lunedì 27 agosto 2018
giovedì 2 agosto 2018
BUSTO ARSIZIO Il comitato ecologico: “La chiusura al 2021 di Accam non deve essere in discussione”
In
una nota il comitato ecologico chiede "chiarezza ai sindaci per trovare la pace"
ma puntualizza che la chiusura al 2021 non deve essere messa in
discussione
C’erano
anche alcuni membri del Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente
Borsano all’assemblea dei soci di Accam di lunedì, quella in cui sono volati gli stracci tra i sindaci e si
è parlato apertamente di un rischio di fallimento per la società.
In una nota diffusa nelle ore successive a firma di Adriano Landoni il comitato
“ringrazia il sindaco di Busto Emanuele Antonelli che con fermezza a respinto la
proposta del sindaco di Legnano che sul piano industriale invita a ragionare sul
prolungamento della scadenza di chiusura al 2021 per poter garantire la
continuità aziendale”.
Infatti
“il 2021 per il comitato di Borsano resta un punto fisso da non toccare” e in
vista del quale “chiediamo chiarezza sul nuovo impianto di sanificazione imballi
sanitari che dovrebbe partire ai primi di Agosto con una cifra molto alta di
installazione”.
Certo,
a tutto questo si somma anche la richiesta di “chiarezza ai sindaci per trovare
la pace, pensando al bene comune di Accam. Vogliamo chiarezza nella verità e
pace smettendo ognuno di pensare al propio interesse ma portando iniziative
nuove per il bene della società, finendo di scaricarsi le colpe” In questo senso
“il comitato rimane in attesa a Settembre della presentazione delle proposte
del tavolo tecnico e della riunione soci del 28 Settembre sperando di rimanere
in house”.
mercoledì 1 agosto 2018
martedì 31 luglio 2018
CFL/CAL: BUONI PASTO – PREMIO DI PRODUZIONE – LIVELLO PROSEGUE LA PROTESTA DEI LAVORATORI DELLA LOGISTICA
La mensa non vuole
più i buoni pasto - Ora non possono nemmeno mangiare
I
lavoratori dipendenti della ditta CFL spa, addetti alla movimentazione e alla
logistica, che operano per conto di CAL, in sub appalto di FATA all’interno
della sede di Cascina Costa di Leonardo Divisione Elicotteri, stanno protestando
da mesi per rivendicare un miglioramento economico che manca da oltre 3 anni.
Come
se non bastavano le questioni ancora aperte con la direzione del personale, ora
scoppia il problema dei buoni pasto: la mensa aziendale non vuole più i TICKET
che vengono consegnati ai lavoratori della CFL/CAL.
La
direzione della CFL era già stata informata del potenziale rischio dato che
alcuni esercenti non accettavano più questi buoni pasto. Durante l’ultimo
incontro era stato sollevato nuovamente il problema, e la direzione si era
impegnata, finalmente, a intervenire verso FATA, che le impone questi TICKET
(così sostiene la CFL/CAL), ma ora la situazione è precipitata e i lavoratori
rischiano di avere in mano centinaia di buoni pasto che non valgono più
nulla.
Per quanto riguarda,
invece, le richieste economiche dei lavoratori, dopo l’ultimo sciopero, la
direzione del personale ci ha chiesto un incontro per arrivare al più presto ad
un accordo. La nuova proposta, però, si discosta poco da quella precedente, se
non per un leggero aumento economico rispetto al premio di risultato, ma il
complessivo impianto rimane lontano dalle richieste dei
lavoratori.
La direzione del
personale della CFL/CAL è disposta a riconoscere il livello a tutti gli operai
a partire dal 2019 ma riducendo il premio che è comunque un premio abbastanza
irrisorio: stiamo parlando di un premio annuale di circa 800
euro.
La
proposta è stata rigettata nuovamente dai lavoratori ritenendola inaccettabile.
I lavoratori continuano a chiedere solo il livello, come previsto dal contratto
nazionale in base alle loro mansioni.
Ora
la palla passa nuovamente alla direzione di CFL/CAL che deve contrattare con
FATA il nuovo appalto e risolvere il problema dei TICKET. Vedremo se la
situazione si sblocca o se saremo costretti a proseguire nella
protesta.
