- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

giovedì 8 ottobre 2015

Airport Handling TUTTO SECONDO PROGRAMMA: PRIVATIZZATI!

Il 28 settembre Airport Handling comunicava la decisione,  presa da SEA Spa attraverso il trustee, di procedere alla privatizzazione di Airport Handling Spa, inizialmente con una quota del 30% per poi arrivare fino al 70%  entro 18 mesi alla società DNATA , alla quale viene affidata la governance di AH in una posizione di assoluta maggioranza fin da subito.

E’ la logica conseguenza del processo innescato dai “migliori accordi possibili” del luglio 2014 che, come avevamo detto, portavano direttamente alla PRIVATIZZAZIONE della nascente Airport Handling.
ADL non ne fa una battaglia ideologica sull’entrata di nuovi soci ma vuole far chiarezza in merito ad alcune questioni.

-       Airport Handling diventerà “privata”: la maggioranza non sarà più in mano a SEA di natura pubblica, con la conseguenza di non avere quella visione “sociale” che nel bene e nel male l’ha contraddistinta, dato che il Comune di Milano finirà in netta minoranza.
-       Il raggiungimento della quota del 70% potrà avvenire SOLO previo accordo sindacale : quindi una chiara scelta politica che autorizza i sindacati all’avvallo di tale operazione.
-       Fino ad ora tutta la parte a carico dei lavoratori dei  “migliori accordi possibili” ha avuto esecuzione ed  ora che  si dovrebbe parlare di recupero a favore dei lavoratori, si cambia di nuovo registro.
-       A detta dei protagonisti della trattativa ci sarà un dumping sociale : avvilimento delle condizioni sociali dei lavoratori.

Tutto nel silenzio generale dei sindacati cgil, cisl, uil, ugl e flai che pur essendo a conoscenza delle questioni, continuano a  mantenere la solita  linea di condotta, senza nemmeno interpellare i lavoratori in sede assembleare.

D’altronde Airport Handling e i sindacati di comodo  vogliono come al solito agire indisturbati, permettendosi di escludere ADL dalle trattative, pur essendo ADL il sindacato più rappresentativo in Airport Handling!

Chiediamo ad Airport Handling,  cgil cisl uil ugl e flai:

“Volete un “remake” del film già visto nel giugno 2014 chiamato “REFERENDUM” di cui ancora non avete mostrato le fantomatiche firme da voi raccolte per svilirne il reale contenuto? Noi siamo pronti e lo abbiamo già dimostrato.

E’ possibile per voi concludere accordi non condivisi da una gran parte dei lavoratori?

Una cosa è certa: i responsabili di questo percorso sono noti… la politica e i sindacati firmatari!

Nella fattispecie la politica di chi governa nel Comune di Milano, azionista di maggioranza di SEA e quindi di AH, dove fin dal  2013 si e’ adoperato per portare avanti la prima fase di privatizzazione di SEA per poi proseguire con gli accordi del giugno 2014 e i sindacati firmatari che hanno sempre avallato tali scelte promettendo la buona riuscita degli accordi ma venendo puntualmente smentiti dal degrado delle condizioni dei lavoratori che loro stessi hanno creato.

Ora non resta che far riferimento a regole di vera democrazia dalle quali non è più giustificabile sfuggire:

Ristabilire l’ordine democratico e rappresentativo all’interno delle trattative sindacali con Airport Handling ed organizzarsi in modo compatto per lottare in  difesa del lavoro, dei nostri diritti e della nostra dignità. 


Malpensa/Linate 6 ottobre 2015

In Italia le nuove bombe atomiche: "Quattro volte più potenti di Hiroshima"

La notizia è ormai ufficiale: arriveranno in Italia almeno una cinquantina di nuove bombe atomiche, di ultima generazione, da smistare nelle basi di Aviano e di Ghedi. Sono quattro volte più potenti di quella sganciata su Hiroshima

Alessandro Gatta - Brescia Today 1 ottobre 2015

ROMA - Potenza media: cinquanta kiloton. Quattro volte quella di Hiroshima. Lo scrive Il Manifesto nell’annunciare l’ormai imminente arrivo in Italia delle bombe nucleari made in Usa B6112: atterreranno nella base di Aviano, provincia di Pordenone, ma pure in quella di Ghedi, nel bresciano. E il nuovo e sostanzioso schieramento di bombe atomiche di ultima generazione sarebbe stato già approvato dal governo e dalla Difesa: ovviamente a spese nostre.
Perché, come si legge ancora su Il Manifesto, “a fornire le bombe ci pensano gli Usa, i Paesi che le ospitano si accollano (per due terzi o totalmente) le spese per il mantenimento e l’upgrade delle basi”. Ad oggi a Ghedi - teatro tra l’altro di un’esercitazione ‘atomica’, lo scorso anno - di bombe ce ne sarebbero già una ventina. Ma il numero esatto potrebbe variare: sia in terra bresciana che in terra friulana ci sono bunker in grado di contenerne parecchie altre.

