giovedì 29 giugno 2017
Educatrici, non c’è l’accordo. Mese di luglio a rischio
Adl e Cgil attaccano il Comune con una dura nota stampa. “Fermo restando la singola scelta di ogni lavoratrice, non possiamo dare alcuna garanzia sul buon proseguimento delle trattative”
Il caso-educatrici è tutt’altro che chiuso. Se nei giorni scorsi l’intesa tra le insegnanti di asili nido e scuole materne e l’amministrazione comunale sembrava molto vicina, nelle ultime ore le parti sono tornate ad essere distanti.
Lo confermano i sindacati Adl e Cgil attraverso una nota stampa, che non è invece stata sottoscritta dall’altra sigla che compone le Rsu comunali, il Csa.
Al momento, quindi, non è per nulla certo che le educatrici garantiscano il servizio anche nel mese di luglio.
Questo il comunicato diffuso martedì pomeriggio:
Lo confermano i sindacati Adl e Cgil attraverso una nota stampa, che non è invece stata sottoscritta dall’altra sigla che compone le Rsu comunali, il Csa.
Al momento, quindi, non è per nulla certo che le educatrici garantiscano il servizio anche nel mese di luglio.
Questo il comunicato diffuso martedì pomeriggio:
informazioneonline.it>>>Dopo un anno trascorso a chiedere il rispetto del calendario scolastico, a rivendicare gli accordi presi a inizio anno, a denunciare la modalità scorretta di “prelevare coattivamente” le ferie; l’amministrazione comunale si ricorda delle educatrici solo per quanto riguarda l’eventuale prosecuzione del calendario scolastico per il mese di luglio, applicando, tra le altre cose, il medesimo calendario scolastico che ha puntualmente disatteso e tentato di modificare per tutto l’anno, millantando un accordo che, di fatto, non c’è mai stato, mancando di coerenza e trasparenza.Fermo restando la singola scelta di ogni educatrice, la quale può aderire o meno al progetto, le scriventi RSU non possono dare alcuna garanzia sul buon proseguimento delle trattative; ricordiamo che ad oggi nulla è stato firmato e quanto da noi proposto non ha avuto seguito.Spiace affermare quanto sopra ma noi dobbiamo attenerci a quanto c’è di vero, troppo parole sono state sprecate e anchetroppe “cattiverie” nei confronti di lavoratrici che hanno sempre assicurato il servizio nonostante venissero loro negati diritti sacrosanti, con minacce velate di dover restituire l’indennità ricevuta negli anni precedenti. Non vi sono parole per esprimere il disappunto in tutta questa vicenda, bastava un po’ di buona volontà per risolvere i problemi, probabilmente tutto ciò ha poco interesse.Ci scusiamo infine con l’utenza per il disagio che si verrà a creare ma non abbiamo altra scelta per poter tutelare i diritti conquistati con tanta fatica e cancellati in un batter d’occhio!
Da ultimo, vogliamo affermare la superficialità dell’amministrazione che, ancora una volta, ha disatteso gli impegni presi con il settore educativo.
Rinnovo CCNL metalmeccanica industria: nuovi (fantastici) minimi dal primo giugno 2017
Sul
piano economico il rinnovo contrattuale del 26/11/2016 ha introdotto profonde e
radicali novità soprattutto in riferimento alla componente "economica". Ai
dipendenti saranno corrisposti infatti per l'intera vigenza contrattuale (con le
retribuzioni di giugno 2017, giugno 2018 e giugno 2019) gli aumenti retributivi
definiti e calcolati ex post in base all'effettivo andamento dell'inflazione
misurata con l'indice IPCA pubblicato dall'Istat nel mese di maggio di ciascun
anno.
Per
quanto previsto dal CCNL, dopo il comunicato ufficiale dell'Istat del 30 maggio
u.s. relativo alla dinamica dell'inflazione misurata dall'indice IPCA al netto
dei prezzi dei beni energetici importati relativa all'anno 2016, le parti
sociali in data 6/6/17 hanno sottoscritto le tabelle degli aumenti dei minimi
retributivi, con decorrenza 1° giugno 2017, che di seguito si
riportano.
