- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 23 dicembre 2016

Referendum CCNL Metalmeccanici: non tornano i conti, ma i metalmeccanici non erano un milione e seicento mila? adesso i voti espressi sono 350 mila, che fine hanno fatto il milione di lavoratori che mancano all’appello?

Il Fondo Pensione Cometa
Le spese di gestione del fondo Cometa sono circa 17 milioni di euro che, divisi per un reddito/anno medio di 20 mila euro, equivalgono ad assumere circa 850
lavoratori a tempo indeterminato. Ma se non fosse esistito il fondo, questi soldi li avrebbero spesi lo stesso?  La risposta è NO, questi sono soldi a fondo perduto, non rivalutati, non investiti, servono solo per pagare i rimborsi spese ai gestori del fondo, le operazioni bancarie, le assicurazioni, ecc.; Le aziende versano centinaia di euro  per ogni iscritto (1,25%) , soldi sottratti dal budget di ripartizione collettiva (per tutti) ad ogni rinnovo del CCNL: circa 90 milioni di euro ogni anno. Inoltre, anche i fondi pensione come COMETA, rappresentano una nuova tassa che pagano gli aderenti e che si aggiunge al 33% di contributi previdenziali che ogni lavoratore versa all’INPS per la pensione. Infine, ai padroni conviene aumentare la quota da versare al fondo perché, al posto di riconoscere un aumento per tutti, questa quota la versano solo a una piccola parte di aderenti.   
La Sanità integrativa

La sanità integrativa non garantisce il diritto alla salute ma incrementa il consumo sanitario e favorisce gli erogatori di prestazioni sanitarie, quindi diventa principalmente una fonte di profitto: Viene falsificato il concetto e la pratica della PREVENZIONE che vuol dire evitare che si producano malattie e disagi. Il suo obiettivo è quello andare alle cause che fanno perdere la salute. Ad esempio non essere esposti ad inquinamento ambientale o lavorativo; condurre uno stile di vita sano (alimentazione corretta, attività fisica, senza fumo, e stress Non saranno i chek up o gli screening non validati a garantire più salute. Viene nascosta la differenza fra i diversi sistemi sanitari: quelli fondati sulle assicurazioni sono molto più costosi e meno efficaci (USA, Svizzera, Olanda) di quelli universalistici (Italia, Inghilterra Spagna). I circa 300 erogatori di prestazioni sanitarie integrative o sostitutive portano ad adottare lunghe e complesse pratiche burocratiche piuttosto che dedicare tempo da parte degli operatori, medici e infermieri compresi, alle cure e alla relazione con i pazienti. Aumentano le diseguaglianze: Possono ottenere forme di sanità integrative coloro che hanno possibilità contrattuali (sono in aziende o luoghi di lavoro di una certa entità, o i professionisti con consistenti entrate), ma  da queste prestazioni restano fuori i precari, i disoccupati, i lavoratori di piccole aziende, ossia la maggioranza della popolazione. È una nuova tassa (sostituisce un aumento retributivo) che si aggiunge al 27 % di IRPEF nazionale, all’1.5 di quello regionale e allo 0.5 di quello comunale. Per ovviare alla scarsa adesione dei lavoratori, che pare sia di poche migliaia di unità, da ora in poi la sanità integrativa sarà per  tutti, il lavoratore potrà solo dare indicazione scritta di non aderire al fondo.
Benefit:
Oltre a quanto sopra, le aziende dovranno dare ai lavoratori dei benefit (ESENTASSE) quantificati in 100 euro complessivi per il primo anno (8 euro al mese), 150 euro per il secondo anno e 200 euro per il terzo anno. Tali cifre saranno omnicomprensive di tutti gli istituti quindi non contribuiranno ad  aumentare il TFR o altri istituti della paga base. Questi benefit rischiano di essere un blando privilegio (viste le cifre) di pochi che ne usufruiranno e non, come dovrebbe essere, una possibilità di spesa (carrello) per tutti, tenendo ben presente che sostituiscono un aumento della retribuzione e che comunque per i padroni sono esentasse mentre chi li usa le tasse le deve pagare.
Conclusioni:
nonostante le piattaforme approvate dai lavoratori dicessero tutt’altro (la Fiom rivendicava il recupero del reale potere d’acquisto e del 3% di aumento per il 2016), il recupero reale non arriverà nemmeno al 3% della paga base come somma dei tre anni di applicazione del contratto (x il 2016 lo 0.1%). Ora le OS firmatarie avranno l’onere di spiegare ai lavoratori il contenuto di quanto sottoscritto, diranno a loro difesa, visto quanto firmato, che vi era il rischio di non fare il contratto e che così viene confermato il ruolo contrattuale di primo livello, oltre a quello di Federmeccanica e delle O.S., e che tutto il resto passa in secondo piano e viene sacrificato in nome del ruolo istituzionale che hanno le parti. Per il referendum, possiamo consigliare ai lavoratori di rigettare l’accordo, ma ci teniamo a ricordare quanto appena avvenuto con il rinnovo del CCNL dell’Igiene Ambientale dove, contrariamente a tutte le previsioni anche quelle palesi (e dimostrabili), i lavoratori hanno approvato a stragrande maggioranza l’accordo firmato, anche se contro i loro interessi. Ovviamente poi chiederanno l’obolo per gli sforzi profusi, teatrino che si ripete ad ogni rinnovo. 

giovedì 22 dicembre 2016

Referendum CCNL Metalmeccanici: Pare abbiano vinto i SI', ma non scherziamo, dove solo le telecamere?

