- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

mercoledì 30 novembre 2016

Rinnovo CCNL Metalmeccanici: 20 buone ragioni per dire no all'intesa contrattuale

1. Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione reale aggiornata anno per anno;
2. Per tutto il 2017, se l’inflazione viene confermata allo 0.5% , i lavoratori avranno un aumento di 6 euro netti al mese;
3. Gli aumenti fissi derivanti dal recupero dell’inflazione assorbiranno tutte le altre voci in busta paga se non esplicitamente dichiarate NON ASSORBIBILI (forse anche gli scatti di anzianità);
4. Per tutto il 2016 ci sarà una quota UNA-TANTUM di 80 euro che non coprirà nemmeno la metà degli scioperi fatti. Altro che indennità di vacanza contrattuale e recupero dei mesi senza contratto;
5. Le altre voci concordate sono nel costo complessivo dell’accordo ma non sono “aumento” come ERRONEAMENTE propagandato da FIMFIOMUILM;
6. Il contributo aziendale al fondo pensione COMETA passa dall’1.6% al 2% con un aumento di 0.4 che corrisponde a 4 euro al mese ma solo per gli aderenti, preferiamo tenerci la nostra pensione;
7. La quota destinata al fondo sanitario METASALUTE, passa da 72 euro a 156 con un incremento di 84 euro all’anno e cioè 7 euro al mese tutto a carico delle aziende, così si distrugge il SSN;
8. METASALUTE diventa obbligatoria per tutti i dipendenti salvo revoca scritta, che noi consigliamo caldamente;
9. La formazione avrà un costo complessivo di 300 euro nei 3 anni ma le aziende attingeranno ai finanziamenti esterni compreso Fondimpresa gestita da CGIL CISL UIL e sostenuta con una parte del salario dei lavoratori, sono sempre nostri soldi;
10. L’età oltre la quale i lavoratori non potranno più essere trasferiti aumenta di 2 anni per gli uomini (52) e di 3 per le donne (48);
11. I permessi retribuiti per l’assistenza ai disabili, previsti dalla legge 104/92, devono essere programmati per tutto il mese e comunicati almeno 10 giorni prima dell’utilizzo;
12.Per gli anni successivi l’aumento sarà collegato all’inflazione reale senza l’impatto dell’energia importata e contrattata anno per anno;
13.Per il 2018 l’inflazione prevista sarà dell’1% con un aumento di circa 10 euro al mese rispetto al 2017, ma può essere anche meno;
14.Per il 2019 l’inflazione prevista sarà dell’1.2% con un aumento di circa 13 euro al mese rispetto al 2018, sempre che Federmeccanica sia d’accordo;
15. L’ipotetico aumento di stipendio nei 4 anni di applicazione del contratto (2016/2019) sarà di 6+10+13=29 euro netti al mese;
16.I benefit da erogare saranno totalmente esentasse per le aziende che le potranno scalare dalla dichiarazione dei redditi mentre i lavoratori dovranno pagarsi le tasse sui benefit (iva 23%) e in busta non entra niente;
17. La media dei buoni spesa “esentasse” sarà di 150 euro x anno che corrispondono a 12.5 euro al mese (ci diranno anche dove fare la spesa?);
18. Se il padrone non ti fa andare in ferie, potrai sempre anticipare la pensione con le competenze accantonate, idea innovativa;
19.Se un tuo collega ha un problema familiare, gli puoi regalare le tue ferie, senza aspettare che il padrone conceda un permesso retribuito;
20.Se hai un “tablet” di nuova generazione, potrai lavorare anche in treno o al parco, così il padrone sarà più contento e non dovrà darti un ufficio;
21.Gli orari diventano sempre piu' flessibili come la durata della settimana lavorativa , magari per non pagarti neppure gli straordinari con la maggiorazione;

Pensi che sia un buon contratto? 
Pensi davvero che potrai recuperare il potere di acquisto perduto e conservare il potere di contrattazione?
Fiorenzo Campagnolo ADL
Federico Giusti Delegati e Lavoratori Indipendenti

"Venti motivi, tutti concreti, per rifiutare l'accordo sul contratto dei metalmeccanici". Intervento di F. Campagnolo e F. Giusti

Il dibattito sul contratto dei metalmeccanici appena siglato da sindacati e Federmeccanica si va allargando. Nei prossimi giorni cominceranno le assemblee e poco prima di Natale è previsto il voto nei luoghi di lavoro. Pubblichiamo questo breve intervento di Federico Giusti e Fiorenzo Campagnolo che hanno avuto la preoccupazione di racchiudere le loro critiche in venti sintetici punti, tutti molto puntuali e ben formulati. Punti concreti che potrebbero avere un peso molto importante nell'orientare il voto dei lavoratori al momento della consultazione. 

1 Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione reale aggiornata anno per anno;

2. Per tutto il 2017, se l’inflazione viene confermata allo 0.5% , i lavoratori avranno un aumento di 6 euro netti al mese;
controlacrisi.org

lunedì 28 novembre 2016

Contratto metalmeccanici, ma che ha Landini da esultare?

Nuovo contratto dei metalmeccanici. Anche la Fiom di Landini sottoscrive il jobs act e il testo unico sulla rappresentanza

