- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

giovedì 28 settembre 2017

Pensione anticipata, via libera all’Ape volontaria

Pensione anticipata per lavoratori con 63 anni di età e 20 anni di contributi, da ottobre le domande
5 settembre 2017
E dopo mesi di attesa è arrivato il via libera del Governo all’Ape volontaria, l’anticipo pensionistico per lavoratori privati e pubblici con almeno 63 anni di età. Ieri mattina il presidente Gentiloni ha firmato il decreto, tanto atteso, dando l’ok definitivo al provvedimento modificato a seguito delle osservazioni del Consiglio di Stato.
Le domande potranno probabilmente essere inviate dal mese di ottobre con effetto retroattivo dal 1° maggio 2017 e interesserà circa 300mila persone nel 2017 e 115 mila nel 2018, secondo i calcoli dell’esecutivo.
Ricordiamo che l’Ape volontaria è un prestito, finanziato da una banca e coperto da una polizza che viene restituito dall’interessato con rate mensili per 20 anni con un interesse (dal 2,5% al 3,5%) che comprende anche l’assicurazione. Lo Stato si impegna a finanziare la metà della spesa per interessi e polizza.
Restano ancora da firmare le convenzioni con Abi e Ania per le polizze sul prestito di finanziamento dell’anticipo erogato al futuro pensionato e sulla polizza in caso di morte del pensionato prima di aver restituito totalmente il prestito. Ricapitoliamo qui di seguito i requisiti, l’iter procedurale, le rate e la durata del prestito.

Chi potrà accedere all’Ape volontaria

Guida ai nuovi benefici previdenziali riconosciuti dal 2017 in favore dei lavoratori che hanno prestato attività lavorativa durante la minore età.

Lavoratori Precoci
il Dizionario di Pensioni Oggi
I lavoratori precoci sono coloro che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età, arrivando a maturare una contribuzione particolarmente elevata cioè pari o superiore a 40 anni di contributi ad un'età anagrafica relativamente bassa, spesso intorno ai 60 anni. L'introduzione della Riforma Fornero il 1° gennaio 2012 nell'abolire la pensione di anzianità, e della relativa possibilità di pensionarsi con i vecchi 40 anni di contributi, non ha previsto particolari benefici previdenziali per questi lavoratori che, pertanto, al pari di tutti gli altri, hanno potuto pensionarsi esclusivamente al perfezionamento di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) con la nuova pensione anticipata introdotta dal 2012 in sostituzione della vecchia anzianità.

La richiesta di un abbassamento del suddetto requisito è risultata, pertanto, una delle principali rivendicazioni della parte sindacale all'indomani dell'approvazione della Legge Fornero. Basti pensare che sin dal 2013 il disegno di legge Damiano sui pensionamenti flessibili (Pdl 857) ipotizzava la rientroduzione di un tetto massimo a 41 anni di contributi per tutti, uomini e donne. Dopo oltre quattro anni di discussione l'articolo 1, co. 199 della legge di Bilancio per il 2017 ha finalmente riconosciuto la bontà di un simile intervento in favore almeno di quelle categorie di lavoratori che si trovano in condizione di particolare disagio lavorativo e/o economico. 

Novità sui buoni pasto: ora cumulabili e utilizzabili con meno vincoli

Dal 9 settembre se ne potranno usare fino a 8 tutti in una volta e li accetteranno anche tipologie di esercizi commerciali finora esclusi (come artigiani e agriturismo). Una vittoria per i lavoratori che li ricevono assieme alla busta paga, ottenuta anche grazie alle oltre 5000 firme della nostra petizione.
Tutte le novità
Dal 9 settembre di quest’anno entrano in vigore le nuove disposizioni in materia di buoni pasto introdotte dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 122 del 2017. Le novità in parte vanno proprio nella direzione da noi auspicata con la petizione che avevamo lanciato un paio di anni fa. A fronte delle oltre 5.000 firme raccolte , chiedevamo che i ticket fossero cumulabili, che fossero accettati in più esercizi commerciali e che fosse introdotto un lettore unico, che permettesse di  superare i limiti di utilizzo imposti dal fatto che ogni circuito ha un proprio lettore. Se le prime due richieste sono state accolte, la mancata introduzione di un lettore unico rimane un grosso problema per consumatori e lavoratori. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia e come (e dove) si usano i buoni pasto. 

