- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

domenica 26 febbraio 2017

ANCHE A MALPENSA IL "SISTEMA ROMEO" - TG RETE55 -


Il giudice gli dà ragione. Ma non può riavere il posto

«Licenziato in modo pretestuoso. Ora reintegratelo». L’appello del sindacato Adl al sindaco di Samarate per non lasciare a casa Valerio Karayan, ormai ex dipendente del settore cimiteri della Asc. Il suo licenziamento è stato considerato illegittimo dal giudice, ma non è stato reintegrato perché l’azienda, la ex municipalizzata di Samarate in liquidazione, ha meno di 15 dipendenti. Ma il sindaco Leonardo Tarantino ribadisce «totale fiducia nell’operato del liquidatore Ugo Gaspari».
Davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Busto Franca Molinari, Karayan ha avuto ragione «su tutta la linea», come fa notare Fausto Sartorato, dell’esecutivo provinciale di Adl. Ma non ha ottenuto il reintegro sul posto di lavoro e adesso deve accontentarsi dell’indennità di disoccupazione. «Sto facendo qualche corso nel settore funebre, busso alla porta delle municipalizzate, ma non ho prospettive» racconta Karayan. Dipendente del settore servizi cimiteriali di Asc dal 2007, nel mese di settembre aveva ricevuto due provvedimenti disciplinari lo stesso giorno, il 23 settembre – per un errore nella compilazione della scheda benzina e un ritardo all’inizio del turno - cui era seguita la contestazione, sempre lo stesso giorno, di un’incoerente compilazione della scheda di percorrenza chilometrica. Così, l’11 ottobre, arriva il licenziamento, per giusta causa, senza preavviso e con effetto immediato. Licenziamento che il giudice, nella sentenza depositata il 10 febbraio, ha dichiarato «illegittimo», condannando Asc a versare cinque mensilità di risarcimento (sulle sei richieste dal legale di Karayan) oltre alle spese legali, ma non imponendo il reintegro.
«Prendiamo atto della sentenza, la legge è così, ma lasciare a casa un lavoratore in questo modo è assurdo, soprattutto per un’azienda pubblica - attacca Sartorato - facciamo un appello affinché venga reintegrato, chiediamo al sindaco di chiedere le dimissioni del liquidatore e alle opposizioni di muoversi per verificare se è stato messo lì per tagliare il personale con scuse banali».

PRESIDIO E RACCOLTA FIRME CONTRO OSPEDALE UNICO GALLARATE BUSTO - ARTICOLO




sabato 25 febbraio 2017

Operaio licenziato, il giudice condanna l’azienda comunale

Il licenziamento dell’operaio cimiteriale è stato illeggitimo e l’azienda comunale di Samarate dovrà pagare gli stipendi arretrati. Per Roberto Karayan, necroforo licenziato lo scorso anno, è però una vittoria a metà, perché il giudice del tribunale di Busto, Franca Molinari, non ha imposto la riassunzione dell’operaio in ASC, che oggi è in liquidazione.
L’operaio cimiteriale (a destra nella foto, con il sindacalista Fausto Sartorato)è stato licenziato nell’estate scorsa, a fronte di una serie di contestazioni in particolare sulla “incerenza del chilometraggio”indicato sulla documentazione e di quello effettivo del mezzo di servizio affidatogli. Il giudice però ha ritenuto che “non è circostanza idonea a giustificare la sanzione espulsiva”, cioè il licenziamento, perchè il comportamento dell’operaio cimiteriale “non sia statto tale da compromettere irrimediabilmente il rapporto di fiducia”.
Il tribunale di Busto ha esaminato il caso nell’udienza dell’8 febbraio e ha emesso la sentenza il 10 febbraio, «condannando ASC a versare 5 mensilità più le spese di lite per 1500 euro (50% del totale) e accertando l’illegittimità» sintetizza Fausto Sartorato, sindacalista del sindacato di base AdL.
Al di là di quanto disposto dalla sentenza, il sindacato contesta l’operato dell’amministratore della società (o meglio: del liquidatore incaricato, Ugo Gaspari) e contesta la fiducia riposta dall’amministrazione comunale. «Con i soldi pubblici è facile gestire le cose: non si paga di tasca propria» attacca Fausto Sartorato di AdL. «Al sindaco chiediamo una riflessione, chiediamo se non è il caso di ammettere che qualche errore è stato commesso dal liquidatore. Karayan è stato licenziato con un pretesto. 

