- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

lunedì 29 febbraio 2016

ASST VALlE OLONA (OSPEDALI BUSTO E GALLARATE) PAGELLINE E FONDI PRELEVATI DALLA PRODUTTIVITÀ SOLO ANNUNCI NULLA DI BUONO

ADL NON FIRMA I CRITERI DELLA PRODUTTIVITÀ

Leggiamo volantini trionfalistici da parte di qualche organizzazione sindacale.
Che sia lo stesso metodo utilizzato a livello nazionale?

Dicono che è stato firmato un accordo sul gettone di presenza, ma non viene
specificato come viene finanziato quell'istituto e cos'altro prevede l'accordo.
Il gettone di presenza viene finanziato con 100.000€ della produttività
(paghiamo poche persone con i soldi di tutti) e non come voleva Adl di Varese
con fondi aziendali o al limite con il fondo della liberà professione.

Nell'accordo sulla produttività sono previste le valutazioni individuali
(per la prima volta a Gallarate vengono introdotte le “pagelline” come metodo
di discriminazione tra lavoratori, che per quanto riguarda la produttività non
sono nemmeno previste dal Contratto Nazionale Sanità; a Busto erano già
previste) che conteranno per il 30%. Si parla di meritocrazia ma in realtà
questo metodo viene sempre utilizzato per premiare “lecchini” e mai chi più
merita.

Inoltre nonostante la proposta iniziale sia migliorata, sono previsti anche
criteri di limitazione della produttività con franchigia a 15gg: per malattia
figlio, permesso matrimonio, permesso per concorsi ed esami, permesso
gestanti, permesso per diritto allo studio, permesso per cariche pubbliche.
Per questi motivi Adl non firma l'accordo sui criteri della produttività.
Per quanto riguarda poi la richiesta fatta all'Amministrazione sulle
progressioni economiche è stata decisa da tutta la RSU.

A seguito dei
volantini di Adl di Varese e delle discussioni su facebook la maggioranza ha
dovuto cedere e chiedere anche lei quanto noi chiediamo da tempo.
Adl di Varese comunque se fosse stata in maggioranza non avrebbe regalato,
come detto da qualche Organizzazione Sindacale, la produttività
all'Amministrazione e non avrebbe discusso nessun altro argomento prima di
giungere ad un accordo sulle progressioni economiche orizzontali (fasce).

Speriamo che dagli annunci seguano i fatti.

ADL Malpensa: Presidio al T2






Airport Handling, AdL e Movimento 5 Stelle protestano insieme

A distanza di due anni dall’avvio di Airport Handling, il sindacato di base AdL rilancia la mobilitazione. Questa volta nel mirino c’è l‘applicazione alla società ex-Sea del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore handling, sottoscritto da Assohandling (parte datoriale) e sindacato confederale.
AdL contesta in particolare il peggioramento per quanto riguarda i turni di riposo («tolgono ancora 6/7 giorni») e chiede di “congelare” il contratto. «Hanno paura di confrontarsi con i lavoratori: vogliono prima firmare e poi, a cosa fatta, informare» attacca Salvatore Ferla, sindacalista di AdL. «Chiediamo trasparenza e il diritto a partecipare agli incontri. Siamo contrari alle intese sottobanco e alle trattative nascoste. Chiediamo le assemblee prima di firmare accordi, sopratutto se peggiorativi per i lavoratori. Oggi siamo riusciti a far saltare l’intesa e speriamo venga accolta la nostra proposta di congelare l’aumento dell’orario di lavoro evitando di tagliare i riposi dei lavoratori che negli ultimi 24 mesi, se passa questa richiesta aziendale, sarebbero​ circa 11 giorni».

venerdì 26 febbraio 2016

In Italia 600 mila malati di Alzheimer, l'assistenza costa 11 miliardi di euro di cui il 73% a carico delle famiglie

Ricerca Censis-Aima. Nella metà dei casi se ne occupano i figli, il 38% ha il supporto di una badante: di questi il 18% vive da solo con essa. Il 73% dei costi diretti per l'assistenza è a carico delle famiglie: la spesa media annua per paziente è di 70.587 euro (compresi i costi del Ssn e quelli diretti e indiretti)

24 febbraio 2016
ROMA - In Italia, paese più longevo d’Europa con 13,4 milioni gli over60, sono 600 mila i malati di Alzheimer e sono destinati ad aumentare. Lo rileva la ricerca realizzata dal Censis con l’Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer) che ha analizzato l’evoluzione negli ultimi sedici anni della condizione dei malati e delle loro famiglie. I costi diretti dell’assistenza ammontano a oltre 11 miliardi di euro, di cui il 73% a carico delle famiglie, con un costo medio annuo per paziente di 70.587 euro, comprensivo dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale, di quelli che ricadono direttamente sulle famiglie e dei costi indiretti (gli oneri di assistenza che pesano sui caregiver, i mancati redditi da lavoro dei pazienti,).