27
luglio 2018
lunedì 30 luglio 2018
Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto COMUNICATO STAMPA Commissione consiliare su Ospedale unico Busto Arsizio 18.07.2018
Comitato per il Diritto alla Salute
del Varesotto
COMUNICATO
STAMPA
Commissione consiliare su Ospedale
unico
Busto Arsizio
18.07.2018
Il Comitato per il Diritto alla
Salute del Varesotto ritiene che le decisioni relative alla possibile
realizzazione dell’ospedale unico Busto Arsizio – Gallarate necessitino di una
più larga informazione e partecipazione possibile dei cittadini: si tratta
infatti di scelte rilevanti con cui la popolazione di numerosi comuni (Busto
Arsizio, Gallarate ma anche tutti i comuni circostanti) dovrà confrontarsi per i
prossimi decenni, così come altrettanto impattanti sarebbero gli effetti sui
territori coinvolti a livello di viabilità, inquinamento, consumo del suolo,
ricadute sul territorio …
La mancanza di qualsivoglia
informazione da parte del Sindaco alla richiesta dei consiglieri comunali
presenti è da ritenersi in primis una grave offesa all’intelligenza dei
cittadini, che hanno invece pieno diritto ad essere informati su scelte
importanti per il territorio che vivono.
Non è stato riferito nulla circa le
necessità attuali e future, l’inquadramento urbanistico, la qualità del futuro
polo (a parte gli insulti del Sindaco a chi ha solo chiesto le doverose
informazioni sulla problematica)
Sulla base di quali presupposti la
Regione e le amministrazioni coinvolte ritengono che la soluzione ai problemi
della sanità pubblica sia la creazione di un nuovo ospedale? Con quali fondi si
ritiene di operare? Si attuerà il nuovo intervento tramite il project financing
o trattenendo fondi destinati alla salute dei cittadini? Che fine faranno le
aree degli ospedali esistenti? Come giustificare il consumo dell’ultima area
naturale tra Busto e Gallarate su cui insistono decine di migliaia di metri
quadrati di boschi? Chi sono i millantati “150 primari favorevoli
all’intervento” e perché non escono allo scoperto con dichiarazioni
ufficiali?
Se per la risoluzione delle gravi
problematiche che affliggono l’ospedale di Busto, il Sindaco Antonelli ha
ribadito che insisterà con l’assessore Gallera in Regione (metodo quantomeno
poco ortodosso per migliorare la situazione!), il Comitato si farà portavoce dei
cittadini in modo ancora più efficace e ribadirà con altrettanta insistenza al
Sindaco la necessità di capire cosa sta effettivamente dietro alle scelte sin
qui attuate e a quelle future.
Post Scriptum: Sui social media è
comparso a nome dell’associazione “Agorà Liberi e Forti” un lungo post che
sostiene il progetto della realizzazione dell’ospedale unico con un elenco di
generiche motivazioni che non entrano nelle vere questioni che il nostro
comitato ha sempre posto: l’eventuale nuovo ospedale è coerente con la necessità
di offrire un servizio sanitario vicino ai cittadini per ridurre l’accesso ai
pronto soccorso e i tempi di attesa per i normali esami diagnostici o assorbirà
tutte le risorse (ad oggi soltanto virtuali) per realizzare una mega struttura
che distruggerà altro terreno agricolo con personale insufficiente che non potrà
assumere perché oberata dai debiti che il finanziamento del progetto
genererà?
Il Comitato per il Diritto alla
Salute del Varesotto da un anno e mezzo chiede che la discussione sullo stato e
sulle necessità della sanità del territorio sia portata a tutti i livelli per
verificare se un nuovo ospedale sia la soluzione oppure “se non
si possa puntare a ristrutturazioni, anche pesanti, delle strutture attuali
ottenendo lo stessa qualità finale, concentrando le risorse per il personale e
le attrezzature specialistiche e mantenendo strutture distribuite sul territorio
più vicine ai cittadini, risparmiando terreno verde, evitando di creare altre
aree dismesse nei centri cittadini e costruire nuove inutili strade” come
abbiamo scritto nel nostro comunicato a commento della serata tenuta
sull’argomento a Gallarate lo scorso febbraio.
A coloro che chiudono il post con la
domanda “Se non ora quando” rispondiamo con “meglio tardi che
mai”: ben vengano nella discussione sullo stato della tanto decantata Sanità
lombarda per verificare se la realizzazione di un nuova mega struttura sia la
soluzione o se serva invece a dirottare risorse verso le soliti grandi opere
eludendo le emergenze attuali.
