- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

lunedì 11 gennaio 2016

Nella sede dell'Università del Quadrifolgio, in Busto Arsizio, Via Lodi 20, vengono organizzati quattro incontri serali, alle ore 21.00 sui temi della salute e della prevenzione.

UNIVERSITÀ DEL QUADRIFOGLIO
MEDICINA DEMOCRATICA MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE O.N.L.U.S.
CENTRO PER LA SALUTE GIULIO A. MACCACARO O.N.L.U.S.

presentano:

Nella sede dell'Università del Quadrifolgio, in Busto Arsizio, Via Lodi 20,
vengono organizzati quattro incontri serali, alle ore 21.00
sui temi della salute e della prevenzione.

Gli argomenti sono i seguenti

Mercoledì 13 gennaio 2016

Sicurezza sul lavoro: nuovi e vecchi rischi, infortuni e malattie professionali. Cosa è cambiato con il cambiare delle produzioni e dei rapporti di lavoro. La sanità lombarda segue il cambiamento ? Quali controlli in fabbrica, negli uffici, nei luoghi di lavoro ?

Relatore: Marco Caldiroli, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica

Mercoledì 27 gennaio 2016

La sanità pubblica lombarda: come è cambiato nel nostro territorio, negli ultimi anni, il ruolo del medico di base. Il cittadino paziente fra burocrazia, medicina specialistica e tagli alla sanità (dati sulle liste di attesa, assurdo avanti e indietro fra medico di base e specialisti, ecc.). Le proposte di Medicina Democratica.

Relatore: dottor Maurizio Bardi, medico di base di Milano

Giovedì 25 febbraio 2016

La medicina generale: quali diritti dei cittadini utenti. La qualità  della relazione dei medici di base, specialisti, ospedalieri e del personale sanitario in generale con i pazienti. Com'è e come dovrebbe/potrebbe essere. Come modificare il rapporto.

Relatore:  dottor Gianni Cavinato, presidente nazionale Associazione Consumatori e Utenti

Mercoledì 2 marzo 2016

Ricadute pratiche della "riforma" sanitaria lombarda sul nostro territorio: distribuzione territoriale dei presidi sanitari pubblici; ruolo e capacità di penetrazione della sanità privata. Come reagire.

Relatori:
·       Fulvio Aurora, direttore responsabile della rivista Medicina Democratica;
·       prof.  Piergiorgio Duca, presidente nazionale di Medicina Democratica


Medicina Democratica,

8 gennaio 2016 

Solidarietà a Sandro: Licenziamento politico per un delegato Rsu Cobas dell’indotto Piaggio di Pontedera

Licenziamento politico per Sandro Giacomelli, 58 anni, operaio protagonista delle lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici al centro Ricambi della Piaggio di Pontedera.
«Lavoro nell’appalto della Piaggio gestito dalla multinazionale olandese Ceva dal 2005, e ho sempre rappresentato la mia organizzazione sindacale, i Cobas, prima come RSA e poi dopo le elezioni anche come RSU, fino agli ultimi giorni in cui ho lavorato. In dieci anni con i cambi d’appalto ho visto passare ben cinque diverse aziende…»
E in tutti questi anni, prima che avesse inizio il percorso per licenziarti, hai mai avuto problemi o richiami disciplinari?
«Prima dell’inizio di questa vicenda personalmente non avevo mai ricevuto alcuna contestazione a livello disciplinare. Poi, dopo l’impegno e le mobilitazioni dell’ultimo anno, verso giugno e luglio del 2015 hanno iniziato ad arrivare i richiami.»
Come ha inizio la tua vicenda?
«Nel settembre del 2014 vengo assunto dalla cooperativa Dna sempre all’interno del centro ricambi della Piaggio dove lavorano anche gli operai assunti della Ceva. Nello stesso ambiente di lavoro alcune differenze però sono molto forti: per lo stesso tipo di lavoro gli operai della Dna ricevono 400 euro in meno dei colleghi della Ceva e, oltretutto, hanno meno garanzie di sicurezza. Senza parlare delle condizioni non dignitose nelle quali eravamo costretti a consumare un pasto frugale: seduti sugli scalini o dov’era possibile, cercando di allontanarci per un attimo dal luogo fisico di lavoro. Vista questa situazione, in accordo con tutta la RSU e con tutti i lavoratori della Ceva che ritenevano questo tipo di trattamento ingiusto, abbiamo iniziato a mobilitarci per cambiare queste dinamiche.»