Adl: “Più attenzione alla Polizia locale”

BUSTO ARSIZIO – “Più attenzione alla Polizia locale”. A chiederlo è il sindacato di base Adl, che lunedì mattina ha in programma un’assemblea al comando dei Molini Marzoli. La riunione si aprirà con un minuto di raccoglimento per Sara Gambaro, vigilessa travolta da un’auto sulla tangenziale di Novara mentre era in servizio per gestire il traffico in seguito a un incidente. Un piccolo ma sentito omaggio fortemente voluto da Silvano Formenti, delegato Rsu per la Polizia locale.
 
“Spesso – sottolinea in proposito Fausto Sartorato – a incidenti drammatici di questo tipo viene riservata la giusta attenzione, mentre in questo caso nessuno ha detto nulla”. Il sindacalista se la prende con “un governo che non ha ricordato una donna, madre di due bambini, morta mentre svolgeva il proprio lavoro”. “Ma mi è dispiaciuto che nessuno del comando di Busto abbia sentito l’esigenza di recarsi ai funerali, in segno di vicinanza. Quando anni fa si tennero le esequie del collega milaneseNicolò Savarino (investito da un giovane peraltro residente a Busto, ndr) dovetti insistere per poter presenziare con una delegazione ufficiale”.

PI IN MOVIMENTO: ASSEMBLEA PUBBLICA

PUBBLICO IMPIEGO
RESPINGIAMO GLI ATTACCHI DEL GOVERNO!

Legge Madia e decreti delegati, blocco della contrattazione nazionale e decentrata, inasprimento
dei codici disciplinari, campagne di stampa di denigrazione … l’elenco contiene solo gli ultimi attacchi
che il governo sta conducendo contro i pubblici dipendenti.

Gli scopi sono molteplici: tagliare i costi, facendoli pagare naturalmente a chi sta più in basso nella scala gerarchica;
centralizzare la macchina burocratica e renderla ancor più serva della politica; scassare i servizi pubblici per metterli in vendita sul mercato.
E i diretti interessati: sempre più divisi fra loro dalle logiche meritocratiche e premiali, delusi dalle sigle concertative e da quelle clientelari, stentano a vedere nei sindacati di base, frammentati e spesso autoreferenziali, il mezzo con cui opporsi alla situazione presente e cercare di cambiarla.
Così, la loro “risposta” si limita spesso nel mugugno e, al fine, nella vana rincorsa alla nicchia privilegiata o almeno protetta.
Questo non può durare: è arrivato il momento di reagire, e per questo è necessario ricominciare a discuterne insieme e a organizzarci, oltre le sigle di appartenenza, costruendo una piattaforma unitaria.
Per iniziare questo percorso nell’area milanese e per preparare l’assemblea nazionale.

ASSEMBLEA PUBBLICA
APERTA A DELEGATE/I, LAVORATRICI E LAVORATORI
CHE SENTONO L’URGENZA DI RISPONDERE
ALLE POLITICHE GOVERNATIVE
FUORI DALLE FALLIMENTARI LOGICHE CONCERTATIVE
4 marzo 2016 dalle ore 10.00 alle 14.00
c/o Sede R.s.u. Comune di Milano - via Marsala, 88 (MM Moscova)
DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI…


Lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati di…

Per un percorso conflittuale nella Pubblica Amministrazione che vuole ricostruire
un rapporto democratico con lavoratori e lavoratrici del Pubblico Impiego


Sito: https://pubblicoimpiegoinmovimento.wordpress.com
Email: piinmovimento@libero.it
Pagina Fb: Pubblico Impiego in Movimento
Twitter: @PIinmovimento

Come arrivare:
Dalla Stazione Centrale: MM Linea 2 prendere direzione (Abbiategrasso o Assago Milanofiori Forum)
Da Cadorna: MM Linea 2 prendere direzione (Gessate/Cologno Nord)
Arrivati a Moscova, imboccare il Corso Garibaldi (direzione Porta Garibaldi) fino alla via Marsala

martedì 23 febbraio 2016

Finmeccanica: Dal primo Gennaio linea dura contro gli esterni AGUSTA LICENZIA OPERAIA DELLE PULIZIE

Licenziata perché si dimentica di caricare il sapone 

Un anno fa Moretti ha ridiscusso l’appalto delle pulizie in Agusta imponendo un taglio del 30% sul costo dell’appalto, la direzione della Pellegrini, che gestisce l’appalto, dopo uno sciopero deciso degli operai, taglia i tempi di lavoro riducendo la qualità del servizio e obbligando il personale ad utilizzare le competenze a rotazione (ferie, rol ecc..) per ridurre il numero degli operai per ogni turno di lavoro. Ma dal primo gennaio Finmeccanica decide di fare un altro giro di vite ed impone delle regole ferree sulla qualità del servizio, cosa quasi impossibile da rispettare visto il taglio delle ore di lavoro. Un mese fa il solito solerte responsabile Agusta, decide di inviare alla direzione Pellegrini e di FGS (Azienda che gestisce l’appalto per conto di Finmeccanica) delle foto con un caricatore di Sapone completamente vuoto, la Lavoratrice si giustifica dicendo che ce ne erano altri due pieni e che non aveva sapone perché era finito, d'altronde si è sempre fatto così,    Sembra una banalità e invece viene licenziata.

