- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 30 ottobre 2015

INCIDENTE DURANTE IL VOLO DEL CONVERTIPLANO CIVILE AW609

COMUNICATO SINDACALE
30 ottobre 2015

INCIDENTE DURANTE IL VOLO DEL CONVERTIPLANO CIVILE AW609

Apprendiamo in questo momento che il prototipo C2 del convertiplano AW609 in volo di prova decollato dalla sede Agusta di Cascina Costa, è caduto nei pressi di Biella.
Secondo le prime notizie pare sia avvenuta una esplosione durante il volo e che non ci siano speranze di trovare alcun superstite.
La notizia è apparsa fin da subito sulla prima pagina dell’ANSA on-line suscitando sgomento in tutti i lavoratori che hanno appreso la notizia.
La RSU Agusta di ADL Varese esprime le proprie condoglianze alle famiglie dei colleghi deceduti.
Non ci sentiamo nelle condizioni di aggiungere altri commenti alla notizia e rimaniamo in attesa di notizie dai soccorritori che in questi momenti stanno raggiungendo la zona dell’incidente.

la RSU Agusta di ADL Varese 
  


Precipita Convertiplano Agusta, due morti

Precipita un convertiplano di Agusta Westland. L’incidente nella pianura del Vercellese intorno alle 10 di venerdì 30 ottobre, tra Santhià e Alice Castello, ha causato la morte dei due persone. L’aereo era decollato intorno alle 9 da Vergiate.
I due deceduti, i cui corpi sono stati trovati carbonizzati, sono i piloti. Pietro Venanzi, 53 anni, originario di Velletri e residente a Sesto Calende, era un pilota molto esperto, da anni al lavoro sul progetto del AW609 e con migliaia di ore di volo alle spalle. A perdere la vita anche il copilota Herb Moran, statunitense di Portland ma ora residente a Varese. Entrambi erano molto conosciuti e apprezzati in Agusta Westland. In azienda in molti hanno espresso solidarietà e le condoglianze alle famiglie.
Sul posto in mattinata è arrivato il procuratore della Repubblica di Vercelli, Ezio Domenico Basso, per l’indagine. L’ipotesi di reato sulla quale la procura ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, è omicidio colposo con disastro aviatorio.
A precipitare è stato un velivolo sperimentale, un ‘convertiplano’ AW 609 della Agusta Westland.
Alcuni testimoni riferiscono di avere sentito un boato, seguito dalla caduta di rottami e per questo s’ipotizza l’esplosione in volo. Chi era presente riferisce che dopo lo scoppio l’aereo si sarebbe inclinato, iniziando a volare sul lato e a bassa quota sulle case del paese. Sarebbero stati i piloti a correggere la rotta, facendo cadere il velivolo in un campo di mais.

SARONNO Antifascisti con volantini interrompono il consiglio comunale

Baruffa in consiglio comunale per l’arrivo degli antifascisti durante la seduta di giovedì sera. Circa una ventina di persone sono intervenute nella sala Vanelli dove si stava svolgendo il consiglio comunale “armati” di volantini e striscione.
L’intervento della polizia locale ha impedito loro di proseguire la protesta. Obiettivo del dissenso era quasi sicuramente quello che ha fatto discutere nelle scorse settimane tutta l’opinione pubblica, ovvero la concessione di patrocinio del Comune a un evento in programma il 15 novembre al Paladozio, organizzato da una associazione sportiva milanese con chiari ideali di destra, accusata da Anpi e forze politica di centrosinistra di essere di stampo neofascista.

Ferla rientra in aeroporto



Salvatore Ferla rientra in aeroporto

L'operaio allontanato per aver insultato le addette mensa, il licenziamento era una misura eccessiva, è stato reintagrato con due pronunciamenti. Ma è ancora scontro con l'azienda.

«Giustizia è stata fatta» ha detto Ferla, che è stato reintegrato dopo due diversi giudizi (il primo grado e un pronunciamento sul ricorso di Sea): il giudice del lavoro, pur rinoscendo la fondatezza dell’episodio alla base del provvedimento discilpinare, aveva dichiarato sostanzialmente detto che il licenziamento era sanzione troppo dura e non prevista dal contratto.
Lo scontro tra l’azienda, il lavoratore Ferla e il sindacato ADL non finisce però qui. L’azienda ha infatti già dichiarato di voler resistere in appello, una scelta che AdL considera «un mezzo per attaccare il sindacalista/lavoratore […] e sottomettere definitivamente i lavoratori alle proprie volontà». Il sindacato di base accusa anche i vertici aziendali dicendo che il ricorso «comporterà ulteriore danno erarialeall’azienda e alla proprietà», che è in gran parte pubblica (Comune di Milano ma anche, indirettamente, Fondo F2i, parte del gruppo Cassa Depositi e Prestiti).

giovedì 29 ottobre 2015


Malpensa, la Procura indaga su sospetti fondi neri per il nuovo trenino tra i terminal

Il sospetto di fondi neri incombe sull'appalto ferroviario di Malpensa. Un affare da 115 milioni di euro. Su ordine del pm Bruna Albertini, una pattuglia del Nucleo di polizia tributaria, esattamente una settimana fa, ha acquisito una serie di documenti nella sede delle Ferrovie Nord.

