mercoledì 21 febbraio 2018
lunedì 19 febbraio 2018
Angera, scatta la mobilitazione: "Giù le mani dall’ospedale"
Manifestazione "Insieme per l’ospedale” promossa dal Comitato permanente e dall’associazione Mamme per l’Ondoli in rinascita
Angera (Varese), 19 febraio 2018 - Associazioni, comuni, cittadini uniti per difendere l’ospedale di Angera. Ieri pomeriggio la manifestazione “Insieme per l’ospedale” promossa dal Comitato permanente e dall’associazione AMOR (Mamme per l’Ondoli in rinascita) a cui hanno aderito una cinquantina di associazioni, oltre a quindici comuni, nove della sponda piemontese del Verbano, ha lanciato con forza la sua voce, il presidio sanitario cittadino va salvato e rilanciato con un progetto chiaro.
La mobilitazione ha visto una grande partecipazione di cittadini che ora aspettano segnali concreti alle loro richieste. I problemi della struttura sanitaria Ondoli di Angera riguardano la mancanza del primario di ginecologia, del responsabile dell’oncologia, la ristrutturazione della chirurgia, la carenza di personale medico e infermieristico, la mancanza di un progetto chiaro di rilancio, una situazione sulla quale la manifestazione di ieri ha voluto richiamare l’attenzione. «Diamo il pieno sostegno all’iniziativa – ha detto il sindaco Alessandro Paladini Molgora – la politica ai livelli alti deve impegnarsi per la sanità che è una priorità assoluta, il problema del nostro ospedale è sentito, e si è mossa la gente, il territorio. Dal 5 marzo sindaci e cittadini saranno insieme per chiedere risposte precise, l’era dei tagli deve finire, vogliamo che il nostro ospedale sia funzionale come è stato fino ad ora».
Domani alle 21 invece a Gallarate nella sede delle Acli in un incontro pubblico promosso dal Comitato per il diritto alla salute del Varesotto si parlerà del progetto sostenuto da Regione Lombardia dell’ospedale unico di Gallarate-Busto Arsizio, che dovrebbe sorgere in un’area già individuata nel rione di Beata Giuliana a Busto Arsizio. Invitati al confronto sull’importante tema i candidati alle elezioni regionali: a loro i rappresentanti del Comitato contrario al progetto esporrà le ragioni della sua opposizione e i timori che riguardano il futuro delle strutture ospedaliere di Busto e di Gallarate. «Hanno deciso di spendere 500 milioni di euro per un progetto che nasce senza aver analizzato i bisogni dei cittadini – sottolineano dal Comitato che contro il progetto ha raccolto migliaia di firme – si perderanno posti letto». Domani sera il confronto con i candidati.
“L’Ondoli non vive di promesse, dopo il voto vogliamo i fatti”
Grande
partecipazione alla manifestazione per evitare la chiusura dell'ospedale.
Doridoni (Amor): «Stiamo chiedendo alla politica di tenere vivo l'ospedale, è un
intero territorio che lo chiede»
Sono
accorsi in tanti al capezzale dell’ospedale di Angera. Il popolo
dell’Ondoli ha risposto alla chiamata dell’associazione Amor e del
comitato spontaneo permanente per il Carlo
Ondoli nonostante il freddo intenso di una domenica di febbraio. Un popolo
trasversale composto da gente comune, madri, padri, nonni, medici, infermieri,
sindaci – ce n’erano almeno cinque in prima fila (Angera, Sesto Calende,
Ranco, Mercallo, Ispra) – il consigliere regionale dei 5 Stelle Paola Macchi
e tante associazioni, tra cui il corpo musicale angerese “S. Cecilia”, la pro
loco di Ranco, la casa delle donne di Gallarate, i rappresentanti di medicina
democratica, la comunità pastorale, la rete per il diritto alla salute di Milano
e Lombardia e il comitato “no” all’ospedale unico di Gallarate. Il presidio
davanti all’ospedale si è poi trasformato in un corteo che è sfilato fino
all’approdo sul lungolago.