L’Europa boccia il Decreto Lupi, a rischio il sistema aeroportuale lombardo

La decisione, firmata il 17 dicembre e notificata solo nelle ultime ore al Governo italiano, rischia di avere pesanti ripercussioni sugli aeroporti milanesi, in particolar modo su Malpensa

L’Unione Europea ha bocciato il decreto Lupi, quello che dallo scorso anno regolamentava il sistema aeroportuale milanese e che coinvolgeva gli scali di Malpensa, Linate e Orio al Serio.
La decisione, firmata il 17 dicembre e notificata solo nelle ultime ore al Governo italiano, rischia di avere pesanti ripercussioni sugli aeroporti sopra citati, in particolar modo su Malpensa. In sostanza, la UE accusa le autorità italane di non aver fatto tutti i passaggi necessari e “non aver consultato tutte le parti in causa prima di emendare le norme di distribuzione del traffico relative al sistema aeroportuale milanese”. Per cui le misure contenute nel decreto sono rispedite al mittente, di fatto avendo accolto le proteste e gli esposti di varie compagnie, soprattutto tedesche, che avevano pesantemente contestato tutta l’impostazione del decreto firmato dall’allora ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, poi dimessosi per altri problemi “famigliari”.
Una mazzata che potrebbe avere ripercussioni pesanti su Malpensa, ma anche su Linate e Orio al Serio. Il decreto Lupi, deciso per facilitare la firma tra Alitalia ed Etihad, prevedeva la liberalizzazione del traffico da Linate, facendo in modo che si potesse volare anche su città non capitali europee, decisione presa sostanzialmente per favorire Air Berlin (controllata di Etihad, nuovo partner di Alitalia, che ha spostato su Linate i voli per Francoforte e Stoccarda subito dopo l’approvazione del decreto Lupi) che ha permesso di aumentare il traffico sull’aeroporto Forlanini, mentre Malpensa è rimasta sostanzialmente ferma.

Ora la palla passa al ministro dei Trasporti in carica, vale a dire Graziano Delrio, già all’opera per trovare una soluzione. Quali gli scenari? Si potrebbe tornare a prima del 2014, quando i voli da Linate erano permessi solo verso destinazioni italiane, capitali europee o aeroporti con portata superiore ai 40 milioni di passeggeri; oppure aumentare i movimenti da e per Linate, decisione che penalizzerebbe non poco Malpensa, come anche l’ipotesi di aprire alle destinazioni extra europee da Linate. Resta sullo sfondo una mancanza cronica di un sistama aeroportuale italiano e lombardo che possa fare da punto di riferimento condiviso

domenica 10 gennaio 2016

Cgil, Cisl e Uil vareranno a Roma il prossimo 14 gennaio. Così i rappresentanti dei lavoratori tentano l'autoriforma

Sindacati confederali, ecco il piano unitario per riformare i contratti di lavoro Si intitola "un moderno sistema di relazioni industriali" il documento di 20 pagine che Cgil, Cisl e Uil vareranno a Roma il prossimo 14 gennaio. 