di Fiorenzo Campagnolo* e Federico Giusti**
Venerdi’ è stato siglato il nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, un successo per la Fiom, per noi l’ennesima  débâcle i cui effetti saranno compresi  nei prossimi anni
Partiamo da una considerazione elementare che sta a cuore a tutti i lavoratori: gli aumenti contrattuali, sono reali o fittizi?
L’indicatore IPCA al netto dell’energia importata non consente un calcolo preciso, a nostro avviso  possiamo calcolare 6 euro al mese x 1 anno + 9 euro al mese per il 2 anno + 14 euro al mese per il terzo anno = 29 euro di aumento nei tre anni di applicazione del contratto. Poi c’è la formazione 100 euro x anno : 12 = 8 euro al mese. Poi la sanità integrativa 13 euro al mese e la pensione integrativa che è il 2% = 24 euro al mese ma solo per gli aderenti. Insomma pensiamo che i veri aumenti nei contratti dovrebbero essere comprensivi degli arretrati senza quella miseria di indennità di vacanza contrattuale vigente in molti comparti, aumenti non barattati con benefit che poi servono a coprire lo smantellamento della sanità pubblica, del sistema sanitario i cui becchini sono anche i sindacati cgil cisl uil
Non siamo nostalgici del passato ma se una nostalgia l’abbiamo è per i tempi nei quali i lavoratori lottavano e c’era una distinzione netta tra gli interessi dei lavoratori e quelli dei padroni, aumenti salariali  recupero di potere di acquisto e tutela degli spazi di contrattazione, aumento dei diritti, una esistenza dignitosa all’interno delle fabbriche. Oggi  avviene il contrario, i rinnovi contrattuali sono terra di conquista dei padroni che tolgono salario e diritti, ci sono gia diversi esempi di rinnovi nazionali aberranti per i lavoratori (vedi igiene ambientale), ora si aggiunge, all’elenco anche quello dei meccanici……
Nessuna riduzione dell’orario e dei carichi di lavoro. Ricordiamo che l’orario plurisettimanale consente ai padroni di non pagare gli straordinari e allungare o accorciare la settimana lavorativa a loro piacimento: Nessun vincolo viene poi  imposto ai padroni nemmeno per scongiurare i trasferimenti dei lavoratori in altri plessi industriali, l’operaio diventa flessibile in toto, nell’orario, nella mansione, nello stesso luogo produttivo. Del resto chi in questo paese ha mai contrastato le delocalizzazioni industriali? La strategia sindacale è la riduzione del danno, ottenere ammortizzatori sociali (ridotti nella durata e nella platea dei destinatari), le amministrazioni locali e il Governo non hanno contrastato i padroni e la loro instancabile ricerca di delocalizzare dove il costo del lavoro è ai minimi termini
Siamo basiti di fronte alla narrazione dei sindacati firmatari che parlano di un lungo braccio di ferro con i padroni con decine di ore di sciopero per rinnovare questo contratto, raccontano che i padroni non avevano interesse al rinnovo perché vogliono chiudere la contrattazione nazionale e spostare tutto verso il secondo livello. Noi nelle fabbriche ci siamo e vediamo un’altra realtà, pochi scioperi e spesso rituali, contrattazione di secondo livello in rimessa, a parole si criticano lo smart working e il jobs act ma nei fatti si concludono accordi che li ratificano e li sviluppano .
E che dire del testo unico sottoscritto a gennaio 2014? Questo accordo non è ancora applicato in toto probabilmente in attesa di una complessiva riforma del modello di contrattazione che sancirà la partecipazione alle rsu di ogni settore pubblico e privato solo dei sindacati che avranno sottoscritto questo accordo, In ogni caso,rimane un regolamento che disciplina il diritto di sciopero a tutto vantaggio delle aziende e con il consenso “complice” dei firmatari. I lavoratori si devono rendere conto che il diritto di sciopero è l’unico strumento che hanno per rivendicare i propri diritti e il testo unico del 2014 ha come obiettivo la contrazione delle agibilità sindacali per limitare al massimo lo stesso diritto di sciopero.
Nessuna deroga all’applicazione del Jobs act, nessun esonero o numero chiuso per le assunzioni con le nuove regole. I nuovi assunti potranno essere licenziati e avranno molti meno diritti di altri lavoratori più anziani, bastava un minimo sforzo per mettere dei vincoli alla applicazione del jobs act ma non si è voluto fare nulla.
Landini è un bravo oratore, un personaggio televisivo ma la sua combattività mediatica stride con l’arrendevolezza sindacale, gli scioperi sono stati pochi , il conflitto inesistente. Ma quale braccio di ferro poi ci sarebbe stato?  Federmeccanica deve tenere al suo interno le aziende , la crisi di rappresentatività riguarda anche i padroni ormai, il caso Fiat è emblematico . Se leggiamo oggi Il Sole 24 ore si capisce che il nuovo sistema contrattuale è alle porte, non a caso si ipotizza uno scambio tra salario e produttività, nessun rinnovo contrattuale sarà quindi possibile senza maggiore sfruttamento dei lavoratori. E per raggiungere questi obiettivi i padroni hanno già la ricetta pronta: zero conflittualità e un sistema di relazioni sindacali che veda i sindacati in subordine agli interessi padronali. Ebbene con la intesa dei meccanici e degli spazzini hanno dato una svolta indirizzandosi sulla strada giusta per il capitalismo made in italy
Pensate al diritto di cambio divisa in orario di lavoro , anni di lotte, di cause e sentenze spazzate via dall’ultimo contratto nazionale dell’igiene ambientale che obbliga i lavoratori a spogliarsi e rivestirsi fuori dall’orario di lavoro…. . Ci vogliono anni per vedersi riconosciuto un diritto, basta un contratto nazionale per vanificare ogni miglioramento.
Le premesse per un accordo peggiorativo c’erano tutte, ora ci ritroviamo con pochi e incerti aumenti , di reale purtroppo c’è solo la previdenza e la sanità integrativa. In questo modo non si tutelano contratto nazionale e welfare ma si contribuisce a smantellare il primo e a ridimensionare il secondo contrariamente a quanto dichiarato dai sindacati. Anche Confindustria era in attesa della chiusura del Contratto dei metalmeccanici per avviare un confronto sul nuovo modello industriale definito “Industria 4.0” dove si affronteranno i problemi “sociali” derivanti dall’impatto nell’industria delle nuove tecnologie, come la riduzione degli stipendi e dell’occupazione per accrescere unicamente i profitti padronali. Consigliamo la lettura del sito del quotidiano confindustriale, è illuminante perché senza giri di parole spiega quali siano gli obiettivi dei padroni. Purtroppo uguale chiarezza di intenti non è esigibile dai sindacati se no non avremmo certi contratti
Le dinamiche contrattuali….
Tutti i lavoratori metalmeccanici attendono da un anno aumenti ma a questo accordo paradossalmente si arriva per consentire ai padroni di recuperare le cifre indebitamente versate ai lavoratori nel biennio precedente, quando il meccanismo di rinnovo, basato sull’inflazione programmata dal governo, aveva costretto le aziende a sborsare una cifra più alta di quella poi definita con l’inflazione reale. Tutto vero a parte un piccolissimo dettaglio:  il meccanismo di calcolo dell’aumento economico basato sull’inflazione programmata per oltre vent’anni aveva consentito alle aziende di versare cifre di gran lunga inferiori rispetto all’inflazione reale. Il nuovo meccanismo di calcolo proposto dagli industriali è una sorta di sistematica autoriduzione del salariopoiché il riferimento all’inflazione programmata al netto dell’energia importata rappresenta una rimessa per gli operai italiani dato che incide su tutti i capitoli di spesa di ogni lavoratore. Ma al di là della perdita salariale e di un sistema di calcolo che non permette alcun recupero del potere di acquisto,  un contratto nazionale non è definibile come tale se baratta aumenti reali dei salari con i fondi integrativi e i buoni carrello.
Come detto sopra, i padroni dicono che i metalmeccanici hanno incassato, senza averne diritto molto di più del dovuto perché l’inflazione reale (stando ai dati Istat) era più bassa di quella programmata dal governo. Premettendo che l’inflazione ISTAT è sempre più bassa del reale costo della vita e il recupero inflazionistico è solo parziale e non garantisce la effettiva tenuta dei salari, ricordiamoci quanto accaduto negli ultimi 20 anni con l’inflazione programmata  più bassa perfino dei dati ISTAT con i lavoratori metalmeccanici  in rimessa di centinaia e centinaia di euro. E con l’aumento dell’iva poi come la mettiamo? E  il nostro paese che ha rinunciato a investire nelle energie alternative e a basso impatto ambientale importa energia, quindi se i costi della importazione debbono incidere sul calcolo contrattuale, cosa porteremo effettivamente a casa??
