CoNUP
Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati di Oggi e di Domani
COMUNICATO
A S. Mommè (PT) il 25 maggio è stato costituito il CoNUP (Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati di Oggi e di Domani) con l’obiettivo di fermare BOERI/RENZI.
Il dibattito ha fortemente ribadito la necessità di respingere l’elemosina del decreto Poletti, in sostituzione dell’applicazione integrale della sentenza della Corte Costituzionale (75/2015).
Ha inoltre evidenziato come, il sistema attuale non rispetti la Costituzione e concluda il processo di rottura del principio solidaristico tra le generazioni, iniziato con le riforme Amato e Dini, apre ad una prospettiva di pensioni da fame e spiana la strada alla loro cessione in mano di assicurazioni e banche, per fini e speculazioni che esulano dal garantire a tutti una vecchiaia serena con una pensione pubblica e dignitosa.
A questo scopo si è deciso:
la formalizzazione del CoNUP (Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati di Oggi e di Domani) con approvazione di un proprio statuto e regolamento organizzativo;
la costruzione di Coordinamenti nei territori che raccolgano in un fronte unitario tutti gli individui, le associazioni di pensionati, di lavoratori attivi, di esodati e precari, di cittadini e sindacati che sono d’accordo a contrastare lo smantellamento del sistema pensionistico pubblico;
la raccolta delle domande con invio per raccomandata all’INPS per la restituzione integrale da parte dello Stato di quanto dovuto in applicazione della sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale;
di dare vita a una campagna di mobilitazione unitaria nei vari territori;
di promuovere una prima iniziativa di mobilitazione nazionale Il 16 giugno a Roma (con presidio al Ministero dell’Economia, Via XX Settembre) che ci veda uniti nella lotta contro il decreto-elemosina di Renzi, contro l’ingiustizia subita dagli esodati, contro l’anacronistico e ingiustificato innalzamento dell’età pensionabile (come ad es. per i macchinisti FS);
di avviare una battaglia di giustizia ed equità contro l’avvenuto stravolgimento del sistema pensionistico che ha rotto la solidarietà tra le generazioni, per smascherare le bugie e le falsità, per costruire insieme una proposta per un sistema pensionistico che assicuri una pensione pubblica e dignitosa a tutte le generazioni di lavoratori. A tale fine si terrà nel mese di ottobre un Convegno per la definizione della proposta.
S. Mommè, 25 maggio 2015
I Partecipanti all’Assemblea di S. Mommè
mercoledì 3 giugno 2015
sabato 30 maggio 2015
Osp. Gallarate: L'AZIENDA ORDINA, I DELEGATI ESEGUONO
L'ACCORDO NON E' VALIDO: VOTANO IN 8 SU
24
La riunione con
l'Amministrazione del 25/5/2015 con ordine del giorno consuntivo 2014,
preventivo 2015, posizioni organizzative, produttività e tempi di vestizione era
cominciata bene perché tutti i delegati della delegazione trattante hanno deciso
di firmare i fondi contrattuali 2014 e hanno così consentito
all'Amministrazione di pagare la produttività con lo stipendio di questo
mese. Dopo la mancata firma della riunione precedente, la delegazione di
parte datoriale è stata costretta ha consegnarci la documentazione, che tutti
i delegati hanno potuto visionare e discutere in RSU. Senza fretta abbiamo fatto
pagare la produttività, ma abbiamo anche fatto capire che senza documenti e
senza una discussione non avrebbero più ottenuto firme da parte delle
RSU.
Ora vengono le note dolenti.
Alcuni segretari provinciali hanno tirato fuori strumentalmente il problema
degli straordinari 2014, che non era neanche all'ordine del giorno e che non era
stato discusso in RSU. L'Azienda voleva spendere il residuo del fondo degli
straordinari 2014 (pari a 53.400€) per pagare gli straordinari fatti con ordine
di servizio, ma questi soldi non erano sufficienti. Allora ha proposto di
aggiungere 33.200€ (da dove saltano fuori questi soldi? Saranno presi ancora dai
nostri fondi?) e ha aggiunto che la cifra complessiva sarebbe stata sufficiente
a pagare gli ordini di servizi con riserva di conteggi finali, ma nel caso fosse
servito qualche spicciolo la rimanenza l'avrebbe messa con soldi di bilancio
(probabilmente non ci metteranno nemmeno un euro, perché i conti li avranno
fatti bene).
