- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

lunedì 11 maggio 2015

Papa Francesco: “Potenti non vogliono la pace, vivono grazie all’industria di armi”

“Tante persone potenti non vogliono la pace perché vivono delle guerre attraverso l’industria delle armi”. È la denuncia di Papa Francesco che oggi ha risposto alle tredici domande, nell’aula Paolo VI in Vaticano, di alcuni dei 7mila bambini della Fabbrica della pace. All’incontro, tra gli altri, era presente anche Emma Bonino, invitata personalmente dal Pontefice. “È grave – ha spiegato Bergoglio – che alcuni potenti guadagnino la vita con la fabbrica delle armi. È l’industria della morte, e si guadagna perché vendono le armi ai Paesi che sono in guerra tra loro“. Francesco ha invitato i bambini a ripetere insieme con lui più volte che “dove non c’è la giustizia non c’è la pace”. “Tutti – ha spiegato Bergoglio – siamo uguali, ma non ci riconoscono questa uguaglianza. Tutti abbiamo gli stessi diritti. E se in qualche parte del mondo non vediamo questa cosa vuol dire che lì c’è ingiustizia”.
Il Papa ha sottolineato che “la pace non è un prodotto industriale, ma qualcosa di artigianale che si costruisce ogni giorno facendo passi in avanti perché nel mondo ci sia la giustizia, perché non ci siano bambini affamati e ammalati che non possono essere nutriti e curati”. Ma Bergoglio ha puntato anche il dito contro “il sistema economico che non gira intorno al denaro, ma alla persona”. Per Francesco, infatti, “la cupidigia ci fa tanto male. La voglia di avere sempre più denaro. Un anziano che ho conosciuto anni fa diceva che ‘il diavolo entra per i portafogli‘”.

Expo, niente intesa su lavoro interinale. Sindacati: ‘Da Manpower contratti pirata’

Saltano le trattative per l’accordo sul lavoro interinale a Expo 2015. Dopo un giorno di riflessione, i sindacati hanno sciolto le riserve e non hanno voluto siglare il documento sul tavolo di Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie per il lavoro. A bloccare il negoziato, la questione dei cosiddetti “contratti pirata“: Cgil, Cisl e Uil accusano Manpower Solutions, la società del gruppo Manpower specializzata nell’outsourcing (fornitura ad aziende terze) di personale, di avere utilizzato contratti capestro nei confronti dei dipendenti. L’ipotesi di accordo sul tavolo, sostengono i sindacati, non sanava le irregolarità precedenti al 1 maggio. E per questo, finché non sarà superata l’impasse, non firmeranno il testo. “Abbiamo un giudizio positivo sull’ipotesi di accordo che si era prefigurata – precisa Stefano Franzoni di Uil Progetto Expo – ma è difficile chiudere gli occhi e fare finta che non ci sia un pregresso”. E se la Cisl parla di “trattative sospese, ma non di rottura del tavolo”, la Cgil è più dura: Antonio Lareno, responsabile per Expo, spiega che firmare quell’accordo sarebbe stato “solo un atto di facciata che avrebbe permesso alle agenzie interinali di darsi una verniciata”.

sabato 9 maggio 2015


Whirlpool: si apre un mini spiraglio ma Caserta va verso lo sciopero

Piccole aperture, timidi passi avanti e fiducia nel dialogo. Non si può certo parlare di svolta nella vertenza su Whirlpool, perché dall'incontro al Mise non esce nulla di concreto, ma le parole di sindacati e azienda fanno sperare che la trattativa sia entrata in una nuova fase, dopo la stallo registrato nei giorni scorsi. L'appuntamento è fissato per il 12 maggio quando il Governo ha convocato un incontro ristretto tra segreterie nazionali e azienda, anche se la soluzione per i 1.350 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Carinaro sembra ancora lontana. Intanto tra i lavoratori la tensione resta alta, tanto che le organizzazioni sindacali stanno discutendo di un possibile sciopero generale che interessi tutta la città di Caserta.