Federmeccanica, dato il vantaggioso metodo di calcolo imposto e ottenuto, è disponibile a riconoscere il 100% dell’inflazione programmata (51 euro in tre anni) ma Il recupero economico dovrebbe assorbire eventuali aumenti in essere privi dell’indicazione NON ASSORBIBILE (probabilmente anche gli scatti di anzianità già maturati). In pratica l’aumento  lo avrebbero solo i lavoratori che ora percepiscono una paga base senza aumenti di vario genere. Per il 2016, a copertura anche degli scioperi fatti, verranno elargiti ben 80 euro una tantum lordi omnicomprensivi. In questo modo i padroni rientrano, in pochi anni, di quei pochi euro che nel biennio precedente hanno versato in più ai lavoratori. Eppure poche ore prima della firma, fim uilm e fiom asserivano che il contratto avrebbe sancito il pieno recupero della inflazione e del potere di acquisto. A conti fatti si capisce che hanno mistificato la realtà
Le aziende dovranno dare ai lavoratori dei benefit (ESENTASSE) quantificati in 100 euro complessivi per il primo anno (8 euro al mese), 150 euro per il secondo anno e 200 euro per il terzo anno. Tali cifre saranno omnicomprensive di tutti gli istituti quindi non contribuiranno ad  aumentare il TFR o altri istituti della paga base. Vi rendete conto?  Questi benefit rischiano di essere un blando privilegio (viste le cifre) di pochi che ne usufruiscono e non, come dovrebbe essere, una possibilità di spesa (carrello) per tutti, tenendo ben presente che sostituiscono un aumento della retribuzione e che comunque per i padroni sono esentasse mentre chi li usa le tasse le deve pagare (IVA 23%).
Abbiamo letto interviste a leaders sindacali che parlano di contratto innovativo che investe nella formazione ma questa è a carico dei lavoratori , una parte dei mancati aumenti va proprio alla formazione per non parlare dei finanziamenti europei per la formazione professionale. Gli industriali  a parole ritengono la formazione un punto fondamentale per la crescita professionale dei lavoratori, sono disposti a pagare ben 24 ore in 3 anni (ben 8 ore all’anno = 70 euro) ma non per tutti, per le aziende che non hanno una formazione interna il diritto di formazione del lavoratori consente (obbliga) a formarsi all’esterno contribuendo di persona a pagare un terzo delle 24 ore previste dall’accordo. In pratica, 16 ore le paga il datore di lavoro ma le restanti 8 sono a carico del lavoratore. Noi siamo certi che i lavoratori si pagheranno la formazione mentre il Governo si inventerà qualcosa per detassare ulteriormente le aziende e raccogliere finanziamenti europei da girare alle imprese
Fondo Pensione Cometa ve lo ricordate?
Le spese di gestione del fondo Cometa sono circa 17 milioni di euro che, divisi per un reddito/anno medio di 20 mila euro, equivalgono ad assumere circa 850 lavoratori a tempo indeterminato..
Le aziende versano centinaia di euro  per ogni iscritto (1,25%) , soldi sottratti dal budget di ripartizione collettiva (per tutti) ad ogni rinnovo del CCNL: circa 90 milioni di euro ogni anno. Inoltre, anche i fondi pensione come COMETA, rappresentano una nuova tassa che pagano gli aderenti e che si aggiunge al 33% di contributi previdenziali che ogni lavoratore versa all’INPS per la pensione. Diciamo la verità, ai padroni conviene accrescere la quota da versare al fondo perché non riconoscono un aumento per tutti i lavoratori  e ,questa quota la versano solo a una piccola parte di aderenti al fondo. Vogliono nei fatti rendere obbligatoria l’adesione alla previdenza e alla sanità integrativa visto che gli operai sono sempre diffidenti verso queste forme di prelievo forzoso.
La sanità integrativa non garantisce il diritto alla salute ma incrementa il consumo sanitario e favorisce gli erogatori di prestazioni sanitarie, quindi diventa principalmente una fonte di profitto: Viene falsificato il concetto e la pratica della PREVENZIONE che vuol dire evitare che si producano malattie e disagi. Il suo obiettivo è quello andare alle cause che fanno perdere la salute. Ad esempio non essere esposti ad inquinamento ambientale o lavorativo; condurre uno stile di vita sano (alimentazione corretta, attività fisica, senza fumo, e stress Non saranno i chek up o gli screening non validati a garantire più salute. Viene nascosta la differenza fra i diversi sistemi sanitari: quelli fondati sulle assicurazioni sono molto più costosi e meno efficaci (USA, Svizzera, Olanda) di quelli universalistici (Italia, Inghilterra Spagna). I circa 300 erogatori di prestazioni sanitarie integrative o sostitutive portano ad adottare lunghe e complesse pratiche burocratiche piuttosto che dedicare tempo da parte degli operatori, medici e infermieri compresi, alle cure e alla relazione con i pazienti. Aumentano le diseguaglianze: Possono ottenere forme di sanità integrative coloro che hanno possibilità contrattuali (sono in aziende o luoghi di lavoro di una certa entità, o i professionisti con consistenti entrate), ma  da queste prestazioni restano fuori i precari, i disoccupati, i lavoratori di piccole aziende, ossia la maggioranza della popolazione. È una nuova tassa (sostituisce un aumento retributivo) che si aggiunge al 27 % di IRPEF nazionale, all’1.5 di quello regionale e allo 0.5 di quello comunale. Per ovviare alla scarsa adesione dei lavoratori, che pare sia di poche migliaia di unità, da ora in poi la sanità integrativa sarà obbligatoria per  tutti, il lavoratore potrà solo dare indicazione scritta di non aderire al fondo.
Anche sul piano dei diritti siamo in perdita, chiedere  permessi retribuiti per assistere qualche familiare disabile, come previsto dalla legge 104/92, impone al lavoratore l’obbligo di pianificare i permessi per tutto il mese, informare l’azienda almeno 10 giorni prima  e le poche deroghe saranno ammesse solo per situazioni della massima urgenza. I padroni per limitare i diritti sono perfino disposti a tagliare i permessi per l’assistenza a familiari ammalati vanificando quelle leggi che almeno sancirebbero il diritto alla assistenza.
È stato inserito, nell’accordo, il capitolo dall’accantonamento delle ore non utilizzate (TUTTE, anche le ferie che sono riposi obbligatori) e gli straordinari, per poterne usufruire in prossimità della pensione ed uscire prima del pensionamento dalla fabbrica. Una specie di prepensionamento a nostre spese, che si aggiunge ai fondi pensione che ricordiamo paghiamo noi e solo noi. Capitolo pericoloso visto che si perderà il controllo delle ferie accantonate oltre che altri istituti non utilizzati, tenendo ben presente che per poter avere un anticipo di pensione (speriamo volontario) sarà necessario accantonare migliaia di ore. In molte fabbriche non è consentito l’utilizzo delle ferie oltre le chiusure concordate con le OS e ora il rischio che I padroni non consentano l’utilizzo delle ferie, con questo accordo, è ancora più alto dato che le ferie sono un diritto ma vanno concordate con il padrone che le concede solo se non ci sono contraccolpi sulla produzione. Se volete un consiglio: pensateci bene e non fatene di nulla.  I lavoratori potranno “regalare” le proprie ferie a chi ne ha necessità per assistere figli con problemi. Strano capitolo questo, sembra un gesto di una bontà estrema se non fosse che a rimetterci sono sempre  e solo i lavoratori mentre le aziende si fanno grandi della proposta ma nulla di più. Sarà il caso di riflettere su questi meccanismi, alla legittima richiesta di solidarietà tra lavoratori si contrappone la assoluta rigidità dei padroni che ogni qual volta debbono concedere soldi e permessi adducono motivi superiori come la perdita di produttività.
Vogliamo chiudere sulla sicurezza, attenti che il coinvolgimento degli rls alle “politiche aziendali” suona come una resa del sindacato perché piega la sicurezza al profitto. Gli rls non hanno potere decisionale e di veto, per loro il diritto alla informazione e formazione significa ricoprire un ruolo formale dentro quella filiera della sicurezza che vede gli operai in subordine agli interessi padronali, impossibilitati ad opporsi all’intensificazione dei ritmi e dei tempi di lavoro, a processi tecnologici basati su moderne forme di sfruttamento intensivo. Gli Rls sono privi di una reale  agibilità sindacale nel senso che hanno solo poche ore di permesso e senza un potere effettivo.
Aumentano infortuni e morti sul lavoro, le malattie professionali non riconosciute sono migliaia, allora di cosa stiamo parlando?
*Associazione difesa dei lavoratori
**delegati e lavoratori indipendenti

