Ennesima manifestazione davanti Palazzo Marino contro l'amministrazione comunale ed ATM che non hanno rispettato protocollo d'intenti per mantenere livelli occupazionali per addetti della Sosta Milano che sono oltre due anni in stato di precarietà mentre si verificano le perdite dei introiti della gestione di Sosta Milano dovuto al mancato controlo territoriale.
youreporter.it
mercoledì 17 giugno 2015
Milano, gli ausiliari in mutande: flash mob sotto al Comune
La protesta degli ausiliari della sosta di Milano che hanno protestato sotto Palazzo Marino "così come li hanno lasciati". Ossia in mutande, “senza reddito dalla dirigenza dell'Atm e dall'amministrazione” a seguito dell'installazione dei parcometri. “Il Sindaco si metta una mano sul cuore ed intervenga – è la loro speranza - affinché si trovi una soluzione". Dall'azienda tengono a precisare però che "negli ultimi mesi, da quando Atm ha internalizzato il servizio per la vendita su strada dei gratta e sosta, gli introiti derivanti dalle strisce blu sono aumentati"
repubblica.it
repubblica.it
Il Tribunale di Milano annulla i licenziamenti di Grancasa spa
Il Tribunale di Milano annulla
i licenziamenti di Grancasa spa
per evidenti motivi ritorsivi.
Il Diritto allo Sciopero È... !
Grancasa spa condannata a reintegrare i due
dipendenti licenziati per aver aderito allo sciopero
contro il lavoro domenicale e i festivo.
La
società Gest Due spa, subentrata nella gestione della Grancasa spa, fin da
subito
ha
dimostrato aggressività nei confronti dei lavoratori e, nonostante i carichi di
lavoro e
ore
straordinarie in uso, si presentò avviando procedure di esubero dei dipendenti,
aumentando
le richieste di carichi di lavoro, con la pretesa ulteriore dell'obbligo al
lavoro
domenicale e festivo senza neppure riconoscimento della dovuta retribuzione
per
lo straordinario. ADL Milano, su mandato dei lavoratori è intervenuta presso il
punto
vendita di Pero e, nel ribadire tutte le perplessità sull'esubero, il 10 aprile
2014
solo
dopo le garanzie della Direzione di sospensione delle aperture festive e delle
richieste
di lavoro straordinario, ha stabilito un accordo sindacale che limitava quello
già
firmato dai soliti cgil-cisl-uil (senza alcuna informazione ai lavoratori) a
livello
nazionale,
sull'utilizzo del Contratto di Solidarietà difensivo nella misura massima del
10%,
con distribuzione equa tra i dipendenti, uso verticale e tutela dei part-time.
Grancasa
disattese presto ogni impegno e, nonostante l'uso delle risorse economiche
dovute
al Contratto di Solidarietà, iniziò a pretendere dai dipendenti il lavoro
domenicale
e festivo senza neppure corrispondere la dovuta retribuzione, ma
obbligando
gli stessi a recuperi infrasettimanali. Il 31.10.2014, a seguito del fallito
incontro
sindacale, in cui venne ribadito unilateralmente dalla società l'obbligatorietà
per
i dipendenti al lavoro festivo, ADL Milano dichiarò lo Stato di agitazione e lo
Sciopero
di domeniche e festivi nel punto vendita di Pero. Nonostante i primi scioperi
videro
l'adesione dei lavoratori e l'azienda costretta a sostituire illecitamente gli
scioperanti
con dipendenti di altri punti vendita, la Direzione non concesse nessun
dialogo,
anche davanti alla disponibilità dei lavoratori e del sindacato a trovare
soluzioni
conciliative che vedessero il rispetto dei diritti e delle norme vigenti, al
fine di
evitare
ulteriori inasprimenti.
