- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

lunedì 21 gennaio 2019

Quale economia per il lavoro, la dignità e la piena occupazione?

Quale economia per il lavoro, la dignità e la piena occupazione?
Ne parliamo conFulvio Bellini(analista politico)
nel Seminario
 di giovedì 24 gennaio 2019,
ore 17.00/20.00
a Milano
 presso il Centro Culturale Concetto Marchesi, via Spallanzani 6 (50mt dalla MM1 e Passante di Porta Venezia)

promuovono:
 Blog Penna Biro, Centro Culturale Concetto Marchesi, CONUP (Coordinamento Nazionale Unitario dei Pensionati di oggi e di domani), Medicina Democratica, Pubblico Impiego in movimento, Rete per il diritto alla salute di Milano e Lombardia, ACU (Associazione Consumatori Utenti), UNPIT, Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI”, Cub Lombardia,  OrSA Lombardia, Sindacato Trasporti STAS, LAS Lavoro Ambiente Solidarietà, CSA Comune di Milano,  Sial Cobas,  ADL- Associazione Difesa Lavoratrici Lavoratori Varese,  Comitato per la Difesa della Salute nei  Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Il Sindacato è un’altra cosa -Opposizione Cgil, la rivista “Le Lotte dei Pensionati”, la rivista dei Macchinisti “Ancora in Marcia!»

venerdì 18 gennaio 2019

Reddito di cittadinanza e Quota 100, decreto approvato

Link testo decreto
I BENEFICIARI DEL REDDITO
Sia reddito di cittadinanza sia pensione di cittadinanza saranno erogati ai nuclei familiari che si trovano in difficoltà economica e quindi sotto la soglia di povertà (stabilita in un indice di 780 euro al mese). Chi ha quindi un Isee sotto i 9.360 euro può accedervi. Ma sono necessarie altre condizioni:
·         patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro (diverso dalla prima casa),
·         patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro (oppure 8.000 per le coppie e 20.000 se in famiglia),
·         se stranieri, si deve risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due continuativi.
 IL PATTO DI LAVORO
Non è finita qui. Niente reddito senza patto per il lavoro. Entro 30 giorni dall’assegnazione, i beneficiari dovranno sottoscrivere il patto: di lavoro se già qualificati o di formazione. Dopodiché si attiverà il Centro per l’impiego, che dovrà scandagliare le offerte delle aziende, su un software apposito e fare le proposte al beneficiario. Offerte congrue.
PENSIONE DI CITTADINANZA: REQUISITI
Pronta a partire anche la sorella del reddito: la pensione di cittadinanza. Anche questa misura però subisce una piccola frenata. La potranno ottenere i cittadini che avranno compiuto 67 anni (non più 65). Restano invariati invece i requisiti di Isee e patrimonio.
Quota 100: i punti chiave
Quota 100 si otterrà con 62 anni di età e 38 anni di contributi maturati. Superato ciò si andrà avanti fino a quota 104. In particolare, le combinazioni saranno:
·         62+38
·         63+38
·         64+38
·         65+38
Chi non rientra in questi requisiti, dovrà rispettare quelli imposti dalla Legge Fornero: ovvero 67 anni di età + 20 anni di contributi.

giovedì 17 gennaio 2019

Sanità integrativa. Per Gimbe: “È sempre più ‘sostitutiva’ e alimenta il consumismo sanitario. Servono riforme urgenti e trasparenza”

“Considerato che, dopo anni di silenzio politico la Commissione Affari Sociali della Camera ha annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva sulla sanità integrativa – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – abbiamo realizzato un report indipendente da cui emerge l’inderogabile necessità di un riordino legislativo, in quanto i fondi sanitari sono diventati in prevalenza sostitutivi di prestazioni già offerte dal SSN. In particolare le crepe di una normativa frammentata e incompleta hanno permesso all’intermediazione finanziaria e assicurativa di cavalcare l’onda del welfare aziendale, generando profitti grazie alle detrazioni fiscali di cui beneficiano i fondi sanitari e proponendo prestazioni che alimentano il consumismo sanitario e aumentano i rischi per la salute delle persone”.

Il report, dopo avere analizzato le determinanti che hanno favorito l’espansione del secondo pilastro e fornito una bussola per orientarsi nel complesso ecosistema dei terzi paganti e delle tipologie di coperture offerte, snocciola i dati relativi alla spesa sanitaria intermediata da fondi, assicurazioni e altri enti.