Trasferimenti
Gli industriali hanno chiesto (e ottenuto) l’innalzamento del limite di trasferibilità dei lavoratori anziani, di 2 anni gli uomini (52) e di 3 le donne (48), ci pare che la modifica contrattuale parli da sola, a tutto discapito di quei lavoratori che pensavano di essere entrati in una fascia di età ”protetta” e che invece, da domani, si troveranno ancora più deboli e attaccabili. Pare che anche per essere trasferiti si applichi il calcolo sull’aspettativa di vita, questo si che è innovativo!!!
Formazione:
La formazione dovrebbe essere lo strumento anche per prevenire le crisi aziendali ma nei fatti non è così. La formazione è sovente a carico dei lavoratori, una parte dei mancati aumenti va proprio alla formazione per non parlare dei finanziamenti europei per la formazione professionale (vedi Fondimpresa). Gli industriali  a parole ritengono la formazione un punto fondamentale per la crescita professionale dei lavoratori, sono disposti a pagare ben 24 ore in 3 anni (ben 8 ore all’anno = 70 euro) ma non per tutti, per le aziende che non hanno una formazione interna il diritto di formazione del lavoratori consente (obbliga) a formarsi all’esterno contribuendo di persona a pagare un terzo delle 24 ore previste dall’accordo, in pratica, 16 ore le paga il datore di lavoro e le restanti 8, le deve pagare il lavorare stesso. 
Jobs Act:
Nessuna deroga all’applicazione del Jobs act, nessun esonero o numero chiuso per le assunzioni con le nuove regole, I nuovi assunti potranno essere licenziati e avranno molti meno diritti di altri lavoratori più anziani, bastava un minimo sforzo per mettere dei vincoli alla applicazione del jobs act ma non si è voluto fare nulla. Eppure la Cgil continua a dire di essere contraria al job act anche se poi sottoscrive accordi che lo ratificano e lo rafforzano
Orari flessibili
Ricordiamo che l’orario plurisettimanale consente ai padroni di non pagare gli straordinari e di allungare accorciare la settimana lavorativa a loro piacimento: Nessun vincolo imposto ai padroni nemmeno per scongiurare i trasferimenti dei lavoratori in altri plessi industriali, l'operaio diventa flessibile in toto, nell'orario, nella mansione, nello stesso luogo produttivo.
Sicurezza sul lavoro
Da anni aumentano malattie e infortuni soprattutto se rapportate al numero delle ore effettivamente lavorate  il coinvolgimento degli RLS alle “politiche aziendali” suona come una resa del sindacato perché piega la sicurezza e la salute degli operai a un ruolo subalterno rispetto ai padroni. Gli RLS non hanno potere decisionale e di veto, per loro il diritto alla informazione e formazione significa ricoprire un ruolo formale dentro quella filiera della sicurezza che vede gli operai in subordine agli interessi padronali, impossibilitati ad opporsi all’intensificazione dei ritmi e dei tempi di lavoro, a processi tecnologici basati su moderne forme di sfruttamento intensivo. Gli RLS sono privi di una reale  agibilità sindacale nel senso che hanno solo poche ore di permesso e non hanno un potere effettivo a partire dalla possibilità di entrare nel merito delle strategie aziendali, del resto la filiera della sicurezza, tanto cara ai padroni, significa mettere in subordine la salute e la sicurezza ai profitti.
Il Testo Unico per le RSU
Nonostante l’accordo nazionale che regola le RSU all’interno delle aziende tra Confindustria e CGIL CISLUIL sia stato sottoscritto a gennaio 2014, questo accordo non è ancora applicato in toto probabilmente in attesa di una complessiva riforma del modello di contrattazione che sancirà la partecipazione alle rsu di ogni settore pubblico e privato solo dei sindacati che avranno sottoscritto questo accordo, In ogni caso, rimane un regolamento che disciplina il diritto di sciopero a tutto vantaggio delle aziende e con il consenso “complice” dei firmatari. I lavoratori si devono rendere conto che il diritto di sciopero è l’unico strumento che hanno per rivendicare i propri diritti e il testo unico del 2014 ha come obiettivo la contrazione delle agibilità sindacali per limitare al massimo lo stesso diritto di sciopero. 

mercoledì 21 dicembre 2016

Referendum CCNL Metalmeccanici: non è mica facile essere così servizievoli e poi raccontare ai lavoratori in assemblea che HANNO ottenuto un risultato storico, ci vuole del pelo ......

come detto,
da ora in poi tutti i contratti aziendali devono essere variabili e legati alla produttività, non è più possibile rivendicare la famosa quattordicesima o superminimi collettivi, inoltre, gli eventuali aumenti individuali verranno assorbiti dai futuri aumenti derivanti dal contratto nazionale a meno che non ci sia scritto NON ASSORBIBILE.
Assistenza disabili
Da ora in poi, tutti i lavoratori che intendano chiedere  permessi retribuiti per assistere qualche familiare disabile, come previsto dalla legge 104/92, dovranno pianificare i permessi per tutto il mese, informare l’azienda almeno 10 giorni prima  e le poche deroghe saranno ammesse solo per situazioni della massima urgenza. I padroni per limitare i diritti sono perfino disposti a tagliare i permessi per l'assistenza a familiari ammalati vanificando quelle leggi che almeno sancirebbero il diritto alla assistenza.
Banca del tempo
È stato inserito, nell’accordo appena firmato, il capitolo dall’accantonamento delle ore non utilizzate (TUTTE, anche le ferie "aggiuntive" che sono riposi obbligatori) e gli straordinari, per poterne usufruire in prossimità della pensione ed uscire prima del pensionamento dalla fabbrica. Una specie di prepensionamento a nostre spese, che si aggiunge ai fondi pensione che ricordiamo paghiamo noi e solo noi. Capitolo pericoloso visto che si perderà il controllo delle ferie accantonate oltre che di altri istituti non utilizzati, tenendo ben presente che per poter avere un anticipo di pensione (speriamo volontario) sarà necessario accantonare migliaia di ore. In molte fabbriche non è consentito l’utilizzo delle ferie oltre le chiusure concordate con le O.S. e ora il rischio che I padroni non consentano l’utilizzo delle ferie, con questo accordo, è ancora più alto dato che le ferie sono un diritto ma vanno concordate con il padrone che le concede solo se non ci sono contraccolpi sulla produzione. Se volete un consiglio: pensateci bene.
Banca ore solidali
Altro capitolo che fa da stampella alle tutele previste dalle normative, I lavoratori potranno “regalare” le proprie ferie o le par a chi ne ha necessità per assistere figli con problemi. Strano capitolo questo, sembra un gesto di una bontà estrema se non fosse che a rimetterci sono sempre I lavoratori mentre le aziende si fanno grandi della proposta ma nulla di più. Sarà il caso di riflettere perché alla giusta richiesta di solidarietà tra lavoratori si contrappone la assoluta rigidità dei padroni che ogni qual volta debbono concedere soldi e permessi adducono motivi superiori come la perdita di produttività. 
Lavoro agile
Questo capitolo  apre la strada alle nuove tecnologie e alla possibilità di usare la tecnologia a favore delle aziende, consentendo il lavoro a distanza e riducendo gli oneri alle aziende ma non gli introiti. Per ora è solo un “cappello” di presentazione, vedremo i successivi sviluppi ma negli ultimi anni lo smart working è servito ai padroni e non certo ai lavoratori che hanno visto annullare ogni spazio personale dando sempre più tempo ed energie ai padroni