Non è possibile fare finta di niente, la responsabilità è da attribuirsi al solito scendiletto Agusta che non si rende nemmeno conto delle conseguenze del suo agire, senza parlare del dirigente che segue l’appalto per conto di Agusta, non si capisce da dove saltano fuori questi fenomeni capaci solo di fare provvedimenti e di licenziare. Se lasciamo correre senza reagire, Agusta e Finmeccanica avranno la strada libera per licenziare chiunque.         Oggi è toccato a lei, ma domani toccherà a …….

per questi motivi ADL dichiara

SCIOPERO
per tutti gli operatori delle pulizie
della Pellegrini c/o Agusta di C. Costa
il giorno
mercoledì 24 febbraio 2016
INTERA GIORNATA DI LAVORO


C. Costa 23 febbraio 2016

Milano, nasce il sindacato di base ADL


MILANO, MULTE ARRETRATE E TASSA SUI RICORSI: ADL MILANO



lunedì 22 febbraio 2016

disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro.

L’art. 1, comma 1, della legge 10 dicembre 2014, n. 183, ha delegato il governo ad adottare 
uno o  più  decreti  legislativi  finalizzati  al  riordino   della normativa in materia di ammortizzatori 
sociali. 
In particolare, nell’ottica di una razionalizzazione della normativa in materia di integrazione 
salariale, il legislatore ha previsto una revisione dell'ambito di applicazione della cassa 
integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e dei Fondi di solidarietà bilaterali di cui all'articolo 
3 della legge 28 giugno 2012, n. 92, fissando un termine certo per l'avvio dei fondi medesimi. 
In attuazione dei criteri delega di cui al citato art. 1, in data 23 settembre 2015 è stato 
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23-9-2015 - Suppl. Ordinario n. 53, il D.lgs. 14 
settembre 2015, n. 148. Il decreto, che a norma dell’art. 44, c. 1 è entrato in vigore il 24 
settembre 2015, ha riordinato in un testo unico le tutele di sostegno al reddito in costanza 
di rapporto di lavoro, abrogando contestualmente ogni disposizione contraria o incompatibile 
con le disposizioni contenute nel decreto stesso. 
Il decreto legislativo, che si compone di quattro titoli, dedica il titolo II (artt. da 26 a 40) 
alla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali. 
Con circolare n. 201 del 16/12/2015 sono state illustrate le novità e le conseguenti istruzioni 
operative relative all’assegno ordinario di cui all’art. 30 del D.lgs. 148/2015. 
Con circolare n. 22/2016 sono state fornite le prime istruzioni relativamente all’operatività 
del Fondo di integrazione salariale. 
Con la presente circolare si illustra la disciplina generale dei Fondi di solidarietà bilaterali alla luce 
delle novità introdotte dal titolo II del D.lgs. 148/2015, rinviando alle singole e specifiche circolari 
di riferimento per la disciplina di dettaglio di ciascun fondo e delle relative prestazioni.

Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico.

Con la presente circolare si forniscono indicazioni e chiarimenti in ordine all’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico, istituito dal D.I. n. 86985/2015. Il suddetto Fondo di solidarietà – originariamente costituito per le aziende con una media occupazionale di più di quindici dipendenti ed esteso, a decorrere dal 1° gennaio 2016, anche alle aziende con media occupazionale compresa tra più di cinque e quindici dipendenti –  prevede interventi a favore dei lavoratori delle aziende, sia pubbliche che private che svolgono servizi di trasporto pubblico autofiloferrotranviari e di navigazione sulle acque interne e lagunari, con esclusione delle aziende ricomprese nel campo di applicazione di analoghi Fondi di settore già costituiti e di quelle esercenti servizi ferroviari di alta velocita.
I contributi per il finanziamento delle prestazioni ordinarie erogate dal Fondo sono dovuti a decorrere dal periodo di paga in corso alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo del Fondo (marzo 2015). Sul piano operativo, l’adeguamento dell’aliquota contributiva per il finanziamento delle prestazioni ordinarie è stato fissato a decorrere dal mese di febbraio 2016. La circolare disciplina anche le modalità di denuncia e versamento dei contributi dovuti fino al mese di gennaio 2016.

benefici per l’esposizione all’amianto previsti dall’art. 1, comma 277, della legge 28 dicembre 2015 n 208.

