- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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lunedì 11 febbraio 2019

LEONARDO ELICOTTERI Radioprotezione e radiazioni ionizzanti a Cascina Costa L’AZIENDA VUOLE “DECLASSARE” I LAVORATORI ESPOSTI Da ora in poi non saranno più “esposti” anche se faranno lo stesso lavoro

La legge prevede che, quando ci sono delle macchine radiogene, l’azienda deve nominare un esperto qualificato che tiene sotto costante controllo sia l’ambiente sia i lavoratori, nel caso in cui ci siano dei lavoratori esposti al rischio di radiazioni ionizzanti (cancerogene), all’esperto qualificato si affianca anche un medico che deve seguire i lavoratori esposti con visite periodiche, esami, ecc…
La decisione sul grado di esposizione dei lavoratorispetta all’esperto qualificato che, qualche mese fa, ci ha comunicato di avere l’intenzione di ridurre il grado di rischio da “CAT-A” (il più alto) a “NON esposti” perché, secondo le valutazioni da lui fatte, negli ultimi anni il livello di radiazioni è sempre stato prossimo allo Zero. Prima di procedere, l’esperto (di recente nomina), ha voluto sentire il parere degli RLS per “correttezza” e per evitare problemi con i lavoratori, dato che lui deve rendere conto solo al datore di lavoro e che con gli RLS non è tenuto ne a consultarsi ne a coinvolgerli. L’esperto ci precisa che è sua intenzione aumentare il numero dei misuratori di radiazioni, mettendoli in più punti fissi rispetto a quelli indossati dai lavoratori, che non li dovranno più portare. L’esperto ci informa che ai lavoratori ha già spiegato le motivazioni che lo portano a questa decisione, anche se gli interessati si dicono non in accordo e alquanto preoccupati, visto che loro continuano a fare la stessa attività.
Dopo avere letto le varie disposizioni di legge in materia, si evince che l’esperto qualificato e il medico che segue i lavoratori, avrebbero dovuto, obbligatoriamente, partecipare alla riunione periodica annuale con gli RLS/RSPP ecc. e resocontarli sul proprio operato, ma negli ultimi 15 anni non si è mai visto ne uno ne l’altro alle riunioni. Inoltre veniamo a sapere che, fino a pochi mesi fa, era presente in azienda un isotopo radioattivo che richiede tutta una serie di precauzioni, come un piano di emergenza dedicato, un sistema di conservazione molto particolare, vista la pericolosità dell’elemento. Anche in questo caso non abbiamo mai visto ne un piano di emergenza dedicato e nemmeno come veniva stoccato tale componente,l’RSPP si limita a rispondere che è stato smaltito nell’aprile del 2018.
Ma quali sono le conseguenze: In primo luogo i lavoratori non verranno più sottoposti alle visite periodiche che servivano per prevenire eventuali problemi di salute derivanti dalle radiazioni (tumori) e non dovranno più indossare i misuratori di radiazioni, che era il primo campanello di allarme; Inoltre la legge DPR 384/90, che riguarda il settore ospedaliero, riconosce ai lavoratori esposti di “CAT-A” un’indennità economica e un periodo di ferie aggiuntivo all’anno, che i lavoratori potrebbero rivendicare a fronte di alcune sentenze di cassazione che hanno riconosciuto i medesimi diritti anche al di fuori dell’ambiente ospedaliero, per similitudine di rischio.
Davanti a questa situazione, invece di aspettare la risposta degli RLS, come detto “per correttezza”, l’esperto qualificato inoltra direttamente all’ASL la richiesta di “declassare” tutti i lavoratori che, con la formula del “silenzio assenso”, si considera approvata, invece l’ASL si prende lo “scrupolo” di venire a fare un sopraluogo in azienda prima di decidere sul da farsi. Ora vediamo l’ASL cosa decide dopo il sopraluogo,conseguentemente, noi valuteremo un eventuale esposto alla procura della repubblica.

giovedì 12 luglio 2018

Oggetto: verifica rispetto D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI.

ATS Insubria
SEDE TERRITORIALE DI VARESE
DIREZIONE SANITARIADIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA U. O. C.

PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
Sede territoriale di Gallarate Corso Leonardo Da Vinci n. 1
mail: ricciardid@ats-insubria.it

PC:
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio
Largo Girardino, 4 - Busto Arsizio
Mail: procura.bustoarsizio@giustizia.it

Oggetto: verifica rispetto D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI.

Facendo seguito alla precedente segnalazione del 14 giugno 2018, che recitava: “Presso la sede Leonardo divisione elicotteri di C. Costa di Samarate (VA) in via Agusta 520, all’interno del reparto 38 (revisione gruppi dinamici) sono state segnalate numerose zecche e zecche vive”
Si chiede all’ente in indirizzo di verificare se sono state rispettate le indicazioni riportate all’interno della legge in oggetto,

nello specifico si chiede di verificare quanto indicato:

• il 12 giugno 2018 vengono viste numerose zecche all’interno del reparto, sui pezzi in lavorazione e sui tavoli di lavoro, ma si consentiva ai lavoratori di continuare a svolgere la normale attività lavorativa;
• il 14 giugno vengono di nuovo viste numerose zecche e ancora una volta si consentiva ai lavoratori di proseguire la normale attività lavorativa senza specifiche procedure di prevenzione;
• alcuni lavoratori vengono infestati dalle zecche ma vengono inviati a fare una semplice doccia con normale sapone, senza le adeguate misure precauzionali.
• a parte la prima disinfestazione della sera del 12, le successive disinfestazioni non venivano fatte sui tavoli o sui pezzi, dove erano state viste le zecche, ma solo nel pavimento.
• Non è stato informato l’organo di vigilanza territorialmente competente se non dallo scrivente RLS.