venerdì 24 febbraio 2017

Meno bimbi e indennità tagliate, le educatrici dei nidi: “Paghiamo solo noi”

È proseguito anche nella serata di ieri, giovedì, il muro contro muro tra le educatrici degli asili nido di Busto Arsizio e gli assessori Alessandro Chiesa (che si occupa del personale) e Paola Magugliani (educazione e cultura). In commissione, infatti, il Pd ha presentato due questioni importanti che riguardano il servizio educativo: una richiesta di spiegazioni sulla chiusura dell’asilo Poggi e un’interrogazione sullavicenda dell’abolizione dell’indennità di turno nella busta paga delle educatrici che da giugno del 2016 si sono viste decurtare cifre mensili che vanno dai 100 a i 150 euro (presentate entrambe da Valentina Verga, Pd).

Sciopero in vista

Le lavoratrici hanno negato quest’ultima circostanza e restano convinte che questa decurtazione è ingiusta: «Garantiamo il servizio pur essendo in un numero inferiore e proprio per questo il nostro lavoro è stato organizzato su turni in modo da avvicendarci per mantenere un rapporto educatrici/bambini che rispetti la legge – hanno detto al termine della commissione – visto che non ci viene più riconosciuto economicamente noi non lo garantiremo più». Il rappresentante sindacale Sartorato: «Questa giunta è fatta di dilettanti allo sbaraglio. Siamo allibiti». Lunedì mattina, infatti, le educatrici si troveranno in assemblea sindacale per decidere quali azioni di protesta intraprendere, non è escluso lo sciopero.

Il commento di Valentina Verga

«Vorrei sottolineare come le risposte date ieri che sono state vaghe e contraddittore fanno trasparire quella che appare una scelta politica chiara che è quella di non investire più nel settore educativo e soprattutto nei nidi e scuole per infanzia, scelta che a mio avviso è inaccettabile».

Cosa ne sarà dei due ospedali di Busto e Gallarate

La Regione va avanti, ogni giorno di più, verso l’ospedale unico Gallarate-Busto, ma intanto si organizza anche il fronte dei contrari alla prospettiva del nuovo ospedale “baricentrico” tra le due città.
L’assessore regionale Giulio Gallera è intervenuto oggi, venerdì 24 febbraio, parlando di Gallarate-Busto e del nuovo polo Santi Carlo e Paolo a Milano, per assicurare che «la logica che guiderà le nuove realizzazioni di questi e futuri ospedali in Lombardia non sarà più quella di sostituire un presidio con uno nuovo, ma quello di migliorare e concentrare l’organizzazione sanitaria in un’unica struttura sfruttando gli attuali presidi a funzioni più orientate al territorio».
Il Comitato per la Tutela della Salute sarà davanti ai due ospedali in questo weekend (sabato dalle 16.30 alle 18.30 a Busto, domenica a Gallarate dalle 15.30 alle 17) per spiegare le ragioni della contrarietà eraccogliere firme per il mantenimento dei reparti esistenti e per la riapertura dei reparti già accorpati nelle due sedi. Il Comitato contesta il progetto dell’ospedale unico sostenendo che sia un intervento guidato da logiche privatistiche e di speculazione immobiliare e che non sarà in grado di rispondere alla fase post-acuta.

mercoledì 22 febbraio 2017

SISTEMA ROMEO ANCHE A MALPENSA? ARTICOLO LA PREALPINA


OSPEDALE UNICO GALLARATE BUSTO?

