- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

venerdì 17 luglio 2015

RIPARTIAMO CON LA RETE

RIPARTIAMO CON IL DIALOGO CHE SI ERA INTERROTTO PER LASCIARE IL POSTO ALLE INIZIATIVE DI LOTTA ALLE PROTESTE SOCIALI AI PRESIDI E ALLE MANIFESTAZIONI, ALLE RIUNIONI E ALLE VARIE PROPOSTE DI COORDIAMENTI E DI MOMENTI DI DISCUSSIONE E DI CONFRONTO CHE NEGLI ULTIMI MESI HANNO TROVATO CONSENSO E CONDIVISIONE IN MOLTI SOGGETTI SOCIALI E SINDACALI A PARTIRE DALLA RETE PER LA SALUTE CHE SI STA DEFINENDO E COSTRUENDO NEI VARI TERRITORI COME LA TOSCANA E LA LOMBARDIA, AL COORDINAMENTO DEI PENSIONATI CHE TENTA DI CONTRASTARE LE IMPOPOLARI DECISIONI DI BOERI E DI RENZI CON PROTESTE E PRESIDI CHE SI STANNO DIFFONDENDO A MACCHIA D’OLIO, AL COORDINAMENTO DEGLI AUTOFERROTRANVIERI CUI HANNO ADERITO UNA BUONA PARTE DEI SINDACATI DI BASE PRESENTI SUL NOSTRO TERRITORIO E CHE MUOVE I PRIMI PASSI PROPRIO IN QUESTI GIORNI, AL FORUM DIRITTI E LAVORO CHE CERCA DI RICOSTRUIRE UN’UNITA’ DI LOTTA COMUNE, E A MOLTE ALTRE INIZIATIVE UNITARIE CHE CERCANO DI DARE SPESSORE A UNA NECESSITA’ CHE E’ SOPRATTUTTO DEI LAVORAOTRI E CIOE’ DI UNIRE LE FORZE E METTERCI INSIEME PER DARE UN MINIMO DI CREDIBILITA’ A TUTTI I SINDACATI DI BASE E COMINCIARE REALMENTE AD AVERE UN RAPPORTO DI FORZA PER TENTARE ALMENO DI IMPENSIERIRE PADRONI E GOVERNI CHE CONGOLANO SULLE NOSTRE DIVISIONI …


“………… La RETE potrebbe essere semplicemente un impegno di tutti a trovarci e discutere sulle lotte e su come affrontarle insieme senza vincoli e senza gerarchie, mettendo a disposizione in modo solidale tutto l’aiuto possibile e di qualsiasi genere: economico, logistico e di partecipazione.  La logica è semplice, dove esiste una lotta. indipendentemente dalla organizzazione di base che la gestisce direttamente, quella è una lotta di tutti e tutte, perché una vittoria di quella lotta è la vittoria di tutti e tutte. E poi anche perché speriamo che la pratica reale unitaria costringa tutti e tutte a capirsi e ci faccia scoprire che le nostre differenze, che ci sono, sono cose infinitesimali di fronte al grande problema che abbiamo davanti: difendere i lavoratori e le lavoratrici da una sconfitta di portata storica……….”

 

SABATO 18 LUGLIO 2015 ORE 10.00

MILANO ST.NE CENTRALE F.S.

BIN. 21 - SCALA “E” - 4° PIANO

per tutte le organizzazioni sindacali di Base e i comitati organizzati di lavoratori e di cittadini

 

 

riprendiamo da qui:

1-       La Rete si rapporta con il sociale;
2-     La Rete si pone l’obiettivo di tentare di risolvere i problemi lavorativi e sociali unitariamente superando le divisioni e lo sparpagliamento dei sindacati di Base e dei comitati di lotta che è stato il principale ostacolo ai risultati;
3-      La Rete si pone l’obiettivo di avviare un lavoro solidaristico tra di noi sostenendone le lotte;
4-     …………………………