A fronte di quanto sopra,

si chiede all’ente in indirizzo di verificare il rispetto della normativa in oggetto onde evitare il ripetersi di situazioni potenzialmente pericolose per i lavoratori.

Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

martedì 10 luglio 2018

“Anglo Italian job”: Leonardo spa e l’incrocio pericoloso tra armi e corruzione

Una serie di scandali e possibili episodi di corruzione in almeno tre Paesi, che riguardavano contratti del valore di centinaia di milioni di euro e da cui sono scaturiti controversi versamenti per decine di milioni di euro ad agenti e intermediari collegati a figure militari e politiche. Uno spaccato di notizie e documenti sulla “zona grigia” che caratterizza in molti casi i principali appalti militari internazionali, tanto che il comparto produttivo militare-industriale risulta in testa a tutte le classifiche mondiali sulla corruzione. Tutti legati ad uno dei maggiori produttori armieri del mondo, il principale in Italia: Leonardo S.p.A (fino al gennaio 2016 denominata Finmeccanica). E’ questo il contenuto di “Anglo Italian job”, il Rapporto elaborato da Corruption Watch e da oggi disponibile anche in italiano grazie alla collaborazione con Re:Common e Rete Italiana per il Disarmo.
“Scorrendo gli elementi e documenti grazie ai quali siamo riusciti a ricostruire diversi casi problematici in cui è stata coinvolta Leonardo - commentano gli autori del Rapporto - risulta particolarmente inquietante il fatto che gli episodi di corruzione abbiano coinvolto i massimi dirigenti dell’azienda”. Società a partecipazione statale (con il Governo che detiene per legge una quota di controllo e nomina i vertici) frutto della fusione ed agglomerazione dei principali segmenti produttivi italiani del settore, Leonardo negli ultimi dieci anni è stata coinvolta in numerosi scandali per corruzione in tutto il mondo. Il Rapporto “Anglo Italian job” esamina i più eclatanti ed emblematici di questi scandali, rivelando in particolare le dinamiche interne di tre casi di possibile corruzione in cui l’azienda, le sue controllate o i suoi funzionari sono stati implicati in azioni illecite con il coinvolgimento dei più alti vertici.

Si parte dalla vendita di elicotteri Wildcat alle forze armate della Corea del Sud. AgustaWestland (controllata di Leonardo ora inserita integralmente nella divisione Elicotteri) avrebbe versato somme di denaro a favore di persone collegate all’establishment militare sudcoreano per garantire l’accordo. Fra i beneficiari di tali pagamenti figurerebbe un lobbista sotto la diretta supervisione di Geoff Hoon, già Segretario alla Difesa durante il mandato di Tony Blair e, dal 2011 al 2016, International Business Manager di AgustaWestland con sede nel Regno Unito. Il secondo caso riguarda invece la discussa vendita di Elicotteri VVIP all’India, nel cui contratto sarebbe compreso anche il pagamento di oltre 60 milioni di euro ad agenti e intermediari. AgustaWestland avrebbe inoltre effettuato dei versamenti ad uno di questi agenti per ottenere altri appalti in India. Le autorità indiane hanno dichiarato che, riguardo a tali lavori aggiuntivi, non è stata svolta alcuna operazione legittima, cosa che l’agente nega. Infine, la vendita di varie attrezzature (tra cui quelle per sorveglianza) al Governo di Panama. Proprio la diffusione sulla stampa di accuse di tangenti all’ex presidente di Panama, gestite attraverso un imprenditore italiano strettamente legato all’entourage di Silvio Berlusconi, avrebbero poi fatto svanire il contratto. Panama ha revocato l’affare sulla base di un accordo negoziale con Leonardo che ha comportato l’annullamento dei procedimenti giudiziari nel Paese.

martedì 26 giugno 2018

Leonardo Elicotteri - Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto

ATS INSUBRIA
SEDE TERRITORIALE DI VARESE
DIREZIONE SANITARIA
DIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA
U. O. C. PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
U.O.S. Prevenzione Malattie Professionali e Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro (P.M.P.P.S.L.L.)
Corso Leonardo Da Vinci n. 1 – 21013 Gallarate (VA) - Tel. 0331/709999 – Fax 0331/709996
_________
U.O.S. Prevenzione Infortuni e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (P.I.S.L.L.)
Piazza Plebiscito n. 1 – 21052 Busto Arsizio (VA) - Tel. 0331/652115 – Fax 0331/652126
_________
e-mail: protocollo@pec.ats-insubria.it
www.ats-insubria.it
Sistema Qualità Certificato – UNI EN ISO 9001:2015
Gent.mo Sig. Fiorenzo Campagnolo
R.L.S. di Leonardo Elicotteri

OGGETTO: Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto.

