- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

martedì 31 maggio 2016

Il fronte “anti-Ttip” chiama i candidati a esprimersi

«Vogliamo che i cittadini siano informati sul Ttip e sulle sue conseguenze». Il Comitato Stop TTIP, costituitosi anche a Gallarate, spinge sull’acceleratore della campagna informativa sul Trattato Usa-Ue sul Commercio e gli Investimenti. E lo fa (anche) con un appello ai candidati sindaci e alle liste che si presentano alle elezioni comunali.
«Il Comitato si è costituito da poco più di un mese» spiega Carlo Parascandolo, una delle persone impegnate nell’opera di divulgazione e contrasto del trattato. «Scopo principale è informare i cittadini su cosa è il Ttip che è in corso di trattazione e quali sono le ricadute sui cittadini, in termini di condizioni di vita, ma anche di democrazia e partecipazione sociale». Il trattato transatlantico tra Usa e Ue è attualmente al centro di trattative che sono quasi completamente segrete, avendo l’Unione Europea delegato alla Commissione tutta la fase preparatoria in vista della firma del trattato, in via riservata. Le preoccupazioni di chi è contrario riguardano la possibilità che,attraverso il trattato e il superamento della sovranità nazionale su alcune materie, si arrivi – in particolare – ad un indebolimento delle tutele per i diritti dei lavoratori, alla diminuzione delle tutele ambientali, ad una normativa meno stringente in particolare nel settore alimentare. «Come Casa delle donne – spiega Ivana Graglia – riteniamo che le donne siamo le più penalizzate, a partire da quelle meno abbienti, a partire dall’alimentazione e dall’ambiente di lavoro, dove diminuiranno i diritti che già oggi vedono le donne discriminate.
Fiorenzo Campagnolo, del sindacato di base AdL, spiega: «Cominciamo ora a muoverci per fare luce sul trattato. La partecipazione dei cittadini era fino a pochi mesi fa scarsa, madopo il 7 maggio i mass media iniziano a interessarsi di più». Il 7 maggio è il giorno della manifestazione che ha portato a Roma 30mila persone, tappa italiana di una serie di mobilitazioni che hanno toccato anche gli Stati Uniti, Berlino (250mila in manifestazione, in Germania il tema è molto discusso), in Spagna. «A Barcellona – Parascandolo – su iniziativa del sindaco si è svolto un incontro europeo degli amministratori locali, con una dichiarazione finale siglata da più di 40 città europee, che chiede informazione e chiarezza».

ADL MILANO: I GHISA CONTRO SALA


In 50 davanti alla Nato per dire no alla guerra

La manifestazione, a cui hanno preso parte una cinquantina di persone, era stata organizzata dal “Forum contro le guerre” e intendeva sensibilizzare i cittadini sulla presenza di un corpo di reazione rapida della Nato sul territorio provinciale.
varesenews.it

lunedì 30 maggio 2016

Finmeccanica, l’India annulla tutte le gare vinte. “Il gruppo verso la black list a causa delle inchieste per tangenti”

Il ministro della Difesa di Nuova Delhi ha annunciato che il procedimento nei confronti dell'azienda della difesa e dell'aerospazio e delle sue controllate è già avviato. Motivazione ufficiale: le indagini sulle presunte mazzette per gli elicotteri Agusta Westland. L'ex amministratore delegato Orsi è stato condannato a 4 anni in appello per corruzione internazionale e false fatturazioni.
A due giorni dal ritorno in Italia del marò Salvatore Girone, l’India ha deciso di cancellare tutti i bandi di gara vinti daFinmeccanica, oggi Finmeccanica-Leonardo, per equipaggiamenti destinati alla Difesa. Questo perché il gruppo italiano guidato da Mauro Moretti finirà a breve nella black list di New Delhi. Il motivo ufficiale sono le indagini per le presuntetangenti relative a un appalto da 560 milioni di euro per la fornitura di 12 elicotteri Agusta Westland. Nelle ore successive alla decisione della Corte Suprema di rimpatriare il fuciliere diMarinail ministero della Difesa di Nuova Delhi aveva annullato un mega-contratto da 300 milioni di dollari con l’azienda per la fornitura di siluri per i sottomarini indiani.
“Il processo per la blacklist è già iniziato”, ha detto il ministro indiano della DifesaManohar Parrikar,

Cassazione: restituire a Iraq interessi su pagamenti per acquisto elicotteri Agusta