Busto
Arsizio, 22.07.2018
venerdì 27 luglio 2018
La Casa delle Donne partecipa con un proprio gazebo MERCALLO sul lago di COMABBIO dal 26 al 29 LUGLIO alla " FESTA DEL PANZEROTTO"
La Casa delle Donne partecipa con un proprio gazebo e
materiali tra cui la mostra di 8 pannelli sulla piéce "La Panchina Rossa",
porterá una panchina che sarà ricoperta da un drappo rosso accompagnata da due
pannelli con alcune foto dell'inaugurazione di quella di Gallarate e la
spiegazione del significato e del progetto
a MERCALLO sul lago di COMABBIO dal 26 al 29 LUGLIO
alla " FESTA DEL PANZEROTTO" , una festa che richiama dal circondario sul
lungo lago in media un migliaio di persone ogni sera. A Mercallo insieme al banchetto sarà posta in via provvisoria la panchina utilizzata
per lo spettacolo "LA PANCHINA ROSSA" ed esposta parte della Mostra
sullo spettacolo stesso.
giovedì 26 luglio 2018
ASSEMBLEA RETRIBUITA - Lavoratori Logistica CFL/CAL
ASSEMBLEA RETRIBUITA
Lavoratori CFL (Leonardo Elicotteri C. Costa)
Venerdì 27 luglio 2018
Dalle 8.00 alle 9.00
(Lavoratori del I° Turno e Giornata)
Con Presidio e volantinaggio
davanti alle portinerie di Leonardo elicotteri di C. Costa
Ultima ora di lavoro
Per i Lavoratori del II° Turno
OdG:
·
Incontro con azienda
·
Buoni pasto
·
Varie ed eventuali
BUSTO ARSIZIO Educatrici contro il comune, la battaglia legale sulle indennità continua
Uno
a uno, palla al centro. Nel
braccio di ferro tra comune e sindacato per quanto riguarda le indennità dei
turni, al momento c’è un pareggio. Su due processi che sono arrivati a sentenza
di primo grado, in un caso è stata data ragione a Palazzo Gilardoni e nell’altro
al sindacato. Quindi «faremo appello e vediamo chi ha ragione», dicono
sia il sindaco Emanuele Antonelli che Fausto Sartorato di
ADL.
La
vicenda riguarda il taglio delle indennità di turno che
sono state cancellate dalle buste paga a partire dalla fine del 2016. Si parla
di somme che vanno dai 100 ai 150 euro al mese per le quali è iniziata una battaglia con scioperi, proteste e
presidi finita anche con una serie di ricorsi in Tribunale. E due
di questi nei giorni scorsi sono arrivati ad una sentenza opposta: nel primo
caso che riguardava un’educatrice di asilo nido il giudice ha dato ragione al
comune, dividendo però le spese processuali, mentre nel secondo l’educatrice di
scuola materna ha avuto pienamente ragione e le spese processuali sono state
interamente addebitate al comune.
E
si parla di cifre importanti. In questo secondo processo le indennità in
discussione ammontano a circa 1.400 euro e le spese legali a 1.700. «Speriamo
quindi che considerando le cifre in discussione e il fatto che la questione
riguarda una cinquantina di lavoratori il comune decida di non sprecare altri
soldi pubblici in battaglie legali» dice Sartorato, auspicando che «il
rimborso avvenga per tutte le lavoratrici». Un auspicio che Palazzo Gilardoni
respinge al mittente. «Due giudici dello stesso Tribunale hanno inteso la
stessa vicenda in maniere opposte» commenta il sindaco Antonelli, secondo
cui «è quindi inevitabile fare appello». E così se da un lato il sindacato
annuncia che farà ricorso sulla prima sentenza dall’altro il comune lo farà
sulla seconda. Il risultato dello scontro è quindi
rimandato.
martedì 24 luglio 2018
IL SINDACATO ADL ESULTA PER LA SENTENZA “Il giudice dà ragione alle educatrici: hanno diritto all’indennità di turno”
Nuovo capitolo della vicenda relativa all’indennità di turno delle educatrici di asili nido e scuole materne, che lo scorso anno aveva visto le lavoratrici scioperare e protestare a più riprese davanti al municipio.