Incrementi
retributivi dal 1° giugno 2017
martedì 27 giugno 2017
Ospedale unico, “più debito pubblico e meno servizi”
Incontro
con giornalisti ed esperti per raccontare l'intervento dei privati nel progetto
dell'ospedale che sostituisce quelli di Busto e Gallarate
Il Comitato per il diritto alla salute del
Varesotto organizza un incontro mercoledì 28 giugno, alle
ore 21.00, presso la Cuac (Cooperativa Unione Arnatese di Consumo, via Torino 64
a Gallarate), «in difesa del diritto alla salute e alla cura, per il diritto dei
cittadini e delle cittadine a essere informati e coinvolti in decisioni così
importanti».
Ospiti
saranno Luca Martinelli (giornalista), Angelo
Barbato e Aldo Gazzetti (Forum per il diritto alla salute): «affronteremo
il tema dell’ospedale unico, le conseguenze della chiusura dei presidi
ospedalieri esistenti, perché è importante che la sanità resti pubblica e
cosa può comportare l’intervento del privato col project financing, cosa
prevedono le nuove delibere di giunta regionali in materia di
cronicità».
Asili nido, il sindacato:”Le educatrici non hanno firmato accordi”
La risposta di Fausto Sartorato all'assessore Magugliani sulla vicenda delle educatrici degli asili nido: "Stiamo ancora aspettando risposte dall'amministrazione alle nostre richieste"
«Le educatrici non hanno firmato nessun accordo e non lo faranno fino a quando non otterranno le risposte alle richieste fatte nei giorni scorsi». È duro il tono di Fausto Sartorato, sindacalista di Adl,dopo che l’assessore all’Istruzione Paola Magugliani ha fatto trasparire la possibilità che si fosse in dirittura d’arrivo per l’ok all’accordo decentrato proposto dall’amministrazione alle lavoratrici degli asili nido comunali.
I sindacati criticano anche l’idea di sostituire l’indennità di turno con l’indennità di disagio «perchè verrebbe finanziato coi soldi del fondo di tutti i dipendenti» – commenta ancora Sartorato che cpnferma anche la volontà di ricorrere al giudice del lavoro per la vicenda del taglio dell’indennità di turno, punto cruciale di tutta la vertenza tra Comune ed educatrici.
varesenews.it>>>
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Le educatrici non hanno firmato accordi
I delegati RSU AdL e CGIL
e le Segreterie Provinciali, sono a comunicare quanto segue: Dopo un anno trascorso
a chiedere il rispetto del calendario scolastico, a rivendicare gli accordi
presi all'inizio anno, a denunciare la modalità scorretta di “prelevare
coattivamente” le ferie; l' amministrazione comunale si ricorda delle
educatrici solo per quanto riguarda l'eventuale prosecuzione del calendario
scolastico per il mese di luglio, applicando, tra le altre cose, il medesimo
calendario scolastico che ha puntualmente disatteso e tentato di modificare per
tutto l'anno, millantando un accordo che, di fatto, non c'è mai stato,
mancando di coerenza e trasparenza. Fermo restando la
singola scelta di ogni educatrice, la quale può aderire o meno al progetto, le
scriventi RSU non possono dare alcuna garanzia sul buon proseguimento delle
trattative; ricordiamo che ad oggi nulla è stato firmato e, quanto da
noi proposto non ha avuto seguito. Spiace affermare quanto
sopra ma noi dobbiamo attenerci a quanto c'è di vero, troppo parole sono state
sprecate e anche troppe “cattiverie” nei confronti di lavoratrici che hanno
sempre assicurato il servizio nonostante gli venivano negati diritti
sacrosanti, con minacce velate di dover restituire l'indennità ricevuta
negli anni precedenti. Non vi sono parole per esprimere il disappunto in tutta
questa vicenda, bastava un po' di buona volontà per risolvere i problemi,
probabilmente tutto ciò ha poco interesse. Ci scusiamo infine con
l'utenza per il disagio che si verrà a
creare ma non abbiamo altra scelta per poter tutelare i diritti
conquistati con tanta fatica e cancellati in un batter d'occhio! Da ultimo, vogliamo
affermare la superficialità dell'amministrazione che, ancora una volta, ha
disatteso gli impegni presi con il settore educativo.