Contratto dei metalmeccanici. Il nostro NO

Il giudizio del sindacatoaltracosa in FIOM sull’ipotesi d’intesa raggiunta per il contratto nazionale dei metalmeccanici è totalmente negativo.
Non solo infatti si introduce per la prima volta un aumento non certo ma meramente ipotetico del salario al momento della stipula. Se anche l’ipotesi previsionale fosse confermata, l’aumento in questione sarà disoli 51,7 euro sui minimi in 4 anni, ovvero quasi la metà di quanto stipulato da pressoché tutte le altre categorie della Cgil. Peraltro, gli aumenti saranno dati con enorme ritardo, sei mesi la fine dell’anno di riferimento.
Questo accordo mette la parola fine a qualsiasi possibilità futura di contrattazione e aumento del salario da parte sindacale a livello nazionale e generale, attraverso l’introduzione del meccanismo dell’aumento automatico e esclusivo dei minimi ex post in base all’indice IPCA reale. Stessa caratteristica avrà l’elargizione dei piani di Flexible Benefit, le cui modalità di gestione e caratteristiche saranno lasciate completamente in mano aziendale.
A questo si aggiunga l’assorbibilità di tutti gli incrementi fissi della contrattazione aziendale futura

METALMECCANICI: UN ACCORDO O UNA RIMESSA?

Arriva l'epoca dei contratti all'insegna del testo unico

Nelle prossime ore torneremo sul contratto nazionale siglato da fiom uilm e film per i meccanici Intanto vediamo alcuni aspetti innovativi nel senso che determinano un salto nel buio iniziato per altro con la intesa sull'igiene ambientale Gli aumenti del contratto nazionale saranno erogati solo ex post, nel mese di giugno, e calcolati sulla inflazione dell’anno precedente. Per anni i padroni ci hanno raccontato la storiella che i meccanici avrebbero percepito piu' soldi del dovuto , una storiella che ha trovato troppi sindacati creduloni disposti a subire le imposizione dei padroni Questo contratto non consente recupero del potere di acquisto perduto e riduce ulteriormente il potere di contrattazione tanto è vero che sul sito de Il sole 24 ore leggiamo una lunga intervista ai confindustriali che invocano la fine di ogni elemento conflittuale nei luoghi di lavoro e uno scambio tra produttività e pochi\irrisori aumenti 
delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.it

sabato 26 novembre 2016

Casa delle Donne “Anna Andriulo Gallarate” - 25 Novembre 2016 - Giornata Mondiale sulla violenza contro le donne - MANUTENZIONI – UOMINI A NUDO - FOTO