I PREPARATIVI PER LA COSTRUZIONE DELL'OSPEDALE UNICO FRA GALLARATE E BUSTO ARSIZIO SONO GIÀ COMINCIATI:

·        si è costituita la A.S.S.T della Valle Olona al posto delle Aziende Ospedaliere di Gallarate e Busto Arsizio
·        sono stati accorpati i reparti di urologia e otorinolaringoiatria a Busto Arsizio e la neurologia a Gallarate
·        a ottobre 2016 è stato istituito il comitato di pilotaggio con il compito di costruire una struttura unica al posto delle due esistenti
·        il 9/11/2016 il Presidente della Regione Lombardia, con la soddisfazione dei sindaci di Gallarate e Busto, ha affermato che l'ospedale unico si farà

PERCHÈ È MEGLIO MANTENERE E MIGLIORARE I SERVIZI DEI DUE OSPEDALI:

·        sono più vicini ai cittadini e più facilmente raggiungibili anche dai paesi limitrofi, da chi è anziano o da mamme e papà con bambini piccoli
·        dispongono di un numero maggiore di posti letto rispetto all'ospedale unico anche prendendo per buone le previsione più ottimistiche già anticipate
·        sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni: il padiglione polichirurgico a Busto, il padiglione Trotti Maino e la Traumatologia a Gallarate

L’OSPEDALE UNICO INVECE:

·        favorirà speculazioni edilizie, anche nelle aree degli ospedali dismessi
·        porterà ad una diminuzione di servizi, posti letto e personale
·        si limiterà alla fase acuta e dopo le dimissioni il paziente dovrà arrangiarsi
·        non sarà in grado di rispondere a picchi stagionali di malattia, quando l'afflusso di pazienti si concentra in poche settimane (come per l'influenza)
·        sarà fatto in project financing con l'intervento del privato, che metterà dei soldi solo se potrà guadagnarci

GLI ACCORPAMENTI IN UN SOLO OSPEDALE DEI REPARTI DI UROLOGIA, OTORINO E NEUROLOGIA STANNO DIMOSTRANDO QUEL  CHE ACCADRÀ: MENO POSTI LETTO, MENO OPERAZIONI, AUMENTO DEI TEMPI DI ATTESA.



COMITATO PER LA SALUTE DEL VARESOTTO

martedì 21 febbraio 2017

Busto Arsizio: “Settimana della sicurezza? Meno spot e più concretezza”

BUSTO ARSIZIO – 640 multe, un sesto delle quali dovute a mancanza di revisione o copertura assicurativa. Sono alcuni dei numeriforniti dall’assessorato alla Sicurezza Max Rogora e dal comandante della Polizia localeClaudio Vegetti al termine di una settimana di supercontrolli.
Numeri che, secondo il sindacalista di AdlFausto Sartorato, meritano un’analisi approfondita.
 
“Se fossi un politico – osserva – non mi vanterei, ma mi domanderei se dietro questi dati non ci sia un problema sociale. Chi si muove con l’auto senza assicurazione indubbiamente sbaglia, ma non si può non fare un riflessione. Forse non si tratta solo di negligenza o di voler fare i furbi. Forse la questione è più complessa, e un politico dovrebbe rifletterci sopra”.
 
Sartorato si concentra poi sulle vicende della Polizia locale: “Si è parlato tanto di questa settimana delle sicurezza. E poi? Gli spot non servono. I controlli devono essere quotidiani, ma per questo servono più uomini, non le ore di straordinario”.
A preoccuparlo è anche il mancato pagamento delle indennità di turno. “Anche questo mese non è arrivata, e non è la prima volta. Mi auguro che non ci sia alcun punto di contatto con lavicenda delle educatrici, per la quale siamo pronti a dare battaglia. Le norme contrattuali devono essere rispettate”.

Asilo Nido Busto Arsizio: Articolo


Polizia Locale Busto Arsizio: Articolo


lunedì 20 febbraio 2017

COMUNICATO STAMPA Anche a Malpensa il "Sistema Romeo"??

Apprendiamo, con grande stupore e incredulità, le notizie dei mass media romani, napoletani e nazionali, che ipotizzano gravi coinvolgimenti della Società Romeo Gestioni Spa, su presunte tangenti per l'acquisizione di appalti con la complicità di un alto dirigente della Consip; notizie che ipotizzano che la Romeo Gestioni Spa abbia avuto appoggi dalle alte cariche politiche e dell'arma dei Carabinieri.