sono invitati :
Le Lotte dei Pensionati, Ancora in Marcia, Il sindacato è un'altra cosa, CUB, COBAS e COBAS PRIVATO, SLAI-COBAS, USB, ADL, SI-COBAS, AL-COBAS, SIAL-COBAS, CAT, USI, ORSA, Rete DIFESA SALUTE, Rete Per La PACE, Medicina Democratica, Coordinamento Milanese di Solidarietà, Comitato Milanese per la Sanità, ORMA Brescia, SDB Pavia, Comitato Esodati,  NO F35/ NO M346 a Israele, SISA, NO Elcon, No Austerity, Salario Minimo Garantito, ACU, tutti i sindacati di Base e alternativi, i coordinamenti e comitati di lotta, tutti i delegati e gli attivisti ecc

martedì 14 luglio 2015

LICENZIATO A FEBBRAIO, REINTEGRATO A LUGLIO, FERLA TORNA AL LAVORO.


FERLA VINCE IL RICORSO: LICENZIATO INGIUSTAMENTE


Reintegrato al lavoro Salvatore Ferla

Era stato licenziato da Sea, accusato per un episodio in sala mensa. L'azienda dice che l'episodio alla base del licenziamento è stato dimostrato: "È solo il primo tempo, andiamo avanti"

Salvatore Ferla, operaio 49enne esponente del sindacato di baselicenziato da Sea lo scorso anno, è stato reintegrato al suo posto dal giudice del Trinbunale del Lavoro di Milano. Il licenziamento viene considerato una sanzione sproporzionata, pur di fronte ad un fatto acclarato.
Ferla ha parlato alle telecamere del Fatto Quotidiano, era a un presidio davanti al Pirellone (Consiglio Regionale della Lombardia) e lì è stato raggiunto dalla notizia del pronunciamento del Tribunale del Lavoro: «Abbiamo smontato pezzo per pezzo tutte le accuse che mi avevano fatto, come quella di aver insultato alcune addette del servizio ristorazione ho fatto una battaglia per quello in cui credo e voglio trasmettere questi valori anche ai miei figli», ha detto Ferla, ribadendo che a suo parere il suo licenziamento era una ritorsione per una serie di battaglie svolte sul posto di lavoro per conto del sindacato.
Ferla ha anche detto che vuole«continuare a fare attività sindacale e anche politica». È vicino al Movimento 5 Stelle, che aveva partecipato ad alcuni presidi contro il suo licenziamento e aveva presentato una interrogazione in Parlamento sul caso.
L’azienda ha risposto nel pomeriggio di martedì 14 luglio, citando passaggi della sentenza per ribadire che l’episodio alla base del licenziamento (il riferimento alle «puttane svizzere» di fronte alle dipendenti della mensa) e che continuerà a sostenere la necessità del licenziamento.

IL GIUDICE REINTEGRA FERLA

La notizia del reintegro nel posto di lavoro (come addetto alla sicurezza all’aeroporto di Milano Malpensa per Sea Handling) gli è arrivata mentre era in presidio davanti alla sede della regione Lombardia: Salvatore Ferlasindacalista di 49 anni licenziato a febbraio  si commuove: “C’è stato un pianto liberatorio, di tutta la mia famiglia”. II giudice del lavoro del tribunale di Milano gli ha dato ragione: “Abbiamo smontato pezzo per pezzo tutte le accuse che mi avevano fatto, come quella di aver insultato alcune addette del servizio ristorazione – spiega il lavoratore al fattoquotidiano.it – ho fatto una battaglia per quello in cui credo e voglio trasmettere questi valori anche ai miei figli”. Secondo il sindacalista, la società aeroportuale Sea, avrebbe deciso di licenziarlo anche in seguito alla sua attività: “Con altri colleghi abbiamo fatto battaglie contro gli stipendi d’oro“. Ora Ferla è pronto a tornare al lavoro e a riacquistare la serenità persa in questi mesi: “Mia figlia 17enne, appena le ho dato la notizia del reintegro, mi ha riempito di cuori su whatsapp”  di Francesca Martelli.
GUARDA IL VIDEO SU IL FATTOQUOTIDIANO

domenica 12 luglio 2015

IL 14 LUGLIO 2015 IL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DISCUTERA’ DEL PROGETTO DI LEGGE 228 - NOI NON SIAMO D’ACCORDO

PER QUESTO VI CHIEDIAMO DI ESSERE PRESENTI AL
PRESIDIO
DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO
A MILANO IN VIA FABIO FILZI 22
MARTEDI 14 LUGLIO 2015
A PARTIRE DALLE ORE 10.00
IN TUTTA LIBERTA’ E, CIASCUNO, CON LE PROPRIE PAROLE D’ORDINE E I PROPRI SIMBOLI.