Il giudice reintegra l’addetta alle pulizie in Agusta: IL LICENZIAMENTO E’ UNA SANZIONE TROPPO SEVERA

La pellegrini la aveva licenziata a febbraio perché non aveva caricato il sapone
BENTORNATA!!!!
Rientra in azienda, poco prima di Natale, l’addetta alle pulizie della Pellegrini che opera presso l’appalto in Agusta, ora Leonardo Elicotteri, che, per futili motivi,  era stata licenziata verso la fine di febbraio 2016 liberandosi così di una lavoratrice “scomoda” che faceva il proprio lavoro senza abbassare mai la testa.

La mattina del 29 settembre 2016 i legali rappresentanti della Pellegrini si sono recati presso il tribunale del lavoro di Milano perché chiamati in causa dalla lavoratrice, rappresentata dal legale di ADL, per l’annullamento del licenziamento e la reintegra nel posto di lavoro.
Il giudice del lavoro, dopo aver letto la pratica, ha chiesto alla Pellegrini se rispondeva al vero che avesse licenziato un’operaia per quei futili motivi e il legale della Pellegrini ha confermato quanto asserito dal giudice. Di seguito il giudice ha proposto un accordo conciliativo chiedendo alla Pellegrini di trasformare il licenziamento in una sospensione di 3 giorni, la Pellegrini ha però rifiutato la proposta conciliativa e ha confermato il licenziamento. Di conseguenza, Il giudice, dopo aver fatto alcune domande di rito alla lavoratrice, ha terminato l’udienza sostenendo che avrebbe preso una decisione sulla questione nei tempi previsti per legge. La mattina seguente è arrivata la sentenza che dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato alla ricorrente e ordinava alla PELLEGRINI SPA la reintegra della lavoratrice nel posto di lavoro, imponeva anche al pagamento di tutti gli stipendi arretrati dalla data del licenziamento e di tutte le spettanze (contributi previdenziali ecc..) e ordinava alla Pellegrini il pagamento delle spese processuali, legali, ecc.

Come ADL non possiamo che essere contenti di questa sentenza in primis perché la lavoratrice, con una famiglia da mantenere, ha di nuovo un lavoro e uno stipendio; ma siamo contenti  perché una volta di più si dimostra che i lavoratori hanno ancora dei diritti e che, anche se non è facile, li devono difendere a tutti i costi.

Invece è davanti agli occhi di tutti che chi ha diretto con caparbietà questa operazione ha fallito nel suo intento e che, per colpa sua, la Pellegrini ne esce con “le ossa rotte” e una pessima figura nei confronti di Finmeccanica che, suo malgrado, si trova coinvolta in questa faccenda.

Chiediamo alla Pellegrini di destinare ad “altre attività” chi ha preso queste decisioni e ha fatto spendere alcune decine di migliaia di euro senza risolvere alcun problema ma, anzi, ha reso più difficile una situazione già critica come sono gli appalti in Agusta.

A tutti è chiaro, in un periodo così critico, che dopo le decisioni che arrivano dalla direzione Finmeccanica/Leonardo di tutto c'è bisogno tranne che di incapaci che sperperano soldi dell'azienda e distruggono l'armonia fra le maestranze.

P.S. ci permettiamo di informare la Pellegrini che il Jobs Act vale anche per i dirigenti: che una volta tanto provassero anche loro a passare un Santo Natale disoccupati e con prospettive “nere”.                                                                                      


20 dicembre 2016

martedì 20 dicembre 2016

Referendum CCNL Metalmeccanici: qualcuno si azzarda a esporre delle tabelle con degli aumenti ma nell'accordo non c'è nessun aumento.