Da “Il Manifesto”: Monselice, licenziate dalla coop perché protestano


Ancora «schiave della monnezza» proprio come nel 2008 alla Star Reciclyng nella zona industriale di Padova. Di nuovo donne marocchine, piegate otto ore sui rifiuti a caccia della plastica riciclabile. Sempre lavoro “coop”, l’anticamera del Jobs Act, in un capannone grigio a San Bortolo, periferia di Monselice, angolo al confine con l’eterna depressione del Polesine.
«Sono stata licenziata soltanto per avere difeso un mio diritto», sintetizza Lubna Belhouidue, 34 anni con un figlio di 11. Da dieci anni si guadagna da vivere alla Nek, trasformando le gigantesche “torri” di materiale indistinto che campeggiano nel cortile. Devono diventare come le mega-balle ordinate vicino al cancello a seconda del colore, del tipo di plastica e delle procedure di “rivitalizzazione”. Un business ecologico che si fonda sullo sfruttamento selvaggio della mano d’opera femminile migrante.
Funziona (e bene), finché le “schiave” non si ribellano all’ennesima umiliazione. Allora si scopre davvero il profilo dei prenditori post-moderni, come Marco Zese — 54 anni, di Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello, 11 mila anime in provincia di Rovigo — svezzati dal terzo settore nel mercato assistito, che spazia dalla logistica alle pulizie industriali o dal verde ai rifiuti.
Lubna è una delle 24 magrebine licenziate in tronco che presidiano il “loro” lavoro. Zese è il padre-padrone della cooperativa Libera fin dal 27 febbraio 2004. Lei ha osato scioperare; lui ha replicato da ras. Una “schiava” del Nord Est che sfida l’icona del Duemila. Lei trova lo stipendio in un mare di guano, che nasconde l’oro per il “manager” della plastica grazie a Confcooperative e al Consorzio Ciclat.

Canone Rai: seconda casa o residenze diverse, come non pagare?

Con l’immissione dell’addebito del canone Rainella bolletta della luce, chi ha la doppia residenza quante volte deve pagare?
Come detto, essendo collegato alla bolletta dell’elettricità, il canone Rai viene pagato due volte da coloro che possiedono due residenze, mentre coloro che hanno la seconda casa lo devono versare soltanto una volta.
In base a quanto previsto dalla legge di Stabilità 2016, per cui la riscossione della tassa sulla televisione viene legata al contratto di energia elettrica allacciato all’abitazione di residenza, le disposizioni generali attinenti all’obbligo di pagamento del canone non vengono sostanzialmente mutate, essendo stata soltanto introdotta la cosiddetta “presunzione di detenzione” dell’apparecchio televisivo in ogni abitazione principale.
La presunzione di detenzione della tv in ogni casa principale non scatta nel caso in cui intervenga una diversa dichiarazione da parte del contribuente da trasmettere tramite apposita autocertificazione.
PAGARE IL CANONE RAI: QUALI SONO LE NUOVE REGOLE IN SINTESI?
In concreto, per gli anni futuri, verranno applicati i medesimi criteri validi anche per gli anni passati.
Di seguito se ne riporta un vademecum riassuntivo.