ADL Milano
18.06.2015
Jobs Act, ora l’azienda può controllare il lavoratore usando smartphone e pc
Il decreto semplificazioni permette il controllo a distanza senza necessità di un accordo sindacale ad hoc. Il datore potrà accedere a dati e conversazioni anche sui dispositivi personali del dipendente, se li usa per lavoro. Il lavoratore sorpreso a usarli per fini non lavorativi rischierà sanzioni disciplinari. Via libera anche al monitoraggio degli spostamenti. Il giuslavorista: "Rischio di ricorsi per incostituzionalità"
Computer, tablet, smartphone e badge. Con il Jobs act, tutti questi strumenti di lavoro potranno essere controllati dall’azienda senza un precedente accordo sindacale. E sulla base dei dati raccolti, l’impresa potrà prendere provvedimenti disciplinarinei confronti dei dipendenti. Si tratta di una delle novità più delicate previste dal decreto semplificazioni della riforma del lavoro, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri l’11 giugno. Anche se nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha provato a minimizzare, la norma è destinata a far discutere, visto che siamo sul filo dell’invasione della privacy. Non solo: gli addetti ai lavori non hanno dubbi sul fatto che presenti profili di incostituzionalità. “La norma riguarda sia i dispositivi forniti dal datore del lavoro, sia quelli di proprietà del lavoratore che l’impresa gli chiede di portare in azienda, nei limitiin cui sono usati per lavorare”, precisa Maria Teresa Salimbeni, avvocato giuslavorista e docente di diritto del lavoro all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E se il lavoratore sarà sorpreso a usare questi strumenti per fini non lavorativi, potrà essere sottoposto a sanzioni.
ilfattoquotidiano.it
Computer, tablet, smartphone e badge. Con il Jobs act, tutti questi strumenti di lavoro potranno essere controllati dall’azienda senza un precedente accordo sindacale. E sulla base dei dati raccolti, l’impresa potrà prendere provvedimenti disciplinarinei confronti dei dipendenti. Si tratta di una delle novità più delicate previste dal decreto semplificazioni della riforma del lavoro, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri l’11 giugno. Anche se nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha provato a minimizzare, la norma è destinata a far discutere, visto che siamo sul filo dell’invasione della privacy. Non solo: gli addetti ai lavori non hanno dubbi sul fatto che presenti profili di incostituzionalità. “La norma riguarda sia i dispositivi forniti dal datore del lavoro, sia quelli di proprietà del lavoratore che l’impresa gli chiede di portare in azienda, nei limitiin cui sono usati per lavorare”, precisa Maria Teresa Salimbeni, avvocato giuslavorista e docente di diritto del lavoro all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. E se il lavoratore sarà sorpreso a usare questi strumenti per fini non lavorativi, potrà essere sottoposto a sanzioni.
ilfattoquotidiano.it
Whirlpool ritira chiusura della fabbrica di Caserta
Un mese dopo l’annuncio di un aumento degli esuberi,Whirlpool fa marcia indietro. La multinazionale statunitense, secondo quanto riferito da fonti sindacali dopo un incontro al ministero dello Sviluppo economico, non chiuderà lo stabilimento di Carinaro (Caserta) e presenterà entro una settimana un nuovopiano industriale che preveda “missioni industriali”, vale a dire un futuro, per tutti i siti italiani. L’azienda ha anche comunicato che è in corso la ricerca di un soggetto industriale per la reindustrializzazione di Teverola e ha confermato l’impegno a non effettuare procedure unilaterali fino al 2018. Dei 1000 esuberi inizialmente previsti in Campania circa 500-600 potranno essere gestiti attraverso gli esodi incentivati, i trasferimenti e i prepensionamenti affidando a cassa integrazione e contratti di solidarietà gli altri lavoratori.
L’intervento dovrebbe prevedere lo spostamento a Carinaro della produzione di alcune componenti di elettrodomestici ora realizzate nel centro Europa, ma i dettagli non sono noti.
domenica 14 giugno 2015
ADL Varese e l’assemblea del CoNUP di Varese del 11 giugno 2015 Aderiscono ai presidi del 16 Giugno 2015 a Roma
ADL Varese e
l’assemblea del CoNUP di Varese del 11 giugno
2015
Aderiscono ai
presidi del 16 Giugno 2015 a Roma davanti
a
1.
Ministero dell’Economia e Finanze
MEF Via XX settembre 97 dalle 10 alle
12
2.
Ministero del Lavoro MdL Via Veneto
56 dalle 14 alle
17
Congiuntamente
con
Ø CoNUP ( Coordinamento
Nazionale Unitario Pensionati ),
Ø l'Associazione
“ancora In Marcia” dei macchinisti delle ferrovie
italiane
Ø Comitati degli
ESODATI.
