- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -
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martedì 26 giugno 2018

Leonardo Elicotteri - Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto

ATS INSUBRIA
SEDE TERRITORIALE DI VARESE
DIREZIONE SANITARIA
DIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA
U. O. C. PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
U.O.S. Prevenzione Malattie Professionali e Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro (P.M.P.P.S.L.L.)
Corso Leonardo Da Vinci n. 1 – 21013 Gallarate (VA) - Tel. 0331/709999 – Fax 0331/709996
_________
U.O.S. Prevenzione Infortuni e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (P.I.S.L.L.)
Piazza Plebiscito n. 1 – 21052 Busto Arsizio (VA) - Tel. 0331/652115 – Fax 0331/652126
_________
e-mail: protocollo@pec.ats-insubria.it
www.ats-insubria.it
Sistema Qualità Certificato – UNI EN ISO 9001:2015
Gent.mo Sig. Fiorenzo Campagnolo
R.L.S. di Leonardo Elicotteri

OGGETTO: Riscontro alla segnalazione per presenza di zecche in reparto.

Si comunica che la segnalazione in oggetto, pervenuta in data 14/06/2018 prot. ATS n. 60760 del
15/06/2018, è stata trasmessa per competenza all’ UOC Igiene e Sanità Pubblica e che Personale Tecnico
Disinfestatore della stessa, ha effettuato gli accertamenti di competenza, dai quali è emerso la presenza di zecche in diversi punti di un capannone adibito alla produzione meccanica, anche se attualmente il problema appare in diminuzione.
Alla luce di quanto evidenziato, come anticipato dal Personale Tecnico intervenuto, si ribadisce la necessità di
provvedere a:

- disinfestazione periodica dell’area interessata a intervalli regolari e ravvicinati fino a risoluzione della
problematica; la disinfestazione deve riguardare pavimenti, suppellettili fisse e mobili, muri interni fino a
circa 1,00 m, locali adiacenti (spogliatoi, ecc.), prati e aree esterne dove sostano i lavoratori in pausa o
avviene il passaggio degli stessi
- sfalcio erba frequente (l’erba deve essere sempre mantenuta bassa), specie nelle aree di passaggio e
sosta dei lavoratori
- monitoraggio interno ed esterno attraverso esche collanti o attrattive;
- controllo quotidiano e in caso di ritrovamento degli insetti delimitazione dell’area e intervento immediato di
disinfestazione
- cambio abiti in entrata ed in uscita dall’area a rischio, anche per pausa mensa e lavaggio degli stessi
- valutazione di utilizzo di eventuali spray disinfestanti per abiti

Inoltre, appare utile il coinvolgimento del Medico Competente aziendale per eventuali aspetti di competenza.

Rimanendo a disposizione per ogni chiarimento,
si inviano Distinti saluti

IL RESPONSABILE
UNITA’ OPERATIVA M.P.P.S.L.L.
(Dott.ssa Daniela Ricciardi)

Documento informatico firmato digitalmente
ex D.P.R. n. 445/2000 e D.Lgs. n. 82/2005 e norme collegate

sostituisce il documento cartaceo firmato in autografo

giovedì 7 dicembre 2017

Sanità, caos sulle indennità dei medici. Dopo 10 anni le Asl le richiedono indietro.

Abruzzo, Basilicata, Campania e prossimamente anche Calabria. Le aziende sanitarie di tutta Italia vanno al recupero coatto dei forfait giudicati illegittimi. Qualcuno risponde rifiutandosi di usare l'auto privata: le Asl hanno 7mila vetture che non mettono a disposizione. A Matera e Potenza ce ne sono 95 adibite "ad attività ispettiva di prevenzione umana e del benessere animale”, ma troppo vecchia per garantire la sicurezza.
Il pasticcio nasce da lontano. Dal 2001 i medici addetti al servizio di guardia medica, ribattezzati oggi di continuità assistenziale, a fronte di sedi fortemente disagiate, montane, isolate, percepiscono, in aggiunta al compenso professionale previsto dall’ Accordo Collettivo Nazionale un’indennità di rischio pari a 3,5 e di 4 euro (dal 2008) lordi ora onnicomprensiva. E’ una voce integrativa regionale prevista dagli accordi decentrati, contemplati a loro volta nell’Accordo Collettivo Nazionale. In totale il medico di guardia che lavora di notte (orario di servizio 20 – 08) e nei giorni festivi(dalle 8 alle 20) percepisce la somma oraria complessiva lorda di 26 euro. Per cui da quasi 10 anni questi medici riescono a guadagnare, mediamente 2400 euro lordi al mese, che privati di tasse (circa 700 euro) e contributi previdenziali (circa 200 euro), si riducono a 1500 euro al mese, ma senza 13esima, senza diritto a indennità di malattia, senza diritto a ferie, senza copertura assicurativa professionale che deve essere stipulata da singolo medico. Ecco perché restituire queste somme fa imbestialire molti camici.

domenica 3 gennaio 2016

Sanità si cambia: Dal primo gennaio è entrata in vigore la Riforma voluta dal Presidente Maroni. Gallarate perde la sua autonomia.

