- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

mercoledì 17 giugno 2015

Ex parchegiatori Sosta Milano protesta in mutande

Ennesima manifestazione davanti Palazzo Marino contro l'amministrazione comunale ed ATM che non hanno rispettato protocollo d'intenti per mantenere livelli occupazionali per addetti della Sosta Milano che sono oltre due anni in stato di precarietà mentre si verificano le perdite dei introiti della gestione di Sosta Milano dovuto al mancato controlo territoriale.
youreporter.it

Milano, gli ausiliari in mutande: flash mob sotto al Comune

La protesta degli ausiliari della sosta di Milano che hanno protestato sotto Palazzo Marino "così come li hanno lasciati". Ossia in mutande, “senza reddito dalla dirigenza dell'Atm e dall'amministrazione” a seguito dell'installazione dei parcometri. “Il Sindaco si metta una mano sul cuore ed intervenga – è la loro speranza - affinché si trovi una soluzione". Dall'azienda tengono a precisare però che "negli ultimi mesi, da quando Atm ha internalizzato il servizio per la vendita su strada dei gratta e sosta, gli introiti derivanti dalle strisce blu sono aumentati"
repubblica.it

Il Tribunale di Milano annulla i licenziamenti di Grancasa spa

Il Tribunale di Milano annulla
i licenziamenti di Grancasa spa
per evidenti motivi ritorsivi.
Il Diritto allo Sciopero È... !
Grancasa spa condannata a reintegrare i due
dipendenti licenziati per aver aderito allo sciopero
contro il lavoro domenicale e i festivo.
La società Gest Due spa, subentrata nella gestione della Grancasa spa, fin da subito
ha dimostrato aggressività nei confronti dei lavoratori e, nonostante i carichi di lavoro e
ore straordinarie in uso, si presentò avviando procedure di esubero dei dipendenti,
aumentando le richieste di carichi di lavoro, con la pretesa ulteriore dell'obbligo al
lavoro domenicale e festivo senza neppure riconoscimento della dovuta retribuzione
per lo straordinario. ADL Milano, su mandato dei lavoratori è intervenuta presso il
punto vendita di Pero e, nel ribadire tutte le perplessità sull'esubero, il 10 aprile 2014
solo dopo le garanzie della Direzione di sospensione delle aperture festive e delle
richieste di lavoro straordinario, ha stabilito un accordo sindacale che limitava quello
già firmato dai soliti cgil-cisl-uil (senza alcuna informazione ai lavoratori) a livello
nazionale, sull'utilizzo del Contratto di Solidarietà difensivo nella misura massima del
10%, con distribuzione equa tra i dipendenti, uso verticale e tutela dei part-time.
Grancasa disattese presto ogni impegno e, nonostante l'uso delle risorse economiche
dovute al Contratto di Solidarietà, iniziò a pretendere dai dipendenti il lavoro
domenicale e festivo senza neppure corrispondere la dovuta retribuzione, ma
obbligando gli stessi a recuperi infrasettimanali. Il 31.10.2014, a seguito del fallito
incontro sindacale, in cui venne ribadito unilateralmente dalla società l'obbligatorietà
per i dipendenti al lavoro festivo, ADL Milano dichiarò lo Stato di agitazione e lo
Sciopero di domeniche e festivi nel punto vendita di Pero. Nonostante i primi scioperi
videro l'adesione dei lavoratori e l'azienda costretta a sostituire illecitamente gli
scioperanti con dipendenti di altri punti vendita, la Direzione non concesse nessun
dialogo, anche davanti alla disponibilità dei lavoratori e del sindacato a trovare
soluzioni conciliative che vedessero il rispetto dei diritti e delle norme vigenti, al fine di
evitare ulteriori inasprimenti.
ADL Milano 
18.06.2015