Partenza BUS da Cascina Gobba (Milano) alle 22.50 del
15 giugno
Ritrovo in sede ADL a Gallarate ore 21.00 del 15
giugno
Partenza per Ritorno ore 18.00 circa
(arrivo a Milano verso le 2.00 del 17
giugno)
Per prenotare il posto in BUS telefonare
alle sedi provinciali
Gallarate V. delle
Rose 2 t. 0331.777798
Busto Arsizio V.
Genova 6 t. 0331.322688
Varese V. De
Cristoforis 5 t. 0332.239163
O a Galli
Marco.
Fiorenzo
manifestazione per il giorno 16 giugno 2015, davanti al Ministero dell’Economia a Roma
ancora
IN MARCIA
Rivista mensile dei macchinisti dal 1908
COMUNICATO STAMPA
11 GIUGNO 2015 –
L’Associazione “ancora In Marcia”, a nome dei macchinisti delle ferrovie italiane, ha indetto una
manifestazione per il giorno 16 giugno 2015, davanti al Ministero dell’Economia a Roma per
chiedere con forza l’immediata approvazione della settima salvaguardia che, tra l’altro, mira a
correggere l’ennesimo clamoroso errore della Legge Monti/Fornero. Ricordiamo che la errata
utilizzazione della parola “articolo” anziché “comma” ha causato in un sol colpo l’irresponsabile
innalzamento dell’età pensionabile di MACCHINISTI, CAPITRENO E MANOVRATORI da 58
anni a 67. Malgrado sia stato riconosciuto da tutto il Parlamento l’errore e la necessità di porvi
rimedio, anche riguardo la SICUREZZA del nostro Trasporto Ferroviario, malgrado le innumerevoli
Proposte di Legge in tal senso, Emendamenti ecc., dopo oltre tre anni dobbiamo ancora registrare un
nulla di fatto. I provvedimenti sono stati sempre respinti per “mancanza di copertura economica”.
Ma come: una Legge che mirava a risparmiare 22 miliardi e invece ne recupera 90 proprio a causa
degli errori per correggere i quali poi occorrono altre risorse? Che fine hanno fatto le maggiori
entrate? Non è più tempo di aspettare. Correggere immediatamente l’errore. Inaspriremo la
mobilitazione della categoria.
Per la redazione: Marco Crociati.
FINE COMUNICATO.
IN MARCIA
Rivista mensile dei macchinisti dal 1908
COMUNICATO STAMPA
11 GIUGNO 2015 –
L’Associazione “ancora In Marcia”, a nome dei macchinisti delle ferrovie italiane, ha indetto una
manifestazione per il giorno 16 giugno 2015, davanti al Ministero dell’Economia a Roma per
chiedere con forza l’immediata approvazione della settima salvaguardia che, tra l’altro, mira a
correggere l’ennesimo clamoroso errore della Legge Monti/Fornero. Ricordiamo che la errata
utilizzazione della parola “articolo” anziché “comma” ha causato in un sol colpo l’irresponsabile
innalzamento dell’età pensionabile di MACCHINISTI, CAPITRENO E MANOVRATORI da 58
anni a 67. Malgrado sia stato riconosciuto da tutto il Parlamento l’errore e la necessità di porvi
rimedio, anche riguardo la SICUREZZA del nostro Trasporto Ferroviario, malgrado le innumerevoli
Proposte di Legge in tal senso, Emendamenti ecc., dopo oltre tre anni dobbiamo ancora registrare un
nulla di fatto. I provvedimenti sono stati sempre respinti per “mancanza di copertura economica”.
Ma come: una Legge che mirava a risparmiare 22 miliardi e invece ne recupera 90 proprio a causa
degli errori per correggere i quali poi occorrono altre risorse? Che fine hanno fatto le maggiori
entrate? Non è più tempo di aspettare. Correggere immediatamente l’errore. Inaspriremo la
mobilitazione della categoria.
Per la redazione: Marco Crociati.
FINE COMUNICATO.