In primo luogo il salario
e il relativo, e atteso, aumento economico che tutti i lavoratori metalmeccanici attendono da un anno: a quanto pare la condizione imposta dagli industriali è recuperare le cifre indebitamente versate ai lavoratori nel biennio precedente, quando il meccanismo di rinnovo, basato sull’inflazione programmata dal governo, aveva costretto le aziende a sborsare una cifra più alta di quella poi definita con l’inflazione reale. Tutto vero a parte un piccolissimo dettaglio, che il meccanismo di calcolo dell’aumento economico basato sull’inflazione programmata, per oltre vent’anni aveva consentito alle aziende di versare cifre di gran lunga inferiori rispetto all’inflazione reale. Il nuovo meccanismo di calcolo proposto dagli industriali è una sorta di sistematica autoriduzione del salario poiché il riferimento all'inflazione IPCA al netto dell’energia importata rappresenta una perdita per gli operai italiani dato che incide su tutti i capitoli di spesa di ogni lavoratore. Ma al di là della perdita salariale e di un sistema di calcolo che non permette alcun recupero del potere di acquisto,  un contratto nazionale non è definibile come tale se baratta aumenti reali dei salari con i fondi integrativi e i buoni carrello.
L’inflazione programmata
Come detto sopra, i padroni ci dicono che i metalmeccanici hanno incassato, senza averne diritto (quasi RUBATO), molto di più del dovuto perché l’inflazione reale (secondo i dati ISTAT) era più bassa di quella programmata dal governo. Premettendo che l’inflazione ISTAT è sempre più bassa del reale costo della vita e il recupero inflazionistico è solo parziale e non garantisce la effettiva tenuta dei salari, ci ricordiamo quanto accaduto negli ultimi 20 anni con l’inflazione programmata  più bassa perfino dei dati ISTAT con i lavoratori metalmeccanici  in perdita di centinaia e centinaia di euro? E poi l’IVA dove la mettiamo? In pochi anni è passata dal 19% al 21% ora è al 22%, tra qualche mese sarà al 23% mentre il governo parla addirittura di portarla al 25%, quando recupereremo questi  soldi? E poi con il sistema di calcolo ancora più svantaggioso della inflazione IPCA al netto dell’energia importata, in un paese come il nostro che importa l'80% della energia, quale contratto potrà definirsi favorevole?
Il recupero dell’inflazione
Federmeccanica, dato il vantaggioso metodo di calcolo imposto e ottenuto, è disponibile a riconoscere il 100% dell’inflazione ma Il recupero economico dovrebbe assorbire eventuali aumenti in essere privi dell’indicazione NON ASSORBIBILE (probabilmente anche gli scatti di anzianità), in pratica, l’aumento,  lo avrebbero solo i lavoratori che percepiranno una paga base senza aumenti di vario genere. Per il 2016, a copertura anche degli scioperi fatti, verranno elargiti ben 80€  una tantum lordi omnicomprensivi.  In questo modo i padroni rientrano, in pochi anni, di quei pochi euro che nel biennio precedente hanno versato in più ai lavoratori. Eppure poche ore prima della firma, FIMFIOMUILM asserivano che il contratto avrebbe sancito il pieno recupero dell’inflazione e del potere di acquisto. A conti fatti si capisce che hanno mistificato la realtà: la media dell’inflazione IPCA al netto dell’energia importata è meno dell’1% nei tre ani (2017=0.5% 6€, 2018=1% 10€, 2019=1.2% 13€), per un totale di aumento di 29€ in tre anni, ma per la prima volta NON SI DEFINISCE, NELL’ACCORDO, QUAL’E’ L’AUMENTO DA DARE AI LAVORATORI ma verrà calcolato e ri-contrattato con i padroni, anno per anno. Non solo, ma anche le O.S. usano il metodo dei padroni e cioè sommano al reale (esiguo) aumento anche le altre voci che non sono un aumento ma che fanno parte del costo complessivo a carico dei padroni e che vengono sommate al solo scopo di enfatizzare i pochi euro reali di aumento. INCREDIBILE.

lunedì 19 dicembre 2016

Referendum CCNL Metalmeccanici, visto l'esito del referendum del contratto dell'igiene ambientale, speriamo almeno che i voti validi non siano di più dei votanti....

Fino a qualche anno fa il contratto era una conquista dei lavoratori che ottenevano il riconoscimento oltre che di un minimo di salario, anche di diritti e piccoli privilegi che gli consentivano una sopravvivenza più dignitosa all’interno delle fabbriche, ora è esattamente il contrario, i rinnovi contrattuali sono terra di conquista dei padroni che tolgono salario e diritti (i piccoli privilegi sono ormai un ricordo lontano), ci sono già diversi esempi di rinnovi nazionali aberranti per i lavoratori (vedi igiene ambientale), ora si aggiunge, all’elenco, anche quello dei meccanici.
I nostri baldi rappresentanti (purtroppo) ci raccontano che hanno fatto un lungo braccio di ferro con i padroni e che hanno fatto (fare) decine di ore di sciopero per rinnovare questo contratto, ci raccontano che i padroni non hanno interesse al rinnovo perché vogliono chiudere la contrattazione nazionale e spostare tutto sul secondo livello. A noi pare, al contrario, che gli scioperi sono stati molto pochi e sospesi senza nemmeno avere ottenuto nulla rispetto alla posta in gioco, pare che il braccio di ferro era solo una pantomima che serviva a confermare il ruolo di entrambe le parti: Federmeccanica, che deve tenere insieme i padroni o se ne vanno (vedi FIAT), le O.S., che hanno la possibilità di mantenere un ruolo quasi da STATO PARALLELO dato che poi gli accordi superano, addirittura, le leggi dello stato e sono riconosciuti anche dalla magistratura.

Dicevamo quindi, che dopo un anno di “pretattica”, senza una reale mobilitazione, senza scioperi fatti in modo serio e incidenti, siamo arrivati al rinnovo del contratto nazionale metalmeccanici. Una trattativa al ribasso, quella tra industriali e sindacati confederali, all'insegna del mancato coinvolgimento di coloro che avrebbero dovuto avere la prima e l'ultima parola: i lavoratori. Le premesse per un accordo peggiorativo c'erano tutte, bastava guardare alla intesa per la igiene ambientale, ora quanto sottoscritto dai  metalmeccanici si estenderà a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale.  Un contratto con pochi aumenti reali al posto dei quali viene costruito un sistema basato sulla previdenza e sulla sanità integrativa. In questo modo non si tutelano ne il contratto nazionale e nemmeno il welfare ma si contribuisce a smantellare il primo e a ridimensionare il secondo contrariamente a quanto dichiarato dalle O.S., Fiom in testa. Anche Confindustria era in attesa della chiusura del Contratto dei metalmeccanici per avviare un confronto sul nuovo modello industriale definito “Industria 4.0” dove si affronteranno i problemi “sociali” derivanti dall’impatto nell’industria delle nuove tecnologie, come la riduzione degli stipendi e dell’occupazione per accrescere unicamente i profitti padronali. Ma questo contratto sancisce anche la supremazia del nuovo modello di contrattazione, quello scaturito dal testo unico del 2014, quella intesa che archivia ogni forma sindacale conflittuale, ma quali sono i punti cardine della intesa 2016\19? Il primo accordo unitario, con la firma della Fiom, dopo due accordi separati, non un segnale di rottura rispetto agli ultimi anni ma l'accettazione di quanto fino ad oggi la Fiom aveva rifiutato, un po' come già è successo anni fa con il contratto nazionale del commercio con il lavoro domenicale.

domenica 18 dicembre 2016

Busto Arsizio Educatrici in piazza contro il taglio dell’indennità di turno LUNEDÌ LA PROTESTA SI SPOSTA IN CONSIGLIO COMUNALE

BUSTO ARSIZIO – Lo avevano annunciato e lo hanno fatto. Giovedì sera, prima del concerto di Natale in basilica San Giovanni, le educatrici degli asili nido e delle scuole dell’infanzia sono scese in piazza per manifestare la propria preoccupazione.
 