Nel periodo 2010-2016 il numero dei fondi sanitari è aumentato da 255 a 323, con incremento sia del numero di iscritti (da 3.312.474 a 10.616.847), sia delle risorse impegnate (da € 1,61 a 2,33 miliardi).
quotidianosanita.it.. 

mercoledì 16 gennaio 2019

CFL/CAL - MOVIMENTAZIONE E LOGISTICA L.D.E. GLI OPERAI APPROVANO L’ACCORDO Dopo oltre un anno di trattativa arriva il livello

I lavoratori dipendenti della ditta CFL/CAL, addetti alla movimentazione e alla logistica, che operano in sub appalto per conto di FATA all’interno della sede di Cascina Costa di Leonardo Divisione Elicotteri, stanno protestando da mesi per rivendicare un miglioramento economico che manca da oltre 3 anni, ora, finalmente, la direzione aziendale riconosce l’alta professionalità degli operatori  e concede il livello superiore come da CCNL. Poco prima della chiusura di fine anno 2018, dopo decine di ore di sciopero, il blocco del lavoro straordinario, diversi presidi con volantinaggi ai cancelli e numerose assemblee, è arrivata la nuova proposta di accordo che trova il consenso dei lavoratori. Ci teniamo a ricordare che l’attività svolta dagli operatori all’interno della divisione elicotteri, contribuisce in modo significativo al risultato complessivo del fatturato aziendale della divisione elicotteri che, negli ultimi anni, ha fatto riconoscere ai dipendenti di Leonardo Elicotteri un premio di circa 6mila€/anno.



Il riconoscimento del livello dal primo gennaio 2019 a tutti i lavoratori ha dovuto, però,  lasciare sul campo il 10% del premio di risultato, che passa da 67€ a 60€ al mese, ma l’accordo, così com’è composto, consentirebbe agli operai il diritto alla tassazione agevolata, riuscendo a recuperare quanto perso. Inoltre, da settembre a dicembre hanno avuto un una-tantum come anticipo sul livello. Per verificare i parametri introdotti nell’accordo sul premio, l’impegno della direzione è quello di una verifica condivisa ogni 2/3 mesi, al fine di avere la trasparenza necessaria per verificare la bontà dell’accordo.


Rimane, purtroppo, ancora aperta la vicenda dei buoni pasti, agli operatori della CFL la direzione riconosceva (e riconosce tuttora) il diritto al buono pasto che veniva consegnato ai lavoratori in forma caracea (QuiTicket) , secondo la versione della direzione del personale, questi buoni pasti erano imposti dalla committente (FATA). La vicenda è precipitata quando gli esercenti non hanno più accettato i buoni pasto della QuiTicket, a quel punto i lavoratori si sono ritrovati in tasca centinaia di buoni pasto che non potevano più utilizzare. La direzione si è impegnata, dopo diversi mesi di “botta e risposta”,  a chiedere il rimborso alla committente ed ha ritirato tutti i buoni residui rilasciando una ricevuta. Ora che la QuiTicket ha dichiarato fallimento, la speranza di ottenere il rimborso dei buoni pasto si assottiglia sempre di più, i lavoratori dovranno aspettare il recupero dei crediti da parte del curatore fallimentare, per poi ottenere il dovuto.

C. Costa 10 Gennaio 20

lunedì 14 gennaio 2019

Gli ambientalisti in presidio contro la ferrovia Malpensa T2-Gallarate

MALPENSA – Il Comitato Salviamo la Brughiera organizza per domani, 15 gennaio,  un presidio per scongiurare la devastazione dei boschi di Casorate Sempione, minacciati dal futuro collegamento ferroviario Malpensa T2-Gallarate.
Il presidio
La scelta della data non è casuale. Domani, infatti, si terrà l’annunciato sopralluogo istruttorio disposto dalla Conferenza di Servizi decisoria della Regione Lombardia risalente allo scorso 13 dicembre. Si terrà proprio lungo il previsto tracciato del nuovo collegamento ferroviario Malpensa Terminal 2 – Linea del Sempione. Gli ambientalisti che da tre anni ormai si battono per fermare il progetto si ritroveranno alle 11 lungo la Sp68 (la strada provinciale degli Arsaghit che collega Casorate Sempione con  Cardano al Campo) «al fine di sensibilizzare i cittadini sul progetto, con l’invito esteso ad associazioni e comitati che da anni sono impegnati a difesa dei nostri boschi e dei nostri terreni agricoli minacciati da un’opera il cui iter di approvazione è prossimo alla conclusione».
Alla ricerca del dialogo
I No Rail, per voce del loro presidente Stefano Bianchi, auspicano «un dialogo con gli incaricati del sopralluogo allo scopo di esporre loro le nostre obiezioni circa le criticità dell’opera in progetto». Il Comitato ritiene «inutile e dannoso» il collegamento ferroviario che Regione Lombardia vorrebbe realizzare entro il 2023. malpensa24.it