Si comunica che la segnalazione in oggetto, pervenuta in data 14/06/2018 prot. ATS n. 60760 del
15/06/2018, è stata trasmessa per competenza all’ UOC Igiene e Sanità Pubblica e che Personale Tecnico
Disinfestatore della stessa, ha effettuato gli accertamenti di competenza, dai quali è emerso la presenza di zecche in diversi punti di un capannone adibito alla produzione meccanica, anche se attualmente il problema appare in diminuzione.
Alla luce di quanto evidenziato, come anticipato dal Personale Tecnico intervenuto, si ribadisce la necessità di
provvedere a:

- disinfestazione periodica dell’area interessata a intervalli regolari e ravvicinati fino a risoluzione della
problematica; la disinfestazione deve riguardare pavimenti, suppellettili fisse e mobili, muri interni fino a
circa 1,00 m, locali adiacenti (spogliatoi, ecc.), prati e aree esterne dove sostano i lavoratori in pausa o
avviene il passaggio degli stessi
- sfalcio erba frequente (l’erba deve essere sempre mantenuta bassa), specie nelle aree di passaggio e
sosta dei lavoratori
- monitoraggio interno ed esterno attraverso esche collanti o attrattive;
- controllo quotidiano e in caso di ritrovamento degli insetti delimitazione dell’area e intervento immediato di
disinfestazione
- cambio abiti in entrata ed in uscita dall’area a rischio, anche per pausa mensa e lavaggio degli stessi
- valutazione di utilizzo di eventuali spray disinfestanti per abiti

Inoltre, appare utile il coinvolgimento del Medico Competente aziendale per eventuali aspetti di competenza.

Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento,
si inviano Distinti saluti

IL RESPONSABILE
UNITA’ OPERATIVA M.P.P.S.L.L.
(Dott.ssa Daniela Ricciardi)

Documento informatico firmato digitalmente
ex D.P.R. n. 445/2000 e D.Lgs. n. 82/2005 e norme collegate

sostituisce il documento cartaceo firmato in autografo

mercoledì 30 maggio 2018

CFL/CAL - MOVIMENTAZIONE E LOGISTICA L.D.E. (ex AGUSTAWESTLAND)- SCIOPERO INTERA GIORNATA CON PRESIDIO AI CANCELLI DI C. COSTA

CFL/CAL - MOVIMENTAZIONE E LOGISTICA L.D.E.
GLI OPERAI CHIEDONO IL LIVELLO
Dal 2014 non hanno alcun aumento oltre al CCNL

La direzione aziendale della CFL, che ha in sub-sub-appalto la gestione della logistica e della movimentazione all’interno della ditta Leonardo Elicotteri di C. Costa,  riconosce l’alta professionalità degli operatori ma dice di non poter riconoscere nessun aumento fino al rinnovo dell’appalto che avverrà verso fine anno. Nel merito della trattativa, che si trascina da ottobre, la direzione CFL vorrebbe riconoscere il livello ma riducendo il premio di risultato legandolo ad un aumento della produttività, proposta rigettata dai lavoratori, o il livello o un aumento del premio, ma è inaccettabile avere il livello con la riduzione del premio. Vista la inamovibilità dell’azienda rispetto alle richieste dei lavoratori, L’assemblea dei lavoratori rigetta la proposta aziendale e chiede solo il livello per tutti, 

Dichiara il blocco del lavoro straordinario e 

SCIOPERO
INTERA GIORNATA
CON PRESIDIO AI CANCELLI DI C. COSTA
PER IL GIORNO
VENERDI’ 1 GIUGNO 2018

-- PER TUTTI I DIPENDENTI CFL --


C. Costa, 24 Maggio 2018

martedì 21 novembre 2017

ASSEMBLEA RETRIBUITA Lavoratori Leonardo Elicotteri

ADL – Sindacato di Base


ASSEMBLEA RETRIBUITA
Lavoratori Leonardo Elicotteri


MERCOLEDI 22 nov. 2017


Dalle 15.00 alle 16.00
(Lavoratori del II° Turno e Giornata)
Presso la saletta sindacale


Dalle 9.30 alle 10.30
(Lavoratori del I° Turno)
Presso la saletta sindacale


OdG:
·      Rinnovo RSU/RLS
·      Situazione Leonardo Elicotteri
·      Varie ed eventuali


C. Costa – 20 Novembre 2017

mercoledì 15 novembre 2017

Mancato rispetto del Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014

Data: 24 Ottobre 2017

Spett. le
-         Associazione Industriali Roma
-         Associazione Industriali Varese
-         Leonardo spa
-         Fim/Fiom/Uilm

OGGETTO:  Mancato rispetto del Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014


Il giorno 28 Settembre  2017 è stato sottoscritto un verbale di accordo tra Leonardo spa Divisione Elicotteri sito di Cascina Costa e  Fim Fiom Uilm inerente il Premio di Risultato di sito, tale accordo non è stato approvato dalla RSU, come prevede il testo unico sulle RSU in oggetto.

Secondo quanto sopra esposto, prendiamo atto della palese ed ennesima violazione delle regole stabilite dal TU sulle RSU del 10 gen. 2014 da parte sia di FIM/FIOM/UILM sia di Leonardo/Finmeccanica, appartenenti alle associazioni che hanno sottoscritto tale accordo, nell’intento di escludere le RSU di ADL, da un diritto di rappresentanza che è il nucleo centrale del TU in oggetto.

ADL Varese invita quanti in indirizzo ad avviare le procedure previste per ripristinare le condizioni di rappresentanza delle RSU indicate nel TU del 10/01/2014.


