- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 15 giugno 2018

Gallera: “Ad Angera, non si può più andare avanti”

« Su Angera abbiamo fatto il possibile, umanamente e anche oltre. Ma così non si può continuare».
È categorico l’assessore al Welfare Giulio Gallera sul futuro del punto nascita di Angera: « Abbiamo convogliato tutte le nostre energie, abbiamo cercato di costruire un modello sostenibile e adeguato. Ma non funziona».
Dal primo di luglio dunque ( “Il più presto possibile”) l’Ondoli non accoglierà più donne in travaglio: « Il modello che avevamo cercato di attuare ha messo in crisi tutto il sistema, penalizzando anche gli altri ospedale dell’Asst Valle Olona. La proposta di ruotare su tutti i presidi ha di fatto allontanato anche possibili figure specialistiche necessarie per le ginecologia di Busto e Gallarate. Inoltre, siamo stati richiamati dal comitato di controllo dei LEA per la mancata chiusura dopo che Roma ha negato la deroga alla chiusura dei presidi con meno di 500 parti».

L’assessore regionale respinge l’accusa di aver cambiato rotta o di aver agito senza confronto: « Avevo creato una cabina di regia con tutti i sindaci e gli amministratori del territorio. Ci siamo incontrati almeno 4 volte. Ogni passo è stato discusso apertamente. Anche le madri di Amor, che avevo incontrato lo scorso novembre, erano consapevoli che il sistema adottato non reggeva. Ci eravamo dati tempo fino a  maggio scorso per valutare i risultati. Lo scorso anno sono nati 280 bambini e, di questi, il 10% è dovuto salire in urgenza in ambulanza per raggiungere Varese e la sua terapia intensiva».

giovedì 14 giugno 2018

assegno per il nucleo familiare - Decorrenza dal 1° luglio 2018 dei livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei

La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.

La variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2016 e l'anno 2017 è pari a +1,1 per cento.

In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni al nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2018 – 30 giugno 2019 con il predetto indice.

Si allegano alla presente circolare le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

mercoledì 13 giugno 2018

Sicurezza sul lavoro: Testo Unico 81/2008 aggiornato a maggio 2018

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha rilasciato il Testo Unico 81/2008 lavoro aggiornato a maggio 2018 in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro con le ultime novità normative e di prassi.
L’INL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha pubblicato l’annuale aggiornamento del Testo Unico 81/2008 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Testo Unico quest’anno compie 10 anni, in quanto il D.lgs. 81/08 è entrato in vigore il 9 aprile del 2008.
La nuova versione del T.U. edizione maggio 2018 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con tutte le disposizioni integrative e correttive è stata pubblicata come di consueto sul sito dell’Ispettorato Nazionale.
Novità versione Testo Unico 81/08 Sicurezza sul lavoro aggiornato a maggio 2018
L’Ispettorato fa una raccolta di tutte le novità su normativa e prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro uscite nell’ultimo anno, l’ultimo aggiornamento del Testo Unico 81/08 infatti risale a maggio 2017.
In questa versione aggiornata troviamo ad esempio le novità in materia di sanzioni per omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, oppure gli ultimi interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (n. 1 e n. 2 del 13/12/2017, n. 1 del 14/02/2018 e n. 2 del 05/04/2018).
Questo l’elenco delle ultime novità in materia così come riportato nel Testo Unico 81/2008 aggiornato a maggio 2018:
§  circolare INL n. 1 dell’11/01/2018 contenente le indicazioni operative sulla corretta applicazione della disposizione di cui all’articolo 34, comma 1, del decreto legislativo n. 81/2008 relativa allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso prevenzione incendi e di evacuazione;
§  lettera circolare INL del 12/10/2017 prot. 3 avente ad oggetto le indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori;
§  Decreto Direttoriale n. 2 del 16/01/2018 – Elenco dei soggetti abilitati e dei formatori per l’effettuazione dei lavori sotto tensione;
§  Sostituito il decreto dirigenziale del 9 settembre 2016 con il Decreto Direttoriale n. 12 del 14 febbraio 2018 – Diciassettesimo elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11;
§  interpelli n. 1 e n. 2 del 13/12/2017, n. 1 del 14/02/2018 e n. 2 del 05/04/2018;
§  Corretto all’art. 3 comma 12-bis il riferimento alla legge 16 dicembre 1991, n. 398 (associazioni sportive dilettantistiche);

