- il 17 maggio 2013 è nata ADL Varese - Democrazia, Trasparenza, Autonomia e Coerenza non devono essere solo delle parole vuote - ADL Varese non vuole essere ne più grande ne più bella ne più forte, ma semplicemente coerente -

- nel 1992 nascono FLMUniti Varese e CUB Varese, contemporaneamente nascono FLMUniti Nazionale e CUB Confederazione Nazionale -

- nel 2010 tutte le strutture di categoria della CUB Varese insieme a SDL Varese e RDB Varese si fondono e danno vita a USB Varese -

- nel 2013 USB Varese delibera a congresso l'uscita da USB e la nascita di ADL Varese mantenendo unite le precedenti strutture ex SDL Varese ex RDB Varese ex CUB Varese - -

sabato 11 luglio 2015

Nuova occupazione del Telos: “preso” l’ex macello pubblico

Inizia così la “contro-notte bianca” del Telos di Saronno. Gli anarchici del centro sociale, che per cinque anni hanno occupato uno stabile abbandonato di via Milano, avevano annunciato nei giorni scorsi il ritorno della “notte nera” un’iniziativa che si sarebbe svolta la stessa sera della Notte bianca dei commercianti, in programma tra sabato 11 e domenica 12 luglio.
Ecco il “manifesto” diffuso per la nuova occupazione: «Il Telos ha di nuovo uno spazio, siamo in via Gorizia 28 a Saronno. Molte cose sono cambiate in questi dieci mesi senza Telos, ma identico è il nostro bisogno di uno spazio occupato in cui organizzarci per resistere alla Saronno dei palazzinari (e con la nuova giunta degli inciuci ci sarà da rimboccarsi le maniche!), alla Saronno dei consumi e delle feste calate dall’alto, alla Saronno delle retate e delle peggiori derive razziste, alla Saronno del cemento e del Lura inquinato o prosciugato, alla Saronno delle 1500 case sfitte e delle centinaia di sfratti all’anno».
«Uno spazio che fino a ieri era vuoto e abbandonato e che ora ospiterà le iniziative che negli ultimi dieci mesi abbiamo organizzato nelle strade, nei parchi e nelle piazze saronnesi, uno spazio che sarà un punto di incontro, una base per tutte le persone che abbiamo incontrato e conosciuto in questi mesi nelle strade – prosegue il “manifesto” -. Uno spazio di cui sentivamo il bisogno, per dare continuità a quei progetti che da anni portiamo avanti (cineforum, concerti, cene, palestra popolare, ciclofficina etc) e che sia riempito, vissuto e plasmato da chiunque senta il bisogno di uno spazio occupato in una città come Saronno. Nient’altro che un piccolo tassello all’interno del nostro agire quotidiano, uno spazio che sia da supporto e sostegno alle lotte che anche nel benestante territorio varesotto iniziano a farsi sentire con insistenza: da quelle contro le devastazioni del nostro già martoriato territorio (Elcon, scarichi in deroga nell’Olona, Pedemontana e bretelle connesse, Varesina bis) a quelle contro gli sfratti, passando dalle politiche securitarie della vecchia giunta saronnese che siamo sicuri verranno riproposte in salsa verde dalla nuova giunta leghista con aggiunta di retate più o meno palesemente razziste».

presidio del CoNUP sede INPS milano del 7 luglio 2015


























domenica 5 luglio 2015

Adl Cobas, Adl Milano e Sial-Cobas: solidarietà ai 7 lavoratori Marcegaglia in lotta

La Lotta sul tetto che scotta…

3 luglio 2015, terzo giorno consecutivo in cima al tetto della fabbrica per i 7 operai della Marcegaglia di Milano.

La protesta è scattata mercoledì scorso in seguito al “mancato rispetto dell’accordo che l’azienda ha sottoscritto con i sindacati nel giugno 2014”.

Gli operai attendono dunque da 3 giorni di riaprire la trattativa con l’azienda, affinché sia discussa un’alternativa concreta alla messa in mobilità o al trasferimento presso lo stabilimento di Pozzolo Formigaro (provincia di Alessandria).