Addio vecchie aziende ospedaliere. Dal 1 gennaio 2016, il sistema sanitario lombardo ha cambiato il suo volto. Le sigle AO e ASL ( aziende ospedaliere e sanitarie) hanno lasciato il posto alle nuove ASST e ATS ( aziende socio sanitarie territoriali e Aziende di Tutela della Salute). Un cambiamento che non è solo di forma ma che vede profonde innovazioni anche nel modo di erogare le prestazioni e di gestire tutta la macchina con la relativa spesa.
A controllare tutti i costi c’è la nuovissima Agenzia di Controllo diretta dal varesino Andrea Mentasti: sarà questo ente terzo a vagliare ogni costo sostenuto e investimento fatto.
Sul territorio, invece, spetterà alla nuova ATS programmare il sistema sanitario ma anche quello sociale: due facce di una stessa medaglia dedicata a sostenere il cittadino in ogni sua esigenza medica e sociale.

lunedì 5 gennaio 2015

Oggetto: mancata formazione RLS come previsto dal D.Lgs 81 / 2008

Cascina Costa, 22 dicembre 2014

Spett.le:
ASL Cardano al Campo
Via de Amicis 7
21010 - Cardano al Campo VA
fax: 0331.266730

Oggetto: mancata formazione RLS come previsto dal D.Lgs 81 / 2008


Con la presente si comunica all’ente in indirizzo che la ditta AgustaWestland spa nella sede di Cascina Costa di Samarate (VA) Via G. Agusta, nell’anno 2014 e, più precisamente dal 21 ottobre 2013 ad oggi, non ha effettuato il corso di formazione/aggiornamento RLS, come previsto dalla legge in oggetto.

Si chiede, pertanto, all’ente in indirizzo di effettuare le verifiche necessarie per evitare il ripetersi di tale eventualità, responsabilizzando sia la direzione aziendale sia l’RSPP e di applicare le sanzioni previste dalla legge 81/2008.


Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti

RLS AgustaWestland

Fiorenzo Campagnolo  

mercoledì 18 settembre 2013

Agusta: esposto per verifica rispetto legge 81 / 2008

spett.le:
ASL Cardano al Campo
Via de Amicis 7
21010 - Cardano al Campo VA

oggetto: esposto per verifica rispetto legge 81 / 2008

premessa:
nel novembre 2011, l’RSPP e l’Agusta informano gli RLS che, all’interno del reparto “Forni” che è adiacente all’officina della meccanica di C. Costa, è stato misurato un livello di monossido superiore a quanto previsto dalla legge. Le misure sono state effettuate da una azienda di Milano su richiesta di Agusta perché da qualche tempo i sensori del monossido presenti all’interno del reparto, continuavano a segnalare una elevata presenza di monossido.
Agusta ci riferisce che, a fronte delle misure rilevate, il livello di monossido presenta un comportamento anomalo, passando da 10 ppm fino a oltre 800 ppm in pochi secondi, per poi scendere nuovamente  ai livelli di partenza. L’RSPP e Agusta ci informano che i lavoratori non corrono alcun pericolo ma che si attiveranno immediatamente per aumentare la quantità d’aria e migliorarne la circolazione. Inoltre ci informano che disattiveranno una delle due sirene perché il rumore è troppo elevato. Secondo Agusta, il problema deriva dal fatto che negli ultimi anni sono state introdotte delle macchine a combustione (nuovi forni) senza adeguare la quantità d’aria nel reparto. 
Dal novembre 2011 ad oggi, Agusta ha inserito delle cappe di aspirazione su alcune fiamme libere, ha aggiunto una presa d’aria che immette aria prelevata dall’esterno ed ha spostato alcune prese d’aria per migliorarne la circolazione, inoltre ha fatto funzionare tutte le ventole poste nel sottotetto e tutte le ventole sistemate sui finestroni, ha poi fatto sistemare tutte le finestre in modo tale da poterle aprire tutte. Infine ha attivato nuovamente la seconda sirena precedentemente disattivata.
Nonostante tutte le modifiche strutturali adottate, i sensori segnalano ancora la presenza  di monossido anche se non in misura così elevata come in precedenza, ma comunque in quantità tale da far suonare gli allarmi “monossido” nel reparto. Per tentare di monitorare correttamente il livello di monossido all’interno del reparto, Agusta decide di modificare il tempo di intervento dei sensori posticipandolo di diversi minuti, operazione che viene evidenziata dallo strumento di misura con una indicazione luminosa “Alarm Delay” che continua a lampeggiare sul sensore che interviene.

