- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 24 giugno 2016

TFR/TFS DIPENDENTI PUBBLICO IMPIEGO ASSUNTI DAL 1° GENNAIO 2001: Illegittima la trattenuta sullo stipendio

Con sentenza  n. 223/2012 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 12 comma 10 del DL 78/2000, nella parte in cui non ha escluso l'applicazione della rivalsa del 2,50% a carico del dipendente in quanto l'applicazione del regime di cui l'art. 2120 del C.C. (ai fini del computo di fine rapporto) senza che nel contempo venga esclusa la trattenuta  a carico del dipendente determina “una riduzione dell'accantonamento irragionevole perché non collegata con la qualità e quantità del lavoro prestato e perché, a parità di retribuzione, determina un ingiustificato trattamento deteriore dei dipendenti pubblici rispetto a quelli privati, non sottoposti a rivalsa da parte del datore di lavoro” e, pertanto, viola gli artt. 3 e 36 della Costituzione; Il Tribunale di Padova con sentenza n. 948/2015 del 18/12/2015 RG. n. 3253/2'14, sospende la trattenuta di cui sopra e rifonde il pregresso NON PRESCRITTO a 73 dipendenti dell'Università di Padova che hanno fatto ricorso; Il Tribunale di Milano con sentenza n. 742/2016 dell'11/3/2016 reg. n. 12199/2015 ha sancito la stessa cosa per 10 dipendenti del Comune di Trezzano S/N, anche per loro c'è stato un aumento di fatto della busta paga dovuto alla sospensione immediata della trattenuta del TFS, nonché il recupero di quanto versato e non dovuto.

La vicenda riguarda solamente i dipendenti pubblici  assunti dopo il 2001 che si trovano ad essere inquadrati con il TFR come i privati ma che invece hanno la trattenuta  come TFS (trattamento fine servizio, proprio dei pubblici dipendenti) in busta paga ogni mese, trattenuta che si aggira attorno ai 40 euro al mese e che è, a nostro avviso, del tutto illegittima.
ES: 40 euro x 12 mesi x 15 anni = 7200 euro (che devono essere restituiti).

Per quanto sopra detto, si invitano tutte/i coloro i quali sono stati assunti dopo il 31/12/2000 di verificare se nella busta paga vi è la trattenuta del 2,5% (TFR) applicata sull' 80% della retribuzione in quanto, detta trattenuta è del tutto illegittima, e vi invitiamo a contattare i nostri delegati per presentare all'amministrazione la richiesta inerente la sospensione immediata della trattenuta e di restituzione degli importi ed eventualmente avviare la causa.
Solo chi non lotta ha già perso.
Busto Arsizio, 21 giugno 2016

ADL – Sindacato di Base

martedì 21 giugno 2016

SEA MALPENSA: APPALTI AGGIUDICATI AL MASSIMO RIBASSO Venerdì 24 giugno 2016 dalle 14.00 alle 16.30, presidio con corteo - Terminal 2

COMUNICATO STAMPA
SEA: APPALTI AGGIUDICATI AL MASSIMO RIBASSO
Il SILENZIO DI SEA E DEL COMUNE I MILANO E’ ASSORDANTE
E intanto i lavoratori sono costretti a pagarsi il parcheggio, i corsi sicurezza, il tesserino aeroportuale e, per mancanza di personale, devono coprire doppie postazioni lavorative…

Quello che stanno subendo i dipendenti di Romeo Gestioni SPA, per le scelte di SEA SPA nell’appaltare al massimo ribasso il servizio di pulizia degli aeroporti di Milano, per ADL Varese è inaccettabile.

LE NOSTRE RICHIESTE DI INTERVENTO AL COMUNE DI MILANO E A SEA SPA SONO STATE DISATTESE!