Cessione quinto pensioni – aggiornamento tassi.

Con decreto del 24 settembre 2015,  il Ministero dell’Economia e delle Finanze - 
Dipartimento del Tesoro - ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati 
dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, 
comma 1, della legge n. 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, come 
modificata dal decreto legge n. 70/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 
106/2011, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° 
ottobre – 31 dicembre 2015.

Per quanto sopra, per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione
 il valore dei tassi applicati nel periodo 1° ottobre – 31 dicembre 2015 sono i seguenti:

Indennità di disoccupazione ASpI lavoratori sospesi

Con la pubblicazione del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 (Disposizioni per 
il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto
 di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) è stato abrogato l’articolo 3,
 comma 17, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Di conseguenza - su parere concorde del Ministero del lavoro e delle politiche sociali –
 l’Istituto non potrà più erogare prestazioni di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori 
sospesi” per le giornate di sospensione intervenute dal 24 settembre 2015, giorno di entrata
 in vigore del predetto decreto.
Per quanto riguarda le richieste di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi”,
 per periodi che contengono anche le giornate successive al 23 settembre 2015, la
 procedura INPS, al momento della liquidazione delle suddette indennità, automaticamente
 prenderà in considerazione solo i periodi fino al 23 settembre 2015, ultimo giorno 
di vigenza della normativa.
Le richieste di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi” potranno essere
 presentate, al più tardi, fino alla data del 12 ottobre 2015, corrispondente al 20° giorno 
successivo al 23 settembre 2015 (ultimo giorno utile di sospensione per il quale è 
possibile erogare l’indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi). Resta fermo
 il limite di spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2015, pertanto, l’Istituto erogherà
 la prestazione in argomento sulla base della data di presentazione delle richieste entro
 il predetto limite.

martedì 6 ottobre 2015

Lo schifo va veloce. E arriva puntuale

Violenza, droga, armi ma pure sesso sui sedili: cronaca di un giorno qualunque del personale viaggiante. Dei duecento vigilantes nessuno sulla Milano-Varese perché «non è a rischio». Ma i fatti parlano da sé...
Racconti da brivido
I racconti del personale viaggiante, così vengono definiti capotreno, macchinisti e ferrovieri, narrano di episodi, per ora sporadici, ai confini con la realtà. Lungo la Varese- Milano, un anno fa circa, due ventenni furono pizzicati mentre si concedevano un attimo di svago: lei stava praticando sesso orale a lui. «Spesso - raccontano i capotreno - troviamo anche dei preservativi usati. E le aggressioni più o meno violente contro di noi sono all’ordine del giorno. Sinora nessuno si è fatto male seriamente, per fortuna».
Dopo la sanguinosa aggressione a un capotreno a colpi di machete nel milanese l’estate scorsa si è cercato di correre ai ripari. Potenziando la presenza di vigilantes privati sui convogli. Vigilantes che viaggiano ovviamente disarmati, e che agiscono come deterrente «sul ragazzotto arrogante che rompe un sedile oppure insulta il controllore che lo vuole fare scendere - spiega Fiorenzo Campagnolo, del direttivo provinciale del sindacato Adl, ma soprattutto pendolare - Con i criminali di alto rango, che viaggiano sui treni ed è un fatto, il problema resta. Certo non possono essere questi vigilantes a occuparsi del servizio d’ordine sui treni».
Quanti sono in ogni caso? Circa 200 da «distribuire a rotazione» sui 2400 convoglio che ogni giorno circolano in Lombardia. Un rapporto numero improponibile.
Questione di linee
La presenza di questo personale extra è concentrata sulle linee considerate ad alto rischio (la Milano-Treviglio è una di queste) segmento nel quale la Milano-Varese non rientra. Sui nostri treni «si tratta di presenze assolutamente sporadiche - dice Campagnolo - tranne che per il Malpensa Express. Qui abbiamo la presenza fissa di due vigilantes e, lo divo da pendolare, scoraggiano i balordi o gli sbruffoni. Sono troppo pochi, però, e assumerne altri costerebbe troppo».