SIAMO CONSAPEVOLI CHE TALE PROGETTO NON MODIFICA SOSTANZIALMENTE QUELLE CHE SONO LE LINEE TRADIZIONI DELLA REGIONE LOMBARDIA DELLE LEGISLATURE CHE HANNO VISTO PRINCIPALE PROTAGONISTA ROBERTO FORMIGONI NON SOLO NON RISPONDONO AI BISOGNI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE, MA NE PEGGIORANO LA CONDIZIONE. NON SONO LE MOLTE PAROLE SCRITTE E RACCONTATE CHE CI SODDISFANO, ANCHE QUELLE CHE POSSSONO APPARIRE “BUONE” SONO UN INGANNO; LA REALTA’ E’ DIVERSA.

I CONTENUTI – NON ESAUSTIVI  -
CHE VI PROPONIAMO, SONO I SEGUENTI:
1.      SIAMO ANZITUTTO LONTANI DALLA STORIA DELLA RIFORMA NATA DALLA RESISTENZA, COME ESPRESSA GIA’ NEI TERMI I ESSENZIALI NEL 1944 DAL CLNAI (COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE ALTA ITALIA) CHE HA PROPOSTO UN SISTEMA SANITARIO PUBBLICO BASATO SULLA NASCITA DELLE UNITA’ SANITARIE LOCALI. SIAMO PURE DISTANTI DAL PASSAGGIO SUCCESSIVO    DERIVATO DALLE LOTTE DELLA FINE DEGLI ‘60 E INIZIO DEGLI ANNI ’70 CHE HA RICHIESTO UN SISTEMA SOLIDO, DEMOCRATICO, PARTECIPATO, BASATO SULLA PREVENZIONE, QUINDI DECENTRATO E CONTROLLATO DAL BASSO PORTATO A COMPIMENTO CON LA LEGGE 23/12/1978 n. 833
2.      QUELLO CHE INVECE ABBIAMO VISTO AFFERMARSI, NON SOLO, MA PREVALENTEMENTE, IN LOMBARDIA E’ STATO UN SISTEMA “MISTO”, PER UNA PARTE COSTRUITO DAL LAVORO E DALL’IMPEGNO DI TANTI OPERATORI, ANCHE QUALITATIVAMENTE ELEVATO, MA  PER UN’ALTRA  PARTE CONNOTATO, DA CORRUZIONE, CLIENTELISMO, SPRECHI E ACCENTRAMENTO.
3.      I CITTADINI COMPRENDONO LA CONTRADDIZIONE, OVVERO LA RISPOSTA POSITIVA, MA NON SUFFICIENTE AI LORO BISOGNI DI SALUTE, MA NON SANNO COME COMBATTERE E DISFARSI DI CI0’ TALE RISPOSTA  RIDUCE E DI CHI HA FATTO LE SUE FORTUNE POLITICHE ED ECONOMICHE SUL MANTENIMENTO DI TALE AMBIVALENZA.
4.      I CITTADINI LAMENTANO GLI ESBORSI ECONOMICI NON DOVUTI, OLTRE LE IMPOSTE E I CONTIBUTI OBBLIGATORI CHE VERSANO, BEN SAPENDO CHE VI E’ CHI EVADE E NON E’ PERSEGUITO. PARLIAMO DEI TICKET, UNA TASSA SULLA MALATTIA, INIQUA, INUTILE E DANNOSA; PARLIAMO ANCHE DI QUANTO DEVONO SBORSARE PER AVERE UN SERVIZIO PIU’ ADEGUATO (O RITENUTO TALE) DI VISITE, ESAMI O ALTRO, A PAGAMENTO IN LIBERA PROFESSIONE DENTRO O FUORI LE STRUTTURE PUBBLICHE; E NON CI DIMENTICHIAMO LE RETTE CHE VENGONO RICHIESTE. MOLTE VOLTE IN SPREGIO ALLE NORME, PER CURARE ED ASSITERE ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI E DISABILI GRAVI.