sabato 12 gennaio 2019

Padova, 12 gennaio 2019, comunicato ADL COBAS

Contro sentenze infami e contro ogni forma di intimidazione rilanciamo le lotte.
Come compagne e compagni e come lavoratrici e lavoratori di Adl Cobas esprimiamo la nostra totale
solidarietà ad Aldo Milani ed ai compagni del Si Cobas e del CSA Vittoria, colpiti con condanne assurde per
avere partecipato ad uno sciopero. Parliamo di 1 anno e 8 mesi al Coordinatore Nazionale del Si Cobas Aldo
Milani e ad altri compagni del SI Cobas e del CSA Vittoria, 2 anni e 3 mesi e 2 anni e 6 mesi ad altri due
compagni del Vittoria.
Questa sentenza è di una gravità inaudita in quanto si inserisce in un contesto nel quale, solo grazie alle lotte
dei facchini e delle Organizzazioni Sindacali che le hanno promosse, si è riusciti a far emergere un mondo di
sfruttamento bestiale, di malaffare, di corruzione, di illegalità e di impunità che hanno regnato indisturbate
fino a che i facchini non hanno avuto la forza ed il coraggio di ribellarsi, togliendo dalle mani delle
multinazionali della logistica e delle varie cricche di società e cooperative una grande opportunità di fare
soldi a palate sulla pelle di migliaia di lavoratori.
Il paradosso di questa condanna e delle varie inchieste giudiziarie aperte contro lavoratori e attivisti è che gli
unici che hanno denunciato queste situazioni e combattuto per ripristinare un minimo di legalità all’interno
dei posti di lavoro vengono oggi perseguiti e condannati con anni di galera. Questa condanna peraltro viene
prima dell’apertura del processo contro Aldo Milani (coordinatore nazionale del Si Cobas) che era stato
addirittura arrestato a seguito di una vergognosa provocazione inscenata dalla Digos di Modena e dalla Ditta
Levoni. E’ quindi evidente che siamo in presenza di una precisa volontà di voler criminalizzare una
organizzazione sindacale perché si vuole ripristinare quel sistema di sfruttamento che le lotte hanno messo
in discussione.
L’unico modo di rispondere a queste provocazioni e a questi atti intimidatori è quello di continuare sulla
strada delle lotte senza mai abbassare la guardia, nella consapevolezza che oggi, nel clima politico che stiamo
vivendo, si è ricreato un blocco sociale e politico che, attraverso l’uso della magistratura e delle leggi, sta
cercando in tutti i modi di fermare chi lotta. Non possiamo non citare il cosiddetto “decreto sicurezza”,
all’interno del quale, oltre alle porcherie che riguardano i migranti, hanno inserito pesanti condanne proprio
contro quelle forme di lotta che si sono sviluppate nel mondo della logistica e contro chi si organizza
concretamente per rivendicare il diritto alla casa.

mercoledì 9 gennaio 2019

Quota 100 da aprile per tre anni: tutte le regole. Art.

Finestre, incentivi esodo e cumulo contributi per la quota 100, proroga di un anno per APe Social e Opzione Donna: la bozza di decreto di riforma pensioni.

La quota 100 sarà sperimentale per il triennio 2019-2021, introducendo una nuova possibilità di pensione anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi, finestra di tre mesi fra la maturazione del requisito e l’assegno previdenziale, precisi vincoli (es.: incumulabilità con redditi da lavoro superiori a 5mila euro annui prima dell’età per la pensione di vecchiaia): sono i requisiti fondamentali per la quota 100 contenuti nelle bozze del decreto del Governo, atteso nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri. 
Continua a leggere su PMI.it..

martedì 8 gennaio 2019

Reddito di cittadinanza 2019: requisiti, domanda, durata, sanzioni. I punti chiave. Art.

