- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 12 luglio 2019

La CASA DELLE DONNE ANNA ANDRIULO DI GALLARATE presenta: Voce di donna o D'Angelo. Sabato 13 ore 21



L’ospedale di Gallarate alle prese con buche nel parcheggio e ascensore perennemente guasto

GALLARATE, 8 luglio 2019- Persistono alcuni problemi all’Ospedale di Gallarate, questa volta non a carattere sanitario ma degne comunque di attenzione.
Stiamo parlando ad esempio delle disastrate condizioni in cui versa da tempo il parcheggio del nosocomio cittadino, con accesso sempre più difficoltoso causa buche nel terreno (almeno una decina) che nel tempo e senza lavori di manutenzione, si stanno sempre più allargando mettendo in seria difficoltà i mezzi che vi transitano così come i pedoni una volta parcheggiata l’auto.
<<Circa un mese fa abbiamo sollecitato il Direttore Amministrativo
perchè venissero effettuati lavori nel parcheggio-dice un delegato Adl/RSU dell’ospedale gallaratese- il quale effettivamente si è attivato avvisando chi di dovere. Nonostante ciò lo stato delle cose rimane come prima, con il parcheggio in quelle condizioni>>.
Tra le criticità l’Adl/RSU indica pure il problema ascensore utilizzato per raggiungere la mensa.Mezzo oramai logoro dagli anni di attività  e spesso fuori uso per rottura motore.
varese7press.it

venerdì 28 giugno 2019

Viva Via Gaggio Operazione Bridge…le nostre riflessioni Articolo

Sulla vicenda Malpensa abbiamo sempre raccontato le tante riunioni, incontri pubblici, riunioni di commissioni consigliari locali, regionali o nazionali. Per la prima volta però diventa difficile raccontare l’assemblea pubblica di ieri sera, in cui SEA e i nove sindaci del Cuv hanno gestito la serata di presentazione del Bridge Linate, il trasferimento per tre mesi dei voli di Linate a Malpensa. Diventa difficile perché​ per la prima volta, dopo mesi passati a sostenere altro, SEA ha annunciato che la decisione di trasferire i voli da Linate a Malpensa non è sua.​ SEA è un gestore, le decisioni le prendono altri. Ecco, questi altri sono ENAC, le Compagnie aeree e in particolare la Compagnia di Bandiera… sì, il carrozzone di Alitalia che è titolare della maggioranza dei voli che oggi partono da Linate.
E udite udite, ieri sera Enac e Alitalia, responsabili quindi della decisione di trasferire i voli a Malpensa, non c’erano. Bene ma non benissimo, volendo essere ironici.​
Dopo più di un’ora di narrazione non stop da parte di SEA che ha spiegato quali saranno i lavori da fare a Linate e i lavori che hanno deciso di fare a Malpensa, è stata data la possibilità al numeroso pubblico di porre domande per uno o due minuti al massimo.
Le risposte date da SEA sono state a tratti fuorvianti, non pertinenti e in molti casi decisamente lunghe e ripetitive…riducendo ulteriormente il tempo per le altre domande. Alla fine almeno sette – otto persone, compresi noi, non sono riuscite a confrontarsi coi vertici SEA.
Quello che è emerso nelle risposte date è che l’atteggiamento di SEA, mascherato da flemmatico interessamento alle questioni poste, purtroppo è in realtà peggiorato.​ Alle domande precise sono​ seguite repliche generiche e spesso con frasi fatte, come se il pubblico presente si fosse svegliato ieri con un aeroporto di fianco a casa e si potesse accontentare di promesse o affermazioni decisamente deboli e non argomentate.
La popolazione è da anni che continua a informarsi, studiare, analizzare e confrontarsi e per questo motivo deve essere rispettata, ma seriamente.
Le domande e le obiezioni che sono state poste ieri sera meritavano ben altre risposte. La gente è stanca di vedersi calpestare diritti fondamentali come il rispetto della salute e del riposo notturno. Chi vive da anni sotto le rotte è stufo di sentirsi dire che oggi gli aerei sono meno rumorosi, i dati dell’inquinamento acustico in realtà dicono altro.
Non si può in ogni caso accettare che una Società come SEA non preveda​ simulazioni degli scenari del rumore per questi tre mesi e soprattutto che non li presenti durante una serata come quella dell’altra sera a Lonate.
L’apice si è avuto nel momento in cui Alessandro Fidato, Direttore di SEA, ha detto che SEA ha intenzione di ascoltare il territorio, coinvolgerlo nelle decisioni rispettandolo e aprendo un dialogo proficuo.​ In questi decenni​ le stesse identiche parole le abbiamo sentite dire da Fossa, Bencini, Bonomi, Modiano… sono state ripetute e disattese tante volte che ormai hanno perso ogni credibilità.​ Nessuno è contro SEA o l’aeroporto per partito preso, noi certamente non lo siamo, bisogna però riconoscere che purtroppo si è arrivati a questo punto di profondo scoraggiamento dopo anni di mancato rispetto nei confronti del territorio.
Anche noi​ avremmo voluto chiedere come mai non si è pensato di anteporre a valutazione di impatto ambientale questo trasferimento di voli da Linate a Malpensa, così come già avvenuto nel passato.​ Avremmo voluto anche dire che abbiamo contribuito a scrivere, attraverso il nostro Walter, un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti circa la mancata VIA su questo trasferimento dei voli, visto che la procedura scelta non ci convince e soprattutto visto che non si può più tollerare il fatto che su questo aeroporto, da sempre, le regole non vengono rispettate.
Abbiamo sentito più volte parlare di territorio, ma ieri sera nessuno degli organizzatori ha citato il Parco del Ticino, che era pur presente in sala con il suo Direttore Peja. Una cosa abbastanza triste!
Nei prossimi mesi terremo monitorato quanto succederà sopra le nostre teste e dopo questo periodo di tre mesi saremo sicuramente impegnati nell’affrontare il nuovo Master Plan 2030 che SEA manderà nei prossimi giorni a ENAC per le ultime sistemazioni e in attesa della procedura di VIA.