Nel mirino la gara "per la realizzazione di opere di collegamento ferroviario tra il Terminal 1 (T1) e il T2 dell'aeroporto internazionale di Malpensa, Lotto 2". La Procura non vuole scoprire le carte, ma dall'"ordine di esibizione di atti" formalizzato a Ferrovie Nord si evince che sta indagando sui manager di due società, la Titania srl - che si è aggiudicata l'appalto per la costruzione della "sede ferroviaria in trincea" -, e la Titania srl, che ha ottenuto lavori in subappalto. Gli indagati sono un manager "più altri", e i reati - secondo l'ipotesi accusatoria - sarebbero stati "accertati in data primo gennaio 2014 e permanenti sino al 22 luglio 2015". Le accuse ipotizzate sono quelle di frode fiscale, false fatture e omessa dichiarazione dei redditi.
repubblica.it

Dipendente reintegrato da Sea, la soddisfazione di Manifattura Cittadina

BUSTO ARSIZIO – Salvatore Ferla, il dipendente licenziato da Sea e in un primo momento non reintegrato nonostante la sentenza del Tribunale di Milano, è tornato al lavoro.
Manifattura Cittadina, che aveva portato il caso in commissione poiché il Comune di Busto è socio dell’azienda, apprende la notizia “con sollievo e con gioia”.
 
I componenti della lista ringraziano “il proprio consigliere comunale Alberto Rossi, che ha offerto il suo contributo alla positiva soluzione del caso, tramite un’interpellanza in commissione Affari Generali, raccogliendo l’adesione di tutte le forze politiche consiliari alla proposta di sollecitare il sindaco ad attivarsi presso Sea per chiedere conto della vicenda”.
 
Per il futuro, Manifattura auspica che l’azienda “si astenga dal ledere i diritti dei lavoratori (e delle loro organizzazioni sindacali) senza recare danno alla dignità del lavoro e alla difesa delle condizioni di lavoro” e che “il Comune di Busto Arsizio vigili, con tutti gli strumenti a sua disposizione, perché episodi analoghi non si ripetano”.

lunedì 26 ottobre 2015

Incontro con... Giansandro Bertinotti (Sindacato di Base ADL Varese, settore militare Alenia/Aermacchi)

giovedì 29 ottobre alle 20.00
CAM Garibaldi - corso Garibaldi 27
Milano - MM Lanza
LOCALE RISCALDATO

ENTRATA LIBERA



che parlerà di:
  • Palestina: Laboratorio di oppressione, dottrina della sproporzionalità
  • Gaza: Vetrina dell’industria bellica, un grande Campo di sperimentazione
  • Cisgiordania: Laboratorio per il controllo della folla, esportazione della violenza
  • Industria della sicurezza delle frontiere 
  • Industria globale della repressione 
  • Industria della pacificazione globale
  • Nato-Usa-Europa-Israele: vincoli e servitù

Dopo l'intervento di Giansandro Bertinotti, 

sarà proiettato il film 
GAZA-STROPHE 
per la rassegna 

LA NORMALITA' DELL'ANORMALE

Seguirà dibattito con il pubblico.
 

CoNUP ASSEMBLEA / DIBATTITO Mercoledì 28 Ottobre, Novara (Sede USB - Via Goito, 5)

CoNUP

Coordinamento Nazionale Unitario dei Pensionati di oggi e di domani


ASSEMBLEA / DIBATTITO
Mercoledì 28 Ottobre, Novara
(Sede USB - Via Goito, 5)
Ore 18.00 / 20.00

PENSIONI ATTUALI E FUTURE - SANITA’

OCCASIONE PER DARE VOCE AI CITTADINI

 

Per discutere di PENSIONI e SANITA’, per organizzarci e costruire assieme un percorso di proposte e di mobilitazione.


Cara Pensionata e caro Pensionato, La informiamo che la Corte Costituzionale (Sentenza Numero 70 del 2015) ha decretato ingiusto il blocco della rivalutazione della sua pensione per gli anni 2012/2013 e condanna lo Stato, e di conseguenza l’INPS, a restituire ai pensionati quanto non è stato pagato; ma per farlo è necessario che lei lo chieda in modo esplicito all’Ente Pensionistico che le paga la Pensione, cioè l’INPS, dato che il Governo sta emanando una legge (da noi definita decreto/elemosina, perché di questo si tratta) che prevede la restituzione in minima parte di quanto invece previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale. La lettera deve essere compilata, firmata e  spedita (dopo averne fatto una copia) alla sede provinciale dell’INPS, con Raccomandata e Ricevuta di Ritorno