La prima bozza del decreto che dovrà chiarire tutti i punti chiave del reddito di cittadinanza 2019 è circolata in questi giorni e ha sviscerato diversi punti chiave del provvedimento e le principali modalità con cui sarà attuata la misura di sostegno al reddito e all’occupazione bandiera del Movimento 5 stelle, qualcosa che sembra essere molto simile all’attuale Rei (Reddito di inclusione).
La platea di beneficiari sarà di 4.916.786 persone, pari a 1,73 milioni di nuclei familiari. I beneficiari del reddito di cittadinanza dovranno accettare un’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale dopo 18 mesi di fruizione del sostegno. Inoltre potranno beneficiarne anche i cittadini stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni. Ecco solo alcune delle caratteristiche, che andremo ad approfondire nei prossimi paragrafi.
 Vediamo in dettaglio i requisiti, le modalità di attuazione e tutti i punti chiave di una delle due misure ancora attese all’indomani dell’approvazione della Legge di bilancio 2019: reddito e pensione di cittadinanza e Quota 100.
 Reddito di cittadinanza 2019: cos’è 
Il reddito di cittadinanza è una misura statale volta a ridare dignità sociale ed economica a tutti i cittadini che hanno perso il lavoro o comunque non lavorano. È quindi un aiuto economico destinato a chi non raggiunge una soglie minima di reddito o un reddito proprio non lo possiede. Questa misura ovviamente deve andare di passo con l’inserimento socio-lavorativo del cittadino e con la riforma dei centri per l’impiego, che devono aiutare il beneficiario a ricollocarsi nel mercato del lavoro.
Reddito di cittadinanza 2019: quando parte
Come già detto in precedenza, la partenza del reddito di cittadinanza è prevista per aprile 2019. Giusto il tempo (e c’è ne vorrà) di riformare i centri per l’impiego, visto che i loro attuali standard non potranno mai essere sufficienti a supportare un simile impegno. Da aprile dovrà invece essere tutto pronto: centri riformati e pronti a seguire la platea dei beneficiari, trovare loro offerte di lavoro congrue e proporle.
Reddito di cittadinanza 2019: quanto spetta
Come si è più volte detto in questi mesi, la somma erogata corrisponde alla cifra al di sotto della quale si viene considerati in stato di povertà: 780 euro. Ovviamente diversi fattori concorrono a far si che questo importo si abbassi e sia inferiore a questa cifra.
In pratica si percepiranno 780 euro solo nel caso in cui il titolare del reddito non possieda casa di proprietà e viva in affitto ( in questo caso il reddito contribuisce al pagamento del canone di locazione). Chi è proprietario di una casa percepirà un importo di 500 euro.
Inoltre è prevista una automatica revisione delle cifre erogate qualora le richieste dovessero andare ad esaurire i fondi a disposizione.
I beneficiari del Reddito di cittadinanza si vedranno accreditare l’importo a loro spettante sulla nuova carta acquisti, la cui gestione è stata affidata alle Poste: la Carta Rdc, tramite cui sarà possibile prelevare contanti fino a 100 euro al mese a persona. Nei nuclei più numerosi questo limite sale fino a 210 euro.
Non si possono comunque utilizzare i soldi per “consumo di beni e servizi provenienti dal gioco d’azzardo“, pena la decadenza dal beneficio. Difficile capire attualmente come si potrà controllare l’effettivo utilizzo di quei 100 euro prelevati in contanti.
Reddito di cittadinanza 2019: quanto dura
Il beneficio dura 18 mesirinnovabili di ulteriori 18 mesi, con una pausa di 1 mese. In cambio, il cittadino titolare del beneficio, dovrà impegnarsi ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro “congrue” che gli verranno fatte.
Inoltre verrà erogato per un massimo di 3 anni.
Reddito di cittadinanza 2019: chi ne ha diritto
Secondo la bozza circolante, hanno diritto al reddito di cittadinanza i cittadini e nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti:
·         Cittadinanza italiana oppure cittadini comunitari o extracomunitari residenti in Italia con permesso di lungo soggiorno da almeno 10 anni;
·         Isee attestato inferiore a 9.360 euro;
·         Patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30 mila euro,
·         Patrimonio mobiliare non superiore a 6 mila euro,
·         Nessun componente del nucleo familiare deve essere proprietario di un veicolo immatricolato nei sei mesi antecedenti la richiesta.
Reddito di cittadinanza 2019: come funziona
Oltre al beneficio economico, viene messo a punto un progetto ad hoc di reinserimento lavorativo, che deve essere correttamente seguito del cittadino disoccupato, affinché non perda il diritto al reddito. In particolare dovrà sottoscrivere un accordo con il centro per l’impiego accettando di:
·         frequentare dei corsi di formazione,
·         dedicarsi a lavori socialmente utili per 8 ore a settimana,
·         accettare almeno una fra tre offerte di lavoro congrue che gli verranno presentate.
Reddito di cittadinanza 2019: le proposte di lavoro
Le proposte di lavoro che possono arrivare al beneficiario del reddito sono 3. Se la persona non accetta almeno una delle tre offerte “congrue”, perderà il diritto al beneficio economico, secondo queste regole:
·         nei primi sei mesi di fruizione del reddito va accettata un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza,
·         tra il sesto e il diciottesimo mese entro 250 chilometri,
·         oltre il diciottesimo mese, nel caso in famiglia non ci siano minori né disabili, in tutta Italia.
Reddito di cittadinanza: come fare domanda.


lunedì 7 gennaio 2019

Dal patto della fabbrica alla riduzione delle rendite Inail il passo è breve. A cura di Federico Giusti

La riduzione dei premi Inail merita di essere denunciata con forza e senza fare sconti a chiunque la giustifichi, infatti non solo si favoriscono le aziende che nella manovra di Bilancia percepiscono aiuti e sgravi rilevanti ma vengono colpite le vittime di infortuni sul lavoro e quanti hanno contratto malattie professionali destinando loro meno soldi del passato.
Alla revisione tariffaria si uniscono altre modifiche rilevanti, per esempio si corre il rischio di interventi involutivi da parte della Magistratura che al momento di stabilire il danno dovrà prendere in esame la condotta aziendale prima e dopo i fatti contestati stabilendo anche la riduzione della eventuale somma dovuta  se le risorse economiche del responsabile risulteranno insufficienti.