Busto Arsizio, 27
giugno 2017
giovedì 22 giugno 2017
ASSEMBLEA NON RETRIBUITA IN SCIOPERO PER TUTTI I LAVORATORI Leonardo / Finmeccanica
ASSEMBLEA
NON
RETRIBUITA
IN
SCIOPERO
PER TUTTI I
LAVORATORI
Leonardo
/ Finmeccanica
Helicopter
Division (EX
AGUSTAWESTLAND)
DI
C. COSTA - PER IL GIORNO
Venerdì
23 Giugno 2017
DALLE
13.00 ALLE 14.00
Primo
Turno
DALLE
14.00 ALLE 15.00
Secondo Turno e
Giornata
PRESSO
LA SALETTA SINDACALE
ORDINE DEL GIORNO:
-
Trattativa
sul premio di risultato (PDR)
-
Situazione
Leonardo HD e carichi di lavoro
-
varie
ed eventuali
martedì 20 giugno 2017
Protesta in consiglio comunale per l’operaio comunale
No licenziamenti illegittimi, no a discriminazioni. Chi ha sbagliato rimedi”. Con questo e con altri messaggi, scritti su cartelli e striscino, il sindacato di base AdL (Associazione dei Lavoratori) ha protestato in consiglio comunale a Samarate a fianco di Valerio Karayan, operaio cimiteriale licenziato – ha accertato il tribunale del lavoro – in modo illegittimo dall’Asc.
L’Azienda servizi comunali di Samarate è da due anni in liquidazione e i vari servizi sono stati progressivamente dismessi. L’assetto dell’azienda non c’entra con la vicenda di Karayan (licenziato adducendo motivi disciplinari), ma di fatto anche un impedimento alla riassunzione. L’azienda è stata comunquecondannata a rifondere cinque mensilità arretrate all’operaio.
requisito contributivo mimino per l’accesso all’APE sociale.
Sul
supplemento della Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016 è stata
pubblicata la Legge 11 dicembre 2016 n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato
per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio
2017-2019).
L’articolo
1 della predetta Legge di Bilancio 2017, ai commi da 179 a 186 (all. 1),
ha previsto in via sperimentale - dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 - per
determinate categorie di soggetti che si trovino in particolari condizioni, la
possibilità di beneficiare, a domanda, ed in presenza di determinati requisiti
anagrafici e contributivi, di un’indennità(c.d. APE Sociale)fino al compimento
dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di
vecchiaia di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto–legge n. 201 del 2011,
convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 2011.
L’articolo
53 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 ha fornito un’interpretazione
autentica dell’articolo 1, comma 179, lettera d), della legge di
Bilancio (all. 2).
Con
successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n.
88 (allegato 3, di seguito, per brevità, denominato decreto), pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n.138 del 16 giugno 2017, sono state adottate le modalità
di attuazione delle disposizioni in esame, che entrano in vigore il 17 giugno
2017.