COMUNICATO STAMPA dei comitati degli ESODATI
I comitati degli ESODATI hanno indetto una manifestazione
per il giorno 16 giugno 2015 dalle ore 9 30 alle 14, con un presidio
davanti al Ministero dell’Economia e Finanze MEF a Roma in via XX settembre 97
con il CoNUP ( Coordinamento Nazionale Unitario Pensionati ) e l'Associazione
“ancora In Marcia” dei macchinisti delle ferrovie italiane. Saremo ricevuti dal
Sottosegretario On. PierPaolo Baretta.
I comitati degli ESODATI hanno indetto un secondo presidio
al pomeriggio al Ministero del Lavoro MdL in Via Veneto 56 dalle ore 14 alle
17 , presidio che può essere revocato se il Ministero del Lavoro presenzierà
all'incontro al MEF al mattino .
Chiediamo con forza la chiusura
delle 6 salvaguardie entro luglio, per conoscere i numeri degli esodati
giacenti e esclusi e l’immediata approvazione della settima salvaguardia
DEFINITIVA che RISOLVA una volta per tutte i clamorosi errori della Legge
Monti/Fornero, che da quasi 4 anni tengono in ansia e nella preoccupazione
ancora 49.500 famiglie, cose che non dovrebbero sussistere in un Paese
civile.
Numeri "incerti " i 49.500 che riguardano le tipologie delle
prime 6 salvaguardie ( Nori disse sono 390.200 ) , da cui sono escluse , ma si
possono includere - stimiamo - 5.000 15 enni derogate Amato con solo contributi
da lavoro - Sono in maggioranza donne mentre 2.500 15enni con contributi versati
volontariamente sono state SALVATE nelle 6 salvaguardie come CV.
Una altra INGIUSTIZIA perseguita dai governi e partiti , da
DG INPS del DOPO Monti/Fornero
I risparmi delle 6 salvaguardie sono di oltre 3
miliardi, per oltre 50.000 posti NON utilizzati (170.230 in platea -
110.545 lettere di salvaguardia inviate nelle 6 salvaguardie )
Ricordiamo che 3 governi che si sono succeduti -
Monti/Fornero , Letta , Renzi - hanno sempre promesso di NON LASCIARE ALCUNO
SENZA REDDITO, NE' SENZA PENSIONE , ma hanno centellinato anno per anno le
risorse - senza consuntivare i risparmi che devono confluire annualmente
sul fondo esodati istituito con comma 235 legge 228 / 2012 esclusivamente
per altre salvaguardie e per aprire i vasi comunicanti tra 4^ e 6^ per la i
lavoratori con parenti disabili ( legge 104 e congedi) .
Invece non si chiude NULLA da 3 anni , né si usano i vasi
comunicanti previsti da legge 147/2013 .
Non c'è più tempo . Né vogliamo aspettare la legge di
stabilità a novembre . Tutto deve essere chiuso entro luglio per consentire al
comitato ristretto della commissione lavoro di intesa col Governo di approvare
un testo UNITARIO per la settima salvaguardia DEFINITIVA ( incardinando in
fretta 3 proposte di legge - una da noi suggerita per usare i risparmi "mese per
mese" appena sono certificati CHIUSI da MdL e DG INPS) - per risolvere prima
del 1 settembre 2015 l'annoso problema dei quota 96 ( ormai quote 100 - 101 e
più ) cioè degli insegnanti e i lavoratori della scuola tenuti a forza al lavoro
da legge Monti/Fornero pur avendo quota 96 nell'anno 2011 a agosto - poiché
l'anno scolastico NON è " solare " ma parte dal 1 settembre .
Nella settima deve essere sistemato l'errore dell'
innalzamento dell’età pensionabile di MACCHINISTI, CAPITRENO E MANOVRATORI da 58
a anni a 67.
Ci uniamo alle giuste richieste del CoNUP ( Coordinamento
Nazionale Unitario Pensionati ) di sblocco delle indicizzazioni delle pensioni e
contro il decreto n 65 Renzi Poletti per il bonus - per come è formulato ad
oggi e che sia migliorato con ITER alle Camere per rispettare la sentenza n 70
della Corte Costituzionale .
Chiediamo di correggere immediatamente gli errori inumani
della ingiusta legge Monti/Fornero .
Inaspriremo la LOTTA se entro luglio le 6 salvaguardie
NON sono chiuse e formulata al parlamento la settima salvaguardia DEFINITIVA di
intesa col Governo .