Nella manovra di Bilancio appena siglata non vengono stanziate le risorse necessarie alle bonifiche ambientali che rappresentano un fattore di pericolo per la nostra salute e dovrebbero essere anche una occasione lavorativa per aziende da impiegare per la messa in sicurezza dell'ambiente.

In ambito sindacale, la firma del Patto della fabbrica, tra padroni e confindustria, lascia insolute innumerevoli questioni, per esempio su questo tema la governance che include parte datoriali e sindacato è un elemento negativo perchè sottrae le rivendicazioni in materia di salute, sicurezza, ritmi e tempi di lavoro ad ogni agire conflittuale e rivendicativo.
Continua a leggere...

venerdì 4 gennaio 2019

ASST VALLE OLONA. UNIONE OSPEDALI GALLARATE BUSTO ARSIZIO. ACCORDO SINDACALE SOTTOSCRITTO NELLE FESTE. CHE BRUTTO REGALO DI NATALE!

I FIRMATARI SOTTRAGGONO SOLDI E DIRITTI
CHE BRUTTO REGALO DI NATALE!
La firma senza stato di agitazione, presidi, scioperi e manifestazioni porta quasi sempre a
una riduzione dei diritti e dei soldi.
Durante le feste i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e FIALS ci hanno fatto un brutto
regalo, andando contro la decisione presa nell'unica riunione RSU valida che ha avuto il
numero legale per deliberare. Nelle altre riunioni RSU c'è stata una assenza di delegati di
queste sigle sindacali molto marcata, che ha determinato l’impossibilità di prendere
decisioni soprattutto quando i delegati, tra cui quelli di ADL, sono usciti durante i ripetuti
tentativi antidemocratici di stravolgere la decisione già presa.
Nella trattativa con l’ASST il tentativo fallito in riunione RSU gli è invece riuscito, ed il
brutto pacco di natale alla fine è arrivato:
-invece di estendere l'indennità percepita dai lavoratori del PS di Busto Arsizio anche a
quello di Gallarate (e si doveva pretenderlo già 3 anni fa), hanno pensato bene di sostituirla
con un progetto di un anno che aumenterà il carico di lavoro per questi lavoratori che
ne fanno già tanto.
Il progetto potrà essere cancellato in ogni momento e i soldi stanziati ovviamente dipendono
dal raggiungimento degli obiettivi.
Quanti soldi a gennaio i dipendenti vedranno da questo progetto?? Sino a dicembre invece
l'indennità la prendevano ogni mese. I progetti del P.S. e del gettone di presenza infine
ridurranno i soldi da distribuire a tutti i dipendenti di 250.000€!!
-i turnisti h12 che superano le 6 ore di lavoro dovranno stimbrare per 10', mentre prima
facevano la pausa caffè in orario di lavoro e andavano in mensa prima o dopo l'orario di
lavoro;
-l'indennità di turno cambia e verrà corrisposta per i turnisti h24 se faranno almeno il 20%
di mattine, il 20% di pomeriggi, il 20% di notti e per gli h12 se faranno il 30% di mattine e
il 30% di pomeriggi;
I tempi per la vestizione + le consegne si ridurranno da 25' a 19';
Sono state presentate poi matrici che generano straordinario automatico.
In definitiva tutto quanto avevamo di maggior favore rispetto al Contratto è stato cancellato
con la firma dei rappresentanti di 4 sindacati e, se non fosse stato per l'opposizione di
Adl e altri sindacati, il risultato poteva essere ben peggiore!!
Volantino in pdf