Si ipotizza l'esistenza di un "sistema Romeo", ovvero un meccanismo efficiente e collaudato che permetteva alla società suddetta di accaparrarsi con estrema facilità la gestione di appalti milionari nella Pubblica Amministrazione, questo anche grazie all'aiuto dato dalla certificazione della Consip, che l'ha accreditata come fornitore di servizi per le Pubbliche Amministrazioni. Si parla di presunti aiuti ottenuti dal Consiglio di Stato, dal quale sembrerebbe che ricevesse sempre esiti favorevoli sui ricorsi presentati da parte dalla società stessa o dalle aziende concorrenti nelle varie gare di appalto. Appalti che a volte si aggiudicava al maggior ribasso possibile, e che poi gestiva con la massima discrezionalità, forse portando la committente a fare variazioni in corso d'opera.

Tali notizie, se confermate, nella Pubblica Amministrazione smaschererebbero un sistema di appalti gestiti dalla politica e/o dai dirigenti da essa nominati, con il solo intento di arricchire se stessi e/o amici imprenditori, con il conseguente sperpero di denaro pubblico e con la fornitura di servizi (se effettivamente forniti) di pessima qualità, arrecando ulteriore danno al cittadino. Notizie che evidenziano le ripercussioni cadute sulle spalle dei lavoratori coinvolti nei cambi di appalto. La stessa Romeo dichiara: -al Caldarelli hanno fatto un forte monitoraggio del cantiere e una decisa azione di “bonifica ambientale” che ha prodotto un “numero impressionante di atti disciplinari”, 400 provvedimenti di contestazione, interessanti circa 200 diversi dipendenti, sfociati in sanzioni come 10 licenziamenti, 60 sospensioni, 134 multe, 6 ammonizioni e 6 trasferimenti.

Quanto sopra descritto potrà essere successo a Napoli o a Roma, MA NON A MILANO, A MILANO NO! Perché a Milano c'è il panettone, a Milano c’è una politica attenta, coscienziosa, che eventualmente il panettone lo divide in parti uguali, cosi nessuno si può lamentare. E Neanche in SEA S.p.a. questi fatti possono accadere, perché gli Aeroporti Milanesi vivono in un’isola protetta e felice, una “SPA”! dove ci si prende cura del benessere del Demanio, della Proprietà, del servizio pubblico, dei finanziamenti Statali ed Europei, di tutte le istituzioni presenti (Enac, Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri), di tutti i sindacati “amici” e, non per ultimo, di tutta la Politica Milanese, che sempre, per la logica di equità sopra citata, ha posizionato all’interno della “SPA” un dirigente di riferimento, al fine di controllare il corretto funzionamento di tutto il meccanismo. Per questi motivi NOI siamo convinti che in SEA Spa la Romeo Gestioni Spa non abbia potuto fare quello che i mass media, e qualche magistrato (degno di assoluta stima), ipotizzano essere accaduto altrove. In SEA No!

Battute a parte, ci sembra doveroso effettuare un’analisi di quanto accaduto durante i 3 anni di appalto di pulizia che SEA ha affidato alla Romeo Gestioni Spa:

Tutto ebbe inizio il 16 novembre 2013, quando SEA S.p.a. aggiudicò alla Romeo Gestioni Spa l'appalto di pulizia sui 2 scali aeroportuali Milanesi, con un'offerta economica al ribasso del 30%, anche grazie al parere favorevole del Consiglio di Stato. Appalto al quale le Ditte concorrenti fecero ricorso, perché ritenevano l’offerta economica presentata dalla Romeo Gestioni non sostenibile e perché il costo orario inserito nell’offerta economica era vistosamente inferiore rispetto a quello indicato nelle Tabelle Ministeriali di riferimento: Infatti esse prevedevano un costo orario riferito al 2° livello contrattuale di € 15,68, mentre quello calcolato da Romeo Gestioni era di €11,54. - Precisiamo che il Consiglio di Stato, nel dare il suo parere favorevole all’aggiudicazione dell’appalto, ha dichiarato di non essere entrato nel merito della sostenibilità dell’offerta economica, perché la stessa era già stata valutata da parte della Commissione Giudicatrice di SEA. Commissione Giudicatrice che, esaminando un garbuglio di cifre di ragionamenti e di intenti della Romeo Gestioni, aveva ritenuto l’offerta economica sostenibile, valutazione e giudizio a noi incomprensibili.