A Fronte di quanto alla premessa, 
gli RLS di Agusta di C. Costa chiedono all’organismo in indirizzo di verificare che:

1-      il livello di monossido presente nei forni non sia in concentrazioni tali da mettere a rischio la salute dei lavoratori, come previsto dalla legge anche con porte e finestre chiuse;
2-      il tempo di intervento e la soglia di intervento dei sensori siano tali da misurare la reale concentrazione di monossido nell’arco di tempo, come previsto dalla legge, tenendo conto che i sensori con inserito “Alarm Delay” non intervengono immediatamente al superamento della prima soglia di 25 ppm (come prevede la legge) per il ritardo inserito, ma intervengono all’istante solo al superamento dei 100ppm;
3-      che la modifica delle soglie di intervento (25ppm) e del tempo di intervento dei sensori vengano effettuate informando l’uff. ASL di competenza;
4-      una volta che risuonano le sirene all’interno del reparto, vengano attivate le misure di emergenza previste dai piani di evacuazione, dato che i continui allarmi degli ultimi 2 anni hanno provocato una diminuzione del livello di attenzione di tutti i lavoratori presenti nel reparto, dando per scontato che non vi è pericolo alcuno anche se suona l’allarme;


Si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti

domenica 7 luglio 2013

Esposto ASL per infortunio in Agusta su macchine utensili

spett.le
ASL, SERVIZIO IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO (SISL)
Unità operativa territoriale SUD OVEST
Via De Amicis 7 - 21010 Cardano al Campo VARESE

si porta a conoscenza di quanto segue:

presso la ditta Agustawestland s.p.a. nella sede di Cascina Costa di Samarate Varese via g. Agusta, pochi giorni prima di natale è avvenuto un grave infortunio sul lavoro su una macchina utensile degli anni 70, si ritiene che le condizioni che hanno portato all'infortunio dell'operaio possano ripetersi sui altre macchine che eseguono le stesse operazioni di quella che ha provocato l'infortunio.

Di seguito si riporta un comunicato sindacale espopsto nelle bacheche sindacali all'uinterno della ditta, che riporta le perplessità esposte in modo più chiaro:

" INFORTUNIO IN MECCANICA: AGUSTA DEVE PROTEGGERE I LAVORATORI
Operio vicino alla pensione rischia di perdere un braccio
Infortuni analoghi potrebbero accadere su altre macchine

Poco prima di Natale, un operaio della meccanica che stava svolgendo la sua attività presso una delle  “vecchie” frese, ha subito un grave infortunio. Secondo quanto sostiene Agusta, la macchina si sarebbe messa in funzione mentre l’operaio era intento a verificare, con uno strumento di misura, la qualità della lavorazione; Sempre secondo Agusta, il mandrino si sarebbe inaspettatamente messo in “marcia” mettendo in rotazione l’utensile che ha urtato il braccio dell’operaio. Il lavoratore è stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici nel tentativo di potergli salvare l’arto infortunato. Ora si trova a casa in convalescenza.

La macchina in oggetto, in attesa degli accertamenti delle autorità competenti ed al fine di impedire inopportuni “inquinamenti”, è  stata immediatamente isolata con bandelle. Ora ci sarà un’indagine che avrà il compito di accertare i fatti e le eventuali responsabilità. Noi facciamo i migliori auguri di pronta guarigione all’operaio infortunato ma, nel contempo, ci chiediamo se possono verificarsi infortuni simili su altre macchine e se, come la legge prevede, è possibile impedirlo.

La macchina sotto inchiesta è molto simile alle “Genevoise” che eseguono lo stesso tipo di lavorazione. Questi macchinari, costruiti negli anni 70, sono di grosse dimensioni e non hanno protezioni meccaniche attorno all’utensile mentre è in rotazione, a parte un pulsante di emergenza che disattiva la macchina, non hanno subito alcuna miglioria dal punto di vista della prevenzione infortuni.