Taranto, operai senza stipendio occupano la chiesa: il parroco compra i materassi per tutti

Gli operai occupano la chiesa e il parroco acquista i materassi per dare loro una sistemazione dignitosa di notte. Prosegue nella parrocchia del Carmine a Taranto il presidio di un gruppo di operai di Taranto Isolaverde, la società partecipata della Provincia e messa in liquidazione, che non ricevono lo stipendio da sette mesi. Don Marco Gerardo ha acquistato materassi nuovi per allestire la cappella in cui i lavoratori stanno trascorrendo giorno e notte in attesa di avere risposte positive in merito alla loro vertenza.

I lavoratori, in tutto sono 230 quelli senza stipendio e a rischio del posto di lavoro, hanno incontrato il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, nella sede dell'Inps per tentare una rateizzazione del debito. "Toccherà poi vedere cosa può fare la Regione col decreto delegato e sperare che il ministero del Lavoro conceda i contratti di solidarietà. A noi interessa soprattutto la continuità dei posti di lavoro", dice Franco Brunetti della Uil. Il tentativo di salvataggio di stipendi e posti di lavoro si è concretizzato anche con una riunione in prefettura invocata dal vescovo, monsignor Filippo Santoro, al quale i lavoratori si sono rivolti chiedendo aiuto.
repubblica.it

Fca, sindacato Usa dichiara sciopero contro Marchionne

La Fca ha annunciato che la Uaw, il sindacato americano dei lavoratori dell’auto, ha indetto lo sciopero a partire dalla mezzanotte del 7 ottobre in Usa. Una mossa che giunge dopo ilreferendum che, con il 65 per cento di no, ha bocciato nelle fabbriche americane del gruppo l’ipotesi di accordo raggiunto due settimane fa da Marchionne e da Dennis Williams, il responsabile del sindacato che ha preso il posto di Bob King. Dopo la bocciatura dell’intesa il sindacato ha scelto di riprendere la trattativa, che è tutt’ora in corso.

La notifica dello sciopero consegnata ieri potrebbe dunque rappresentare uno strumento di pressione per spingere l’azienda a modificare i termini dell’accordo in senso più favorevole ai lavoratori. Una delle richieste più importanti del sindacato era quella di abolire la differenza di paga oraria tra i lavoratori più anziani e i nuovi assunti. La differenza era stata introdotta nel 2009 e faceva parte delle clausole sottoscritte anche dal governo Obama per salvare l’azienda dalla bancarotta. Nel corso del tempo la differenza, che inizialmente era  di uno a due, è stata ridotta.
repubblica.it

Ilva, è allarme rosso per i conti: 40-50 milioni di perdita al mese, a rischio i prossimi stipendi

Una perdita fra i 40 e i 50 milioni di euro al mese. Il miliardo 200 milioni che continuano a restare bloccati in Svizzera. E la paura degli operai dell'indotto e del siderurgico stesso di tornare nel buco nero. I sindacati tornano a lanciare l'allarme Ilva. Lo fanno, numeri alla mano, rispetto agli ultimi risultati con la paura, per il momento questa esclusa dall'azienda, che lo stipendio dei prossimi mesi potrebbe non essere garantito. Per questo hanno incontrato il presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha parlato di un rischio "altissimo".

"L'Ilva si sta spegnendo - ha detto il governatore -  sia dal punto di vista giuridico sia per le perdite economiche che non si fermano. Dal punto di vista tecnico-giuridico, se non viene riambientalizzata i giudici interverranno nuovamente come previsto dalle leggi. E dubito che sarà possibile un nuovo decreto. Se la Corte costituzionale ha consentito il sacrificio di alcuni elementi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano, lo ha fatto perché c'era un termine entro il quale le attività dovevano essere compiute: in quel modo si giustificava il sacrificio di quei principi". "Dall'altra parte - ha aggiunto Emiliano - le perdite non si fermano, anche perché dalle dichiarazioni che ho percepito si è aggiunta alla perdita ordinaria una crisi generale del mercato dell'acciaio nel mondo che sta aggravando una situazione che già non era positiva. E quindi questi due elementi mettono questa fabbrica grandissimo rischio".
repubblica.it

RETE PER LA SALUTE DI MILANO E LOMBARDIA CORSO SULLA SALUTE 2015

10^ INCONTRO: ANALIZZARE E CAPIRE PER DIFENDERSI E RIVENDICARE
 – mercoledì 7 ottobre