Jobs Act, ora l’azienda può controllare il lavoratore usando smartphone e pc

Il decreto semplificazioni permette il controllo a distanza senza necessità di un accordo sindacale ad hoc. Il datore potrà accedere a dati e conversazioni anche sui dispositivi personali del dipendente, se li usa per lavoro. Il lavoratore sorpreso a usarli per fini non lavorativi rischierà sanzioni disciplinari. Via libera anche al monitoraggio degli spostamenti. Il giuslavorista: "Rischio di ricorsi per incostituzionalità"
Computertabletsmartphone e badge. Con il Jobs acttutti questi strumenti di lavoro potranno essere controllati dall’azienda senza un precedente accordo sindacale. E sulla base dei dati raccolti, l’impresa potrà prendere provvedimenti disciplinarinei confronti dei dipendenti. Si tratta di una delle novità più delicate previste dal decreto semplificazioni della riforma del lavoro, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri l’11 giugno. Anche se nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha provato a minimizzare, la norma è destinata a far discutere, visto che siamo sul filo dell’invasione della privacy. Non solo: gli addetti ai lavori non hanno dubbi sul fatto che presenti profili di incostituzionalità. “La norma riguarda sia i dispositivi forniti dal datore del lavoro, sia quelli di proprietà del lavoratore che l’impresa gli chiede di portare in azienda, nei limitiin cui sono usati per lavorare”, precisa Maria Teresa Salimbeni, avvocato giuslavorista e docente di diritto del lavoro all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E se il lavoratore sarà sorpreso a usare questi strumenti per fini non lavorativi, potrà essere sottoposto a sanzioni.
ilfattoquotidiano.it

Whirlpool ritira chiusura della fabbrica di Caserta

Un mese dopo l’annuncio di un aumento degli esuberi,Whirlpool fa marcia indietro. La multinazionale statunitense, secondo quanto riferito da fonti sindacali dopo un incontro al ministero dello Sviluppo economico, non chiuderà lo stabilimento di Carinaro (Caserta) e presenterà entro una settimana un nuovopiano industriale che preveda “missioni industriali”, vale a dire un futuro, per tutti i siti italiani. L’azienda ha anche comunicato che è in corso la ricerca di un soggetto industriale per la reindustrializzazione di Teverola e ha confermato l’impegno a non effettuare procedure unilaterali fino al 2018. Dei 1000 esuberi inizialmente previsti in Campania circa 500-600 potranno essere gestiti attraverso gli esodi incentivati, i trasferimenti e i prepensionamenti affidando a cassa integrazione e contratti di solidarietà gli altri lavoratori.
L’intervento dovrebbe prevedere lo spostamento a Carinaro della produzione di alcune componenti di elettrodomestici ora realizzate nel centro Europa, ma i dettagli non sono noti.

domenica 14 giugno 2015

ADL Varese e l’assemblea del CoNUP di Varese del 11 giugno 2015 Aderiscono ai presidi del 16 Giugno 2015 a Roma

ADL Varese e l’assemblea del CoNUP di Varese del 11 giugno 2015
Aderiscono ai presidi del 16 Giugno 2015 a Roma davanti a

1.     Ministero dell’Economia e Finanze MEF  Via XX settembre 97 dalle  10 alle 12
2.     Ministero del Lavoro MdL  Via Veneto  56 dalle 14 alle 17

Congiuntamente con
Ø  CoNUP ( Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati ),
Ø  l'Associazione “ancora In Marcia” dei macchinisti delle ferrovie italiane
Ø  Comitati degli ESODATI.

Partenza BUS da Cascina Gobba (Milano) alle 22.50 del 15 giugno
Ritrovo in sede ADL a Gallarate ore 21.00 del 15 giugno
Partenza per Ritorno ore 18.00 circa
(arrivo a Milano verso le 2.00 del 17 giugno)

Per prenotare il posto in BUS telefonare alle sedi provinciali

Gallarate V. delle Rose 2 t. 0331.777798
Busto Arsizio V. Genova 6 t. 0331.322688
Varese V. De Cristoforis 5 t. 0332.239163

O a Galli Marco.


