- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 9 dicembre 2016

ANGERA La protesta delle mamme: “Difendiamo il nostro ospedale” - FOTO


 

 

 



 


 
 



ANGERA La protesta delle mamme: “Difendiamo il nostro ospedale”

“Giù le mani dall’ospedale”. In tanti questa mattina, venerdì 9 dicembre, si sono ritrovati nel piazzale dell’ospedale di Angera per manifestare il proprio malcontento verso la decisione di chiudere il reparto di pediatria e il punto nascite. All’appello degli organizzatori hanno risposto diverse mamme con i bambini e anche qualche “pancione”. In mano i palloncini rosa e azzurro con il nome e la data di nascita dei loro figli.
varesenews.it

ANGERA “Tocca a noi”, le mamme protestano contro la chiusura del punto nascita

Si sono date appuntamento venerdì mattina, 9 dicembre, alle 10.30 al piazzale del Carlo Ondoli, per manifestare rabbia e delusione.
“Le mamme” che martedì hanno dato vita al gruppo di Facebook “Mamme uniamo le nostre forze per far riaprire il punto nascite e pediatria” (oltre 2800 iscritti in soli due giorni), hanno organizzato una mattina di protesta contro la decisione dei vertici dell’Asst dichiudere i due reparti dell’ospedale di Angera.
“Mamme tocca a noi” è l’appello, lanciato alle donne che hanno partorito all’Ondoli, che hanno utilizzato negli anni i servizi della pediatria o semplicemente che non condividono i provvedimenti presi nei confronti della struttura angerese, ad essere presenti a questa manifestazione.

mercoledì 7 dicembre 2016

Casa Delle Donne "Anna Andriulo" Gallarate festeggia 1 anno dalla fondazione.


« CONTRO LA MERCIFICAZIONE DELLA SALUTE PER L’ACCESSO ALLE CURE PER TUTTI E LUNGO TUTTA LA VITA»


CCNL METALMECCANICI: DICIAMO NO AL CONTRATTO BIDONE APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA

CCNL METALMECCANICI:
DICIAMO NO AL CONTRATTO BIDONE
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA

Dopo anni di accordi separati Fim, Fiom e Uilm hanno siglato un accordo per il nuovo CCNL ma non ci sono motivi per essere soddisfatti e l’accordo va respinto. Di fronte al mordere della crisi e ai sacrifici fatti finora solo dai lavoratori, bisognava lottare per aumenti salariali dignitosi, per la ripresa della centralità del CCNL, per il recupero del welfare, per i diritti perduti e loro universalizzazione ai precari, per il recupero di parte della produttività che in questi decenni è andata a solo vantaggio delle imprese e chiedere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro.

E invece:
- La parte economica concede aumenti risibili se va bene di circa 50 euro lordi al termine dei prossimi 3 anni, erogati solo a posteriori nel mese di giugno e calcolati sull’indice IPCA (al netto dell’energia importata) dell’anno precedente.
- Questi aumenti nettamente inferiori a qualsiasi adeguamento a livelli salariali dignitosi si vorrebbero “compensati” da forme di welfare aziendale al posto di quello pubblico e universale. Sarà così obbligatoria, e non volontaria, l'assistenza sanitaria integrativa e il diritto alla salute diventa così definitivamente una chimera.
- anche la Fiom firmando questo contratto ha accettato quel contratto separato del 2012 (deroghe al CCNL, straordinari obbligatori, flessibilità oraria, penalizzazione della malattia) a cui all’epoca giustamente si era opposta così come si erano opposte le sigle del sindacalismo di base.
- Come accaduto con l’intesa sul CCNL Igiene Ambientale si conferma l’aumento della settimana lavorativa con l’orario plurisettimanale che consente ai padroni di non pagare gli straordinari.
- Nessun vincolo per i padroni nemmeno per scongiurare i trasferimenti dei lavoratori in altri plessi industriali, così l’operaio diventa flessibile in toto: nell’orario, nella mansione, nello stesso luogo produttivo.
- Un sistema di relazioni sindacali basate sull’applicazione del Testo Unico del 2014, quello che limita il diritto di sciopero e fa partecipare solo i delegati delle sigle firmatarie.
- Nessuna deroga all’applicazione del Jobs-act, nessun esonero o numero chiuso per le assunzioni con le nuove regole. I nuovi assunti potranno essere licenziati e avranno molti meno diritti di altri lavoratori più anziani.

