- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

mercoledì 18 settembre 2013

Agusta: esposto per verifica rispetto legge 81 / 2008

spett.le:
ASL Cardano al Campo
Via de Amicis 7
21010 - Cardano al Campo VA

oggetto: esposto per verifica rispetto legge 81 / 2008

premessa:
nel novembre 2011, l’RSPP e l’Agusta informano gli RLS che, all’interno del reparto “Forni” che è adiacente all’officina della meccanica di C. Costa, è stato misurato un livello di monossido superiore a quanto previsto dalla legge. Le misure sono state effettuate da una azienda di Milano su richiesta di Agusta perché da qualche tempo i sensori del monossido presenti all’interno del reparto, continuavano a segnalare una elevata presenza di monossido.
Agusta ci riferisce che, a fronte delle misure rilevate, il livello di monossido presenta un comportamento anomalo, passando da 10 ppm fino a oltre 800 ppm in pochi secondi, per poi scendere nuovamente  ai livelli di partenza. L’RSPP e Agusta ci informano che i lavoratori non corrono alcun pericolo ma che si attiveranno immediatamente per aumentare la quantità d’aria e migliorarne la circolazione. Inoltre ci informano che disattiveranno una delle due sirene perché il rumore è troppo elevato. Secondo Agusta, il problema deriva dal fatto che negli ultimi anni sono state introdotte delle macchine a combustione (nuovi forni) senza adeguare la quantità d’aria nel reparto. 
Dal novembre 2011 ad oggi, Agusta ha inserito delle cappe di aspirazione su alcune fiamme libere, ha aggiunto una presa d’aria che immette aria prelevata dall’esterno ed ha spostato alcune prese d’aria per migliorarne la circolazione, inoltre ha fatto funzionare tutte le ventole poste nel sottotetto e tutte le ventole sistemate sui finestroni, ha poi fatto sistemare tutte le finestre in modo tale da poterle aprire tutte. Infine ha attivato nuovamente la seconda sirena precedentemente disattivata.
Nonostante tutte le modifiche strutturali adottate, i sensori segnalano ancora la presenza  di monossido anche se non in misura così elevata come in precedenza, ma comunque in quantità tale da far suonare gli allarmi “monossido” nel reparto. Per tentare di monitorare correttamente il livello di monossido all’interno del reparto, Agusta decide di modificare il tempo di intervento dei sensori posticipandolo di diversi minuti, operazione che viene evidenziata dallo strumento di misura con una indicazione luminosa “Alarm Delay” che continua a lampeggiare sul sensore che interviene.

A Fronte di quanto alla premessa, 
gli RLS di Agusta di C. Costa chiedono all’organismo in indirizzo di verificare che:

1-      il livello di monossido presente nei forni non sia in concentrazioni tali da mettere a rischio la salute dei lavoratori, come previsto dalla legge anche con porte e finestre chiuse;
2-      il tempo di intervento e la soglia di intervento dei sensori siano tali da misurare la reale concentrazione di monossido nell’arco di tempo, come previsto dalla legge, tenendo conto che i sensori con inserito “Alarm Delay” non intervengono immediatamente al superamento della prima soglia di 25 ppm (come prevede la legge) per il ritardo inserito, ma intervengono all’istante solo al superamento dei 100ppm;
3-      che la modifica delle soglie di intervento (25ppm) e del tempo di intervento dei sensori vengano effettuate informando l’uff. ASL di competenza;
4-      una volta che risuonano le sirene all’interno del reparto, vengano attivate le misure di emergenza previste dai piani di evacuazione, dato che i continui allarmi degli ultimi 2 anni hanno provocato una diminuzione del livello di attenzione di tutti i lavoratori presenti nel reparto, dando per scontato che non vi è pericolo alcuno anche se suona l’allarme;


Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti

domenica 15 settembre 2013

Modalità di gestione delle domande di pensione già presentate o che dovessero essere presentate dai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 11 del d.l. n. 102/2013

Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Messaggio n. 14254


OGGETTO:
Salvaguardia ai sensi dell'articolo 11, del decreto legge 
31 agosto 2013, n. 102 (c.d. Salvaguardia dei 6.500). 
Modalità di gestione delle domande  di pensione già 
presentate o che dovessero essere presentate dai 
soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 11 del d.l. n. 
102/2013.