– Vi invitiamo a prendere in mano la calcolatrice, e verificherete che i conti non tornano.

Per i primi 8 mesi di appalto la O.S. scrivente ha continuamente fatto segnalazioni a SEA S.p.a, evidenziando che la Romeo Gestioni non rispettava le regole e gli impegni contrattuali: Facevamo presente a SEA S.p.a. che la Romeo Gestioni quotidianamente non forniva il personale sufficiente per garantire la copertura di tutti i presidi previsti nel capitolato di appalto; non garantiva le presenza giornaliere del personale (circa 19 addetti) con cui avrebbe dovuto coprire le 132 ore di pausa pranzo effettuate dai 132 dipendenti in forza lavorativa; le evidenti mancanze contrattuali ricadevano sulle spalle dei dipendenti della Romeo Gestioni, che dovevano sopperire alle suddette carenze di personale con un aggravio del carico di lavoro. Abbiamo continuamente e ripetutamente chiesto a SEA degli incontri per avere spiegazioni in merito alle segnalazioni effettuate, e in merito alla palese mancanza di provvedimenti nei confronti della Romeo Gestioni.

Il tutto nella più assoluta indifferenza di SEA S.p.a. che non ci ha mai degnato di risposte.
ADL Varese ha sempre affermato che, ad una attenta lettura dei verbali di aggiudicazione della gara di appalto, l’offerta economica presentata dalla Romeo Gestioni, NEL RISPETTO di tutti gli oneri contrattuali previsti dal capitolato di appalto, NON ERA SOSTENIBILE! Le nostre segnalazioni sembra non abbiano mai preoccupato SEA s.p.a. e neppure la Romeo Gestioni, entrambi tranquilli e sicuri: la prima per essere una “SPA”, la seconda, ce lo stanno dicendo i giornali in questi giorni.

Nonostante la loro tranquillità, siamo venuti a conoscenza del fatto che, il 21 ottobre 2014, dopo soli 11 mesi dall'avvio dell'appalto, forse allo scopo di mettere a tacere le nostre segnalazioni e renderle in seguito nulle, è stata fatta una variazione sul contratto di appalto con un atto aggiuntivo, con il quale sono state aggiornate e modificate alcune regole preesistenti sul contratto, e sono stati apportati cambiamenti economici e di prestazioni sul “Cantiere di Malpensa”.

Infatti, sembrerebbe che sono stati aumentati i presidi a 79 per turno lavorativo (mattina e pomeriggio), e hanno attivato una sorta di franchigia, cioè una tolleranza, sulla presenza effettiva degli addetti ai presidi, facendo scattare delle penali per mancato presidio quando la presenza del personale in turno scende sotto le 72 unità a fronte delle 79 previste. Inoltre, hanno tolto l'obbligo previsto in gara di appalto della copertura continuativa di 8 ore nei vari presidi, ovvero durante l'ora della pausa pranzo (che ricordiamo non viene retribuita ai dipendenti della Romeo Gestioni), prevedendo che le ore in cui il presidio è “scoperto” per pausa pranzo, vengano “coperte” dalle colleghe che effettuano la pausa in orari differenti, costrette però di fatto a coprire 2 postazioni contemporaneamente, azzerando così l’obbligo di avere i 19 dipendenti in più al giorno (19 x 7ore=133 ore).
Se le informazioni ricevute dovessero essere veritiere, ci troviamo di fronte a una sorta di regalo fatto da SEA a Romeo Gestioni, che solo per l’esonero alla copertura con del nuovo personale per le 132 ore gg di pausa pranzo portano a un risparmio per la Romeo Gestioni di circa € 700.000,00 annui.