Dal presidio permanente, i 7 lavoratori (di cui uno in sciopero della fame dal primo giorno di protesta) annunciano che non scenderanno fino a che l’azienda non avrà preso in considerazione la possibilità di un ricollocamento nelle sedi Marcegaglia dell’area lombarda (Boltiere, Corsico, Lainate o Lomagna), nelle quali si registrano posizioni aperte e un monte ore di straordinari tale da potersi convertire in nuovi posti di lavoro.

In secondo luogo, la protesta è indirizzata direttamente alle leggi varate dal governo Renzi che negano di fatto ai lavoratori di ricevere la cassa integrazione straordinaria (cigs) per cessata attività per i prossimi due anni, nonostante questa fosse stata inserita nell’accordo tra sindacati e direzione Marcegaglia.

Il nuovo Jobs Act infatti, ha sancito l’abrogazione della cigs nei casi di cessata attività, a partire dal 1 gennaio 2016.


Da dentro le stesse lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, esprimiamo piena solidarietà ad Alfredo, Cristian, Franco, Gianni, Massimiliano e Sergio, e invitiamo chiunque potesse a sostenere la loro resistenza.

MARTEDI' 7 LUGLIO, ORE 10,30, PRESIDIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PADOVA CONTRO MAFIE E COOPERATIVE IN OCCASIONE DELLA PRIMA UDIENZA

SOTTO PROCESSO 40 LAVORATORI E ATTIVISTI PER AVERE COMBATTUTO CONTRO LA MAFIA PRESENTE ALL'INTERNO DEL MAGAZZINO MTN DI PADOVA.

Martedì 7 luglio si terrà la prima udienza di un processo che vede come imputati 40 persone, tra attivisti di Adl Cobas, lavoratori, precari, disoccupati facenti parte per lo più ai Centri Sociali, con l'accusa di violenza, minacce e lesioni, per una manifestazione convocata davanti ai cancelli del magazzino MTN il 5 aprile 2012, in risposta ad una pesante aggressione fisica subita qualche giorno prima, il 30 MARZO, da alcuni lavoratori licenziati provenienti da Verona, che si stavano accingendo ad appendere uno striscione fuori dal cancello del magazzino MTN di Padova. In sostanza, era successo che la Coop. Borgato, che gestiva i magazzini MTN di Padova e Verona, si era rifiutata a Verona di interloquire con i lavoratori entrati in sciopero per chiedere l'applicazione regolare del CCNL. A fronte di uno sciopero proclamato da ADL Cobas,la cooperativa spostava buona parte della merce ed alcuni lavoratori, da Verona a Padova per neutralizzare lo sciopero, una decina di lavoratori di Verona si recava a Padova il 30 marzo del 2012 davanti ai cancelli del magazzino MTN , per parlare con i lavoratori di Padova e venivano aggrediti da una ventina di individui, capeggiati dai “capi famiglia” italiani, armati di bastoni, taglierini e bombolette spray, provocando ai lavoratori e ad un nostro attivista lesioni e ferite.

E' EVIDENTE CHE SI E' TRATTATO DI UN TENTATIVO DI INTIMIDIRE I LAVORATORI E ADL CON METODI MAFIOSI.

Ma se questo era lo scopo di MTN e della cooperativa, non ha di certo sortito l'effetto voluto, visto che la settimana dopo, il 5 aprile 2012, oltre 100 persone, tra lavoratori ed attivisti solidali si sono dati appuntamento davanti ai cancelli di MTN, dando vita ad una giornata di lotta contro le mafie delle cooperative e contro i metodi mafiosi. Dopo qualche settimana, non solo non veniva rimossa la cooperativa, palesemente gestita con metodi mafiosi, ma arrivavano 40 denunce ad attivisti sindacali di Adl Cobas e a molti altri, tutti italiani, presenti al presidio davanti ai cancelli di MTN il 5 aprile, con l'accusa di violenza privata, lesioni e minacce.