Abbiamo chiesto loro di intervenire nel tentativo di far rispettare il capitolato di appalto alla Romeo Gestioni Spa, per tutte le spese previste nello stesso a favore dei dipendenti, spese analiticamente riportate sull’offerta economica presentata da Romeo Gestioni spa in fase di gara: Spese relative al costo del corso di sicurezza e del rilascio del tesserino aeroportuale, al conseguimento della patente aeroportuale, all’erogazione del premio presenza, al pagamento del parcheggio, che SEA oltretutto riconosce nel canone che eroga a Romeo Gestione Spa; Abbiamo chiesto a SEA, vista l’incapacità dirigenziale di rivendicare a Romeo Gestioni Spa il pagamento del parcheggio per i loro dipendenti, di concederli ai lavoratori a titolo gratuito, diminuendo di qualche spicciolo gli oltre 12 milioni di euro risparmiati nell’aggiudicare l’appalto al massimo ribasso. MA NON ABBIAMO RICEVUTO RISPOSTE, forse la Dirigenza di SEA è troppo assopita dalle condizioni agiate, di cui ha la fortuna di godere, e non ha tempo di preoccuparsi di quello che sono state le conseguenze, cadute sulle spalle dei lavoratori della Romeo Gestioni spa, a seguito delle loro scelte mirate solo al raggiungimento degli obbiettivi di incremento di bilancio, e i relativi premi che da esso avranno..

I lavoratori non devono essere penalizzati per le scelte perpetrate da SEA nell’aggiudicare gli appalti di servizi al massimo ribasso mentre il comune di Milano non ha mai voluto verificare la gestione di SEA SPA, ma si è sempre accontentato di incassare i risultati, senza porsi il problema di come venissero raggiunti, e di quello che è l’impatto sul territorio e sulla popolazione dei lavoratori: I bilanci sempre positivi e milionari prodotti da SEA alla fine sono sempre serviti per sanare i deficit di bilancio del Comune di Milano. Sono sempre i lavoratori a pagare le conseguenze di una politica che mira solo all’amministrazione del patrimonio pubblico, gestendo appalti, servizi e poltrone, senza garantire i diritti, gli interessi e la dignità dei cittadini.

SEA SPA ha avuto in concessione dallo Stato l’Aeroporto di Malpensa per GESTIRE UN SERVIZIO PUBBLICO, e per tale motivo come Gestore Aeroportuale ha anche degli oneri, tra i quali quello di garantire la pulizia degli spazi Aeroportuali, pulizia che rientra tra le attività essenziali e per questo regolamentati dalla L. 146/90: È assurdo che lavoratori impegnati a svolgere un servizio indispensabile per garantire l’agibilità aeroportuale debbano pagarsi il parcheggio, il corso di sicurezza aeroportuale, la patente e tesserini che sono FORNITI DALLA STESSA SEA. Lavoratori che hanno uno stipendio di circa 900 euro, assunti al 90% con contratto part-time, con la loro ora di pausa obbligatoria e non retribuita, coprono il presidio di 8 ore previsto dal capitolato di Appalto.

Qualcuno si sta arricchendo sui sacrifici e sui mancati diritti dei lavoratori.
La politica non può voltarsi dall’altra arte e fare finta di nulla!

Come più volte abbiamo chiarito i costi dei parcheggi, del rilascio tesserini aeroportuali e dei corsi sicurezza, sono stati quantificati e inseriti tra i costi conteggiati nell’offerta economica che Romeo Gestioni Spa ha prodotto a SEA SPA in fase di aggiudicazione dell’appalto di pulizia.



Oggi ci troviamo di fronte all’assurdità che SEA SPA con il suo canone, che versa a Romeo Gestioni Spa, “riconosce” alla stessa il costo del parcheggi (costo annuale di €. 38.397,00), soldi che la stessa Romeo Gestioni, spa dovrebbe corrispondere a SEA per il pagamento dei parcheggi per i propri dipendenti, MA CHE NON PAGA.

Ai nostri occhi, sembra che SEA SPA non solo non abbia minimamente intenzione di tutelare gli interessi di quei lavoratori che forniscono un’attività tanto umile quanto importante, MA NON È IN GRADO NEPPURE DI TUTELARE I PROPRI INTERESSI.

SEA SPA, avendo affidato l’appalto al massimo ribasso, sta risparmiando circa 12 milioni di euro in 5 anni, risparmio che produce un aumento dei profitti annuali, di cui la stessa SEA e il comune di Milano potranno giovare! Entrambi non si pongono il minimo scrupolo morale e politico su quello che stanno subendo i lavoratori per questo loro vantaggio.

I dipendenti di Romeo chiedono di essere ascoltati e presi in considerazione, chiedono un incontro con SEA SPA per avere l’opportunità di esporre i propri problemi.