Fiorenzo

il 16 giugno tutti a Roma


manifestazione per il giorno 16 giugno 2015, davanti al Ministero dell’Economia a Roma

ancora
IN MARCIA
Rivista mensile dei macchinisti dal 1908

COMUNICATO STAMPA
11 GIUGNO 2015 –

L’Associazione “ancora In Marcia”, a nome dei macchinisti delle ferrovie italiane, ha indetto una
manifestazione per il giorno 16 giugno 2015, davanti al Ministero dell’Economia a Roma per
chiedere con forza l’immediata approvazione della settima salvaguardia che, tra l’altro, mira a
correggere l’ennesimo clamoroso errore della Legge Monti/Fornero. Ricordiamo che la errata
utilizzazione della parola “articolo” anziché “comma” ha causato in un sol colpo l’irresponsabile
innalzamento dell’età pensionabile di MACCHINISTI, CAPITRENO E MANOVRATORI da 58
anni a 67. Malgrado sia stato riconosciuto da tutto il Parlamento l’errore e la necessità di porvi
rimedio, anche riguardo la SICUREZZA del nostro Trasporto Ferroviario, malgrado le innumerevoli
Proposte di Legge in tal senso, Emendamenti ecc., dopo oltre tre anni dobbiamo ancora registrare un
nulla di fatto. I provvedimenti sono stati sempre respinti per “mancanza di copertura economica”.
Ma come: una Legge che mirava a risparmiare 22 miliardi e invece ne recupera 90 proprio a causa
degli errori per correggere i quali poi occorrono altre risorse? Che fine hanno fatto le maggiori
entrate? Non è più tempo di aspettare. Correggere immediatamente l’errore. Inaspriremo la
mobilitazione della categoria.

Per la redazione: Marco Crociati.

FINE COMUNICATO.

COMUNICATO STAMPA dei comitati degli ESODATI

I comitati degli ESODATI  hanno indetto una manifestazione per il giorno 16 giugno 2015 dalle ore 9 30 alle 14, con un presidio davanti al Ministero dell’Economia e Finanze MEF  a Roma in via XX settembre 97 con il CoNUP ( Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati ) e l'Associazione “ancora In Marcia” dei macchinisti delle ferrovie italiane. Saremo ricevuti dal Sottosegretario On. PierPaolo Baretta.

I comitati degli ESODATI  hanno indetto un secondo presidio al pomeriggio al Ministero del Lavoro MdL  in Via Veneto  56 dalle ore 14 alle 17 , presidio che può essere revocato se il Ministero del Lavoro presenzierà all'incontro al MEF al mattino .

Chiediamo con forza la chiusura delle 6 salvaguardie entro luglio, per conoscere i numeri degli esodati giacenti e esclusi  e  l’immediata approvazione della settima salvaguardia DEFINITIVA che RISOLVA una volta per tutte i clamorosi errori della Legge Monti/Fornero, che da quasi 4 anni tengono in ansia e nella preoccupazione ancora  49.500 famiglie, cose che non dovrebbero sussistere in un Paese civile.
Numeri "incerti " i 49.500 che riguardano le tipologie delle prime 6 salvaguardie ( Nori disse sono 390.200 ) , da cui sono escluse , ma si possono includere - stimiamo - 5.000 15 enni derogate Amato con solo contributi da lavoro - Sono in maggioranza donne mentre 2.500 15enni con contributi versati volontariamente sono state SALVATE  nelle 6 salvaguardie come CV.
Una altra INGIUSTIZIA  perseguita dai governi e partiti , da DG INPS del DOPO Monti/Fornero

I risparmi delle 6 salvaguardie sono di  oltre 3 miliardi, per oltre 50.000 posti  NON utilizzati (170.230 in platea  - 110.545  lettere di salvaguardia inviate nelle 6 salvaguardie )

Ricordiamo che 3 governi che si sono succeduti - Monti/Fornero ,  Letta , Renzi -  hanno sempre promesso di NON LASCIARE ALCUNO SENZA REDDITO, NE' SENZA PENSIONE  , ma hanno centellinato anno per anno le risorse - senza consuntivare i risparmi che devono confluire annualmente sul fondo esodati istituito con comma 235 legge 228 / 2012  esclusivamente per altre salvaguardie e per aprire i vasi comunicanti tra 4^  e 6^  per la i lavoratori con parenti disabili ( legge 104 e congedi)  .
Invece non si chiude NULLA da 3 anni , né si usano i vasi comunicanti previsti da legge 147/2013 .