mercoledì 26 giugno 2019

Linate Bridge, i Comitati anti-Malpensa alzano la voce. Sea rassicura Articolo

MALPENSA​ – Non si aspettavano un’accoglienza amichevole i vertici Sea e le previsioni della vigilia sono state ampiamente confermate.​ I Comitati anti-Malpensa​ hanno riempito la sala consigliare di Lonate Pozzolo oggi, 24 giugno, per mostrare tutto il loro disappunto.​ Il trasferimento in brughiera per tre mesi (dal 27 luglio al 27 ottobre) dei voli di Linate fa discutere​ e, in due ore di confronto, gli ambientalisti non hanno trovato le risposte che cercavano.
Ci usate come cavie
Jimmy Pasin, voce critica di Somma Lombardo, ha aperto gli interventi del pubblico (150 le persone in sala), sottolineando come il Bridge di Linate sia​ una sperimentazione «sulla pelle dei cittadini»​ per vedere fino a che punto si può espandere Malpensa («Ci usate come cavie»). Ha evidenziato inoltre l’evidente scollamento tra i comitati e i nove sindaci del Cuv, secondo lui troppo accondiscendenti con le logiche aeroportuali («Non siete la controparte dei comitati, vedete di non diventarlo»). Dello stesso avviso​ il sindacalista Salvatore Ferla: «I sindaci dovrebbero chiedersi qual è la cosa migliore per i loro cittadini, non per una società per azioni». Sea non prevede compensazioni per il territorio come contropartita al disagio per i tre mesi del Bridge e questo è stato un altro punto sottolineato durante gli interventi, così come il rischio che​l’accumulo dei ritardi​ possa generare decolli costanti – e dunque rumore – ben oltre la mezzanotte.​ Elena Strohmenger​ (Covest)​ – la voce dei piemontesi – ha ricordato infine che il decreto D’Alema fissa a 21 milioni di passeggeri o 944 movimenti giornalieri il limite di Malpensa e per questo motivo reputa «illegittima» l’operazione Bridge

MALPENSA I Comitati del territorio intorno a Malpensa fanno rete, tra Piemonte e Lombardia. articolo