Quando si trattava di
firmare l'accordo, ADL e i delegati del Nursind hanno fatto presente che non
avevano ricevuto la documentazione, che l'argomento non era stato discusso in
RSU e che da regolamento RSU non si poteva firmare nulla. ADL ha aggiungo quale
fosse il motivo di tanta fretta, visto che il pagamento avverrà a fine giugno e
aggiungeva che il regolamento che ci siamo dati è perfetto, visto che veniva
criticato da tutti i Segretari Provinciali (e che grazie ad esso non potranno
più fare il bello e soprattutto cattivo tempo).
Contro il regolamento che ci
siamo dati 8 delegati di tutte le altre sigle sindacali hanno firmato l'accordo.
Un terzo dei delegati senza mandato da parte della RSU ha deciso per gli altri
con totale disprezzo della democrazia.
ADL avrebbe voluto capire da
dove vengono presi i 33.200€, perché gli ordini di servizio sono aumentati
(5000h totali pari a circa 700 giorni). ADL si chiede anche perché i Segretari
Provinciali trattano solo gli argomenti che servano all'Azienda e perché ogni
anno fanno pagare gli straordinari con ordine di servizio prelevando soldi dai
nostri fondi, ma al di là delle frasi di circostanza, se ne fregano di quelli
senza ordine di servizio, che sono la maggior parte e che dovrebbero essere
pagati con fondi di bilancio.
Morale: per discutere di
cose che non sono all'ordine del giorno, si trascurano argomenti che l'RSU
vorrebbe portare a casa per i lavoratori. ADL ha proposto le
fasce e i tempi di vestizione. ADL ha anche proposto che la delegazione
trattante sia formata da tutti e 24 i delegati RSU, ma tutti gli altri sindacati
hanno bocciato la proposta decidendo che possono andare in trattativa solo in
11, ma con margini di trattativa limitati.
Processo Thyssen, pene ridotte
Sono state ridotte le condanne per tutti i sei imputati del processo per il rogo della Thyssenkrupp che nel dicembre 2007 costò la vita a sette operai. Lo ha deciso la Corte d'assise d'appello di Torino, cui la Cassazione, dichiarando colpevoli gli imputati, aveva rimandato il fascicolo per rideterminare le condanne. Per l'amministratore delegato della multinazionale tedesca, Harald Espenhahn, la pena scende da dieci anni a nove anni e otto mesi. I famigliari delle sette vittime hanno protestato in aula, contestando la decisione: "È una vergogna questa sentenza, non capiamo perché se sono responsabili siano ancora liberi, mentre i nostri figli sono al cimitero". Anche Antonio Boccuzzi, deputato del Pd, unico sopravvissuto al rogo, si è detto rammaricato per come "non sia stato riconosciuto il dolo dei responsabili della morte dei miei colleghi". "Con quella di oggi - ha aggiunto - ci sono state quattro sentenze e ogni volta è stato tolto un pezzettino".
repubblica.it
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Ikea disdetta l’integrativo
In Germania si contratta e si sciopera (vedi i ferrovieri) per ottenere aumenti più lauti, in Italia si susseguono casi di aziende che tagliano posti e azzerano contratti integrativi, come Auchan. Questa volta tocca a Ikea, che, hanno fatto sapere oggi i sindacati, «ha deciso di annullare unilateralmente la contrattazione integrativa applicata agli oltre 6mila dipendenti dei 21 punti vendita italiani». Corrisponderebbe, secondo il sindacato, da settembre, a un taglio del 18-20% dello stipendio.
Una decisione, quella del gruppo, «che arriva nella fase iniziale dei negoziati di rinnovo del contratto integrativo aziendale e alla quale i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs rispondono con la proclamazione dello stato di agitazione e un pacchetto di 16 ore di sciopero, 8 a livello territoriale e 8 a livello nazionale, decisi oggi al termine del coordinamento unitario convocato a Firenze», si legge in una nota Fisascat. «Si tratta di un atto incomprensibile e spropositato», ha commentato il segretario nazionale, Vincenzo Dell'Orefice.