Con
la presente circolare, condivisa nel suo impianto generale dal Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, si forniscono istruzioni in merito
all’applicazione dell’istituto in oggetto.
lunedì 19 giugno 2017
Mercoledì 21 giugno alle ore 17:30 è convocata la riunione della Rete per il Diritto alla Salute di Milano e Lombardia presso la Stazione Centrale di Milano, Sala Sindacale dei Ferrovieri
Mercoledì 21
giugno alle ore 17:30 è convocata la riunione della Rete per il
Diritto alla Salute di Milano e Lombardia presso
la Stazione Centrale di Milano, Sala Sindacale dei
Ferrovieri/CAF di Base - binario 21 Scala E , 3° piano, stanza 40
con il
seguente Ordine del giorno :
1. Resoconto
sulla conferenza al Parlamento europeo e sulla Riunione della
Rete europea. Prossimi impegni europei (Tolosa, Nizza, Salonicco) e proposte
per la 3^ giornata d'azione europea del 7 aprile 2018
2. il
punto sulle iniziative e la situazione in Lombardia
3. il
punto dopo l'incontro nazionale a Roma ed il lavoro per lavoro per la
costruzione della Rete nazionale.
ciao a
tutte/i,
p.la Rete per il
Diritto alla Salute di Milano e Lombardia
Il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 e serve una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica.
Non c’è tempo da perdere, soltanto la partecipazione di
tutti
può cambiare le sorti di questa battaglia dopo
l’accelerazione del governo.
Poco più di un anno fa 40 mila persone hanno
inondato le strade di Roma
contro TTIP e CETA. Adesso è il
momento di tornare a farci sentire.
La Campagna Stop TTIP Italia lancia una
mobilitazione permanente
a partire da oggi:
ciascuno di noi può impegnare qualche ora del proprio
tempo
per contattare i senatori italiani chiedendo loro di
votare NO alla ratifica.
Ecco i prossimi passi proposti:
1. Invia subito una lettera a
tutti i senatori, mettendo in chiaro che chiunque approvi il CETA non
avrà mai il tuo voto
2. Partecipa al tweetstorm sui
senatori martedì 20 giugno dalle 12
Vertenza pensioni, una scure da 23 miliardi potrebbe abbattersi sul prossimo governo
Se
la Consulta dichiarerà l'illegittimità del decreto Poletti del 2015 l'Inps si
troverà a dover rimettere nelle tasche di oltre 5 milioni di pensionati una
cifra vicina ai 23 miliardi di euro e ad adeguare gli assegni pensionistici
futuri. L'intervento di Giuseppe Pellacani, avvocato e docente universitario di
Diritto del lavoro-
Nel 2011 la legge Fornero (l. n. 214 del 2011) dispone il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS (1443 € lordi nel 2015) per gli anni 2012 e 2013. Nell’aprile 2015 con una decisione che solleva un vespaio di reazioni (la n. 70 del 2015, cosiddetta “sentenza Sciarra”) la Consulta dichiara l’illegittimità del blocco che, secondo i giudici, comportando una perdita definitiva del potere d’acquisto dei pensionati, sacrificherebbe in modo irragionevole il diritto costituzionale ad una prestazione adeguata, per di più nel nome di generiche esigenze finanziarie.
Una sentenza inequivocabile. Giusta o sbagliata, opportuna o inopportuna che sia, la sentenza Sciarra è chiara: l’INPS deve rimettere nelle tasche dei pensionati la rivalutazione monetaria maturata fino a quel momento e adeguare gli assegni pensionistici futuri, con un esborso stimato di circa 17,5 miliardi di Euro nel 2015 e 4,4 nel 2016 e per ogni anno successivo. Per evitare un’impennata dell’indebitamento e una voragine nei conti pubblici l’esecutivo corre quindi prontamente ai ripari e, invece di adottare gli opportuni atti di indirizzo, confeziona in fretta a furia un decreto legge, con cui finge di “dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015” ma in realtà ne aggira il dispositivo, spostando il problema avanti di qualche anno. Il “decreto Poletti” (n. 65/2015, poi convertito in legge n. 109/2015) restituisce infatti ai pensionati solo una minima parte degli arretrati per il 2012-2015 e non a tutti: poco più di 2 miliardi di Euro, rispetto ai 17,5 dovuti. Si comprende dunque perché numerose ordinanze di tribunali del lavoro e corti dei conti abbiano ritenuto fondata e non irrilevante la questione di legittimità costituzionale, chiamando di nuovo in causa la Consulta
formiche.net
Nel 2011 la legge Fornero (l. n. 214 del 2011) dispone il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS (1443 € lordi nel 2015) per gli anni 2012 e 2013. Nell’aprile 2015 con una decisione che solleva un vespaio di reazioni (la n. 70 del 2015, cosiddetta “sentenza Sciarra”) la Consulta dichiara l’illegittimità del blocco che, secondo i giudici, comportando una perdita definitiva del potere d’acquisto dei pensionati, sacrificherebbe in modo irragionevole il diritto costituzionale ad una prestazione adeguata, per di più nel nome di generiche esigenze finanziarie.