Sulla Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2015, n. 302 è stata pubblicata la legge 28 dicembre 2015 
n.208 (legge di stabilità per il 2016).
L’art. 1 della richiamata legge, al comma 277, dispone che “ai lavoratori del settore della 
produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito 
produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all'esposizione 
alle polveri di amianto, per l'intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall'amianto 
poste in essere mediante sostituzione del tetto, sono riconosciuti, nei limiti stabiliti dal 
presente comma, i benefìci previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 
1992, n. 257, per il periodo corrispondente alla medesima bonifica. I benefìci sono riconosciuti 
a domanda, da presentare all'INPS, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla data di 
entrata in vigore della presente legge, nei limiti delle risorse assegnate a un apposito fondo
 istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con 
dotazione pari a 5,5 milioni di euro per l'anno 2016, 7 milioni di euro per l'anno 2017, 7,5 
milioni di euro per l'anno 2018 e 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019. Con 
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro 
dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
 della presente legge, sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma, 
con particolare riferimento all'assegnazione dei benefìci ai lavoratori interessati e 
alle modalità di certificazione da parte degli enti competenti”.
La citata disposizione vige a decorrere dall’1 gennaio 2016 e prevede un termine di 
decadenza (60 giorni decorrenti dall’entrata in vigore della stessa legge) per l’inoltro 
delle istanze dirette al riconoscimento dei benefici ivi previsti. Le istanze in parola, dunque, 
potranno essere presentate, non oltre il 29 febbraio 2016, alle strutture dell’istituto 
territorialmente competenti, ferme restando le integrazioni istruttorie che saranno 
necessarie a seguito dell’emanazione delle disposizioni applicative. Nell’istanza dovrà essere 
indicato il sito produttivo ed il periodo temporale di esposizione cui fa riferimento la norma.

Fondo di integrazione salariale. Valorizzazione apprendisti nel computo della media occupazionale dei datori di lavoro con più di quindici dipendenti

Con messaggio n. 306 del 26 gennaio 2016 sono state fornite indicazioni in merito 
alle aliquote di finanziamento delle prestazioni ordinarie erogate dal Fondo di integrazione 
salariale, ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. n. 148/2015, con decorrenza 1° gennaio 2016.

L’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con nota prot. 457 del 26 
gennaio 2016,  ha reso noto che, nelle more dell’adozione del decreto di cui all’articolo 28, 
comma 4, del Decreto legislativo n. 148/2015, risultano immediatamente applicabili le nuove
 regole di cui al d.lgs n. 148/2015 ai soggetti che risultano già iscritti al Fondo di solidarietà
 residuale. In particolare, il Ministero ha  precisato che a tali soggetti si applicano, sempre 
con decorrenza 1° gennaio 2016, anche le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 2, che 
prevede l’inclusione degli apprendisti nel computo della media occupazionale.

Pertanto, a decorrere dalla mensilità febbraio 2016 la procedura Uniemens inserirà gli 
apprendisti nel computo della media occupazionale di più quindici dipendenti nel semestre 
precedente.

Come già segnalato con messaggio n. 306/2016, in relazione ai datori di lavoro non già rientranti 
nell’ambito di applicazione del Fondo (es. coloro che occupano mediamente da più di 
cinque a quindici dipendenti), verranno fornite successive istruzioni in seguito 
all’adozione del decreto interministeriale  di cui all’articolo 28, comma 4, del Decreto
 legislativo n. 148/2015.

I datori di lavoro che nel mese di gennaio 2016 sono risultati destinatari dell’obbligo di 
contribuzione al Fondo di integrazione salariale per raggiungimento della media occupazionale 
di più di quindici dipendenti solo in virtù dell’apporto degli apprendisti nella predetta media
 occupazionale, potranno regolarizzare il versamento del contributo ordinario dovuto per la 
mensilità di gennaio 2016, entro il terzo mese successivo alla pubblicazione del 
presente messaggio, valorizzando – all’interno di <DenunciaAziendale> <AltrePartiteADebito> 
– l’elemento <AltreADebito> ed indicando i seguenti dati: in <CausaleADebito> il codice 
“M131”; in <Retribuzione> l’importo dell’imponibile, calcolato sulla retribuzione imponibile 
ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti; in <SommaADebito> 
l’importo del contributo, pari allo 0,65% dell’imponibile.