Via libera alla cumulabilità

Dà in escandescenze davanti all’ospedale e ferisce 4 agenti di Polizia Locale, Il sindacato Adl: "Agenti impreparati e senza dotazioni".

Tutti e quattro hanno riportato ferite con prognosi da 1 a 7 giorni.Lo scalmanato è stato fermato e portato al comando per l’identificazione e la contestazione di diversi reati tra i quali l’interruzione di pubblico servizio e la resistenza a pubblico ufficiale.
Non è chiaro per quale motivo l’uomo si fosse messo ad intralciare l’ingresso delle ambulanze.
Il sindacato Adl non perde l’occasione per ricordare alcune criticità del comando di Polizia Locale di Busto: «È lampante il fatto che gli agenti bustocchi non siano preparati ad interventi di questo tipo – spiega Fausto Sartorato, del sindacato – i vigili bustocchi non sono addestrati all’autodifesa e non hanno nemmeno i mezzi per poterlo fare. Sarebbe bastato uno spray antiaggressione per rendere inoffensivo il soggetto. Inoltre il comando dei Molini Marzoli non è attrezzato per procedere a fermi di polizia a causa della mancanza di ambienti idonei e alla promiscuità con l’utenza che frequenta il luogo anche per altri motivi».

giovedì 7 settembre 2017

NO alla SANITA integrativa - Diffida per Applicazione silenzio assenso CCNL Metalmeccanici

Data e luogo:

Mitt:              nome cognome:
residente:
                  
spett.le          ditta:
sede:

spett.le          Fondo sanitario lavoratori metalmeccanici Metasalute

Oggetto: rinuncia Assistenza Sanitaria Integrativa secondo accordo CCNL metalmeccanici del 26/11/2016          

Il sottoscritto:
dipendente presso l’azienda:
nella sede di:

con la presente esercito, ai sensi dell’art. 16, primo comma del CCNL, la rinuncia all’iscrizione al fondo, pertanto
vi diffida

dall’iscrivere me o i miei familiari all’Assistenza Sanitaria integrativa
secondo quanto indicato nel rinnovo del CCNL dei metalmeccanici del 26 novembre 2016, senza il mio esplicito e sottoscritto consenso.

In caso contrario, riterrò tale iscrizione una violazione della mia privacy e dei miei diritti di lavoratore e di cittadino e valuterò le opportune azioni per farli rispettare.

In fede

Firma

Italiani: vita lunga, salute breve

LA SPERANZA DI VITA IN BUONA SALUTE DEGLI ITALIANI È SOTTO LA MEDIA EUROPEA
La buona notizia è che la speranza di vita degli italiani alla nascita è di 80,3 anni per gli uomini (la più alta in Europa) e di 84,62 anni per le donne, inferiore solo alla Spagna,86,1 anni alla Francia (85,6 anni).
La cattiva notizia è che la speranza di vita in buona salute cioè  il numero di anni che una persona può aspettarsi di vivere prima di diventare un malato cronico o un disabile, in Italia, è di 59,2 anni per gli uomini e di 57,3 anni per le donne.
Sono dati inferiori alla media europea di 61,4 anni per gli uomini e di 61,5 anni per le donne. Questo vuol dire che l’europeo medio può aspettarsi di vivere sano il 79% della propria vita se uomo e il 74% se donna. Per gli italiani queste percentuali sono 74,1% per gli uomini e 67,1% per le donne.  I più fortunati sono gli abitanti di Malta: la loro speranza di vita sana è di 71,6 anni per gli uomini e di 72,7 anni per le donne.

Da 2018 donne in pensione come uomini, età più alta Ue

A gennaio scatta l'unificazione dell'età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne con l'aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi. L'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia sarà la più alta in Europa e il divario si accrescerà nei prossimi anni con l'adeguamento dell'età di vecchiaia all'aspettativa di vita e il passaggio atteso a 67 anni nel 2019. In Germania è previsto il passaggio a 67 anni per l'uscita nel 2030, in Francia dopo il 2022 e nel Regno Unito nel 2028.
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