mercoledì 2 gennaio 2019

La verità sulla riduzione del 30% del premio INAIL

Si riporta questo articolo segnalato da Raffaele Giovanni ispettore DPL di Catanzaro oggi in pensione scritto da Marco Bazzoni – Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze, tante volte esaltato da Grillo sul suo blog.
Trovo interessante l’analisi che sto per proporvi anche perché penso molti di voi sono o sono stati lavoratori dipendenti :
Ci avevano detto che il taglio del 30% del premio Inail era un riduzione del costo del lavoro alle imprese e che questo non avrebbe inciso sui lavoratori assicurati, peccato che la realta’ fosse molto diversa da come c’e’ l’hanno dipinta e dopo una eternita’ ieri pomeriggio hanno pubblicato il maxi emenndamento di 270 pagine (poi ridotto a 195) che contiene non solo il taglio al premio Inail, ma anche una riduzione degli indennizzi alle vittime del lavoro. Dal 1 Gennaio 2019, il comma 653-undecies, lettere a) e b) del maxi emendamento gia’ approvato, limitano per legge il diritto dei familiari delle vittime di infortuni sul lavoro di avere somme ulteriori a quelle Inail (da “danno biologico”). Finora, nella maggior parte dei casi, i Giudici riconoscevano somme ulteriori a quelle (le rendite Inail) per danno biologico, ora non potranno più farlo perché la legge non lo consente. Al comma 653-undecies, lettera c) e’ negativa l’ultima frase (nonche’ ad ogni altra’ indennita’ erogata a qualsiasi titolo), in cui si dice per legge, che ogni altra somma “rientra” nell’indennita’ e questo significa meno somme agli infortunati (una sorta di divieto di “cumulo” che non esisteva fino ad oggi). Ad esempio, se una persona avesse una polizza di infortunio e lo indennizzano per un infortunio, l’Inail ne terra’ conto e gli dara’ meno come indennita’. Questa cosa non e’ grave……..e’ gravissima!!!!
Se prima era gia’ difficile accedere alla rendita Inail per i genitori, i cui figli che sono morti sul lavoro, contribuivano al proprio mantenimento, adesso e’ praticamente impossibile (comma 653-undecies, lettera h). Con una modifica all’articolo 106, primo comma, TU 1124/65, che adesso e’ scritto in modo complicatissimo ed incomprensibile !
Inoltre, aver ridotto in modo consistente le entrate Inail (premio Inail) di 410 milioni di euro nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 nel 2021 (comma 653-sexies) non potrebbe portare ad un rischio per l’inail ? Mi spiego meglio, premesso che l’Inail sopravvive con i premi pagati dalle aziende, non si corre il forte rischio che le prestazioni ai lavoratori assicurati siano ridotte ? E’ vero che esiste il tesoretto Inail, derivanti dagli avanzi di bilancio annuale e depositato presso un conto infruttifero della Tesoreria dello Stato. Solo che quei soldi non possono essere toccati dall’Inail, ma vengono utilizzati esclusivamente dallo Stato Italiano per ripianare i debiti (altra vergogna). Infine, al comma 653-septies, vengono ridotte le risorse finanziarie dedicate ai progetti per la sicurezza sul lavoro e alla prevenzione, di 110 milioni nel 2019, 100 milioni nel 2020 e altri 100 milioni nel 2021. E ancora 50 milioni nel 2020 e altri 50 milioni nel 2021 (sconto prevenzione). Il messaggio che si lancia alla sicurezza sul lavoro e’ assolutamente negativo. E’ uno scandalo, una vera vergogna.