Sulla  Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto 2013 è stato pubblicato il decreto legge 31 agosto 2013, 
n. 102, entrato in vigore il 31 agosto 2013, che all’art. 11 ha previsto delle ulteriori disposizioni di 
salvaguardia per n. 6.500 soggetti che possono accedere alla pensione in base ai requisiti pensionistici 
vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.  201, convertito, con 
modificazioni, dalla legge 22  dicembre  2011, n. 214.

In particolare, il citato decreto legge n. 102, all’art. 11, comma 1,  ha disposto delle modifiche all'articolo 
6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012,
 n. 14, e relative norme attuative, includendo tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio della 
salvaguardia di cui  al  comma  14,  dell’art. 24, della legge n. 214 del 2011, anche  i  lavoratori  il  cui 
rapporto di lavoro si sia risolto tra il 1° gennaio 2009 ed il  31  dicembre  2011, in ragione della risoluzione 
unilaterale del rapporto di lavoro medesimo, a condizione che:

  1. abbiano conseguito successivamente alla data di  cessazione,  la quale comunque non  può  essere
    anteriore  al  1°  gennaio  2009  e successiva al 31 dicembre 2011, un reddito  annuo  lordo  complessivo
     riferito a qualsiasi  attività,  non  riconducibile  a  rapporto  di lavoro dipendente a tempo indeterminato,
    non superiore a euro 7.500;
  2. risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina pensionistica
    vigente prima della data di entrata in vigore del  decreto-legge 6 dicembre  2011, n. 201, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n. 214 avrebbero comportato la decorrenza del
    trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del
    citato decreto-legge n. 201 del 2011, vale a dire entro il 6 gennaio 2015.

Si rende noto che il comma 2 dell’art. 11, ai fini della presentazione delle istanze da parte  dei  lavoratori 
interessati,  rinvia alle procedure relative alla tipologia dei lavoratori di cui al comma 2-ter dell'articolo 6 del 
decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012,  n. 14, 
come definite  nel  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali 1° giugno 2012, pubblicato nella
 Gazzetta Ufficiale n. 171, e successivamente integrate  dal  decreto  del  Ministro  del lavoro e delle politiche 
sociali 22  aprile  2013,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 183.

In attesa delle istruzioni in ordine alle modalità di presentazione dell’istanze per l’accesso alla salvaguardia
di cui all’articolo 11 del d.l. n. 102, si interessano le Sedi a non adottare provvedimenti di reiezione, come 
già precisato con messaggio 12577 del 2/8/2013  e circolare n. 76/2013,nei confronti dei soggetti che ritengano
di essere beneficiari di tale ulteriore salvaguardia e che presentino domanda di pensione,  anche utilizzando
gli ordinari moduli e specificando di voler accedere con i benefici di cui al decreto legge n. 102, fermo restando
la sussistenza dei requisiti di cui alle lettere a) e  b) del comma 1 dell’articolo 11 del decreto legge n.
102/2013.

Si rende noto che a breve verrà rilasciato l’apposito prodotto Webdom relativo alla presentazione delle 
domande di pensione in salvaguardia ai sensi del decreto legge n. 102 del 2013.

Si fa riserva di fornire, con successivo messaggio,  le istruzioni di carattere generale relative alla salvaguardia
 in parola.

Il Direttore Generale

somme riscosse dalle società di gestione aeroportuale a titolo di incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili

    Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

    Messaggio n. 14354
    OGGETTO:
    Riscossione incremento dell’addizionale comunale sui
    diritti di imbarco di passeggeri. Rilascio procedura per 
    la comunicazione dati (Circolare n.112 del 2013). 
    Sanzioni civili sugli importi arretrati. Istruzioni contabili. 
    Variazioni al piano dei conti

    1.          Rilascio procedura Addizionale Passeggeri
     Con la circolare n. 112 del 25 luglio 2013 sono state illustrate le nuove modalità di comunicazione e
    versamento delle somme riscosse dalle società di gestione aeroportuale a titolo di incremento dell’addizionale
    comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili, di cui all'articolo 6-quater, comma 2, del decreto
    legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43.