Oltre a manifestazioni e assemblee, due dipendenti – affiancate dal sindacato Adl – avevano presentato ricorso contro l’eliminazione dell’indennità da parte del Comune. E se nei mesi scorsi la prima delle due aveva ricevuto una sentenza “sfavorevole”, le cose sono andate diversamente per la collega.
Infatti, “il giudice del lavoro del tribiunale di Busto ha rigettato il ricorso del Comune, che dovrà risarcire la dipendente in questione e pagare le spese legali – annuncia Fausto Sartorato di Adl –. Questo è un passo avanti verso la vittoria finale, ossia il riconoscimento dell’indennità di turno a tutte le lavoratrici”.
Oltre a manifestazioni e assemblee, due dipendenti – affiancate dal sindacato Adl – avevano presentato ricorso contro l’eliminazione dell’indennità da parte del Comune. E se nei mesi scorsi la prima delle due aveva ricevuto una sentenza “sfavorevole”, le cose sono andate diversamente per la collega.
Infatti, “il giudice del lavoro del tribiunale di Busto ha rigettato il ricorso del Comune, che dovrà risarcire la dipendente in questione e pagare le spese legali – annuncia Fausto Sartorato di Adl –. Questo è un passo avanti verso la vittoria finale, ossia il riconoscimento dell’indennità di turno a tutte le lavoratrici”.
“Sentenza netta” per Sartorato, “che dice chiaramente che alla dipendente spetta quanto richiesto. Stavolta non ci sono dubbi, tanto è vero che il Comune è stato anche condannato al pagamento delle spese legali”.
A questo punto, “alla luce di questo verdetto, faremo appello per la collega. Ora voglio vedere che cosa deciderà di fare il sindaco o l’amministrazione. Mi aspetto che adesso venga riconosciuto il dovuto a tutte le educatrici, che turnano a tutti gli effetti. Mi auguro che non si voglia portare avanti ulteriormente questa vertenza, col rischio che il Comune si ritrovi poi a dover pagare ulteriori spese legali. Auspico che prevalga il buonsenso: a settembre sediamoci intorno a un tavolo e ragioniamo insieme”.
A questo punto, “alla luce di questo verdetto, faremo appello per la collega. Ora voglio vedere che cosa deciderà di fare il sindaco o l’amministrazione. Mi aspetto che adesso venga riconosciuto il dovuto a tutte le educatrici, che turnano a tutti gli effetti. Mi auguro che non si voglia portare avanti ulteriormente questa vertenza, col rischio che il Comune si ritrovi poi a dover pagare ulteriori spese legali. Auspico che prevalga il buonsenso: a settembre sediamoci intorno a un tavolo e ragioniamo insieme”.
sabato 21 luglio 2018
SABATO ALLA CASCINA BURATTANA Torna la pastasciutta antifascista
Sabato
21 luglio, alla cascina Burattana, si rinnova l’appuntamento, giunto alla nona
edizione, della Pastasciuttata Antifascista in memoria dei fratelli Cervi.
Il 25 luglio del 1943 cadde Mussolini e con lui, si pensava, il fascismo. I Fratelli Cervi offrirono alle genti vicine ai Campi Rossi una semplice pastasciutta burro e salvia.
Il 25 luglio del 1943 cadde Mussolini e con lui, si pensava, il fascismo. I Fratelli Cervi offrirono alle genti vicine ai Campi Rossi una semplice pastasciutta burro e salvia.
Le
realtà antifasciste del territorio vogliono ricordare quel giorno e riflettere
sulla situazione attuale: “Ci avviciniamo a Busto quasi al decennale di
un appuntamento partito nove anni fa con gli amici Daniele e Marco al locale Il
Passaparola. A quel tempo a ricordare la Pastasciutta Antifascista erano Casa
Cervi a Gattatico, Archivi della Resistenza di Fosdinovo e noi, antifascisti di
Busto. Di tempo ne è passato, e la cinquantina di antifascisti di allora sono
nel tempo aumentati e anche gli appuntamenti in Italia si sono
moltiplicati”.