§  infine inserisce il riferimento all’interpello 8/2014 del 13/03/2014 al termine dell’art. 3 comma 12-bis.

venerdì 8 giugno 2018

Gestione Pubblica – Chiarimenti obblighi contributivi e valutazione ai fini pensionistici e previdenziali (TFS/TFR) del periodo trascorso in sospensione cautelare per i lavoratori per i quali pende un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria

Con la circolare n. 6/2014 recante “Retribuzioni imponibili ai fini contributivi  - Gestione 
Dipendenti Pubblici: categorie reddituali – imponibili nelle aspettative senza assegni 
– imponibili ai fini della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali – maggiorazioni 
e tetti retributivi – conguaglio contributivo annuo” l’Istituto, nell’effettuare una ricognizione 
delle disposizioni relative alla Gestione pubblica, tra i redditi imponibili ai fini pensionistici indica 
anche l’assegno alimentare corrisposto durante il periodo di sospensione cautelare per 
procedimento giudiziario in corso (cfr. paragrafo 8 della citata circolare).

Con tale indicazione l’Istituto ha inteso estendere alla Gestione pubblica la regola vigente 
per le pensioni della Gestione privata in tema di imponibilità ai fini pensionistici dell’assegno 
di cui trattasi, modificando, in tal modo, il precedente orientamento dell’INPDAP che, 
nell’ambito delle gestioni pensionistiche pubbliche, non riteneva imponibile l’assegno 
alimentare erogato nei periodi di sospensione cautelare, anche dopo l’entrata in vigore 
del decreto legislativo n. 314/1997.

Facendo seguito alla circolare n. 6/2014, con il presente messaggio si forniscono 
ulteriori chiarimenti e indicazioni in ordine agli adempimenti e alle modalità di regolarizzazione, 
da parte del sostituto di imposta/datore di lavoro, per i periodi di sospensione cautelare 
che si collocano nei periodi retributivi a decorrere da febbraio 2014 e che sono collegati 
a fatti per i quali pende un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria.

giovedì 7 giugno 2018

CFL SpA verbale di assemblea del 6 giugno 2018

oggetto: verbale di assemblea del 6 giugno 2018

I lavoratori della ditta CFL SpA (16 su 19) , operanti presso il cantiere di Leonardo spa div. Elicotteri (ex AgustaWestland) nella sede di C. Costa di Samarate (VA), riuniti in assemblea retribuita il giorno 6/6/2018, con Ordine del Giorno:

1)     Esito iniziative di protesta e Valutazione su come proseguire
2)     Varie ed eventuali

dopo aver ricevuto la richiesta di un nuovo incontro per il 14 CM da parte della direzione del personale CFL/CAL per tentare di chiudere la vertenza entro il mese in corso,
i lavoratori si dichiarano disponibili ad ascoltare la nuova proposta aziendale e si riconvocano in assemblea subito dopo il 14 giugno per valutare la nuova proposta e decidere come proseguire la vertenza.

Nel frattempo, l’assemblea, all’unanimità, decide di confermare lo stato di agitazione e il blocco dello straordinario.

Inoltre l’assemblea intende informare i lavoratori della cooperativa Tiziano e la direzione del personale CFL/CAL, che la sostituzione del personale in sciopero si configura come violazione della legge sul diritto di sciopero e come attività anti sindacale passibile di denuncia anche al singolo lavoratore.

Si invitano, pertanto, i lavoratori, e la direzione del personale, a riflettere sulle conseguenze prima di svolgere le mansioni dei lavoratori in sciopero, anche durante il blocco dello straordinario.

mercoledì 6 giugno 2018

LOMBARDIA: FALLIMENTO TOTALE DELLE DELIBERE REGIONALI PER I MALATI CRONICI

I numeri parlano da soli e non lasciano scampo.

I toni trionfalistici dell’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, sprofondano di vergogna sotto la cruda verità delle cifre.

Su 3.057.519 malati cronici che hanno ricevuto le lettere dalla regione solo l’8,44% ha firmato il contratto con un gestore, la cosiddetta presa in carico e solo il 4,6% (140.724) ha firmato il PAI, il Piano Assistenziale Individuale. Oltre il 90% dei cittadini cronici contattati dalla Regione fino ad ora non ha indicato alcun gestore e oltre il 95% di questi stessi cittadini non ha firmato alcun PAI.