Il presidio si è tenuto a suon di striscioni e volantini. La protesta riguarda il rispetto del calendario scolastico e soprattutto il “taglio” dell’indennità di turno, che comporta una busta paga “più leggera” (circa cento euro in meno al mese).
 
Quello di giovedì è solo il primo passo di una protesta che si preannuncia molto determinata.Fausto Sartoraro, delegato del sindacato Adl, fa sapere infatti che lunedì sera potrebbe tenersi un nuovo picchetto davanti al municipio in occasione del consiglio comunale.

BUSTO ARSIZIO Fuori dal concerto in San Giovanni la protesta della educatrici

Dentro le note di Leopold Mozart, fuori le educatrici del Comune: il freddo della serata di giovedì 15 dicembre non ha certo fermato lelavoratrici che chiedono attenzione e futuro per il loro lavoro.
Mentre il pubblico entrava dai tre ingressi della Basilica di San Giovanni per il tradizionale concerto natalizio, le educatrici comunali hanno srotolato i loro striscioni e fatto sentire la loro protesta composta ai cittadini e alle autorità (civili, militari e religiose) che entravano in chiesa.

giovedì 15 dicembre 2016

RIUNIONE DI COORDINAMENTO LAVORATORI/DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO

Diamo vita ad un coordinamento stabile delle realtà di base, dei delegati \lavoratori della Pa e a partire da oggi ci riuniremo periodicamente per estendere e rafforzare la mobilitazione e dare forza alle proposte scaturite dalla assemblea”.

RIUNIONE DI COORDINAMENTO LAVORATORI/DELEGATI RSU PUBBLICO IMPIEGO

Per il giorno
Venerdì 16 dicembre 2016

Presso la
sala riunioni RSU in Stazione Centrale  
Binario 21 - scala E - terzo piano
Dalle ore 10.00 alle ore 17.00


Noi vogliamo riprovarci per costruire una iniziativa unitaria e rispondente ai bisogni reali dei lavoratori e delle lavoratrici serve chiarezza di intenti con lo scopo di provare a costruire una mobilitazione nei luoghi di lavoro per resistere alla barbarie che incombe in materia di lavoro e diritti, perché se non costruiamo una risposta adeguata anche le esperienze oggi esistenti del sindacalismo di base soccomberanno davanti ad una iniziativa che mira a cancellare migliaia di posti di lavoro, a esternalizzare servizi, a indebolire il potere di acquisto e di contrattazione.

AGUSTA - L’assemblea è un diritto dei lavoratori

Prendiamo atto che l’assemblea informativa sul rinnovo del CCNL Metalmeccanici del terzo turno di ieri non si è svolta e ne ignoriamo le motivazioni, riteniamo comunque un diritto dei lavoratori essere informati su questo difficile rinnovo e ci mettiamo a disposizione per sopperire alla carenza informativa organizzando una assemblea aperta anche a tutti coloro abbiano dubbi o perplessità sul contenuto dell’accordo.   

ASSEMBLEA
NON RETRIBUITA
IN SCIOPERO
PER TUTTI I LAVORATORI 
Finmeccanica / Leonardo
Helicopter Division (EX AGUSTAWESTLAND)
DI C. COSTA - PER IL GIORNO
Lunedì 19 Dicembre 2016

DALLE 14.30 ALLE 15.30


PRESSO LA SALETTA SINDACALE

ORDINE DEL GIORNO:

-         Rinnovo CCNL Metalmeccanici
-          varie ed eventuali



15 dicembre 2016

10 dicembre 2016 - riunione organizzativa RETE Salute Europea - presenti Medicina Democratica, SGB, CUB, SIAL Cobas, ADL, Il Sindacato è un Altra Cosa Opp In CGIL, Ancora In Marcia, Rete Salute Lombardia, Comitato Stop TTIP Gallarate, Casa Delle Donne Gallarate, Coord. Milanese Di solidarietà, rete Salute Belgio, Rete Salute Europea, RETE Salute Francese, RETE Salute Spagna


mercoledì 14 dicembre 2016

RLS eletto presso il Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio - Un altro anno da Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Un altro anno da Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
Salve a tutt*, sono Federico Pagan, RLS  eletto presso il Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio, presentandomi col quel simpatico disegno in alto a destra.

Come scritto  alla fine dello scorso anno anche questa volta vorrei spiegare, alle Lavoratrici ed ai Lavoratori e soprattutto a chi mi ha votato alle elezioni RLS di due anni fa, che attività e pratiche pericolose ho segnalato nel corso del 2016,  quali si sono risolte e quali no o sono in corso d’opera.

La prima effettuata riguarda la Medicina Nucleare per molteplici problemi legati sia alla circolazione delle persone iniettate con iodio 131 quindi in terapia radio metabolica  dal reparto alle camere calde, sia di chi effettua  esami giornalieri, quindi con tecnezio.  Con annesse richieste di sostituzione delle pedane di lavoro per il frazionamento della dose e con la più “banale”richiesta di fornitura di tendine parasole.
Quest’ultima risolta abilmente, dopo solo 8 mesi, dall’Ufficio Tecnico con fornitura di veneziane.
Rispetto alle altre problematiche, la situazione è in corso d’opera con i Medici che ora effettuano la dismissione del paziente al secondo piano, per poi inviarlo comunque al piano terra  per l’effettuazione dell’esame finale.
La richiesta del percorso di dismissione del paziente effettuata al Direttore Generale e per conoscenza al Primario ovviamente non ha avuto risposta.
Per i giornalieri invece è stata prevista un’uscita riservata a fianco della  scala di emergenza.
Non è stata invece considerata l’ipotesi di creare una sala d’aspetto. Siamo ancora in attesa di capire come risolvere il problema delle  pedane xchè   pare che nessuna le costruisca.

