almeno 16 miliardi euro. Cibo fuorilegge. Chi meglio di don Luigi Ciotti e di Stefano Rodotà avrebbe potuto raccontare di cibo e dignità e libertà nel teatro Ariosto di Reggio Emilia alla fine delle due giornate di Rep Idee? Chi meglio di loro avrebbe potuto parlare di cibo (e di acqua) come bene comune, di "caporali" e di schiavitù (400 mila i lavoratori neri che si spostano stagione dopo stagione dai vigneti di Marsala agli aranceti della piana di Gioia Tauro, dalle campagne pugliesi alle serre ragusane), del marchio "mafia" che infama il buon nome dell'Italia e degli italiani? 
repubblica.it

Prestazioni assistenziali – azioni di rivalsa ex art. 41 legge 4 novembre 2010, n. 183

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Roma, 27/11/2014
Circolare n. 152 1.
Premessa
La legge n. 183 del 4 novembre 2010, all’articolo 41, comma 1, ha stabilito che le prestazioni assistenziali (pensioni, assegni e indennità) in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall’Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione.
Il successivo comma, ha stabilito che il valore capitale della prestazione erogata è determinato mediante criteri e tariffe, stabiliti con D.M. 19 marzo 2013 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2013 n. 223. Si evidenzia che l’azione di recupero delle somme erogate a titolo di provvidenze di invalidità civile in conseguenza di fatto illecito di terzi (art. 2043 c.c.) costituisce, in capo all’Istituto, un diritto autonomo e distinto da quello dell’assistito, a differenza dell’azione di cui agli artt. 1916 c.c. e 14 della L. 222/84, che prevedono la surroga dell’Istituto nei medesimi diritti dell’assicurato verso i terzi responsabili e quindi la successione nel lato attivo di un rapporto obbligatorio.

Pertanto, il legislatore, in ragione dell’assenza del rapporto assicurativo tra l’Istituto e il soggetto danneggiato in favore del quale è stata riconosciuta una provvidenza di invalidità civile, è intervenuto specificamente con la norma in parola, al fine di attribuire all’Istituto la competenza al recupero delle prestazioni erogate per fatto illecito di terzi, nonché per definire le modalità di quantificazione delle somme da recuperare. Si richiama l'attenzione sull'esigenza di una puntuale gestione delle attività di controllo necessarie al fine di evitare danni patrimoniali all'Istituto. 2. Flusso procedurale Al fine di agevolare e tracciare tutte le attività necessarie per l'esercizio dell'azione di rivalsa, è stata realizzata l'interconnessione della procedura “Surroghe/Rivalse web 2.0” con quella di gestione telematica delle domande volte al riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità e della sordità (INVCIV2010).

In base a tale nuova funzionalità, la segnalazione che la patologia dipende da fatto causato da terzi, in qualsiasi fase del processo di lavoro venga acquisita nella procedura INVCIV2010, viene trasmessa automaticamente alla procedura “Rivalsa/surroghe web”, per l'acquisizione delle informazioni utili al conseguente avvio delle azione di rivalsa nei confronti del terzo responsabile.

Si ricorda che, al fine di consentire una più completa emersione del fenomeno, questo Istituto ha stipulato una Convenzione con l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) per la consultazione della loro Banca dati sinistri, volta a verificare la presenza di un sinistro stradale in cui è incorso il soggetto richiedente la prestazione assistenziale, al fine di consentire alle strutture medico-legali di evidenziare i casi in cui dall’evento lesivo causato da un terzo responsabile può essere scaturita una richiesta di prestazione.
inps.it

Pochi lavorano, molti a rischio povertà: la Giornata di 3,2 milioni di disabili

Il 3 dicembre si celebra la ricorrenza internazionale voluta dall'Onu. Sono circa 190 mila le persone con disabilità che vivono in istituto; 220 mila gli alunni disabili, 680 mila quelli iscritti al collocamento. Oltre il 21% delle “famiglie con disabilità” in Italia a rischio povertà

01 dicembre 2014
ROMA - Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Tante le iniziative in Italia per celebrare l'evento. Nell'occasione, il Governo organizza a Roma una manifestazione celebrativa (ore 9.30, Sala verde di Palazzo Chigi"), con la presenza del premier Renzi e di tre ministeri. Il titolo: "La sfida per l'inclusione: il futuro delle persone con disabilità". E in attesa di capire il "futuro", ecco uno spaccato sul mondo della disabilità in Italia.

Così i fratelli Sozzi si sarebbero spartiti i soldi della Gisowatt

Gianfranco Sozzi, titolare insieme al fratello Emaneuele della Gisowatt di Gorla Minore fallita quest'anno, avrebbe messo in piedi un sistema di false fatturazioni nei confronti di due società inglesi con il solo scopo di creare provviste di danaro occulte all'estero nella disponibilità sua e del fratello. Tra il 2006 e il 2008 - secondo quanto sostiene il pubblico ministero Pasquale Addesso - la cifra fatta sparire dalle casse della società ammonterebbe a 1,2 milioni di euro e per questo ha chiesto al giudice Luisa Bovitutti una condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione oltre alla confisca di 178 mila euro. 

Il sistema per portare i soldi fuori dall'Italia escogitato dall'imprenditore di Gorla Minore, è stato ricostruito questa mattina (lunedì) durante l'udienza del processo per frode fiscale che lo vede come unico imputato. Sozzi avrebbe gestito personalmente il pagamento di 14 fatture suddivise su due società inglesi di comodo: 13 verso una società che avrebbe fornito la progettazione di alcuni componenti di un aspirapolvere (in realtà progettati dai dipendenti della Gisowatt, ndr) per un totale di oltre 700 mila euro e una verso un'altra società che avrebbe fornito un video pubblicitario aziendale alla modica cifra di 458 mila euro. Questi soldi, man mano che venivano pagati alle due società inglesi, sarebbero stati poi girati a due fiduciarie che li avrebbero poi versati su due conti presso la banca svizzera Julius, denominati Pozzanghera e Smergliato, riconducibili a Gianfranco ed Emanuele Sozzi. 
varesenews.it