L'a.d. di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni, ha detto che l'azienda è "soddisfatta dell'andamento del dialogo e fiduciosa di continuarlo", definendo il confronto sul piano industriale "intenso e costruttivo". Dall'altro lato i sindacati registrano alcune novità: si tratta dell'impegno della società a verificare la possibilità di portare in Italia dall'estero alcuni volumi produttivi e della disponibilità a modificare il piano. "Una piccola apertura che apre uno spiraglio per gli stabilimenti, anche se per ora non è stato detto nulla di preciso", ha sottolineato il segretario generale Uilm Rocco Palombella, aggiungendo che ora si entra in una fase "più stringente". Anche per Marco Zanocco della Fim si tratta di "timidi passi avanti" ma ora chiede che si sciolgano i nodi critici del piano, cioè la chiusure degli stabilimenti di None e Carinaro. Un ulteriore piccolo segnale è la volontà dell'azienda di "valutare con la massima attenzione" il possibile utilizzo dei 50 milioni stanziati dalla Regione Campania per lo stabilimento in provincia di Caserta, mentre solo pochi giorni fa queste risorse erano considerate utili solo per ricollocare gli esuberi.
repubblica.it

Milano, sciopero improvviso dei dipendenti McDonald's:

La protesta per il contratto nel fast food di San Babila, con i lavoratori che lasciano il bancone e la cucina per scendere in strada. Un blitz studiato da giorni, messo in atto all'ora di pranzo. E non finisce qui
Uno sciopero preparato e studiato da giorni, tenendo all'oscuro però la società, cioè McDonald's. Oggi all'ora di pranzo i lavoratori del fast food in piazza San Babila se ne sono andati per sessanta minuti, uno dietro l'altro, all'improvviso, uscendo tra gli applausi dei propri colleghi. Con la musica di "Bella Ciao" di sottofondo. Alle casse, a lavorare, ne è rimasto solo uno ("È la compagna del direttore", la "giustificavano" i colleghi). Il motivo? Da 24 mesi i lavoratori del turismo aspettano il rinnovo del proprio contratto: "E adesso siano i clienti ad aspettare il McMenù...", hanno spiegato alle persone in fila.
repubblica.it

Igiene ambientale, al via la maxi azienda tra Busto, Gallarate e Legnano

BUSTO ARSIZIO - Mercoledì 6 maggio, presso la sala comunale del Municipio di Legnano, su iniziativa dei legali rappresentanti delle realtà di Agesp, Gianfranco Carraro, Amga Legnano,Nicola Giuliano e Amsc, Luciano Spairani, si è tenuto un incontro di presentazione alle organizzazioni sindacali interne e a quelle territoriali di riferimento del progetto di integrazione delle divisioni ambientali delle tre società.
L’evento fa seguito alle reiterate manifestazioni da parte dei rispettivi soci di maggioranza delle società (i comuni di Busto Arsizio, Legnano e Gallarate) che, anche recentemente, hanno, con determinazioni proprie, confermato la volontà di arrivare, nelle forme e nei tempi più consoni, e comunque nel rispetto dell’attuale contesto normativo, ad un’integrazione tra le tre realtà societarie.
La prospettiva è quella di dar vita ad un unico specifico soggetto di settore in grado di presidiare un’area geografica a scavalco tra la città metropolitana di Milano ed il Basso Varesotto.

“L’Azienda speciale è una macchina funzionante. Avanti anche senza Castellanza”

CASTELLANZA - Nell’ultimo periodo si stanno rincorrendo con sempre più frequenza le voci che vogliono il Comune di Castellanza in procinto di lasciare l’Azienda Speciale Consortile Medio Olona per i Servizi alla Persona; queste dicerie paiono avere trovato conferma in alcune dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Fabrizio Farisoglio.
Castellanza vorrebbe infatti lasciare il gruppo dei comuni della Valle per unirsi a comuni (città) più grandi come Busto Arsizio.
 
“L’Azienda è stata costituita nel 2010 - ha commentato l’attuale vicepresidente esecutivo dell’assemblea consortile, il Sindaco di Solbiate Luigi Melis - e Fabrizio Farisoglio era tra i soci fondatori di quella che allora era una nuova realtà creata per recepire al meglio le indicazioni di una legge regionale del 2008.

venerdì 8 maggio 2015

PENSIONI: I GIUDICI DELLA CONSULTA DICHIARANO INCOSTITUZIONALE LA LEGGE FORNERO

Oggi si è avuta una sentenza dalla Corte Costituzionale che originerà discussioni a non finire in quanto trattasi di tutti gli assegni retribuiti prima del 2012, superiori a tre volte il trattamento minimo dell'Inps che dovrà preoccuparsi di doverli ricalcolare, una decisione presa dai giudici della Consulta con la sentenza n. 70 e con la quale è stato stoppato il blocco della perequazione delle pensione per gli anni 2012 e 2013 messo in essere dalla legge Fornero.