5.      I CITTADINI INTRAVEDONO, MA NON SI RENDONO DEL TUTTO CONTO CHE GLI OPERATORI ADDETTI ALLA PREVENZIONE, ALLE CURE, ALLA RIABILITAZIONE SI RIDUCONO SEMPRE DI PIU’, CHE IL RICAMBIO CON NUOVE ASSUNZIONI E’ TARDIVO O NON C’E’. I CITTADINI SUBISCONO LA PERDITA DEI DIRITTI CHE LA COSTITUZIONE LORO GARANTISCE.
ORA NASCE O SI EVOLVE IL NUOVO MODO DI FARE SANITA’ (NON DI FARE SALUTE) CHE E’ SIMILE A QUELLO PRECEDENTE, MA CON DIVERSE E PIU’ PRECISE E COSPICUE ACCENTUAZIONI. IL PUBBLICO E IL PRVATO SONO SULLO STESSO PIANO, MA, IL PRIMO SI RITIRA PROGRESSIVAMENTE E IL SECONDO PROSPERA E GUADAGNA. IN QUESTO MODO NON BASTERANNO PIU’ I TICKET, LE VISITE PRIVATE PAGATE, OCCORRERA STIPULARE UN’ASSICURAZIONE INTEGRATIVA, OCCORRERA’, SE SI E’ POVERI, SERVIRSI DEL VOLONTARIATO, ACCEDERE ALLA BENEFICIENZA. I VOUCHER E GLI ALTRI CONTRIBUTI PREVISTI SARANNO APPANNAGGIO DI CHI SARA’ IN GRADO DI RICHIEDERLI. NON CI CONVINCE LA MOLTITUDINE DI NUOVE SIGLE DI CUI E’ PIENO IL PROGETTO DI LEGGE 228, ANZI PER LA GRAN PARTE DEI CITTADINI COSTITUIRANNO UN ELEMENTO CONFONDENTE; SI CONSIDERI CHE LE PROPOSTE ORGANIZZATIVE DEI MOLTI SERVIZI E STRUTTURE SANITARIE TERRIORIALI – ELEMENTI ESSENZIALI PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE – NON SONO COMPRESE NEL PDL, SONO RINVIATI AD ALTRE NORME FUTURE: NON SI PARLA DI CONSULTORI, DI SALUTE MENTALE, DI SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO, DI SALUBRITA’ AMBIENTALE. L’INTERESSE PER LE FASCE PIU’ DEBOLI DELLA POPOLAZIONE E’ ENUNCIATO, MA NON E’ RESO NE ORGANICO, NE CONCRETO.
Milano, 8 luglio 2015
Rete lombarda per il diritto alla salute

PELLEGRINI PULIZIE Agusta: DIRITTI E DOVERI

Caro Direttore, si ricorda quella canzone che diceva:
“non c’è più morale, anche gli Operai vogliono i figli dottori”