giovedì 18 febbraio 2016

Meridiana, Qatar Airways chiede 900 esuberi per investire

Incontro tra la socità e i sindacati al Ministero dello Sviluppo economico: la base della trattativa sono i tagli e un nuovo contratto di lavoro. La compagnia dell'emirato dovrebbe salire al 49%. "Decisioni rapide o lasciano"
MILANO - Un salvataggio che però richiede 900 tagli di posti di lavoro: è questa la condizione posta da Qatar Airways per entrare nel capitale di Meridiana. Si tratta di un accordo preventivo che riguarda anche il nuovo contratto di lavoro e indica in quella cifra la base sulla quale iniziare a trattare. A riferire la posizione del potenziale investitori sono stati i vertici di Meridiana ai rappresentanti dei lavoratori, in occasione di un incontro che si è tenuto il ministro per lo Sviluppo economico, Federica Guidi. Durante l'incontro, c'è stata una illustrazione sintetica del piano da parte di Meridiana che, secondo quanto filtrato, ha appunto messo sul tavolo un accordo preventivo sugli esuberi e sul nuovo contratto. "Serve velocità nelle decisioni altrimenti Qatar Airways lascia la trattativa", ha poi aggiunto con tono di ultimatum il presidente di Meridiana, Marco Rigotti. Dal canto suo, Guidi ha auspicato una rapida soluzione: "L'opzione Qatar Airways è l'unica in grado di assicurare il rilancio e il consolidamento di Meridiana".
repubblica.it

Inps, si è autosospeso il dg Cioffi. “Da direttore personale Enel non pagò i contributi previdenziali ai dipendenti”

All’Inps c’è stato un vero e proprio terremoto: il direttore generale,Massimo Cioffi, ieri si è autosospeso. Colpa di una storia rivelata dal Fatto Quotidiano il 5 dicembre scorso: l’ente previdenziale ha infatti scoperto che il gruppo Enel realizzò una procedura di incentivo all’esodo dei suoi dipendenti senza pagare tutti i contributi previdenziali dovuti. Il buco ammonta – ma non è chiaro se i controlli sono terminati su tutte le controllate Enel – a circa 40 milioni di euro. Niente di nuovo sotto il sole, certo, ma il problema è che l’attuale direttore generale di Inps, Massimo Cioffi – fortemente voluto dal presidente Tito Boeri, che lo ha nominato nonostante non possegga i requisiti di legge – era stato capo del personale di Enel tra il 2006 e il 2014, proprio nel periodo in cui quegli incentivi all’esodo venivano usati. Ieri, infine, la decisione del manager di autosospendersi.
Come che sia, la vicenda, per Inps, è ora davvero complicata e i motivi sono almeno due. Il primo è la sgradevole situazione in cui si trova il presidente Boeri: “Il dott. Cioffi – scrisse al Fatto l’ufficio stampa Inps il 6 dicembre – proprio per evitare qualsiasi ipotesi diconflitto di interessi, anche solo potenziale, d’intesa col presidente, ha disposto che qualsiasi informazione riguardante i procedimenti Enel non fosse portata a sua conoscenza, bensì a quella del presidente”. Se la Procura accertasse qualcosa di men che corretto nella vicenda, lo stesso Boeri insomma finirebbe per esserne coinvolto.
ilfattoquotidiano.it

Corte dei conti: «La spending review parziale insuccesso, servizi a rischio»

Il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario punta il dito contro l’insuccesso parziale della revisione della spesa, l’uso della flessibilità, e il moltiplicarsi delle leggi che fa proliferare l’illegalità

La spending review è un «parziale insuccesso» anche per la poca conoscenza delle diverse categorie di spesa, e ha posto «solo sullo sfondo il tema essenziale dell’interrelazione con la qualità dei servizi». Così il presidente della Corte dei Conti Raffele Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario punta il dito sulla revisione della spesa messa su dal governo. Il contributo dalla revisione di spesa, infatti, nota Squitieri, non deriva solo da efficienza e razionalizzazione ma anche «da operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività»: quindi, in sostanza, il taglio dei costi c’è stato, ma come conseguenza c’è stato anche un brutale taglio dei servizi per i cittadini. E nei prossimi anni la situazione non sembra destinata a migliorare: in un quadro prospettico di finanza pubblica «che impone ancora di trovare spazi per correzioni non marginali della spesa, anche allo scopo di consentire di affrontare la questione complessa del carico fiscale» nei prossimi anni «i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati», spiega il presidente della Corte dei Conti alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei ministri Pier Carlo Padoan, Stefania Giannini e Graziano Delirio, il vicepresidente del CSM Giovanni Legnini e del capo della Polizia Alessandro Pansa.

mercoledì 17 febbraio 2016

Ilva, arsenico e centrale Enel di Brindisi: troppi morti e malati in Salento. Dossier Asl di Lecce: “Stop al carbone”