    Si comunica che è disponibile on line sul sito INTERNET dell’Istituto l’applicazione Addizionale Passeggeri per la
    comunicazione dei dati relativi alle somme riscosse.

    La procedura è supportata dal relativo manuale tecnico-amministrativo, scaricabile direttamente dalla home page,
    il quale descrive tutte le funzionalità della procedura.


    2.          Sanzioni civili sugli importi arretrati

    Ad integrazione delle indicazioni fornite nella circolare n. 112/2013, si precisa che sugli importi già riscossi dalle
    società di gestione in periodi antecedenti il 1° luglio 2013 ed ancora non riversati all’Inps (da esporre sul modello
    Uniemens con il codice M404) devono essere applicate le sanzioni civili a partire dalla data di entrata in vigore
     della legge n. 92/2012 (18 luglio 2012) o dalla data di scadenza del relativo termine di versamento all’Inps, se
    successiva.

    Pertanto, la regolarizzazione  da parte delle società di gestione dovrà essere effettuata mediante versamento
    delle somme maggiorate delle sanzioni civili, quantificate secondo le indicazioni fornite dall’Istituto al punto 4
    della circolare n. 112/2013.

    L’importo delle sanzioni civili dovute sulle riscossioni avvenute in periodi antecedenti il 1° luglio 2013 dovrà
    essere indicato sul modello Uniemens utilizzando l’apposito codice "Q921".

    Si rinvia per quanto non espressamente descritto nel presente messaggio ai contenuti della circolare succitata.


    3.           Istruzioni contabili

    Al fine di rilevare contabilmente le sanzioni civili riversate dalle società di gestione dei servizi aeroportuali,
    dichiarate con il codice Q921 nei flussi Uniemens, in accordo con le indicazioni del paragrafo precedente,
    si istituisce, nell’ambito della gestione GVR – il conto:
    GVR24120 per la riscossione delle sanzioni civili.
    In allegato la variazione al piano dei conti.

    Il Direttore Generale

sabato 14 settembre 2013

COMUNICATO STAMPA NOF35



COMUNICATO STAMPA

Ci risiamo.  L'intermittente coscienza dei “grandi della terra” si è accorta che un popolo, quello siriano, è vittima di un genocidio perpetrato da governanti e poteri di varia natura che si fronteggiano usando i cadaveri di bambini per posizionarsi al meglio in vista della resa dei conti finale.

Con un'ipocrisia ostentata senza pudore si stilano classifiche tra i diversi tipi di morte: è meglio morire dilaniati da bombe o soffocati dal gas? Sembra che quest'ultima soluzione sia quella che più inquieta le coscienze a gettone di cui sopra e quindi si scaldano i motori della macchina bellica e della propaganda militarista. L'orrido ossìmoro “guerra umanitaria” viene rispolverato alla faccia del conclamato fallimento, sotto tutti i punti di vista, delle precedenti avventure “umanitarie” a suon di uranio impoverito e bombe al fosforo.

In una situazione esplosiva, quella mediorientale, in cui si fronteggiano le mire egemoniche dell’imperialismo USA, le politiche di espansione e di controllo delle risorse da parte delle potenze regionali e della Russia, il tutto intrecciato  
con gli interessi della grande finanza e dell'apparato bellico, l'unica certezza che possiamo avere è che la guerra è un crimine che aggiunge orrore ad orrore, che non risolve i conflitti ma li aggrava, li incancrenisce.

I popoli, l'opinione pubblica,  guardano con sgomento e un senso di impotenza  quest'assurda coazione a ripetere che sempre più ci avvicina al baratro di una deflagrazione definitiva del mondo come lo abbiamo conosciuto dopo la seconda guerra mondiale. L'ONU, i consessi internazionali, i parlamenti, non sono più nemmeno il paravento di un simulacro di legalità, semplicemente non vengono presi in considerazione, qualunque posizione assumano.