Distinti saluti  

giovedì 2 novembre 2017

LEONARDO “IN CREASE”: FUORI MORETTI DENTRO PROFUMO

Ora la girandola di sostituzioni e cambi di casacca, ma gli amici sono sempre i benvenuti
La rivoluzione di Profumo sta toccando uno dei punti dolenti della precedente gestione: la totale dismissione della parte commerciale avvenuta negli ultimi tre anni. La nuova struttura del Commerciale sarà l’interfaccia unitaria di Leonardo, «facilitando le azioni di sviluppo del business con particolare focus sul mercato export, e dovrà sviluppare le attività di customer support, al fine di catturare il pieno potenziale di mercato, partendo dai fabbisogni attuali e futuri dei clienti»,  si tratta dell’opposto di quello che aveva deciso di fare Moretti, nonostante le sue dichiarazioni in merito all’internazionalizzazione di Finmeccanica considerata uno dei pillar di sviluppo nel suo piano industriale, con tagli e decisioni che avevamo ridotto al lumicino le attività commerciali e le sedi all’estero di Leonardo con un pesante calo di commesse soprattutto nella divisione elicotteri. Basta mettere in fila le decisioni dell’ex AD, a fronte di uno strombazzante racconto sui quotidiani di un incentivo all’internazionalizzazione, in realtà la situazione della presenza all'estero di Finmeccanica è decisamente diminuita dall'arrivo di Moretti, e principalmente per due motivi: uno sono i tagli indiscriminati di cui sono state vittime le funzioni commerciali e i loro manager pur di tagliare i costi (trasferte, viaggi, partecipazione a saloni ed eventi, attività di marketing e così via) e l'altro motivo è stato il continuo depauperamento degli uffici all'estero dell’ormai vecchia Finmeccanica, con riduzione degli organici e dei budget assegnati per operare e un controllo centralizzato sempre più asfissiante che ne limitava l'operatività sul campo. Inoltre, molti dei manager sono stati allontanati e i sostituti, spesso, non sono all'altezza (provenendo dalle aziende e non dalla corporate). La presenza internazionale è quindi diminuita, e i competitor se ne sono approfittati. In pochi forse hanno notato che negli ultimi tre anni molti top manager hanno dato le dimissioni (o sono stati invitati a farlo o sono stati mandati via). Inoltre, i nuovi requisiti sugli appalti, le  nuove regole per i fornitori, la restrizione dei requisiti per chi costruisce o ripara parti per le divisioni, hanno fatto si che molte storiche aziende, che negli hanno acquisito il non semplice know-how, sono state costrette a chiudere i rapporti, mettendo in seria difficolta le divisioni che non avendo più la possibilità di produrre tali parti, considerate di basso contenuto tecnologico. News daRadio scarpa”: pare che Partano i pre-pensionamenti!!!???

AleniaAermacchi (ex): nonostante le “fantasiose” richieste di lavorare sabato e la notte, che arrivano da una poco precisa distribuzione dei carichi di lavoro, la situazione non è tra le più rosee, stiamo grattando il fondo del barile ed è quasi esaurito il portafoglio ordini: non si vede la luce in fondo al tunnel. Le stravaganti decisioni di Moretti, che ci hanno fatto perdere la possibilità di nuovi progetti e nuovi ordinativi, lasciando per strada i rapporti con la SUKHOI, con l’AIRBUS, ecc.., ci sta costringendo a tirare la cinghia come non mai, ora Profumo eredita una situazione che, a fronte di una generale e decorosa situazione nazionale, vede la divisone velivoli al palo: le “nacelle” in dirittura di arrivo, pochi altri ordini sul mercato civile e meno ancora su quello militare, poche idee su nuove strategie, poca volontà nel voler rilanciare l’azienda con nuovi progetti senza considerare le nostre potenziali possibilità di progettazione e sviluppo di nuove macchine, acquisite in oltre cento anni di attività, bisogna crederci!  

AgustaWestland (ex): nuovo capo e nuova gestione, arriva Cutillo (anche se non proprio di primo pelo), si riparte con la sistemazione di hangar, facciate, strade, ecc., ogni cambio di gestione comporta un piccolo passo in avanti rispetto al “lifting” dell’azienda, appena la polvere sarà sistemata sotto lo zerbino, si potrà portare in visita aziendale il nuovo che “avanza”. Mentre in tutto il gruppo mancano nuovi progetti, in AgustaWestland il problema è l’esatto contrario, troppe macchine e troppi progetti, come dire che vale tutto e il contrario di tutto, basta giustificare la situazione, dimenticando che per decenni l’ala rotante ha fatto incassare una montagna di quattrini alla Holding Finmeccanica, proprio grazie ai nuovi progetti e all’invasione di nuovi mercati. Ora la situazione è in stallo, pochi ordini (molto propagandati) e si attinge al portafoglio ordini, fornitori che non consegnano, aziende che non ci fanno più pezzi/attrezzi/utensili ecc, ritardi nelle consegne per evidenti inidoneità dei manager: nessuno si assume più la responsabilità di decidere e la patata bollente passa a Roma che fa un errore dietro l’altro (in buona fede).

Contratto interno e PDR: in attesa delle decisioni dei nuovi “capi”, AD e HR, che arriveranno per fine anno, si sta cercando di sperimentare le nuove flessibilità di orario, ma non sono tutte rose e fiori, la nuova gestione centralizzata richiede spesso interventi manuali per adeguare le varie richieste alle nuove disposizioni, eppure l’automatismo dovrebbe evitare tale problema. Sul fronte del PDR le notizie non sono tra le migliori, per ora è tutto sospeso ma l’idea che sta circolando è quella di trasformare una buona parte del premio in Buoni Spesa, secondo la nuova moda lanciata dal CCNL che sta creando non pochi problemi nel mettere in pratica i “buoni propositi”. Non ci Siamo….  