mercoledì 6 gennaio 2016

L’Invasione dei Contratti Alieni nelle Imprese

Passiamo all’analisi di un altro contratto qualificabile come alieno: il Non-Competition Agreement.
Il Non-Competition Agreement è un contratto concluso da un imprenditore al fine di evitare che le conoscenze acquisite da un suo ex-dipendente o un suo partner commerciale possano essere utilizzate contro di lui in futuro.
Nel primo caso possiamo qualificarlo come patto di non concorrenza ex art. 2125 c.c., nel secondo caso si tratta di limitazioni convenzionali alla concorrenza tra imprese in genere connesse ad un sale of a business (cessione d’azienda).
Cominciamo col sottolineare che nella prassi il Non-Competition Agreement è utilizzato nella maggior parte dei casi come accordo tra datore di lavoro e lavoratore subordinato a che quest’ultimo non compia atti concorrenziali a danno del datore di lavoro nel periodo successivo alla fine del rapporto di lavoro.
È qualificabile come un restrictive covenant accordo restrittivo, infatti si parla al riguardo anche di covenant not to compete.
Tale accordo è molto utilizzato dagli imprenditori per varie ragioni: evitare che gli ex dipendenti sfruttino le competenze acquisite presso la propria azienda presso un altro datore di lavoro concorrente; evitare che l’ex dipendente apra una propria azienda sottraendo clienti al suo precedente datore di lavoro; limitare la concorrenza tra imprese in particolare in caso di cessione d’azienda.
Anche in tale contratto c’è l’entire agreement clause, caratteristica di tutti i contratti alieni che stabilisce l’autosufficienza del contratto e la tendenziale ostilità del contratto rispetto alla legge.
La rilevanza di tale contratto oggi è costituita dal fatto che le imprese hanno enormi interessi a tutelare la proprietà intellettuale o la materia coperta dal segreto aziendale.
Stiamo parlando di un modello contrattuale estremamente diffuso a livello internazionale e simili sono i requisiti di validità di tale contratto necessari nei diversi ordinamenti. In Cina come in Italia, ad esempio, è necessario rispettare precise restrizioni sullo scopo, la durata e il territorio oggetto del contratto.
leggioggi.it

La grande fuga dei giovani all'estero non si ferma: +34% in due anni

MILANO - L'anno nuovo parte con una sconsolante conferma: non si arresta il flusso degli italiani che decidono di andare all'estero in cerca di miglior fortuna. Una emorragia che riguarda, in particolare, i cittadini più giovani, nelle fasce di età compresa tra i 18 e i 39 anni, soprattutto tra coloro che abitano nelle grandi città rispetto alla provincia. L'ulteriore conferma arriva da un documento della Camera di Commercio di Milano e Brimnza, condotto su una eleborazione dei dati Istat.

Prendendo in esame i cambi di residenza, sono stati poco meno di 90mila i cittadini italiani che hanno deciso di trasferirsi oltre confine nel corso del 2014, in aumento del 12,7 per cento rispetto al 2012. Ma nel corso degli ultimi due anni, la crescita dei trasferimenti per gli under 40 è stata addirittura superiore, pari al 34,4 per cento del totale. In buona sostanza, hanno preso la via dell'estero 3,3 giovani ogni mille abitanti. A parte Londra e il Regno Unito, le mete di questa nuova ondata migratoria ricorda quella degli anni '50: subito dopo le isole britanniche, gli altri paesi di maggiore approdo finale sono Germania, Svizzera, Francia e Stati Uniti.
repubblica.it

Regno Unito: oggi i grandi manager hanno già guadagnato quanto i loro dipendenti in un anno

Nel Regno Unito è il "Fat Cat Tudesday": alla fine della giornata lavorativa, un amministratore delegato delle 100 maggiori aziende quotate avrà incassato 27.720 sterline da inizio anno. E' più del salario medio annuale dei lavoratori dipendenti. In altre parole, lo studio sui "Fat Cats", come vengono appunto chiamati i super manager con super stipendio, rivelerebbe che il capo di una grande compagnia guadagna nei primi due giorni dell'anno più di un impiegato in un anno intero. Un altro segnale di quanto sia cresciuta la disparità salariale negli ultimi vent'anni, in generale in Occidente e specialmente nel Regno Unito, dove lo scorso anno i Ceo (Chief Executive Officer - gli amministratori delegati) hanno guadagnato in media 183 volte il salario del lavoratore medio: nel 1998 guadagnavano 47 volte il salario del lavoratore medio, un vertiginoso aumento del gap in meno di due decenni, sempre secondo i calcoli dell'High Pay Centre. repubblica.it

martedì 5 gennaio 2016

La Casa delle Donne " Anna Andriulo" di Gallarate parteciperà a questo evento sulle Donne nella Resistenza.