Whirlpool: Sì allo sciopero. Ma si tratta
Cassinetta di Biandronno - «Io non sono nè ottimista nè pessimista. Sono realista e quindi dico che la vedo dura. Non è facile far cambiare idea alle multinazionali. Ma questo significa che avremo ancor più determinazione per raggiungere i nostri obiettivi».
Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, ha preso a cuore il futuro dei dipendenti Whirlpool e lo ha fatto a tal punto che venerdì 29 maggio, per la prima volta, ha incontrato i dipendenti in assemblea nel cuore pulsante varesino della multinazionale.
Una assemblea molto partecipata, con una sala mensaaffollata, che ha sancito il totale appoggio dei lavoratori all'azione portata avanti dal sindacato per fermare ilicenziamenti annunciati dal gruppo americano.
«Io vedo una grande unità e determinazione affinchè Whirlpool modifichi i suoi progetti e trovi un diverso equilibrio nella produzione in modo da evitare la chiusura dei siti produttivi - ha sottolineato il numero uno dei metalmeccanici Cgil -. Qui a Varese, che è il punto centrale operativo dell'azienda, ho trovato solidarietà da parte dei lavoratori e anche sostegno alle proposte del sindacato».
E, tra le proposte, è confermata anche quella dello sciopero generale del gruppo fissato per il 12 giugno con manifestazione a Comerio.
prealpina.it
Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom, ha preso a cuore il futuro dei dipendenti Whirlpool e lo ha fatto a tal punto che venerdì 29 maggio, per la prima volta, ha incontrato i dipendenti in assemblea nel cuore pulsante varesino della multinazionale.
Una assemblea molto partecipata, con una sala mensaaffollata, che ha sancito il totale appoggio dei lavoratori all'azione portata avanti dal sindacato per fermare ilicenziamenti annunciati dal gruppo americano.
«Io vedo una grande unità e determinazione affinchè Whirlpool modifichi i suoi progetti e trovi un diverso equilibrio nella produzione in modo da evitare la chiusura dei siti produttivi - ha sottolineato il numero uno dei metalmeccanici Cgil -. Qui a Varese, che è il punto centrale operativo dell'azienda, ho trovato solidarietà da parte dei lavoratori e anche sostegno alle proposte del sindacato».
E, tra le proposte, è confermata anche quella dello sciopero generale del gruppo fissato per il 12 giugno con manifestazione a Comerio.
prealpina.it
lunedì 25 maggio 2015
SONO ITALIANE LE NUOVE SCHIAVE DEI CAMPI
Così metà paga finisce al caporale
di RAFFAELLA COSENTINO
TARANTO - Alle tre di notte le donne del Brindisino e del Tarantino sono già in strada. Indossano gli abiti da lavoro e hanno in mano un sacchetto di plastica con un panino. Nei punti di raccolta, agli angoli delle piazze, alle stazioni di benzina, aspettano il caporale che viene a prenderle con l'autobus gran turismo per portarle sui campi, dove lavorano sfruttate e ricattate, a volte anche con la richiesta di prestazioni sessuali. Sono soprattutto italiane, più affidabili, ma soprattutto più "mansuete" delle lavoratrici straniere, protagoniste in passato di proteste e denunce.
Per costringere le italiane al silenzio non servono violenze fisiche. Basta la minaccia "domani resti a casa". "I proprietari dei pullman sono i caporali. È a loro che ci rivolgiamo per trovare lavoro in campagna o nei magazzini che confezionano la frutta", racconta Maria, nome di fantasia, che ha 24 anni e lavora sotto i caporali da quando ne aveva 16. Secondo le stime del sindacato Flai Cgil, sono 40mila le braccianti pugliesi vittime dei caporali italiani, che in molti casi hanno comprato licenze come agenzie di viaggio, riuscendo così ad aggirare i controlli.