5 velivoli mai consegnati a seguito invasione Kuwait nel '90 (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 27 mag - La Corte di Cassazione ha decretato la restituzione al Governo iracheno degli interessi sulle somme versate per l'acquisto di 5 elicotteri Agusta mai consegnati al Paese a seguito dell'invasione nel 1990 del Kuwait. Il Tribunale, infatti, ha accolto la parte del ricorso del Governo iracheno contro la sentenza della Corte d'Appello di Milano - che nel 2012 aveva dichiarato la risoluzione del contratto e condannato l'Iraq a risarcire Finmeccanica con oltre 70 milioni di euro - che contestava la "violazione del diritto francese in tema di rivalutazione monetaria e di interessi". Per la Corte, il motivo "e' fondato nella parte in cui la sentenza ha posto come 'dies a quo' per il decorso degli interessi la data di conclusione del contratto , e non quella della domanda giudiziale".
finanza-mercati.ilsole24ore.com

giovedì 26 maggio 2016

“viva la France” - solidarietà ai lavoratori francesi: un esempio per tutti

due mesi di proteste: tutti contro il jobs act
“viva la France”
solidarietà ai lavoratori francesi: un esempio per tutti


In Francia si continua a scioperare, a lottare e combattere contro la “Loi travail”, le misure sul lavoro che il governo francese vuole imporre, costi quel che costi. La riforma, contestata da sindacati e movimenti sociali, prevede di aumentare la flessibilità del mercato del lavoro. In particolare, come nel caso del nostrano Jobs act, la legge intende facilitare i licenziamenti e ridurre i ricorsi davanti al giudice. Allo stesso tempo, il testo si propone di ritoccare il sistema delle 35 ore settimanali, tagliando le indennità per gli straordinari e aumentando il tempo di lavoro settimanale medio. Mentre l'Unione Europea costringe popoli interi all'austerità e alla fame sostenendo le tesi e gli interessi della finanza internazionale e dei grandi gruppi industriali, c'è chi lotta per difendere i propri diritti, il salario, le pensioni, la dignità del lavoro.I lavoratori, organizzati dalla Cgt (Confédération générale du travail), protestano contro la riforma del lavoro, il leader Philippe Martinez ha promesso che gli scioperi andranno avanti finché non verrà ritirata, le agitazioni riguardano anche il settore dei trasporti su gomma, rotaia e per via aerea. Sono cominciati scioperi ad oltranza nel settore ferroviario, nelle raffinerie di petrolio, nel trasporto su gomma, presto sarà la volta dei conducenti della RATP (trasporti pubblici parigini). Intanto, almeno un quinto dei 12mila distributori di carburante è a secco o in difficoltà. Oltre ai citati settori professionali nazionali, localmente ci sono scioperi in molte altre imprese del commercio, delle costruzioni, dell’industria, la posta, il settore culturale, la sanità, i porti etc… Anche il coordinamento intersindacale della Funzione Pubblica parla di sciopero ad oltranza. Azioni di blocco sono condotte in molte città, per esempio a Nimes, dove i trasporti urbani sono rimasti paralizzati per molte ore. Fabbriche, uffici, trasporti e tutti i settori produttivi e dei servizi sono scossi da una protesta dura e determinata che non si vedeva da anni in Europa. In Italia, nonostante le misure dell'attuale e dei precedenti governi abbiano colpito duramente e ripetutamente il mondo del lavoro, non c'è stata una reazione neanche minimamente confrontabile con ciò che sta accadendo in Francia: Cgil/Cisl/Uil hanno definitivamente abdicato al loro ruolo sindacale. In Francia, al contrario, l'imposizione dell'equivalente del “jobs act” da parte di Hollande e del suo governo sta producendo la durissima reazione dei lavoratori e del sindacato e un diffuso e convinto appoggio dell'opinione pubblica francese, appoggio che anche noi condividiamo nella speranza che dalla Francia parta, e si diffonda in tutta Europa, un fiume di proteste contro le imposizioni volute dalle multinazionali che, tramite l’Unione Europea, vogliono sottomettere interi popoli ai loro interessi.


26 maggio 2016

lunedì 23 maggio 2016

I FERROVIERI SCIOPERANO IL 24 E 25 MAGGIO 2016

CAT - SGB - USB - CUB

 PER RINNOVI CONTRATTUALI DIGNITOSI

 PER LA QUALITÀ E LA SICUREZZA DEL LAVORO

 PER LA RIDUZIONE DEI CARICHI LAVORATIVI

 PER UN EQUO SISTEMA PENSIONISTICO

 CONTRO I PROCESSI DI PRIVATIZZAZIONE E SPECULAZIONE


Le dichiarazioni di sciopero dei Sindacati di Base dei ferrovieri, per il giorno 24 e 25 Maggio 2016, interessano nelle diverse articolazioni i lavoratori del GRUPPO FSI, TRENORD, NTV, (fatti salvi servizi minimi previsti dalla L.146).