La nostra voce deve unirsi a quella di chi sta gridando il proprio sdegno, la propria protesta contro questa guerra annunciata, contro tutte le guerre; il nostro impegno deve continuare a partire dal  territorio in cui viviamo, nella strada intrapresa contro ciò che prepara e rende possibili queste tragedie come l'attività di chi le armi le costruisce, le vende, le usa.

l’Italia, nell’ultimo decennio, è fra i paesi europei il primo fornitore di armi alla Siria, i carri armati dell’esercito siriano usano sistemi di puntamento di ditte italiane: negli ultimi 2 anni sono aumentate le esportazione di armi leggere (fucili, pistole, bombe a mano, mitragliatrici e lancia missili) verso le Turchia.
Chi costruisce e vende armi prepara la guerra. Per questo ribadiamo la nostra condanna a tutti gli strumenti di guerra prodotti nel nostro paese e il nostro…  

no agli F35, no alle fabbriche di morte, se vuoi la pace prepara la pace.


MOVIMENTO NO F35 NOVARESE

Tagli ai servizi di pulizia su Trenord, parte lo sciopero

Meno lavoro di pulizia sui treni? Scatta lunedì 16 settembre lo sciopero degli addetti pulizie sui treni di Trenord. La questione riguarda tre società esterne (Nord Servizi, Team Service e Consorzio Gisa) che garantiscono la pulizia dei convogli regionali e suburbani di Trenord: nel mese di luglio Trenord ha comunicato una consistente riduzione di attività, pari al 20% del loro attuale impegno. La trattativa successiva, che ha coinvolto anche i sindacati, ha portato ad una leggera riduzione dei tagli, ma gli stessi sindacati denunciano gli esuberi del personale e "l’immediata e percepibile diminuzione dei livelli di pulizia e igiene sui convogli ferroviari".
varesenews.it

CASTELLANZA: Il Comune stanzia 10 mila euro da distribuire ai locali senza le macchinette e annuncia che fornirà uno spazio gratuito ad una banca per l'istituzione di un banco dei pegni.

Un costo sociale che si vuole contenere e che - come ha specificato il senatore Candiani, tra i più accesi avversari della lobby delle slot - genera spese per lo Stato e in particolare per gli enti locali pari all'introito della tassazione, circa 6 miliardi. Un dato che fa riflettere e che sta alla base della clamorosa votazione della settimana scorsa proprio in Senato quando una mozione e un ordine del giorno sulla moratoria di un anno sull'apertura di nuove sale slot hanno ottenuto una maggioranza schiacciante di voti favorevoli, salvo poi essere disattese con specifica circolare del Governo: «Nonostante quei numeri così schiaccianti a favore della moratoria - ha detto Candiani - il Governo e alcune forze parlamentari subiscono una pressione notevole da parte della potente lobby e, a volte, anche i mezzi di informazione devono subirla in quanto Sisal e altre società sono importanti inserzionisti». Il senatore non le manda a dire e mostra alcuni esempi di pubblicità apparsi sui giornali. Sul tema, infine, si ricorda che stasera alle 21 proprio a Castellanza si terrà un incontro pubblico proprio sulla febbre del gioco e i danni sociali che provoca in biblioteca.

Ma l'amministrazione castellanzese non si ferma qui e, oltre ad annunciare che a breve inizierà il censimento dei bar con relative macchinette per decidere la distribuzione del contributo una tantum, entro fine anno vuole arrivare ad offrire un ulteriore servizio per contrastare il fenomeno, non sempre limpido, dei Compro Oro: «L'idea è quella difornire uno spazio ad un istituto bancario che possa aprire un Banco dei Pegni (o Monte di Pietà, come veniva definito un tempo) che presti danaro ad un tasso etico, a fronte di un pegno». Galli si rifà all'antico istituto avviato nel XV secolo da alcuni ordini religiosi per dareun'alternativa a chi si vende l'oro di famiglia per ottenere liquidità: «In questo caso la persona che ha bisogno di liquidi non è costretto a vendere il proprio oro ma può darlo in pegno a garanzia della restituzione del prestito». In sostanza si tratterebbe di un'incentivazione del microcredito.