La sovraesposizione del Salento ai fumi industriali dell’Ilva di Taranto e della centrale Enel di Brindisiporta per la prima volta la Asl di Lecce a mettere per iscritto la necessità di non usare più carbone. È il cuore del primo “Report ambiente e salute” provinciale, fresco di stampa.
Troppe le morti e troppi i malati di tumore: nella sola provincia leccese, si viaggia al ritmo di 4.129 nuovi casi all’anno, 2.084 decessi e una probabilità di contrarre il cancro pari al 26,5 per cento. Ben al di sopra delle medie italiane e meridionali è l’incidenza di neoplasie al polmone e alla vescica, potenzialmente correlabili più di altre ai fattori ambientali.
Sono dati epidemiologici pesanti, certificati dal Registro tumori, numeri che costringono a chiedere un cambio di rotta. “Ma il premier Renzi da due mesi non risponde alla nostra proposta di convertire Ilva eCerano a gas”, dice il presidente della Regione PugliaMichele Emiliano.
Le prove dell’inquinamento - “Una eventuale decarbonizzazione non avrebbe effetti positivi solo sui cambiamenti climatici, ma anche sullasalute delle popolazioni con notevoli benefici economici che compenserebbero peraltro i maggiori costi di altre fonti energetiche alternative ma meno inquinanti”. Lo afferma Giovanni De Filippis, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl salentina. E lo fa mostrando una modellistica che costituirebbe la prova madre delcortocircuito sul territorio: elaborata da Arpa Puglia e riferita al 2013, dimostra quanto sia elevata la concentrazione media annua Pm10 e Pm2.5,cancerogeni certi per l’uomo, prodotti principali della combustione del carbone e delle biomasse legnose. È come se per tutto l’anno, in ogni parte della provincia di Lecce, oltre che a Brindisi e a Taranto, si respirasse la stessa aria colma di smog di una grande città. Lì e solo lì. Non anche nel nord della Puglia né nelle aree non urbane del resto del Sud.
ilfattoquotidiano.it

Agromafie, “affari per 16 miliardi. Beni confiscati, sprechi per 25 miliardi”

Il giro d’affari delle agromafie ha superato i 16 miliardi di euronel 2015. In Italia sono 26.200 i terreni nelle mani di persone condannate in via definitiva per vari reati, compresi l’associazione mafiosa e la contraffazione. Lo afferma il quarto Rapporto Agromafie elaborato da ColdirettiEurispesOsservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Non basta: il mancato utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata comporta uno spreco di 20-25 miliardi di euro ogni anno. Complice di questa situazione, spiega il rapporto, il fatto che l’iter di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa “si presenta lungo e confuso”.
“Le mafie sono in espansione in ogni comparto economico e, per quanto riguarda l’agroalimentare la loro filosofia è quella di sempre: ‘piatto ricco mi ci ficco’”, ha commentato Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.  “Nell’agroalimentare c’è da guadagnare – ha detto ancora Caselli – se poi si gioca con un mazzo di carte truccato si guadagna ancora di più”. Per quanto riguarda i beni confiscati destinati alle attività socialmente utili, secondo Caselli, “sono una conquista democratica del nostro Paese, ma è un meccanismo che dobbiamo far funzionare. Purtroppo ci sono degli inceppamenti di varia natura da superare”.

martedì 16 febbraio 2016

Presidio Malpensa T2 - Giovedi 17 febbraio 2016 ore - 15.00



Tangenti sanità Lombardia, sulla pelle dei pazienti: “Quelle corone fatte con il culo”

Da un lato, l'utilizzo di materiale odontoiatrico "scadente" per aumentare i profitti. Dall'altro, pazienti indotti con modi "truffaldini" a utilizzare le strutture private al posto di quelle pubbliche. Così, secondo il gip di Monza, il sistema che ha portato all'arresto del consigliere leghista Rizzi e della dentista-imprenditrice Canegrati metteva a rischio "la salute pubblica"
“Quelle corone sono fatte con il culo”. Parola di Stefano Garatti, dirigente e supervisore dell’azienda ospedaliera di Desio eVimercate arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere il consigliere regionale leghista Fabio Rizzi e all’emissione di altre 20 misure cautelari. Insieme alle tangenti e alle manette nella sanità lombarda, l’inchiesta mette in luce le vere vittime del “sistema” di corruzione intorno alle cliniche dentali convenzionate con gli ospedali lombardi. Sono proprio i cittadini, insieme alle aziende ospedaliere pubbliche, a subire quella che i magistrati definiscono una “mortificazione della tutela della salute”.

ilfattoquotidiano.it

lunedì 15 febbraio 2016

CONUP: ASSEMBLEA PENSIONATI - 18 febbraio 2016 Torino, ore 10.30-13.00

CONUP

Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati

18 febbraio 2016

Torino, ore 10.30-13.00

presso il DopoLavoro Ferroviario,
via Sacchi 63.

ASSEMBLEA PENSIONATI
-       situazione pensioni,
-       ricorsi per la mancata perequazione,
-       andamento delle cause e dei ricorsi,
-       esodati,
-       iniziative ed organizzazione del CoNUP,
-       difesa della Costituzione,
-       difesa della sanità pubblica,
-          varie ed eventuali.