domenica 18 febbraio 2018
GALLARATE - BUSTO ARSIZIO Incontro sull’ospedale unico in vista delle Regionali
Il Comitato per il diritto alla salute del varesotto, critico sul progetto, ha invitato candidati di tutte le liste. Si parlerà anche del Gestore della cronicità
Martedì 20 febbraio 2018, alle Acli di Gallarate, il Comitato per il diritto alla salute del varesotto, con la collaborazione delle Acli di Gallarate, organizza un incontro sui temi che nel corso degli ultimi due anni ha affrontato maggiormente: Il progetto Ospedale unico tra Gallarate e Busto Arsizio e Il Gestore e la presa in carico dei malati cronici.
Candidati e candidate alle Regionali della Lombardia, delle forze politiche coinvolte, risponderanno sulle tematiche proposte. L’iniziativa si svilupperà però prima con un breve resoconto nel quale gli attivisti del Comitato presenteranno le criticità del progetto Ospedale unico, cosa potrà succedere ai presidi ospedalieri esistenti, all’area individuata dal preliminare del progetto e cosa prevede la riforma regionale sulla presa in carico dei malati cronici.
Nella seconda parte, avendo invitato i/le candidati/e alle elezioni regionali, porremo loro domande inerenti i temi sopra riportarti e più in generale sull’accesso alla salute dei cittadini/e che abitano il territorio Gallaratese e Bustocco.
giovedì 15 febbraio 2018
domenica ad Angera per tenere aperto l'ospedale
Amor
lancia la manifestazione del 18 febbraio e un patto delle
associazioni
Una
manifestazione per l’Ospedale Ondoli di Angera e un patto tra le associazioni.
Sono le iniziative promosse e lanciate da Amor, l’Associazione Mamme per
l’Ondoli in rinascita
Una
manifestazione per l’Ospedale Ondoli di Angera e un patto tra le
associazioni.
Sono le iniziative promosse e lanciate da Amor, l’Associazione Mamme per
l’Ondoli in rinascita:
appuntamento
domenica 18 febbraio ad Angera alle 16.30.
«Il
senso della manifestazione “Insieme per l’Ospedale” che promuoviamo per il
18 febbraio sarà quello dare un segnale come società civile e territorio a tutta
la politica. “Insieme per l’ospedale”, per noi, significa fare rete.
Liberi cittadini e associazioni, ovvero le realtà che operano per il bene del
territorio – si legge in una nota di Amor -. Il segno concreto della
manifestazione del 18 febbraio sarà un “Patto delle associazioni”, per
l’ospedale di Angera. Noi di Amor non lo possiamo dimenticare: senza una
rete accanto e attorno a noi, le mamme non sarebbero mai riuscite a far riaprire
quei reparti. Oggi proponiamo un patto delle associazioni: è semplicemente un
appello a intervenire, un appello rivolto alla politica e alle istituzioni a
dare un futuro sicuro al nostro ospedale. Il Carlo Ondoli è un riferimento
importante per tutta la comunità del Basso Verbano: le associazioni chiedono,
dunque, alla politica, che un progetto serio per il nostro ospedale, sia la
priorità. Questo Patto verrà portato in Regione e consegnato alla futura
amministrazione, all’insediamento della nuova giunta. In quell’occasione,
vorremmo accanto alle associazioni anche i sindaci del
territorio».
«La
primissima realtà ad aderire al Patto delle Associazioni è l’ACLIalla quale
si sono aggiunte da subito la Caritas, il Centro Aiuto alla Vita di Sesto
Calende, i Comitati genitori dei comuni di Angera, Ranco e Ispra, l’Avis,
l’Anpi, la Casa delle Donne di Gallarate e molte altre stanno confermando la
loro adesione in questi giorni: l’adesione è possibile fino al 18 febbraio,
giorno della manifestazione, e anche oltre – chiosa la nota di Amor -. Un
grazie sincero va anche al Comitato spontaneo permanente, co-organizzatore della
manifestazione, per il sostegno ad Amor e a questa rete di
associazioni».
mercoledì 7 febbraio 2018
analisi questionario raccolto in ottobre 2017
Vuoi
aiutarci a conoscere meglio la tua generazione rispondendo a queste domande? Te
ne saremo grati.