QUESTA LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI A CHI LOTTA CONTRO LE MAFIE, CONTRO
LE COOPERATIVE CHE HANNO SEMPRE TRUFFATO I LAVORATORI, L'INPS E LO
STATO.

E' UNA VERGOGNA!!!,


PER QUESTO MOTIVO DOBBIAMO PARTECIPARE IN TANTI AL PRESIDIO CHE SI TERRA' MARTEDI' 7 LUGLIO DAVANTI AL TRIBUNALE DI PADOVA A PARTIRE DALLE ORE 10,30 PER RESPINGERE IL TENTANTIVO DI CRIMINALIZZARE CHI STA LOTTANDO CONTRO LA VERA CRIMINALITA' FATTA DA CHI GESTISCE QUESTO TIPO DI COOPERATIVE E DA CHI HA SEMPRE TOLLERATO CHE LE COOPERATIVE OPERASSERO INDISTURBATE. 

PDR OTTIMO RISULTATO.. SOPRATTUTTO PER AGUSTA

FIM FIOM UILM CONTESTANO I RISULTATI MA NON IL PREMIO
PDR OTTIMO RISULTATO.. SOPRATTUTTO PER AGUSTA
chi è causa del proprio male pianga se stesso …


PDR previsto dall’accordo per il 2014 (pagato nel 2015) = 5200.00 €

Struttura                                          PDR   (€)               Differenza (€)

Strutture centrali                           4832.05               -367.95
Centro integrato trasmissioni       4987.50               - 212.50
Procurement                                  4830.00               -370.00
Commerciale                                 4832.05               -367.95
Engineering                                   4567.50               - 632.50
Vergiate                                         4882.50               -317.50
Tessera                                          4882.50               -317.50
Anagni                                           4672.50               -527.50
Frosinone                                      4882.50               -317.50
Frosinone R&O                            4882.50               -317.50
Brindisi                                          4515.00               -685.50
Benevento                                      4882.50               -317.50
Customer Support                         3937.50               -1262.50
Training                                        4987.50               - 212.50


Mentre Agusta continua a garantire (da anni) stipendi milionari ai vari manager sia aziendali che di Finmeccanica con buone uscite da nababbi a chi viene “sostituito” e stipendi da favola ai nuovi arrivati (a partire dall’Ing. Moretti), i lavoratori si devono accontentare di prendere un PDR “addomesticato” da mamma Agusta con una differenza in negativo rispetto a quanto avrebbero dovuto prendere raggiungendo tutti gli obbiettivi. 

Ricordiamo che Agusta, pur avendo da anni un bilancio in attivo con un ROS del 12.4 contro un ROS medio di tutte le aziende del gruppo Finmeccanica che è di 7.4, mantiene un livello retributivo dei propri dipendenti con stipendi tra i più bassi tra tutte le aziende del gruppo per poi regalare premi e superminimi ma solo a chi conosce bene la “lingua”….

Inoltre, sono ormai anni che la gran parte del lavoro, in tutti i reparti e uffici, viene svolto da personale esterno o da aziende esterne cui non importa minimente di raggiungere obbiettivi o milestone per arricchire i dipendenti Agusta, mentre Agusta perde know-how, qualità del prodotto, autonomia, ritardi nelle consegne ecc…

Un ultima cosa: mentre il Direttore dell’Engineering ci raccontava rammaricato di come l’Ing Moretti gli volesse cambiare la macchina con una più economica, rivendicando le sue qualità e doti personali, stabiliva gli obbiettivi e le mileston per il raggiungimento del PDR completamente irraggiungibili, facendo perdere a tutti i dipendenti della DT, in due anni, più di mille euro di premio … come va la macchina nuova Direttore???  