E
“intatto è rimasto l’impegno per questa, come per altre occasioni, di provare a
praticare antifascismo a queste latitudini in cui ‘l’onda nera’, variamente
vestita, non ha mai smesso di schiumare: sbraitando contro chi arriva dalla
disperazione, ostentando machismo, spregio di storia e tradizioni, articolando
in vario modo fra pubblico e privato, al bar come al lavoro, la frase ‘me ne
frego’, marginalizzando ogni forma di dissenso.
L’imbarbarimento
a cui assistiamo e che nasce dalle nostre viscere italiche ci porta a rinnovare
l’appello a fare attenzione al fascismo che trasversale ci abita, quello che non
fa mostra di sé attraverso saluti romani e teste rasate, ma attraverso
l’arroganza e la prepotenza, l’abuso di qualsiasi forma di potere, anche del
poterino meschino, l’annichilimento di qualsiasi confronto o riconoscimento
dell’altro, la negazione di passioni, vite, storie attraverso l’uso strumentale
della Storia. ‘Questo o quello per me pari sono’, canta l’opera. L’esito è sotto
gli occhi di tutti. Ecco perché le realtà e i cittadini che hanno fatto questi
nove anni di pastasciuttata antifascista, che già proseguirono il 25 aprile in
risposta alla riduzione a mera ‘carrellata’ della Celebrazione, quelle che
furono in giro in città in bicicletta con la Costituzione il 2 giugno, vi
invitano il 21 luglio sera in Casina Burattana.
Il
fascismo fra camice nere, negazione di libertà, leggi razziali e guerra negò la
festa. Rinnoviamo oggi la gioia di mangiare e bere insieme, di ascoltare musica
e ballare, di stare a tavola e discutere schietti e in faccia. Contro tutti
fascismi di ieri e di oggi, ricordando, come canta la canzone ‘Festa d’aprile’,
che ‘oggi al fascista si addice il borghese’ proponiamo un programma gratuito
e popolare come lo fu quello vero di 75 anni fa”.
Si
parte alle 20 con la pastasciuttata con, in sottofondo, i “canti resistenti” del
Coro Rebelde. Dalle 21.30 spazio alle danze. L’ingresso è
gratuito.
Aderiscono
e sostengono l’iniziativa A.P.S. Scintille di Sale – ADL Varese Sindacato di
Base – Allegra Brigata – Antifascisti Sempre Busto Arsizio – Associazione Amici
della Cascina Burattana – Associazione E. Curiel – Emergency Busto Arsizio –
Istituto Alcide Cervi – Liberi e Uguali Busto Arsizio – MASCI Movimento Adulti
Scout Cattolici Italiani Busto Arsizio 2 – PCI Sez. Busto – Rete di
Cooperazione educativa – Rifondazione Comunista.
venerdì 20 luglio 2018
Comunicato Stampa - ASSEMBLEA PUBBLICA SUL TEMA: REVISIONE e SUPERAMENTO DELLA LEGGE FORNERO (ANALISI e PROPOSTE)
Nel pomeriggio di ieri 11 luglio si è tenuta l’attesa assemblea sul tema delle
pensioni promossa dai comitati esodati , i gruppi Facebook di disoccupati ,
quota 41, proroga opzione donna, CoNUP, Le lotte dei Pensionati , per portare
all’interno del Parlamento i problemi che riguardano i lavoratori, i loro
diritti e il futuro delle pensioni.
Ringraziamo coloro che hanno reso possibile l’evento, tutti i partecipanti e i relatori che hanno contribuito a rendere elevato il contenuto del dibattito. Infatti, riteniamo ottimo risultato di partecipazione, dibattito di alto livello, grande attenzione ai temi delle pensioni da parte dei politici e dei sindacalisti presenti, che hanno ascoltato le istanze dei diretti interessati, prima di esprimere la loro opinione.
Abbiamo esposto le varie tematiche sulle questioni pensionistiche, ponendo l’accento su quelle più urgenti, come è stata riconosciuta da tutti, partendo dalla questione degli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardia, per i quali è stato sollecitato un intervento specifico dedicato.
Naturalmente il dibattito si è sviluppato in maniera diffusa sulla necessità di cambiamento atteso, promesso, sbandierato quale il superamento della legge Monti-Fornero, ma anche suoi presupposti che dovrebbe avere un sistema pensionistico solidale; è stato sottolineato la necessità di ritornare al retributivo per tutti (forti i dubbi di legittimità della formula del contributivo che lega le pensioni al PIL) e la revisione dei limiti pensionistici, nonché valutazioni critiche sui fondi pensioni integrativi. Perché noi il cambiamento lo rivendichiamo!