GRUPPO FS, TRENORD E NTV: 
- DALLE 21 DEL 24\05\2016 ALLE 18 DEL 25\05\2016

CARGO TRENITALIA: 
- DALLE 21 DEL 24\05\2016 ALLE 21 DEL 25\05\2016

Gruppo Fs, Trenord: 
Cat e Cub dalle 21.00 del 24 alle 18.00 del 25; Sgb e Usb dalle 9.00 alle 17.00 del 25 Cargo Trenitalia: Cat e Cub dalle 21.00 del 24 alle 21.00 del 25; Sgb, Usb dalle 9,00 alle 17.00 del 25. Ntv: Cub dalle 21.00 del 24 alle 18.00 del 25; Usb dalle 9,00 alle 17.00 del 25.

SCIOPERA E FAI SCIOPERARE 

IL 24 E 25 MAGGIO 2016 

Sgravio contributivo per i contratti di solidarietà

Con la circolare n. 153/2014 sono state illustrate le principali novità introdotte dal DL 20 
marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 78/2014 [1], alla disciplina dettata 
dall’articolo 6, del DL 510/96 (L. 608/96) in materia di sgravi contributivi afferenti ai contratti 
di solidarietà (Cds) difensivi accompagnati da Cigs. Con la medesima circolare sono state 
fornite ai datori di lavoro, destinatari dei decreti direttoriali di ammissione al citato beneficio, 
le indicazioni e le modalità di fruizione del citato sgravio contributivo a valere sulle risorse 
stanziate per l’anno 2014.

Con la presente circolare, ad esito degli accertamenti condotti allo scopo di favorire il 
rispetto dei limiti di spesa fissati dalle vigenti normative, si illustrano le modalità per il 
recupero degli sgravi contributivi collegate alle somme che residuano dallo stanziamento 
del 2014, nonché le istruzioni per la fruizione dei medesimi sgravi connessi al finanziamento 
del 2015.


1. Aziende destinatarie di decreti direttoriali di autorizzazione alla riduzione contributiva
 finanziata con le risorse residue stanziate per l’anno 2014.

Al termine delle operazioni di conguaglio effettuate dalle aziende destinatarie dei decreti 
direttoriali di ammissione al beneficio contributivo, in virtù della contrazione dell’orario di 
lavoro oggetto dei CdS difensivi in misura inferiore rispetto a quanto previsto nell’accordo 
di solidarietà ed indicato nelle istanze di ammissione al beneficio, la misura autorizzata con i 
decreti direttoriali adottati, è risultata superiore a quanto effettivamente speso.

Pertanto, sulla base della disciplina che regola l’accesso allo sgravio contributivo in oggetto 
e delle stime operate dall’Istituto, il competente Dicastero del Ministero del Lavoro e delle 
Politiche sociali ha adottato i decreti di ammissione al predetto sgravio contributivo nei confronti 
delle aziende indicate in allegato (all. n. 1) a valere sulle residue risorse stanziate per il 2014.

Di seguito sono fornite le istruzioni per il conguaglio del predetto sgravio contributivo.

Assegni straordinari dei Fondi di solidarietà

Come è noto, a partire dal giorno 10 di ciascun mese la procedura automatizzata individua le 
prestazioni di accompagnamento alla pensione per le quali deve essere predisposto il flusso 
di pagamento relativo al mese successivo e le aggrega, in base al codice di accreditamento 
attribuito al datore di lavoro, al fine di quantificare la somma complessiva lorda da finanziare.

Il datore di lavoro deve verificare l’importo mensile lordo da versare tramite l’accesso al 
sito internet www.inps.it - Servizi online – Accedi ai servizi – Tipologia di utente: aziende, 
consulenti e professionisti - Prestazioni esodo dei fondi di solidarietà e accompagnamento alla 
pensione.

L’accesso è consentito tramite Pin appositamente esteso a tale Portale, da richiedere alla 
sede Inps di versamento della provvista anticipata mensile (c.d. sede del finanziamento). 
Di conseguenza, il datore di lavoro non riceverà più dalla predetta sede la comunicazione 
contenente la richiesta della provvista anticipata mensile.

In particolare, selezionando la funzione Pagamenti – Importi dovuti, viene visualizzato:
  1. Prospetto rata mese, contenente il dettaglio analitico dell’importo da versare 
  2. per la copertura della provvista anticipata mensile della prestazione; il totale 
  3. indicato  riporta l’importo lordo della rata corrente e delle eventuali variazioni 
  4. intervenute nei mesi precedenti.
  5. Rate maturate non riscosse (RMNR), contenente il consolidato maturato e il 
  6. dettaglio analitico dell’importo da versare per il soggetto esodato a fronte di eventuali 
  7. rate maturate e non riscosse.
  8. Costi di gestione, contenente il dettaglio analitico dell’importo da versare per le 
  9. spese annuali di gestione delle prestazioni.
  10. inps.it

domenica 22 maggio 2016

LA PENSIONE E' UN DIRITTO - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - ROMA 19 MAGGIO 2016








Il ministro Fekl: "Ecco perché all'Italia, come alla Francia, conviene dire no al Ttip"