Un nuovo coordinamento, per raccogliere​ tutti i comitati​ che si occupano e preoccupano dell’impatto di Malpensa. «I cittadini si stanno unendo, al di là della differenza Piemonte-Lombardia»
La​ “Rete Comitati Malpensa” è nata il 17 giugno, con l’obbiettivo di “scambiarsi informazioni e promuovere la partecipazione dei cittadini”. Aderiscono i comitati nati per l’impatto del rumore, quelli che contrastano nuovi interventi infrastrutturali, le associazioni ambientaliste, quelle che si occupano della salute: ci sono infatti gliAmici della Natura ad Arsago Amici della Terra, Viva Via Gaggio, il piemontese​Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia Aereoporto Malpensa, il​Comitato Difendere Somma, il Comitato Diritto alla Salute del Varesotto, il​ Comitato SalviAMO La Brughiera, il​ COR 2​ – Coordinamento fra Comuni di Seconda Fascia Malpensa, il​ Covest – (Comitati Ovest Ticino), Legambiente Circolo di Gallarate, la storica​UniCoMal,​ l’Unione Comitati Malpensa.
varesenews.it

MALPENSA Sea spiega l’operazione-Linate a Malpensa, il fronte contrario si mobilita Articolo

Il direttore di Sea Alessandro Fidato ha presentato ai cittadini il piano per fronteggiare la chiusura di Linate. Proteste dal pubblico, con l'adunata di tanti comitati, associazioni ambientaliste, sigle sindacali.
È stato un pomeriggio caldo a Lonate Pozzolo. Al Monastero San Michele ha avuto luogo l’assemblea pubblica per esporre nel dettaglio ai cittadini il progetto ‘Bridge’, vale a dire il progetto realizzato da Sea per far fronte alla​chiusura di Linate – dal 27 luglio al 27 ottobre –​ e il conseguente spostamento della maggior parte dei voli proprio nell’aeroporto varesino (i motivi li abbiamo spiegati in​questo articolo).
«Non c’è bisogno di fare allarmismi», dichiara Alessandro Fidato, Airport Management Director di Sea (qui​ nel dettaglio i piani di Sea per Malpensa).
varesenews.it

martedì 25 giugno 2019

«Siamo a tremila firme» Ospedale da salvare. Articolo

«Il conto preciso non l’abbiamo ancora fatto ma ormai siamo intorno a tremila firme». A parlare è​ Cinzia Colombo, una delle promotrici del Comitato per il diritto alla salute del Varesotto. Nei giorni scorsi la petizione contro l’ospedale unico è andata avanti con successo.
Lo dimostrano le cifre (almeno un centinaio le sottoscrizioni raccolte solo sabato) e soprattutto l’attenzione della gente che l’altro pomeriggio è stata attirata in piazza Libertà da un gioco dell’oca speciale, quello sulla sanità pubblica. Un modo divertente per discutere di un tema molto serio, messo nero su bianco dal comitato in una frase: «Chiudono gli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio per fare un ospedale unico: spesa di centinaia di milioni di euro e 150 posti letto in meno».
VISIONE PROSPETTICA
La manifestazione del comitato arriva all’indomani delle parole del direttore generale dell’Asst Valle Olona​ Eugenio Porfido​ che ha ribadito - nell’intervista a​ La Prealpina​del 18 giugno - che non si torna indietro. Lo aveva detto sin dal suo insediamento e lo ha ripetuto, aggiungendo che la nuova opera potrà dare benefici a tutto il territorio se ci sarà la volontà di «cambiare mentalità» e di avere una «visione prospettica».
Se ognuno vorrà difendere il proprio orticello, invece, non si potranno fare quei passi avanti che la sanità moderna impone. Un discorso che Gallarate fatica a recepire. Il Sant’Antonio Abate continua a sentirsi bersagliato e - nonostante le rassicurazioni del dg sull’apertura (a settembre) delle nuove sale operatorie, del riavvio dei lavori al terzo piano per la Chirurgia e della proroga di apertura di Pediatria fino alla fine di luglio - teme di finire stritolato nella riorganizzazione dei reparti e dei servizi del futuro ospedale unico.