Interverranno Ezio Gallori e Giorgio Cremaschi.


Tutti sono invitati. 
Per informazioni e questioni organizzative: 
055 486838 – lelottedeipensionati@gmail.com

Raid sugli ospedali in Siria, "la lotta al terrorismo non giustifica aberrazioni"

Il commento di Loris De Filippi dopo l’attacco che ha coinvolto un ospedale supportato da Medici senza frontiere: “C’è una volontà deliberata di sabotare l’azione umanitaria, ma gli ospedali civili devono essere considerati come santuari”. Almeno 23 vittime in due attacchi aerei

15 febbraio 2016
ROMA – “C’è una volontà chiara di sabotare le azioni umanitarie, ma gli ospedali civili devono essere considerati come santuari e non devono essere in nessun modo colpiti.Nessuna lotta al terrorismo più giustificare queste aberrazioni”. E’ duro il commento di Loris De Filippi, responsabile di Medici senza frontiere Italia, sull’attacco di questa mattina a un ospedale di Medici senza frontiere in Siria. Secondo Msf, che ha dato la notizia del raid alla struttura di Marat Al Numan, nella provincia siriana di Idlib su Twitter, a mancare all’appello sono almeno nove persone. Ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio e potrebbe salire nelle prossime ore. Come spiega De Filippi, infatti,la struttura bombardata è “abbastanza grande: ci sono 40 posti letto, due sale operatorie, un ambulatorio e un pronto soccorso. E’ un ospedale che serve più di quarantamila abitanti in una zona particolarmente densa e al centro del conflitto”.

"Pensioni di reversibilità legate all'indice Isee": scontro tra governo e opposizione

Pensioni di reversibilità legate all'indice Isee: ecco cosa significa

L’idea del governo è quella di legare i trattamenti di reversibilità (ovvero le pensioni erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore) all’indice Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale.
In sostanza, a giustificare l'erogazione della pensione non saranno più (o non solo) i contributi versati dal lavoratore, ma il reddito dei familiari. 
Palazzo Chigi ha comunque spiegato che la nuova legge varrà solo sulle prestazioni future e non su quelle in essere. Inoltre, "se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie". 





giovedì 11 febbraio 2016

Firenze il 15 FEBBRAIO ASSEMBLEA NAZIONALE MACCHINISTI


Finmeccanica: Il Consiglio Regionale della Campania si impegna nella difesa dei siti campani

Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Rosa D’Amelio, ha approvato all’unanimità la Mozione presentata dalla capogruppo del M5S Valeria Ciarambino, sulla salvaguardia produttiva e occupazionale dei siti Alenia in Campania.
La maggioranza del consiglio e il governo regionale hanno confermato l’attenzione e l’interessamento verso il Governo nazionale, ma anche ribadito che questi comparti saranno prioritariamente destinatari d’investimenti, a partire dalle risorse previste nella nuova programmazione dei fondi comunitari 2014/20.

La mozione chiede di aprire, tra l’altro, un tavolo nazionale di confronto con il Governo e con le parti sociali per salvaguardare il livello localizzativo e occupazionale dello stabilimento Alenia in Campania, che, dal 1° gennaio di quest’anno, è una delle divisioni della nuova One Company costituita da Finmeccanica. “E’ evidente l’assenza di prospettive per il rilancio dei siti campani di Alenia Aermacchi – ha spiegato Ciarambino –, in particolare Pomigliano è destinata ad avere solo un ruolo marginale. Negli ultimi anni, nel silenzio della politica nazionale e regionale, abbiamo assistito al trasferimento degli stabilimenti nei territori del nord, sulla spinta della Lega, andando a depauperare ulteriormente il territorio meridionale, e azzerando la classe dirigente locale relegata ad un ruolo marginale – ha spiegato – ;

Epidemie e povertà: la salute negata nelle "periferie del mondo"

Sanità, diritto ancora negato a gran parte della popolazione. La denuncia nel dossier di Caritas per la Giornata del malato: malaria, tubercolosi, Hiv e il caso Ebola, "lezione da non dimenticare". Epidemie responsabili del 40% di morti nei paesi in via di sviluppo, dell’1% nei paesi ad alto reddito

11 febbraio 2016
ROMA - L'accesso alla sanità è un  diritto ancora negato a gran parte della popolazione nelle “periferie del mondo”.E' la denuncia del dossier "Salute negata. Epidemie, specchio delle disuguaglianze del mondo. La lezione di Ebola", lanciato dalla Caritas Italiana in occasione della XXIV Giornata mondiale del Malato che si celebra oggi, 11 febbraio. Lo studio, il dodicisimo realizzato dall'organizzazione su temi internazionali "sottolinea la necessità di agire sulle cause delle fragilità, di un maggiore impegno politico e sociale, di costruire sistemi sanitari resilienti, di puntare sulla formazione". "La salute è un diritto umano fondamentale, strettamente legato allo sviluppo dei popoli e alla pace. Non c’è pace senza diritti, non c’è sviluppo senza salute. È una questione di giustizia. E di umanità", si legge nel testo.