"NOI francesi e voi italiani abbiamo molti interessi in comune, ma gli americani non vogliono ascoltare. E noi, possiamo forse accettare che le cose non cambino? Se le condizioni sono queste, allora diciamo di no al trattato di libero scambio tra Europa e Usa".  Così parla la Francia, o meglio così parla Matthias Fekl, il 37enne che da Parigi regge le fila del dossier "Ttip". Il segretario di Stato per il commercio estero è al fianco di François Hollande in quella che chiama "la lotta", e che lui combatte, diplomaticamente, dal Quai d'Orsay. "Gli americani devono aprire di più i loro mercati", dice Fekl, che spiega le ragioni della contrarietà di Parigi al Ttip: le troppe poche concessioni fatte dagli Usa, la difesa del made in France (o del made in Italy) e di "una certa qualità della vita", la tutela dell'ambiente e dell'accordo sul clima, l'equità, la trasparenza dei negoziati.

Perché la Francia dice "no" al Ttip?
"Gli europei danno la sensazione, a volte, di considerare un onore il fatto stesso di negoziare con gli Usa, senza considerare con concretezza e precisione se i negoziati vanno o no in una direzione favorevole per le nostre economie. Ad oggi, gli europei hanno fatto molte offerte assai precise, gli americani invece non hanno dato alcun segnale positivo. Allo stadio attuale dei negoziati, ci sono ragioni di fondo per dire forte e chiaro "no" al Ttip".
repubblica.it

Libero scambio Ue-Usa, Hollande: «A questo Ttip la Francia dice no»

«Allo stato attuale» dei negoziazti la «Francia dice no» al Ttip, il trattato transatlantico di libero scambio tra Ue e Usa, perché «non siamo per un libero scambio senza regole».

Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande. «Mai accetteremo la messa in discussione dei principi essenziali per la nostra agricoltura, la nostra
cultura, per la reciprocità all’accesso dei mercati pubblici» ha dichiarato il Capo dello Stato chiudendo le celebrazioni dell'ottantesimo anniversario del Front Populaire.
«Noi abbiamo posto dei principi nel quadro delle negoziazioni commerciali internazionali. Penso alle norme sanitarie ha detto Hollande alimentari, sociali, culturali, ambientali. Ecco perché, allo stato attuale, la Francia dice no».


In precedenza il segretario di Stato francese per il Commercio estero, Matthias Fekl, aveva detto che ritiene molto probabile lo stop alle trattative. «Tenendo conto della posizione degli Stati Uniti, mi pare l'opzione più probabile», ha detto all’emittente fancese Europe 1.
Greenpeace ha pubblicato lunedì documenti riservati del negoziato che, secondo la denuncia dell’ong, dimostrano le conseguenze nefaste dell’accordo per la salute e l’ambiente. Esponenti della Commissione europea hanno spiegato che i documenti rivelano le posizioni negoziali degli Stati Uniti e dunque non sono affatto una fotografia dell’accordo finale.

Fekl ha spiegato che lo stallo dipende in effetti dalla mancata disponibilità degli Usa a fare concessioni. «Da un anno denuncio il comportamento degli Stati Uniti» ha detto.
«Vogliamo reciprocità. L’Europa propone molto e riceve molto poco in cambio. Non è accettabile» ha detto. Il Ttip è oggetto di negoziato tra Ue e Usa da circa tre anni.

Le rivelazioni di Greenpeace confermano parte di quanto già si supponeva sulle richieste statunitensi, in alcuni casi ancora più radicali del previsto: consultazioni preventive con le industrie Usa sulle norme Ue che potrebbero riguardarle; porta, se non aperta, almeno socchiusa per gli Ogm in Europa; ritorno ai test sugli animali per i cosmetici; libero uso di marchi come Chianti e Marsala per i vinificatori americani; standard meno rigidi per pesticidi e sicurezza alimentare. Che le posizioni di Bruxelles siano distanti da quelle di Washington è noto. Il commissario Ue al Commercio Cecilia Malmstrom ha definito le rivelazioni di Greenpeace «una tempesta in un bicchier d’acqua».

Mentre il rappresentate Usa al Commercio ha detto che  «le interpretazioni date da Greenpeace a questi testi sono fuorvianti nella migliore delle ipotesi e totalmente sbagliate nella peggiore».

giovedì 19 maggio 2016

“I soldi mancano, ma solo per gli autisti”