12 GIUGNO 2015
I lavoratori ausiliari di sosta di Milano (ex parcheggiatori) SFILERANNO IN MUTANDE
Comunicato
stampa
I lavoratori
ausiliari di sosta di Milano (ex parcheggiatori), lasciati senza lavoro e senza
reddito dall’amministrazione comunale e dalla dirigenza dell’ATM, ancora una
volta si vedono costretti a scendere in piazza per protestare contro questa
profonda ingiustizia.
Gli impegni
presi da Comune per mantenere i posti di lavoro, sono stati completamente
disattesi. Nonostante la riorganizzazione del sistema parcheggi in Milano, con
l’istallazione dei parcometri che ora verrà abbandonata (e paga sempre
pantalone), il Comune continua a perdere incassi. Tutti sanno che solo
attraverso un presenziamento del territorio è possibile dare un servizio di
assistenza adeguato ai cittadini, far pagare meno e tutti, con maggior introiti
per il comune.
La sordità
dell’amministrazione comunale è un danno per i cittadini e per i lavoratori
coinvolti, che sono costretti a vivere in ASSOLUTA precarietà e in estrema
difficoltà economica
Per queste
ragioni i lavoratori ex parcheggiatori, si vedono costretti a mettere a nudo le
ingiustizie prodotte da Comune/ATM
SFILERANNO IN
MUTANDE
(perché così li hanno lasciati)
davanti a Palazzo Marino, lunedì 15 giugno, dalle ore 15.00,
sperando che il Sindaco si metta una mano sul cuore ed intervenga, come suo
dovere,
affinchè una soluzione venga trovata.
Milano, 12
giugno ’15
L’Assemblea
dei Lavoratori
Il Comitato
Sosta Milano
Il
Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI
LAVORATORI”
sabato 13 giugno 2015
Venegono Superiore, Allarme dei sindacati per il futuro di Aermacchi
COMUNICATO SINDACALE
Nella riunione del 3 giugno la RSU, insieme alle Segreterie Territoriali, ha
valutato la situazione aziendale e ha deciso di chiedere alla Direzione la
convocazione urgente dell’Osservatorio Regionale per un confronto che
chiarisca le prospettive dello stabilimento Alenia Aermacchi di Venegono.
Vi alleghiamo la lettera che abbiamo consegnato venerdì scorso alla
Direzione: è un documento che sintetizza il dibattito e riprende in
maniera organica le preoccupazioni che abbiamo raccolto tra i lavoratori
all’interno dell’azienda.
La RSU e le Segreterie Territoriali hanno deciso inoltre di dare maggior
visibilità, anche all’esterno, delle tensioni che si sono determinate negli
uffici e nei reparti e individuato una serie di iniziative tese a dare
supporto e continuità all’azione sindacale che vi chiediamo di sostenere.
Infine comunichiamo che la Direzione ha convocato la RSU nel pomeriggio
di giovedì 11 giugno con all’ordine del giorno “Organici, Produttività e
performance, Comunicazioni varie“.
RSU Alenia Aermacchi Venegono
Venegono, 9 giugno 2015
Nella riunione del 3 giugno la RSU, insieme alle Segreterie Territoriali, ha
valutato la situazione aziendale e ha deciso di chiedere alla Direzione la
convocazione urgente dell’Osservatorio Regionale per un confronto che
chiarisca le prospettive dello stabilimento Alenia Aermacchi di Venegono.
Vi alleghiamo la lettera che abbiamo consegnato venerdì scorso alla
Direzione: è un documento che sintetizza il dibattito e riprende in
maniera organica le preoccupazioni che abbiamo raccolto tra i lavoratori
all’interno dell’azienda.
La RSU e le Segreterie Territoriali hanno deciso inoltre di dare maggior
visibilità, anche all’esterno, delle tensioni che si sono determinate negli
uffici e nei reparti e individuato una serie di iniziative tese a dare
supporto e continuità all’azione sindacale che vi chiediamo di sostenere.
Infine comunichiamo che la Direzione ha convocato la RSU nel pomeriggio
di giovedì 11 giugno con all’ordine del giorno “Organici, Produttività e
performance, Comunicazioni varie“.