L’operatore lavora su una pedana di legno alta circa 25 centimetri e utilizza una scaletta con due gradini che gli consente di arrivare ai comandi del mandrino, sopra all’utensile. Le lavorazioni, frequentemente, sono eseguite su pezzi sperimentali e, di conseguenza, il tecnico deve necessariamente fare continue misurazioni di controllo che, in queste delicate fasi, non consentono un agevole accesso al comando di accensione e spegnimento.

Abbiamo chiesto ad Agusta di fermare le macchine Genevoise e migliorale dal punto di vista della prevenzione infortuni per evitare il ripetersi di simili infortuni, ma l’azienda non ha nessuna intenzione di sospendere l’attività ritenendo questi macchinari comunque sicuri senza ulteriori interventi.

Agusta si è impegnata solo a fare una mappatura di tutte le “vecchie” macchine grandi e piccole presenti in azienda ed iniziare una formazione dedicata a tutti gli addetti (riteniamo grave che si arrivi a certe iniziative solo dopo tali incidenti).

Noi non siamo dello stesso parere. Secondo noi queste macchine, dal punto di vista della sicurezza, possono e devono essere migliorate, non è sufficiente la formazione ma vanno inseriti tutti i dispositivi che impediscano infortuni come quello appena accaduto. Certo bisogna investire risorse ma mai come ora Agusta non ha scusanti, non può più nascondersi dietro la solita frase “tanto non è mai successo niente”.

Si chiede una approfondita verifica sulle macchine Gemelle che continuano ad operare, onde evitare il ripetersi delle medesime condizioni che potrebbero portare ad un nuovo infortunio sul lavoro.

Esecutivo Provinciale

lunedì 24 giugno 2013

Agusta, Situazione Forni a Febbraio 2012

Ciao,

1) Le aspirazioni dei forni di distensione D16;D17;D18 E D19 ci sono, ma sono insufficienti o, come ho verificato io, stesso non funzionano.
Quando l'operatore va ad aprire il forno viene investito da una nube di fumo maleodorante che persiste nell'aria per parecchio tempo, arrivando fino alla postazione pc dove si prende visione dei forni, presse e congelamento verificando possibili anomalie.
A forni aperti e scarichi si continua a sentire la puzza di fumo.

2)Le aspirazioni dei forni di tempra ROTATIVO;T14 e IPSEN (nuovo, installato da circa un'anno) non ci sono, ne sulla porta e neppure sulle torce che bruciano continuamente una miscela di azoto/metanolo, praticamente 24ore su 24, dal lunedì al sabato.

3)L'aspirazione della sgrassatrice STIMIN non funziona e quando è in ciclo si sente un forte odore del prodotto per lo sgrasssaggio.

4)Durante l'estate c'è troppo caldo con temperature che arrivano fino a 45° e non c'è abbastanza ricambio d'aria.
Il poco ricambio d'aria si può osservare durante l'arco della giornata, quando in alcuni casi, ''magari'' di pieno regime del reparto, guardando verso l'alto si nota una coltre di nube che persiste nell'aria.

5) Per quanto riguarda I forni di cemntazione; rinvenimento/bonifica e nitrurazionei ti aggiornerò meglio a breve..per ora le aspirazioni di alcuni forni ci sono e in altri no..

Sperando che tutto questa serva per farmi vivere una vita lavorativa dignitosa ti saluto e ci sentiamo!
Tienimi aggiornato, ciao ciao!

lunedì 17 giugno 2013

esposto ASL x PERDITA ALLA SGRASSATRICE in Agusta

spett.le
ASL, SERVIZIO IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO (SISL)
Unità operativa territoriale SUD OVEST
Via De Amicis 7 - 21010 Cardano al Campo VA

si porta a conoscenza di quanto segue:

presso la ditta Agustawestland spa nella sede di Cascina Costa
all'interno del reparto "Sabbiature" adiacente al reparto "Forni" in zona
"meccanica", vi è un macchinario adibito allo sgrassaggio dei pezzi che ha
la funzione di pulire le superfici dei pezzi prima del passaggio ai "Forni".

Tale macchina utilizza "ipercloro" per l lavaggio.

Sono diversi mesi che tale macchina ha una perdita di liquido che rende
faticosa la respirazione per tutti i lavoratori che operano nelle vicinanze.