Il reclutamento. "Nei paesi ci sono delle persone, generalmente sono delle donne, che fanno da tramite tra chi vuole lavorare e il caporale. Raccolgono i nominativi per lui - racconta Antonietta di Grottaglie - Il caporale decide dove mandare a lavorare le braccianti e quello che deve essere dato come salario. Cercano di non avere uomini, anche per i lavori pesanti, perché le donne si possono assoggettare più facilmente". Antonio, altro nome di fantasia, è ancora più esplicito: "Non vogliono stranieri, il motivo è che loro si ribellano e gli italiani no: ci sentiamo gli schiavi del terzo millennio, ci hanno tolto la dignità".
repubblica.it
di RAFFAELLA COSENTINO
TARANTO - Alle tre di notte le donne del Brindisino e del Tarantino sono già in strada. Indossano gli abiti da lavoro e hanno in mano un sacchetto di plastica con un panino. Nei punti di raccolta, agli angoli delle piazze, alle stazioni di benzina, aspettano il caporale che viene a prenderle con l'autobus gran turismo per portarle sui campi, dove lavorano sfruttate e ricattate, a volte anche con la richiesta di prestazioni sessuali. Sono soprattutto italiane, più affidabili, ma soprattutto più "mansuete" delle lavoratrici straniere, protagoniste in passato di proteste e denunce.
Per costringere le italiane al silenzio non servono violenze fisiche. Basta la minaccia "domani resti a casa". "I proprietari dei pullman sono i caporali. È a loro che ci rivolgiamo per trovare lavoro in campagna o nei magazzini che confezionano la frutta", racconta Maria, nome di fantasia, che ha 24 anni e lavora sotto i caporali da quando ne aveva 16. Secondo le stime del sindacato Flai Cgil, sono 40mila le braccianti pugliesi vittime dei caporali italiani, che in molti casi hanno comprato licenze come agenzie di viaggio, riuscendo così ad aggirare i controlli.
Il reclutamento. "Nei paesi ci sono delle persone, generalmente sono delle donne, che fanno da tramite tra chi vuole lavorare e il caporale. Raccolgono i nominativi per lui - racconta Antonietta di Grottaglie - Il caporale decide dove mandare a lavorare le braccianti e quello che deve essere dato come salario. Cercano di non avere uomini, anche per i lavori pesanti, perché le donne si possono assoggettare più facilmente". Antonio, altro nome di fantasia, è ancora più esplicito: "Non vogliono stranieri, il motivo è che loro si ribellano e gli italiani no: ci sentiamo gli schiavi del terzo millennio, ci hanno tolto la dignità".
repubblica.it
domenica 24 maggio 2015
giovedì 21 maggio 2015
Giuseppe Bonomi è il nuovo segretario generale e direttore generale di Regione Lombardia
Giuseppe Bonomi è il nuovo segretario generale e direttore generale di Regione Lombardia. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, nel corso della conferenza stampa dopo giunta.
Bonomi, avvocato, varesino, classe 1958, vicino alla Lega Nord, è un politico, dirigente pubblico e privato, già assessore in quota leghista in Comune a Varese nel 1993, poi deputato del Carroccio nel 1994, assessore a Milano con Formentini sindaco, presidente di Sea dal 1997 al 1999 e poi dal 2006 al 2013. Dal 2003 al 2004 è presidente della compagnia aerea Alitalia e poi di Eurofly. È stato anche consigliere di amministrazione di Anas.
mercoledì 20 maggio 2015
Dimissioni in Accam: “Bene, ora la fabbrica dei materiali”
BUSTO ARSIZIO - I componenti del Comitato Rifiuti Zero hanno con accolto con “ragionevole soddisfazione” ma preoccupazione per il futurole dimissioni di Roberto Antonelli dalla presidenza di Accam. Ora la loro richiesta è quella di avviare subito il percorso verso la fabbrica dei materiali, che vorrebbero venisse realizzata a Busto. Riceviamo e pubblichiamo.
Il comitato Rifiuti Zero Busto Arsizio - No Inceneritore apprende con ragionevole soddisfazione la notizia delle dimissioni del presidente Antonelli, in quanto, come lui stesso ha dichiarato, il suo mandato non è più in linea con la volontà dei soci.