CCNL PULIZIA E SERVIZI INTEGRATI / MULTISERVIZI

Articolo 36 - DIRITTO ALLO STUDIO
Stante il mutato quadro normativo in materia di formazione professionale e continua, i lavoratori assunti a tempo indeterminato e non in prova, che, al fine di migliorare la propria istruzione e preparazione e le proprie capacità e conoscenze professionali anche in relazione all’attività dell’impresa, risultano iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria o di qualificazione professionale, statali, parificate, o legalmente riconosciute e comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali hanno diritto, con le precisazioni indicate ai commi successivi, di usufruire di permessi retribuiti a carico di un monte ore triennale messo a disposizione di tutti i dipendenti. Le parti si impegnano a monitorare la corretta applicazione del diritto previsto dal presente articolo. Le ore di permesso da utilizzare nell’arco del triennio sono usufruibili anche in un solo anno. All’inizio di ogni triennio verrà determinato il monte ore a disposizione dei lavoratori per l’esercizio del diritto allo studio, moltiplicando ore 10 annue per tre e per il numero totale dei dipendenti occupati nell’impresa o nell’unità produttiva in quella data, salvo conguagli successivi in relazione alle variazioni del numero dei dipendenti. I lavoratori che contemporaneamente potranno assentarsi dall’impresa o dall’unità produttiva per l’esercizio del diritto allo studio non dovranno superare il 2% del totale della forza occupata; dovrà essere comunque garantito in ogni reparto lo svolgimento dell’attività produttiva, mediante accordi con le rappresentanze sindacali aziendali, ovvero con la r.s.u. I permessi retribuiti potranno essere richiesti per un massimo di 150 ore pro capite per triennio, utilizzabili anche in un solo anno, sempre che il corso al quale il lavoratore interessato intende partecipare si svolga per un numero di ore doppio di quelle richieste come permesso retribuito. A tale fine il lavoratore interessato dovrà presentare domanda scritta all’impresa nei termini e con le modalità che saranno concordate a livello aziendale. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al trimestre. Qualora il numero dei richiedenti comporti il superamento di 1/3 del monte ore triennale e determini l’insorgere di situazioni contrastanti con le condizioni di cui al comma 5, la Direzione e le rappresentanze sindacali aziendali, ovvero la r.s.u., stabiliranno, tenendo presenti le istanze espresse dai lavoratori in ordine alla frequenza dei corsi, i criteri obiettivi per l’identificazione dei beneficiari dei permessi, fermo restando quanto previsto al comma 4, quali età, anzianità di servizio, caratteristiche dei corsi di studio, ecc.. Saranno ammessi ai corsi coloro che siano in possesso dei necessari requisiti e sempre che ricorrano le condizioni oggettive indicate ai commi precedenti. I lavoratori dovranno fornire all’impresa un certificato di iscrizione al corso e successivamente certificati di frequenza con l’indicazione delle ore relative. Eventuali divergenze circa l’osservanza delle condizioni specificate dal presente articolo saranno oggetto di esame congiunto tra la Direzione e le rappresentanze sindacali aziendali, ovvero la r.s.u.. Le imprese erogheranno, durante la frequenza dei corsi, acconti mensili conguagliabili alle ore di permesso usufruito, fermo restando che il presupposto per il pagamento di dette ore, nei limiti e alle condizioni indicate al comma 4, è costituito dalla regolare frequenza dell’intero corso.

Articolo 37 - PERMESSI A LAVORATORI STUDENTI
I lavoratori studenti, iscritti e frequentanti corsi regolari di studio di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, hanno diritto a permessi retribuiti nella misura di: - 2 giorni per ciascun esame universitario; - 5 giorni per il conseguimento del diploma di licenza elementare; - 8 giorni per il conseguimento del diploma di licenza media inferiore; - 10 giorni per il conseguimento del diploma di licenza media superiore.

C. Costa, 7 Luglio 2015

Busto Arsizio: il Comune offre posti di lavoro a persone in difficoltà

BUSTO ARSIZIO, 7 luglio 2015- In continuità rispetto alle attività di inclusione sociale e di sostegno alle persone in difficoltà lavorativa già avviate con il Distretto del Commercio, che solo nel 2014 ha offerto circa 10.000 ore di lavoro a decine di persone, consentendo loro un piccolo vantaggio economico, ma soprattutto un recupero della dignità e la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, l’Amministrazione comunale, in particolare l’assessorato alle Opere Pubbliche, ha pubblicato in questi giorni un bando per la ricerca di personale disponibile al lavoro occasionale da impiegare in attività operative e/o di facchinaggio.