Il Rinnovo del CCNL ci ha portato in tasca pochi spiccioli, 0.70 cent di euro al mese, e le nuove idee messe in campo, come la formazione “gratuita” on-line, i buoni spesa on-line, i fondi chiusi (sanità e pensione), stanno creando più problemi del previsto: molti dipendenti non hanno accesso alla rete per poter usufruire dei nuovi servizi, altri si troveranno iscritti ai fondi senza nemmeno saperlo, la formazione on-line diventerà l’ennesimo pasticcio mal riuscito, insomma si pensava di risollevare la nazione ma si ingrasseranno i soliti noti (banche e assicurazioni) il tutto sotto gli occhi “ingenui” di chi ha condiviso tale situazione a nome e per conto di tutti i lavoratori. SVEGLIA Ragazzi!!!


27 ottobre 2017   

giovedì 11 maggio 2017

Leonardo Helicopter Division ASSEMBLEA NON RETRIBUITA IN SCIOPERO

ASSEMBLEA
NON RETRIBUITA
IN SCIOPERO

PER TUTTI I LAVORATORI  DI
Leonardo Helicopter Division
COINVOLTI  NELLA CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA VERSO LGS

PER IL GIORNO
Venerdì 12 Maggio 2017


DALLE 12.00 ALLE 13.00


PRESSO LA SALETTA SINDACALE


ORDINE DEL GIORNO:

-        Cessione ramo d’azienda da Leonardo a LGS
-        varie ed eventuali



10 Maggio 2017

venerdì 14 aprile 2017

LEONARDO ELICOTTERI: TRASFERIMENTO IN LGS

Comunicato Sindacale

I lavoratori di Leonardo H.D. (ex Finmeccanica/AgustaW.), riuniti in assemblea il 13 aprile 2017, preso atto del verbale di chiusura della procedura prevista dalla legge 428/1990 per la cessione di ramo d’azienda delle attività e dei lavoratori da Leonardo Spa a LGS Spa, ritengono non esaustive le condizioni inserite nel verbale sulle garanzie occupazionali, economiche e sul mantenimento delle attuali garanzie derivanti dall’essere inseriti in una grossa azienda a partecipazione statale che produce e vende alta tecnologia, deliberano all’unanimità quanto segue:

Chiedono alle RSU ADL, unico sindacato a non aver sottoscritto la procedura prevista dall’art. 47 L. 428/90, di rappresentarli nei confronti dell’azienda;

Chiedono alla direzione del personale di Leonardo Spa e di LGS un incontro per arrivare ad una integrazione al verbale sottoscritto o ad un secondo verbale, che contenga le seguenti richieste:

1.      Prevedere, per chi non accetta il passaggio in LGS, la possibilità di essere ricollocato in Leonardo Spa anche attraverso una specifica formazione in caso di cambio mansione;
2.      Prevedere che, se Leonardo spa decidesse successivamente alla cessione di ramo d’azienda di ricostituire una unità operativa con le medesime mansioni dei lavoratori ceduti, gli stessi devono avere la precedenza sulla riassunzione rispetto ad altri;
3.      Qualora Leonardo Spa decidesse di vendere a terzi l’azienda LGS, venendo meno le condizioni di maggior tutela nei riguardi di un’azienda a partecipazione statale, i lavoratori coinvolti nella cessione di ramo d’azienda devono avere la possibilità di rientrare in Leonardo Spa;
4.      Prevedere che la RAL sia comprensiva dell’ultimo PDR percepito nell’azienda di provenienza;
5.      Prevedere il mantenimento di tutte le libertà di movimento interne (banca, mensa, dentista ecc.) alle medesime condizioni, anche economiche, dell’azienda di provenienza;

L’assemblea dei lavoratori decide di riconvocarsi il giorno 19 aprile 2017 e verificare le eventuali risposte della direzione del personale Leonardo spa e LGS Spa, in tale riunione si deciderà come proseguire il confronto con la direzione del personale.

Approvato all’unanimità
I lavoratori coinvolti nella cessione di ramo d’azienda da Leonardo a LGS

13 Aprile 2017
ADL – Sindacato di Base


mercoledì 12 aprile 2017

Leonardo Helicopter Division ASSEMBLEA NON RETRIBUITA IN SCIOPERO

ASSEMBLEA
NON RETRIBUITA
IN SCIOPERO

PER TUTTI I LAVORATORI  DI
Leonardo Helicopter Division
COINVOLTI  NELLA CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA VERSO LGS

PER IL GIORNO
Giovedì 13 Aprile 2017


DALLE 12.00 ALLE 13.00


PRESSO LA SALETTA SINDACALE


ORDINE DEL GIORNO:
-        Cessione ramo d’azienda da Leonardo a LGS
-        varie ed eventuali


11 Aprile 2017


domenica 19 marzo 2017

LEONARDO/FINMECCANICA: MA QUALE E’ LA STRATEGIA INDUSTRIALE? LE IDEE DI MORETTI NON CI DANNO UN FUTURO, MEGLIO CAMBIARE.

La trasformazione di Finmeccanica in “one company” raggruppando sotto di sé tutte le controllate, non ha portato all’individuazione  di progetti su cui investire nei prossimi anni, ma semplicemente alla svendita di produzioni strategiche per l’Italia (vedi Ansaldo Breda e Ansaldo Sts), o  al ridimensionamento  e/o eliminazione di sedi come accade alla Alenia di Tessera  o alla Electron Italia. La prima si è vista cedere quote alla russa Scac-Sukhoi  con relativo abbandono del progetto dell’ aereo passeggeri commerciale Superjet SSJ 100, la seconda viene dismessa sbrigativamente dall’AD dicendo che non è core business e la restituiamo al mercato. A tre anni dalla nomina dell’ ing. Mauro Moretti come Amministratore Delegato di Leonardo/Finmeccanica  non è ancora chiaro il piano industriale che dovrebbe rilanciare l’azienda. Si sta infatti consolidando l’idea che più che assumere il compito di AD, Moretti stia svolgendo il ruolo di curatore fallimentare.