Una sentenza inequivocabile. Giusta o sbagliata, opportuna o inopportuna che sia, la sentenza Sciarra è chiara: l’INPS deve rimettere nelle tasche dei pensionati la rivalutazione monetaria maturata fino a quel momento e adeguare gli assegni pensionistici futuri, con un esborso stimato di circa 17,5 miliardi di Euro nel 2015 e 4,4 nel 2016 e per ogni anno successivo. Per evitare un’impennata dell’indebitamento e una voragine nei conti pubblici l’esecutivo corre quindi prontamente ai ripari e, invece di adottare gli opportuni atti di indirizzo, confeziona in fretta a furia un decreto legge, con cui finge di “dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015” ma in realtà ne aggira il dispositivo, spostando il problema avanti di qualche anno. Il “decreto Poletti” (n. 65/2015, poi convertito in legge n. 109/2015) restituisce infatti ai pensionati solo una minima parte degli arretrati per il 2012-2015 e non a tutti: poco più di 2 miliardi di Euro, rispetto ai 17,5 dovuti. Si comprende dunque perché numerose ordinanze di tribunali del lavoro e corti dei conti abbiano ritenuto fondata e non irrilevante la questione di legittimità costituzionale, chiamando di nuovo in causa la Consulta
formiche.net
venerdì 16 giugno 2017
giovedì 15 giugno 2017
LEONARDO ASSEMBLEA NON RETRIBUITA IN SCIOPERO
ASSEMBLEA
NON
RETRIBUITA
IN
SCIOPERO
PER TUTTI I LAVORATORI DI
Leonardo
Helicopter Division
COINVOLTI NELLA CESSIONE DI RAMO
D’AZIENDA VERSO LGS
PER IL GIORNO
Venerdì
16 Giugno 2017
DALLE
12.00 ALLE 13.00
PRESSO
LA SALETTA SINDACALE
ORDINE DEL GIORNO:
-
Cessione ramo d’azienda da
Leonardo a LGS
-
varie ed eventuali
ADL
– Sindacato di Base
SARTORATO ATTACCA DOPO IL MALORE DI UN’AGENTE “Più attenzione alla sicurezza della Polizia locale”
Un piccolo incidente, un camion che perde gasolio sull’asfalto e il traffico che va in tilt. È successo martedì pomeriggio in viale Diaz, all’altezza dei Cinque Ponti.
E durante l’intervento un’agente di Polizia locale ha avvertito un malore ed è stata portata in pronto soccorso insieme a un collega.
E durante l’intervento un’agente di Polizia locale ha avvertito un malore ed è stata portata in pronto soccorso insieme a un collega.
Il giorno dopo Fausto Sartorato, sindacalista della sigla Adl, protesta: “L’agente dovrà rimanere tre giorni a casa e proseguire la cura per una settimana. Quello che è successo è assurdo: i vigili sono rimasti sul posto per diverse ore, respirando i fumi del gasolio sversato. Ma né loro né gli addetti di Agesp hanno potuto ripulire l’asfalto”.