C. Costa 3 luglio 2015

presidio a milano del 2 luglio 2015 del Coordinamento Nazionale Autoferrotranvieri 27 marzo 2015














venerdì 3 luglio 2015

Grecia. Una lezione di democrazia

526 milioni. Questa la risibile quantità di euro che separa il piano economico predisposto da Varoufakis e dai tecnici economici e finanziari del governo greco da quanto richiesto a gran voce dalla Troika. 526 milioni a fronte di un debito di 350 miliardi che rischiano di essere perduti dai creditori internazionali, tra cui l’Italia per la modesta cifra di 40 miliardi. Questo l’azzardo di una snervante partita a poker sulla pelle dei cittadini greci, quelli più indifesi naturalmente. Dopo che lo stesso FMI ha ammesso gli errori fatti in Grecia: le scelte economiche di austerità non hanno curato la malattia greca, infatti è aumentato il rapporto debito/PIL (180%), l’impoverimento drammatico della popolazione ellenica e il dilagare della disoccupazione (27%). Una quisquilia se la rapportiamo ai 387 miliardi bruciati dal ribasso borsistico di lunedì 30 giugno, prodotto dall’effetto di ritorno del rifiuto greco del piano presentato da Junker a nome dell’Unione Europea.
È chiara a tutti la differenza tra milioni e miliardi?!!!
Le cifre nella loro secchezza ci raccontano che quello che è in palio nel laboratorio greco non è tanto il default economico quanto l’imperio politico definito dalla Troika: un’incrinatura può far passare un soffio che in Europa potrebbe trasformarsi, nel prossimo futuro, in un vento di cambiamento profondo, a principiare dalla Spagna. Di qui la necessità di ribadire chi decide, chi comanda.
La scelta di Tsipras di sospendere le trattative e chiamare il popolo greco ad esprimersi attraverso il referendum è una lezione di democrazia diretta che ci viene, ancora una volta, da Atene. L’unica risposta possibile e compatibile col mandato elettorale che Syriza ha ottenuto e che aveva esplicitato nel programma di governo. Dunque, giustamente, la scelta aspetta al popolo.
Ora c’è la corsa massmediatica a indicare in Tsipras il colpevole dell’uccisione dell’Europa, la ricerca di un nuovo compromesso, le interessate esortazioni di Obama e della Cina, di tutti quelli a cui è utile una formale Unione Europea.
Ma c’è un aspetto che va richiamato all’attenzione, posto che è sottaciuto nel dibattito che imperversa: la prospettiva economica che viene occultata e che si verrebbe ad aprire in caso di default greco, con paracadute o meno, vede avvantaggiarsi le economie ‘forti’ europee, a cominciare dalla Germania, Francia e anche Italia, che vedrebbero incentivate le esportazioni  delle loro produzioni nei mercati internazionali, favorite da un deprezzamento del nostro e euro nei confronti del dollaro. Un bel assist alle spompate economie europee, alle prese con una ripresa produttiva stentata o drogata dagli incentivi fiscali e monetari.
Non a caso i più solerti ad intervenire invitando le parti a riconsiderare le posizioni espresse sono stati il ministro degli esteri cinese e mister Obama che si muovono a difesa delle loro economie che ne potrebbero risentire. Per Obama e la Nato si aggiunga qualche preoccupazione geopolitica in più.

Due sono, dunque, le pressioni esterne che vogliono la Grecia fuori dalla zona Euro, sono due pressioni potenti eminentemente europee, nonostante che il pugno battuto sul tavolo sembri quello della signora Lagarde del FMI.

RSU Alenia Aermacchi di Venegono COMUNICATO SINDACALE

La RSU Alenia Aermacchi di Venegono si è riunita il 26 giugno
2015, per discutere i temi all’ordine del giorno: situazione
aziendale e preparazione incontro osservatorio regionale.
Mentre la RSU discuteva sul ritardo dell’erogazione del PDR e
della mancanza del comunicato aziendale, un gruppo di lavoratori
ha chiesto di intervenire, ribadendo la necessità di avere certezze
dall’Azienda in merito all’accredito bancario del PDR.

Ricordiamo che nell’Accordo Sindacale del 12 luglio 2012 è
prevista l’erogazione del premio con la retribuzione di Giugno,
fatto che è sempre avvenuto.