Come Associazioni e sindacati di Base appartenenti al
Coordinamento Nazionale dei Pensionati di Oggi e di Domani (CONUP), stiamo
cercando di organizzare un dibattito e una discussione che ci consenta di
orientare le nostre iniziative e rivendicazioni ponendo come punto centrale le
esigenze dei lavoratori e dei cittadini, l’occupazione e la pensione. Per avere
un minimo di conoscenza in merito a tali argomenti, abbiamo la necessità di
capire come i cittadini, i giovani e i lavoratori si orientano di fronte ai
problemi sociali e in che modo trovano le vie d’uscita dagli ostacoli che si
trovano dinanzi durante la loro vita quotidiana o lavorativa. Per cercare di
raccogliere questi orientamenti, ti chiediamo di rispondere ad alcune domande
semplici e di aiutarci nel nostro intento. Ti ricordiamo che il questionario
rimarrà anonimo e verrà utilizzato solo allo scopo di cui ti abbiamo scritto
pocanzi. Ti ringraziamo fin d’ora per averci concesso questi pochi minuti e ti
chiediamo di restituire il questionario alla persona che te lo ha sottoposto o
per via mail, secondo le indicazioni che riceverai al momento della richiesta di
compilazione. Grazie! CONUP Lombardia
1. L’evoluzione
della tecnologia e l’aumento dell’aspettativa di vita stanno cambiando
rapidamente la società in cui viviamo e la vita di tutti noi, a volte in meglio
altre volte no: come ti aspetti sarà la tua vita futura, rispetto a quella dei
tuoi genitori?
A.
Più dignitosa
B.
Più piacevole
C.
Più difficile
D.
Più incerta
Risposte: In tutti i gruppi di ricerca emerge una grande
incertezza circa il nostro “Futuro Tecnologico”, soprattutto per i più giovani,
dove la risposta D (“Più incerta”) regna sovrana. Un’altra risposta abbastanza
gettonata, soprattutto nel gruppo “over 40” è quella C (“Più difficile”), dando
ampia dimostrazione di sfiducia verso le condizioni lavorative attuali. Scarse
invece le risposte positive.
2. Che cosa ti
aspetti dalla gente che ti circonda?
A.
Invidia/ostilità
B.
Indifferenza
C.
Aiuto/comprensione
D.
Solidarietà
Risposte: Anche questa domanda ha una risposta ben precisa in
tutti i gruppi di ricerca. Infatti la maggior parte dei somministrati ha dato
come risposta la B (“Indifferenza”), dando ampio margine all’amarezza che in
questo momento sta attraversando la società, sempre meno sociale. Infatti nel
gruppo “Under 30”, il più omogeneo, emerge con discreta forza la risposta, A
(“Invidia”). Un piccolo raggio di sole emerge però dal gruppo Over 40 che
sceglie come seconda risposta l’item D (“Solidarietà”), dando comunque un segno
di fiducia verso il futuro.
3.
Le nuove tecnologie, la disoccupazione dilagante e il lavoro precario non
sono le migliori condizioni di vita per un cittadino: che cosa ti aspetti dalla
tua vita lavorativa?
A.
Disagi
e fatica
B.
Il
necessario per la sopravvivenza
C.
Agio
e soddisfazioni/ricchezza
D.
Un
contributo di utilità per gli altri
Risposte: La sfiducia complessiva dei primi due item si riversa
interamente anche in questa terza risposta. L’indolenza di questo periodo
storico si riflette anche sulle richieste lavorative. L’item di maggior tendenza
in tutti i gruppi è il B (“Il necessario per la sopravvivenza”), dando ampio
riscontro alla depressione lavorativa attuale, dove il lavoro viene visto solo
come un mezzo per racimolare soldi. In realtà una piccola
differenza
4.
L’idea di non avere uno stipendio sicuro e la paura di non riuscire nella
vita a volte ostacolano il “focolaio domestico”: cosa pensi della tua futura
famiglia?
A.
Forse
non l’avrò per motivi economici
B.