 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
  
   
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 

Firmato il contratto metalmeccanici: 50 euro di aumento + Welfare e buoni

Come cambia la busta paga
A regime, si stimano incrementi mensili medi in busta paga di 51,7 euro per la prevista inflazione (con un tasso stimato al 2,7%), di 7,69 euro per la previdenza integrativa, di 12 euro per l'assistenza sanità, estesa ai familiari. A cui si aggiungono 13,6 euro di salario non tassato (che includono 450 euro annui di 'ticket' più l'una tantum di 80 euro da erogare a marzo prossimo). Completano il quadro 7,69 euro di formazione. Riassumendo tutto si tratta precisamente di 92,68 euro mensili.
Così si chiude il rinnovo per un milione di metalmeccanici dopo una trattativa durata più di un anno e una 'no stop' iniziata mercoledì. Sul filo di lana sono stati infatti superati gli scogli: niente decalage e recupero del 100% dell'inflazione per tutta la durata del contratto e riconoscimento pieno degli scatti di anzianità. Tra il 19 ed il 21 dicembre si svolgerà il referendum tra i lavoratori per la validazione del rinnovo del contratto dei metalmeccanici siglato oggi. Il contratto sarà valido se votato a maggioranza semplice, un principio che le stesse imprese hanno riconosciuto valido in un allegato al testo dell'accordo.
ilsole24ore.com

La Consulta boccia la riforma Madia sulla P.A.

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della riforma Madia sulla P.A. nella parte in cui prevede che l'attuazione della stessa, attraverso i decreti legislativi, possa avvenire con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni o Unificata. Secondo la Consulta, che si è pronunciata dopo un ricorso della Regione Veneto, è invece necessaria la previa intesa. La pronuncia di legittimità riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego.

La Corte ha circoscritto il giudizio alle misure della delega Madia impugnate dalla Regione Veneto, lasciando fuori le norme attuative. "Le pronunce di illegittimità costituzionale colpiscono le disposizioni impugnate solo nella parte in cui prevedono che i decreti legislativi siano adottati previo parere e non previa intesa", si spiega nella sintesi della sentenza. In particolare, sono stati respinti i dubbi di legittimità costituzionale relativi alla delega per il Codice dell'amministrazione digitale. Le dichiarazioni di illegittimità costituzionale riguardano quindi esclusivamente le deleghe al Governo "in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica", "per il riordino della disciplina vigente in tema di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni", "di partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni e di servizi pubblici locali di interesse economico generale". 
ansa.it

Non una di meno', in piazza le donne contro la violenza

E' cominciata a Roma la manifestazione contro la violenza sulle donne che vede tra le promotrici la rete dei centri antiviolenza, l'Unione delle donne in Italia e l'Associazione Iodecido. Moltissime le donne arrivate a piazza della repubblica da tutta Italia con striscioni e cartelli.
"Non una di meno" è lo slogan portante della manifestazione. Ci sono donne di tutte le generazioni, dalle bambine alle anziane. In piazza anche diversi uomini, soprattutto giovani.
Ora il corteo si muoverà verso Piazza S.Giovanni per quella che si annuncia una giornata soprattutto di festa. Rispetto alle previsioni la manifestazione si sta muovendo con un po' di ritardo perché "attendiamo pullman di donne che sono stati fermati per controlli lungo l'autostrada", hanno riferito le organizzatrici.

E' morto Fidel Castro, Cuba saluta il lider maximo che sfidò gli Usa.

Quando a Cuba è da poco passata la mezzanotte, Raul Castro, trattenendo a stento le lacrime, annuncia in tv "al popolo dell'isola, agli amici della Nostra America e al mondo che alle 22.29 del 25 novembre del 2016 è deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz. Hasta la victoria siempre". Cuba ha proclamato 9 giorni di lutto nazionale per la morte di Fidel nei quali "non si svolgeranno attività e spettacoli pubblici" mentre la bandiera di Cuba sarà "a mezz'asta nelle sedi pubbliche e istituti militari. La radio e la tv rispetteranno una programmazione informativa, patriottica e storica". 
ansa.it

mercoledì 23 novembre 2016

Casa delle Donne “Anna Andriulo Gallarate” - 25 Novembre 2016 - Giornata Mondiale sulla violenza contro le donne - MANUTENZIONI – UOMINI A NUDO


SCIOPERO NAZIONALE FERROVIERI - SU PENSIONI, CONTRATTO, LICENZIAMENTI

I sindacati di base, CUB, USB, CAT ed SGB, interpretando il malcontento della
categoria e con una sostanziale untita' di azione, hanno proclamato uno
SCIOPERO NAZIONALE PER VENERDI' 25 NOVEMBRE 2016,
DALLE ORE 0,00 ALLE ORE 21,00

al quale aderira' tutto il personale, del gruppo Fs, di Ntv e di Trenord

Saranno, come sempre, rispettate le fasce orarie e i treni garantiti

Venerdì prossimo i ferrovieri scioperano di nuovo contro le inique norme pensionistiche,
contro un contratto in procinto di essere firmato senza la partecipazione e la condivisione
dei lavoratori, contro lo smantellamento del trasporto merci ed a sostegno di tutte le altre 'questioni'
 rimaste aperte, quali la privatizzazione,  il jobs act, i licenziamenti, la sicurezza, ecc.