A) LO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA – Andrea Micheli (epidemiologo)

 B) PIU’ VISITE, Più ESAMI, Più OPERAZIONI = PIU’ PRESTAZIONI E SE NO COSA? – il Caso Santa Rita Fulvio Aurora

MILANO – STAZIONE CENTRALE SCALE E IV PIANO ORE 17,45 -20

 Siamo al 10° incontro del Corso sulla salute. E’ stato invitato a tenere la relazione principale il dott. Andrea Micheli, già primario epidemiologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Andrea Micheli era già intervento nel precedente corso che abbiamo svolto a Punto Rosso. Allo scopo abbiamo allegato la lezione che in quell’occasione ha svolto. In effetti è particolarmente esperto sul tema del rapporto fra salute e reddito e naturalmente fra reddito e tumori. Quale esperto della Commissione Europea è stato inviato nei paesi europei di recente acquisizione (alla UE) dove si è constatato un peggioramento delle condizioni di salute dovuto principalmente ad una riduzione dei finanziamenti in sanità e quindi alla sua privatizzazione.

Andrea Micheli si è naturalmente occupato di indagini epidemiologiche, in particolare è stato consulente del Giudice di Roma per valutare la relazione fra campi (onde) elettromagnetici e tumori e proposito delle emissioni di Radio Vaticana. Ha pure condotto un’indagine per la Regione Marche sull’inquinamento del Petrolchimico di Falconara Marittima nei confronti della popolazione circostante, verificando un rapporto di causa-effetto per alcuni tumori che hanno colpito la popolazione.

Amianto Olivetti: De Benedetti, Passera e Colaninno a processo per morti tra operai

Per i tredici dipendenti morti e i due ammalati all’Olivetti per colpa dell’amianto ci sarà un processo. Comincerà il 23 novembre prossimo. Il gup di Ivrea Cecilia Marino ha rinviato a giudizio 17 persone per accuse che vanno dall’omicidio colposo alle lesioni colpose. Tra gli imputati – tutti ex presidenti, amministratori o dirigenti dell’azienda dal 1963 al 1996 – ci sono nomi importanti dell’economia italiana come Carlo De Benedetti, Franco Debenedetti, Corrado Passera e Roberto Colaninno(imputato solo per le lesioni colpose). Un altro ex dirigente, Silvio Preve, era già stato rinviato a giudizio. Il giudice ha deciso di non procedere verso undici persone, quasi tutti ex componenti del cda dell’Olivetti e di altre aziende collegate: tra di loro ci sono Rodolfo e Marco De Benedetti.
ilfattoquotidiano.it

Air France, irruzione dei dipendenti in riunione: manager fugge a torso nudo

Decine di dipendenti di Air France hanno fatto irruzione nella sede della compagnia aerea interrompendo la riunione del comitato d’impresa sul piano di ristrutturazione che prevede 2.900 esuberi. Il presidente di Air France, Frédéric Gagey, è riuscito ad allontanarsi velocemente, mentre il direttore delle risorse umane, Xavier Broseta, è stato circondato dai dipendenti, che gli hanno strappato la camicia e così è stato costretto a scappare a torso nudo. La sua foto mentre cerca di scalare la rete di cinta aiutato dal servizio d’ordine fa già il giro del web.
ilfattoquotidiano.it

Cgil, dirigenti protestano contro il direttivo a Expo. “Fermati per resistenza”

Il breve corteo si è tenuto la mattina del 5 ottobre all’interno dell’esposizione universale. I cinque dirigenti Cgil, Sergio Bellavita,Eliana Como, Mario Iavazzi, Maria Pia Zanni e Giulio De Angelis, appartengono alla corrente “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione in Cgil“. Arrivati lungo il decumano, la via principale che attraversa i padiglioni di Expo, i sindacalisti hanno sfilato dietro uno striscione che recitava: “Exponiamoci contro la fiera dello sfruttamento“. Poi hanno cominciato a distribuirevolantini che denunciavano le condizioni di lavoro in Expo e contestavano la scelta della Cgil di tenere il direttivo al suo interno. A quel punto, è scattato l’intervento delle forze dell’ordine.
ilfattoquotidiano.it