La Corte afferma tramite i suoi giudici: 'l'interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio'.

Rimborso pensioni, fonti della Corte Costituzionale: “Sentenza vale per tutti, non serve ricorso”

Sarà anche vero che - come assicura il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan - la sentenza della Corte Costituzionale sul mancato adeguamento delle pensioni non costerà all’Italia una manovra correttiva. Ma qualcosa va fatto. Se non sarà una correzione dei conti, il governo starebbe lavorando ad un decreto ad hoc che indichi una soluzione per rispettare a pieno la sentenza della Consulta, minimizzando però allo stesso tempo, ha puntualizzato il ministro, l’impatto sul bilancio. Il ministro Padoan pensa «a misure che minimizzino l’impatto sui conti pubblici, nel pieno rispetto della Corte».  
I NUMERI  
Anche se il premier Renzi ha mantenuto un insolito riserbo sulla vicenda gli effetti sui conti dovrebbe essere pari a 11-12 miliardi di euro. Un buco che prosciugherebbe ogni ipotesi di “tesoretto” di 1 miliardo e mezzo da investire per i meno abbienti. Il dibattito impazza. Il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, premette che si tratta di «un’opinione a titolo personale», avanzata nella sua veste di segretario di Scelta civica, e liquida come «impensabile» l’ipotesi di restituire a tutti l’indicizzazione delle pensioni. Ecco quindi la sua ricetta: «Il rimborso per quelle più alte sarebbe immorale e il governo deve dirlo forte. Occorre farlo per le fasce più basse».  

Centri raccolta rom: a Roma "affare" da 8 milioni, 33 mila euro a famiglia

ROMA - Sono dedicati a ospitare quasi esclusivamente persone Rom e sono privi dei requisiti minimi stabiliti dalla norma regionale n.41 del 2003che regolamenta l'apertura e il funzionamento di qualsiasi struttura di assistenza, consentendo entrate per oltre 7 milioni di euro alle cooperative sociali che - senza alcun bando - se ne sono aggiudicate la gestione dal 2009 in poi. Con il rapporto “Centri di Raccolta Spa” l'Associazione 21 Luglio denuncia il business delle strutture del Comune di Roma istituite per ospitare famiglie sgomberate da altri insediamenti ma che continuano a esistere anche anni dopo la situazione di “emergenza” che ne ha motivato la sistemazione precaria. 

Con il rapporto l'associazione ha analizzato nel dettaglio la forma e l'entità delle spese destinate al mantenimento di queste strutture scoprendo che, nel solo 2014, per un totale di 242 famiglie, l'amministrazione capitolina ha speso 8.053.544 euro, ovvero oltre 33 mila euro per famiglia. Di questi fondi, il 90,6 per cento sono andati in attività di gestione delle strutture, il 4 per cento sono stati spesi per il mantenimento della sicurezza e solo il 5,4 per cento è andato a finanziare attività di scolarizzazione. Nulla, evidenzia il rapporto, è andato in programmi di inclusione finalizzati a emancipare le comunità ospiti dalla condizione di dipendenza e bisogno. 
redattoresociale.it

Incidenti stradali, ogni anno in 100 mila diventano disabili

ROMA “Se ci darete strade sicure ora, potremo dare e daremo il buon esempio per le generazioni a venire. Per favore ascoltateci ed agite. Salvate le vite dei bambini”. Si conclude così la Dichiarazione dei bambini per la sicurezza stradale della campagnaSavekidslives2015 promossa dall’Onu. La dichiarazione è un concreto appello ai leader e decisori di tutti i Paesi e a tutti gli adulti, che hanno l’obbligo di “assicurarsi che tutti i bambini possano viaggiare in sicurezza” ed è frutto dei pensieri e delle preoccupazioni espresse dai ragazzi del mondo intero.
La “Settimana mondiale della sicurezza stradale” indetta dalle Nazioni Unite che ha preso il via ieri, 4 maggio, è dedicata proprio alla protezione dagli incidenti per i più giovani. I dati forniti dall’Onu sono agghiaccianti: ogni giorno, nel mondo, più di 500 bambini e ragazzi sotto i 18 anni muoiono a causa di incidenti stradali. Un dramma che coinvolge anche l’Italia dove, guardando al 2013, sono morti una media di oltre 2 bambini a settimana, per un totale di 123 vittime con meno di 18 anni. Di queste, ben 47 avevano meno di 14 anni. Nell’ultimo anno tra gli under 14 si sono registrati anche 10.400 feriti per incidente stradale. Ancora più critica la situazione per la fascia di età compresa tra i 14 e i 17 anni, che fa registrare un totale di 76 vittime.

giovedì 7 maggio 2015

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati,

1.   Premessa e quadro normativo.

Il Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 
6 marzo 2015, recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori 
sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati,
 ha dettato, tra l’altro, nuove norme in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori
 con rapporto di collaborazione coordinata.