Dobbiamo però evidenziare qualche ombra e qualche preoccupante incertezza sulla vicenda: in quale stato viene lasciata la società? Come si affronteranno le spese dei prossimi anni visto che anche questo bilancio chiude in perdita?
La soluzione a nostro avviso è quella che i soci avviino subito il percorso verso la fabbrica dei materiali accelerando il più possibile le tempistiche di progettazione e realizzazione della stessa, soprattutto a tutela di chi oggi lavora nell'azienda e vede il futuro messo a rischio.
Dobbiamo però evidenziare qualche ombra e qualche preoccupante incertezza sulla vicenda: in quale stato viene lasciata la società? Come si affronteranno le spese dei prossimi anni visto che anche questo bilancio chiude in perdita?
La soluzione a nostro avviso è quella che i soci avviino subito il percorso verso la fabbrica dei materiali accelerando il più possibile le tempistiche di progettazione e realizzazione della stessa, soprattutto a tutela di chi oggi lavora nell'azienda e vede il futuro messo a rischio.
Whirlpool: 275 esuberi in provincia di Varese
Ecco il comunicato diffuso dall’azienda:
Con l’acquisizione di Indesit Company, Whirlpool Corporation ha raddoppiato le proprie dimensioni nella regione Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), e ha oggi l’opportunità unica di creare un’azienda capace di competere sul mercato nei decenni a venire, nonché di continuare a creare valore per i dipendenti, i consumatori, i partner commerciali, i fornitori e gli azionisti. L’acquisizione ha avuto come risultato anche la duplicazione di alcuni ruoli, che al momento deve essere affrontata al fine di assicurare un’organizzazione efficiente ed efficace.
Dopo la presentazione del Piano Industriale per l’Italia, l’Azienda annuncia l’integrazione delle funzioni amministrative, nonché il completamento della riorganizzazione della filiale commerciale italiana.
Il piano prevede 480 esuberi all’interno della popolazione impiegatizia in Italia. L’impatto delle riduzioni sulle diverse sedi prevede:
● 200 posizioni a Fabriano, in aggiunta alle 35 già annunciate nell’area della Ricerca e Sviluppo;
● 200 posizioni nell’area di Varese (Comerio e Cassinetta), in aggiunta alle 75 già annunciate nell’area della Ricerca e Sviluppo;
● 80 posizioni a Milano.
Seguendo l’approccio adottato finora nel processo di integrazione, e in linea con quanto è stato annunciato nel piano Industriale per l’Italia, l’Azienda conferma la propria disponibilità a non procedere con licenziamenti unilateriali fino alla fine del 2018 anche per la popolazione impiegatizia.
Sarà creata un’organizzazione sostenibile, assegnando responsabilità precise a ciascuna sede. Allo stesso tempo verrà preservata una struttura multi-regionale, mantenendo la presenza nelle regioni dove abbiamo oggi i nostri centri amministrativi, facendo leva sulle migliori abilità e competenze.
Le funzioni saranno distribuite come segue:
● Cassinetta ospiterà la Supply Chain; Manufacturing centrale; il Procurement; la Ricerca & Sviluppo e le connesse attività di supporto in ambito Finance, Risorse Umane e Sistemi Informatici;
● Comerio ospiterà il Leadership Team; il Product & Brand Marketing; le Vendite europee; il Finance, le Risorse Umane; l’Ufficio Legale; lo Strategic Planning e la parte Marketing e Vendite della filiale commerciale italiana; le attività di supporto dei Sistemi Informatici;
● Fabriano ospiterà il Consumer Service & Quality; i Sistemi Informatici; la Ricerca & Sviluppo, la maggior parte delle attività del Mercato Italia; parte del Procurement e infine le connesse attività di supporto in ambito Finance, Risorse Umane e Ufficio Legale.
In questo contesto l’Azienda sta anche valutando l’adeguatezza e la sostenibilità degli stabili che ospitano gli uffici di Comerio e Milano e sta esplorando soluzioni immobiliari alternative nell’area Milano-Varese. Ulteriori dettagli saranno condivisi non appena saranno state prese decisioni al riguardo.
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