Il sindacato di base AdL solleva il caso degli autisti di Amsc:«Nell’incontro del 29 febbraio 2016 le Organizzazioni sindacali insieme alle Rsu, fecero la richiesta di parificare la voce retribuzione aziendale “ad personam” pari ad 126,65 euro ( ora pari a 63,32 euro ) come gli altri dipendenti assunti fino al 27.11.2000 ; richiesta legata anche alla produttività data dall’aumento di lavoro a fronte di una riduzione del personale tra il personale di Amsc Trasporti. Nel 2008 il servizio trasporti a Gallarate era coperto da 30 autisti, oggi a fronte di nuovi servizi lo stesso servizio è coperto da 24 autisti che solo con la buona volontà e la piena disponibilità a fare ore straordinarie il trasporto può essere completato. La risposta di Amsc è stata che non poteva erogare tale assegno ad personam perché essendo vicino il cambio di amministrazione al Comune di Gallarate, non avrebbero potuto spiegare alla nuova amministrazione questa voce nei trasporti, oltre al fatto che Amsc Trasporti sia in perdita di bilancio».
Il sindacato contesta una disparità: «Ma Amsc ci deve spiegare prchè a quattro impiegati sono stati dati aumenti di stipendio??

Un presidio per dire no alla guerra davanti alla Nato

Il Comitato promotore del “Forum contro la guerra” organizzano per sabato 28 maggio, dalle ore 15, un presidio alla Base Nato di Solbiate Olona per sottolineare che “le guerre partono anche da qui”.
Il Comitato, sorto per contrastare sul territorio la costruzione e la vendita di elicotteri e aerei da guerra prodotti da Agusta e Alenia Aermacchi, entrambe del Gruppo Finmeccanica, rilancia con questa iniziativa la mobilitazione contro la guerra: «Vogliamo la chiusura delle basi NATO, visto il loro ruolo nella preparazione e nella gestione delle operazioni di guerra in molte parti del mondo» – sottolineano in una nota che annuncia la mobilitazione.
La struttura di Solbiate Olona ospita dal 2001 il quartier generale dei corpi NATO di dispiegamento rapido NRDC-ITA. E’ infatti uno dei nove Comandi NATO di reazione rapida.
Il Comando è preparato per interventi in aree di crisi in base a quanto stabilito dal Consiglio Nord Atlantico ed è già stato impegnato in Afghanistan nel 2003 nella missione Isaf sotto comando USA.

Papa: lavoro nero, contratti ingiusti e sfruttamento sono la nuova schiavitù

"Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero, contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente. Il sangue di chi è sfruttato nel lavoro è un grido di giustizia al Signore. Lo sfruttamento del lavoro nero, nuova schiavitù, è peccato mortale". Lo ha detto il Papa nella messa a Santa Marta, secondo quanto si legge sulla pagina twitter dell'Osservatore romano.
Il Papa interviene ancora sui migranti. Disarmare trafficanti, non avere paura  Papa Francesco  chiede di non cedere alle pur comprensibili "paure" che "terrorismo" e afflusso dei profughi inducono in noi, a cooperare per "affrontare" i problemi sicché siano "garantiti di diritti" dei profughi e rifugiati, ad "assisterli" quando giungono nei nostri Paesi e a promuovere "iniziative per aiutare le popolazioni a restare in patria". Ha chiesto anche "sforzi per privare delle armi quanti usano violenza", di porre fine a traffico umano e commercio di droga.

lunedì 16 maggio 2016

Operai costretti a lavorare col pannolino: "Vietato andare in bagno"

STATI UNITI - Alcune delle più grandi aziende americane di lavorazione della carne di pollo negano ai loro i operai di andare in bagno, tanto che certi dipendenti si sono ridotti ad indossare un pannolino mentre lavorano. Lo scrive Bloomberg, riportando un'indagine della non profit Oxfam America.
"Non è solo la loro dignità ad essere calpestata: rischiano anche di avere seri problemi di salute", sostiene nel comunicato l'associazione che milita per "un mondo senza povertà", occupandosi di temi che vanno dai rifugiati in Grecia alla malnutrizione.
Il rapporto cita lavoratori di Tyson Food, Pilgrim's Pride, Perdue Farms e Sanderson Farms che sostengono di venire costantemente presi in giro dai loro supervisori e, soprattutto, di vedere ignorate tutte le loro richieste. Inoltre gli operai sostengono anche di essere minacciati di punizioni o di licenziamento. 
Quando possono andare ai bagni sono costretti ad aspettare a lungo in fila il loro turno, ma hanno solo dieci minuti di pausa e sanno in partenza che non riusciranno ad arrivare fino ai servizi in tempo
"Alcuni lavoratori", continua Oxfam, "si fanno i loro addosso, mentre altri si trattengono così tanto da mettere a rischio la loro salute. Molti hanno infezioni alle vie urinarie. Inoltre alcuni capi turno hanno detto ai loro operai di bere e mangiare di meno per evitare di andare in bagno spesso". 