Il contratto nazionale subisce quindi l’ennesimo colpo ed è valido per le controparti padronali solo per ottenere i propri obiettivi e per legare i salari alla produttività. In questi giorni si terranno le assemblee per discutere di questo accordo ed un referendum il 19, 20 e 21 dicembre per approvarlo o bocciarlo.

Facciamo appello alle lavoratrici e lavoratori del settore metalmeccanico, ai delegati e alle componenti sindacali conflittuali a mobilitarsi da subito per rigettare questo accordo e a costruire:
- un’unica campagna di mobilitazione e controinformazione;
- comitati unitari sui luoghi di lavoro;

Non c’è molto tempo. Non è utile marciare divisi, perchè non siamo in grado di colpire uniti come invece fanno le controparti padronali avallati dai vertici accondiscendenti dei sindacati confederali. Le nostre mille voci critiche sono inutili se poi non si uniscono in un coro di NO a questo accordo a perdere.

Per adesioni:

Prime adesioni:
Autoconvocati Roma
delegati e lavoratori indipendenti Pisa
RSU ADL Leonardo
Autoconvocati Milano

ICT Strikers

lunedì 5 dicembre 2016

Rinnovo CCNL Metalmeccanici: 21 buone ragioni per dire no all'intesa contrattuale

1.       Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione IPCA (senza energia importata);
2.    A giugno 2017, se l’inflazione viene confermata (media tra 2016 0.3% - 2017 0.5%), si avrà un aumento di circa 6€ netti al mese;
3.     Gli aumenti fissi derivanti dal recupero dell’inflazione assorbiranno  tutte le altre voci in busta paga se non esplicitamente dichiarate NON ASSORBIBILI (forse anche gli scatti di anzianità);
4.     Per tutto il 2016 ci sarà una quota UNA-TANTUM di 80 euro che non coprirà nemmeno la metà degli scioperi fatti. Altro che indennità di vacanza contrattuale e recupero dei mesi senza contratto;
5.     A giugno di Ogni anno, l’aumento dovrà essere RICONTRATTATO con i padroni, nulla è più garantito;
6.     Per il 2018 l’inflazione prevista ad oggi è 1% (ma può essere meno) con un aumento di circa 10 euro netti al mese rispetto al 2017;
7.      Per il 2019 (a giugno) l’inflazione prevista oggi è 1.2% con un aumento di circa 13 euro netti al mese rispetto al 2018, sempre che Federmeccanica sia d’accordo;
8.     L’ipotetico aumento di stipendio nei 4 anni di applicazione del contratto (2016/2019) sarà di 6+10+13=29 euro netti al mese;
9.     Le altre voci concordate sono nel costo complessivo dell’accordo ma non sono “aumento” come ERRONEAMENTE propagandato da FIMFIOMUILM;
10.            Il contributo aziendale al fondo pensione COMETA passa dall’1.6% al 2% con un aumento di 0.4 che corrisponde a 4 euro al mese ma solo per gli aderenti, preferiamo tenerci la nostra pensione;
11.   La quota destinata al fondo sanitario METASALUTE, passa da 72 euro a 156 con un incremento di 84 euro all’anno e cioè 7 euro al mese tutto a carico delle aziende, così si distrugge il SSN;  
12.A gennaio 2017 tutti i lavoratori saranno iscritti a METASALUTE (oggi sono meno di 80 mila aderenti e rischia la chiusura) salvo revoca scritta, che noi consigliamo caldamente;
13.La formazione avrà un costo complessivo di 300 euro nei 3 anni ma le aziende attingeranno ai finanziamenti esterni compreso Fondimpresa gestita da CGIL CISL UIL e sostenuta con una parte del salario dei lavoratori, sono sempre nostri soldi;
14.      L’età oltre la quale i lavoratori non potranno più essere trasferiti aumenta di 2 anni x uomini (52) e 3 x le donne (48);
15.    I permessi retribuiti per l’assistenza ai disabili, previsti dalla legge 104/92, devono essere programmati per tutto il mese e comunicati almeno 10 giorni prima dell’utilizzo;
16.I benefit da erogare saranno totalmente esentasse per le aziende che le potranno scalare dalla dichiarazione dei redditi, mentre i lavoratori  ci dovranno pagare le tasse (iva 23%) e in busta non entra niente;
17.  La media dei buoni spesa sarà di 150€ x anno che corrispondono a 12.5€ al mese (ci diranno anche dove comprare il pane?);
18.     Se il padrone non ti fa andare in ferie, potrai sempre anticipare la pensione con le competenze accantonate, idea innovativa;
19.Se un tuo collega ha un problema familiare, gli puoi regalare le tue ferie, senza aspettare che il padrone gli conceda un permesso retribuito;
20.Se hai un “tablet” di nuova generazione, potrai lavorare anche in treno o al parco, così il padrone sarà molto contento perché non dovrà darti un ufficio a norma di legge;
21.Gli orari diventano sempre piu' flessibili come la durata della settimana lavorativa , magari per non pagarti neppure gli straordinari con la maggiorazione;