 Una vera e propria disfatta che appare ancora più grave se si considerano tutti i soldi pubblici spesi dalla giunta regionale per reclamizzare le proprie iniziative verso i malati cronici attraverso spot, inserzioni e la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli. Sarebbe interessante sapere quanto ha speso fino ad ora la Regione per fare tutto questo e scopriremmo che l’adesione al gestore di ogni singolo cittadino è costata non pochi euro alle finanze pubbliche, ossia a ciascuno di noi.

 Che si tratti di un totale fallimento lo dimostrano i continui rinvii all’avvio del progetto decisi dallo stesso assessorato: inizialmente tutto il sistema avrebbe dovuto partire a pieno regime dal 1° gennaio 2018, poi è stato rinviato al 1° gennaio 2019 e ora l’ assessore afferma che saranno necessari circa cinque anni ! La fase di reclutamento avrebbe dovuto concludersi prima entro il 2017, poi nel 1° semestre del 2018, ora si parla del 31 dicembre 2018 e poi si vedrà.

 Un risultato atteso considerato che la maggioranza degli stessi Medici di Medicina Generale, si è rifiutata di aderire alle proposte della Regione e che nella città metropolitana di Milano i ¾ dei MMG hanno detto di no. Dopo i MMG sono stati i medici ospedalieri a contestarne la realizzabilità: per fare i PAI vari specialisti dovrebbero essere spostati dai loro reparti provocando gravi danni alla qualità dell’assistenza ospedaliera; il medico specialista inoltre può non avere la competenza per compilare un PAI ad es. di un paziente con pluripatologie con il rischio di creare danni al cittadino e di assumersi una responsabilità legale al di sopra delle proprie competenze, come illustrato da un documento dell’Ordine dei Medici di Milano.

 Per non parlare del complicato rapporto tra MMG e clinical manager che si tradurrà in un enorme perdita di tempo per i MMG e di un sistema informatico non all’altezza del progetto: come faranno i MMG a relazionarsi con l’operato del clinical manager considerato che la grande maggioranza delle strutture ospedaliere non inserisce online per i singoli MMG gli esami effettuati dai loro pazienti ?

 La cosa più corretta che potrebbe fare l’assessore Gallera è prendere atto del fallimento e dimettersi. Le bugie hanno le gambe corte…la verità prima o poi è destinata ad emergere nella sua semplice evidenza.

Milano, 5 giugno 2018

 Dott. Vittorio Agnoletto, medico, co-conduttore di “37e” la trasmissione sulla salute di Radio Popolare;

 Fulvio Aurora, Medicina Democratica, responsabile nazionale settore vertenze.

martedì 5 giugno 2018

Assasinio di Soumaila Sacko; Comunicato USB

Governo e Senato si inchinano alla memoria di Soumaila Sacko. USB: ora garantire i diritti dei braccianti. Una raccolta fondi per il sindacalista assassinato
Martedì  5 giugno, ben tre giorni dopo l’assassinio del nostro compagno Soumaila Sacko, il governo ha finalmente trovato la voce ed è intervenuto ufficialmente su un omicidio pianificato per mettere a tacere le rivendicazioni degli sfruttati di San Ferdinando e, più in generale, dei lavoratori che nelle campagne lottano per i diritti con l’Unione Sindacale di Base.

È importante che Soumaila sia stato ricordato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato, e che l’Aula si sia unita nell’applauso postumo al nostro compagno di lavoro e di lotta.

È importante perché è stato faticosissimo per l’USB, per i braccianti, difendere la memoria di Soumaila Sacko - che si è cercato in tutti i modi di far passare per un comune ladruncolo vittima della rabbia di qualche onesto giustiziere della notte - e rovesciare una pericolosa narrazione che sarebbe stata una seconda condanna a morte.

È importante perché rompe il silenzio tombale di Salvini e Di Maio, un’afasia tanto grave da aver provocato la discesa in campo, in tv e sui giornali, di firme di ogni appartenenza.

È importante che ora si dia un seguito a questi fatti e che si intraprenda la strada per garantire veramente e stabilmente i diritti dei lavoratori dei campi, degli sfruttati e degli invisibili che si dannano per due euro l’ora.