Tyson Food in una email a Bloomberg si difende, sostenendo di non tollerare la negazione di richieste per andare ai servizi. Perdue da parte sua ritiene che i racconti non siano veri, mentre Pilgrim's Pride osserva che le testimonianze, se comprovate, indicano una chiara violazione delle politiche dell'azienda e i responsabili saranno puniti. 
today.it

Caporalato, cresce il numero delle vittime: sono 430 mila

Rapporto Agromafie. Sono italiani e stranieri, lavorano in 80 diversi distretti agricoli da Nord a Sud e ricevono un salario inferiore alla metà di quello previsto dai contratti nazionali. La denuncia dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil. “Cresce il numero dei controlli: 713 i casi di caporalato riscontrati”

13 maggio 2016
ROMA – Cresce il numero delle vittime del caporalato in Italia: sono 430 mila, indistintamente italiani e stranieri, e più di 100 mila lavoratori in condizione di grave sfruttamento e vulnerabilità alloggiativa. E’ quanto afferma il terzo rapporto “Agromafie e caporalato” realizzato dall’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil presentato oggi a Roma. 

sabato 14 maggio 2016

Luigi Mara, fondatore di Medicina Democratica nel 1976 con Giulio A. Maccacaro, ci ha lasciato

E’ morto Luigi Mara, paladino dei lavoratori

Da quando perse le mani a causa di un incidente alla Montedison si è occupato di sicurezza sul lavoro. Aveva 77 anni.

E’ morto all’età di 77 anni Luigi Mara, biologo e chimico di Castellanza che aveva dedicato la sua vita alla sicurezza sul lavoro.
Nel 1967 in un centro di ricerca Montedison Mara perse entrambe le mani a causa di un incidente e da quel momento, partendo dalla sua esperienza di vittima del lavoro, si dedicò alla causa della sicurezza studiando e presentandosi ai processi, via via sempre più complessi, con i suoi contributi di ricerca.
Mara si è occupato con diverse pubblicazioni di scienze del lavoro, della salute e dell’ambiente salubre nonché dei processi produttivi, delle condizioni operaie di lavoro e di prevenzione dei rischi, delle nocività e dell’inquinamento ambientale. Alla fine degli anni ‘60 è stato uno dei lavoratori del “Gruppo di Prevenzione ed Igiene Ambientale” del consiglio di fabbrica della Montedison di Castellanza.
Ha fatto parte anche della redazione di Sapere diretta da Giulio Maccacaro, con il quale è tra i fondatori di Medicina Democratica – Movimento di Lotta per la Salute, della omonima rivista e di Epidemiologia e Prevenzione. Con altri lavoratori, lavoratrici e tecnici di Castellanza e non, ha fondato il Centro per la Salute “Giulio A. Maccacaro”.

giovedì 12 maggio 2016

Expo è costata 2,2 miliardi di euro

Secondo i documenti depositati, Expo è stata finanziata in questi termini:1.258,7 milioni di contributi pubblici, 944 milioni di ricavi gestionali e 168,9 milioni di altri ricavi. Dalla vendita dei biglietti ha, invece, ricavato solo 421,3 milioni, dalle sponsorizzazioni 353,7 mln, dall'affitto degli spazi ai Paesi partecipanti 19,2 mln. Le concessioni di spazi e servizi di Padiglione Italia hanno generato ricavi per 29,2 milioni di euro, le royalties sul cibo e il merchandising a 27,8 milioni. Il risultato complessivo del progetto, dal 2009 al 2015 porta ad un patrimonio netto di 30,7 milioni di euro al 31 dicembre, si evince dal rendiconto pubblicato sul sito.

Questo deriva dai contributi in conto capitale dei soci direttamente imputati a patrimonio netto (122,4 milioni di euro) e dal risultato netto d'esercizio cumulato nel periodo, pari a -101,9 milioni di euro. I 20,6 milioni di euro risultanti, sommati al capitale sociale interamente versato (10,1 milioni di euro) compongono il patrimonio netto di 30,7 milioni di euro al 31 dicembre 2015.

Expo a fine 2015 ha crediti per 279,3 milioni di euro. Rispetto a tale importo, si precisa ancora nel rendiconto, la società ha ritenuto necessario costituire un fondo di svalutazione pari a 59,7 milioni di euro. La restante parte, pari 219,6 milioni di euro, è compensata per 148,8 milioni da debiti nei confronti dei medesimi soggetti. Pertanto i crediti netti esigibili risultano essere 70,8 milioni di euro a fine anno. Di questi, 32,9 milioni sono stati incassati al 18 febbraio 2016. Rimangono da incassare ulteriori 37,9 milioni di euro. I crediti netti, le disponibilità liquide (162,6 milioni di euro) ed il valore riconosciuto dai proprietari per la riqualificazione dell'area (82,6 milioni di euro) garantiscono le risorse a copertura dei debiti ancora da liquidare. A fine 2015 i debiti ancora da liquidare ammontano a 406,8 milioni di euro, di cui 148,8 milioni di euro compensati da crediti di pari importo verso gli stessi soggetti, per un totale netto di 258 milioni di euro. Ad essi vanno aggiunti 57 milioni di euro di atti transattivi con le imprese appaltatrici accantonati a fondo. Dei 258 milioni di euro di debiti netti verso fornitori, 59 milioni di euro risultano già saldati al 18 febbraio 2016.
repubblica.it