L’Amministrazione offre opportunità a lavoratori in difficoltà


In continuità rispetto alle attività di inclusione sociale e di sostegno alle persone in difficoltà lavorativa già avviate con il Distretto del Commercio, che solo nel 2014 ha offerto circa 10.000 ore di lavoro a decine di persone, consentendo loro un piccolo vantaggio economico,
ma soprattutto un recupero della dignità e la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, l’Amministrazione comunale, in particolare l’assessorato alle Opere Pubbliche, ha pubblicato in questi giorni un bando per la ricerca di personale disponibile al lavoro occasionale da impiegare in attività operative e/o di facchinaggio.
Come osserva l’assessore Maria Paola Reguzzoni, si tratta di un’occasione per disoccupati, mai occupati o in mobilità non retribuita, che coniuga il duplice obiettivo di perseguire la funzione sociale di supporto e valorizzazione alle persone attualmente escluse dal mondo del lavoro, e di recuperare professionalità preziose, seppure in modo temporaneo, per migliorare il livello dei servizi resi alla cittadinanza e supportare il personale in servizio con un conseguente risparmio per l’Amministrazione comunale.
Il bando si rivolge ai cittadini italiani residenti nel Comune di Busto Arsizio, di età compresa tra 18 ed i 65 anni.
La domanda deve essere presentata entro le ore 12,00 del 31 luglio 2015, redatta in carta semplice sul modulo disponibile presso l’ufficio Opere Pubbliche (vicolo Molino 2 Molini Marzoli) o scaricabile dal sito internet www.comune.bustoarsizio.va.it., pubblicato in allegato al presente comunicato unitamente al bando in forma integrale.
Martedì, 07 Luglio 2015 11:48
·         DOMANDA_DI_PARTECIPAZIONE.pdf  
·         AVVISO_LAVORO_OCCASIONALE.pdf  

sabato 11 luglio 2015

Nuova occupazione del Telos: “preso” l’ex macello pubblico

Inizia così la “contro-notte bianca” del Telos di Saronno. Gli anarchici del centro sociale, che per cinque anni hanno occupato uno stabile abbandonato di via Milano, avevano annunciato nei giorni scorsi il ritorno della “notte nera” un’iniziativa che si sarebbe svolta la stessa sera della Notte bianca dei commercianti, in programma tra sabato 11 e domenica 12 luglio.
Ecco il “manifesto” diffuso per la nuova occupazione: «Il Telos ha di nuovo uno spazio, siamo in via Gorizia 28 a Saronno. Molte cose sono cambiate in questi dieci mesi senza Telos, ma identico è il nostro bisogno di uno spazio occupato in cui organizzarci per resistere alla Saronno dei palazzinari (e con la nuova giunta degli inciuci ci sarà da rimboccarsi le maniche!), alla Saronno dei consumi e delle feste calate dall’alto, alla Saronno delle retate e delle peggiori derive razziste, alla Saronno del cemento e del Lura inquinato o prosciugato, alla Saronno delle 1500 case sfitte e delle centinaia di sfratti all’anno».
«Uno spazio che fino a ieri era vuoto e abbandonato e che ora ospiterà le iniziative che negli ultimi dieci mesi abbiamo organizzato nelle strade, nei parchi e nelle piazze saronnesi, uno spazio che sarà un punto di incontro, una base per tutte le persone che abbiamo incontrato e conosciuto in questi mesi nelle strade – prosegue il “manifesto” -. Uno spazio di cui sentivamo il bisogno, per dare continuità a quei progetti che da anni portiamo avanti (cineforum, concerti, cene, palestra popolare, ciclofficina etc) e che sia riempito, vissuto e plasmato da chiunque senta il bisogno di uno spazio occupato in una città come Saronno. Nient’altro che un piccolo tassello all’interno del nostro agire quotidiano, uno spazio che sia da supporto e sostegno alle lotte che anche nel benestante territorio varesotto iniziano a farsi sentire con insistenza: da quelle contro le devastazioni del nostro già martoriato territorio (Elcon, scarichi in deroga nell’Olona, Pedemontana e bretelle connesse, Varesina bis) a quelle contro gli sfratti, passando dalle politiche securitarie della vecchia giunta saronnese che siamo sicuri verranno riproposte in salsa verde dalla nuova giunta leghista con aggiunta di retate più o meno palesemente razziste».

presidio del CoNUP sede INPS milano del 7 luglio 2015


























domenica 5 luglio 2015

Adl Cobas, Adl Milano e Sial-Cobas: solidarietà ai 7 lavoratori Marcegaglia in lotta

La Lotta sul tetto che scotta…

3 luglio 2015, terzo giorno consecutivo in cima al tetto della fabbrica per i 7 operai della Marcegaglia di Milano.