È stato necessario l’intervento di una ditta specializzata: “In breve tempo i tecnici hanno risolto il problema. Perché allora chi di dovere non è stato chiamato prima? Anche se il Comune non avesse una convenzione con questa azienda specializzata, ciò non giustifica il fatto che gli agenti siano rimasti per ore in quella situazione senza un avvicendamento adeguato. Il rispetto dei lavoratori e della loro sicurezza è la priorità. Giusto rispondere a un’emergenza, ma ritengo che la vicenda non sia stata gestita nella maniera corretta”
Pubblico Impiego in Movimento: Rimettiamoci In Movimento Mozione finale
L'assemblea
nazionale di Pubblico Impiego in Movimento, tenutasi a Milano il 10 giugno 2017
ha visto la partecipazione di una settantina di delegati/e del Pubblico
Impiego.
Ciò, per noi,
costituisce un altro passo avanti in questo cammino.
Decreti Madia,
smantellamento delle aziende partecipate, fine delle dotazioni organiche,
mancata stabilizzazione dei precari, appalti che determinano perdita salariale
e occupazionale, introduzione di forme di welfare aziendale che sanciranno il
baratto del salario con la previdenza e la sanità integrativa, un business che
vede direttamente coinvolti i sindacati.
A distanza di due
anni dalla sentenza della Consulta, che imponeva il rinnovo dei contratti dopo
anni di illegittimo blocco, i contratti sono ancora fermi e la circolare Madia
conferma che non ci sono neppure i soldi promessi, quelli che in ogni caso non
consentirebbero alcun recupero del potere di acquisto.
Le materie poi
oggetto di contrattazione non aumentano anzi si stanno restringendo gli spazi
per le rsu, se nel paese aumentano i licenziamenti per "giusta causa", nella
pubblica amministrazione si sono costruiti codici di comportamento non destinati
ai furbetti del cartellino ma a costruire un clima di paura, subalternità e
rassegnazione contro cui la assemblea organizzerà una campagna rivolta a tutti
i lavoratori e le lavoratrici della Pa, ai delegati e ai sindacati di
base.
Noi tutti\e
dobbiamo Capovolgere la narrazione di sindacati rappresentativi e governo che
ormai usano lo stesso linguaggio e si accordano su tutto anche quando le nostre
condizioni di vita, salariali e lavorative peggiorano ogni
giorno.
L'assemblea dà
mandato al gruppo promotore di Pubblico Impiego in Movimento di redigere una
piattaforma rivendicativa da presentare nei luoghi di
lavoro.
Fin da ora ci
facciamo promotori della costruzione di liste unitarie alle prossime elezioni
rsu, sotto il segno della radicalità e della opposizione a un'idea e pratica
della pubblica amministrazione all'insegna di precarietà, privatizzazione,
riduzione dei servizi, allontanamento dei cittadini dai servizi
pubblici.
L’assemblea esprime
solidarietà e sostegno allo sciopero dei trasporti, di Alitalia e della
logistica del 16 giugno ritenendolo un appuntamento importante poiché costruito
con spirito unitario e intenti concreti all'insegna della difesa del potere di
acquisto, di contrattazione e dei posti di lavoro.
L’assemblea esprime
solidarietà ai compagni greci del Refugee Accommodation Space City Plaza che
hanno ricevuto l'ordine di sgombero.
L’assemblea esprime
solidarietà al Dr. Dario Miedico, tra i fondatori di Medicina Democratica nel
1976, ingiustamente radiato dall'albo professionale dall'Ordine dei Medici di
Milano, per aver espresso posizioni critiche sulle modalità di somministrazione
dei vaccini in Italia e il suo sostegno alle famiglie i cui figli hanno subito
reazioni avverse.
L’assemblea esprime
solidarietà e sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici di Aci Informatica in
lotta contro l'attuazione del decreto che porterebbe allo smantellamento del Pra
(Pubblico Registro Automobilistico) con il licenziamento di 600 lavoratori/trici
di Aci informatica e del suo indotto.
L’assemblea saluta
ed esprime solidarietà alla Rete Nazionale Operatori Sociali che nello stesso
giorno avevano il loro 8° congresso nazionale.