BASTA CON GLI APPALTI AGGIUDICATI AL MASSIMO RIBASSO, BASTA CON IL VOLER FAR CASSA A TUTTI I COSTI, SENZA PORSI IL PROBLEMA DELLE CONSEGUENZE SOCIALI CHE RICADONO SUI LAVORATORI, BASTA CON I CODICI ETICI SANCITI SULLA CARTA E MAI MESSI IN PRATICA. INTANTO IL COMUNE DI MILANO, LA POLITICA DI MAGGIORANZA E DI OPPOSIZIONE STANNO A GUARDARE!

La Romeo Gestioni non vuole confrontarsi con ADL, perché:
                        ADL non è mai stata “accomodante” con loro, non ha firmato l’accordo del 13 novembre 2013, che era fondato su delle falsità, e che era il preludio di tutte le ingiustizie che sono state calate in seguito sui lavoratori.
                        ADL ha sempre denunciato e segnalato a SEA le inadempienze della Romeo Gestioni, ha fatto intervenire gli Enti preposti e ha depositato una dozzina di cause del lavoro.
                        ADL ha sempre fatto gli interessi dei lavoratori.

In questi 30 mesi di appalto ADL è rimasta da sola a contestare l’atteggiamento di Romeo Gestioni, mentre le altre Org. Sindacali stavano a guardare, senza porsi il problema di quello che subivano i lavoratori, gli atti di prepotenza e di discriminazione che venivano perpetrati soprattutto tra gli iscritti alla nostra Org. Sindacale; non solo, ma hanno pensato bene di accentuare tale clima, persuadendo i lavoratori a dare disdetta a ADL per iscriversi con loro, perché in tal modo si sarebbero potuti garantire una “vita lavorativa tranquilla”!
Sono stati a guardare mentre venivano azzerati i diritti dei lavoratori, e nel frattempo si sono prestati all’illusione paventata da parte di Romeo Gestioni sul fatto che potessero raggiungere un accordo sul premio di presenza, ipotizzando la tesi assurda che i lavoratori si dovevano pagare il parcheggio di tasca propria.
Lavoratori, è ora di guardare in faccia alla realtà, vi volete ancora fidare di quei sindacati che hanno permesso che tutto questo accadesse, nel silenzio più assoluto? Volete dire BASTA?????

Venerdì 24 giugno 2016
dalle 14.00 alle 16.30, faremo un
presidio con corteo
all’interno dell’aerostazione partenze del Terminal 2

per fare arrivare alla dirigenza di SEA SPA il GRIDO dell’esasperazione e della rabbia dei dipendenti Romeo.


Malpensa, 22 giugno 2016 

lunedì 20 giugno 2016

gestione del contenzioso inerente all’Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio, in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità

Le numerose istanze e richieste di chiarimenti pervenute dal territorio e le risultanze delle attività
 di audit in materia di Accertamento tecnico preventivo obbligatorio rendono utile una rivisitazione 
dell’assetto operativo del contenzioso in materia di invalidità civile e ATPO, soprattutto alla luce 
della nuova giurisprudenza di Cassazione. Con le Sentenze nn.  8533, 8878 e 8932 del 2015, 
infatti, la Suprema Corte ha rivisitato in modo significativo il modello procedurale disegnato dalla 
legge n. 111 del 2011 (legge di conversione del D.L. 98/2011) per i ricorsi in materia di invalidità
 civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità (art. 445 bis c.p.c.).
Nel ricorso per accertamento tecnico preventivo infatti, alla luce del nuovo orientamento, il 
ricorrente dovrà enunciare espressamente la pretesa che intende far valere nel giudizio cui 
l’accertamento tecnico preventivo è preordinato.

Si ritiene indispensabile, dunque, armonizzare il nuovo sistema delineato dalle richiamate
 sentenze del 2015 (dalle quali aveva già tratto origine il messaggio Hermes n. 4818/2015) con 
il disposto delle Circolari nn. 132 e 168 del 2011 e con la Sentenza n. 243 del 2014 della Corte 
Costituzionale con la quale la corte medesima ha definitivamente statuito la piena legittimità 
costituzionale dell’articolo 445 bis del c.p.c.

Dall’analisi e dalla rielaborazione dell’attuale processo di lavoro, delle sue principali fasi e 
delle specifiche competenze, sono state predisposte le istruzioni operative di seguito riportate
 e rivolte ai vari soggetti coinvolti nell’accertamento tecnico, coerentemente con quanto previsto
 dalla vigente normativa.