La protesta è scattata mercoledì scorso in seguito al “mancato rispetto dell’accordo che l’azienda ha sottoscritto con i sindacati nel giugno 2014”.

Gli operai attendono dunque da 3 giorni di riaprire la trattativa con l’azienda, affinché sia discussa un’alternativa concreta alla messa in mobilità o al trasferimento presso lo stabilimento di Pozzolo Formigaro (provincia di Alessandria).

Dal presidio permanente, i 7 lavoratori (di cui uno in sciopero della fame dal primo giorno di protesta) annunciano che non scenderanno fino a che l’azienda non avrà preso in considerazione la possibilità di un ricollocamento nelle sedi Marcegaglia dell’area lombarda (Boltiere, Corsico, Lainate o Lomagna), nelle quali si registrano posizioni aperte e un monte ore di straordinari tale da potersi convertire in nuovi posti di lavoro.

In secondo luogo, la protesta è indirizzata direttamente alle leggi varate dal governo Renzi che negano di fatto ai lavoratori di ricevere la cassa integrazione straordinaria (cigs) per cessata attività per i prossimi due anni, nonostante questa fosse stata inserita nell’accordo tra sindacati e direzione Marcegaglia.

Il nuovo Jobs Act infatti, ha sancito l’abrogazione della cigs nei casi di cessata attività, a partire dal 1 gennaio 2016.


Da dentro le stesse lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, esprimiamo piena solidarietà ad Alfredo, Cristian, Franco, Gianni, Massimiliano e Sergio, e invitiamo chiunque potesse a sostenere la loro resistenza.

MARTEDI' 7 LUGLIO, ORE 10,30, PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PADOVA CONTRO MAFIE E COOPERATIVE IN OCCASIONE DELLA PRIMA UDIENZA

SOTTO PROCESSO 40 LAVORATORI E ATTIVISTI PER AVERE COMBATTUTO CONTRO LA MAFIA PRESENTE ALL'INTERNO DEL MAGAZZINO MTN DI PADOVA.

Martedì 7 luglio si terrà la prima udienza di un processo che vede come imputati 40 persone, tra attivisti di Adl Cobas, lavoratori, precari, disoccupati facenti parte per lo più ai Centri Sociali, con l'accusa di violenza, minacce e lesioni, per una manifestazione convocata davanti ai cancelli del magazzino MTN il 5 aprile 2012, in risposta ad una pesante aggressione fisica subita qualche giorno prima, il 30 MARZO, da alcuni lavoratori licenziati provenienti da Verona, che si stavano accingendo ad appendere uno striscione fuori dal cancello del magazzino MTN di Padova. In sostanza, era successo che la Coop. Borgato, che gestiva i magazzini MTN di Padova e Verona, si era rifiutata a Verona di interloquire con i lavoratori entrati in sciopero per chiedere l'applicazione regolare del CCNL. A fronte di uno sciopero proclamato da ADL Cobas,la cooperativa spostava buona parte della merce ed alcuni lavoratori, da Verona a Padova per neutralizzare lo sciopero, una decina di lavoratori di Verona si recava a Padova il 30 marzo del 2012 davanti ai cancelli del magazzino MTN , per parlare con i lavoratori di Padova e venivano aggrediti da una ventina di individui, capeggiati dai “capi famiglia” italiani, armati di bastoni, taglierini e bombolette spray, provocando ai lavoratori e ad un nostro attivista lesioni e ferite.

E' EVIDENTE CHE SI E' TRATTATO DI UN TENTATIVO DI INTIMIDIRE I LAVORATORI E ADL CON METODI MAFIOSI.