Armi, le mine dello Stato Islamico a Palmira sono italiane

Le mine più moderne utilizzate dall'Isis a Palmira sono realizzate anche in Italia: lo ha comunicato una nota ufficiale dell’International mine-clearing Center delle Forze Armate della Russia.
Che l'Italia sia una grossa esportarice di armi si sa, non è certo una novità. Ma darne puntualmente notizia, collegando la conscenza generica a fatti concreti è importante per aver ben chiara in mente la dimensione dei fatti.
Le mine più moderne utilizzate dall'Isis a Palmira sono realizzate anche in Italia: lo ha comunicato una nota ufficiale dell’International mine-clearing Center delle Forze Armate della Russia.
"Gli ordigni esplosivi più moderni utilizzati dallo Stato islamico per minare Palmira, sono stati realizzati in quattro nazioni: Italia, Usa, Russia e Cina. Abbiamo anche rinvenuto vecchie mine provenienti da altri paesi"spiegano i russi, che hanno sostenuto l'esercito siriano nella riconquista della zona.
Come racconta oggi il Giornale, nella sola area di Palmira l'Isis ha disseminato 18.000 ordigni esplosivi su 825 ettari. Gli specialisti russi hanno dato il via alla bonifica un mese fa, e oggi la parte storica della città è sicura.
Pochi giorni fa il regime di Assad ha organizzato una festa con concerto presso l’antica città di Palmira, nota come ‘La perla del deserto‘, per celebrare ufficialmente la riconquista dell’importante sito archeologico, uno tra i simboli del paese. Per "onorare" l’importante ruolo svolto da Mosca nella riconquista di Palmira, 20 soldati russi hanno marciato sul palco sventolando bandiere russe e siriane.

FERMIAMO IL MASSACRO DELLE PENSIONI E DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

CoNUP

FERMIAMO IL MASSACRO DELLE PENSIONI
E DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

IL 19 MAGGIO A ROMA

09.30 ritrovo (per chi viene con il treno) al binario 1 di Roma Termini.

10.00 in piazza del Popolo (lato Porta Flaminia),

13.30 in piazza delle Cinque lune
(vicino piazza Navona)

canti operai del “Coro di Fiesole” e interventi di:

- Giorgio Cremaschi
(Forum Diritti-Lavoro),
- Prof. Giovanni Mazzetti
(autore di libri sulle pensioni),
- Prof. Giovanni Alleva
(sul diritto della piena perequazione nelle pensioni),
- Prof. Pancho Pardi,
(Comitato per il No al referendum costituzionale),
- Luigi De Giacomo
(Stati Generali per la Sovranità Popolare),
- Roberto Mamone,
(Coordinamento Democrazia Costituzionale di Roma),

ed esodati, vedove, lavoratori e tanti pensionati!

LA PENSIONE È UN DIRITTO PREVISTO
DALLA COSTITUZIONE (ARTICOLO 36 E 38),
FACCIAMOLO RISPETTARE!!!


Per info lelottedeipensionati@gmail.com
 – Coordinamento Nazionale Unitario dei Pensionati
www.pensionedirittocostituzionale.it 

martedì 10 maggio 2016

Assegno di solidarietà del Fondo di integrazione salariale


Assegno di solidarietà del Fondo di integrazione salariale, di cui all’art. 29 del D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148. Presentazione delle domande di accesso alla prestazione.
A scioglimento della riserva contenuta nella circolare n. 22 del 4/2/2016, avente ad oggetto “Fondo di integrazione salariale a norma dell’art. 29 del Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Operatività del Fondo e modalità di presentazione delle domande di accesso alle prestazioni garantite dal Fondo”, si comunica che dalla data odierna è disponibile la procedura per l’invio on-line delle istanze di accesso all’assegno di solidarietà.

Indennità di disoccupazione per i collaboratori con rapporto di collaborazione coordinata

L’art. 15 del Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 ha istituito, in via sperimentale per
 l’anno 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 
2015 e sino al 31 dicembre 2015, l’indennità di disoccupazione mensile - denominata DIS-COLL
 - rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto 
involontariamente la propria occupazione. In attuazione della suddetta disposizione, l’indennità 
DIS COLL è stata disciplinata, per gli eventi di disoccupazione intercorsi nell’anno 2015, 
dalla circolare dell’Istituto n. 83 del 27 aprile 2015 e, relativamente allo stato di disoccupazione 
e alle misure di condizionalità introdotte dal D.lgs. n.150 del 14 settembre 2015, dalla circolare
 n.194 del 27 novembre 2015.
In seguito, la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante “Disposizioni per la formazione del 
bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (di seguito Legge di stabilità per l’anno 2016), all’art. 1, 
comma 310 ha previsto che l’indennità DIS-COLL, di cui al richiamato art. 15 del D. Lgs. n. 22 
del 2015, è riconosciuta ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa 
anche per l’anno 2016 in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 
1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016.
Per tali eventi di disoccupazione, relativi all’anno 2016, vengono fornite le seguenti istruzioni 
operative.