Non
vorrei fosse un impegno troppo gravoso
C.
Dedicherò
tutto il mio impegno ai miei figli
D.
Sarà
il mio impegno principale
Risposte: Netta prevalenza della risposta D(“Sarà il mio impegno
principale”) in tre dei quattro gruppi, si allinea bene con la risposta
precedente, dando un segnale di come la società comunque vuole investire sul
futuro privato, non vedendo bene il futuro pubblico. In netta controtendenza il
gruppo “Under 30”, che si pone invece dal lato opposto, dando come preferenze
principali la B (“Non vorrei fosse un impegno troppo gravoso”) e la A (“Forse
non l’avrò per motivi economici”), dimostrando una grande sfiducia a causa della
crisi lavorativa che ci ha colpiti.
5.
Dicono che in pochi decenni le macchine sostituiranno
i lavoratori “umani”e il lavoro verrà svolto dai robot: il tempo futuro sarà
caratterizzato da biotecnologie, informatica, robotica. Quali conseguenze pensi
potranno avere sulle nostre vite?
A.
Riduzione
dei posti di lavoro
B.
Necessità
di controllare gli interventi sui nostri corpi
C.
Riduzione
della fatica e ampliamento delle disponibilità di tempo libero
D.
Apertura
a un nuovo mondo di grande libertà e efficienza
Risposte: Grandissima sfiducia emerge anche dalle risposte dei
gruppi di ricerca sul futuro lavorativo riguardante le nuove tecnologie. La
netta prevalenza della risposta A(“Riduzione dei posti di lavoro”) va a
braccetto con gli item precedenti. Unica nota di speranza viene dal gruppo “Over
40” che sceglie come alternativa la risposta C (“Riduzione della fatica e
ampliamento delle disponibilità di tempo libero”)
6.
I continui cambiamenti delle regole di accesso alla pensione, l’alto
tasso di disoccupazione e l’aumento dell’età pensionabile possono influire nelle
scelte della vita di tutti i giorni: hai timori per la tua tarda età?
·
NO
·
SI
Se
rispondi SI, per quali motivi?
A.
Pensione
insufficiente o altri disagi economici
B.
Insufficienti
garanzie sanitarie
C.
Mancanza
di aiuto solidale (amici e servizi sociali)
D.
Peggioramento
dello stato del mondo (ambientale, politico ecc.)
Risposte: La stragrande maggioranza delle risposte A(“Pensione
insufficiente o altri disagi economici”) e D(“Peggioramento dello stato del
mondo”) denota la grande paura che abbiamo verso il futuro pensionistico,
economico e sociale e della profonda crisi di valori di cui sentiamo di far
parte, che potrebbe creare una grande frattura con il mondo che ci circonda, e
che ci circonderà.
7.
Sono sempre di più i cittadini che non si trovano in accordo con le
decisioni politiche che riguardano la vita di tutti: come pensi di poter
contribuire a migliorare la situazione sociale?
A.
Curando
gli interessi tuoi e della tua famiglia
B.
Collaborando
con associazioni di volontariato
C.
Svolgendo
al meglio i tuoi compiti di lavoratrice/tore e cittadina/o
D.
Impegnandoti
nell’azione sindacale o politica
Risposte: Di tutti gli item, questo è l’unico che ha una risposta
particolarmente variegata. Il Gruppo “Over 40” è quasi totalmente uniforme
preferendo di poco le risposte C(“Collaborando con associazioni di
volontariato”) e B(“Svolgendo al meglio i tuoi compiti di lavoratore/lavoratrice
e Cittadino/a”) a quelle A(“Curando gli interessi tuoi e della tua famiglia”) e
D(“Impegnandoti nell’azione sindacale o politica).
Il Gruppo “30/40” invece è più
convinto delle risposte B e C, pur dando buone preferenze alle altre due
scelte.
Infine il gruppo “Under 30” che
si schiera particolarmente con la risposta B
8.
Nella vita di tutti i giorni, si ripetono sempre più di frequente le
delusioni nei rapporti tra persone, finendo con l’aumentare la diffidenza verso
gli altri: secondo te, come sono i/le tuoi/e coetanei/e?