lunedì 24 giugno 2019

Gallarate, un gioco dell’oca in piazza per dire no all’ospedale unico Articolo


GALLARATE​ – Uno speciale gioco dell’oca quello portato in piazza a Gallarate oggi, sabato 22 giugno, dal​ Comitato per il diritto alla salute del Varesotto​ «Per riflettere sulle conseguenze dell’ospedale unico.​ Conseguenze future e conseguenze che già patiamo​ con il progressivo smantellamento degli ospedali esistenti di Gallarate e Busto Arsizio», spiega​ Walter Marson.​ Un gioco dell’oca per la salute e la sanità pubblica, con caselle che fermano e fanno avanzare, fino alla vittoria, quando il progetto dell’ospedale unico viene abbandonato e si decide finalmente di investire seriamente sugli ospedali esistenti, sulla struttura, ma anche sul personale.
Valorizziamo i due ospedali esistenti
«Così le liste di attesa che si allungano con i 150 posti letto in meno dell’ospedale unico, le attese al pronto soccorso fanno fermare per un turno, le indagini della Procura fanno finire in prigione, il bisogno della pediatra fanno tornare alla partenza alla ricerca di un altro ospedale visto che a Gallarate si vorrebbe chiudere il reparto – spiega ancora Marson – Una firma a sostegno degli ospedali esistenti oppure il risparmio del verde di​Beata Giuliana​ fanno invece avanzare nelle caselle». L’obbiettivo è chiaro e il gioco allestito oggi vuole essere un modo per provare ad informare i cittadini:​ «Benché cresca di giorno in giorno l’opposizione all’ospedale unico, cominciando a toccare con mano cosa significa,​ benché le indagini in corso stiano mettendo​ in evidenza gli affari che nulla centrano con il diritto alla salute e ad essere curati,​ Regione Lombardia​ e i sindaci di​ Gallarate e Busto Arsizio​ vogliono proseguire nel progetto – concludono i rappresentati del Comitato – Rimanendo in silenzio anche di fronte alla possibilità della chiusura o quantomeno del ridimensionamento dei reparti di pediatria a Gallarate e di oncologia a Busto Arsizio.​ ​ Chiusure per ora evitate grazie alla mobilitazione attivata dal comitato, ma anche dai pediatri di base e dalle associazioni. Perché se non si rimane in silenzio, i risultati si possono ottenere».

Trasferimento voli da Linate a Malpensa ASSEMBLEA PUBBLICA Lunedì 24/06/2019 alle ore 18.00


sabato 22 giugno 2019

Sanitá, a Varese il sindacato Adl chiede che vengano effettuati i passaggi di fascia bloccati da tempo

VARESE, 20 giugno 2019-  Il sindacato Adl chiede immediatamente le progressioni orizzontali per i lavoratori del comparto sanitá dell’Asst Settelaghi Varese.
Dopo mesi di tattative alcuni accordi raggiunti non soddisfano il sindacato di base Adl che sottolinea «Per alcuni lavoratori sono passati già oltre tre anni dall’ultimo passaggio di fascia e molti dipendenti ci chiedono di non far passare ulteriore tempo. Ricordiamo che il precedente Direttore Generale firmò un buon accordo su questo argomento e non vogliamo pensare che il nuovo non voglia fare lo stesso. Questa sottoscrizione dovrebbe essere anche un deterrente per limitare le dimissioni che in questa Azienda stanno aumentando notevolmente».
Situazione di stallo decisionale la quale crea problemi con personale sanitario molti dei quali preferiscono traferirsi altre Aziende Pubbliche oppure nelle piú renumerativa Svizzera, in particolare in strutture sanitarie dal Canton Ticino «Facendo quattro conti si può scoprire che un dipendente della nostra ASST con 18 anni di lavoro ha perso oltre 15.000 euro grazie ai mancati passaggi di fascia che in altri ospedali della provincia di Milano, ma anche del Sud vengono fatti puntualmente», conclude con una nota il sindacato.
varese7press.it