Il CONUP (Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati di oggi e di domani) è nato a Pistoia il 25 maggio di quest’anno e si è subito attivato per difendere le pensioni sia per gli ex lavoratori sia per chi andrà in pensione negli anni futuri, perché il problema delle pensioni è un problema che riguarda tutti, giovani e meno giovani. La manifestazione svoltasi a Roma il 16 giugno promossa dal CoNUP ha rappresentato un primo momento di mobilitazione, che ha visto uniti:
  -I pensionati, colpiti dal provocatorio atteggiamento del governo che vuole liquidare con un decreto/elemosina quanto previsto dalla Corte Costituzionale;
  -Gli Esodati, a cui ancora non è stata trovata una soluzione definitiva;
  -Alcune categorie di lavoratori, come il Personale mobile delle FS, pesantemente penalizzati dalla legge Fornero.
La mobilitazione deve proseguire, non solo per ottenere il maltolto, ma perché sempre più spesso si parla di “attaccare” le pensioni di chi le percepisce con il sistema retributivo. Molte trasmissioni televisive hanno parlato di questo argomento e ripetutamente è stato detto, anche dallo stesso Tito Boeri attuale presidente dell’INPS, che  le pensioni costruite col retributivo vanno ridotte ricalcolandole col contributivo, portando così, dopo il blocco della Fornero, un ulteriore salasso alle nostre pensioni. Questi signori governanti, mentre mantengono i loro privilegi, invece di andare a prendere i soldi dove ci sono (paradisi fiscali ed evasione), LI TOLGONO AI PENSIONATI. Con le varie leggi sulle pensioni, a partire da quella Amato/Dini per finire a quella Fornero, il sistema pensionistico italiano è diventato il PEGGIORE d’Europa. Un sistema contributivo che penalizza e penalizzerà fortemente le prossime generazioni. Per questo motivo è necessario una grande battaglia che coinvolga non solo i pensionati attuali, ma soprattutto i lavoratori e i giovani, per cambiare una legge antidemocratica e anticostituzionale che conduce il popolo italiano verso pensioni miserabili

Novara,  18 Ottobre 2015

AGUSTAWESTLAND ASSEMBLEA NON RETRIBUITA IN SCIOPERO

Martedì 27 ottobre 2015

DALLE 14,00 ALLE 15,00

(GIORNATA + PRIMO E SECONDO TURNO)

PRESSO LA SALETTA SINDACALE

ASSEMBLEA
NON RETRIBUITA

IN SCIOPERO

PER TUTTI I LAVORATORI

AGUSTAWESTLAND
DI C. COSTA

ORDINE DEL GIORNO:
        
-          AGGIORNAMENTO SU UNIFICAZIONE IN FINMECCANICA

-         varie ed eventuali  



Alla Mascioni scioperano in centinaia: “Vogliamo salvarci”

Erano più di 200 i dipendenti della Mascioni che oggi, lunedì 26 ottobre, dalle 13 hanno presidiato i cancelli della storica azienda di Cuvio.
L’obiettivo è di premere sulla nuova proprietà, il fondo spagnolo Phi Asset Management Partners, affinché venga ridimensionato il piano industriale che prevede forti riduzioni di personale – si parla di oltre 150 su 320 dipendenti – e di investimenti.
Attorno alle 14 erano presenti sul posto oltre agli operai anche una ventina di sindaci e amministratori locali della Valle, da Laveno a Luino, oltre al presidente di comunità Montana e al vice presidente della Provincia: tutti hanno promesso l’appoggio per la lotta dei lavoratori.

venerdì 23 ottobre 2015

BUSTO ARSIZIO Sea non reintegra il dipendente, il caso in Comune

Dipendente licenziato e non reintegrato da Sea, Manifattura Cittadinainterroga il Comune, socio dell’azienda per minima parte. E a seguire la commissione giovedì c’era anche una nutrita delegazione di Adl, sindacato di cui il lavoratore in questione è fondatore, oltre a rappresentanti di Sel, Comunisti Italiani e Movimento 5 Stelle.
Il Tribunale di Milano ha imposto il reintegro diSalvatore Ferla, licenziato dalla società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa per uno scontro verbale con i dipendenti della mensa. Ma l’azienda, pur pagando quanto dovuto, lo ha messo in aspettativa.
 
“Un dipende che nel 2013 attaccò me e il mio sindacato con una serie di volantini ha fatto carriera, mentre io non posso tornare al lavoro – ha sottolineato Ferla, presente in municipio, a margine della commissione – Perché questa disparità di trattamento? Sembra uno scontro tra Davide e Golia, ma io non mi fermo”.
A sostenerlo il direttivo provinciale di Adl: “Chiediamo che il Comune sia più sensibile di fronte a certi atteggiamenti – ha spiegato Fausto Sartorato – Le sentenze vanno rispettate, non si può giocare con la vita di una persona e della sua famiglia”.
 
Alberto Rossi, capogruppo di Manifattura Cittadina, ha osservato in commissione che “il fatto che il lavoratore venga regolarmente retribuito ma gli sia impedito di prestare la propria opera, oltre che disattendere l’ordinanza del giudice comporta un danno erariale per il Comune di Busto”. Il Comune, in effetti, possiede una quota di partecipazione, seppur davvero esigua, pari allo 0,0556 per cento.