Risposte: Nel gruppo “under 30” emerge una grandissima
diffidenza nei confronti dei pari. Ci si sente traditi e mal ripagati degli
sforzi compiuti. Si avverte egoismo e diffidenza verso il
prossimo.
Il gruppo “30/40” accentua
particolarmente questo concetto, avvertendo l’egocentrismo culturale che ci sta
attraversando, dando prevalenza a questa “indifferenza” e instabilità nei
rapporti. Si avverte sfiducia e paura che gli altri vogliano approfittarsi di
loro e scarsa considerazione delle buone azioni altrui.
Infine, il gruppo “Over 40” si
dimostra quello più giudicante verso gli altri. Molte sono le risposte lapidarie
come “Egoisti”, “Ignavi”, “Rassegnati”. Pochissimo spazio di discussione, ma
molti commenti diretti.
lunedì 5 febbraio 2018
“Il Comune di Busto è inadempiente”: CLASS ACTION PORTATA AVANTI DAL SINDACATO ADL
“Il
Comune di Busto è stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi
dipendenti”. A dirlo e scriverlo è il sindacato ADL (Associazione Difesa
Lavoratrici e Lavoratori) Varese nella nota che riceviamo e pubblichiamo . Alla
class action hanno aderito 100 lavoratori
“Il Comune di Busto è stato messo in mora
perché inadempiente verso i suoi dipendenti”. A dirlo e scriverlo è
il sindacato ADL (Associazione Difesa Lavoratrici e Lavoratori)
Varese nella nota che riceviamo e pubblichiamo integralmente di
seguito.
“In questi giorni mentre il ministro Madia
sta promettendo, in conseguenza al rinnovo del contratto degli Statali, il
prossimo arrivo degli arretrati tra 370 e 712 euro, il Comune di Busto è
stato messo in mora perché inadempiente verso i suoi dipendenti, con il
sindacato ADL in testa. La somma rivendicata si aggira intorno a 3
milioni 780 mila Euro, circa 9.000 Euro pro capite.
L’ente, immaginiamo al pari di tutti gli altri,
sia statali che locali, non ha onorato una norma di
legge, la vituperata legge Brunetta (art. 47 bis
decreto legislativo 165/2001).
Troppe assenze per malattie, licenziata “senza preavviso”
La
lavoratrice era dipendente di Airport Handling, la società di servizi di terra.
È stata licenziata per aver superato di 7 giorni il numero massimo di giorni in
tre anni
Licenziata
per aver superato i giorni massimi di malattia. È successo a una lavoratrice del
settore “handling” – i servizi di terra – di Malpensa e il caso viene sollevato
dal sindacato di base ADL.
La
donna, quarantenne, era impiegata ai check in da Airport Handling, la più
grande società di servizi di terra di Malpensa, la ex Sea Handling uscita nel
2014 dal perimetro del gruppo Sea. Il sindacato ADL, con Francesco Mainardi,
denuncia che la società si è disfatta della donna «senza un briciolo di
sensibilità e attenzione»
Ma
qual è la ragione? La donna è stata «licenziata per aver superato il periodo
di comporto malattia di una settimana, perché nell’arco degli ultimi tre
anni ha dovuto assentarsi per malattia, in modo non continuativo, per 372
giorni, sette giorni in più di quelli previstiper il mantenimento del posto
di lavoro». Il sindacato sottolinea che la possibilità di licenziamento, stando
al contratto nazionale handling, è una facoltà del datore di lavoro, non
un obbligo.
Viene
rimproverato inoltre all’azienda un altro aspetto: «L’azienda conosceva non
solo la situazione di malattia della lavoratrice, ma anche la difficile
condizione economica e familiare in cui versava e, cosa ancora più grave, non
ha mai avvisato la dipendente in questione, nè formalmente, nè verbalmente
attraverso un responsabile, dell’avvicinarsi del limite del periodo di comporto.
Le veniva conteggiata la malattia nel più assoluto silenzio, forse pregustando
la soddisfazione che sarebbe seguita al licenziamento».
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