La RSU ha quindi deciso di recarsi unitariamente all’Ufficio del
Personale per un incontro con la Direzione.
Dopo una lunga discussione con i Responsabili HR, la RSU ha
ottenuto un Comunicato Aziendale, che avrebbe già dovuto
essere pubblicato il giorno 24 u.s., nel quale si ufficializza
l’accredito del PDR in data 2 luglio 2015.

E’ già inaccettabile che l’Azienda non informi i dipendenti del
ritardo dei pagamenti “PDR e MBO” ma ancora di più che si
debba arrivare a compiere atti di forza per avere un comunicato
ufficiale. Questa è l’ennesima conferma della confusione
gestionale che affligge la Direzione Aziendale.

Affronteremo anche questo tema durante l’Osservatorio
Regionale che si terrà nei prossimi giorni.

RSU Alenia Aermacchi Venegono

Venegono S., 29 giugno 2015

PELLEGRINI PULIZIE AGUSTA: ALCUNI CHIARIMENTI

Caro Direttore lei fa troppe cose e non si concentra come dovrebbe

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER IL PERSONALE DIPENDENTE DA IMPRESE ESERCENTI SERVIZI DI PULIZIA E SERVIZI INTEGRATI / MULTISERVIZI

Articolo 24 - INDENNITA' VARIE

INDENNITA' RIMOZIONE SCORIE E POLVERINO ALTOFORNI:
Ai lavoratori addetti alla pulizia per la rimozione delle scorie e del polverino degli alti forni, l’impresa corrisponderà un’indennità di € 0,05 per ogni ora di lavoro.
INDENNITA' PULIZIA REPARTI LAVORAZIONI INDUSTRIALI
Ai lavoratori addetti alla pulizia dei soli reparti industriali destinati alle lavorazioni, l’impresa corrisponderà un’indennità di € 0,036 per ogni ora di lavoro. Queste due ultime indennità sono da considerarsi come elemento utile ai fini del calcolo dell'indennità sostitutiva del preavviso, del trattamento di fine rapporto, del trattamento di festività e di ferie nonché della 13° mensilità e della 14° mensilità.
INDENNITA' PULIZIA AMBIENTI RADIOATTIVI
Al personale professionalmente esposto ai pericoli di radiazioni (Alfa - Beta - Gamma - Raggi X) sarà corrisposta un’indennità di € 0,12 per ogni ora di lavoro prestata in specifiche zone controllate (Reattori nucleari in funzione - trattamento radio - elementi, radioisotopi).
Detta indennità è da considerarsi come elemento utile ai fini del calcolo del trattamento di festività, ferie, anzianità, 13° mensilità e 14° mensilità e indennità sostitutiva del preavviso.
INDENNITA' PER LAVORI NEL SOTTOSUOLO
Ai lavoratori che effettuano prestazioni in cunicoli, canali, gallerie, locali sotterranei non ventilati, sarà corrisposta un’indennità di € 0,03 per ogni ora di lavoro, non cumulabile con altre analoghe indennità.

Articolo 26 - INDUMENTI DI LAVORO E DIVISA

Indumenti di lavoro:
Le imprese forniranno ogni anno gratuitamente a tutto il personale operaio 2 tute o 2 camiciotti e 2 pantaloni o 2 indumenti equivalenti. L’impresa concorderà in sede aziendale con la r.s.u., ovvero, ove ancora non costituita, con le r.s.a., l’eventuale fornitura di ulteriori indumenti in relazione al grado di rischio per la salute e l’incolumità del lavoratore nelle prestazioni richieste. L’impresa terrà in dotazione impermeabili con relativo copricapo, a disposizione di quei lavoratori che siano costretti a svolgere la loro attività sotto la pioggia. I lavoratori sono tenuti a curare la buona conservazione degli indumenti loro affidati e durante il servizio, indossare la tenuta fornitagli.
Divisa:
Qualora l’attività prestata preveda la fornitura di una divisa, indispensabile per lo svolgimento del servizio, questa sarà fornita dall’impresa compatibilmente con l’usura e comunque con cadenza biennale. Il lavoratore è tenuto in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro alla restituzione della divisa; in caso contrario, il costo della divisa sarà computato come onere a carico del lavoratore. Si applicano le vigenti normative in materia di sicurezza del lavoro.