Alle centinaia di lavoratori e lavoratrici che vedono a rischio il proprio posto di lavoro bisogna aggiungere la sofferenza di tutti quelli a cui sono state ridotte le competenze (vedi Alenia in Campania e Puglia) e dei lavoratori dell’indotto spesso considerati di serie B e per questo poco difesi. E’ evidente, a questo punto, che il piano messo in atto dall’attuale AD sia finalizzato al solo recupero economico ottenuto attraverso cessioni di attività e riduzione dei costi nelle gare di appalto con conseguente taglio dei salari. Nei primi nove mesi del 2016 i ricavi consolidati sono diminuiti del 10,7% mentre l’utile netto è aumentato da 122 a 352 milioni da attribuire però in larga parte alla riduzione degli “oneri finanziari netti” per 180 milioni. Inoltre, l’andamento continua a risentire delle difficoltà nel settore elicotteri per le commesse sfumate (es. acquisto di AH-04 Apache da parte del ministero della difesa britannico direttamente alla Boeing o la scelta degli S-70i Black Hawk della statunitense Sikorsky  in Polonia), e nel settore aerei civili (C295W di Airbus  invece che gli Spartan C27J in Canada) mentre nei  calcoli effettuati nel settore aeronautico, ordini per 9.790 milioni in calo rispetto al 2015 (1.290), si è erroneamente  contabilizzato l’intero valore della fornitura al Kuwait di 28 EFA sebbene la quota di pertinenza di Finmeccanica sia pari al 60%.  

La Divisione Elicotteri (ex Agusta Westland): le contrazioni delle vendite dovrebbero proseguire anche nel 2017 (a settembre 2016 i ricavi sono stati 2.565 mln di euro contro i 3.212 del 2015). Anche il finanziamento del  nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES) dell’Esercito italiano, aggiornamento dell’elicottero  AH-129 Mangusta, non produrrà carichi di lavoro consistenti ed effettivi (487,06 milioni di euro da suddividere negli esercizi finanziari dal 2016 al 2025 ma i tempi di attuazione sono da definire). Si prospettano incrementi nel segmento civile (80% della produzione) e un calo in quello militare.

Per le sedi campane di Pomigliano e Nola mancano investimenti e nuove  commesse. Il lavoro si sta riducendo e sono a rischio i lavoratori dell'indotto di aziende come Dema e Sipal. Tenendo conto che i dipendenti sono ingegneri e tecnici, ciò vuole dire che la progettazione è esigua;

Sedi di Alenia/Aermacchi  di Venegono S. (VA), Cameri (NO), Caselle e corso Marche Torino: anche qui  non esistono prospettive chiare per i prossimi anni. A Venegono Superiore Alenia/Aermacchi  si progetta e produce addestratori.  Attualmente si stanno ultimando le consegne delle commesse italiana e polacca dell’M-346 mentre la prima consegna dell’M-345 è prevista per il 2019 (addestratore derivato dal Siai Marchetti  S211 poi M311, la progettazione è in ritardo rispetto al programma prefissato, l'Italia ne ha acquistati 5 visto che il maggiore azionista di Leonardo è il ministero economico e finanza).  Inoltre vi è stata la cancellazione del MoU per la fornitura di 66 M-346 a Taiwan e il ritiro del partner Raytheon dal consorzio per la partecipazione di Leonardo  alla gara americana per il nuovo aereo addestratore T-X. Sebbene Alenia/Aermacchi abbia deciso comunque di partecipare alla gara di fine 2017 con la sua controllata americana DRS, è più probabile una vittoria di uno dei  due contendenti  Lockheed Martin con il T50 coreano e la Boeing  con la Saab svedese.  Dunque la situazione è critica;

Nella sede di Caselle la perdita del  contratto con il Canada ha messo  in crisi il carico produttivo in quanto la commessa dei 28 EFA al Kuwait (Stato sicuramente non pacifico) darebbe lavoro, se fosse a pieno ritmo, solo per circa 1-2 anni.  Ad oggi il lavoro è garantito per i primi 6 mesi dell'anno mentre il secondo semestre è scarico ed è in attesa della produzione per il Kuwait.

Anche a Torino C.so Marche per il 2017 si prevede una riduzione dei carichi di lavoro. Per quanto riguarda Cameri continua la produzione e assemblaggio delle strutture dell'F35 per i primi 90 acquistati dall'Italia e delle ali per alcune nazioni partecipanti al progetto. Considerando che tutta la fase di progettazione rimane in mano alla Lockheed Martin, è da ricordare che a tuttora non vi sono stati i trasferimenti tecnologici previsti e latita il trasferimento di lavoro. Per di più Cameri doveva essere l’unico luogo di MRO&U (manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento) al di fuori degli Stati Uniti, ma il 7 novembre scorso il Pentagono ha deciso che l’assegnazione  di lavoro extra strutture e motore (affidato alla Turchia), cioè le componenti più nobili del progetto, andranno alla Gran Bretagna, Olanda e Australia. Vengono così smentite le dichiarazioni di Roberto Cota, ex presidente della regione Piemonte, secondo cui l’F-35 avrebbe creato 10.000 posti di lavoro visto che al momento vi sono in forza  circa 700 lavoratori, di cui una parte provenienti da Caselle. Calcolando che per i 90 velivoli acquistati dall'Italia si spenderanno dai 13-15 miliardi di euro e la costruzione degli immobili è costata poco meno di 1 miliardo di euro, qual è l’affare? Considerando che gli addestratori M346 e M345 sono velivoli recenti e che i caccia  Eurofhigter e i relativamente nuovi F35 sono già in produzione avanzata, e che l'ingegneria industriale divisione velivoli occupa circa 1500 dipendenti, è legittimo chiedersi quando potrà esserci lo sviluppo di un nuovo progetto?