Non c'è più tempo  . Né vogliamo aspettare la legge di stabilità a novembre . Tutto deve essere chiuso entro luglio per consentire al comitato ristretto della commissione lavoro di intesa col Governo di approvare un testo UNITARIO per la settima salvaguardia DEFINITIVA ( incardinando in fretta 3 proposte di legge - una da noi suggerita per usare i risparmi "mese per mese" appena sono certificati CHIUSI da MdL e DG INPS) - per  risolvere prima del 1 settembre 2015 l'annoso problema dei quota 96 ( ormai quote 100 - 101 e più ) cioè degli insegnanti e i lavoratori della scuola tenuti a forza al lavoro da legge Monti/Fornero pur avendo quota 96 nell'anno 2011 a agosto - poiché l'anno scolastico NON è  " solare " ma parte dal 1 settembre .

Nella settima deve essere sistemato  l'errore dell' innalzamento dell’età pensionabile di MACCHINISTI, CAPITRENO E MANOVRATORI da 58 a anni a 67.

Ci uniamo alle giuste richieste del CoNUP ( Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati ) di sblocco delle indicizzazioni delle pensioni e contro il decreto n 65  Renzi Poletti per il bonus - per come è formulato ad oggi e che sia migliorato con ITER alle Camere per rispettare la sentenza n 70 della Corte Costituzionale .

Chiediamo di correggere immediatamente gli errori  inumani della ingiusta legge Monti/Fornero .


Inaspriremo la LOTTA se entro luglio le 6 salvaguardie NON sono chiuse e formulata al parlamento la settima salvaguardia DEFINITIVA di intesa col Governo .

12  GIUGNO 2015

I lavoratori ausiliari di sosta di Milano (ex parcheggiatori) SFILERANNO IN MUTANDE

Comunicato stampa
I lavoratori ausiliari di sosta di Milano (ex parcheggiatori), lasciati senza lavoro e senza reddito dall’amministrazione comunale e dalla dirigenza dell’ATM, ancora una volta si vedono costretti a scendere in piazza per protestare contro questa profonda ingiustizia.
Gli impegni presi da Comune per mantenere i posti di lavoro, sono stati completamente disattesi. Nonostante la riorganizzazione del sistema parcheggi in Milano, con l’istallazione dei parcometri che ora verrà abbandonata (e paga sempre pantalone), il Comune continua a perdere incassi. Tutti sanno che solo attraverso un presenziamento del territorio è possibile dare un servizio di assistenza adeguato ai cittadini, far pagare meno e tutti, con maggior introiti per il comune.
La sordità dell’amministrazione comunale è un danno per i cittadini e per i lavoratori coinvolti, che sono costretti a vivere in ASSOLUTA precarietà e in estrema difficoltà economica
Per queste ragioni i lavoratori ex parcheggiatori, si vedono costretti a mettere a nudo le ingiustizie prodotte da Comune/ATM 

SFILERANNO IN MUTANDE
(perché così li hanno lasciati)

davanti a Palazzo Marino, lunedì 15 giugno, dalle ore 15.00,


sperando che il Sindaco si metta una mano sul cuore ed intervenga, come suo dovere, 
affinchè una soluzione venga trovata.

Milano, 12 giugno ’15
L’Assemblea dei Lavoratori
Il Comitato Sosta Milano
Il Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI”


sabato 13 giugno 2015

Venegono Superiore, Allarme dei sindacati per il futuro di Aermacchi

COMUNICATO SINDACALE

Nella riunione del 3 giugno la RSU, insieme alle Segreterie Territoriali, ha
valutato la situazione aziendale e ha deciso di chiedere alla Direzione la
convocazione urgente dell’Osservatorio Regionale per un confronto che
chiarisca le prospettive dello stabilimento Alenia Aermacchi di Venegono.
Vi alleghiamo la lettera che abbiamo consegnato venerdì scorso alla
Direzione: è un documento che sintetizza il dibattito e riprende in
maniera organica le preoccupazioni che abbiamo raccolto tra i lavoratori
all’interno dell’azienda.