C. Costa, 29 Giugno 2015

martedì 30 giugno 2015

Strage di Viareggio: corteo ricorda 32 vittime sei anni dopo

VIAREGGIO - Sei anni dopo il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 la città ha ricordato le 32 vittime con un corteo e una manifestazione a cui hanno partecipato diverse migliaia di persone.

Il corteo è partito da via Ponchielli, la strada che venne investita dalle fiamme dell’incendio del vagone-cisterna. Apre il corteo lo striscione dell’associazione dei familiari delle vittime. Esposti i gonfaloni dei Comuni della Versilia. Dai treni in transito dalla stazione di Viareggio sono stati emessi lunghi suoni di sirena a ricordo delle vittime. Lungo il percorso il corteo ha rivolto un omaggio alla sede della Croce Verde, dove ci furono dei feriti, al presidente Milziade Caprili, e in via Aurelia di fronte la ditta Mobiloil per il giovane operaio Matteo Valenti scomparso a 23 anni in seguito a gravi ustioni riportate mentre lavorava. Poi il corteo torna in via Ponchielli per la proiezione del cortometraggio “Ovunque proteggi”, con la lettura dei 32 nomi delle vittime. La giornata per il sesto anniversario è stata come sempre lunga. Messa la mattina con l’arcivescovo Italo Castellani al cimitero della Misericordia, poi in Comune c’ stato l’incontro con i rappresentanti di comitati sorti per altre tragedie avvenute in Italia, per soffermarsi sull’aspetto della sicurezza ferroviaria e poi il lungo corteo per le vie cittadine, al quale hanno preso parte anche gli amici e i parenti di Manuele Iacconi, il 34enne di Piano di Mommio morto dopo un pestaggio subito in Darsena la notte di Halloween.

Fincantieri, sequestrate aree Monfalcone. 7 indagati: “Deposito rifiuti incontrollato”

Un’area dello stabilimento di Fincantieri di Monfalcone è finita sotto sequestro perché, secondo la Procura, è diventato nel tempo un “deposito di rifiuti incontrollato”. Ci sono 7 indagati, tra questi anche l’ex direttore della struttura, Carlo De Marco. L’ipotesi di reato è attività di gestione dei rifiuti non autorizzata. Il tribunale di Gorizia, su richiesta dei pm, ha disposto il sequestro preventivo – eseguito dal Noe dei carabinieri – delle aree destinate alla selezione dei residui di lavorazione che, dice la Fincantieri con una nota, sono “strategiche per il regolare svolgimento del ciclo produttivo”. La società definisce la misura ”particolarmente gravosa” e si sta attivando per ottenere la sua revoca. Secondo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi quello che è successo a Monfalcone rappresenta “un altro caso Ilva, un altro caso in cui sembra che non si voglia che le imprese operino in questo paese, una cosa particolarmente grave”. Per il capo degli industriali c’è addirittura una “manina anti impresa”. Nel cantiere di Monfalcone lavorano circa 4.500 persone tra dipendenti della stessa Fincantieri e operai delle società in appalto. Da oggi, 30 giugno, lavorano soltanto gli addetti alla manutenzione degli impianti, cioè un centinaio di persone. Al cantiere sono in costruzione alcune navi, grazie anche alla ripresa degli ordinativi, tornati a livello pre-crisi del 2007.
ilfattoquotidiano.it

A Expo turni di 12 ore e contratti in nero", i lavoratori fantasma del padiglione del riso

Lavoratori indiani con contratti capestro registrati a Hong Kong, che coprivano appena due settimane di lavoro, quelle iniziali. Di fatto lavoratori extracomunitari in nero che quindi, adesso, si ritrovano in una terra di mezzo: "Se li fermano per un controllo fuori dall'area espositiva di Expo li mandano subito al centro rifugiati di via Corelli", dice scherzando (ma neanche troppo) un sindacalista.