Incentivi gonfiati e false assunzioni, perquisizioni nelle sedi Inps a Roma e in Campania

Nuovo filone investigativo della maxi inchiesta "Mastrolindo" della procura di Nocera Inferiore. Venivano costituite aziende inesistenti del settore terziario per incassare erogazioni previdenziali e assistenziali dall'Istituto. Nel mirino anche i possibili dati falsati sulla performance di dirigenti e funzionari-
False assunzioni e fittizi rapporti di lavoro. Ma anche incentivi gonfiati a dirigenti e funzionari dell’Inps. C’è questo al centro del nuovo filone investigativo della maxi inchiesta “Mastrolindo“, che ha portato a perquisizioni nella Direzione generale dell’istituto e nelle sedi dei capoluoghi campani.
ilfattoquotidiano.it

la Prealpina - Commissione Consiliare Busto Arsizio: il caso Ferla


giovedì 22 ottobre 2015

Part-time: Vittoria in Tribunale per due dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Padova!

 Il tempo di lavoro diventa sempre di più un campo di battaglia in cui la parte pubblica, nel nostro caso la Direzione Regionale delle Entrate del Veneto e la Direzione Provinciale delle Entrate di Padova, sono entrate  pesantemente in campo modificando/revocando tutti gli accordi part-time, precedenti al 25/06/2008, senza esclusione alcuna.
Le due  dipendenti  della DP di Padova, dopo che non c’è stato nessuno spazio per una trattativa sindacale, per veder riconosciuto il loro diritto a proseguire il part -time già in essere senza che fosse posto  a priori , senza alcuna manifesta esigenza, un termine di scadenza, sono ricorse alla via giudiziale, assistite dall’Avvocato Barbara Gasparini dello  Studio Legale Squillace dell’ADL Cobas.
La Direzione Regionale delle Entrate del Veneto ha infatti interpretato l’art.16 della Legge 183/10 (il cosiddetto Collegato Lavoro) con cui il legislatore ha attribuito alle Amministrazioni la facoltà eccezionale e limitata nel tempo (6 mesi dall’entrata in vigore della Legge, quindi fino al 23 maggio 2011) di “sottoporre a nuova valutazione” gli accordi part-time sottoscritti con i propri dipendenti prima della legge 133/08”, ossia prima del giugno 2008, come una licenza ad agire unilateralmente. La DRE del Veneto ha infatti posto  un termine di scadenza al part-time, di due anni, senza addurre nessuna oggettiva e concreta esigenza di servizio, ma al solo scopo di poter valutare il suo eventuale rinnovo ben dopo la scadenza del 23/05/2011.
Dopo vari rinvii dell’Udienza presso il Tribunale,  la determinazione delle due lavoratrici ad insistere nel portare avanti la causa e di Adl Cobas nel sostenerle è stata premiata con la Sentenza n.679/2015 del Giudice Barbara Bortot, pubblicata il 16/10/2015 RG n. 2152/2012 e che alleghiamo.
Questa vittoria in Tribunale, con condanna per l’Agenzia delle Entrate a “rifondere le spese di lite” apre spazi per  continuare la lotta per la determinazione del proprio tempo di lavoro o di non lavoro ! 
Solo chi non lotta ha già perduto!
Padova, 21/10/2015
ADL Cobas

«Stato di agitazione e presidio». Alla Don Gnocchi il clima è teso

L’accordo sottoscritto due anni fa, in scadenza a dicembre 2016, definiva 80 ore di lavoro annue aggiuntive senza retribuzione e due giorni in meno di ferie. 
«Ore che alcuni lavoratori hanno già dato per il 2015 – sottolineano – Fondazione Don Gnocchi ha disdetto l’accordo nazionale pretendo il rispetto dell’accordo di crisi che abbiamo accettato per il forte senso di responsabilità e per evitare la disdetta unilaterale del contratto nazionale». Cosa che in realtà è avvenuta «e senza comunicarci quale altro contratto vogliano applicare». 
La Residenza Sanitaria Assistenziale per ospiti anziani non autosufficienti di Malnate oggi è accreditata per 200 posti letti.
laprovinciadivarese.it

Doccia fredda dal tribunale, la Zucchi rischia

La doccia fredda è arrivata dal Tribunale di Busto Arsizio, il giudice della sezione fallimentare ha fissato l’udienza per il concordato preventivo del Gruppo Zucchi al 27 ottobre, nonostante l’azienda avesse presentato (lo scorso 21 ottobre, ndr) la documentazione che prevede l’ingresso del fondo d’investimento francese Astrance Capitalcon l’ok delle banche creditrici, chiedendo al contempo la fissazione dell’udienza non prima del 15 novembre.
Il gruppo tessile con sede a Rescaldina, di cui l’azionista di maggioranza è il portiere della Juventus e della Nazionale Gigi Buffon, a questo punto rischia di finire in amministrazione controllata con un debito verso i creditori di circa 73 milioni di euro da gestire. Non ci sarebbe il tempo necessario per perfezionare la cessione delle quote al fondo di investimenti.