Noi, l’Unione Sindacale di Base, continueremo le nostre battaglie per i braccianti, per i senza diritti, nel nome di Soumaila Sacko e di tutte le altre vittime dello sfruttamento e del caporalato. Lo faremo con le mobilitazioni che si susseguono da ieri in tutta Italia e sfoceranno nella grande manifestazione nazionale del 16 giugno a Roma, convocata contro le disuguaglianze sociali.
A quella manifestazione parteciperanno anche i braccianti USB provenienti dalle baracche di San Ferdinando, dalle campagne lucane e pugliesi. Per i lavoratori dei campi rappresenterà l’occasione per lanciare una grande iniziativa nazionale da tenersi il 23 giugno in Calabria, che l’Unione Sindacale di Base apre a tutte le associazioni.


USB garantisce intanto assistenza legale alla famiglia di Soumaila Sacko e lancia una raccolta fondi, per consentire tra l’altro il trasporto della salma in Mali, attraverso la Cassa di resistenza e solidarietà. L’IBAN sul quale effettuare i versamenti è IT 17 W 0312703201000000001801 (Unipol Banca). Indicare nella causale “Solidarietà a Soumaila Sacko”.

lunedì 4 giugno 2018

Comitato per il Diritto alla Salute per il Varesotto : Comunicato stampa

Nelle scorse settimane a Solbiate Olona vi è stato un incontro tra rappresentanti delle istituzioni regionali e i medici che hanno sottoscritto un appello che denuncia la preoccupante situazione in cui versano gli ospedali del territorio segnalando in prima istanza la mancanza di personale.
Il Comitato per il Diritto alla Salute per il Varesotto sostiene la denuncia dei medici ed auspica che le proposte fatte durante l’incontro per alleviare i problemi denunciati siano adottate dagli amministratori regionali e dalla politica nazionale.
Per quanto riportato dalla stampa, sul tema dei presidi ospedalieri l’assessore Cattaneo avrebbe anche affermato che “occorre razionalizzare la rete dell’assistenza, un tema, però, che si scontra con il consenso” e che la politica deve anche avere la volontà di chiudere o ridimensionare gli ospedali che non rispondono più alle esigenze della popolazione.
Nello stesso tempo si afferma che l’impostazione della riforma sanitaria regionale di Formigoni del’97 che aveva puntato sugli ospedali ha portato ad una spesa per gestire tutto il modello troppo elevata e che bisognerebbe lasciare il passo ad una rete con servizi e ambulatori territoriali afferenti a poche eccellenze centralizzate.
Il nostro Comitato evidenzia che la politica sanitaria concretamente perseguita da Regione Lombardia forse, e a tempo debito, porterà a poche eccellenze centralizzate ma nel frattempo procede allo smantellamento della rete dei servizi territoriali e al depauperamento dei presidi ospedalieri attuali. Le sole eccellenze centralizzate porteranno ad una riduzione della presenza della sanità pubblica sul territorio e la loro realizzazione ha assorbito ed assorbirà ancora ingenti risorse che invece mancano per la spesa corrente, per ridurre le code per gli esami o al pronto soccorso o per superare l’evidente carenza di personale, vere questioni che la popolazione sente come esigenze primarie.
Per sostenere queste esigenze i cittadini si sono riuniti in Comitati che hanno attuato sabato 26 maggio una giornata di iniziativa comune: non si tratta di difendere gli ospedali per motivi di campanile ma di mantenere la presenza della sanità pubblica sul territorio, di denunciare i difetti dell’attuale sistema, di proporre soluzioni diverse allo scopo di garantire a tutti una sanità di qualità.

La politica ha giustamente dimostrato sensibilità alle richieste dei professionisti che operano nella sanità, chiediamo che abbia la stessa sensibilità per sentire la voce delle migliaia di cittadini che con la loro firma ci hanno chiesto di operare affinché gli attuali presidi ospedalieri non chiudano. Avremo l’occasione di confrontarci, come abbiamo fatto durante la campagna elettorale, per verificare se la realizzazione di un unico ospedale tra Busto e Gallarate sia una razionalizzazione positiva per la sanità oppure un investimento oneroso poco utile al sistema sanitario che consuma altro territorio appesantendo il bilancio della nostra ASST.
4 giugno 2018

domenica 3 giugno 2018

Fondazione Banca Etica e Rete Disarmo azionisti critici all'assemblea di Leonardo. "Puntare sul business militare fa male al bilancio e aumenta rischi di corruzione"