Agusta continua ad utilizzare tale macchinario nonostante il problema.

si chiede un intervento finalizzato al ripristini delle condizioni di
sicurezza dei lavoratori secondo quanto stabilito dalla legge invigore.

giovedì 13 giugno 2013

esposto ASL x perdita alle sabbiatrici in Agusta

spett.le
ASL,
SERVIZIO IGIENE E SICUREZZA SUL LAVORO (SISL)
Unità operativa territoriale SUD OVEST
Via De Amicis 7 -
21010 Cardano al Campo VARESE

si porta a conoscenza di quanto segue:

presso la ditta Agustawestland spa nella sede di Cascina Costa all'interno del reparto "Sabbiature" adiacente al reparto "Forni" in zona "meccanica", si trovano due macchinari che utilizzano la sabbia (monossido di alluminio) ad alta pressione per levigare e rifinire la superficie dei pezzi metallici provenienti dai "forni".

Tali macchinari, vista l'elevata capacita levigante della sabbia in pressione, devono essere continuamente sottoposte a manutenzione per la sostituzione delle parti usurate.

Da diversi mesi le due macchie "sabbiatrici" rilasciano nell'ambiente piccole quantità di sabbia che fuoriesce dai tubi o da altre parte non più in condizioni ottimali, che peggiorano le condizioni ambientali.

In diverse occasioni gli operatori di tali macchine hanno segnalato problemi agli occhi e di respirazione, nonostante l'utilizzo delle maschere protettive.

Agusta continua a far utilizzare tali macchine nonostante il problema.

si chiede un intervento finalizzato al ripristini delle condizioni di sicurezza dei lavoratori secondo quanto stabilito dalla legge in vigore.

martedì 11 giugno 2013

ESPOSTO ASL X GRU A PONTE IN AGUSTA

spett. le 
ASL Cardano al Campo

PC
Procura della REpubblica
Busto Arsizio

oggetto: esposto per verifica rispetto legge 81/2008

PREMESSA:

In data 9 aprile 2013 vero le 9,00 circa, presso la ditta Agusta Spa in via Agusta 520 a C. Costa in Samarate (VA), un operatore dipendente della CFL spa di S. Giuliano Milanese MI, una ditta di logistica che opera presso il cantiere Agusta di C. Costa, mentre utilizzava una “GRU A PONTE” nel capannone denominato “magazzino barre e seghetti”, è rimasto “appeso” a una decina di metri dal suolo all’interno della GRU che, a causa di un guasto, non poteva essere utilizzata ne spostata in nessuna direzione.
Tale GRU A PONTE viene utilizzata all’interno del magazzino per “stoccare” delle barre in materiale ferroso di notevoli dimensioni, l’operatore si trova all’interno della GRU e movimenta la stessa (e se stesso) che scorre su due binari come un carroponte ed è sollevata dal suolo. Il guasto della GRU ha attivato automaticamente l’allarme ma nessuno si è avvicinato e l’operatore non aveva la possibilità di scendere dalla GRU e non aveva alcun sistema di comunicazione con l’esterno. Trascorso un certo lasso di tempo l’operatore ha deciso di utilizzare le scansie come scala ed è uscito dalla cabina arrampicandosi sulle scansie per scendere.  
A seguito del fatto appena enunciato, Agusta ha mostrato un “verbale” rilasciato dall’ASL di Cardano al Campo (in allegato) che, in data 20 novembre 2011, dichiarava “conforme alle norme della prevenzione infortuni” la GRU A PONTE su cui è accaduto il fatto.

A fronte di quanto alla premessa,
si chiede

di verificare le responsabilità sia degli organismi di vigilanza (ASL) sia delle aziende coinvolte (Agusta e CFL), al fine di stabilire come fosse possibile che tale GRU potesse operare con all’interno un operatore senza avere nessun sistema di “evacuazione” in caso di emergenza, ne alcun sistema di comunicazione e che sia stato, recentemente, rilasciato un certificato di idoneità nonostante quanto palesemente verificabile da chi dovrebbe essere adeguatamente formato per tale scopo.

di verificare, inoltre, quanti altri “macchinari” potenzialmente pericolosi operanti all’interno della azienda Agusta in C. Costa, siano stati oggetto di verifica ispettiva da parte dell’ASL competente senza una “approfondita” analisi finalizzata alla tutela della salute dei lavoratori secondo quanto stabilito dalla legge in oggetto.   


si rimane a disposizione per eventuali chiarimenti,