Erano già venuti alle mani una volta all’inizio di ottobre, ma evidentemente quel franco scambio di opinioni non era stato sufficiente per risolvere il problema. Così nel pomeriggio di venerdì, giorno di paga, una squadra di manovali egiziani è tornata a presentarsi davanti alcantiere edile nell’Oltrestazione dove nei mesi scorsi aveva lavorato. Gi stranieri volevano i loro soldi, subito. Ma siccome il capocantiere o non ne aveva o non aveva alcuna intenzione di darglieli, in breve la tensione è tornata alle stelle: sono volati schiaffi e spintoni; alcuni si sono limitati alle parole grosse, altri sono passati alle minacce. Fino a quando qualcuno preoccupato che la situazione potesse scappare di mano ha preferito chiamare il 113, e in un attimo una Volante del commissariato di via Gilardelli è arrivata per riportare la calma.
Nessun ferito, nessun procedimento d’ufficio: chi ha preso le botte si è rifiutato di andare al pronto soccorso per i referti del caso: visto che non si può parlare di una rissa vera e propria, ciascuno deciderà se sporgere denuncia contro l’altro.
Quel che è certo, è che la violenza esplosa è solo uno dei sintomi di una situazione complicata, che si trascina da mesi. Il problema sono i soldi: un lavoro pagato poco secondo chi l’ha eseguito, ma comunque troppo per chi lo aveva commissionato. In teoria, per risolvere il contenzioso basterebbe rivolgersi al Tribunale, ma poco disposti ad attendere i tempi della giustizia civile gli egiziani hanno preferito usare modi più diretti.