In particolare, l’art. 15 del richiamato decreto legislativo ha istituito, in via sperimentale 
per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio
 2015 e sino al 31 dicembre 2015, una nuova indennità di disoccupazione mensile - 
denominata DIS-COLL - rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a 
progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Per evento 
di disoccupazione si intende l’evento di cessazione dal lavoro che ha comportato lo stato
 di disoccupazione. 

2. Disciplina della nuova indennità di disoccupazione DIS-COLL

2.1 Destinatari

Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, 
anche a progetto - con esclusione degli amministratori e dei sindaci - iscritti in via 
esclusiva alla gestione separata presso l’INPS, non pensionati e privi di partita IVA, 
che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.
inps.it

stabilizzazione del credito di imposta (c.d.bonus di 80 euro).

Premessa

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014, Supplemento Ordinario n.99,  
è stata pubblicata la legge 190 del 23 dicembre 2014 “Disposizioni per la formazione 
del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015). Tale legge, 
contiene, tra l’altro, disposizioni dirette alla stabilizzazione del credito di imposta, 
c.d. bonus, di 80 euro introdotto dal Decreto Legge 24 aprile 2014 n. 66 “Riduzione
 del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti ed assimilati”, convertito con modificazioni,
 dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.

1.   Quadro normativo

L’articolo 1, comma 12, della legge 190/2014 ha sostituito il comma 1-bis dell’articolo 13 
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 
22 dicembre 1986, n.917 prevedendo che il credito di imposta, cosiddetto “bonus”, 
di 80 euro,  citato in premessa, spetti dal periodo di imposta 2015. Pertanto la norma
 ha stabilizzato il credito che nel D.L. n.  66/2014, convertito dalla legge n. 89/2014,
 era previsto per il solo periodo di imposta 2014. 

Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)

L’art. 1 del  decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 istituisce, a decorrere dal 1° maggio 2015 , 
una indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale 
per l’Impiego  (NASpI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori 
con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

La NASpI sostituisce,  con riferimento agli eventi di cessazione dal lavoro verificatisi dal 
1° maggio 2015, le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI di cui all’art. 2 della legge 
n. 92 del 2012 la cui disciplina continua a trovare applicazione per gli eventi di cessazione
 involontaria dal lavoro verificatisi fino al 30 aprile 2015.

Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti ivi compresi – come già disposto dalla 
legge n. 92 del 2012 - gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano 
stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, 
un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’art. 1, co. 3, della legge n.142 
del 2001, nonché  il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria 
occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:


- siano in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto 
egislativo 21 aprile 2000, n. 181 e successive modificazioni;
- possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, 
almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
- possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo,
 nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane
di contribuzione degli ultimi quattro anni.

mercoledì 6 maggio 2015

1 maggio, disabili esclusi dal lavoro: "Ci vuole coraggio per festeggiare"

Il presidente della Ledha Fontana: "Sono quasi 680 mila gli iscritti al collocamento, ma solo 18 mila gli avviamenti lavorativi registrati nell'ultimo anno. E le aziende preferiscono pagare sanzioni piuttosto che assumere". "Urgente una riforma"

30 aprile 2015
MILANO - "Ci vuole coraggio per festeggiare il lavoro e i lavoratori oggi in Italia. Un coraggio che diventa temerarietà quando si parla di persone con disabilità". Lo scrive in una lettera ai media Alberto Fontana, presidente della Ledha, Lega per i diritti delle persone con disabilità.
"I dati parlano chiaro - prosegue Fontana - : il lavoro rimane uno degli ambiti dove più è forte la discriminazione delle persone con disabilità ma anche uno di quelli dove si 'potrebbe fare di più' e soprattutto 'meglio'. Nonostante in Italia sia in vigore una buona legge nazionale, nonostante in Lombardia siano presenti e attivi servizi a sostegno dell'inserimento dei lavoratori con disabilità, nonostante le risorse dedicate al finanziamento di queste politiche non siano diminuite, la situazione rimane difficile".