L a Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la terza volta consecutiva
all'assemblea degli azionisti di Leonardo, il principale produttore italiano di armamenti, il cui
maggiore azionista è il Ministero del Tesoro italiano con il 30,2%.
«Saremo in assemblea con tre azioni, per conto di Rete Italiana per il Disarmo, che coordina
diverse organizzazioni pacifste e della nuova rete europea di investitori istituzionali SfCShareholders
for Change, che ha un patrimonio investito totale di circa 22 miliardi di euro», spiega
Simone Siliani, direttore di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. L'intervento della Fondazione
criticherà il progressivo sbilanciamento della produzione verso commesse militari, che ha
portato ad un crollo della redditività dell'impresa e ad una diminuzione dell'occupazione. «In
base ai dati di ASD, l'associazione dei produttori europei del settore difesa, negli ultimi 15 anni
l'aeronautica civile ha generato ricavi che hanno superato del 36% quelli del settore aeronautico
militare, creando 223.000 nuovi posti di lavoro. Mentre nel settore militare l'occupazione è scesa
del 55% e si sono persi 211.000 posti di lavoro. Leonardo, però, ha deciso di puntare sempre
di più sul settore militare: nel 2014 costituiva il 54% del fatturato totale, ora siamo al 68%.
Non c'è da stupirsi, quindi, che i conti della società siano molto deludenti». Oggi Leonardo
porterà all'approvazione dei soci un bilancio che riporta un crollo del 44% dell'utile netto tra il
2016 e il 2017. Il 10 novembre del 2017, quando la società ha improvvisamente deciso di
correggere le previsioni di crescita, il titolo è crollato del 21% in borsa.
La scelta di concentrarsi sul settore militare esporrebbe inoltre la società a maggiori rischi di
corruzione. «Il Sipri, l'istituto indipendente di Stoccolma che si occupa di ricerche militari, riporta
che gli illeciti nel settore degli armamenti sono talmente endemici che circa il 40% della
corruzione totale nelle transazioni globali sarebbe collegata al commercio di armi», spiega
Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo. «Leonardo e le sue
controllate sono state accusate di corruzione in India, Panama, Corea del Sud e, più
recentemente, in Indonesia. Il Norwegian Council of Ethics, che efettua un costante monitoraggio
etico del fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo con un patrimonio di 877 miliardi di
euro, ha rilevato un "rischio inaccettabile" che Leonardo possa continuare ad essere
coinvolto in casi rilevanti di corruzione in futuro. E' un problema grave per tutti gli azionisti,

a partire dal Ministero del Tesoro».
Fondazione Finanza Etica.
La Fondazione Finanza Etica è stata creata a Padova nel 2003. Fa parte del Sistema Banca Etica
(www.bancaetica.it) e ha come obiettivo la promozione di reti di nuove economie sostenibili e di
una nuova cultura economica e fnanziaria al servizio della società e dell'ambiente.
Nel 2007 FFE ha acquistato un numero simbolico di azioni di Enel ed Eni per «portare la voce
della società civile e dei movimenti del Sud del mondo nelle assemblee delle più importanti
società italiane» e per «promuovere il ruolo dei piccoli azionisti e il loro contributo alla vita
dell'impresa». Nel 2016 sono state acquistate anche azioni di Finmeccanica. Le iniziative di
azionariato critico della Fondazione sono sostenute da Re:Common e Rete Disarmo. Tutte le
informazioni sono disponibili sul sito www.fcre.it.
Rete Disarmo
La Rete Italiana per il Disarmo è un organismo nazionale di coordinamento sulle tematiche della
spesa militare e del controllo degli armamenti. Fondata nel 2004 è composta da: ACLI - Archivio
Disarmo - ARCI - ARCI Servizio Civile - Associazione Obiettori Nonviolenti - Associazione Papa
Giovanni XXIII - Associazione per la Pace – Assopace Palestina - Beati i costruttori di Pace -
Centro Studi Difesa Civile - Conferenza degli Istituti Missionari in Italia - Coordinamento Comasco
per la Pace - FIM-Cisl - FIOM-Cgil - Fondazione Finanza Etica - Gruppo Abele - Libera -
Movimento Internazionale della Riconciliazione - Movimento Nonviolento – Noi Siamo Chiesa -
OPAL Brescia - Pax Christi - Un ponte per...
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.disarmo.org
SfC-Shareholders for Change
SfC - Shareholders for Change ("Azionisti per il Cambiamento") è una rete di investitori
istituzionali europei che, in qualità di azionisti, svolgono attività di dialogo con le imprese al fne di
infuenzare e sollecitare buone pratiche e comportamenti sostenibili e responsabili nel mediolungo
periodo. Nata a Milano nel dicembre del 2017, su iniziativa del Gruppo Banca Popolare
Etica, ha sette soci fondatori per un totale di circa 22 miliardi di euro di asset gestiti: Bank für
Kirche und Caritas eG (Germania), Ecof Investissements, Groupe Crédit Coopératif (Francia),
Etica Sgr, Gruppo Banca Etica (Italia), fair-fnance Vorsorgekasse (Austria), Fondazione Finanza
Etica (Italia), Fundacion Fiare (Spagna), Meeschaert Asset Management (Francia).
Nel corso del 2018, SfC organizzerà azioni congiunte alle assemblee di Generali, Acea, Leonardo-
Finmeccanica, Eni, Enel, Rheinmetall (Germania) ed Engie (Francia).
Per ulteriori informazioni
Chiara Bannella
Ufcio Stampa di Banca Etica
Tel.: +39 06 42016060
E-mail: cbannella@bancaetica.com
Web: www.bancaetica.it, www.fcre.it
Francesco Vignarca
Coordinatore Rete Disarmo
Tel.: 328/3399267
E-mail: segreteria@disarmo.or