Noi chiediamo di essere ascoltati dalle commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e del Senato, anche riunite congiuntamente , e dai ministeri del Lavoro MdL e del MEF a settembre .
Chiediamo di essere ascoltati come portatori di interessi, comitati , gruppi FACEBOOK, insieme alle parti sociali e i sindacati, aprendo tavoli con il Governo a settembre.
Il governo del cambiamento deve ascoltare e cambiare le modalità dei precedenti governi dando PRIORITÀ AI SOGGETTI DEBOLI , a chi un lavoro, un reddito, una pensione non ha (Esodati, disoccupati, 15 enni , ecc) , o ha pensioni minime o medio basse
Staremo col fiato sul collo al Parlamento e al Governo e torneremo ad incontrarci per una verifica sullo stato d'avanzamento dei provvedimenti che riguarderanno le tematiche sopra citate, prima della fine dell'anno.
Roma 11 luglio 2018
Per il comitoto organizzativo
Savio Galvani
Claudio Ardizio
VIDEO INTERVENTI i>>>
Ringraziamo coloro che hanno reso possibile l’evento, tutti i partecipanti e i relatori che hanno contribuito a rendere elevato il contenuto del dibattito. Infatti, riteniamo ottimo risultato di partecipazione, dibattito di alto livello, grande attenzione ai temi delle pensioni da parte dei politici e dei sindacalisti presenti, che hanno ascoltato le istanze dei diretti interessati, prima di esprimere la loro opinione.
Abbiamo esposto le varie tematiche sulle questioni pensionistiche, ponendo l’accento su quelle più urgenti, come è stata riconosciuta da tutti, partendo dalla questione degli esodati rimasti esclusi dalle precedenti salvaguardia, per i quali è stato sollecitato un intervento specifico dedicato.
Naturalmente il dibattito si è sviluppato in maniera diffusa sulla necessità di cambiamento atteso, promesso, sbandierato quale il superamento della legge Monti-Fornero, ma anche suoi presupposti che dovrebbe avere un sistema pensionistico solidale; è stato sottolineato la necessità di ritornare al retributivo per tutti (forti i dubbi di legittimità della formula del contributivo che lega le pensioni al PIL) e la revisione dei limiti pensionistici, nonché valutazioni critiche sui fondi pensioni integrativi. Perché noi il cambiamento lo rivendichiamo!
Noi chiediamo di essere ascoltati dalle commissioni Lavoro e Bilancio della Camera e del Senato, anche riunite congiuntamente , e dai ministeri del Lavoro MdL e del MEF a settembre .
Chiediamo di essere ascoltati come portatori di interessi, comitati , gruppi FACEBOOK, insieme alle parti sociali e i sindacati, aprendo tavoli con il Governo a settembre.
Il governo del cambiamento deve ascoltare e cambiare le modalità dei precedenti governi dando PRIORITÀ AI SOGGETTI DEBOLI , a chi un lavoro, un reddito, una pensione non ha (Esodati, disoccupati, 15 enni , ecc) , o ha pensioni minime o medio basse
Staremo col fiato sul collo al Parlamento e al Governo e torneremo ad incontrarci per una verifica sullo stato d'avanzamento dei provvedimenti che riguarderanno le tematiche sopra citate, prima della fine dell'anno.
Roma 11 luglio 2018
Per il comitoto organizzativo
Savio Galvani
Claudio Ardizio
VIDEO INTERVENTI i>>>
giovedì 19 luglio 2018
secondo contributo x 11 luglio di ADL Varese -
Analisi
critica del secondo pilastro pensionistico: il fondo chiuso
I fondi pensione chiusi sono nati
come “aiuto economico” alla pensione pubblica, uno dei punti fermi di questi
fondi era il lavoro stabile con versamenti costanti e poche spese di gestione;
oggi ci chiediamo se tale scopo è stato raggiunto o se non sarebbe meglio
trovare nuove strade e altre soluzioni? Secondo noi non ci sono più le
condizioni per tenere in piedi questi fondi, perché? Perché si spendono soldi
dei lavoratori per pagare i rimborsi spese ai gestori del fondo, pagare le
operazioni bancarie, le assicurazioni, ecc...; perché il fondo può fallire come
successo in altri paesi; perché il fondo è quotato in borsa e può non garantire
il futuro economico; perché il fondo investe nelle aziende che ne traggono
vantaggio; perché il fondo fa discriminazione tra lavoratori e lavoratori;
perché chi non ha un lavoro non avrà nemmeno questo ipotetico vantaggio; perché
chi ha un lavoro precario non avrà un versamento costante; perché si dovrebbe
consentire di versare le medesime quota all’INPS. Perché la pensione deve essere
pubblica e dignitosa e non “precaria” come i fondi.