Con riferimento alle singole competenze, preliminarmente si osserva che sarà cura dei 
Direttori Regionali effettuare i controlli ritenuti necessari per garantire uniformità di gestione 
del contenzioso sul territorio regionale, mentre i Direttori provinciali avranno cura di coordinare 
l’attività ed il flusso di comunicazioni tra i diversi soggetti coinvolti, adottando tutti i 
provvedimenti che garantiscano sia la collaborazione tra le varie funzioni sia la presenza
di un rappresentante dell’Istituto nell’ambito di tutte le fasi del procedimento.


Nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori con disabilità.

A seguito delle modifiche introdotte all’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68 dall’articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, a decorrere dal 1° gennaio 2016 l’incentivo per l’assunzione di lavoratori con disabilità è gestito dall’INPS. La richiesta di fruizione deve essere inviata all’Istituto mediante apposite procedure telematiche. Il beneficio può essere autorizzato fino all’esaurimento delle risorse specificamente stanziate. Si forniscono le precisazioni normative e le indicazioni operative per il godimento dell’incentivo.

PREMESSA

L’articolo 10 del decreto legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 (all. n. 1) ha modificato
 l’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, prevedendo - per le assunzioni delle 
persone con disabilità effettuate a partire dal 1° gennaio 2016 – un nuovo incentivo che
 varia, rispetto a quanto precedentemente previsto, sia in entità che per le modalità di richiesta.

Più specificamente, al fine di realizzare una concreta promozione dell’inserimento e 
dell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, la nuova 
formulazione dell’articolo 13, legge 68/1999 (all. n. 2), prevede, a favore dei datori di
 lavoro, un incentivo di tipo economico, rapportato alla retribuzione lorda imponibile ai fini 
previdenziali, che varia in funzione del grado e della tipologia di riduzione della capacità 
lavorativa del soggetto assunto.

Accordo Aran – Confederazioni Sindacali del 25 maggio 2016. Ulteriore differimento al 31 dicembre 2020 del termine per l’esercizio dell’opzione per il TFR

Si rende noto che nell’incontro tra Aran e Confederazioni Sindacali del 25 maggio 2016 è stato sottoscritto 
definitivamente il Contratto Collettivo Nazionale Quadro, che era stato siglato il 15 gennaio 2016, per la proroga 
del termine indicato all'art. 2, comma 3, in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare 
per i dipendenti pubblici. L’articolo unico dell’accordo, stabilisce che il termine precedentemente prorogato al 31
dicembre 2015, è ulteriormente differito al 31 dicembre 2020.

Con l’occasione si ritiene utile richiamare le principali norme che disciplinano il passaggio dal trattamento di fine 
servizio (TFS) al trattamento di fine rapporto (TFR).

La facoltà di chiedere la trasformazione del TFS in TFR è stata introdotta dall'art. 59, comma 56, della legge 27 
dicembre 1997, n. 449 al fine di favorire il processo di attuazione delle disposizioni in materia di previdenza 
complementare per i dipendenti pubblici.

L’esercizio dell'opzione è stato disciplinato dall'art. 1 del Dpcm 20 dicembre 1999 e s.m. - e si 
esercita mediante la sottoscrizione del modulo di adesione al fondo pensione ed è, pertanto, strettamente connessa
e non separabile rispetto all’adesione stessa.