Carpi, cooperativa fa svuotare la fabbrica mentre gli operai sono in ferie

Che alla Carpigiana tirasse una brutta aria era noto già da qualche mese. “Il problema è che con la cooperativa avevamo una trattativa in corso – spiega Mattia Laconca, delegato Si Cobas, che in azienda rappresenta la maggioranza dei lavoratori – ma la dirigenza l’ha ignorata, mettendoci di fronte al fatto compiuto”.
La scorsa primavera, infatti, i sindacati e i lavoratori avevano manifestato contro la cooperativa e contro la ditta metalmeccanica Cbm, unico committente, “per via delle condizioni contrattuali a cui erano sottoposti i 38 dipendenti”: “Gli operai – spiega Aldo Milani, numero uno dei Cobas –svolgevano per Cbm prevalentemente mansioni da metalmeccanici, ma erano inquadrati nel contratto della logistica, come facchini insomma, con stipendi e benefici economici più bassi”. Sulla questione i lavoratori hanno anche intrapreso una causa contro Cbm per intermediazione di manodopera, tuttora in corso, la cui prima udienza si è svolta il 29 ottobre 2015.
ilfattoquotidiano.it

Ilva, firmato il decreto per la cessione

MILANO - Il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha firmato il decreto che autorizza la cessione dei complessi aziendali dell'Ilva e l'avvio delle procedure per il trasferimento delle aziende che fanno capo alle società del gruppo dell'acciaio, ora in amministrazione straordinaria. Domani sarà pubblicato il bando per le manifestazioni di interesse da parte dei potenziali acquirenti. Prende così corpo il programma annunciato dal ministro in un'intervista a Repubblica, solo pochi giorni fa. In quell'occasione, Guidi ha fatto il punto dopo mesi di direzioni ondivaghe, durante i quali prima si è accarezzata l'idea del privato, poi della nazionalizzazione, e quindi si è tornati sul mercato. Si è escluso il cosiddetto "spezzatino" dell'acciaieria e non si è escluso l'intervento in cordata di gruppi italiani: quasi certamente nascerà una newco con la possibile partecipazione in minoranza della Cassa depositi prestiti, controllata dal ministero dell'Economia.

Con il via libera da parte della titolare del Mise, parte l'esecuzione del programma di cessione dei complessi aziendali dell'Ilva predisposto dai tre commissari Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi, che avrà una durata fino a 4 anni. Insieme, partono anche le procedure per il trasferimento delle aziende che fanno capo alle società dell'intero gruppo dell'acciaio. In particolare, annuncia il Mise, già da domani sarà pubblicato sulla stampa nazionale ed internazionale un invito a manifestare interesse all'operazione di trasferimento dei complessi aziendali del gruppo Ilva, al fine di consentire l'espletamento delle relative procedure entro il temine del 30 giugno 2016, come previsto dal decreto-legge approvato
repubblica.it

domenica 3 gennaio 2016

Federmeccanica, lo strappo sul salario

Inizia in salita, come era prevedibile, la trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori metalmeccanici. Federmeccanica aveva annunciato una proposta in qualche modo spiazzante e così in effetti è stato. Per gli industriali del settore nel 2016 non dovrà essere corrisposto ai lavoratori alcun aumento, mentre per il 2017 pochi soldi e solo a una platea ristrettissima di addetti. In cambio, Federmeccanica mette sul piatto più risorse per il welfare aziendale. Una proposta, quella sul salario, rinviata al mittente da Fim, Fiom e Uilm, in attesa del quarto round di incontri che si svolgerà il 21 gennaio, mentre la Fiom convocherà prima gli attivi regionali e il comitato centrale.
Nel dettaglio, Federmeccanica spiega la mancata corresponsione di aumenti nel 2016 con la necessità di assorbire una parte dei 74 euro di aumento (pari al 4%) corrisposti nel predente triennio in previsione di un'inflazione programmata che si è poi rivelata più bassa di quanto previsto. Dal 2017 poi, ma solo per i lavoratori al di sotto del minimo contrattuale, andrebbero 37,31 euro di aumenti al mese, l'equivalente dell'indennità per la mancata contrattazione aziendale che sarebbe loro spettata. “In cambio”, come detto, Federmeccanica offre l'aumento di alcune voci di welfare aziendale dall'assistenza sanitaria  integrativa al 100% pagata dall'azienda ed estesa anche ai familiari, fino alla previdenza complementare (con aumento della contribuzione aziendale e diminuzione di quella dei lavoratori) e alla formazione (24 ore nel triennio pagare dal'azienda e fuori da Fondimpresa). Questo pacchetto, secondo gli industriali metalmeccanici, equivarrebbe a un aumento del salario lordo di 1.582 euro, ma è chiaro che la piattaforma presentata a Fim, Fiom e Uilm tocca punti nevralgici della contrattazione, a partire dal fatto che il Ccnl non darebbe più incrementi salariali uguali a tutti i lavoratori.
Pubblichiamo il testo della proposta per il rinnovamento contrattuale per il triennio 2016-2018 consegnata oggi, 22 dicembre 2015 a Fim, Fiom e Uilm da Federmeccanica e Assistal. Il confronto è stato aggiornato al prossimo 21 gennaio 2016
Federmeccanica Proposta contrattuale