Ma se questo era lo scopo di MTN e della cooperativa, non ha di certo sortito l'effetto voluto, visto che la settimana dopo, il 5 aprile 2012, oltre 100 persone, tra lavoratori ed attivisti solidali si sono dati appuntamento davanti ai cancelli di MTN, dando vita ad una giornata di lotta contro le mafie delle cooperative e contro i metodi mafiosi. Dopo qualche settimana, non solo non veniva rimossa la cooperativa, palesemente gestita con metodi mafiosi, ma arrivavano 40 denunce ad attivisti sindacali di Adl Cobas e a molti altri, tutti italiani, presenti al presidio davanti ai cancelli di MTN il 5 aprile, con l'accusa di violenza privata, lesioni e minacce.

QUESTA LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI A CHI LOTTA CONTRO LE MAFIE, CONTRO
LE COOPERATIVE CHE HANNO SEMPRE TRUFFATO I LAVORATORI, L'INPS E LO
STATO.

E' UNA VERGOGNA!!!,


PER QUESTO MOTIVO DOBBIAMO PARTECIPARE IN TANTI AL PRESIDIO CHE SI TERRA' MARTEDI' 7 LUGLIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PADOVA A PARTIRE DALLE ORE 10,30 PER RESPINGERE IL TENTANTIVO DI CRIMINALIZZARE CHI STA LOTTANDO CONTRO LA VERA CRIMINALITA' FATTA DA CHI GESTISCE QUESTO TIPO DI COOPERATIVE E DA CHI HA SEMPRE TOLLERATO CHE LE COOPERATIVE OPERASSERO INDISTURBATE. 

PDR OTTIMO RISULTATO.. SOPRATTUTTO PER AGUSTA

FIM FIOM UILM CONTESTANO I RISULTATI MA NON IL PREMIO
PDR OTTIMO RISULTATO.. SOPRATTUTTO PER AGUSTA
chi è causa del proprio male pianga se stesso …


PDR previsto dall’accordo per il 2014 (pagato nel 2015) = 5200.00 €

Struttura                                          PDR   (€)               Differenza (€)

Strutture centrali                           4832.05               -367.95
Centro integrato trasmissioni       4987.50               - 212.50
Procurement                                  4830.00               -370.00
Commerciale                                 4832.05               -367.95
Engineering                                   4567.50               - 632.50
Vergiate                                         4882.50               -317.50
Tessera                                          4882.50               -317.50
Anagni                                           4672.50               -527.50
Frosinone                                      4882.50               -317.50
Frosinone R&O                            4882.50               -317.50
Brindisi                                          4515.00               -685.50
Benevento                                      4882.50               -317.50
Customer Support                         3937.50               -1262.50
Training                                        4987.50               - 212.50


Mentre Agusta continua a garantire (da anni) stipendi milionari ai vari manager sia aziendali che di Finmeccanica con buone uscite da nababbi a chi viene “sostituito” e stipendi da favola ai nuovi arrivati (a partire dall’Ing. Moretti), i lavoratori si devono accontentare di prendere un PDR “addomesticato” da mamma Agusta con una differenza in negativo rispetto a quanto avrebbero dovuto prendere raggiungendo tutti gli obbiettivi. 

Ricordiamo che Agusta, pur avendo da anni un bilancio in attivo con un ROS del 12.4 contro un ROS medio di tutte le aziende del gruppo Finmeccanica che è di 7.4, mantiene un livello retributivo dei propri dipendenti con stipendi tra i più bassi tra tutte le aziende del gruppo per poi regalare premi e superminimi ma solo a chi conosce bene la “lingua”….

Inoltre, sono ormai anni che la gran parte del lavoro, in tutti i reparti e uffici, viene svolto da personale esterno o da aziende esterne cui non importa minimente di raggiungere obbiettivi o milestone per arricchire i dipendenti Agusta, mentre Agusta perde know-how, qualità del prodotto, autonomia, ritardi nelle consegne ecc…

Un ultima cosa: mentre il Direttore dell’Engineering ci raccontava rammaricato di come l’Ing Moretti gli volesse cambiare la macchina con una più economica, rivendicando le sue qualità e doti personali, stabiliva gli obbiettivi e le mileston per il raggiungimento del PDR completamente irraggiungibili, facendo perdere a tutti i dipendenti della DT, in due anni, più di mille euro di premio … come va la macchina nuova Direttore???  


C. Costa 3 luglio 2015

presidio a milano del 2 luglio 2015 del Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015