giovedì 12 settembre 2013

Riva, a casa in 1.500 Chiudono sette impianti

TARANTO - Il gruppo Riva ha annunciato che da domani metterà in libertà circa 1.500 addetti che operano nelle 13 società riconducibili alla famiglia e oggetto del sequestro di beni e conti correnti per 916 milioni di euro operato dalla Guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta tarantina per disastro ambientale. Lo rende noto la Uilm nazionale.
Riva Acciaio conferma in una nota la cessazione da oggi di tutte le attività dell'azienda, esterne al perimetro gestionale dell'Ilva, e relative a sette stabilimenti in cui sono impiegati circa 1.400 persone. La decisione viene motivata con il sequestro preventivo penale del Gip di Taranto.

Esplosione in silos fabbrica di Lamezia Terme, 2 morti

Un silos di un'industria per la trasformazione di oli combustibili è esploso nel pomeriggio nell'area industriale di Lamezia Terme. Secondo le prime notizie fornite dalle forze dell'ordine, due operai sono morti ed un terzo è rimasto ferito.
L'esplosione è avvenuta all'interno dello stabilimento di San Pietro Lametino della Ilsap Biopro, un'azienda che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel. Sono intervenuti, oltre alle forze dell'ordine, i vigili del fuoco, che stanno accertando la natura di vapori che si sono liberati nell'aria.
E' molto grave l'operaio rimasto ferito nell'esplosione. L'uomo ha ustioni su tutto il corpo. Nel momento dell'esplosione, secondo le prime notizie raccolte dagli investigatori, nel silos erano in corso lavori di manutenzione. Una gru con un cestello per fare salire gli operai è ancora vicino alla struttura.

mercoledì 11 settembre 2013

CFL (LOGISTICA AGUSTA C. COSTA): 50 € DI AUMENTO AL MESE

L’AZIENDA RISPETTA L’ACCORDO E PAGA ANCHE GLI ARRETRATI

Dopo due ore di riunione tra CFL, i delegati sindacali e alcuni operai, la direzione ha accolto le richieste di concedere un aumento economico di 50 euro fisse in busta paga e uguali per tutti, senza avere nessuna contropartita da parte dei lavoratori.

Il 19 luglio la direzione di CFL si è presentata ai cancelli di Agusta dove si svolgeva  il presidio degli operai in sciopero, per riprendere la trattativa con i lavoratori.

Il presidio è stato sospeso verso le ore 13.00 per consentire alla direzione di CFL di esporre le proposte per chiudere la trattativa e cessare lo sciopero dei lavoratori.

CHI LOTTA PUO’ VINCERE ……
CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO.
NOI ABBIAMO LOTTATO …..
   NOI ABBIAMO VINTO!!!

L’ipotesi di spostare tutti gli operai sotto la cooperativa avverrà solo se i diretti interessati saranno d’accordo, altrimenti la direzione non farà forzature, mentre per il lavoro al sabato retribuito come ordinario, in mancanza di un accordo scritto con le organizzazioni sindacali, l’azienda  continuerà a pagare lo straordinario al sabato come fatto fino ad oggi.

Rimane aperta la vicenda dei livelli più volte rivendicati dagli operai ma senza avere avuto riscontro da parte della direzione aziendale. La direzione aziendale si rende conto di avere un debito verso i lavoratori ma chiede di non eccedere con le richieste e di riprendere la discussione una volta che ci sarà il rinnovo dell’appalto della logistica in Agusta (C. Costa).

Nel frattempo, il primo Agosto, si è chiuso il Contratto Nazionale della logistica con un aumento economico di 89 euro al 6° livello Senior e un “Una-Tantum” di 88 euro.

L’azienda, comunque, non ha motivo di lamentarsi per come è andata la trattativa dato che i 50 euro di aumento contrattati non sono altro che il superminimo assorbibile concordato durante il passaggio di subentro nell’attività di logistica e movimentazione in Agusta: in pratica, non sono altro che soldi che gli operai percepivano già dalla precedente azienda e che sono stati “assorbiti” dai successivi aumenti contrattuali.