giovedì 31 maggio 2018

Dopo diversi anni gli operai della logistica di CFL/CAL tornano a protestare

Dopo diversi anni gli operai della logistica di CFL/CAL tornano a protestare
GLI ADDETTI ALLA MOVIMENTAZIONE CHIEDONO SOLO IL LIVELLO COME DA CCNL
Sono anni che si sentono rispondere “non è il momento buono”… ora basta

I lavoratori dipendenti della ditta CFL spa, addetti alla movimentazione e alla logistica, che operano per conto di CAL, in sub appalto per conto di FATA all’interno della sede di Cascina Costa di Leonardo Divisione Elicotteri, non ritengono sufficienti le motivazioni esposte dalla direzione CFL/CAL che, a fronte della richiesta di un aumento retributivo dopo ben 4 anni dall’ultimo, fa nuovamente slittare la trattativa fino a fine anno, senza nemmeno dare la conferma del riconoscimento richiesto dai lavoratori ma riproponendo un esiguo aumento retributivo a fronte di un miglioramento produttivo.

Da ottobre non si sono visti passi in avanti rispetto alla richiesta dei lavoratori, dopo 3 incontri e almeno 5 assemblee, siamo ancora alla situazione iniziale, aumento della produttività, riduzione delle assenze, e miglioramento della qualità, per avere un riconoscimento economico che si aggirerebbe attorno ai 16.00 €  lordi al mese. La direzione aziendale riconosce l’alta professionalità degli operatori ma dice di non poter riconoscere nessun aumento fino al rinnovo dell’appalto che avverrà verso fine anno.

Ci teniamo a ricordare che l’attività svolta dagli operatori all’interno della divisione elicotteri, contribuisce in modo significativo al risultato complessivo del fatturato aziendale della divisione elicotteri che, negli ultimi anni, ha fatto riconoscere ai dipendenti di Leonardo Elicotteri un premio (PDR) di circa 6 mila euro ogni anno, mentre gli operai della logistica non hanno alcun PDR se non un riconoscimento di 67 € al mese, che non è altro che una parte della RAL della precedente azienda.

Nel merito della trattativa, la direzione CFL sarebbe disposta a riconoscere il livello, riducendo il premio di risultato (i 67 euro di cui sopra) ma solo con un aumento della produttività, legando il tutto con un miglioramento dei flussi, che a Tessera ha avuto un buon ritorno di produttività (con la conseguente riduzione del personale coinvolto).

Tale proposta è stata rigettata dai lavoratori: è inaccettabile avere il livello con la riduzione del premio, meno che meno con queste premesse. Ora chiedono solo il livello come previsto dal contratto nazionale in base alle loro mansioni.

I lavoratori dichiarano, all’unanimità, l’immediato stato di agitazione, il blocco dello straordinario e uno sciopero di 8 ore con presidio e volantinaggio per il 1 giugno 2018.