Mascioni, il piano industriale taglia 150 dipendenti: sciopero e fabbrica ferma

Brutte notizie per i lavoratori della Mascioni di Cuvio. La storica azienda tessile, coinvolta nella crisi Zucchi e venduta ad un fondo spagnolo ad inizio ottobre 2015, vive un altro momento di tensione.
I sindacati hanno indetto uno sciopero permanente dalle 14 di oggi, giovedì 22 ottobre, fino alle 18 di martedì 27 ottobre: la decisione è stata presa dopo che i nuovi proprietari, che fanno riferimento al fondo spagnolo Phi Asset Management Partners, hanno presentato nella sede dell’Unione Industriali di Varese il piano industriale e le relative conseguenze per i dipendenti dell’azienda. Su 320 lavoratori, ne resterebbero 160/165: circa la metà.

mercoledì 21 ottobre 2015

Domani 22 ottobre 2015 alle ore 18.30 in Comune a Busto Arsizio

Domani 22 ottobre 2015  alle ore 18.30 in Comune a Busto Arsizio
Si svolgerà una commissione consiliare su SEA  e Ferla (mancato reintegro del lavoratore)
La seduta è pubblica ed è richiesta la massima partecipazione 
con striscione e bandiere.

licenziamento Ferla: Il Tribunale di Milano rigetta l’opposizione di SEA

Il Tribunale di Milano, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando,
ogni contraria ed ulteriore istanza domanda ed eccezione disattesa, così decide:
1) rigetta l’opposizione di SEA spa
2) condanna la parte soccombente SEA s.p.a. alla rifusione delle spese processuali a
Ferla Salvatore oltre agli accessori fiscali e previdenziali previsti ai sensi di legge.

Così deciso il 20 ottobre 2015.
vi comunico che il giudice 
ha condannato nuovamente SEA a pagare i danni e a 

REINTEGRARE IMMEDIATAMENTE FERLA.

martedì 20 ottobre 2015

PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL COMPARTO TRASPORTO MERCI-LOGISTICA

18 ottobre 2015

OGGETTO: PROCLAMAZIONE SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL COMPARTO TRASPORTO MERCI-LOGISTICA

Con la presente, a nome delle OO.SS. SiCobas e Adl Cobas:
  • Considerato che non vi è stata ancora alcuna risposta da parte né da parte delle Organizzazioni, qui riportate in indirizzo, alle quali abbiamo indirizzato la comunicazione uscita dall’assemblea nazionale dei lavoratori del settore trasporto merci logistica riunitasi in data 27 settembre;
  • Considerato che, anche per quanto riguarda le problematiche più generali per le quali si era interessato direttamente il Governo, non vi è stata alcuna interlocuzione;

SICOBAS E ADLCOBAS, SU MANDATO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI LAVORATORI DELLA LOGISTICA DEL 27 SETTEMBRE PROCLAMANO 24 ORE DI SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL SETTORE DEL TRASPORTO MERCI-LOGISTICA CHE SI TERRANNO TRA LE GIORNATE DEL 29 E 30 OTTOBRE E TROVERANNO UNA ARTICOLAZIONE TERRITORIALE SULLA BASE DELLE SPECIFICHE TURNISTICHE.

Con lo sciopero del 29/30 ottobre si dà l’avvio ufficiale alla vertenza per il rinnovo del CCNL del comparto Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e si intende portare un contributo alla battaglia più generale contro la cancellazione dell’art. 18 compresa e la conseguente liberalizzazione dei licenziamenti senza giusta causa, per la conquista di reddito, diritti e dignità per tutti.

Siamo sempre disponibili, dopo lo sciopero, ad incontrare le parti per una verifica sulla disponibilità ad aprire un confronto vero con le scriventi OO.SS.

Distinti saluti

Compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con le prestazioni di sostegno al reddito.

L’articolo 48 del decreto legislativo n. 81 del 2015 stabilisce che, per  prestazioni di
 lavoro accessorio, si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento
 alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno 
civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi
 al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
L’articolo in esame conferma che, fermo restando il limite complessivo dei 7.000 euro, 
per anno civile, nei confronti di committenti imprenditori o professionisti, le attività
 lavorative rese col sistema dei buoni lavoro possono essere svolte a favore di ciascun
 singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, anche essi rivalutati 
annualmente.
Per lo svolgimento di lavoro accessorio i committenti acquistano, esclusivamente 
attraverso modalità' telematica, uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente
 e datati.

Il valore nominale dei buoni orari è fissato con decreto del Ministro del Lavoro e delle 
Politiche Sociali. Nelle more dell’emanazione del decreto, il valore nominale del buono 
orario è fissato in 10 euro; nel solo settore agricolo il valore è pari all'importo della 
retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata, individuata dal contratto
 collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più' rappresentative 
sul piano nazionale.

Ilva, verso profondo rosso perdite per almeno 500 milioni

ROMA – Le dichiarazioni ufficiali indicavano per il 2015 un ebitda di gruppo, cioè il risultato di gestione, con perdite tra 280 e 310 milioni di euro. La previsione era stata annunciata dai commissari dell’Ilva nell’audizione parlamentare di fine luglio scorso, subito seguita da dichiarazioni d’intenti decisamente confortanti su "un ambizioso piano di crescita per tornare in pareggio entro due anni", cominciando a generare valore dal 2017. Tre mesi dopo la certezza, essendo ormai ottobre inoltrato, è che la rimonta immaginata nel secondo semestre non c'è stata. E la conseguenza è che a fine anno il profondo rosso sarà di almeno 500 milioni, raddoppiando gli oltre 250 milioni di ebitda negativo del periodo gennaio-giugno.