Non osiamo pensare a quanto sia stato l’aumento economico, di questo non abbiamo fonti certe, nonostante la trasparenza tanto decantata da SEA SPA.

Non contenti di quanto sopra, sembrerebbe sia stato fatto un secondo atto aggiuntivo: a fronte di un contenzioso con il quale SEA intendeva procedere allo storno sui pagamenti alla Romeo Gestioni per un importo totale di € 1.220.000,00 (unmilioneduecentoventimilaeuro), di cui € 902.000,00 per penali applicate e € 318.000,00 per ore di prestazioni non effettuate da parte della stessa Romeo Gestioni, a far data del 29 febbraio 2016 è avvenuta una conciliazione a favore della Romeo Gestioni, visto che SEA ha proceduto a trattenere in modo rateizzato un totale solo di circa € 56.000,00 a fronte dei € 1.220.000,00 contestati. Con lo stesso atto aggiuntivo la Romeo Gestioni ha ottenuto da SEA, anche per l'aeroporto di Linate, una tolleranza di 2 presenze su 17 previsti prima che scatti la penale, e in più la deroga a coprire l'ora di pausa non retribuita dei suoi dipendenti (ovvero per un tot di circa 34 ore gg), il TUTTO CON ULTERIORE RISPARMIO ECONOMICO PER LA ROMEO GESTIONI di qualche centinaia di migliaia di euro.

Analizzando questi fatti, si traggono le seguenti conclusioni:

È stato stravolto il capitolato d’appalto sottoposto in gara a tutte le ditte partecipanti!
La domanda spontanea è: SEA S.p.a, con le modifiche apportate al capitolato in corso d’opera, ha reso sostenibile un’offerta economica che non lo era affatto, a tutto vantaggio della Romeo Gestioni? Forse qualcosa in questo contratto di appalto non va come sarebbe dovuto andare, non si stanno tutelando gli interessi della Proprietà, non si stanno tutelando i lavoratori, e ci si sta facendo beffa di chi ha partecipato alla gara di appalto ed è stata estromesso da un’offerta economica non sostenibile, che poi è stata adeguata, per garantire profitti all’appaltatore.

Abbiamo chiesto a tutta la politica Milanese di effettuare una verifica su quanto stesse accadendo, sull’appalto della pulizie in Malpensa; inizialmente nessuno ci ha risposto, nessuno ha sentito il dovere morale e politico di entrare nel merito della questione, ora, invece, siamo in contatto con 3 consiglieri di altrettanti Gruppi Consiliari, che stanno verificando le nostre segnalazioni ed intendono chiedere spiegazioni al Sindaco e a SEA.

Speriamo che tanta magnanimità nei confronti della Romeo Gestioni Spa sia solo frutto dello spirito di accoglienza del popolo lombardo, soprattutto dei Milanesi e dei dirigenti della SEA.

Magnanimità e disponibilità che non sono state da meno da parte delle Org. Sindacali Confederali, le quali, per non rimanere indietro, hanno permesso alla Romeo Gestioni di privare i propri dipendenti di quei pochi diritti che avevano ottenuto negli anni presso le aziende precedenti, anche questo nel mancato rispetto del capitolato, che invece stabiliva il mantenimento delle pregresse condizioni economiche e normative dei lavoratori… il tutto con ulteriore risparmio economico per la Romeo Gestioni!

In data 10/01/2017 la UIL e la CGIL, pur non essendo rappresentativi presso i dipendenti della Romeo Gestioni, hanno sottoscritto un accordo integrativo (da noi puntualmente impugnato e contestato) con il quale, a fronte di un ipotetico premio di risultato che ha dei vincoli erogativi raggiungibili solo da pochi lavoratori, tolgono alla Romeo Gestioni l’onere di fornire un parcheggio gratuito ai propri dipendenti. È l’ultimo “problema” che è rimasto in capo all’appaltatore, che permetterebbe ai lavoratori di fare causa e rivendicare il diritto!