Incremento del 10% del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà

Il decreto legge 30 dicembre 2015, n. 210, recante la proroga di termini previsti da disposizioni 
legislative - convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 
2016, n. 21 - all’art. 2-quater, comma 2, prevede che per i contratti di solidarietà, di cui 
all’art. 1 del decreto legge 30 ottobre 1984, n. 726, stipulati prima dell’entrata in vigore del 
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le cui istanze di integrazione salariale siano 
state presentate entro la stessa data, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale 
è aumentato, per il solo anno 2016, per una durata massima di 12 mesi, nella misura del 10% 
della retribuzione persa a seguito della riduzione d’orario, fino a concorrenza dell’importo 
massimo complessivo di 50 milioni di euro.

Pertanto, anche per l’anno 2016, entro il suddetto limite di spesa di 50 milioni di euro, 
opera l’incremento del trattamento di integrazione salariale straordinario nella misura del 10%, 
per i contratti di solidarietà stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 
n. 148/15 e le cui istanze siano state presentate entro la stessa data.

Per quanto concerne gli incrementi di integrazione salariale anticipati dalle aziende e posti 
a conguaglio nei flussi UniEmens, si fa presente che le predette operazioni di conguaglio 
andranno effettuate, sulla base delle seguenti istruzioni operative, 
entro e non oltre il periodo di paga gennaio 2017.
Allo scopo di favorire il rispetto del limite complessivo di disponibilità finanziarie fissato 
dalla legge, l’Istituto opererà il monitoraggio della misura dei benefici fruiti (pagamenti 
diretti e pagamenti a conguaglio), dando evidenza, al Ministero del lavoro e delle 
politiche sociali, del conseguimento dell’80% del tetto di spesa e provvedendo a interrompere 
l’erogazione dei benefici al raggiungimento del citato limite complessivo di disponibilità finanziarie.

mercoledì 4 maggio 2016

Finmeccanica, arrivano gli esuberi: sarà Leonardo, «con meno operai»

«La nuova industria avrà meno fabbrica, oggi ad esempio in assemblea c’è stato rimproverato che abbiamo solamente, c’è stato detto, poco più del 20% di operai e abbiamo tantissimi impiegati. Ho dovuto rispondere che gli impiegati sono ingegneri e tendenzialmente dobbiamo averne sempre di più e sempre meno operai». Moretti ha spiegato che la trasformazione di cui parla è al netto degli esuberi ereditati dalla precedente gestione.
E a proposito dell’impatto occupazionale il manager ha dichiarato: «Un Paese come il nostro che vuole mantenere alti i redditi e uno stato sociale importante, bisogna che venga a riportare le sue attrattività e i suoi investimenti nella parte pregiata della catena. La manifattura diventerà un fatto esecutivo automatico e sempre più decentrato nei Paesi a basso costo». Riguardo alle strategie, Moretti non ha escluso l’ipotesi di future acquisizioni ma ha chiarito che «la crescita non va fatta a debito». Negato invece un interesse per Piaggio Aerospace, azienda in forte difficoltà, controllata dal fondo emiratino Mubadala, che ha stabilimenti in Liguria (Genova e Villanova d’Albenga) e per la quale governo e sindacato sono in pressing per un’intervento di mamma Finmeccanica. «Noi non siamo interessati a rilevare l’azienda. - ha scandito Moretti - Piaggio Aerospace è un problema molto, molto, molto delicato. Non siamo interessati a fare da ammortizzatore», ha sottolineato l’a.d., ma allo stesso tempo «non siamo insensibili, siamo interessati a prodotti come l’unmanned», il P1HH Hammerhead al cui sviluppo Finmeccanica contribuisce.

Armi, triplica vendita del made in Italy

La maggior parte di queste aziende sono di proprietà o in varia misura partecipate dal Gruppo Finmeccanica”.
Un sotterfugio che un ex ministro della Difesa di nomeSergio Mattarella denunciò anni fa come “un grave svuotamento delle disposizioni contenute nella legge 185”: il governo può aggirare il divieto di forniture militari a un paese in guerra se con esso ha stipulato un accordo intergovernativo nel campo della difesa e dell’import-export dei sistemi d’arma. Il caso più grave riguarda le forniture belliche alle forze aeree del regime Saudita, che da oltre un anno conducono bombardamenti indiscriminati su città, scuole e ospedali in Yemen che finora hanno provocato almeno 2mila morti civili, per un quarto bambini. Crimini di guerra