OSPEDALE GALLARATE - BUSTO ARSIZIO Niente scatti di anzianità, AdL attacca

Sono mesi che si continuano a firmare accordi o che sono deleteri per i lavoratori o che servono all’Amministrazione.​ Stiamo inoltre assistendo ad un balletto per mezzo del quale i giusti aumenti contrattuali una volta si mettono e una volta si tolgono dagli ordini del giorno delle trattative.​ Per alcuni lavoratori sono passati già oltre tre anni dall’ultimo passaggio di fascia​ e molti dipendenti ci chiedono di non far passare ulteriore tempo.​ Ricordiamo che il vecchio Direttore Generale firmò un buon accordo su questo argomento e non vogliamo pensare che il nuovo non voglia fare lo stesso».
Secondo il sindacato sarebbe un modo anche «per limitare le dimissioni che in questa Azienda stanno aumentando notevolmente»: «Molti​ dipendenti del comparto preferiscono trasferirsi in altre Aziende Pubbliche, ma anche in Svizzera (facendo molti chilometri) o addirittura in strutture private (in momenti di crisi quest’ultima soluzione non dovrebbe essere mai scelta a meno che non si è molto insoddisfatti soprattutto dal punto di vista economico)».

giovedì 20 giugno 2019

«Sabato 22 giugno, dalle ore 16.00,​ in piazza Libertà a Gallarate, giochiamo.​ Per​ riflettere sulle conseguenze dell’ospedale unico.


GALLARATE - BUSTO ARSIZIO Il “giro dell’oca” della battaglia per difendere gli ospedali

Il Comitato per il Diritto alla Salute, che si batte contro l'ospedale unico, sarà in piazza con un inedito strumento, per far capire che dalla lotta si può guadagnare o perdere, in termini di diritti e servizi
«Sabato 22 giugno, dalle ore 16.00,​ in piazza Libertà a Gallarate, giochiamo.​ Per​riflettere sulle conseguenze dell’ospedale unico. Conseguenze future e conseguenze che già patiamo con il​progressivo smantellamento degli ospedali esistenti di Gallarate​ e​Busto Arsizio».
L’appello arriva dal Comitato per il Diritto alla Salute, pronto a un nuovo weekend di mobilitazione contro il progetto di accorpamento dei due ospedali.
«Un gioco dell’oca per la salute e la sanità pubblica, con caselle che fermano e fanno avanzare, fino alla vittoria, quando il progetto dell’ospedale unico viene abbandonato e si decide finalmente di investire seriamente sugli ospedali esistenti, sulla struttura, ma anche sul personale.​ Così le liste di attesa che si allungano con i 150 posti letto in meno dell’ospedale unico, le attese al pronto soccorso fanno fermare per un turno, le indagini della Procura fanno finire in prigione, il bisogno della pediatra fanno tornare alla partenza alla ricerca di un altro ospedale visto che a​ Gallarate​ si vorrebbe chiudere il reparto. Una firma a sostegno degli ospedali esistenti oppure il risparmio del verde di Beata Giuliana fanno invece avanzare nelle caselle».
varesenews.it

Ospedali Busto A., Gallarate, Saronno e Somma L. ADL CHIEDE LE PROGRESSIONI ORIZZONTALI DETERRENTE CONTRO I TRASFERIMENTI

Il sindacato Adl chiedeimmediatamente le progressioni orizzontali per i lavoratori del comparto.
Sono mesi che continuano a firmare accordi che sono deleteri per i lavoratori e che servono solo all'Amministrazione.
Stiamo oltremodo assistendo ad un balletto per mezzo del quale i giusti aumenti contrattuali una volta si mettono e la volta dopo si tolgono dall’ordine del giorno delle trattative.
Per alcuni lavoratorisono passati oltre tre anni dall'ultimo
passaggio di fascia e molti dipendenti ci chiedono di non far passare ulteriore tempo.
Ricordiamo che l’ex Direttore Generale firmò un buon accordo su questo argomento e non vogliamo pensare che il nuovo non voglia fare lo stesso.
Questa sottoscrizione è anche un sicuro deterrente per limitare le dimissioni, che in questa Azienda stanno aumentando notevolmente.
Molti dipendenti del comparto preferiscono trasferirsi in altre Aziende Pubbliche, anche in Svizzera (facendo molti chilometri) e/o addirittura in strutture private (in momenti di crisi quest'ultima
soluzione non dovrebbe essere mai scelta a meno che non si è molto insoddisfatti soprattutto dal punto di vista economico).
Facendo quattro conti si può scoprire che un dipendente della nostra ASST con 18 anni di lavoro ha perso oltre 15.000,00€ grazie ai mancati passaggi di fascia che, in altri ospedali della provincia di ​ Milano ed anche del Sud Italia, vengono fatti puntualmente.