INOLTRE,
le aziende versano centinaia di euro per ogni aderente al fondo (2% dal 2017)
che vengono sottratti dal budget di ripartizione collettiva ad ogni rinnovo del
CCNL. L’ultimo rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, ad esempio, ha
riconosciuto, come aumento economico, i buoni spesa e i benefit welfare
completamente decontribuiti; il contratto di secondo livello, legato alla
produttività aziendale, prevede un Premio quasi completamente decontribuito, se
non addirittura convertito in buoni spesa (vedi circolare AG Entrate n. 5/E del
29 marzo 2018). La conseguenza è che i contributi previdenziali dei
lavoratori, pur in presenza di lavoro stabile, si fermano e non aumentano
più.
Prendiamo ad esempio il fondo dei
lavoratori metalmeccanici, COMETA, e vediamo se economicamente “il gioco vale
la candela”. Sommando le varie voci di spesa (vedi tabella riassuntiva
sotto), si arriva ad una cifra annuale di spesa di circa 20 milioni di € per la
gestione di un solo fondo pensione. Se lo rapportiamo con il costo
complessivo di un lavoratore dipendente possiamo anche dire che un solo fondo
pensione chiuso potrebbe fare lavorare circa 1000 (mille) persone part-time a
tempo indeterminato, se poi moltiplichiamo questo dato per il numero dei fondi
pensione esistenti (e sono veramente tanti), possiamo avere un idea del costo
complessivo solo per la gestione di questi fondi.
Costi del fondo
pensione"COMETA" (metalmeccanici)
| ||||
Tipologia di
costo
|
Importo in euro
o in % sul capitale
|
Iscritti
|
Totale
| |
Spese
adesione
|
10,32 € (50%
lav./50% azienda)
|
400mila
|
4,0 milioni
€
| |
Quota
annuale associativa
|
16,00
€
|
400mila
|
6,5 milioni
€
| |
Commissione di
gestione
| ||||
Comparto
Monetario Plus
|
0,035% anno
su cap. + 0,012% anno x comm.
|
60
mila
|
1,2 milioni
€
| |
Comparto
Sicurezza
|
0,2534% anno
su cap. + 0,0142% anno x comm.
|
60
mila
|
3,7 milioni
€
| |
Comparto
Reddito
|
0,0615% anno
su cap. + 0,0142% anno x comm.
|
260
mila
|
6,0 milioni
€
| |
Comparto
Crescita
|
0,0950% anno
su cap. + 0,0142% anno x comm.
|
20
mila
|
1,0 milioni
€
| |
Spese correnti
| ||||
personale
|
1,1 milioni
€
| |||
rimborsi
|
0,2 miloni
€
| |||
spese
ordinarie
|
3,0 milioni
€
| |||
oneri per
servizi
|
4,0 milioni
€
| |||
7 luglio
2018
mercoledì 18 luglio 2018
Contributo al dibattito sulla pensione dell’11 luglio di ADL Varese La riforma pensionisitica “Fornero” e i fondi pensione “chiusi”
Una
delle ultime riforme pensionistiche ha visto la nascita della Rendita
Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) che consente l'erogazione di un reddito
in attesa di raggiungere l’età pensionabile, nel tentativo di dare una risposta
al tema della flessibilità in uscita all'indomani dell'introduzione della Legge
Fornero. La RITA fa ricorso al capitale
accumulato dal lavoratore nei
fondi di previdenza complementare durante la sua vita lavorativa, in
attesa che il lavoratore maturi il diritto alla pensione pubblica obbligatoria.
La RITA accende la luce sull’utilità sociale del cosiddetto “secondo pilastro”,
il fondo pensionistico chiuso.