Ma è davvero tutto in regola con le leggi!? Dove sono la morale, l’etica, e la trasparenza sulla gestione, tanto decantate nei codici aziendali? L’organismo di vigilanza di SEA dov’è e cosa fa? A quanti soldi ha rinunciato il Comune di Milano, a fronte di una gestione così assecondante e generosa da parte di SEA? Si può parlare anche in questo caso di aiuti di stato? È accettabile che tutto questo si ripercuota sui lavoratori, che oltre all’accresciuto carico di lavoro vengono sottoposti a pesante stress e quotidianamente sono oggetto di contestazioni pretestuose? E La Politica cosa fa?

Queste sono le domande che ci poniamo, ma che non trovano risposte…

ADL Varese non si arrende, convinta di essere di fronte ad una mala gestione di soldi pubblici, anche se amministrati da una Spa, altrimenti non avrebbe avuto senso e ragione la multa per aiuti di stato comminata dalla Commissione Europea a SEA Spa.

Perciò chiederemo queste risposte! ai PM Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Enrica Parascandolo


Gallarate 20 febbraio 2017 

Ospedale Unico Gallarate Busto: Lunghi tempi di attesa


Comune Busto Arsizio: RICHIESTA ARRETRATI CCNL PI E CHIUSURA ASILO NIDO POGGI - ASTENERSI PERDITEMPO

RICHIESTA ARRETRATI CCNL PI E CHIUSURA ASILO NIDO POGGI
ASTENERSI PERDITEMPO
Chi non vuole difendere i lavoratori faccia un altro mestiere

NELL’INTERESSE DEI DIRITTI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI E’ UTILE CHIARIRE ALCUNI ASPETTI INERENTI LA CLASS ACTION.

Si ribadisce che il governo non è assolutamente intenzionato a riconoscere gli arretrati, tanto è vero che l'accordo firmato da CGIL, CISL e UIL il 30/11/2016, prevede la decorrenza del rinnovo del CCNL dall' 1/1/2016, peraltro a pieno regime (85€ medi) solo con decorrenza 1/1/2019.

Non si capisce perché non si dovrebbero chiedere il risarcimento per il credito maturato relativo agli arretrati a partire dal 2010. La sentenza della Corte Costituzionale, citata da qualcuno (che non l’avrà letta) non ha riconosciuto i legittimi arretrati, purtroppo, ma si è limitata ad obbligare il governo ad avviare la contrattazione da luglio 2015.

Invitiamo pertanto le OO.SS. sempre pronte a innescare sterili polemiche, ad aiutare i loro iscritti e non, a tentare di recuperare il “maltolto” e, non limitarsi a puntare il dito contro chi si sta battendo per salvaguardare i diritti dei lavoratori.

NIDO POGGI: CHI FA GLI “INCIUCI” CON L’AMMINISTRAZIONE
NON FACCIA L’UNITARIO DAVANTI AI LAVORATORI

Nella riunione della Commissione Trattante del 15 febbraio, a seguito di una accesa discussione, i delegati RSU di ADL, accompagnati dal referente provinciale, hanno ritenuto di abbandonare la seduta per i motivi sotto descritti:

Durante la discussione con i rappresentanti dell'Amministrazione, è EMERSO che una certa Organizzazione Sindacale ha fatto un INCOTRO con l'assessore alla cultura, con il comitato dei genitori alla presenza di alcune educatrici dell'asilo nido Poggi, senza coinvolgere gli altri delegati RSU. Fino qui Nulla di strano ma se poi si chiede l'unità di tutti i sindacati senza informarli degli incontri appena fatti, la cosa stridula un po', soprattutto se poi, tanto per cambiare,  non si conclude nulla (lo faranno apposta??).

Noi vogliamo essere propositivi e costruttivi ma non vogliamo perdere tempo in ridicoli teatrini e certi comportamenti non sono rispettosi nei confronti delle/dei lavoratrici/tori che ci hanno votato in loro rappresentanza.
Chi non ha intenzione di tutelare i lavoratori, faccia un altro mestiere.

Busto Arsizio 17 Febbraio 2017