La seconda segnalazione effettuata riguarda alcuni Uffici Amministrativi ma essendo molto delicata, credo sia giusto non scrivere nulla in merito tranne che sto continuando a seguire il caso e sono in attesa di rilevazioni da parte dei Responsabili di Fisica Sanitaria e del Servizio di Prevenzione.

La terza segnalazione riguarda il Servizio di Autisti che ritirano i rifiuti pericolosi dai Distretti per portarli al deposito sito nell’Ospedale di Busto Arsizio, quindi al conseguente rischio biologico per gli Autisti.
Siamo in attesa delle nuove linee guida in merito.

La restante attività svolta si è concentrata nel ripresentare le segnalazioni effettuate nel corso del 2015 capendo quali si siano risolte positivamente e quali invece abbiano avuto dei problemi.
Dopo mesi di incontri con l’Ufficio Economato si è risolta la sostituzione delle ruote ormai lisce del muletto elevatore della Farmacia.
Rispetto a questa segnalazione risolta,  è emersa la mancanza totale in tutta l’ASST del contratto di manutenzione dei muletti elevatori e del trasporto carrelli.
Il bando di manutenzione è in corso e sono fiducioso si possa risolvere entro breve.

Ripetuti incontri con l’Ufficio Provveditorato sono stati effettuati per cercare di risolvere segnalazioni effettuate sia da me, sia dal Servizio di Prevenzione e Protezione quali:    acquisizione di letti elettrici, carrozzine e comode;    sistemi di comunicazione per chi lavora in solitaria e per gli addetti alle emergenze;      mancanza di DPI specifici in alcuni reparti;           acquisto di letti visita ad altezza variabile negli Ambulatori;                                   ultime pratiche di acquisizione del misuratore della formaldeide e per finire la chiusura del bando per il sistema informativo in Medicina Preventiva e del Lavoro.

Come previsto dalla Regione Lombardia, siamo stati consultati dal Direttore Generale e dall’Ingegnere Bocchieri in merito allo stress da lavoro correlato. Insieme al collega RLS Alessandro Innocenzi  abbiamo formulato ottime proposte per limitare lo stress ed aiutare i/le Lavoratori/trici in merito. C’è da dire che le maggiori problematiche derivano, secondo noi,  dalla mancanza totale di risorse economiche destinate ai progetti sull’argomento e dalla carenza cronica di Personale, anche nello stesso Ufficio di Prevenzione e Protezione.

Durante questo 2016 ho notato che la comunicazione tra i vari uffici, per risolvere le problematiche sulla sicurezza, è un po’ difficile, forse per problemi sociali, forse per problemi politici, non so.. L’ RLS che effettua la  segnalazione deve spedirla a tutto il mondo interessato e poi incontrare ogni Dirigente responsabile degli uffici in indirizzo, in continuazione.. vabbè dai, ci vediamo il prossimo anno o alla prossima segnalazione.    Federico Pagan    

lunedì 12 dicembre 2016

Busto Arsizio - Indennità tagliata, le educatrici degli asili comunali in agitazione

Annunciato un presidio in piazza prima del concerto di Natale dei sindacati Adl e Cgil a sostegno delle rivendicazioni delle lavoratrici delle scuole materne. Tolti dai 100 ai 120 euro al mese.

Le educatrici delle scuole dell’infanzia comunali sono sul piede di guerra e annunciano un presidio per giovedì, prima del concerto di Natale nella basilica di San Giovanni.
Ad annunciare l’iniziativa, decisa dopo il taglio delle indennità di turno dalle buste paga delle dipendenti, sono i sindacati Adl e Cgil. Il taglio consiste in una riduzione dello stipendio che varia tra i 100 e i 120 euro al mese che le lavoratrici non percepiscono più da giugno.
La protesta riguarda inoltre il non rispetto, secondo i sindacati, del calendario scolastico concordato ad inizio anno con l’amministrazione comunale. E’ in corso una vertenza che, se non porterà i risultati sperati, culminerà con la protesta prevista per giovedì 15 dicembre in piazza San Giovanni.

ASST VALLE OLONA (OSPEDALI BUSTO E GALLARATE) ADL FIRMA SOLO BUONI ACCORDI

ASST VALLE OLONA (OSPEDALI BUSTO E GALLARATE)
ADL FIRMA SOLO BUONI ACCORDI
GLI ALTRI CI SOTTRAGGONO 270€
Ricordiamo per l'ennesima volta che ADL è stata la prima in assoluto a chiedere l'accantonamento del fondo ex art. 40 e che per tutto l'anno scorso da sola ha continuato a dire che bisognava utilizzare tale fondo per fare un accordo sulle progressioni economiche orizzontali (fasce).
Tutti dicevano che non si poteva fare e che quindi non c'erano i soldi, ma smentite dagli accordi sottoscritti in altri ospedali, alcune sigle sindacali si sono accodate ad ADL nell'ultimo mese dell'anno scorso.
Quest'anno si sono fatte le progressioni economiche orizzontali per una gran parte di dipendenti proprio grazie a quel fondo che solo l'ex A.O. di Gallarate ha accantonato.
Adl invece non ha firmato l'accordo sugli straordinari poiché per pagarli sono stati utilizzati i residui del fondo ex art. 40 e della libera professione che invece dovevano essere divisi tra tutti i lavoratori.
Tutti gli altri sindacati hanno firmato quest'ultimo accordo finanziando l'azienda per 378000€ e sottraendo circa 270€ ad ogni dipendente dell'ex A.O. di Gallarate (compreso quelli a cui sono stati pagati gli straordinari). Persino il sindacato che ha fatto lo stato di agitazione, era andato addirittura dal Prefetto e aveva fatto articoli sui giornali ha incomprensibilmente firmato lo stesso accordo.
ADL ha poi sottoscritto l'accordo sui tempi di vestizione che daranno 12 giorni di ferie aggiuntive e 10 minuti per la vestizione/svestizione a tutti i dipendenti che firmeranno un accordo individuale con l'Amministrazione.
Coloro che ci avevano messo i bastoni tra le ruote (dopo che ADL aveva raccolto oltre 400 firme e fatto mettere l'argomento all'ordine del giorno), hanno voluto fare una causa legale che dovrà proseguire in appello e che in media ha ottenuto meno dell'accordo.