Il nuovo utilizzo “sociale” di queste risorse non deve passare in secondo piano ma, al contrario, potrebbe aprire le porte ad una seconda giovinezza dei fondi chiusi e diventare una risorsa importante per le casse dell’INPS, partendo con il risolvere alcune anomalie “congenite” dei fondi chiusi:
·
garantire
il TFR secondo quanto stabilisce l’articolo 2120 del C.C. (evitare gli
investimenti a rischio);
·
avere
esigue spese di gestione (vedi fondo Cometa con 20 milioni di € di spese
annuali);
·
avere
versamenti costanti nel tempo (lavoro costante);
·
garantire
a tutti i lavoratori i medesimi contributi economici (quote previste dai CCNL);
Sarebbe
superfluo ribadire che non si possono risolvere i problemi di Cassa utilizzando
i soldi dei lavoratori, quello che noi proponiamo è la possibilità di creare un
fondo “pubblico” che possa dare le garanzie esposte pocanzi e che possa avere
come scopo anche quello di una risorsa economica “integrativa” alla pensione dei
lavoratori.
Onde
evitare di “congelare” il reddito previdenziale dei lavoratori e rendere vano (o
esiguo) l’aiuto economico appena proposto, sarebbe necessario continuare a
versare i contributi previdenziali, evitando di riconoscere aumenti contrattuali
totalmente o parzialmente de-contribuiti (vedi buoni spesa CCNL
metalmeccanici), o riconoscere aumenti di secondo livello (contratti aziendali)
sotto forma di premi (PDR) totalmente o parzialmente de-contribuiti
(vedi
circolare AG Entrate n. 5/E del 29 marzo 2018).
Ovviamente il tutto si regge su un principio semplice ma insostituibile:
è
necessario avere un lavoro stabile e costante nel tempo o non è possibile porre
le basi per un qualsivoglia ragionamento pensionistico.
7 luglio
2018
martedì 17 luglio 2018
LETTERA APERTA AI MEDICI LOMBARDI SULLA RIFORMA DEI CRONICI.
-PUBBLICHIAMO
DI SEGUITO DUE LETTERE SEPARATE INDIRIZZATE AI MEDICI
DI MEDICINA GENERALE E OSPEDALIERI LOMBARDI RELATIVA
ALLA NUOVA RIFORMA SULLA GESTIONE DEI PAZIENTI CRONICI CON L’EVIDENZA DELLE
CRITICITA’
LETTERA APERTA AI MEDICI DI MEDICINA GENERALE
LETTERA APERTA AI MEDICI DI MEDICINA GENERALE
Ancora
a proposito di cronici
Dopo oltre 15
mesi dalla stesura della prima delibera sulla gestione dei malati cronici alcuni
nodi sembrano venire al pettine. Aumentano le prese di posizioni critiche, anche
autorevoli e molto dure.
C’è quella
dell’ ANPO ASCOTI FIALS MEDICI che si aggiunge a quelle già espresse da SNAMI,
SIMET, UMI, Medicina Democratica, da altri sindacati e associazioni medici e
pure da settori della FIMMG.
C’è un recente
intervento del Comune di Milano che, di fronte agli evidenti disagi e incertezze
della popolazione, si propone, coinvolgendo i municipi, come strumento di
garanzia e di vigilanza.
C’è un’
adesione regionale dei MMG che rimane sotto la soglia del 50% e intorno al 25%
nell’area milanese.
La Regione non
fornisce alcun numero, ma l’adesione dei pazienti risulta comunque largamente al
di sotto delle aspettative dell’assessorato e, nei primi tre mesi di
reclutamento, non sembrerebbe aver raggiunto nemmeno il 10%. Al di là dei numeri
precisi si tratta di una percentuale irrisoria.
C’è la risposta
alle critiche dell’assessore alla Sanità che prospetta una messa a regime del
nuovo sistema in cinque, avete letto bene, cinque anni.
Di fronte al
tentativo imposto dalla Regione di trasformare gli ospedali in gestori, è stato
spiegato bene dai medici ospedalieri, anche attraverso appelli pubblici, come
l’ospedale, da sempre pensato come il luogo per la cura dei malati acuti, non
sia il posto adeguato per carenze strutturali, organizzative e culturali a
occuparsi della gestione complessiva della cronicità.
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