Pensi  che sia un buon contratto?  Pensi davvero che potrai recuperare il potere di acquisto perduto  e conservare il potere di contrattazione?
Noi diciamo di no



5 dicembre 2016

Respingiamo l’accordo del 30 novembre sul P.I.

Lo scorso 30 novembre CGIL CISL e UIL hanno siglato con il governo un "Accordo quadro" sui contratti del pubblico impiego. Si tratta di "Linee guida" che andranno poi tradotte nei contratti veri e propri.
Deve essere chiaro a tutti che siamo di fronte ad un accordo di carattere "preelettorale" che il governo ha fortemente voluto in vista del referendum del 4 dicembre.

Ma veniamo al sodo. Questo Accordo contiene degli elementi inaccettabili:

Innanzitutto la cifra prevista per l'aumento medio a regime (ovvero nel 2018) è di soli 85€, del tutto insufficiente a recuperare la perdita del potere d'acquisto dei nostri salari causata da 7 anni di blocco contrattuale;
Sull’accordo non viene indicato in alcun modo quali saranno le cifre impegnate quindi al momento non possiamo avere nessuna sicurezza su quanto detto a parole, si sa’ … verba volant;
L'erogazione di questa cifra non è inoltre prevista sulla paga base ma viene legata a criteri di valutazione della performance individuale e di misurazione della produttività;
Nell’accordo si parla chiaramente di “welfare contrattuale” quindi il rischio concreto è che: come nel contratto dei metalmeccanici, dell’igiene ambientale e del trasporto locale, una parte consistente di questo già misero aumento salariale non venga erogata in denaro ma in "welfare aziendale", ovvero in fondo pensione e assicurazione sanitaria obbligatori;
Infine c'è il rischio concreto - per un certo numero di lavoratori - che questo aumento non si sommi ma "assorba" gli 80€ del cosiddetto "bonus Renzi";
Inoltre si fa espressamente e ripetutamente richiamo a concetti di riforma della pubblica amministrazione, aumento della produttività e rimessa in discussione della malattia, congedi e permessi. Questi principi nei su citati rinnovi si sono tradotti in penalizzazioni per la malattia, aumenti legati alla produttività, ecc.;
Sul precariato si accontentano solo di vaghe promesse, senza che si arrivi ad uno sblocco del turn over;
Il blocco contrattuale in vigore dal 2009 ha causato una perdita economica che ha fatto crollare gli stipendi al livello di quelli del 2001, ma nell'accordo non si fa' alcun riferimento al recupero degli arretrati.

Di fatto questo accordo e gli altri rinnovi siglati in questa stagione contrattuale sono usati come grimaldelli per ridurre i salari, estendere la miseria, intensificare lo sfruttamento e la divisione dei lavoratori attraverso accordi aziendali “sperimentali” e premi di risultato “variabili”, aumentare la flessibilità, penalizzare le malattie e
introdurre la pensione integrativa privata, la sanità integrativa privata per finire di smantellare il sistema pensionistico e la sanità pubblica.

Questa è la fine dei CCNL, non la loro riconquista!

Insomma ce ne è a sufficienza per mobilitarsi, respingere questo accordo e chiedere che il contratto contenga aumenti salariali veri. Se ne hanno il coraggio, CGIL CISL e UIL convochino le assemblee e facciano decidere con il voto le lavoratrici e i lavoratori.