AUSPICHIAMO CHE L'UNITA' SINDACALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI BASE - ANCHE ATTRAVERSO QUESTE IMPORTANTI INIZIATIVE  DI LOTTA - POSSA RAFFORZARSI PER DOTARE I LAVORATORI DI UNO STRUMENTO SEMPRE PIU' EFFICACE
inmarcia.it 

La Casa delle Donne “Anna Andriulo Gallarate” in occasione della Giornata Mondiale sulla violenza contro le donne, propone e organizza per il 25 Novembre 2016 la pièce teatrale “MANUTENZIONI – UOMINI A NUDO”

Il testo teatrale, unico nel suo genere perché tutto fatto di voci maschili, contiene il meglio del libro, che è il frutto delle 1800 risposte date da 300 uomini alle 6 domande della giornalista, poste dal suo blog sul Fatto quotidiano: “Che cosa è per te la sessualità? Pensi che la violenza sia una componente della sessualità maschile più che di quella femminile? Cosa provi quando leggi di uomini che violentano le donne? Essere virile: che significa? La pornografia influisce, e come, sulla tua sessualità?”. La Casa delle Donne “Anna Andriulo” Gallarate , attraverso questo spettacolo teatrale, già presentato in oltre 28 città italiane, intende coinvolgere su questo grave problema gli uomini dando loro voce.
Sulla scena si dà quindi voce ad una parte maschile diversa rispetto a quella tragicamente presente nella cronaca nera o nella ordinaria e ottusa rappresentazione televisiva: non si tratta infatti di soggetti caricaturali, ma di voci ‘normali’, riconoscibili, che dicono ciò che solitamente non viene detto apertamente, in una comunicazione che arriva diretta all’ascoltatore, che pensiamo non possa rimanere indifferente.
varesenews.it

Stop a violenza su donne, 26/11 manifestazione a Roma

"Basta violenza maschile sulle donne": sarà unico e compatto il coro di protesta che sabato 26 novembre si leverà dalle vie di Roma. "Tantissime" le adesioni raccolte finora alla manifestazione nazionale "Non una di meno", che partirà da Piazza della Repubblica e raggiungerà in corteo Piazza San Giovanni. "Non siamo disposte a perdere nessun'altra donna per la violenza di un uomo o per l'obiezione di coscienza o per qualsiasi altra forma di violenza", ha puntualizzato Tatiana Montella della Rete "Io decido", durante una conferenza stampa alla Fnsi.
"In Italia - ha affermato Montella - inizia a prendere forma un movimento femminista, che parte dal basso e che vuole far emergere la voce delle donne. Questo accadrà sabato e senza bandiere di partito, istituzioni o sindacati". 

Durante la manifestazione, è stato spiegato, non sono previste scalette, ma si susseguiranno "testimonianze di donne e artiste", tra cui quelle dei genitori di Valentina Milluzzo, la donna morta a Catania dopo un aborto. Sarà "l'inizio di un percorso che ha come scopo la scrittura di un Piano antiviolenza nazionale femminista, a cui si inizierà a lavorare dal 27 novembre con un'assemblea plenaria a Roma. Già 1.300 le donne iscritte all'evento". "C'è un pericolo che incombe su di noi - ha osservato Titti Carrano di Dire-Donne in rete contro la violenza - l'istituzionalizzazione e la standardizzazione degli interventi: nel piano antiviolenza proposto dalle istituzioni i centri antiviolenza creati dalle donne sono equiparati al servizio pubblico, ciò significa neutralizzare la violenza. Vogliamo avviare un grande percorso per costruire dal basso un piano che non sia straordinario è che risponda effettivamente ai bisogni".


In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha concluso Vittoria Tola dell'Udi, "non vogliamo più che le istituzioni facciano opera di sensibilizzazione contro la violenza, ma che aprano cantieri per politiche adeguate. Noi le proposte le abbiamo".

Oggetto: Valutazione Stress Lavoro Correlato presso Leonardo Elicotteri di C. Costa di Samarate (VA)

Spett.le        PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro)
Sede territoriale PSAL Gallarate
Corso Leonardo da Vinci, 1 - Gallarate

PC:              Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio
Largo Girardino, 4 - Busto Arsizio

Oggetto: Valutazione Stress Lavoro Correlato presso Leonardo Elicotteri di C. Costa di Samarate (VA)

Facendo seguito alla vostra ispezione presso la ditta “Leonardo Elicotteri” di C. Costa sita in Via Agusta, 520 a Samarate (VA) del novembre 2015, l’azienda ci ha convocati, in qualità di RLS, per illustrarci la revisione del documento di valutazione dello stress lavoro correlato, come da vuoi richiesto.
L’azienda e l’RSPP ci hanno convocato il 14 ottobre 2016 per illustrarci gli esiti della valutazione stress lavoro correlato fatta, però, senza coinvolgere nella stesura della stessa ne i lavoratori ne gli RLS, come da vuoi evidenziato e come richiesto dalla normativa regionale della Lombardia (decreto 6298 del 4/7/2016);
Durante l’esposizione della valutazione, nonostante gli RLS non avessero avuto la possibilità di analizzare in dati raccolti ne tanto meno le informazioni relative alle assenze, ai provvedimenti disciplinari, alla malattia ecc., forniti dalla direzione del personale, gli RLS hanno riscontrato un metodo di analisi  che non tiene conto di alcune premesse:
1-    La divisione delle macro-aree sebbene migliorativa rispetto alla precedente valutazione che aveva suddiviso l’azienda (2300 dipendenti) in due enormi macro-aree e che comunque avevate già segnalato anche voi nel vostro sopralluogo del novembre 2015, non tiene conto della differenza tra operai e impiegati che era invece l’unico l’elemento distintivo delle due aree nella precedente valutazione;
2-    Nell’analisi degli eventi sentinella, il metodo usato di segnalare come positivo, la riduzione delle ferie residue, senza fare una valutazione preliminare del numero di ferie non usufruite da parte dei lavoratori, potrebbe portare a sottovalutare un’area di potenziale rischio stress, anche se le ferie si riducono. Infatti, nella controverifica è risultato evidente che in alcuni uffici/reparti sono molti i lavoratori che non hanno utilizzato le ferie (riposi obbligatori per legge) arrivando ad un monte ore elevato di ferie complessivamente (nello stesso ufficio o reparto) accantonate, chiaro segnale di potenziale stress da lavoro;
3-    Il microclima all’interno degli uffici/reparti, secondo quanto ci è stato esposto dall’RSPP, è risultato sempre idoneo all’attività lavorativa svolta, cosa contestata dagli RLS in quanto: in molti ambienti di lavoro ci sono correnti d’aria; l’aria condizionata arriva sulla testa dei lavoratori; le scrivanie sono troppo vicine ai condizionatori/caloriferi; in alcuni nei reparti/uffici la temperatura a volte è molto elevata, come ad esempio ai forni dove fa sempre molto caldo o al montaggio gruppi dinamici dove l’uscita dell’aria (calda o fredda) arriva sulla testa dei lavoratori; In altri ambienti di lavoro ci sono forti odori di varie sostanze che, anche se non nocive, sono fastidiose e durano per molte e molte ore (torneria); ecc..
Secondo quanto sopra esposto, riteniamo che la valutazione dello stress sia stata fatta in modo superficiale e non ha tenuto conto del contributo che gli RLS avrebbero potuto dare se coinvolti fin dalla stesura della valutazione.
Inoltre l’RSPP ci ha sottoposto un verbale di riunione del 14 ottobre 2016 dove veniva indicato che gli RLS erano stati coinvolti nella stesura della valutazione dello stress lavoro correlato, cosa assolutamente non rispondente a quanto realmente avvenuto, motivo per il quale alcuni RLS non l’hanno firmato. 
Ritentiamo, pertanto, che non siano state rispettate ne le vostre indicazioni, ne le condizioni previste dalla legge 81/2088 e succ.., ne, tantomeno, le direttive regionali in merito al coinvolgimento dei lavoratori o dei loro rappresentati RLS nella valutazione stress lavoro correlato.