Fonti vicine all’azienda spiegano che il 2015 è caratterizzato da "eventi negativi eccezionali", sottolineano "miglioramenti gestionali importanti" e aggiungono che "il risultato finale dell’anno dipenderà dai valori del magazzino, fortemente volatili", con la possibilità che risulti significativamente meno pesante.
La situazione d’emergenza è il motivo dell’uscita allo scoperto nei giorni scorsi del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di Confindustria Taranto e dei sindacati. "L'Ilva si sta spegnendo", ha detto Emiliano, aggiungendo che "le perdite non si fermano e a quella ordinaria si è aggiunta una crisi generale del mercato dell’acciaio". Anche in passato Emiliano ha avuto parole di critica nei confronti di come è stata gestita la crisi del gruppo, ma le ultime dichiarazioni rappresentano un vero grido di allarme. Tanto da immaginare un "piano B" per l’Ilva di Taranto, con "l'uscita dalla cultura dell’acciaio", che richiederebbe "dieci anni". La terza eventualità invece, sempre secondo Emiliano, sarebbe "il collasso", che costringerebbe "a gestire una catastrofe pari al terremoto dell’Aquila".
lagazzettadelmezzogiorno.it

Quasi la metà dei pensionati prende meno di mille euro al mese

Quasi la metà dei pensionati prende meno di mille euro al mese

ROMA - In Italia quasi un pensionato su due percepisce una pensione inferiore ai mille euro al mese. E' quanto emerge dal bilancio sociale dell'Inps relativo al 2014.
Il 42,5% dei pensionati, infatti, pari a circa 6,5 milioni di individui, prende un assegno mensile inferiore ai mille euro. Tra questi il 12,1% percepisce meno di cinquecento euro mensili. Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, sottolinea che con la manovra 2016 "sarebbe stato importante fare l'ultima riforma delle pensioni". Boeri aggiunge che nella Legge di Stabilità ci sono stati solo "interventi selettivi e parziali, che creano asimmetrie di trattamento" e avverte che "in assenza di correttivi daranno spinta a ulteriori misure parziali che sono tra l'altro molte costose".
GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI - Cala nel 2014 la spesa per gli ammortizzatori sociali. Nel 2014 è stata infatti di 22,6 miliardi di euro con una contrazione rispetto al 2013 di 998 milioni di euro, pari al 4,2%. La spesa è ripartita in 6,1 miliardi per la cassa integrazione, 13,1 miliardi per le indennità di disoccupazione e 3,4 miliardi per le indennità di mobilità. Il flusso annuo dei lavoratori beneficiari della Cig è stato di circa 1,2 milioni, contro 1,5 milioni di unità rilevate nel 2013, con una riduzione del 21,3%. La mobilità ha interessato invece oltre 350mila unità e le indennità di disoccupazione circa 3 milioni



lunedì 19 ottobre 2015

CORSO SULLA SALUTE 2015 MERCOLEDI' 21 OTTOBRE 2015 ore 18.00

MEDICINA DEMOCRATICA / 
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE 
RETE per il DIRITTO alla SALUTE LOMBARDIA

presentano:

CORSO SULLA SALUTE 2015 – II PARTE -

Milano Stazione C.le - Bin. 21 - scala “E” - 4°piano - ore 18.00/21.00

MERCOLEDI' 21 OTTOBRE 2015 ore 18.00 

11^ INCONTRO: ORGANIZZARE LA PARTECIPAZIONE

A) IL CASO DELL’AMIANTO: PERCHE’, COME E QUANDO – Michele Michelino
B) IL COORDINAMENTO SANITA’ (H San Carlo) – 
Sergio Damia
C) LA RETE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE –
 Carlo Parascandolo

Morti per amianto alla centrale Enel Turbigo: ingiustizia è fatta.
I dirigenti accusati della morte di 8 operai sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”. Il giudice dott.ssa Beatrice Secchi della quinta sezione penale ha assolto dall’accusa di omicidio colposo plurimo “per non aver commesso il fatto” 4 dirigenti e dichiarato estinto il reato per altri 2 perche nel frattempo deceduti. Per sei ex dirigenti ed ex responsabili della centrale termoelettrica di Turbigo, nel milanese, imputati della morte per mesotelioma pleurico di 8 di operai il P.M avevo chiesto dai due agli 8 annidi reclusione. L’assoluzione dei dirigenti di un’azienda pubblica, in quegli anni di proprietà del governo, riporta alla luce l’omertà e la complicità fra manager e istituzioni di cui hanno goduto e continuano a godere i vertici aziendali. In Italia – paese barbaro e incivile - le leggi e i diritti sono uguali solo per i ricchi; chi uccide i lavoratori, inquina e distrugge l’ambiente e la natura ha una legislazione di favore. Dirigenti che pur sapendo della pericolosità dell’amianto nulla hanno fatto per salvaguardare la salute e la vita dei lavoratori rimangono impuniti. La sentenza Eternit ha fatto giurisprudenza. Ancora una volta i dirigenti accusati delle morti di tanti operai sono assolti e per le famiglie delle vittime al danno si aggiunge la beffa . Ai padroni e manager che nella ricerca del massimo profitto hanno consapevolmente mandato a morte migliaia di operai e cittadini la legislazione vigente, consente la licenza di uccidere impunemente. In Italia esiste una realtà di decine di migliaia di morti sul lavoro e di lavoro e una “giustizia” che dice che nessuno è colpevole.