L’assemblea dei
delegati e attivisti di
Pubblico Impiego in
Movimento
domenica 11 giugno 2017
No ospedale unico, la raccolta firme fa tappa a Olgiate e Samarate
Nuovo weekend di mobilitazione pr il comitato Difesa del Diritto alla Salute del Varesotto: il comitato raccoglierà le firme contro l’ospedale unico Gallarate-Busto sabato 10 giugno dalle 9,30 alle 12 a Olgiate Olona in via Mazzini.
Domenica 11 giugno sarà presente dalle 9,30 alle 12 ancora ad Olgiate Olona in piazza Volontari della libertà e a Samarate in piazza Italia
«Rispetto a un progetto che ancora non sa spiegare il motivo dell’unificazione dei due ospedali, perché le eccellenze non possono essere fatte negli ospedali esistenti, quale sarà il riordino dei servizi di cura e riabilitazione, quali saranno i costi, come e da chi verranno sostenuti (con l’unica certezza più volte ribadita all’ingresso di partner privati col project financing), come mai non si hanno già a disposizione dati epidemiologici indispensabili per ogni decisione sulla sanità, quali conseguenze vi saranno sui servizi territoriali (gli accorpamenti in un solo ospedale dei reparti di urologia, otorino e neurologia stanno dimostrando quel che accadrà: meno posti letto, meno operazioni, aumento dei tempi di attesa), il Comitato per la salute del Varesotto, chiede di usare i soldi per migliorare i due ospedali».
Caso nidi, l’accordo è vicino: «Vittoria di educatrici e famiglie»
C’è voluto anche un “mail-storm” dei genitori dei bambini che frequentano gli asili nido e le scuole materne per ammorbidire le rigidità dell’amministrazione comunale sul caso-educatrici. Una tempesta di email e telefonate al sindaco e agli assessori alla partita, dopo la sospensione del pagamento delle rette, per fare pressing e convincerli a trovare una soluzione che eviti il rischio di arrivare a ridosso del mese di luglio senza un accordo per la gestione dei centri estivi, visto che le maestre, in lotta, potrebbero rifiutarsi di continuare a svolgere il servizio, e il timore dei genitori è che negli asili finiscano per lavorare educatrici ingaggiate dalle cooperative esterne, che per i bambini sono delle “perfette sconosciute” e non garantiscono la necessaria continuità didattica.
Le vie percorribili
Ora però, dopo l’incontro informale di lunedì tra l’amministrazione e le coordinatrici dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, sul caso che tiene tutti sulle spine ormai da mesi sembra intravedersi uno spiraglio di “sereno”.
«Sì, siamo in dirittura d’arrivo per una soluzione positiva - ammette l’assessore all’educazione Paola Magugliani, che ha fatto staffetta con il collega delegato al personale Alessandro Chiesa - è stata una riunione serena e costruttiva, in cui abbiamo messo sul tavolo tutte le prospettive e le alternative percorribili, impegnandoci a trovare una soluzione nei limiti delle normative e dei contratti. Ribadendo che da parte nostra c’è il massimo rispetto e considerazione per il ruolo che svolgono le educatrici».
«La lotta paga sempre»
Educatrici, l’accordo sembra vicino
Lunedì le Rsu presenteranno in Comune un documento relativo alla gestione delle ferie e al mese di luglio. Ancora aperta il discorso sull’indennità di turno.
SARTORATO: “LE BATTAGLIE PAGANO SEMPRE”
Dopo lo sciopero e le proteste, sembra vicino l’accordo tra le educatrici di asili nido e scuole materne e l’amministrazione comunale.
SARTORATO: “LE BATTAGLIE PAGANO SEMPRE”
Dopo lo sciopero e le proteste, sembra vicino l’accordo tra le educatrici di asili nido e scuole materne e l’amministrazione comunale.
Almeno per quanto riguarda calendario scolastico e mese di luglio, mentre sulla cancellazione dell’indennità di turno la partita resta aperta.