Fiorenzo Campagnolo
RLS di Leonardo Elicotteri
Sito C. Costa di Samarate VA


venerdì 18 novembre 2016

Mv Agusta - Usava i contributi dei dipendenti per finanziare l’azienda in crisi

Per superare le difficoltà finanziarie e l’impossibilità di accedere al credito bancario la storica azienda motociclistica Mv Agusta aveva deciso di farsi finanziare dai propri dipendenti che, senza saperlo,dal 2013 al 2015 non si sono visti versare alle casse dell’Inps 7 milioni di euro di contributi previdenziali per un centinaio di loro.
Le indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dal sostituto procuratore varesino Luca Petrucci, si sono incentrate sull’analisi delle dichiarazioni del sostituto di imposta. L’indagine ha permesso di accertare che l’azienda, pur trattenendo nella busta paga dei suoi dipendenti, le ritenute fiscali dal 2013 ad oggi per un totale di 7.360.000 euro, esonerandoli da ogni obbligo dichiarativo e di pagamento, di fatto aveva omesso di versarle a sua volta al Fisco.
Il controllo di natura fiscale è stato esteso anche alla parte relativa alle ritenute di natura contributiva. I finanzieri hanno potuto eseguire gli accertamenti mediante l’ausilio delle banche dati e con la collaborazione fornita dall’Inps. È emerso che, a fronte di un debito originario di circa 13 milioni di euro di contributi previdenziali dei dipendenti, sebbene una parte risultava regolarmente corrisposta, circa 6,8 milioni euro erano ancora dovuti e, per questo motivo, l’INPS, che è in grado di accertare telematicamente eventuali omissioni, aveva già provveduto a iscrivere la rimanente somma a ruolo esattoriale.

Mascioni di Cuvio - Il ministero nega l’ammortizzatore sociale. l licenziamenti già a fine gennaio

Roma dice no, niente cassa integrazione alla Mascioni: il ministero ha negato l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per i primi sei mesi del 2017 e così i licenziamenti saranno definitivi già a fine gennaio e non a metà anno, come si sperava. Un’ipotesi che in realtà era già stata prevista dall’accordo siglato fra la proprietà dell’azienda tessile (il fondo spagnolo Phi) e Cgil, Cisl e Uil, a causa delle novità normative nazionali che rendono più complicata la conquista dei “paracadute” nelle crisi. Ma all’annuncio del diniego statale nel corso dell’incontro sulla crisi nella sede dell’Unione industriali con proprietà e Rsu, il dispiacere è apparso comunque evidente. Entro la fine di gennaio (e non più entro giugno), 90 degli attuali 280 dipendenti dovranno lasciare l’azienda. Le uscite volontarie sono già iniziate e dovranno essere ufficializzate entro il 20 dicembre per avere la buonuscita: poi scatteranno le lettere di licenziamento, ma con il pagamento del preavviso, da uno a tre mesi a seconda delle mansioni ricoperte.
prealpina.it

martedì 15 novembre 2016

L’ONU VOTA LA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI Ma il governo italiano vota contro

L’ONU VOTA LA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

Ma il governo italiano vota contro questo bando

(che ha detto si agli F35, cacciabombardieri nucleari)

VENERDI 18 NOVEMBRE 2016 ore 21
Sala Quartiere del S.Cuore p.zza sacro cuore ,5 - NOVARA

INCONTRO con

LUIGI MOSCA, Fisico e Disarmista
ENRICO PIOVESANA, Giornalista de il Fatto Quotidiano
ROBERTO COTTI, Senatore M5S componente Commissione Difesa
ALFONSO NAVARRA, Portavoce dei“ Disarmisti Esigenti”

Il 27 ottobre le Nazioni Unite hanno votato una risoluzione per avviare a marzo del 2017 i negoziati per un Trattato internazionale vincolante che vieti le armi nucleari. La risoluzione è stata approvata da 123 Paesi, 16 Stati si sono astenuti , ma 37 Paesi tra cui l’Italia hanno votato contro.L’esecutivo Renzi appoggia così la posizione degli Stati Uniti d’America, alleato NATO e dei paesi che detengono questi sistemi d’arma (tranne Cina, India e Pakistan, chesi sono astenute). Gli arsenali nucleari nel mondo contengono ancora circa 16.000 testatenucleari di cui 300 in Europa. In Italia ci sono ben 70 bombe atomiche, 20 a Ghedi e 50 ad Aviano. Il nostro paese è pronto ad ospitare le nuove testate nucleari B-61-12 e ad acquistare i cacciabombardieri F35 ( assemblati a Cameri e che ci costano più di 15 miliardi di euro) su cui potranno essere montate, nonostante nel 2011 i cittadini italiani abbiano votato per la seconda volta contro l'utilizzo dell'energia nucleare a scopi civili.

La proibizione delle armi nucleari è l’unica possibilità per non mettere a rischio la sopravvivenza dell’umanità e impedire il loro uso che produrrebbe solo distruzione e autodistruzione.