Quale futuro per Leonardo/Finmeccanica se nei fatti non esiste una seria politica industriale?

Servirebbero  un governo (lo Stato è il maggiore azionista di Leonardo Finmeccanica) e una direzione aziendale in grado di stabilire le priorità e le alleanze internazionali.  La decisione che Leonardo debba essere una  società dedicata ai soli settori della difesa-sicurezza  abbandonando quelli pur strategici prettamente civili, si è rivelato un errore.  Leonardo è padrona di tecnologie avanzate e duali dunque può essere impiegata in più settori riconvertendo e diversificando la produzione. Le somme ricavate dalle vendite delle società come Ansaldo non dovrebbero servire esclusivamente per ripianare i debiti, ma essere in parte utilizzate in investimenti, rinnovo di impianti e macchinari e nella ricerca e sviluppo di progetti socialmente utili. Altrimenti vi sarà, come è sempre stato, un continuo ridimensionamento occupazionale e prima o poi potrà toccare anche a noi.

E’ compito del sindacato chiedere con forza un cambio nella politica industriale. In questi mesi si sono visti   lavoratori in lotta per difendere il  proprio posto di lavoro. Sarebbe un grave errore pensare che la crisi che attraversa le sedi di Tessera o della Electron come pure quelli delle aziende dell'indotto, non sia anche un nostro problema. Queste sono realtà che ci appartengono perché ovunque la direzione aziendale può ritenere necessario tagliare. Quando una sede viene minacciata tutte le altre la devono difendere. Visti i risultati, ci domandiamo se sia utile confermare Moretti o se non sia arrivato il momento di ammettere di non aver fatto la miglior scelta e tornare sui propri passi.    

Marzo 2017     

mercoledì 21 dicembre 2016

Il giudice reintegra l’addetta alle pulizie in Agusta: IL LICENZIAMENTO E’ UNA SANZIONE TROPPO SEVERA

La pellegrini la aveva licenziata a febbraio perché non aveva caricato il sapone
BENTORNATA!!!!
Rientra in azienda, poco prima di Natale, l’addetta alle pulizie della Pellegrini che opera presso l’appalto in Agusta, ora Leonardo Elicotteri, che, per futili motivi,  era stata licenziata verso la fine di febbraio 2016 liberandosi così di una lavoratrice “scomoda” che faceva il proprio lavoro senza abbassare mai la testa.

La mattina del 29 settembre 2016 i legali rappresentanti della Pellegrini si sono recati presso il tribunale del lavoro di Milano perché chiamati in causa dalla lavoratrice, rappresentata dal legale di ADL, per l’annullamento del licenziamento e la reintegra nel posto di lavoro.
Il giudice del lavoro, dopo aver letto la pratica, ha chiesto alla Pellegrini se rispondeva al vero che avesse licenziato un’operaia per quei futili motivi e il legale della Pellegrini ha confermato quanto asserito dal giudice. Di seguito il giudice ha proposto un accordo conciliativo chiedendo alla Pellegrini di trasformare il licenziamento in una sospensione di 3 giorni, la Pellegrini ha però rifiutato la proposta conciliativa e ha confermato il licenziamento. Di conseguenza, Il giudice, dopo aver fatto alcune domande di rito alla lavoratrice, ha terminato l’udienza sostenendo che avrebbe preso una decisione sulla questione nei tempi previsti per legge. La mattina seguente è arrivata la sentenza che dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato alla ricorrente e ordinava alla PELLEGRINI SPA la reintegra della lavoratrice nel posto di lavoro, imponeva anche al pagamento di tutti gli stipendi arretrati dalla data del licenziamento e di tutte le spettanze (contributi previdenziali ecc..) e ordinava alla Pellegrini il pagamento delle spese processuali, legali, ecc.

Come ADL non possiamo che essere contenti di questa sentenza in primis perché la lavoratrice, con una famiglia da mantenere, ha di nuovo un lavoro e uno stipendio; ma siamo contenti  perché una volta di più si dimostra che i lavoratori hanno ancora dei diritti e che, anche se non è facile, li devono difendere a tutti i costi.

Invece è davanti agli occhi di tutti che chi ha diretto con caparbietà questa operazione ha fallito nel suo intento e che, per colpa sua, la Pellegrini ne esce con “le ossa rotte” e una pessima figura nei confronti di Finmeccanica che, suo malgrado, si trova coinvolta in questa faccenda.

Chiediamo alla Pellegrini di destinare ad “altre attività” chi ha preso queste decisioni e ha fatto spendere alcune decine di migliaia di euro senza risolvere alcun problema ma, anzi, ha reso più difficile una situazione già critica come sono gli appalti in Agusta.

A tutti è chiaro, in un periodo così critico, che dopo le decisioni che arrivano dalla direzione Finmeccanica/Leonardo di tutto c'è bisogno tranne che di incapaci che sperperano soldi dell'azienda e distruggono l'armonia fra le maestranze.