L’accordo prevedeva che sarebbero stati pagati gli arretrati ma, visto quanto accaduto in precedenza, si è dovuto aspettare le retribuzioni di Agosto per verificare che l’azienda avesse mantenuto quanto promesso, cosa avvenuta regolarmente.

OSPEDALE di GALLARATE: L’AZIENDA PRETENDE LA MASSIMA FLESSIBILITA’ IN VIOLAZIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO DI LAVORO

E CON IL “SILENZIO ASSENSO” DEI “SOLITI” DELEGATI SINDACALI

All’Azienda Ospedaliera di Gallarate cambiano gli orari di lavoro con una semplice informativa, ma gli altri sindacati non dicono nulla.

Chi si ritiene competente dà addirittura delle indicazioni sbagliate ai propri iscritti; dice che trascorsi 10gg dalla ricezione della lettera non c’è più nulla da fare.

Questi sindacati non sanno forse che esiste un contratto collettivo di lavoro del Comparto sanità?

In questo contratto c’è scritto che l’orario di lavoro è materia di contrattazione e non di informativa.

Sino a quando sarà in vigore questo contratto, queste sono le regole;

l’Azienda le deve rispettare e tutti i sindacati dovrebbero impedire che siano violate.

Chiediamo che la RSU si faccia sentire e impedisca che siano attuate le cosiddette “piccole variazioni” all’orario di lavoro dei fisioterapisti.

Non è questione di piccole variazioni o meno, ma con questo affronto sono in gioco il rispetto delle leggi e dei contratti.

Nessuno in uno Stato di diritto può fare quello che vuole, altrimenti l’Azienda Ospedaliera di Gallarate potrebbe essere paragonata al far west.

Se poi dovesse passare il principio, L’Amministrazione potrebbe cambiare l’orario di lavoro di qualunque lavoratore anche in modo sostanzioso con una semplice informativa oppure anche senza di quella.


TANTO C’E’ QUALCUNO CHE GLIELO PERMETTE.  

MALPENSA - Viva Via Gaggio: "Aspettiamo un no ufficiale"

«Calma e sangue freddo», dice Viva Via Gaggio commentando le dichiarazioni dell'assessore Maurizio Del Tenno, che in una breve intervista al Corriere della Sera ha delineato una strategia di massima per Malpensa che prescinda dalla terza pista, che - diceva Del Tenno - «non è all'ordine del giorno». Le perplessità di Viva Via Gaggio sono concrete e legate anche agli atti compiuti da Regione Lombardia: «Queste sono le dichiarazioni di un Assessore che lo scorso Aprile ha deliberato in senso opposto, affermando che la terza pista serve e che il Master Plan è compatibile. Non diamo peso a queste cose, non spetta a lui la parola definitiva, ma spetta al Ministero dell'Ambiente». L'associazione dunque va avanti con la mobilitazione e in particolare con la raccolta firme, «fino a che non verrà emesso il no ufficiale». Tra i prossimi appuntamenti per firmare il comitato segnala venerdì 13 Settembre alla festa di Sel a Samarate e Domenica 15 settembre in piazza a Sant'Antonino, dalle 9.30 alle 12. Altre iniziative saranno portate avanti invece con il Coordinamento dei comitati del Castanese.
varesenews.it

Tensione al comando dei vigili di Gorla Maggiore: LA DENUNCIA DEL SINDACATO ADL

GORLA MAGGIORE - Tensione al comando della polizia locale di Gorla Maggiore. Secondo quanto riferisce il sindacalista dell’Adl Fausto Sartorato, lunedì 9 settembre si sarebbe verificato l’ennesimo scontro tra un vigile e il comandante Angelo Bonea. “Il collega dice di essere stato spintonato – spiega Sartorato, a sua volta agente di polizia locale in servizio a Busto Arsizio – Non è la prima volta che mi vengono segnalate vessazioni da parte di Bonea. Non a caso, qualche mese fa ho partecipato a un incontro con il sindaco e il segretario comunale per discutere della situazione. Per un po’ non ho più avuto notizie di urla o minacce del comandante, ma l’episodio di lunedì riporta la questione sul tavolo”.
 