Cascina Costa 24 maggio 2018

mercoledì 30 maggio 2018

CFL/CAL - MOVIMENTAZIONE E LOGISTICA L.D.E. (ex AGUSTAWESTLAND)- SCIOPERO INTERA GIORNATA CON PRESIDIO AI CANCELLI DI C. COSTA

CFL/CAL - MOVIMENTAZIONE E LOGISTICA L.D.E.
GLI OPERAI CHIEDONO IL LIVELLO
Dal 2014 non hanno alcun aumento oltre al CCNL

La direzione aziendale della CFL, che ha in sub-sub-appalto la gestione della logistica e della movimentazione all’interno della ditta Leonardo Elicotteri di C. Costa,  riconosce l’alta professionalità degli operatori ma dice di non poter riconoscere nessun aumento fino al rinnovo dell’appalto che avverrà verso fine anno. Nel merito della trattativa, che si trascina da ottobre, la direzione CFL vorrebbe riconoscere il livello ma riducendo il premio di risultato legandolo ad un aumento della produttività, proposta rigettata dai lavoratori, o il livello o un aumento del premio, ma è inaccettabile avere il livello con la riduzione del premio. Vista la inamovibilità dell’azienda rispetto alle richieste dei lavoratori, L’assemblea dei lavoratori rigetta la proposta aziendale e chiede solo il livello per tutti, 

Dichiara il blocco del lavoro straordinario e 

SCIOPERO
INTERA GIORNATA
CON PRESIDIO AI CANCELLI DI C. COSTA
PER IL GIORNO
VENERDI’ 1 GIUGNO 2018

-- PER TUTTI I DIPENDENTI CFL --


C. Costa, 24 Maggio 2018

martedì 29 maggio 2018

I lavoratori CFL/CAL, movimentazione e logistica, dichiarano l’immediato stato di agitazione, il blocco dello straordinario e uno sciopero di 8 ore previsto per il giorno di venerdì 1 giugno 2018

Comunicato  sindacale
I lavoratori dipendenti della ditta CFL spa, addetti alla movimentazione e alla logistica, che operano in sub appalto per conto di FATA all’interno della sede di Cascina Costa di Leonardo Divisione Elicotteri, non ritengono sufficienti le motivazioni esposte dalla direzione CFL/CAL che, a fronte della richiesta di un aumento retributivo dopo ben 4 anni dall’ultimo, fa nuovamente slittare la trattativa fino a fine anno, senza nemmeno dare la conferma del riconoscimento richiesto dai lavoratori ma riproponendo un esiguo aumento retributivo a fronte di un miglioramento produttivo.
Da ottobre ad oggi non si sono visti passi in avanti rispetto alla richiesta dei lavoratori, dopo tre incontri e almeno 5 assemblee, siamo ancora alla situazione iniziale, aumento della produttività, riduzione delle assenze, e miglioramento della qualità, per avere in cambio un riconoscimento economico che si aggirerebbe attorno ai 16.00 €  lordi al mese.
I lavoratori non ritengono sufficiente quanto offerto da CFL e dichiarano l’immediato stato di agitazione, il blocco dello straordinario e uno sciopero di 8 ore previsto per il giorno di venerdì 1 giugno 2018.


I lavoratori della CFL
Riuniti in assemblea il 24 maggio 2018


Cacina Costa 25 maggio 2018

lunedì 28 maggio 2018

ANGERA Una domenica per l’ospedale e il punto nascita

Continua l'impegno del Comitato e dell'Associazione Amor per chiedere alla politica di dare un futuro all'Ondoli e al suo punto nascite

«Ancora una volta siamo qui a protestare contro il disinteresse della classe politica regionale e nazionale verso l’ospedale di Angera». Nella mattinata di domenica i rappresentanti del comitato spontaneo permanente per l’Ondoli, insieme al sindaco della cittadina Alessandro Molgora, al vice sindaco Marco Brovelli, ad alcuni sostenitori, adAndrea Bagaglio di Mercallo Possibile e all’ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Paola Macchi hanno volantinato sul lungolago per sensibilizzare i cittadini sulla situazione critica che la struttura sta attraversando.

«La Regione – spiegano – aveva promesso nuova linfa vitale per l’Ondoli. Si parlava di un milione di euro. Ma dove sono finiti? Quei soldi non sono mai arrivati. In compenso alcuni medici se ne sono andati a lavorare altrove oppure sono andati e andranno in pensione senza poter essere sostituiti. È troppo facile risparmiare sui sacrifici del personale costretto a turni massacranti al posto che fare un lungimirante piano di assunzioni»

Sanità pubblica, comitati in piazza