venerdì 28 dicembre 2018

RELAZIONE PER L’INCONTRO – DIBATTITO CON LA PASTORALE (15.11.2018), Milano

LINK VIDEO INTERVENTI 
RELAZIONE PER L’INCONTRO – DIBATTITO CON LA PASTORALE (15.11.2018),  Milano
Stiamo assistendo a un grande dibattito su alcune problematiche che l’attuale governo  sta ponendo: reddito di cittadinanza, deficit al 2,4%, peso del debito pubblico, flat tax, legge Fornero,  ecc. Nello stesso tempo stiamo assistendo a uno scontro fortissimo tra Commissione UE, FMI, agenzie di rating e governo italiano.
Siamo sotto attacco da parte del capitale finanziario, che distrugge sempre di più i servizi sociali, privatizzandoli e mettendo continuamente le mani sul risparmio e sulla ricchezza dei cittadini, alimentando volutamente l’austerity e peggiorando le condizioni di vita e di lavoro. Non a caso, grazie a queste politiche economiche, i ricchi sono diventati sempre più ricchi (solo nel 2017 un numero ristretto di miliardari pari a 2158 persone, hanno visto aumentare  la loro ricchezza del 19%, accumulando di fatto  una ricchezza pari a 8900 miliardi di dollari, cioè il PIL di Italia, Francia, Germania e Svizzera, “rapporto Ubs, pubblicato dal Sole 24 ore, ottobre 2018”).
Attraverso il ricatto e le falsità sul debito pubblico, il ruolo delle agenzie di rating e del FMI,  l’azione speculativa  della finanza e delle banche, il controllo delle Istituzioni e dei percorsi elettorali, la manipolazione della comunicazione, il capitale finanziario e le grandi multinazionali stanno concentrando e aumentando la propria ricchezza e il proprio potere, riducendo i redditi dei lavoratori, pensionati e ceti medi, incrementando la povertà, mettendo in difficoltà le medie e piccole imprese.  L’indipendenza dei singoli paesi e dell’Europa stessa è messa sotto i piedi.
La crisi globale non è affatto finita, e questo pesa sul nostro futuro, in Italia e in Europa. Trump ha detto esplicitamente chi sono gli avversari economici degli USA, la Cina e la Germania, e la sua politica – se continuerà – mira a “recintare” il mercato interno, mentre si prevede una nuova recessione. Nonostante il protezionismo o il sovranismo, per il capitale NON è possibile un restringimento della globalizzazione, tuttora spinta dalla ricerca di manodopera sempre più a basso costo (e sufficientemente addestrata) e dalla lotta per mantenere i propri mercati di consumo e ottenere il massimo profitto.
In Italia la disoccupazione dilagante, la precarietà, la perdita di diritti e di dignità nel lavoro, la perdita di fiducia nel futuro, la mancanza di solidarietà, l’incertezza su cosa rappresenterà l’innovazione 4.0, mettono in difficoltà crescente i lavoratori, le loro famiglie e i pensionati, rendono i giovani senza prospettive, costretti ad emigrare o a dipendere dalla famiglia.
Il nostro paese, pur rappresentando ancora oggi la seconda industria manifatturiera in Europa per numero di occupati, perde giorno dopo giorno il controllo delle produzioni strategiche, non ha un progetto di sviluppo. Tra l’altro continua imperterrita la vendita di alcune importanti produzioni: segnaliamo a tal proposito alcune recentemente venute alla ribalta, la vendita della Candy, quella della Magneti Marelli e quella della Pernigotti, rispettivamente ad imprenditori cinesi, giapponesi e turchi.
Inoltre la delocalizzazione di aziende italiane e multinazionali costituisce un altro elemento di  forte perdita occupazionale.
L’incognita è: quanto in fretta avanzerà l’innovazione tecnologica, destinata a cambiare profondamente il modo di vivere, di lavorare e di pensare? Basti pensare agli avanzamenti sull’intelligenza artificiale. In un programma televisivo in Cina, un giornalista presentatore è stato impersonato da un robot. La prospettiva di disoccupazione di massa e di occupazione in diminuzione, più qualificata e malpagata, è purtroppo realistica e va contrastata.
Noi riteniamo che il lavoro sia un diritto fondamentale per tutti i cittadini, perché è solo il LAVORO che crea la crescita e il benessere di un popolo. Il lavoro ha una funzione determinante, non solo per dare soddisfazione ai bisogni, ma è fondamentale per la dignità dell’uomo stesso e per la forza della partecipazione e della democrazia.
Per questo non si può prescindere dalla necessità di agire per realizzare la PIENA OCCUPAZIONE. Siccome  sappiamo che il lavoro è legato allo sviluppo economico e al tipo di sistema produttivo e sociale, domandiamoci: Il sistema attuale può realizzare la piena occupazione?
Il “reddito di cittadinanza” porta inevitabilmente ad una massa di emarginati, se non si sviluppa contestualmente  il “lavoro di cittadinanza”, “”in cui lo Stato deve assolvere la parte decisiva nel creare posti di lavoro, nel dare a tutti la garanzia di un lavoro DIGNITOSO, stabile e ragionevolmente retribuito”” (cfr. Luciano Gallino, La strada da seguire per creare più lavoro, Repubblica 3 novembre 2012).
 A questo, visto le massicce introduzioni tecnologiche, va affiancata anche la possibilità della riduzione dell’orario di lavoro.
Vediamo con enorme interesse l’attenzione e l’impegno della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano sulle questioni del lavoro – contro la precarietà, per il bisogno di un reddito che mantenga le famiglie, per la qualità del lavoro che sviluppi talenti individuali – della protezione dell’ambiente, della povertà e dello sfruttamento del terzo mondo (in particolare l’Africa) che provoca guerre e migrazioni.
Riteniamo fondamentale costruire nei fatti una vasta alleanza con tutti coloro che vogliono assieme raggiungere l’obiettivo di mettere AL CENTRO IL LAVORO E LA DIGNITA’, come motori dello sviluppo personale e sociale.