Dopo l’incontro tra le coordinatrici, il sindaco Emauele Antonelli e l’assessore Paola Magugliani, lunedì le Rsu presenteranno in Comune un documento relativo proprio alla gestione delle ferie e al mese di luglio, in cui – salvo sorprese – il servizio continuerà a essere garantito con le consuete modalità.
Dopo l’incontro tra le coordinatrici, il sindaco Emauele Antonelli e l’assessore Paola Magugliani, lunedì le Rsu presenteranno in Comune un documento relativo proprio alla gestione delle ferie e al mese di luglio, in cui – salvo sorprese – il servizio continuerà a essere garantito con le consuete modalità.
“Per quanto riguarda la turnazione – spiega Fausto Sartorato del sindacato Adl – abbiamo fatto un decreto ingiuntivo e siamo in attesa della risposta del giudice del lavoro. Confido che le nostre due iscritte che hanno presentato l’istanza alla fine risultino avere ragione”.
In ogni caso, fa notare Sartorato, “la battaglia delle educatrici sta dando i suoi frutti, perché le lotte pagano sempre. Lo dico anche ad alcuni colleghi degli altri settori che hanno disertato l’ultima assemblea. Aspettiamo comunque che l’accordo con l’amministrazione venga messo nero su bianco. Ma senza dubbio la determinazione delle maestre nel far valere i propri diritti è servita, così come l’appoggio dell’opposizione e dei genitori, che conoscono la qualità delle persone a cui affidano tutti i giorni i loro figli”.
informazioneonline.it>>>giovedì 8 giugno 2017
RIMETTIAMOCI in movimento Incontro/dibattito Per un percorso unitario di iniziativa e di lotta nel Pubblico Impiego
Nella fase attuale, il capitalismo si autoalimenta attraverso l’appropriazione
e la privatizzazione dei beni comuni, la mercificazione dei
fondamentali diritti umani dal cibo, alla casa, alla salute e all’istruzione, lo smantellamento
dei servizi pubblici e la loro sostituzione con prestazioni a pagamento.
Da alcuni anni è in atto il processo di smantellamento della
Pubblica amministrazione deciso dalla Troika e imposto ai governi nazionali sotto forma del
pareggio di bilancio in costituzione, blocco della contrattazione e del turn over,
riduzione dei servizi erogati alla cittadinanza e accorpa-menti\smantellamenti di molte aziende
partecipate.
SABATO 10 GIUGNO ore 9,30-16
c/o Cam Garibaldi – corso Garibaldi, 27 – MILANO
L’attacco senza precedenti al salario, ai diritti e allo stesso
posto di lavoro dei dipendenti pubblici a cui oggi assistiamo - basti pensare alla
decisione del governo di stanziare per il rinnovo dei contratti una cifra risibile e
offensiva, al blocco del turnover, alla cosiddetta “riforma Madia”, allo smantellamento delle
provincie e di altri enti pubblici strumentalmente definiti "inutili" - avviene in
questo contesto, nazionale e internazionale.
Questo attacco è portato con strumenti politici, attraverso
trattati, direttive, leggi, decreti, regolamenti. Il pubblico
impiego da anni viene governato a colpi di decreti legislativi e la stessa contrattazione delle rsu è ridotta
ai minimi termini.
Allo stesso tempo per favorire i processi di smantellamento della
Pa, si alimenta lo stereotipo del dipendente pubblico assenteista e fannullone,
dividendo la forza lavoro con la performance, terrorizzandola con lo spettro della Corte dei
Conti.
Questa situazione richiede una risposta decisa e radicale da parte
dei lavoratori e dei cittadini utenti dei servizi, e interpella direttamente la
galassia del sindacalismo di base, di cui facciamo parte.
Il
nostro auspicio è che da questo incontro possa partire un percorso comune che
porti alla presentazione alle prossime elezioni delle RSU del pubblico impiego,
previste per il 2018, di liste unitarie sulla base di un programma condiviso.
lunedì 5 giugno 2017
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