RSU Alenia Aermacchi Venegono
Venegono, 9 giugno 2015
Milano: Brutale aggressione ai ferrovieri
ancora IN
MARCIA!
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E
INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL
1908 ---------------------------------------------------------------
Ieri sera (giovedi 11 giugno) due nostri colleghi hanno subito una brutale aggressione.
Nella stazione del Passante di Milano Villapizzone il capotreno, dopo aver invano chiesto il biglietto ad un gruppo di viaggiatori, è stato da costoro assalito; uno degli aggressori lo ha addirittura colpito con una lama, sembrerebbe un “machete”.
Un capotreno fuori servizio, intervenuto per dare aiuto al collega in difficoltà, è stato a sua volta colpito, in testa; è intervenuto anche il macchinista del treno.
I due capitreno sono stati ricoverati con codice rosso; quello colpito col machete rischia addirittura l’amputazione del braccio.
Questo fatto rappresenta l’ennesimo episodio in cui personale ferroviario subisce aggressioni mentre nient’altro sta facendo che svolgendo le proprie mansioni.
Innanzitutto esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi coinvolti.
Condanniamo sicuramente l’episodio di violenza pura e anche premeditata, esprimendo il nostro massimo disprezzo verso chi va in giro pronto a commettere brutalità di questo tipo, come se vivessimo nel “far west”.
Esprimiamo però anche tutto il nostro dissenso nei confronti delle imprese ferroviarie, che non investono quanto dovrebbero in sicurezza, per i viaggiatori e per i dipendenti, se non in forme puramente d’immagine.
Le stesse imprese hanno nell’ultimo decennio anche ridotto all’eccesso il Personale, lasciando i lavoratori dell’esercizio il più delle volte soli, e allo sbando in ogni situazione di emergenza.
Si succedono amministratori e manager vari, pluristipendialti nei loro lussuosi palazzi, mentre i lavoratori “in prima linea”, le cui condizioni di lavoro sono in continuo aggravamento, si trovano rischiare la vita per fare il proprio lavoro.
Oggi i treni della Lombardia si fermeranno dalle ore 12.00 alle 12.15 per esprimere solidarietà ai colleghi di Villapizzone, e come segno di protesta per i continui episodi di vandalismo e di violenza.
Invitiamo i sindacati, quantomeno quelli di base, a prendere opportune e anche drastiche iniziative a tutela dei lavoratori.
Jobs Act: approvato il decreto sul demansionamento.
Prevede la facoltà per il datore di lavoro di cambiare in maniera unilaterale le mansioni del lavoratore qualora sia in corso una modifica degli assetti organizzativi, tali da colpire anche il lavoratore oggetto del cambio di consegne.
Il limite entro cui dovrà muoversi il datore di lavoro è la necessità di affidare alla persona oggetto dello spostamento una mansione pari al livello contrattuale inferiore, senza intaccare il margine contributivo raggiunto, eccependo però eventuali caratteristiche contrattuali legate alle precedenti mansioni ora non più comprese, come ad esempio le trasferte.
Il limite entro cui dovrà muoversi il datore di lavoro è la necessità di affidare alla persona oggetto dello spostamento una mansione pari al livello contrattuale inferiore, senza intaccare il margine contributivo raggiunto, eccependo però eventuali caratteristiche contrattuali legate alle precedenti mansioni ora non più comprese, come ad esempio le trasferte.
Con il nuovo decreto basterà che il nuovo impegno del lavoratore sia legato alla precedente mansione così come descritto dal contratto collettivo.
Viene poi garantita la possibilità di modificare anche in maniera bilaterale tra datore di lavoro e lavoratoree, insieme, anche di stipendio e di livello di inquadramento, purché la decisione preveda un concreto guadagno per il lavoratore, che ad esempio potrebbe preferire il demansionamento al licenziamento.
giovedì 11 giugno 2015
ADL VARESE E' CON I LAVORATORI DELLA WHIRLPOOL
VARESE 12 giugno 2015
manifestazione nazionale
dei lavoratori del gruppo
Whirlpool
Strade chiuse percorsi alternativi per la manifestazione Whirlpool
“Il popolo dei lavoratori Whirlpool è sovrano”. I sindacati scaldano i motori.
Iscriviti a:
Post (Atom)