Dove c'è ADL si firmano accordi sulle fasce e sui tempi di vestizione. Nell'altra ASST della Provincia dove ADL non è presente non fanno nessun buon accordo.

domenica 11 dicembre 2016

mentre il Contratto dei Meccanici regala 200 milioni di euro (DUECENTOMILIONIDIEURO) alla sanità privata, ad Angera chiude la maternità e le mamme protestano.

“Riaprite la maternità”, le mamme occupano il reparto

Una manifestazione per chiedere che venga rivista la decisione di chiudere punto nascita e pediatria. "Ci sentiamo tradite da dirigenti e istituzioni"

Maternità e pediatria non si toccano“. Un gruppo di mamme, con i propri bambini, e alcune donne in gravidanza hanno occupato pacificamente questa mattina il reparto di ginecologia dell’ospedale di Angera.
Un gesto spontaneo e inatteso, che arriva dopo il raduno di venerdì 9 ottobre, per chiedere che la decisione di chiudere il punto nascita e il reparto di pediatria venga subito rivista.
Le mamme si trovano attualmente all’interno del reparto e non sono intenzionate a fare marcia indietro: “Siamo mamme – scrivono nella nota che spiega le ragioni del gesto – che hanno deciso di occupare a oltranza i reparti ospedalieri, chiusi con un provvedimento assurdo, perché ci sentiamo tradite da dirigenti e istituzioni

venerdì 9 dicembre 2016

ANGERA La protesta delle mamme: “Difendiamo il nostro ospedale” - FOTO


 

 

 



 


 
 



ANGERA La protesta delle mamme: “Difendiamo il nostro ospedale”

“Giù le mani dall’ospedale”. In tanti questa mattina, venerdì 9 dicembre, si sono ritrovati nel piazzale dell’ospedale di Angera per manifestare il proprio malcontento verso la decisione di chiudere il reparto di pediatria e il punto nascite. All’appello degli organizzatori hanno risposto diverse mamme con i bambini e anche qualche “pancione”. In mano i palloncini rosa e azzurro con il nome e la data di nascita dei loro figli.
varesenews.it

ANGERA “Tocca a noi”, le mamme protestano contro la chiusura del punto nascita

Si sono date appuntamento venerdì mattina, 9 dicembre, alle 10.30 al piazzale del Carlo Ondoli, per manifestare rabbia e delusione.
“Le mamme” che martedì hanno dato vita al gruppo di Facebook “Mamme uniamo le nostre forze per far riaprire il punto nascite e pediatria” (oltre 2800 iscritti in soli due giorni), hanno organizzato una mattina di protesta contro la decisione dei vertici dell’Asst dichiudere i due reparti dell’ospedale di Angera.
“Mamme tocca a noi” è l’appello, lanciato alle donne che hanno partorito all’Ondoli, che hanno utilizzato negli anni i servizi della pediatria o semplicemente che non condividono i provvedimenti presi nei confronti della struttura angerese, ad essere presenti a questa manifestazione.

mercoledì 7 dicembre 2016

Casa Delle Donne "Anna Andriulo" Gallarate festeggia 1 anno dalla fondazione.


« CONTRO LA MERCIFICAZIONE DELLA SALUTE PER L’ACCESSO ALLE CURE PER TUTTI E LUNGO TUTTA LA VITA»


CCNL METALMECCANICI: DICIAMO NO AL CONTRATTO BIDONE APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA

CCNL METALMECCANICI:
DICIAMO NO AL CONTRATTO BIDONE
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA

Dopo anni di accordi separati Fim, Fiom e Uilm hanno siglato un accordo per il nuovo CCNL ma non ci sono motivi per essere soddisfatti e l’accordo va respinto. Di fronte al mordere della crisi e ai sacrifici fatti finora solo dai lavoratori, bisognava lottare per aumenti salariali dignitosi, per la ripresa della centralità del CCNL, per il recupero del welfare, per i diritti perduti e loro universalizzazione ai precari, per il recupero di parte della produttività che in questi decenni è andata a solo vantaggio delle imprese e chiedere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro.

E invece:
- La parte economica concede aumenti risibili se va bene di circa 50 euro lordi al termine dei prossimi 3 anni, erogati solo a posteriori nel mese di giugno e calcolati sull’indice IPCA (al netto dell’energia importata) dell’anno precedente.
- Questi aumenti nettamente inferiori a qualsiasi adeguamento a livelli salariali dignitosi si vorrebbero “compensati” da forme di welfare aziendale al posto di quello pubblico e universale. Sarà così obbligatoria, e non volontaria, l'assistenza sanitaria integrativa e il diritto alla salute diventa così definitivamente una chimera.
- anche la Fiom firmando questo contratto ha accettato quel contratto separato del 2012 (deroghe al CCNL, straordinari obbligatori, flessibilità oraria, penalizzazione della malattia) a cui all’epoca giustamente si era opposta così come si erano opposte le sigle del sindacalismo di base.
- Come accaduto con l’intesa sul CCNL Igiene Ambientale si conferma l’aumento della settimana lavorativa con l’orario plurisettimanale che consente ai padroni di non pagare gli straordinari.
- Nessun vincolo per i padroni nemmeno per scongiurare i trasferimenti dei lavoratori in altri plessi industriali, così l’operaio diventa flessibile in toto: nell’orario, nella mansione, nello stesso luogo produttivo.
- Un sistema di relazioni sindacali basate sull’applicazione del Testo Unico del 2014, quello che limita il diritto di sciopero e fa partecipare solo i delegati delle sigle firmatarie.
- Nessuna deroga all’applicazione del Jobs-act, nessun esonero o numero chiuso per le assunzioni con le nuove regole. I nuovi assunti potranno essere licenziati e avranno molti meno diritti di altri lavoratori più anziani.