SVOLGIMENTO DEL CORSO:Viene concepito in modo diverso dai precedenti anche se, come per gli altri, è previsto con incontri quindicinali divisi in due tempi, con due introduzioni della durata di 30 minuti e quindi due discussioni di altrettanti 30 minuti, da svolgere dalle ore 17,45 alle ore 20 presso la sede sindacale della Stazione Centrale di Milano (un posto ampiamente raggiungibile – presso il binario 21, IV piano scala E). DAL BINARIO 21.
L’INGRESSO SARA’ INDICATO


Milano 15 Ottobre 2015

8 euro lordi previsti per il ccnl del Pubblico Impiego.....no grazie!

Esaminiamo in pillole, per quello che riguarda i pubblici dipendenti, la  Finanziaria presentata il 15 ottobre in Parlamento.
Dopo 6 anni di blocco contrattuale, a fronte di una perdita di salario di almeno il 20%, nella Legge di Stabilità, ai  3,2 milioni di dipendenti pubblici viene “offerto” un aumento salariale medio di 8 euro lordi al mese. Ma la Legge di Stabilità non si accontenta di questa provocazione al mondo del lavoro pubblico ( 8 euro è giusto 1/10  dei famosi 80 euro dati da Renzi senza contrattazione ad alcune fasce di lavoro salariato) ma impone un nuovo insopportabile taglio alla sanità e a strutture, servizi e posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione ossia un impoverimento di altri 7 miliardi di euro che porta il nome di “spending review” e non pone alcun elemento di salvaguardia per i lavoratori delle Province che si trovano ad essere l’agnello sacrificale. Infine per tutti i lavoratori inchiodati a non andare in pensione dalla Legge Fornero non ci sarà alcun anticipo di pensionamento ma se proprio non ce la si fa più ,  ci sarà per il 2016 il prolungamento dell’ “opzione donna” ossia per ottenere una fuoriuscita dal lavoro anticipata di pochi anni ( solo per le donne e solo per chi ha maturato 35 anni di lavoro e ha 57 anni di età) si accetterà una pensione calcolata solo con il contributivo che comporta mediamente  una corresponsioneridotta  del 30% per tutta la vita, mentre  dopo i 63 anni , e questo varrà anche per gli uomini, ci si potrà dimezzare il già misero stipendio lavorando in part-time. A questo attacco alle condizioni di vita si aggiunge quello ai diritti sindacali già in intinere anche senza la Finanziaria, basti pensare l'attacco al diritto di sciopero ma anche alle  assemblee


sindacali regolarmente richieste (si pensi alle vicende dei trasporti  o dei lavoratori dei siti archeologici). Infine la volontà di trasformare in Legge il Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 tra cgil cisl uil e Confindustria per impedire l'autoorganizzazione nei posti di lavoro.

Di fronte a questo cupo scenario perchè  non prefigurare una mobilitazione a partire dal basso, dai delegati rsu, dalle assemblee indette unitariamente in orari in cui possano essere visibili, possano incidere, possano comunicare?
Perché delegare ancora ai soliti sindacati esperti dei tavoli nazionali, che nulla hanno inciso sul  blocco contrattuale in vigore, nel Pubblico Impiego,  dal 2009?
Perché non creare coordinamenti di rsu su basi provinciali e regionali uniti  dallo scopo di ottenere un contratto decente e la democrazia nel posto di lavoro ossia che per accedere alla trattativa di secondo livello (quello del posto di lavoro) non sia richiesta la maggior rappresentatività a livello nazionale ma quella legata al proprio luogo di lavoro.
Per quello che rappresentiamo come delegati rsu eletti nei posti di lavoro, siamo a disposizione.
Solo chi non lotta ha già perduto!
Vogliamo il pane , la democrazia,  e il diritto  ad una pensione !