Aderite alla nostra petizione online su:

venerdì 2 dicembre 2016

Quale riforma strategica per la Sanità? giornata di studio Milano, 3 dicembre 2016


"Quello sul pubblico impiego è l'ennesimo accordo inventato per limare il salario". Parlano i lavoratori

Delegati\e, lavoratori\trici del pubblico impiego hanno dato vita a un coordinamento denominato Pubblico Impiego in movimentoAbbiamo intervistato collettivamente alcuni delegati all’indomani della firma della intesa nel pubblico impiego
Sindacati soddisfatti eccetto quelli di base.Intanto, si tratta di un "Accordo quadro", "Linee guida" che andranno poi tradotte nei contratti veri e propri della PA. Deve essere chiaro a tutti\e che siamo di fronte ad un accordo di carattere "preelettorale" che il governo ha fortemente voluto in vista del referendum del 4 dicembre. A questa logica si è piegata anche la Cgil che vota no ma da qualche mese sottoscrive accordi infami, dall’igiene ambientale al commercio, dai metalmeccanici a questa intesa sul pubblico impiego che di fatto è un regalo al governo e al si’. Qualcuno potrebbe obiettare che si fa confusione tra contratti e riforme costituzionali. Ma l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro o sui voucher? E’ possibile distruggere il sistema sanitario nazionale e il welfare per favorire previdenza e sanità integrativa? Non dovrebbero essere i presupposti sociali del no? L’accordo non segna alcuna rottura con il passato contrariamente a quanto abbiamo letto, tanto è vero che non sono rimossi i limiti al turn over che consentirebbero ricambio generazionale e nuove assunzioni. Concorsi e turn over al 100% sono i soli modi per garantire l’occupazione.
Cgil Cisl Uil raccontano di avere impedito l’aumento dell’orario settimanale di due ore senza dire che il Governo aveva cambiato da tempo idea virando sulla riduzione dei già esigui incrementi salariali, sul rafforzamento della performance, quel meccanismo che con la valutazione obiettiva dei\lle dipendenti non ha niente a che vedere, ideato com’è per dividere e indebolire la forza lavoro.

Sesto, occupano la fabbrica da quasi due mesi: "Licenziati, ma siamo ancora qua"

La Alstom di Sesto San Giovanni, che la General Electric vuole chiudere, è occupata da due mesi dagli operai che presidiano a turno i macchinari fermi
Visto dal carroponte, sembra un enorme drago d'acciaio addormentato e ripiegato su se stesso. Macchinari silenziosi, uno di fianco all'altro, nati per fabbricare componenti di centrali elettriche. Alla Alstom di Sesto San Giovanni gli operai sono gli unici guardiani della bestia. Rotori, cappe di blindaggio, alesatrici, statori: materia che risponde a un lessico ingegneristico, una lingua comprensibile solo agli addetti ai lavori. Come loro, gli operai. Guardano le macchine ancora vive, le chiamano per nome, ma non sanno se si risveglieranno.
All'entrata di via Edison 50, gli ultimi metalmeccanici di Sesto San Giovanni difendono la fabbrica, l'animale. Si tratta dello stabilimento della Alstom - inglobata dalla General Electric a fine 2015, che subito dopo ha annunciato 10mila esuberi in tutto il mondo - due capannoni a ridosso della Bicocca in quello che un tempo era il cuore della produzione industriale del Paese e oggi è un prolungamento della periferia che si trasforma senza direzione. I turni per l'occupazione della fabbrica sono gli stessi di quando c'era il lavoro: notte, mattina e pomeriggio. "Solo che ora non ci sono domeniche o festivi - dice Diego Tartari, 38 anni, addetto al controllo qualità - e siamo qui a oltranza, dobbiamo difendere la fabbrica, il nostro lavoro. Voglia di abbandonare? Quella mai".
repubblica.it

mercoledì 30 novembre 2016

Rinnovo CCNL Metalmeccanici: 20 buone ragioni per dire no all'intesa contrattuale

1. Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione reale aggiornata anno per anno;
2. Per tutto il 2017, se l’inflazione viene confermata allo 0.5% , i lavoratori avranno un aumento di 6 euro netti al mese;
3. Gli aumenti fissi derivanti dal recupero dell’inflazione assorbiranno tutte le altre voci in busta paga se non esplicitamente dichiarate NON ASSORBIBILI (forse anche gli scatti di anzianità);
4. Per tutto il 2016 ci sarà una quota UNA-TANTUM di 80 euro che non coprirà nemmeno la metà degli scioperi fatti. Altro che indennità di vacanza contrattuale e recupero dei mesi senza contratto;
5. Le altre voci concordate sono nel costo complessivo dell’accordo ma non sono “aumento” come ERRONEAMENTE propagandato da FIMFIOMUILM;
6. Il contributo aziendale al fondo pensione COMETA passa dall’1.6% al 2% con un aumento di 0.4 che corrisponde a 4 euro al mese ma solo per gli aderenti, preferiamo tenerci la nostra pensione;
7. La quota destinata al fondo sanitario METASALUTE, passa da 72 euro a 156 con un incremento di 84 euro all’anno e cioè 7 euro al mese tutto a carico delle aziende, così si distrugge il SSN;
8. METASALUTE diventa obbligatoria per tutti i dipendenti salvo revoca scritta, che noi consigliamo caldamente;
9. La formazione avrà un costo complessivo di 300 euro nei 3 anni ma le aziende attingeranno ai finanziamenti esterni compreso Fondimpresa gestita da CGIL CISL UIL e sostenuta con una parte del salario dei lavoratori, sono sempre nostri soldi;
10. L’età oltre la quale i lavoratori non potranno più essere trasferiti aumenta di 2 anni per gli uomini (52) e di 3 per le donne (48);
11. I permessi retribuiti per l’assistenza ai disabili, previsti dalla legge 104/92, devono essere programmati per tutto il mese e comunicati almeno 10 giorni prima dell’utilizzo;
12.Per gli anni successivi l’aumento sarà collegato all’inflazione reale senza l’impatto dell’energia importata e contrattata anno per anno;
13.Per il 2018 l’inflazione prevista sarà dell’1% con un aumento di circa 10 euro al mese rispetto al 2017, ma può essere anche meno;
14.Per il 2019 l’inflazione prevista sarà dell’1.2% con un aumento di circa 13 euro al mese rispetto al 2018, sempre che Federmeccanica sia d’accordo;
15. L’ipotetico aumento di stipendio nei 4 anni di applicazione del contratto (2016/2019) sarà di 6+10+13=29 euro netti al mese;
16.I benefit da erogare saranno totalmente esentasse per le aziende che le potranno scalare dalla dichiarazione dei redditi mentre i lavoratori dovranno pagarsi le tasse sui benefit (iva 23%) e in busta non entra niente;
17. La media dei buoni spesa “esentasse” sarà di 150 euro x anno che corrispondono a 12.5 euro al mese (ci diranno anche dove fare la spesa?);
18. Se il padrone non ti fa andare in ferie, potrai sempre anticipare la pensione con le competenze accantonate, idea innovativa;
19.Se un tuo collega ha un problema familiare, gli puoi regalare le tue ferie, senza aspettare che il padrone conceda un permesso retribuito;
20.Se hai un “tablet” di nuova generazione, potrai lavorare anche in treno o al parco, così il padrone sarà più contento e non dovrà darti un ufficio;
21.Gli orari diventano sempre piu' flessibili come la durata della settimana lavorativa , magari per non pagarti neppure gli straordinari con la maggiorazione;

Pensi che sia un buon contratto? 
Pensi davvero che potrai recuperare il potere di acquisto perduto e conservare il potere di contrattazione?
Fiorenzo Campagnolo ADL
Federico Giusti Delegati e Lavoratori Indipendenti

"Venti motivi, tutti concreti, per rifiutare l'accordo sul contratto dei metalmeccanici". Intervento di F. Campagnolo e F. Giusti

Il dibattito sul contratto dei metalmeccanici appena siglato da sindacati e Federmeccanica si va allargando. Nei prossimi giorni cominceranno le assemblee e poco prima di Natale è previsto il voto nei luoghi di lavoro. Pubblichiamo questo breve intervento di Federico Giusti e Fiorenzo Campagnolo che hanno avuto la preoccupazione di racchiudere le loro critiche in venti sintetici punti, tutti molto puntuali e ben formulati. Punti concreti che potrebbero avere un peso molto importante nell'orientare il voto dei lavoratori al momento della consultazione. 

1 Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione reale aggiornata anno per anno;

2. Per tutto il 2017, se l’inflazione viene confermata allo 0.5% , i lavoratori avranno un aumento di 6 euro netti al mese;
controlacrisi.org