Il contratto nazionale subisce quindi l’ennesimo colpo ed è valido per le controparti padronali solo per ottenere i propri obiettivi e per legare i salari alla produttività. In questi giorni si terranno le assemblee per discutere di questo accordo ed un referendum il 19, 20 e 21 dicembre per approvarlo o bocciarlo.

Facciamo appello alle lavoratrici e lavoratori del settore metalmeccanico, ai delegati e alle componenti sindacali conflittuali a mobilitarsi da subito per rigettare questo accordo e a costruire:
- un’unica campagna di mobilitazione e controinformazione;
- comitati unitari sui luoghi di lavoro;

Non c’è molto tempo. Non è utile marciare divisi, perchè non siamo in grado di colpire uniti come invece fanno le controparti padronali avallati dai vertici accondiscendenti dei sindacati confederali. Le nostre mille voci critiche sono inutili se poi non si uniscono in un coro di NO a questo accordo a perdere.

Per adesioni:

Prime adesioni:
Autoconvocati Roma
delegati e lavoratori indipendenti Pisa
RSU ADL Leonardo
Autoconvocati Milano

ICT Strikers

lunedì 5 dicembre 2016

Rinnovo CCNL Metalmeccanici: 21 buone ragioni per dire no all'intesa contrattuale

1.       Per la prima volta non viene sottoscritto alcun aumento, tutto dipenderà dall’inflazione IPCA (senza energia importata);
2.    A giugno 2017, se l’inflazione viene confermata (media tra 2016 0.3% - 2017 0.5%), si avrà un aumento di circa 6€ netti al mese;
3.     Gli aumenti fissi derivanti dal recupero dell’inflazione assorbiranno  tutte le altre voci in busta paga se non esplicitamente dichiarate NON ASSORBIBILI (forse anche gli scatti di anzianità);
4.     Per tutto il 2016 ci sarà una quota UNA-TANTUM di 80 euro che non coprirà nemmeno la metà degli scioperi fatti. Altro che indennità di vacanza contrattuale e recupero dei mesi senza contratto;
5.     A giugno di Ogni anno, l’aumento dovrà essere RICONTRATTATO con i padroni, nulla è più garantito;
6.     Per il 2018 l’inflazione prevista ad oggi è 1% (ma può essere meno) con un aumento di circa 10 euro netti al mese rispetto al 2017;
7.      Per il 2019 (a giugno) l’inflazione prevista oggi è 1.2% con un aumento di circa 13 euro netti al mese rispetto al 2018, sempre che Federmeccanica sia d’accordo;
8.     L’ipotetico aumento di stipendio nei 4 anni di applicazione del contratto (2016/2019) sarà di 6+10+13=29 euro netti al mese;
9.     Le altre voci concordate sono nel costo complessivo dell’accordo ma non sono “aumento” come ERRONEAMENTE propagandato da FIMFIOMUILM;
10.            Il contributo aziendale al fondo pensione COMETA passa dall’1.6% al 2% con un aumento di 0.4 che corrisponde a 4 euro al mese ma solo per gli aderenti, preferiamo tenerci la nostra pensione;
11.   La quota destinata al fondo sanitario METASALUTE, passa da 72 euro a 156 con un incremento di 84 euro all’anno e cioè 7 euro al mese tutto a carico delle aziende, così si distrugge il SSN;  
12.A gennaio 2017 tutti i lavoratori saranno iscritti a METASALUTE (oggi sono meno di 80 mila aderenti e rischia la chiusura) salvo revoca scritta, che noi consigliamo caldamente;
13.La formazione avrà un costo complessivo di 300 euro nei 3 anni ma le aziende attingeranno ai finanziamenti esterni compreso Fondimpresa gestita da CGIL CISL UIL e sostenuta con una parte del salario dei lavoratori, sono sempre nostri soldi;
14.      L’età oltre la quale i lavoratori non potranno più essere trasferiti aumenta di 2 anni x uomini (52) e 3 x le donne (48);
15.    I permessi retribuiti per l’assistenza ai disabili, previsti dalla legge 104/92, devono essere programmati per tutto il mese e comunicati almeno 10 giorni prima dell’utilizzo;
16.I benefit da erogare saranno totalmente esentasse per le aziende che le potranno scalare dalla dichiarazione dei redditi, mentre i lavoratori  ci dovranno pagare le tasse (iva 23%) e in busta non entra niente;
17.  La media dei buoni spesa sarà di 150€ x anno che corrispondono a 12.5€ al mese (ci diranno anche dove comprare il pane?);
18.     Se il padrone non ti fa andare in ferie, potrai sempre anticipare la pensione con le competenze accantonate, idea innovativa;
19.Se un tuo collega ha un problema familiare, gli puoi regalare le tue ferie, senza aspettare che il padrone gli conceda un permesso retribuito;
20.Se hai un “tablet” di nuova generazione, potrai lavorare anche in treno o al parco, così il padrone sarà molto contento perché non dovrà darti un ufficio a norma di legge;
21.Gli orari diventano sempre piu' flessibili come la durata della settimana lavorativa , magari per non pagarti neppure gli straordinari con la maggiorazione;

Pensi  che sia un buon contratto?  Pensi davvero che potrai recuperare il potere di acquisto perduto  e conservare il potere di contrattazione?
Noi diciamo di no



5 dicembre 2016