L'ultimo caso del capitolo finora accidentato "lavoro & Expo" coinvolge il padiglione del riso Basmati. Con sette lavoratori sui 14 totali di un ristorante indiano che hanno presentato una denuncia ben dettagliata ai carabinieri. Lamentando turni di dodici ore di lavoro consecutivo, mancanza di sicurezza in cucina e relative scottature, stipendi mai pagati o pagati solo in parte. I rapporti di lavoro sarebbero in carico a una società ancora in fase di iscrizione al registro della Camera di commercio, essendo appunto di Hong Kong. Insomma, un ginepraio.Con aggiunta di particolari che  -  come racconta Antonio Lareno della Camera del lavoro  -  confermano i dubbi: "La settimana scorsa c'è stata una visita ispettiva della struttura antinfortunistica di Expo: alla richiesta di mostrare i singoli pass un addetto è letteralmente scappato". E infatti il sospetto, che è quasi una certezza, è che alcuni di quei lavoratori entrassero dentro i cancelli di Rho-Pero con i pass da visitatore temporaneo.
repubblica.it

lunedì 29 giugno 2015

Ikea, ecco il piano B

Cerro Maggiore Troppe polemiche, troppe resistenze, troppe amministrazioni che prima hanno detto di sì, poi dopo le elezioni si sono messe di traverso. Così Ikea, che di solito per politica aziendale tende a evitare guai, alla fine ha deciso di mettere allo studio un “piano B”. L’opzione di un punto vendita con annessa galleria commerciale (un po’ più piccola di quanto prevista originariamente) resta valida, ma intanto si comincia a sviluppare anche l’ipotesi di un "parco commerciale" sul modello ad esempio del “Rescaldina Village” (tanto per restare in zona). Un po’ più piccolo, ma soprattutto meno "massiccio" rispetto all’unico edificio inizialmente previsto.
Per il momento si tratta solo di ipotesi, di certo c’è solo che comunque andrà a finire l’iter dell’accordo di programma dovrà ricominciare da capo. Ma entro settembre il Consiglio di amministrazione di Ikea Italia dovrà scegliere: il punto vendita non si tocca, ma a questo potrebbe essere affiancata la galleria commerciale (il piano A), oppure il parco commerciale (il piano B).
prealpina.it

Stipendi in ritardo, doppia manifestazione in Agusta Westland

L'agitazione riguarda i lavoratori della EasyGroup, che si occupano di logistica in subappalto negli stabilimenti della società Finmeccanica.

Doppia assemblea e doppio presidio in due strutture Agusta Westland,  lo stabilimento di Vergiate e il deposito logistico di Lonate Pozzolo. A protestare e far sentire la loro voce sono stati, nella mattina di venerdì 26 giugno, i lavoratori della EasyGroup, una società che lavora in subappalto nella logistica.
Secondo lavoratori e delegati, i ritardi di EasyGroup (subappaltatore) derivano dai pagamenti dilazionati da Fata Logistic, la società di logistica che sta dentro al gruppo Finmeccanica. «Come è possibile che succedano queste cose? Dovremmo chiederlo a Mauro Moretti, presidente di Finmeccanica», rilancia qualcuno, chiamando indirettamente in causa il governo, visto che il gruppo Finmeccanica rimane società partecipata.

Non viene pagato, spara all’auto del titolare

Dramma sfiorato questa mattina in un’azienda di Magnago quando un uomo ha esploso tre colpi di pistola contro l’auto di un imprenditoreverso il quale, pare, vantasse un credito. I Carabinieri della Stazione di Legnano lo hanno arrestato per i reati di danneggiamento aggravato e porto abusivo d’arma da fuoco. 
L’arrestato, poco prima, si era recato dal titolare della ditta di trasporti per la quale lavorava e al termine di un litigio, verosimilmente incentrato sulla mancata corresponsione di una parte della paga, ha esploso i 3 colpi d’arma da fuoco, detenuta illegalmente, all’indirizzo dell’autovettura del titolare che ha subito avvisato le forze dell’ordine.