I giovani sono fondamentali in questa battaglia. Bisogna riportarli ad avere fiducia nel futuro, nella possibilità di un cambiamento positivo della loro vita, per avere un lavoro e una dignità, senza precarietà e ragionevolmente retribuito. I giovani devono tornare protagonisti del progresso, di come si deve vivere, di come si tutela l’ambiente, attivi nella ricerca e nel controllo delle nuove tecnologie che devono essere al servizio di tutti per star meglio tutti. Bisogna superare la separazione con altre generazioni che attualmente li vede divisi e lontani, aggregati spesso solo dai social che li tengono distanti dai problemi reali. Per rispondere a questa spaccatura tra le vecchie e nuove generazioni, occorre un patto nazionale per il lavoro che porti a tutele, retribuzioni e condizioni pensionistiche, uguali e comuni per  tutti.
Per questo bisogna FAVORIRE:
incontri tra lavoratori delle  varie aziende, parlando del nuovo che avanza e di come si pensa di gestirlo (per es. industria 4.0, diritti affossati, ecc.)
momenti aggreganti (consulte popolari) tra giovani, studenti,  lavoratori, ceti medi, piccoli imprenditori e pensionati, per discutere e decidere su quali obiettivi mobilitarsi, secondo una logica di responsabilità sociale, mettendo al centro il LAVORO, la DIGNITA’  e la piena occupazione, per gli interessi comuni e quelli del Paese.  Ad esempio realizzando un PIANO per la difesa idrogeologica del territorio, l'adeguamento antisismico a partire da scuole ed edifici pubblici (la ricostruzione antisismica,  darebbe lavoro per 20 anni con un risparmio netto rispetto ai danni che si susseguono di anno in anno);  in generale una manutenzione efficace per dare al paese  infrastrutture necessarie per uno sviluppo moderno. Inoltre si segnale uno studio, quanto mai attuale dopo la strage degli abeti nel bellunese, della Federlegno-Arredo, nel quale si evince che una corretta gestione delle foreste porterebbe  a 280.000 nuovi posti di lavoro, tenendo conto che il prelievo dai nostri boschi del legname è al 20%, contro  una media europea  del 60%  e che importiamo legname per lavorazione di prodotti finiti per 8 Miliardi di euro.
iniziative  di indagine,  in grado di recepire in modo più approfondito il disagio che hanno i giovani e le loro prospettive (andare all’estero, qualificarsi, accettare a lungo la precarietà) e come essi stessi vedono il loro futuro
Per rimettere al centro il LAVORO e la DIGNITA’ DELL’UOMO, è necessario che la politica e lo Stato rispondano al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini tutti con massicci investimenti pubblici per uno sviluppo industriale a sostegno della ricerca, sanità, assistenza, pensioni, istruzione e formazione, manutenzione del paese, comunicazioni, trasporti, smaltimento dei rifiuti, energia, ambiente ecc.), per aiutare le piccole e medie imprese a migliorare ed aumentare la produzione e la ricerca. Occorre una battaglia a tutto campo, politica, culturale ed economica, per il lavoro. La nostra proposta non può limitarsi a cercare nelle pieghe dei bilanci pubblici, o nelle disponibilità delle banche, delle somme da investire. “Capitale” non significa una somma, ma i rapporti sociali tra chi è in grado di gestire la produzione -macchinari, know-how e brevetti, materie prime o semilavorati, manodopera - e chi è manodopera, sempre meno in grado di contrattare condizioni e costo del lavoro.
 Questo pone necessariamente la questione di chi detiene il potere e come lo usa. Dobbiamo cercare di incidere, proponendo ai giovani e ai lavoratori un nuovo modo di produrre, che risponda ai bisogni delle masse popolari e salvaguardi le risorse umane e ambientali limitando le disparità sociali.
Inoltre ciò significa modificare profondamente i trattati europei, le politiche economiche europee e quelle del governo italiano.
Tutto ciò si scontra con gli interessi dell’alta finanza e delle grandi multinazionali.
Stiamo cercando di sviluppare un processo di cambiamento; miriamo a una società attenta ai bisogni popolari in Italia come in Europa, mediante un ampio fronte  che si opponga  alla globalizzazione di stampo USA e al potere del grande capitale finanziario.
Per tutte queste ragioni è necessario promuovere, quindi,  un collegamento/coordinamento, anche di carattere nazionale, tra tutti noi, in grado di:
1. approfondire le questioni politiche/economiche che abbiamo davanti, per determinare gli obiettivi da perseguire, come promuoverli e realizzarli, mettendo al centro il lavoro e la dignità dell’uomo
2. definire proposte di mobilitazione e favorire una spinta popolare a sostegno degli obiettivi. Lavorare per realizzare unitariamente una Marcia per il Lavoro e la Dignità, in Lombardia, in Italia ed in Europa, non solo come momento di mobilitazione, ma anche organizzando momenti di studio e approfondimento, sul piano culturale ed economico

3. promuovere incontri/iniziative a livello europeo per una battaglia comune ed unitaria


Le organizzazioni promotrici:
Blog Penna Biro, Centro Culturale Concetto Marchesi, CONUP (Coordinamento Nazionale Unitario dei Pensionati di oggi e di domani), Medicina Democratica, Pubblico Impiego in movimento, Rete per il diritto alla salute di Milano e Lombardia, ACU (Associazione Consumatori Utenti), UNPIT, Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI”, Cub Lombardia,  OrSA Lombardia, Sindacato Trasporti STAS, LAS Lavoro Ambiente Solidarietà, CSA Comune di Milano,  Sial Cobas,  ADL- Associazione Difesa Lavoratrici Lavoratori Varese,  Comitato per la Difesa della Salute nei  Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Il Sindacato è un’altra cosa -Opposizione Cgil, la rivista “Le Lotte dei Pensionati”, la rivista dei Macchinisti “Ancora in Marcia!»