Padova, 18/10/2015
ADL COBAS

Erri De Luca assolto nel processo sulla “istigazione al sabotaggio” della Tav: “Impedita un’ingiustizia”

Erri De Luca è stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere nel processo per alcune interviste in cui sosteneva che la “Tav va sabotata”. Il pm aveva chiesto una condanna di otto mesi di reclusione. Per il giudice Immacolata Iadeluca il “fatto non sussiste“. La sentenza è stata accolta dagli applausi dei numerosi No Tav presenti in tribunale a Torino. “E’ stata impedita una ingiustizia, quest’aula è un avamposto sul presente prossimo” ha commentato De Luca dopo la pronuncia del dispositivo della sentenza. “Ora – continua lo scrittore – mi sento tornato un cittadino qualunque. Ma la Valle di Susa resta una questione che mi riguarda. Di questo processo mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto, in Italia e in Francia.”La sentenza ribadisce il valore dell’articolo 21 della Costituzione. Ho letto sui giornali della telefonata di Hollande a Renzi, ma non credo che abbia influito sulla sentenza”. Lo scrittore, prima della pronuncia, aveva rilasciato dichiarazioni spontanee con le quali aveva confermato la sua “convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua” e si era detto “disposto a subire condanna penale per il suo impiego, ma non a farmi censurare o ridurre la lingua italiana”.
ilfattoquotidiano.it

Trattato Usa-Ue su commercio, ripartono negoziati tra le proteste dei cittadini Ue. E la chiusura del Ttip slitta

Parte oggi a Miami l’undicesimo round di negoziazioni del Ttip, il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti che vede protagonisti l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Il decimo si era tenuto a Bruxelles, a metà luglio: questo sarà dunque il primo incontro dopo lo scandalo Volkswagen. I team di negoziatori assicurano che non ci saranno ripercussioni sul cammino del trattato, che tuttavia sembra aver rallentato la sua spinta propulsiva rispetto a qualche mese fa, quando le parti in causa auspicavano una chiusura dell’accordo entro la fine dell’anno. Oggi appare a rischio anche la scadenza del 2016.
Oltre tre milioni di firme raccolte attraverso l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) per chiedere alla Ue un immediato stop delle trattative sono state consegnate poco più di una settimana fa alla Commissione Europea a Londra e Bruxelles. Mentre un fiume di100mila persone (250mila per gli organizzatori) sfilava tra le strade di Berlino, qualche giorno dopo, per esprimere la propria contrarietà al trattato. Il rumore generato dalle molteplici iniziative che si susseguono da mesi nel Vecchio Continente ha portato il trattato al centro del dibattito europeo, accendendo i riflettori su quanto sta accadendo a Bruxelles e sull’operato dei commissari.Cecilia Malmström, il commissario europeo al commercio, “riceve ordini direttamente dai lobbisti di Bruxelles”, ha accusatoJohn Hilary, executive director della rete anti-povertà e anti-TtipWar on Want. Secondo il rapporto Public Services Under Attack – Ttip, Ceta, and the secretive collusion between business lobbyists and trade negotiators, pubblicato da Corporate Europe Observatory, Associazione internazionale tecnici, esperti e ricercatori (Aitec), War on Want e altre organizzazioni, gli accordi commerciali dell’Unione europea con Usa e Canada “potrebbero mettere in pericolo i diritti dei cittadini ai servizi di base come l’acqua e la sanità“. Il rapporto intende attirare l’attenzione sull’estrema vicinanza tra i negoziatori e le grandi imprese, che puntano alla massima apertura dei mercati in settori di utilità pubblica, tra cui anche la cultura e i servizi postali.

domenica 18 ottobre 2015

Il lavoro straniero vale 10 miliardi e paga le pensioni a 620 mila italiani

ROMA - In Italia 620mila anziani devono ringraziare gli immigrati: sono loro a " pagargli" la pensione. Nell'ultimo anno infatti i lavoratori stranieri hanno versato ben 10,29 miliardi di euro in contributi previdenziali. Lo sa bene l'Inps: essendo prevalentemente in età lavorativa, i migranti sono soprattutto contribuenti. Non a caso, oggi la popolazione con più di 75 anni rappresenta l'11,9% tra gli italiani, solo lo 0,9% tra gli stranieri.

A pesare il tesoretto dei " nuovi italiani" è il Rapporto 2015 sull'economia dell'immigrazione della Fondazione Leone Moressa, che verrà presentato il 22 ottobre a Roma.
Secondo le stime Istat, tra 10 anni gli stranieri supereranno quota 8 milioni, con un'incidenza del 13,1% sulla popolazione complessiva. Nel 2050, rappresenteranno un quinto della popolazione, mentre un italiano su quattro (23,1%) avrà più di 75 anni. "Dati che evidenziano il peso degli immigrati nel nostro Paese  -  sottolineano i ricercatori della Moressa  -  oggi, infatti, 1 italiano su 10 ha più di 75 anni; tra gli stranieri 1 su 100.

In altre parole, nei prossimi decenni la popolazione italiana è destinata a invecchiare, mentre tra gli stranieri aumenteranno gli adulti in età lavorativa (oggi abbiamo 1 milione di minori)". E così già oggi il contributo economico dell'immigrazione si fa sentire soprattutto sui contributi pensionistici. "Contributi che vanno a sostenere il sistema nazionale del welfare (oltre alle pensioni, anche altri trasferimenti come maternità e disoccupazione) che si rivolge prevalentemente alla popolazione autoctona. Infatti, la voce "pensioni" è una delle voci principali della spesa pubblica nazionale e, vista l'età media, la popolazione straniera ne beneficia in misura molto marginale. Anzi, gli stranieri sono soprattutto contribuenti".
repubblica.it