P.S. ci permettiamo di informare la Pellegrini che il Jobs Act vale anche per i dirigenti: che una volta tanto provassero anche loro a passare un Santo Natale disoccupati e con prospettive “nere”.                                                                                      


20 dicembre 2016

giovedì 15 dicembre 2016

AGUSTA - L’assemblea è un diritto dei lavoratori

Prendiamo atto che l’assemblea informativa sul rinnovo del CCNL Metalmeccanici del terzo turno di ieri non si è svolta e ne ignoriamo le motivazioni, riteniamo comunque un diritto dei lavoratori essere informati su questo difficile rinnovo e ci mettiamo a disposizione per sopperire alla carenza informativa organizzando una assemblea aperta anche a tutti coloro abbiano dubbi o perplessità sul contenuto dell’accordo.   

ASSEMBLEA
NON RETRIBUITA
IN SCIOPERO
PER TUTTI I LAVORATORI 
Finmeccanica / Leonardo
Helicopter Division (EX AGUSTAWESTLAND)
DI C. COSTA - PER IL GIORNO
Lunedì 19 Dicembre 2016

DALLE 14.30 ALLE 15.30


PRESSO LA SALETTA SINDACALE

ORDINE DEL GIORNO:

-         Rinnovo CCNL Metalmeccanici
-          varie ed eventuali



15 dicembre 2016

mercoledì 23 novembre 2016

Oggetto: Valutazione Stress Lavoro Correlato presso Leonardo Elicotteri di C. Costa di Samarate (VA)

Spett.le        PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro)
Sede territoriale PSAL Gallarate
Corso Leonardo da Vinci, 1 - Gallarate

PC:              Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio
Largo Girardino, 4 - Busto Arsizio

Oggetto: Valutazione Stress Lavoro Correlato presso Leonardo Elicotteri di C. Costa di Samarate (VA)

Facendo seguito alla vostra ispezione presso la ditta “Leonardo Elicotteri” di C. Costa sita in Via Agusta, 520 a Samarate (VA) del novembre 2015, l’azienda ci ha convocati, in qualità di RLS, per illustrarci la revisione del documento di valutazione dello stress lavoro correlato, come da vuoi richiesto.
L’azienda e l’RSPP ci hanno convocato il 14 ottobre 2016 per illustrarci gli esiti della valutazione stress lavoro correlato fatta, però, senza coinvolgere nella stesura della stessa ne i lavoratori ne gli RLS, come da vuoi evidenziato e come richiesto dalla normativa regionale della Lombardia (decreto 6298 del 4/7/2016);
Durante l’esposizione della valutazione, nonostante gli RLS non avessero avuto la possibilità di analizzare in dati raccolti ne tanto meno le informazioni relative alle assenze, ai provvedimenti disciplinari, alla malattia ecc., forniti dalla direzione del personale, gli RLS hanno riscontrato un metodo di analisi  che non tiene conto di alcune premesse:
1-    La divisione delle macro-aree sebbene migliorativa rispetto alla precedente valutazione che aveva suddiviso l’azienda (2300 dipendenti) in due enormi macro-aree e che comunque avevate già segnalato anche voi nel vostro sopralluogo del novembre 2015, non tiene conto della differenza tra operai e impiegati che era invece l’unico l’elemento distintivo delle due aree nella precedente valutazione;
2-    Nell’analisi degli eventi sentinella, il metodo usato di segnalare come positivo, la riduzione delle ferie residue, senza fare una valutazione preliminare del numero di ferie non usufruite da parte dei lavoratori, potrebbe portare a sottovalutare un’area di potenziale rischio stress, anche se le ferie si riducono. Infatti, nella controverifica è risultato evidente che in alcuni uffici/reparti sono molti i lavoratori che non hanno utilizzato le ferie (riposi obbligatori per legge) arrivando ad un monte ore elevato di ferie complessivamente (nello stesso ufficio o reparto) accantonate, chiaro segnale di potenziale stress da lavoro;
3-    Il microclima all’interno degli uffici/reparti, secondo quanto ci è stato esposto dall’RSPP, è risultato sempre idoneo all’attività lavorativa svolta, cosa contestata dagli RLS in quanto: in molti ambienti di lavoro ci sono correnti d’aria; l’aria condizionata arriva sulla testa dei lavoratori; le scrivanie sono troppo vicine ai condizionatori/caloriferi; in alcuni nei reparti/uffici la temperatura a volte è molto elevata, come ad esempio ai forni dove fa sempre molto caldo o al montaggio gruppi dinamici dove l’uscita dell’aria (calda o fredda) arriva sulla testa dei lavoratori; In altri ambienti di lavoro ci sono forti odori di varie sostanze che, anche se non nocive, sono fastidiose e durano per molte e molte ore (torneria); ecc..
Secondo quanto sopra esposto, riteniamo che la valutazione dello stress sia stata fatta in modo superficiale e non ha tenuto conto del contributo che gli RLS avrebbero potuto dare se coinvolti fin dalla stesura della valutazione.
Inoltre l’RSPP ci ha sottoposto un verbale di riunione del 14 ottobre 2016 dove veniva indicato che gli RLS erano stati coinvolti nella stesura della valutazione dello stress lavoro correlato, cosa assolutamente non rispondente a quanto realmente avvenuto, motivo per il quale alcuni RLS non l’hanno firmato. 
Ritentiamo, pertanto, che non siano state rispettate ne le vostre indicazioni, ne le condizioni previste dalla legge 81/2088 e succ.., ne, tantomeno, le direttive regionali in merito al coinvolgimento dei lavoratori o dei loro rappresentati RLS nella valutazione stress lavoro correlato.

Fiorenzo Campagnolo
RLS di Leonardo Elicotteri
Sito C. Costa di Samarate VA