martedì 9 febbraio 2016

Fondo di integrazione salariale a norma dell’art. 29 del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148

1. Quadro normativo.

Il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, recante disposizioni per il riordino della 
normativa in materia di ammortizzatori sociali, entrato in vigore il 24 settembre 2015, ha 
previsto, ai sensi dell’art. 28, c. 4, che la disciplina del Fondo residuale, istituito con 
D.I. n. 79141/2014, a decorrere dal 1° gennaio 2016 è adeguata, con Decreto del Ministro 
del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 
alle disposizioni del medesimo D.Lgs. 148/2015.
L’ art. 29 del D.Lgs. 148/2015 dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, il Fondo 
residuale assume la denominazione di Fondo di integrazione salariale e che, dalla medesima 
data, allo stesso si applicano, in aggiunta alle norme che disciplinano il Fondo residuale, 
le disposizioni contenute nel medesimo art. 29.
L’art. 46, c. 2, a corollario dell’opera di revisione operata dal D.Lgs. 148/2015, prevede che 
a decorrere dal 1° gennaio 2016 sono abrogati i commi 20, 20-bis e 21 dell’art. 3, della legge
 92/2012 e il D.I. 79141/2014.
In attesa della pubblicazione del Decreto di adeguamento del Fondo alla disciplina del 
D.Lgs. 148/2015, di cui al citato art. 28, c. 4, sono pervenute dal Ministero del lavoro e 
delle Politiche Sociali le note prot. n. 203 del 14 gennaio 2016 e prot. n. 998 del 18 
gennaio 2016, che regolamentano l’operatività del Fondo di integrazione salariale nel regime
intertemporale. Sulla base delle stesse, con la presente circolare si forniscono le prime 
indicazioni sulle prestazioni garantite dal Fondo e sulle modalità relative alla presentazione delle 
stesse.
Il Fondo di integrazione salariale, pertanto, nel vigente sistema normativo, continua la 
gestione iniziata dal Fondo residuale, assicurando la medesima funzione di tutela di sostegno 
del reddito in favore dei lavoratori dipendenti di aziende che non rientrano nel campo di 
applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria
 e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali 
alternativi di cui, rispettivamente, agli artt. 26 e 27 del D.Lgs. 148/2015.
Rispetto al previgente sistema, il Fondo di integrazione salariale, in adempimento della 
delega contenuta nell’art. 1, c. 2, lett. a), punto 7), della legge 10 dicembre 2014, n. 183, 
amplia la platea dei beneficiari destinatari delle prestazioni garantite dallo stesso, estendendo
 il proprio campo di applicazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 
cinque dipendenti e garantendo l’assegno di solidarietà di cui all’art. 31 del D.Lgs. 148/2015.
Nel caso di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti il Fondo 
garantisce, per una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile, l’ulteriore prestazione 
dell’assegno ordinario di cui all’art. 30 del D.Lgs. 148/2015.

Compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con indennità di disoccupazione NASpI

Al fine di superare incertezze rappresentate sia delle strutture territoriali sia dall’utenza 
si precisa quanto segue.

Ai sensi dell’art. 48,  comma 2 del decreto legislativo n. 81/2015 le indennità di disoccupazione
 NASpI e le prestazioni integrative del salario sono interamente cumulabili con i compensi
 derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale di tipo accessorio nel limite complessivo di 
euro 3.000 per anno civile, rivalutabile annualmente sulla base della variazione dell’indice 
ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.

Per i compensi che superano il predetto limite di 3.000 euro per anno civile, deve essere applicata 
la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione con 
la prestazione di disoccupazione.

A detta ipotesi si riferisce la disposizione contenuta al punto 9.2, 5° capoverso della circolare
 INPS n. 142 del 2015 secondo la quale “Il beneficiario dell’indennità NASpI è tenuto a
 comunicare all’INPS entro un mese rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o,
 se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di NASpI, il compenso 
derivante dalla predetta attività.”

Ne consegue che  nel caso  di compensi da lavoro accessorio che rientrino nel limite dei 3.000 
euro annui, il beneficiario dell’indennità NASpI non è tenuto a comunicare all’Inps in via preventiva 
il compenso derivante dalla predetta attività.

 Viceversa, la suddetta comunicazione andrà resa, prima che il compenso determini il 
superamento del predetto limite dei 3.000 euro anche se derivante da più contratti di 
lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno, pena la decadenza dalla indennità NASpI.