domenica 19 giugno 2016

Parigi: Un milione di persone contro il jobs act

ADL Ha accolto l’appello lanciato dalla “Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta” ed ha partecipato all’imponente manifestazione unitaria organizzata dai lavoratori francesi per il 14 giugno dopo tre mesi di proteste contro la legge sul lavoro in discussione in parlamento, legge che intende introdurre, al pari del jobs-act Italiano, delle limitazioni ai diritti dei lavoratori in prims favorendo i licenziamenti e limitando il diritto di sciopero, oltre ad altri gravi e rigide prese di posizione del governo francese contro tutta la classe lavoratrice francese. Oltre un milione di persone ha manifestato nelle strade della capitale francese ma i media hanno mostrato solo i pochi e sporadici scontri pensiamo per paura del contagio e della contaminazione che queste proteste possano scatenare. In contemporanea con la manifestazione di Parigi, i sindacati di Base Italiani hanno organizzato presidi di proteste, sit-in, e iniziative per esprimere piena solidarietà con le motivazioni che hanno spinto milioni di lavoratori e cittadini francesi a protestare per mesi contro questa legge, iniziative che sono avvenute un po’ in tutta Italia. Il governo francese ha preso come spunto di riferimento la legge sul lavoro emanata dal governo italiano e che è stata approvata dal parlamento italiano senza eccessive proteste da parte dei rappresentati dei lavoratori se non tra i sindacati di base che però non ha impensierito minimamente il premier italiano ne il relativo governo, consentendogli l’emanazione della legge praticamente quasi nel silenzio della classe lavoratrice.
Nell’illusione di limitare la precarietà lavorativa, la disoccupazione e il dilagare delle cooperative poco etiche, il Jobs-act italiano ha già mostrato i sui limiti, una legge fatta su richiesta dei padroni che chiedevano le mani libere contro i lavoratori e in cambio avrebbero rilanciato le assunzioni nel paese, invece la legge ha semplicemente favorito i licenziamenti mentre per agevolare le assunzioni hanno dovuto “regalare” ai padroni migliaia di euro per ogni lavoratore assunto: appena i contributi si sono ridotti c’è stato il crollo delle assunzioni, come dimostrano i dati occupazionali del 2016. Mentre i regali economici che il governo continua a elargire alle banche e alla classe padronale stanno mettendo in ginocchio il sistema sociale italiano con pesanti ripercussioni sulla sanita e sul sistema pensionistico, migliaia di lavoratori si sono visti licenziare per essere riassunti con il jobs-act, così facendo molte aziende hanno avuto accesso al contributo statale promesso. Anche sul fronte della contrattazione collettiva nazionale in Italia si stanno assimilando le indicazioni del governo spostando tutti i riconoscimenti economici previsti dai contratti nazionali, che garantivano a milioni di lavoratori un minimo di recupero inflattivo, sui pochi contratti aziendali a fronte dell’incremento produttivo, mentre la parte normativa recepisce i vincoli sul diritto di sciopero e di rappresentanza sindacale, riducendo sensibilmente gli spazi per le rivendicazioni e per le proteste oltre che il rischio di ridurre ulteriormente la presenza dei sindacati di Base all’interno dei posti di lavoro, cosa oltremodo apprezzata sia dai padroni sia dai sindacati “concertativi” che se ne sono guardati bene dal sollevare obbiezioni, anzi….
In Francia, al contrario, l’illusione di far passare la legge nel silenzio come in Italia, è durata proprio poco, le proteste hanno scatenato l’inferno per le strade francesi, fin da subito ci sono state manifestazioni e scioperi, quasi a cadenza settimanale, di tutte le classi lavoratrici con la solidarietà della cittadinanza francese che stanno facendo riflettere il governo francese che sembra mantenere una rigidità quasi surreale e inspiegabile: l’unico motivo di questa rigidità è per la paura di una estensione delle proteste in tutta Europa se si dovessero accogliere le motivazioni dei manifestanti. Per lo stesso motivo era importante, da parte di tutti i sindacati di Base europei, essere presenti anche solo simbolicamente, vista l’enorme partecipazione di oltre un milione di persone, ma che voleva dire essere vicini ai lavoratori Francesi e noi di ADL non potevamo mancare all’appello. Presenza che è stata ricambiata da parte di Solidaire che ci ha dato l’onore di aprire il corteo di Solidaire, sostenendo lo striscione della “Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta” cosa che abbiamo fatto con molto piacere dall’inizio alla fine dalla manifestazione.
Se la manifestazione nazionale dei lavoratori Francesi del 14 giugno 2016 doveva dare un chiaro segnale al governo sulla prospettiva di proseguire con le proteste in tutto il paese, il segnalale arrivato dalla piazza di Parigi è stato forte e chiaro.
La nostra speranza è che il governo francese si pieghi alle richieste dei lavoratori perché solo così si potranno riaccendere focolai di proteste anche in altri paesi europei, noi comunque eravamo a fianco dei lavoratori e, vista la loro determinazione, siamo sicuri che loro non si arrenderanno, noi nemmeno.
ADL Varese – 16 giugno 2016