Sanità si cambia: Dal primo gennaio è entrata in vigore la Riforma voluta dal Presidente Maroni. Gallarate perde la sua autonomia.

Addio vecchie aziende ospedaliere. Dal 1 gennaio 2016, il sistema sanitario lombardo ha cambiato il suo volto. Le sigle AO e ASL ( aziende ospedaliere e sanitarie) hanno lasciato il posto alle nuove ASST e ATS ( aziende socio sanitarie territoriali e Aziende di Tutela della Salute). Un cambiamento che non è solo di forma ma che vede profonde innovazioni anche nel modo di erogare le prestazioni e di gestire tutta la macchina con la relativa spesa.
A controllare tutti i costi c’è la nuovissima Agenzia di Controllo diretta dal varesino Andrea Mentasti: sarà questo ente terzo a vagliare ogni costo sostenuto e investimento fatto.
Sul territorio, invece, spetterà alla nuova ATS programmare il sistema sanitario ma anche quello sociale: due facce di una stessa medaglia dedicata a sostenere il cittadino in ogni sua esigenza medica e sociale.

«La Regione prenderà il volo con Sea»

MALPENSA - Sea e Sacbo verso la fusione e la regione Lombardia vuole essere della partita. «C’è l’intenzione e la disponibilità», asserisce il governatore Roberto Maroni. Ancora non è lecito parlare di cifre, ma quel 30 per cento di Sacbo di proprietà di Sea potrebbe diventare tranquillamente della regione. La strada potrebbe, però, essere anche quella di un aumento di capitale anziché l’acquisto di quote». 
Dopo la nomina degli advisor da parte di Sea (Bnp Paribas) e Sacbo (Mediobanca) per definire il valore delle società, anche il Comune di Milano ha emesso un apposito bando per la ricerca del proprio advisor con scadenza l’11 gennaio 2016. «Dal 12 gennaio Milano potrà nominare il proprio advisor che darà l’okay a un matrimonio già definito vantaggioso, conveniente e utile dal professor Paleari, rettore dell’Università di Bergamo e referente di Iccsai (Istituto per la competitività nel settore dell’Aviazione). Il sistema aeroportuale lombardo con la fusione potrà contare quasi 37 milioni di passeggeri avvicinandosi ai 38 milioni dello scalo di Fiumicino, senza considerare il traffico delle merci che farebbero della Lombardia un polo europeo di grande livello per la quantità di merci movimentate». 
C’è soltanto una cosa che il presidente Maroni teme ed è il potenziale effetto elezioni di Palazzo Marino. «Mi auguro che le elezioni per il Comune di Milano non rallentino questa operazione e che il tema della fusione tra Sea e Sacbo resti fuori dalla campagna elettorale, visto che siamo tutti d’accordo su queste nozze» rimarca il governatore.
laprovinciadivarese.it