La RSU e le Segreterie Territoriali hanno deciso inoltre di dare maggior
visibilità, anche all’esterno, delle tensioni che si sono determinate negli
uffici e nei reparti e individuato una serie di iniziative tese a dare
supporto e continuità all’azione sindacale che vi chiediamo di sostenere.
Infine comunichiamo che la Direzione ha convocato la RSU nel pomeriggio
di giovedì 11 giugno con all’ordine del giorno “Organici, Produttività e
performance, Comunicazioni varie“.

RSU Alenia Aermacchi Venegono
Venegono, 9 giugno 2015

Milano: Brutale aggressione ai ferrovieri

ancora IN MARCIA!

GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908 ---------------------------------------------------------------

Ieri sera (giovedi 11 giugno) due nostri colleghi hanno subito una brutale aggressione.
Nella stazione del Passante di Milano Villapizzone il capotreno, dopo aver invano chiesto il biglietto ad un gruppo di viaggiatori, è stato da costoro assalito; uno degli aggressori lo ha addirittura colpito con una lama, sembrerebbe un “machete”.
Un capotreno fuori servizio, intervenuto per dare aiuto al collega in difficoltà, è stato a sua volta colpito, in testa; è intervenuto anche il macchinista del treno.
I due capitreno sono stati ricoverati con codice rosso; quello colpito col machete rischia addirittura l’amputazione del braccio.
Questo fatto rappresenta l’ennesimo episodio in cui personale ferroviario subisce aggressioni mentre nient’altro sta facendo che svolgendo le proprie mansioni.
Innanzitutto esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi coinvolti.
Condanniamo sicuramente l’episodio di violenza pura e anche premeditata, esprimendo il nostro massimo disprezzo verso chi va in giro pronto a commettere brutalità di questo tipo, come se vivessimo nel “far west”.
Esprimiamo però anche tutto il nostro dissenso nei confronti delle imprese ferroviarie, che non investono quanto dovrebbero in sicurezza, per i viaggiatori e per i dipendenti, se non in forme puramente d’immagine.
Le stesse imprese hanno nell’ultimo decennio anche ridotto all’eccesso il Personale, lasciando i lavoratori dell’esercizio il più delle volte soli, e allo sbando in ogni situazione di emergenza.
Si succedono amministratori e manager vari, pluristipendialti nei loro lussuosi palazzi, mentre i lavoratori “in prima linea”, le cui condizioni di lavoro sono in continuo aggravamento, si trovano rischiare la vita per fare il proprio lavoro.
Oggi i treni della Lombardia si fermeranno dalle ore 12.00 alle 12.15 per esprimere solidarietà ai colleghi di Villapizzone, e come segno di protesta per i continui episodi di vandalismo e di violenza.
Invitiamo i sindacati, quantomeno quelli di base, a prendere opportune e anche drastiche iniziative a tutela dei lavoratori.

Jobs Act: approvato il decreto sul demansionamento.

Prevede la facoltà per il datore di lavoro di cambiare in maniera unilaterale le mansioni del lavoratore qualora sia in corso una modifica degli assetti organizzativi, tali da colpire anche il lavoratore oggetto del cambio di consegne.
Il limite entro cui dovrà muoversi il datore di lavoro è la necessità di affidare alla persona oggetto dello spostamento una mansione pari al livello contrattuale inferiore, senza intaccare il margine contributivo raggiunto, eccependo però eventuali caratteristiche contrattuali legate alle precedenti mansioni ora non più comprese, come ad esempio le trasferte.
Con il nuovo decreto basterà che il nuovo impegno del lavoratore sia legato alla precedente mansione così come descritto dal contratto collettivo.
Viene poi garantita la possibilità di modificare anche in maniera bilaterale tra datore di lavoro e lavoratoree, insieme, anche di stipendio e di livello di inquadramento, purché la decisione preveda un concreto guadagno per il lavoratore, che ad esempio potrebbe preferire il demansionamento al licenziamento.

Lavoratori Whirlpool uniti: Carinaro non si tocca




giovedì 11 giugno 2015

ADL VARESE E' CON I LAVORATORI DELLA WHIRLPOOL