“Ho voluto rendere pubblico quanto successo al fine di migliorare il clima all’interno del comando, augurandomi che anche il sindaco Caprioli intervenga, visto che stiamo parlando di un dipendente del Comune – aggiunge il sindacalista – Se il modus operandi del comandante non dovesse cambiare, valuteremo come comportarci insieme al nostro ufficio legale”.
Da parte sua, Angelo Bonea preferisce non entrare nel merito della questione: “Non devo dire nulla perché non è successo proprio niente”, è il suo commento.

Meno Linate, più Malpensa, ma senza terza pista

«Non è all'ordine del giorno». Sono le parole con cui l'assessore regionale a mobilità e trasporti Maurizio Del Tenno parla della terza pista. Con due argomenti, uno più generale, l'altro più legato al contesto:  «Ci sono le note questioni ambientali, ma c'è anche il realismo che porta a dire che prima vanno portate a pieno regime le potenzialità dello scalo così com'è», spiega Del Tenno in una intervista al Corriere della Sera. «Dopo anni in cui la terza pista dello scalo varesino è stata presentata come un totem, un asset irrinunciabile per inesistenti volumi di traffico, finalmente dalle parole dell'assessore, il non-varesino Del Tenno, filtra un barlume di buon senso», il commento di Legambiente, che guarda con attenzione alla questione e tiene alta la guardia, chiedendo priorità chiare sugli investimenti futuri. 
varesenews.it

Malpensa - Avis Budget - il blocco delle auto continua

Nulla di fatto per i 17 dipendenti di Avis Budget che da giorni stanno presidiando il deposito vicino al terminal 2 di Malpensa, 24 ore su 24.
Ieri sembrava potesse esserci una svolta, ma così non è stato. Dunque il blocco continua.
Non escono auto dal deposito di Malpensa e chi ha già prenotato una vettura è costretto ad aspettare ai terminal che ne rientri un’altra, accentando di prenderla sporca e non controllata dal personale in presidio.
«Non è stata data alcuna certezza. Sembra che Avis preferisca perdere soldi anziché darli ai lavoratori». La nota dolente è che l’azienda non è in crisi e il lavoro non manca a Malpensa. Anzi, da ieri ci sarebbe il boom di clienti affezionati che, in arrivo in aereo, si rivolgono ad Avis per andare al Gran Premio di Monza. Affari, dunque, in fumo, oltre al danno di immagine. A certi clienti sarebbe stato pagato il taxi per poter prendere un’auto in altri punti di noleggio. Qualcuno è stato indirizzato a Linate e sempre da Linate sono state fatte arrivare delle vetture, ma le quasi 200 auto pronte e pulite presenti nel deposito di Malpensa, potrebbero essere pronte in un baleno. Dai referenti locali di Avis nessuna risposta. A. Ped.

Operaio morto nel salumificio arrestato il re dei wurstel Scarlino

Compra i macchinari con i dispositivi di sicurezza, poi li fa rimuovere per velocizzare la produzione. E' stato arrestato a dieci giorni dalla tragedia consumata nel suo salumificio di Taurisano, costata la vita all'opera io 53enne Mario Orlando, l'amministratore dell'azienda Scarlino, uno dei fratelli alla guida dell’azienda leader in Italia e all’estero nella produzione di wurstel. 

Attilio Scarlino è stato arrestato e posto ai domiciliari con l'accusa di morte come conseguenza della rimozione dolosa di misure contro gli infortuni sul lavoro. Indagati il fratello Antonio come responsabile della sicurezza, e il capo reparto Luigi De Paola, cui vengono contestati i reati di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e morte come conseguenza di altro reato, mentre all'operaio Mario De Icco viene contestata l'accusa di omicidio colposo, per avere inavvertitamente azionato l'impastatrice che ha ucciso Orlando, nel primo pomeriggio del 30 agosto, mentre puliva il macchinario. 
bari.repubblica.it