sabato 3 ottobre 2015

Agusta: Amianto negli elicotteri delle forze armate

Cinquantacinque indagati, tra cui persone ai vertici di Agusta westland, del gruppo Finmeccanica, Piaggio e forze armate dello Stato italiano. E’ la conclusione di una maxi inchiesta coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello sulla presenza di amianto sugli elicotteri di tutte le forze dello Stato italiano: dai vigili del fuoco all’Aereonautica militare, dai carabinieri alla forestale. L’ipotesi di reato è disastro colposo: secondo il magistrato torinese, le persone che furono chiamate a ricoprire ruoli di guida o dirigenziali nelle società indagate dai primi anni ’90 fino al 2014 sarebbero responsabili di avere messo a rischio al salute di tutte le persone che vennero a contatto con i velivoli. Gli accertamenti avevano fatto emergere la presenza dell’amianto crisotilo soprattutto nelle guarnizioni dei mezzi. La procura di Torino quindi, in accordo con l’ente direzionale delle forze armate che si era occupato degli acquisti dei mezzi di volo, aveva avviato una serie di verifiche e di sostituzione delle parti nocive.
Quando è stato chiuso un occhio
Il problema, e questo ultimo aspetto è stato scoperto dalla procura soltanto poche settimane fa, è che dagli ultimi controlli effettuati dall’aereonautica sui velivoli che erano già stati sostituiti e che quindi avrebbero dovuto essere ormai privi delle componenti in amianto, è emerso che anche gli elicotteri «bonificati» continuerebbero ad avere, in alcuni pezzi, la sostanza killer. Lo sforzo economico fatto dalle forze armate per sostituire tutti gli elicotteri non sarebbe quindi servito a nulla. L’amianto è stato rilevato in particolare in alcuni rotoli di materiale spediti da Agusta. Prima di procedere al taglio e all’applicazione del nuovo materiale «privo di amianto» sui velivoli i tecnici dell’Aereonautica militare, per essere sicuri, avevano fatto effettuare un ulteriore campionamento sui rotoli stessi. 

“Perchè un temporale forte ha portato all’allagamento di Malpensa?”

L’interrogazione discende anche dai rapporti saldi costruiti dal Movimento 5 Stelle con il sindacato di base ADL: «Ci siamo fatti portavoce in Parlamento di alcune segnalazioni ricevute dall’associazione dei lavoratori ADL di Varese in merito ai danni subiti dall’aeroporto di Malpensa il 15 maggio scorso a seguito di un forte temporale» spiega l’onorevole Petraroli., che ha visionato documentazione e articoli di giornale sull’evento della primavera scorsa, che fece indubbiamente notizia, tra saloni allagati, ascensori fermi a Cargo City.
«L’aeroporto di Malpensa è un’infrastruttura pubblica che stata oggetto di un recentissimo ampliamento e restyling costato oltre 330 milioni di euro.
Le infiltrazioni d’acqua hanno danneggiato interi uffici e attività commerciali rendendo il camminamento impraticabile, lo smistamento bagagli ed intere aree aeroportuali agli imbarchi e al check-in sono state investite da abbondanti scrosci d’acqua. Ancor piu’ grave e’ stato il distacco di una parte del soffitto nella zona “arrivi” che miracolosamente non ha investito nessun viaggiatore, soprattutto se si pensa che il crollo è avvenuto in una parte del soffitto non direttamente colpito dalla pioggia. 
varesenews.it

riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 23 settembre 2015 il Decreto legislativo 14 
settembre 2015, n. 148, che, in attuazione della delega di cui all’art. 1, c. 2, lett. a),
punto 7, della legge 183/2014, ha riordinato la materia degli ammortizzatori sociali in
 costanza di rapporto di lavoro in un Testo Unico. Il decreto contiene importanti novità
 in materia di Cassa integrazione Guadagni Ordinaria e di Fondi di solidarietà.

Al fine di assicurare la continuità dei servizi si forniscono le seguenti  prime istruzioni.

Le domande per gli eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa precedenti alla 
giornata odierna, 24 settembre, data di entrata in vigore del decreto, potranno continuare
 ad essere presentate dalle aziende con le consuete modalità, previste  nella previgente disciplina.

Le domande per gli eventi di sospensione o riduzione verificatisi a partire dalla data odierna,
 dovranno , invece, seguire la nuova disciplina.

In particolare, la novella legislativa prevede che le domande siano corredate dall’elenco 
dei nominativi dei lavoratori interessati alla sospensione/riduzione di orario nonché 
dal numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente distinti per orario 
contrattuale: a tal fine i datori di lavoro dovranno allegare un file in formato CSV contenente 
alcuni dati sugli addetti alla Unità Produttiva interessata.