MOBILITIAMOCI PER CAMBIARE LA VERGOGNOSA POSIZIONE DEL GOVERNO ITALIANO E PER LA MESSA AL BANDO TOTALE DELLE ARMI NUCLEARI

Primi Promotori: Associazione per la Pace di Novara, Associazione Culturale Stella Alpina, Idee di Futuro, Laboratorio per la Pace di Galliate, Medicina Democratica, Movimento No F35, Movimento No M346 a Isrele, Scuola e Futuro per la scuola della Costituzione, Adl Varese, USB, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana


10 novembre 2016

lunedì 14 novembre 2016

Armi nucleari Bandite Ma l'Italia vota contro


CONUP - Volantinaggio Mercato Gallarate

Sabato 12 c. m . come pensionati di ADL/CONUP Varese (coordinamento nazionale unitario dei pensionati di oggi e di domani), abbiamo volantinato al mercato di Gallarate  per informare i cittadini, ed in particolare i pensionati, sulla necessità di interrompere la prescrizione per l'anno 2012 in merito al blocco delle pensioni superiori di 3 volte il minimo deciso dalla legge Fornero e successivamente dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale. L'iniziativa ci ha visto impegnati nella mattinata di Sabato 12 novembre dalle 9 alle 12 circa, con la distribuzione di un migliaio di volantini con allegata la raccomandata da inviare all’INPS di appartenenza per fermare la prescrizione. Molti pensionati ci hanno chiesto numerose informazioni sul contenuto del volantino e su come possono fare, nel concreto, per intervenire verso l’INPS. Quasi nessuno era a conoscenza della suddetta prescrizione e nemmeno dell’incostituzionalità della legge Fornero.

Questa seconda iniziativa, dopo quella al circolo di Carnago del mese scorso, ci ha impegnato in 5/6 volontari della struttura provinciale ed è solo una delle iniziative che ci vedrà attivi per informare i pensionati sui loro diritti.  Nella riunione dei pensionati della provincia di Varese del 20 di ottobre tenutasi a Carnago, si è aperta una  discussione positiva che ha affrontato alcune altre tematiche e, nelle conclusioni, abbiamo convenuto che l'urgenza è quella di coinvolgere i pensionati della provincia  e informarli in merito al rischio di perdere il recupero della mancata indicizzazione del 2012 qualora la corte costituzionale ci dia ragione. Alcuni pensionati presenti hanno dato la loro disponibilità a collaborare aiutando a divulgare l'informazione.

Per i prossimi sabati sono previsti i volantinaggi ai mercati di Varese e Busto Arsizio Con le medesime modalità di quanto appena fatto al mercato di Gallarate.

Riteniamo, Infine, che questo lavoro che stiamo svolgendo non deve essere esclusivamente legato alla questione in oggetto, ma non è altro che l'inizio di un percorso che permette ai pensionati di confrontarsi sulle questioni che quotidianamente lesinano i nostri interessi pertanto intendiamo mettere in campo iniziative che coinvolgano chi ancora lavora, perchè un domani deve tassativamente avere il diritto ad una pensione dignitosa, ripristinando le pensioni con il calcolo retributivo e non con quello contributivo che oggi vige.


ADL Varese/CONUP Varese
Boscolo Galli Bertinotti


Polizia Locale Busto Arsizio - Articolo La Provincia -


mercoledì 9 novembre 2016

Rinnovo CCNL Igiene Ambientale - il colpo di genio

Lavori di Più ma Pagato di meno
E ci vengono a raccontare che i lavoratori lo hanno approvato???

•Le intese sui CCNL del Comparto Igiene Ambientale, dopo ben 30 mesi di mancato rinnovo, siglate l'11 luglio con Utilitalia (aziende pubbliche, circa 50.000 dipendenti) e il 12 luglio con Fise-Assoambiente aderente a Confindustria (aziende private, circa 40.000 dipendenti) e sottoscritte da CGIL CISL UIL e FIADEL sono state definitivamente ratificate il 17 ottobre. La consultazione dei lavoratori è stata poco trasparente e ingannevole dato che non è stata separata la valutazione della consultazione per i 2 contratti (quello per le Aziende pubbliche e quello per il privato); che non sono stati pubblicati i verbali delle consultazioni e che veniva presentata nelle assemblee la bocciatura del contratto, non come impegno a rinegoziare una piattaforma decisa dai lavoratori, ma semplicemente come una rinuncia al contratto stesso!

Nonostante questa gestione scorretta della consultazione dei lavoratori, dove si è votato il contratto è stato bocciato a stragrande maggioranza : in HERA di Padova e Bologna, in Ava Alto Vicentino, in NET Spa di Udine, in Iren, in AMIAT di Torino, in AMA di Roma, in AMSA di Milano, in A2A di Milano, in AMIU di Genova, in Publiambiente a Empoli, in SEA Ambiente spa e SEA Ambiente Risorse di Viareggio, a Bari, Trento, Livorno, Monza, Casorezzo...

•Che sia ben chiaro: noi eroghiamo servizi di pubblica utilità, non produciamo merci, nel nostro settore non c’è crisi di sovra-produzione e riteniamo che le aziende vadano riorganizzate in un'ottica di bene comune, di miglioramento del servizio offerto al cittadino e garantendo i diritti dei lavoratori a partire da un rinnovo degno del CCNL cosa che non è avvenuta.

no al peggioramento complessivo nella classificazione del personale con l'introduzione di un livello inferiore sotto l'attuale livello 1°, a parametro 90 nelle aziende pubbliche e addirittura due , a parametri 80 e 88,3 in quelle private; no all'attacco al diritto alla malattia con decurtazioni economiche e al diritto di sciopero; no infine alla piena conferma del Jobs Act per i lavoratori assunti dopo il 6 marzo 2015 e per chi era già in servizio in quella data, nel caso di passaggio di appalto o di subentro di una nuova impresa, mantenimento dell'art.18 ma solo in via "transitoria ed eccezionale e fino alla data di vigenza del presente CCNL".

Non deleghiamo più a chi firma accordi peggiorativi sopra la nostra testa!

•Dal no al contratto siglato sulla testa dei lavoratori alla costruzione in tutte le varie realtà territoriali di lotte comuni che mettano in discussione quanto firmato: no all'aumento dell'orario di lavoro da 36 a 38 ore , no ai ridotti aumenti salariali che nemmeno compensano l'aumento dell'orario ; no ad un welfare contrattuale tutto costruito a favore di mutue e assicurazioni con i sindacati firmatari all'interno dei consigli di amministrazione, Autorganizziamoci : assieme si puo' - le innumerevoli bocciature del CCNL avvenute in tutto il territorio nazionale lo stanno a dimostrare!

8 Novembre 2016